lunedì 20 agosto 2018

Nico (1988): Trent'anni sempre con la stessa faccia


Io non l’ho mai capito Steven Seagal, sul serio mi è simpatico e quello che volete, ma diciamo che per numero di espressioni rapportate al livello di popolarità se la gioca con Chuck Norris. Non ho mai capito come abbia fatto a diventare così celebre.

Oggi campa di rendita sfornando film girati in Bulgaria con una puntualità non richiesta, fa più parlare per la sua amicizia con Putin, per i concerti con il suo gruppo e per i meme su Internet, quasi tutti legati al suo fantasmagorico numero di espressioni facciali, che poi a ben guardare, sono più o meno le stesse di Ryan Gosling. Ma lo dico sempre, in tanti (troppi!) pensano che il numero di facce e faccete che un attore sa sfornare, siano sinonimo di talento, Johnny Depp ci ha fatto su una carriera redditizia.

Steven mi fai l'imitazione di Ryan Gosling? Perfetto!
No qui la questione è più profonda, qualcuno mi spiega come mai quell'assoluta rarità umanoide di Dolph Lundgren viene ricordato per un solo film (se chiedete quale, potete smettere di leggere questo blog per sempre) e Steven Seagal è ancora il preferito di tantissimi? Non ne ho davvero idea, eppure so dove tutto questo è iniziato, con “Nico” il film che oggi compie trent’anni e che siamo qui a festeggiare! Quindi passate a trovare il Zinefilo che ha da dirci qualcosa sul film!

Non potete non aver visto “Nico” in vita vostra, anche solo cinque minuti, penso che sia il titolo che attenta al record di film più replicato di sempre sul palinsesto di Rete 4, resta ancora oggi un solido film d’azione, un po’ bacchettone nel cuore ma con momenti riusciti, e se dico sempre che i primi cinque minuti di un film, sono quelli che ne determinano tutto l’andamento, i primi cinque minuti di “Nico” hanno fatto di più, hanno dato il via a tutta la carriera di Steven Seagal.

Lo sappiamo tutti che l’ego di Steven Seagal è sproporzionato, non c’è una singola cosa che fa nella sua vita che non diventi un monumento a sé stesso, anche quando si lancia in cause umanitarie sembra sempre che debba risolvere tutto da solo, l’industria Steven Seagal crea soldi per finanziare la vita abbastanza sopra le righe di Steven Seagal, per darvi un’idea, come si chiama la linea di coltelli e armi da taglio che da anni vende? Steven Seagal. cioè se tu vuoi uno dei coltelli di Steven Seagal devo proprio andare nel negozio e dire che vorresti comprare uno Steven Seagal, e lo chef Tony… MUTO!

“Pronto Vladimir? Che ci devo fare con Cassidy? Ok fettine sottili sarà fatto”.
La leggenda vuole che Steven Seagal (gioco alcolico? Ci facciamo un goccio ogni volta che scrivo Steven Seagal?) abbia salvato di suo pugno la sceneggiatura di “Above the Law” tra quelle scartate per un possibile film di Clint Eastwood, però non ci credo, perché dicevano lo stesso anche di “Il codice del silenzio” (1985) precedente film del regista Andrew Davis, che oltre al regista ha parecchio in comune con “Nico”.

Oltre ai traffici illeciti, la presenza di alcuni Zii magheggioni e il cattivo interpretando dal grande Henry Silva, i due film si somigliano abbastanza, il nostro Steven Seagal qui è accreditato come produttore e sceneggiatore per aver adattato alla sua vita il personaggio di Nicola “Nico” Toscani, che nella versione italiana diventa anche il titolo del film, “Above the Law” sarebbe molto più aderente alla trama, ma si sa che in uno strambo Paese a forma di scarpa, i titoli d’azione con il nome del protagonista vanno forte Rocky, Rambo… Jimmy Bobo!

