lunedì 30 luglio 2018

Skyscraper (2018): Un uomo (che vale per tre) e una gamba


Pare che ormai, Dwayne Johnson, meglio noto come The Rock, sia diventato una specie di Nicolas Cage senza i preconcetti sulla sua recitazione, per qualche oscura ragione quasi tutto il pubblico guarda sempre volentieri il nuovo film dell’ex wrestler, anche se già sa che molto probabilmente sarà una roba di poco conto.


Siccome sto tentando di disintossicarmi dai trailer dei film, quello di “Skyscraper” non l’ho nemmeno visto, anche se ha comunque destato un minimo di attenzione, in breve tempo è diventato il film dove Rock interpreta un personaggio con una protesi alla gamba che riesce ad eseguire un salto impossibile tra un’enorme gru sospesa e un grattacielo. Per assurdo, considerando il fisico che The Rock si ritrova, il ragazzo funziona molto meglio come comico che come eroe d’azione, è strano lo so, ma al momento l’unico film che è riuscito ad azzeccare è la saga di Fast & Furious da cui è entrato dalla porta di servizio, per altro. Per il resto, il più delle volte lo ritroviamo incastrato in B movie con i soldi come Rampage, oppure in operazioni nate morte come il nuovo Baywatch, insomma: bene, ma non benissimo.

Niente sopracciglio alzato, ma una barba brizzolata perché questo è un film serio (seee proprio!).
Se non altro, questo “Skyscraper”, avrebbe potuto cavalcare il lato “Personal trailer” insito in Dwayne Johnson, anche perché basta guardarlo per capire che è uno che qualche ora della sua vita in palestra deve averla passata (giusto un paio), peccato che il risultato finale sia davvero qualcosa di imbarazzante, quindi posso dirvi che questo “Skyscraper” fa “Skyfo”, ma per amore di argomentazione ora vi illustrerò quando riesce a farlo!

Prima ho paragonato Rock a Nicolas Cage, in fondo guardando entrambi non vedi i personaggi che interpretano, vedi semplicemente due davvero troppo caratteristici per scomparire in un ruolo, ma forse avrei dovuto paragonarlo a Will Smith, perché allo stesso modo Rock ormai interpreta sempre lo stesso ruolo, quello dell’eroe imbattibile capace di fare tutto, il più delle volte pure bravo marito e padre di famiglia. Poi mi diverto moltissimo a vedere come le origini di Rock siano un enorme mal di testa per i direttori dei casting dei film, fateci caso: sembra che non riuscendo ad etichettarlo (è nero? È bianco?) ogni volta che devono scegliere attori per interpretare i suoi figli vengano fuori con una soluzione diversa, in “G. I. Joe - La vendetta” (2013) gli hanno appioppato due figli neri, in San Andreas era il padre di Alexandra Daddario (bianca e con gli occhi azzurri, per quei due che li hanno notati) e in questo film due figlioli mulatti. Il mio sogno è vedere un film dove la coppia di genitori è composta da Rock e Lucy Liu, giusto per mandare i tilt i teorici della pura razza, tiè!

I figli di Rock… I Rockini!
“Skyscraper” non si sposta di un millimetro dall’immagine pubblica del classico personaggio di The Rock, ad inizio film è un agente dell’FBI/Militare/agente di polizia (non è ben chiaro ma non importa a nessuno) che per un errore durante una crisi con ostaggi, causa la morte di un bambino, fa ustionare un pezzo di faccia al suo amico Pablo Schreiber (il Pornobaffo di Orange is the New Black ormai lanciatissimo in ruolo d’azione), ma soprattutto perde una gamba. In un prologo velocissimo il nostro finisce in ospedale e conosce la sua futura moglie, la dottoressa che lo opera, Neve Campbell, rediviva grazie al suo ruolo in House of cards, bentornata Neve.

