venerdì 20 luglio 2018

Monty Python - Il senso della vita (1983): Addio, e grazie per tutto il pesce


Per anni l’uomo (ma anche la donna) ha cercato in lungo e in largo la risposta alla domanda definitiva (42), le religioni, la filosofia tutte le branche della scienza si sono spremute le meningi nel tentativo di risolvere l’enigma: qual è il senso della vita? Quando sarebbe bastato aspettare il nuovo capitolo della rubrica… Pythonesque!


Molti, come il sottoscritto, amano questo film, tanti altri semplicemente non lo sopportano, può una così incredibile quantità di umorismo nonsense spiegare davvero il senso della vita? A mio avviso sì e anche piuttosto bene, inoltre il risultato finale non somiglia a niente che potreste mai trovare in circolazione, no, nemmeno altri film dei Monty Python, in questo caso sono perfettamente d’accordo con la frase di lancio della pellicola. Dio ci ha messo sette giorni per creare il mondo, i Monty Python solo 90 minuti per fare tutto a pezzi, questo atto di suprema anarchia qui sopra si merita il titolo di Classido!


Brian di Nazareth supera agilmente tutte le (insensate) critiche di blasfemia e diventa un successo senza precedenti, l’ultimo definitivo passo per sganciare sul mondo la Pythonmania che esplode in tutta la sua potenza. Nel 1982 i Python vengono pagati una cifra spropositata per esibirsi al Hollywood Bowl, il celebre anfiteatro di Los Angeles dove negli anni ’60 si sono esibiti tutti, dai Beatles ai Grateful Dead, diciassettemila posti a sedere che i comici inglesi (più uno americano) occupano tutte di spettatori in estasi, tra i quali parecchie star, nella fondamentale “L'autobiografia dei Monty Python(sagoma editore, 2011) ci sono foto di Debbie Harry che mordicchia il lobo dell’orecchio ad Eric Idle, insomma i Monty Python sono delle rockstar!

Il loro agente assicura che se per caso facessero un film adesso, non avrebbero più bisogno di lavorare per il resto della loro vita, quindi ovunque vadano tutti i Python sentono continuamente ripetersi: "Quando fate un nuovo film? Quanto fate un nuovo film? Quanto fate un …" Vabbè, avete capito. Uno a cui l’idea di fare così tanti soldi da non dover mai più lavorare per il resto della vita è IO! John Cleese, il più motivato a trovare un’idea, un soggetto, uno qualunque, ma di concreto in mano il gruppo non ha davvero niente di succoso in cui affondare i denti, se non parecchio materiale ancora abbozzato e una traccia generale, un’idea per altro condivisa con l’amico del gruppo, un altro geniale inglese, Douglas Adams, che proprio nel 1983 pubblicava il suo ironico dizionario delle parole senza ancora una definizione intitolato “The Meaning of Liff”... Considerando il titolo così simile, una dimostrazione che le grandi menti pensano all’unisono.

Titoli di testa del film e omaggio a Douglas Adams? Fatto!
Insomma, chiunque è pronto a produrre un film che nemmeno esiste e di tutte le storie sulla produzione di “Monty Python's The Meaning of Life” questa le batte tutte: sapete come i Python hanno presentato il film ai tizi della Universal? Con una filastrocca. No, sul serio, sono arrivati negli uffici della Universal Studios senza uno straccio di sceneggiatura, niente, nemmeno un titolo per il film, solo con una filastrocca scritto poco prima della riunione, quattro righe in rima, queste:

In questo film non manca nulla
È indovinato in tutte le mosse
Dal senso della vita e dell’universo
Alle ragazze con le tette grosse.

Beh direi che almeno in questa scena, sono stati di parola!
In cambio delle quali, senza battere ciglio la Universal ha staccato ai Python un assegno da dieci milioni di dollari (storia vera). Ora, tutto questo dovrebbe farci riflettere su tutti i colloqui delle nostre vite, quelli in cui ci siamo presentati preparati e con la camicia dentro i pantaloni, quando sarebbe bastata una filastrocca in rima e una discreta faccia come il culo.

Del tentativo di ritrovare la perfetta armonia che aveva dato vita a quel capolavoro di Life of Brian, i Monty Python organizzano un ritiro creativo, non alle Barbados, ma in un altro postaccio, la Giamaica e questo, secondo me, spiega in parte molte delle trovate presenti nel film, ma mie battutacce a parte, i Python di trovare personaggi ricorrenti ed un filo rosso comune alla storia che non fosse il tema del senso della vita, proprio non ci riescono, quindi si guardano in faccia, capiscono che il materiale che hanno per le mani va benissimo per un film diviso in sette capitoli, uno per ogni giorni della creazione e delle fasi della vita (interpretate con lo stile dei Python ovviamente) e va bene così... Sapete che vi dico? Avevano ragione!