Fermati, o Nico spara!
Ecco perché i cinque minuti iniziali di “Nico” sono così importanti, perché di fatto portano in scena la vita di Steven Seagal, con tanto di sue vere foto da bambino, e il suo viaggio in Giappone in giovane età per diventare un maestro di Aikidō. Sulle note fatte di sassofoni a buttare e flauti orientaleggianti della solida colonna sonora di David Frank, una cosina che urla fortissimo la parola “POLIZIESCO!”, quella che va in onda è la vita di Steven Seagal, perché da trent’anni questo fa il buon Steven, interpreta sé stesso, al massimo una versione migliorata di sé stesso, e non serve avere più di una espressione, quando quella che hai è più che sufficiente per interpretare Steven Seagal!
Poi ci vuole bravura e una buona dose di culo per poterlo fare, mi ha colpito il dettaglio delle basette del 17enne Seagal, lunghe fino al mento, anche io le avevo così a 17 anni (e prima di ridere vorrei vedere voi come eravate conciati a 17 anni!), e malgrado ciò lui è ancora qui a fare lo Steven Seagal, ed io a scrivere di lui, quindi visto? Alla fine ha vinto lui.

Solo il look da adolescente è sopra la legge (del buongusto).
Quando poi entra in azione la parte romanzata della vicenda, il film entra davvero nel vivo, dopo aver insegnato le arti marziali ai maestri Giapponesi (almeno dal film pare che sia andata così), Steven Seagal Nico Toscani è stato arruolato dalla CIA per le sue porcherie in Vietnam, qui ha il dispiacere di conoscere Kurt Zagon (Henry Silva) torturatore di professione con la predisposizione per le soluzioni da iniettare alle sue vittime. Siccome Nico è un uomo di grandi valori e tradizioni questo schifo non lo tollera e fa piazza pulita degli uomini di Silva con i suoi colpi len-ti-ssi-mi, dati con il dorso della mano, in pratica quelli che faccio io quando mi esibisco nel corpo a copro con i miei cani, in particolare con quella disgraziata maculata che si diverte a zomparmi sullo sterno mentre sono al letto, per poi esprimermi la sua gioia per avermi così dolcemente svegliato, prendendomi amorevolmente a zampate in faccia. Ve lo giuro, volete difendervi dall’entusiasmo mattutino del vostro cane? Una mossa alla Steven Seagal è quello che fa per voi!

Però vorrei vederti contro il mio cane Steve-O, secondo me ti metterebbe in difficoltà.
Basta! Ho chiuso con questa porcate in stile “Bugia, bugia, bugia dice la CIA” (cit.), io me ne vado, e così fa Nico, che torna negli stati uniti. Perché se Steven Seagal, vuole mettere fine al suo turno in Vietnam, non deve aspettare l’approvazione dei suoi superiori, gli basta andarsene e finita così, tante care cose.

Tornato a casa nella sua Chicago, Nicola “Nico” Toscani vive come ogni buon italo americano sotto lo stesso tetto “Io Mammeta e tu”, la moglie Sara Toscani è interpretata dall’attrice meno credibile al mondo nei panni di un’italoamericana, ovvero una giovanissima Sharon Stone, fresca fresca di un ruolo quasi identico nel mitico “Action Jackson” (1988) e poco prima di mandare in tilt il cervello di Schwarzenegger (e i nostri ormoni) in Atto di Forza.
“Ti prego Pòlveron vieni a salvarmi, portami via da tutto questo”.
Il modello del poliziotto duro e puro contro il crimine è vecchio quanto il cinema, vecchio almeno quanto l’Ispettore Callaghan, però bisogna dire che in “Nico” si vede tutto lo sforzo produttivo, non somiglia nemmeno lontanamente a quella robaccia precotta che oggi Steven Seagal sforna per motivi puramente alimentari, anzi, a ben guardarlo nemmeno Seagal assomiglia a se stesso, pare più che altro il suo fratello minore magro e per assurdo, come meno capelli di quanti ne abbia ora, e anche meno tinti a dirla proprio tutta.