Anche in pieno luglio mi piace la Neve (Una freddura, capito, freddura, nev.. Ok la smetto).
Tre anni dopo Will Sawyer, che sarebbe il personaggio interpretato da Rock, ma tanto per tutto il tempo tutto il pubblico lo chiamerà solo The Rock, è un uomo nuovo, è sposato con Neve Campbell, ha due figlioli, una giacchetta marrone, tentativo mal riuscito di farlo passare per uno ordinario come potrei essere io la mattina quando vado a lavorare e un lavoro onesto, verifica gli standard di sicurezza e ha una lavoro per le mani che potrebbe sistemarlo a vita, l’inaugurazione del grattacielo più alto del pianeta, una megastruttura chiamata “The Pearl” (perché in questo film se non hai un “The” davanti sei un paperino), per via di una caratteristica sfera gigante piazzata all’ultimo piano che nelle versione doppiata del film tutti chiamano “Pearl” forse perché tradurla “Perla” faceva brutto o più semplicemente suonava troppo simile a “Pirla”, anche se sarebbe stata una dichiarazione d’intenti del film.

Ecco la "Peerla", tanto per citare gli Elii.
L’enorme grattacielo che svetta sui cieli di Hong Kong è gestito da un miliardario cinese puro di cuore che si vanta tantissimo del sistema di specchi ad 8K che può trasformare la sua “Perla”, scritta “Peerla” come un disco degli Elio e le storie tese, in un enorme balcone sospeso nel niente sopra la città, una roba da cambio di mutande obbligatorio per tutti quelli che soffrono di vertigini.

Nello staff del miliardario, compare anche la faccia da schiaffi di Noah Taylor che è quello che ha tagliato una mano a Jamie Lannister, quindi non è per nulla sospetto, no no, infatti quando arrivano i generici terroristi non meglio identificati, proprio lui e Pablo Schreiber cambiano bandiera e spariscono presto dal film, senza nessuna sorpresa, perché due faccette così non destano nessun sospetto nel pubblico, ma vaaaa!

“In Cina lo vedete Game of Thrones?” , “No”, “Oh benissimo!”.
Il piano dei terroristi è quanto di più generico e, lasciatemelo pure dire, cretino visto in un film da parecchio tempo a questa parte, tutto ruota intorno ad un “Drive” da recuperare (il doppiaggio di questo film è un trionfo di “Pearl”, “Drive”, “Upload”, “Crick” e “Crock”, insomma i personaggi parlano tutti “Itanglese” nemmeno fossero i miei colleghi di lavoro), ma vi consiglio di non calare l’attenzione, perché più avanti nel corso del film le VERE motivazioni dei terroristi emergono. Voi direte: "Stanno organizzando una grande rapina come Hans Gruber e soci?". Ma va! Tenetevi forte perché è una motivazione geniale: il miliardario ha pagato i soldi del racket con un bonifico (eh!?) e ora il capo dei terroristi non può sbloccarlo in quanto tracciato, quindi mette su tutto questo casino per recuperare la rintracciabilità (ovviamente “tradotta” in italiano come “Tracking”) dei soldi che gli spettano. No, sul serio, il prossimo passo cosa sarà? Strisciare la Master Card per pagare il pizzo? Usare dei Bot come fondi neri?

“Sarai pure miliardario, ma proprio sul pavimento dovevi risparmiare?”.
Ovviamente, anche se il palazzo è ancora da inaugurare, Rock e la sua famiglia (Rock e Rockini) vivono già lì per dare il buon esempio, anche se in quanto consulente pagato per valutare la sicurezza del palazzo, mi sembra tutto un grosso conflitto di interessi, ma vabbè non formalizziamoci. Nonostante il palazzo sia VUOTO, gli unici al suo interno durante l’attacco terrorista sono la moglie e i figli di The Rock che, ovviamente, dovrà trovare il modo di entrare e siccome è il più grande (in tutti i sensi) esperto di sicurezza del mondo, conosce il palazzo meglio delle sue tasche e bla bla bla, insomma avete capito l’andazzo, no?

Ora, se nel 1988 Bruce Willis sfidava i terroristi dentro un grattacielo senza le scarpe, The Rock nel 2018 deve fare di più, molto di più, lui i terroristi li affronta senza una gamba, in una sfida aperta tra l’ego di Rock e il personaggio più famoso della carriera di Bruce Willis, John McClane.