“Benvenuti alla metà del post! Mettetevi comodi, Cassidy avrà da blaterare per ore ed ore”.
La cosa davvero incredibile è che ancora oggi, anche intervistati singolarmente e, quindi, senza possibilità di mettersi d’accordo sulla versione ufficiale (a meno che non lo avessero già fatto prima, quindi sarebbe una beffa geniale) tutti i Monty Python si dichiarano poco orgogliosi del risultato finale, per tutti è un passo indietro, un film che avrebbe potuto essere anche migliore se solo avessero trovato il modo di riunire tutti gli sketch insieme. Anche in questo hanno ragione, a mio modesto gusto, questo film ha qualcosa in meno rispetto a Brian di Nazareth, per ritmo e coesione, ma malgrado questo è un capolavoro che contiene alcuni dei momenti più geniali di tutta la produzione Pythoniana, insomma non malissimo per un film che non piace a nessuno dei suoi creatori.

Per il gruppo è chiaro che il regista ufficiale dei loro film debba essere per forza Terry Jones, cosa che va benissimo a tutti, anche all’altro Terry, Gilliam, che dopo il successo raggiunto con I banditi del tempo, è ben felice di lasciare la regia al suo omonimo e butta lì un’idea: "E se facessi tipo la regia di una porzione di film? No, perché ho un soggetto che mi sfizia che dite?" "Ma ceeeerto Terry! Vai tranquillo". Alché Gilliam pensa bene di barricarsi in un set separato da quello degli altri, a fare delle cose, nessuno sa bene cosa, si sa solo che mentre i Python procedono con le singole gag, Gilliam si lascia leggerissimamente prendere la mano, appena appena, anzi, direi che come fanno i pirati della “Crimson Permanent Assurance” all’interno del secondo tempo di “Il senso della vita” è il momento dell’arrembaggio della rubrica… Gilliamesque!


Dài, ammettetevelo, non vi aspettavate questa irruzione, vero? “The Crimson Permanent Assurance” originariamente era pensato per essere uno sketch di cinque minuti, ma la mente galoppante di Gilliam continua ad aggiungere dettagli e la storia lievita fino ad un minutaggio esagerato di 17 minuti, impossibile da gestire nell’economia del film e capace di ammazzare il ritmo ai test di prova con il pubblico. Ma in sé “The Crimson Permanent Assurance” è talmente geniale da non poter andare sprecato, quindi viene piazzato in testa al film come corto introduttivo, un po’ come fa ancora oggi la Pixar con i suoi film, con tanto di scritta “Our short feature presentation” ad introdurre questa satira sul Capitalismo, beh, d’assalto!

Provate a discutere dei tagli alle pensioni con loro!
Idealmente, “The Crimson Permanent Assurance” è il punto di congiunzione tra I banditi del tempo e il successivo film di Gilliam, Michael Palin lo ha definito un “Brazil in miniatura”, gli anziani impiegati della Crimson Permanent Assurance che diventano pirati della finanza per ribellarsi al licenziamento di un loro collega, hanno la pirateria di Kevin e il suo gruppo di nani del sangue, ma sono già pronti a sconfiggere la burocrazia incrociando le lame (che poi sono pale del ventilatore, ma non formalizziamoci) con dei capi d’azienda in doppio petto, ma senza cuore. Visivamente il corto è stupendo, i teli della facciata del palazzo in ristrutturazione, diventano le vele di questa particolarissima nave capitanata da pirati piuttosto in là con gli anni. Il numero di dettagli è esagerato (personalmente adoro le cassettiere cannone, le trovo geniali!) e pensate che la scena dell’ancora, è stata girata da Gilliam mescolando modellini e scene girare per strada, per altro senza permessi (storia vera) quasi alla “Guerrilla style”, insomma piratesco in tutto e per tutto. Risultato dello scherzetto? Pare che il corto di Gilliam, sia costato più di tutto il film finito (storia vera). La genialità costa e Gilliam, oltre ad un cervello che fuma, ha pure le mani bucate. Ed ora, qualcosa di completamente diverso, torniamo al film di oggi!