Fa un po’ senso vedere Sharon Stone fare la moglie di Steven Seagal, oppure Silva venire malamente picchiato nel finale, e se guardate bene nella scena dove Nico picchia un intero bar per due secondi netti si vede anche quel mito di Michael Rooker, ah! Per non parlare della spalla, che non solo è nera e prossima al ritiro come Roger Murtaugh ma è interpretata da una leggenda vivente come quel gran mito di Pam Grier, una che al cinema già sgominava i cattivi a colpi di sensualità (e tettate) quando Seagal era ancora sull’aereo di ritorno al Giappone, mentre qui le tocca il ruolo semi marginale della spalla, sarebbe stato un ottimo candidato per la non-rubrica Strambi Sbirri se non fosse stato per l’ego di Seagal.

“Cerchiamo di stare calmi ok? Qui abbiamo appena fatto sfumare una rubrica”.
Eppure Andrew Davis sa il fatto suo, uno specialista che in carriera ci ha regalato ottime cosine, come il mio Steven Seagal preferito (Trappola in alto mare, 1992), “Il fuggitivo” (1993) e un mio piccolo cult personale, forse solo mio, “Uccidete la colomba bianca” (1989). Qui il regista tiene il ritmo abbastanza alto e porta in scena Nico e il suo mondo fatto di rispetto della legge al netto di una famiglia composta per metà da quegli Italoamericani, con le catenine d’oro al collo, quelli che di solito ufficialmente fanno i soldi con lo smaltimento dei rifiuti e cui è meglio non pestare i piedi, avete presente no?

Insomma Nico Toscani è il tipo di paradosso che funziona per un film un po’ reazionario nel cuore, nessuno è “Above the Law”, al di sopra della legge, tranne Nico che non si fa troppi problemi a pestare e uccidere tutti quelli che osano andarci, che siano piccoli viscidoni come Tony Salvano (Daniel Faraldo) o grandi bastardi come Henry Silva, che ovviamente è il vertice della piramide, di questo scontro che vede in un angolo Steven Seagal e nell’altro la corrottissima CIA.

“Facciamo una bella punturina e passa tutto”.
Questo intreccio prevede alcuni clandestini nascosti nel retro di una chiesa, un traffico di C4, e un senatore in vista, tutti pezzi di un puzzle comunque ben organizzato, una trama che ha il difetto rivista oggi, di sembrare un po’ vecchiotta solo perché fiera rappresentante di una tipologia di film replicata mille mila volte al cinema, ecco forse il difetto vero sono le parti di congiunzione che portano avanti l’indagine, quelle forse sì un po’ lunghe o in qualche caso forzate, tipo ho sempre trovato un po’ una scemenza il fatto che Nico riesca a fiutare l’odore del C4 nella scena della chiesa, però bisogna anche mettersi nell’ottica di tutta l’operazione e ricordarsi che l’ombra lunga dell’ego sconfinato di Steven Seagal è sempre dietro l’angolo, la polizia di Chicago non ha l’unità cinofila, non serve, perché tanto nessuno ha un fiuto migliore di Steven Seagal!

 Detto questo “Nico” manda a segno alcune scene d’azione molto ben fatte, un classico come l’inseguimento in auto vede Steven Seagal appiccicato al tettuccio della macchina come se fosse uno di quei pupazzetti da lunotto posteriore con la ventosa, anche se il momento che preferisco è il pestaggio nel vicolo, in cui Steven Seagal si esibisce nelle sue mosse lentissime ma efficaci per disarmare tutti i cattivoni, per poi inseguire a piedi l’ultimo fuggitivo. No sul serio l’avete vista la corsa di Steven Seagal? Non capisco come uno con così tanto rigore nelle arti marziali, e immagino anche controllo del proprio corpo, possa correre in quel modo, ma avete visto come agita le braccia? Pare un pinguino a cui hanno dato fuoco alla punta della coda, mi fa morire vi giuro!