"Non ha neanche le unghie!" (Cit.)
A dirla tutta, in “Skyscraper” troviamo anche un po’ dei film catastrofici tipo “L'inferno di cristallo” (1974) e per qualche ragione anche “Il fuggitivo” (1993) perché ad un certo punto il faccione di The Rock compare su tutti i telegiornali e in un attimo tutta Hong Kong pensa che la colpa dell’incendio al 93esimo piano del palazzo della Nakatomi Peerla sia colpa sua. Anche se lui è fuori dal grattacielo, tra la folla con il naso in aria, vi ho già detto di non formalizzarsi sulla trama, vero?

“Skyscraper” è una produzione fatta e pensate per far felice il pubblico orientale, l’ambientazione ad Hong Kong in modo che i Cinesi possano dire «Noi lo abbiamo più lungo di tutti…. Il grattacielo» e il cast di contorno orientale stanno lì solo per quello, a ben guardare troviamo pure il bravo poliziotto cinese che capisce che forse Rock non è il colpevole, ma siccome non abbiamo tempo e voglia di scrivere i dialoghi per un sergente Al Powell con gli occhi a mandorla, il personaggio è totalmente ininfluente, anche perché vorrai mica togliere minuti a The Rock, vero?

Il motivo di interesse, scatenato anche dal trailer del film era proprio il salto nel vuoto di Rock, pensateci: un personaggio con un arto artificiale che per salvare la sua famiglia fa qualcosa di impossibile, lo so che è tutto abbastanza pacchiano, ma con un po’ di cura e il giusto contesto, il salto spericolato in puro stile Evel Knievel poteva essere il baricentro del film, non pretendo proprio un “The Walk” (2015) con Dwayne Johnson, però qualcosa di più coinvolgente di così, invece? Invece, niente.

(Aspettative) Cosa speri di vedere in un film così…
Il regista sguattero di The Rock, Rawson Marshall Thurber che arriva dalle commedie e aveva già diretto il palestrato divo in quella palla di “Una spia e mezzo” (2016), riesce nella titanica impresa di prendere la scena chiave del trailer, quella che è riuscita a destare un minimo di curiosità attorno al film e a renderla di una piatezza più unica che rara, a livello di coinvolgimento emotivo, se l’avessero sostituita in fase di sceneggiatura con: «The Rock spinge il maniglione anti panico della porta ed entra nel palazzo» sarebbe stata esattamente la stessa cosa e visto che in questo film usano tutte parole inglesi a caso, concedetemene una anche a me. Come prendere il “Selling point” del film è buttarlo nel cesso, ciao ciao!

Pensate che io ero già pronto ad un commento che prevedeva qualcosa del tipo:

Ho visto The Rock volare
Tra le corde dell’argano a catena
Con la gamba posticcia saltava
E i poliziotti cinesi che gli sparano alla schiena

Invece, niente! Perché “Skyscraper” si accontenta di essere un Trappola di cristallo dei meno abbienti, allo stesso modo in cui io mi sono permesso di mettere le mie sporche manacce sulle parole di De Andrè, Rawson Marshall Thurber pensa di poter fare lo stesso con il film di John McTiernan, il tutto per assecondare l’ego del suo protagonista che, a mio avviso, dovrebbe darsi una bella calmata, perché tanto Bruce Willis non lo vedi nemmeno con il binocolo e tra “Skyscraper” e Die Hard intercorre la distanza che potete trovare tra me e De Andrè, quindi circa un paio di galassie, pianeta più o pianeta meno.

…Cosa invece ottiene da un film così (realtà).
Non sono tanto i numerosi momenti “MACCOSA” a turbarmi, tipo il fatto che la polizia non faccia MAI irruzione in un palazzo senza civili, oppure il dettaglio per cui tutta la popolazione di Hong Kong inizi improvvisamente a fare il tifo per The Rock anche se un minuto prima volevano fargli la pelle in quanto terrorista (vabbè), quello che mi manda completamente in tilt è il tentativo di voler rifare Die Hard a tutti i costi, però di più! John McClane usava il nastro da pacchi natalizio per appiccicarsi la beretta alla schiena, in uno dei finali più belli della storia del cinema? Bene, allora The Rock deve fare di più, molto di più! In questo film il nostro Rock fa TUTTO con il nastro isolante, se pensavate che The Martian fosse pure pornografia dell’utilizzo del nastro americano, è soltanto perché non avete ancora visto questo film!