Quando distribuivano il talento visionario, Gilliam era il primo della fila.
“Il senso della vita” è un film che non le manda certo a dire, inizia subito forte con il primo capitolo, quello dedicato al miracolo della nascita, in cui John Cleese, Graham Chapman e la macchina che fa PING! si prendono subito gioco del sistema sanitario e dell’ansia da parto, ma anche della mania del Gender («Maschio o femmina?» , «Signora, non è un po’ presto per imporgli un ruolo?»).
Ma dove davvero i Python non prendono proprio prigionieri è in “Il miracolo della nascita parte due – Il terzo mondo”, che per i comici inglesi è rappresentato dallo Yorkshire, una trovata che mi fa sempre morire da ridere, usando solo un semplice sottotitoli sullo schermo.

Questa porzione di film, è il perfetto compendio a Brian di Nazareth, perché mostrandoci alla loro maniera il miracolo della vita, in una famiglia di Cattolici vecchio stampo, i Python continuano a farsi beffe del modo in cui la religione viene interpretata dalle varie chiese, il concetto di non disperdere il seme, viene messo alla berlina nel modo più clamoroso possibile, anzi, direi proprio in modo definitivo! La canzone “Every Sperm is Sacred” è un capolavoro, non giriamoci attorno, è impossibile non continuare a cantarla per giorni dopo aver visto il film, un momento musicale che parte con una strofa cantata da papà Michael Palin, licenziato dalla fabbrica e costretto a vendere i suoi tanti (troppi!) figli alla scienza e va in crescendo, un crescendo trascinante, fatto di bandiere, gente che balla per strada, una perfetta scena da musical che qualunque comico vorrebbe come apice del suo film, mentre qui arriva all’inizio!

"Facciamo la conta ragazzi...".
"...45, 46, 46, 48... Oh diamine! Siete troppi!".
Lo stato di grazia di Monty Python nel 1983 è tale che persino le scene tagliate, sono autentico genio, ad esempio vi consiglio di recuperare (la trovate tra i contenuti extra di qualunque dvd ben fatto di questo film), la gag speculare a “Every Sperm is Sacred”, ovvero quella della famiglia Protestante, rappresentata come degli erotomani che si eccitano per qualunque cosa, una scena così bella che i Python potevano addirittura permettersi di tagliare, visto che i momenti di autentico genio in questo film abbondano.

Talmente orecchiabile che anche i bersagli della parodia si mettono a cantarla.
Per mantenere alta la bandiera dello spirito critico, posso aggiungere che la parte due (Crescita ed apprendimento) riesce a farsi ottimamente beffe della scuola inglese, ma è quella che preferisco di meno, il ritmo cala abbastanza e la lezione di sesso in aula con il serissimo professor John Cleese risulta forse un po’ troppo lunga, ma grazie alle animazioni di Gilliam e ad una decisa satira militarista (Palin che marcia da solo nel piazzale è una spassosa rappresentazione del fanatismo militare) si arriva alla parte tre (Fighting each other - Gli scontri) che ho sempre adorato perché è la perfetta parodia di un film che amo molto, quel capolavoro di Zulu. Una ricostruzione della prima guerra Zulu (ambientata a Glasgow sembra stando alle scritte) in cui la priorità è la gamba di uno degli ufficiali inglesi, portata via da una tigre («In Africa!?»), perché anche durante un massacro e uno spargimento di sangue, si sa che l’unica cosa che conta è il benessere del capo... Non è sempre così?

L’umorismo nonsense a getto continuo dei Python si prende gioco anche del formato cinematografico, la pausa di riflessione introdotta come “The Middle of the movie”, è solo l’antipasto ad uno dei miei momenti Pythoniani preferiti: Find the fish.

E David Lynch… MUTO!
I Monty Phyton trovano sempre un modo per piazzare i pesci all’interno delle loro gag, pensate alla “The Fish Slapping Dance” del Flying Circus, oppure ai pesci nell’acquario all’inizio di questo film che s'incontrano salutandomi “Buongiorno!” come se non si vedessero da mesi anche se vivono nella stessa boccia (che, poi, è come saluto i miei colleghi al lavoro tutte le mattina, ma nessuno ha mai capito la citazione, storia vera). Ma “Find the fish” è un capolavoro, la mia Wing-Woman che mi sopporta e dice sempre che una volta ascoltava anche i film scemi che consiglio io (ha ragione, nessuno dovrebbe ascoltare i miei consigli in fatto di film!) una volta ha provato a guardarsi “Il senso della vita” in solitaria e poi mi ha chiesto: «Ma alla fine dov’era il pesce?» (storia vera) regalandomi non solo questo aneddoto, ma tutta la chiave di lettura sul film.