Mi fa senso vederlo così, sembra il fratello magro di se stesso.
Ma “Above the law” funziona al meglio quando veste i panni del western travestito da poliziesco, Nico sospeso e senza distintivo esce vivo dalle mitragliate dei cattivi, e con la sua pistola assolutamente non regolamentale, risponde per le righe, la scena «Non vorrai mica portarci a spasso così?» BANG! «E uno! Meglio andare a spasso no?» è da applausi, anche perché mette in chiaro che quello che stiamo vedendo sono le avventure dello sceriffo Nico, eroe dagli antichi valori, nella cittadina di frontiera di Chicago.

Uno di loro, avrebbe sicuramente preferito andare a spasso.
Per altro trovo molto più risolutivo, anche a livello di messa in scena e di catartica morte del cattivo, la sparatoria nel parcheggio coperto, quella che termina con la retromarcia della morte di Nico alla guida dell’auto, piuttosto di quello che poi è il vero finale del film, la scena di tortura da cui Nico si libera fin troppo facilmente (spezzando le fascette? Uhm posso accettarlo dai muscoli di Arnold, non dalle braccette di Seagal), ma poco male, alla fine “Nico” resta un film solidissimo che con un protagonista più carismatico forse avrei gradito molto di più, perché le parti che lo compongono non sono affatto male.

Ma vediamo l’azione al rallentatore! (che poi è la normale velocità di Seagal).
Anche se io il vecchio Steve-O non sono mai riuscito a capirlo, e nemmeno forse ad apprezzarlo in pieno per motivi di semplice e puro gusto personale, alla fine “Nico” è la miccia che ha fatto esplodere il mito di Steven Seagal nel mondo, e sicuramente qui da noi in uno strambo Paese a forma di scarpa, ci sarà pure un motivo se lo hanno replicato tutte quelle volte su Rete 4 no? Tranquilli, tempo un paio di settimane lo passeranno ancora, magari pure in prima serata. Auguri Nico!

34 commenti:

  1. Ci credi che non ho mai visto un film con Steven Seagal in vita mia? E' più forte di me. Lo aborro proprio.

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    1. Aborr the Law! :-D
      Scherzi a parte, non ti sei perso niente e anzi ci hai guadagnato :-P

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    2. Come darti torto, non ho mai avuto tutta questa passione per Steven Seagal, ti potrei giusto consigliare "trappola in alto mare" per tutto il cast, Tommy Lee Jones enorme, anche se quell'aggettivo andrebbe tenuto da parte per Erika Eleniak in quel film :-P Cheers

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    3. "Aborr the Law" è definitiva! :-D Dopo la replica numero mille mila dovrebbe essere il suo titolo ufficiale ;-) Cheers

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    4. Scusa, ma come fai a conoscerlo se non hai mai visto un suo film? XD O l' hai conosciuto ormai come personaggio extra-film?

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  2. Pur non amandolo comunque sei riuscito a scrivere in modo più oggettivo di quanto ci sia riuscito io, che non ce l'ho fatta a imbavagliare il mio dileggio per Nicolino :-P
    Di sicuro la stima che gode lui e Walker Texas Ranger fra gli spettatori italiani dipende dal più alto numero di repliche che il genere umano abbia mai conosciuto. Adesso anche CineSony, TV8 e Cielo hanno iniziato a replicare a cadenza settimanale tutti i film bulgari di Seagal: spero sia solo la scolatura del palinsesto agostino...

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    1. Capisco perché piaccia, perché è un "Personaggio" come si dice con certi soggetti, ma trovo ci siano in giro anche personaggio (cinematografici e non solo) più interessanti del buon Steve-O, innegabile il suo tempismo, è arrivato al momento giusto investendo sulla cosa che preferisce: Se stesso ;-) No ci manca solo di vederlo spostarsi da Rete 4 ai vari Cielo e TV8, poi diventerebbe anche il re della replica televisiva! Cheers

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    2. Lucius, visto che non hai più il satellite ti devo dare una brutta notizia. Pure Sky ha iniziato a mettere nel suo catalogo On-Demand i film bulgari di Steven nostro.