Spider-Rock, Spider-Rock, il soffitto tu mi spork...
Rock si tiene insieme le ferite con l’adesivo, ma fosse solo quello, ad un certo punto si costruisce un paio di guanti appiccicosi per aderire meglio alla facciata del palazzo nemmeno fosse Spider-Man e tutto quello che non può risolvere con chilometri di nastro americano, il nostro Rock lo sbriga usando... La sua gamba artificiale!

Sì, perché il fatto che il protagonista abbia una gamba di legno di nome Smith (ah sì? E come si chiama l’altra gamba?) è totalmente ininfluente ai fini della trama, anzichè diventare un handicap del personaggio, un’occasione per noi spettatori per fare il tifo per lui, la gamba diventa un trucchetto in stile Ispettore Gadget, ci manca solo vedere il personaggio gridare «Op op Rocket gamba!» e poi il quadretto sarebbe completo. Perché a parte la cosa più ovvia, ovvero colpire qualche terrorista in testa con l’arto artificiale, Rock fa davvero di tutto con questa gamba: la usa come arpione per arrampicarsi, blocca le porte degli ascensori, magari la utilizza anche come segnalibro, insomma il MacGyver più palestrato del mondo, RocGyver!

"Giuro su Dio che finché campo non voglio più salire neanche sul tetto di una macchina!" (Cit.)
In un film dove tutto è visto e stravisto, anche il finale non riserva molte sorprese, il giochino di specchi ben illustrato dal miliardario cinese, diventa l’occasione per omaggiare il labirinto di specchi de "La Signora di Shangai” (1947), oppure per quelli più pane e salme come me, l’ultima scena di “I 3 dell'Operazione Drago” (1973) che poi era già stata ripresa da John Wick 2 l’anno scorso, insomma fantasia al potere!

Risultato finale, “Skyscraper” è una “Skyfezza”, a questo punto per The Rock vedo una sola speranza: che Shane Black riesca finalmente a fare quel film su “Doc Savage” che minaccia da tanti anni, Shane aiutaci tu sei la nostra unica speranza!

16 commenti:

  1. Cos...? Com...? Cassidy, ma sei pazzo? Sai che i film di The Rock vanno visto e apprezzati. Solo occhi a cuoricino e recensioni positive. Altrimenti il nostro viene in quel di Torino e ti tocca cambiarti la foto del passaporto perché The Rock ti cambia i connotati! Sappilo.

    Scherzi a parte, l’ho recuperato sabato per vie traverse (col kaiser che regalo 10 sacchi a sta monnezza!) e concordo al 100% col post. Ormai The Rock è diventato una maschera della commedia dell’arte come Arlecchino o Pulcinella. È il Dio sceso in terra: perfetto, imbattibile, senza macchia e senza paura, fa un lavoro che salva la gente (bagnino, poliziotto, SWAT,...), tutti lo amano e lo adorano a partire dalla sua famiglia perfetta che viene prima di qualsiasi altra cosa. Ha pure una menomazione che lo rende più simile ad un comune essere umano e più lontano dal Dio sceso in terra (poi qualcuno degli sceneggiatori mi spiega come fa a fare la pressa in palestra con la gamba mobile e avere due tronchi al posto delle cosce...). Va da se che tutto si risolverà in modo perfetto con i cattivi presi a calci in cul@ e The Rock che diventa il nuovo eroe americano. Alla prossima avventura togliamo la vista oltre alla gamba così sulla carta le difficoltà aumenteranno di volta in volta.

    Il delirio di onnipotenza del nostro eroe ha pochi eguali nella storia del cinema. Cos’e? Il terzo o il quarto film che esce con lui nel 2018? Basta fratello, calmati! Screma dei copioni. Meno quantità più qualità! Capisco che le bollette non si pagano da sole ma sei già un Dio, fai meno roba ma più memorabile. Ormai tutte le tue pellicole sono col copia&incolla.

    P.S.: lo zenit di The Rock protagonista assoluto (togli i FF quindi) rimane “Il Tesoro dell’Amazzonia”. Guilty pleaure personale.