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    3. L'unica spiegazione è che vengano via per un soldo alla dozzina, altrimenti non avrebbe senso. Cheers

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  3. E' vero, non ricordo una mazza di Nico se non che comunque non faceva troppo schifo, non come gli ultimi film dell'inciccionito Seagal. Il motivo della sua fama è un mistero, quando ci sono in giro artisti marziali che se lo mangiano per traverso. Mah. Sarà il carisma della faccia di travertino.

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    1. Il film è un po' reazionario nel cuore, ma tutto sommato è abbastanza solido, niente di miracoloso, forse con un protagonista più nelle mie corde mi sarebbe anche piaciuto di più, per il resto travertino Seagal per me resta un mistero, un giorno scopriremo che è un agente infiltrato che interpretava un attore marziale, ah no! Quello lo ha già fatto Jean Claude Van Damme ;-) Cheers

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  4. Io di Steven Seagal ricordo Trappola in alto mare, per due GROSSI motivi: Erika Eleniak! :D Nico son sempre riuscito a schivarlo, malgrado le 136 repliche di Rete 4.. E poi ora mi viene sempre in mente la versione di Seagal fatta dal venerabile Ortolani, non riesco più a prenderlo sul serio!

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    1. Quelle sono due ottime ragioni per apprezzare "Trappola in alto mare", Ortolani è riuscito dove Stallone ha fallito, aggiungere Steven Seagal alle fila degli "Expendables" ;-) Cheers!

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  5. Film col quale il nostro è entrato nel mito. Per meriti propri, per c@lo, per allineamento dei pianeti,... Insomma, fate un po' quello che vi pare, fatto sta che il nostro Steven è da 30 anni che vive più o meno di rendita grazie a questa pellicola. Chiamalo scemo!

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    1. Il problema non è il vivere di rendita, che è pieno di attori che hanno azzeccato un ruolo e poi lo sfruttano, senza che ci sia niente di male. IL problema è solo italiano, perché da noi Seagal è fatto vivere di rendita dai pigri distributori nostrani che lo replicano ogni giorno da trent'anni! Quanti film del 1988 hai visto replicare a cadenza regolare per trent'anni? Schwarzenegger, Stallone, mica li vedi i loro film proiettati ogni settimana su tre canali diversi, come succede con Seagal: sono attori inferiori? Rambo, Commando, Die Hard, sono stupidate in confronto a Nico? Eppure sono stati replicati mille volte meno...
      Il problema è che i nostri palinsesti sono un pezzentume inguardabile: CineSony è appena nata e già strombazza la sua grande esclusiva di questa estate... la serie "I Chips"! I Chips, sant'iddio! E Nove che annuncia orgogliosa le repliche dell'Ispettore Barnaby, mentre Rete4 butta in video ogni vecchiume possibile e immaginabile tutti i giorni di tutti gli anni da trent'anni ad oggi. Ecco, per questo Seagal è un mito in Italia, semplicemente perché in qualsiasi momento accendi la TV c'è il suo faccione...

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    2. Seagal ha beccato il momento giusto, ma strano che siano così amico di Putin, qui in uno strambo Paese a forma di scarpa potrebbe vivere di prepotenze, in fondo sui nostri teleschermi già lo fa ;-) Cheers

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    3. Wow! I Chips! Questa si che è una novità assoluta :-D Assurdo... Cheers

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    4. Non esageriamo. XD Dopo ha sfornato qualche titolo anche più interessante e divertente. Questo l' ho beccato un paio di volte credo. Ricordo molto più nitidamente "Duro da uccidere" e "Programmato per uccidere". Per non parlare del citato "Trappola in alto mare"! Ma anche il seguito è gradevole. Ho recuperato "Giustizia a tutti i costi". Una vera sorpresa! Sarà che ha ritmo migliore della media del cinema di genere hollywoodiano odierno per i miei gusti. Boh! Poi la colonna sonora come accadeva all' epoca spaccava.