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    1. Me lo vedo The Rock che si arrampica sopra la Mole tenendomi in un pugno mentre gli aeroplani del comune… No aspetta, il comune non ha abbastanza budget per gli aeri, diciamo dei droni radiocomanda, ehm, aereoplanini di carta! Si quelli vanno bene ;-)

      Che poi l’handicap del personaggio ai fini narrativi è inconsistente, tanto che zoppica un pochino all’inizio del film a fare le scale e poi fine delle trasmissioni! Proprio perché ormai interpreta l’eroe perfetto buono, bravo, amato e impeccabile, sarebbe ora di fare quel film su Doc Savage, personaggio che ha proprio tutte questa caratteristiche, ma un film così lo voglio SOLO scritto da Shane Black, altrimenti diventerebbe l’ennesimo soggetto fatto con lo stampino di Rock.

      Non male “Il Tesoro dell’Amazzonia”, ma forse il miglior Rock lo abbiamo visto in “Pain & Gain”. Cheers!

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  2. Carabara, so che sei in grado di domare l'itanglese ad un livello tale da non tradurre classified in classificato come farebbe un entomologo interpretato da Alberto Sordi e conto quindi sulla tua discrezione quando ti sussurro che Shane Man in Black sta apparecchiando un Doc Savage con protagonista Lucy Liu e non suo marito The Rock da quando qualcuno gli ha sussurrato che Steve Spielberg sta apparecchiando una Indiana Joanna. Io non ho mai visto il film con Ron Ely e non ha mai letto i romanzi pulpeggianti dell'Uomo di Bronzo, ma contavo gli anni senza usare tutte e due le manine fino in fondo quando incappai nel volume Superfumetti in Film della Editoriale Corno con la versione Marvel delle storie del papà di Tom Strong disegnate da Ross Andru e Tom Sutton e Tom Palmer ed inciampai poi nei due team up con Spidey ( sempre di Andru ) e con The Rock ( Ben Grimm ndr ) e La Torcia Umana ( matite di Ron Wilson ndr -FF n. 202 Ed. Corno " Più forti insieme " ndr ) e non avrei mai pensato allo Watson di Elementary per il ruolo del proto Nembo Kid. Ely o Heston direi . O Peter Fonda ripieno di steroidi. O Keith Carradine dopo sei mesi con il sergente Hartman. In quei giorni.
    Conosco The Rock da quando tentavamo tutti e due di tradurre i racconti di Cattedrale di Ray Carver in una specie di Mille e Una Notte in una stazione orbitale abitata da cyborgs con una gamba bionica senziente e ti sussurro che non ha preso così male il fatto che la sua sposa gli abbia soffiato il ruolo ( " starò a casa coi bimbi a guardare i cartoni di Big Hero Six " ) e che Lucy prende da qualche settimana lezioni di pilotaggio di autogiro. Tutto per il Metodo. Ciao ciao.

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    1. Mi pare di aver sentito qualcosa relativo ad un “Indiana Joanna”, ma ho etichettato tutto come una “Fake News” (come direbbero i miei colleghi), era chiaro fosse una notizia falsa perché insistevano nel dire “Il quinto film di Indiana Jones”, dai andiamo! Lo sappiamo tutti che i film di Indy sono TRE. TRE, sono solo TRE.

      (Cassidy arrotolato in un angolo ripete “Acqua calda brucia bambino” per una mezz’ora buona)

      Tom Strong è palesemente ispirato a Doc Savage, per altro, a lungo quel fumetto mi è sembrato l’approccio migliore al concetto di “Famiglia di supereroi” visto su carta per parecchio tempo, sono anni che penso e ripenso ad un possibile film sugli FQ (giuro, lo faccio davvero!) e ci sarebbe da imparare da Tom Strong, Ben Grimm è più Rock di The Rock ;-)

      Sai per caso anche quando esce? Lucy Liu non si vede mai abbastanza, spero che il corso di pilotaggio non preveda anche il brevetto, va bene il metodo ma ora voglio Lucy nel cielo (con i diamanti). Cheers!

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  3. grande la citazione di Faber! Certo pensavo che il clou del film fosse l'irrealistico salto, invece devo dire che la questione del bonifico (per quel poco che ho capito, ma non è colpa del recensore, premetto :D) batte veramente tutto! Ahah, me ne terrò alla larga.

    Ps che poi Gi Joe - La vendetta dei Cobra è veramente terrificante :D

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    1. Mi merito gli schiaffoni per aver messo le mie manacce su Faber in questo modo, spero passi come omaggio, altrimenti mi farò gonfiare la faccia in silenzio :-P No sul serio, la trovate del bonifico è micidiale, io e la mia Wing-Woman ci siamo guardati dicendo: Ma davvero? Ha pagato il racket con un bonifico? (storia vera).

      Pensa che “Gi Joe - La vendetta” rispetto al film precedente, sembrava quasi un film sui G.I.Joe, ma dico quasi eh? Il trucco era concentrarsi fortissimo alla particina di Bruce Willis (dodici secondi, ma intensi) e su Adrianne Palicki :-P Cheers

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    2. A me non sono dispiaciuti. Meglio per me del primo transformers, super simpatico. Gli altri non li ho visti. Peccato un pò per il secondo per come scompare qualche personaggio del primo e della mala fine di Destro.

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    3. Destro lo hanno cancellato alla prima scena, perché Christopher Eccleston non ne ha più voluto sapere, un po’ come ha fatto dopo il suo allontanamento dalla serie “Doctor Who” ma peggio. Per fortuna di due film conservo il ricordo solo di Adrianne Palicki e di Sienna Miller in versione mora, il resto si sta con fatica cancellando dalla mia memoria per mia fortuna. Cheers!

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  4. NA-KA-TO-MI NA-KA-TO-MI ecco come ho reagito alla visione del primo trailer, sbattendo i pugni sul tavolo a scandire le grida :-D
    E' da lodare quanto The Rock ci provi ma ciò che davvero colpisce è la sproporzione di quanti sforzi lui faccia per ottenere così miseramente poco. Ogni giga-film dal giga-budget che lui giga-gira fa 10 spettatori e dopo 10 giorni nessuno lo ricorda più. Non ha proprio capito il Cage-system: inutile fare in un anno un film da 100 milioni, fai 100 film da un milione, che guadagni di più e neanche te ne accorgi.
    The Rock ci prova e ci mette il 120% di se stesso, che però fa sempre zero alla somma finale...

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    1. Mi unisco al mantra espresso a pugni ;-) Hai riassunto alla perfezione la carriera di The Rock, le cose sono due, o trova soggetti adatti al suo corpaccione e la sua capacità di fare lo scemo (mi spiace non aver commentato il secondo “Jumanji”, in cui Rock era davvero azzeccato), oppure telefona a Shane Black, in ogni caso dovrebbe lavorare meno e meglio. I finti litigi con Vin Diesel sugli spin-off di “Fast & Furious” lasciano il tempo che trovano, come questo filmetto qui. Cheers!

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  5. Mi ispira abbastanza e lo vorrei vedere, quindi per ora non ti leggo. Ripasso tra qualche giorno, penso.

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    1. Vai tranqullo, la strada di casa la sai, porta il nastro isolante mi raccomando ;-) Cheers

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  6. Ho capito, film da recuperare in tv quando si ha voglia :) Quando ho sentito che vogliono fare un film sulla storia dei ragazzini tailandesi liberati dalla grotta, ho tremato al pensiero che ficcherebbero dentro anche là The Rock, magari come soccorritore subacqueo che si porta 3-4 ragazzini addosso per volta.. certo che è una bella lotta come numero film annui fra Cage e lui :)

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    1. In pratica verrebbe fuori una pubblicità dell’amaro Montenegro: I ragazzi erano intrappolati nella grotta, bisognava salvarli, e The Rock che li porta fuori a spalle quattro alla volta. Amaro MonteRock, sapore vero ;-) Cheers

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  7. Ha incassato anche meno di Rampage”! I suoi film li deve far diventare un evento, non buttarli a mozzo! Mazza NC, sempre carina! E con lo stesso sobrio look di 20 anni fa!

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    1. Per chi non segue “House of cards” una piacevole ritorno, per il resto Rock dovrebbe tentare altro mi sa. Cheers

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