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    5. Hai citato gli unici film di Seagal fatti con grandi case, quelli più replicati per tutti gli anni Novanta ma soprattutto che formano l'1% della sua filmografia: sarebbe bello giudicare l'attore da quei titoli che citi, purtroppo ha fatto valanghe di spazzatura in seguito che nessuno cita (soprattutto i suoi fan) perché è roba davvero indegna di un essere umano. E' però anche da quella che va giudicato un attore ;-)

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  6. Mai visto nemmeno un film!
    E se mi capita di vederlo facendo zapping passo avanti ;)
    Buone vacanze
    Ciao

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    1. Alla faccia delle mille mila repliche ;-) Grazie, da lunedì prossimo si torna a pieno ritmo! Cheers

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  7. Passato più volte sui miei schermi per colpa di mio padre, che i film con Steven Seagal se li guarda tutti - e sono convinto che, proprio come me, non li sappia nemmeno distinguere l'uno dall'altro, solo che mentre penso sia il motivo per cui a lui piacciono tanto, a me invece fa schifo, sia la cosa in sè sia i suoi film in generale -. Forse questo è il meno peggio, per quello che ricordo vagamente, però stiam proprio parlando di schifo, per quanto mi riguarda.

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    1. Penso che nemmeno il buon Steve-O se li ricordi proprio tutti, specialmente ora che ne sforna tre all'anno ;-) Cheers

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    2. Non hai mai visto qualche film di genere della Cannon allora. XD

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  8. Incredibile. C'è stata un'epoca nella quale Steven Seagal aveva un mento solo.

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    1. Ahahah pazzesco vero? Sembra suo fratello magro e malato ;-) Cheers

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  9. Per fortuna la mia attrazione per il genere action la superai presto e solo Arnold e Sly ogni tanto riuscivano a riportarmi su quella via.

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    1. Ammettiamolo, anche Arnoldone e Sly hanno portato loro stessi al cinema, e a super ego non sono secondi a nessuno, però la distanza è abissale. Cheers!

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  10. Ti do completamente ragione Nico copre almeno il 10% del palinsesto di rete 4, un altro 40 è coperto dalle repliche di altri suoi film.

    Comunque è incredibile come Seagal sia riuscito a riciclare ruolo ed espressione in altre migliaia di film.

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    1. Seagal nella migliore interpretazione di Seagal, normale che poi non necessiti di più di un'espressione ;-) Cheers

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  11. Dunque..Dolph Lundgren ovviamente tu ti riferisci a Rocky, ma per me è anche He-Man e soprattutto la mitica saga dei Mercenari..per non parlare poi dei nuovi eroi!

    A me Seagal non è mai stato simpatico, non a caso..è stato escluso dai Mercenari! :D

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    1. Conosci già più film di Dolph Lundgren rispetto alla media dell popolazione mondiale, credimi! Non ha voluto prendere parte (dice lui) secondo me voleva troppi soldi e troppi minuti sullo schermo, si è dovuto "consolare" con una parte in "Machete". Cheers!

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    2. Oltre ad He-man il poliziotto di "Arma non convenzionale" e "Resa dei conti a Little Tokyo"! XD

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  12. Secondo me lo ha aiutato la sua espressione paciosa ed il fatto che avesse un fisico piuttosto asciutto. Certo che qui era proprio magro, magro! Già nel giro di due, tre anni mise qualche chiletto!
    Ora ogni volta che cerco questo film mi esce invece "Nico 1988"!!! °_O XD
    Per me rimane un mistero di come abbia avuto una discesa piuttosto veloce dopo che con "Trappola in alto mare" era entrato in serie A! Forse ha voluto volare troppo in alto facendo addirittura il regista! Boh! Fatto sta che nel giro di neanche 10 anni è finito a fare DTV! °_O Ho visto i primi 2, "Lo straniero" ed "Il vendicatore"... pensavo fossero divertenti ed invece... meh! A tratti noiosetti ed un pochino scombinati!

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