Perché alla fine “Il senso della vita” (inteso come film) è tutto qui: un crescendo di situazioni assurde, di momenti chiave degni di essere ricordati, il tutto mentre le fasi della vita passano, come la mezza età (Parte quattro) o gli anni dell’autunno (parte sei), certo alcuni momenti sono disgustosi come la scena al ristorante con il colossale (anche nell’appetito) Mr. Creosote un capolavoro di disgusto, realizzato con ottimo make up e quintali di vomito finto (in realtà minestrone condensato), una scena capace di far venire la nausea non solo ad uno dei produttori della Universal (storia vera), ma anche alla porzione di pubblico con più pelo sullo stomaco, quindi se per caso non aveste mai visto il film, ve lo dico con le parole del signore Creosote: «Come sta oggi?» , «Meglio», «Meglio?», «Meglio portare un secchio, sto per vomitare».

Forse la singola scena più disgustosa della storia del cinema!
Inutile davvero cercare di dare un senso a qualcosa che non ha un senso, perché come canta Eric Idle nella bellissima “Galaxy Song”, anche quando la gente sembra stupida, odiosa o sciocca e ci si sente come uno che ne ha avuto abbastanza, ricordatevi che stiamo tutti in piedi su uno gnocco minerale che ruota intorno al sole a 900 chilometri l’ora, quindi tanto vale prenderla con spirito, perché tanto non puoi certo controllarlo.

Se ti va bene puoi arrivare vivo fino al giorno della tua morte che può avvenire in tanti modi, tipo cadendo da una scogliera mentre sei inseguito da una squadriglia di donne nude (considerando che l’uomo in fuga è Graham Chapman, omosessuale dichiarato, la scena in questione è doppiamente comica, anche se non se n'é mai accorto nessuno, visto che si guardano solo le poppe), oppure può venire a farti visita il Tristo Mietitore («Pare che sia il signor La Morte, venuto per la mietitura») per dirti che la tua fine è tutto merito della mousse di salmone, anche se tu, la mousse non l’hai nemmeno mangiata (in una brillante battuta, improvvisata da Michael Palin non presente nella sceneggiatura).

Quando capisci che il senso della vita (film e non solo) è che la vita non ha alcun senso, al massimo tanto nonsense, allora non puoi che scherzare di tutto, anche della morte ed io sono sicuro, ma proprio certo senza il minimo dubbio, che se mai mi trovassi davanti un losco figuro con falce e cappuccio nero, mi verrebbe da ridere pensando a cose tipo «Io sono il Tristo Mietitore!» , «Ma noi abbiamo degli ospiti Americani a cena».

No guardi ha sbagliato, questo è un film dei Python non di Ingmar Bergman.
“Il senso della vita” è la totale consacrazione per il geniale gruppo di comici inglesi (più uno americano), tanto da beccarsi anche il Gran premio della giuria alla 36° edizione del festival di Cannes, celebrato dal gruppo facendosi fotografare sulla Croisette in ehm, topless (storia vera). Purtroppo, l’ultimo con il gruppo al gran completo, perché dal 1989 il Dottor Graham Chapman si ostina nel suo continuare a voler restare morto.

Ma il lascito dei Monty Python e la loro influenza sulla cultura pop è incalcolabile, con la loro gioiosa anarchia hanno dimostrato che è possibile scherzare su ogni cosa, se consideriamo che l’unico personaggio davvero ricorrente nei film dei Python, da Il Sacro Graal, a Brian di Nazareth, passando per “Il senso della vita” è Dio, questo dovrebbe farvi capire quanto è universale la loro comicità, ci sarà sempre un momento, nello spazio e nel tempo, in cui qualcuno farà la conoscenza del loro genio e andrà giù di testa per i Monty Python. Nel mio piccolo spero di aver contribuito con questa rubrica e se ne avessi il talento, starei qui a spiegarvi quanto sia ironico che il mio gruppo preferito di comici, abbia fatto un film sul senso della vita, nel mio anno di nascita. Dovrei tentare di spiegarvi che tutto questo è un grande disegno superiore, ma… Ma adesso non posso perché devo ritrovare il pesce, è un pesce veramente sfuggente e andava, dovunque io, andavo.

Loro sono esonerati da “Find the fish”, altrimenti è troppo facile.
Quindi per ora ai Monty Python posso solo scippare la frase del loro amico Douglas Adams, dicendo addio, e grazie per tutto il pesce. Mentre con voi, ci vediamo la settimana prossima, abbiamo un motivetto allegrotto da fischiettare tutti insieme.

22 commenti:

  1. Aspettavo questa recensione dall'inizio della rubrica (e onestà per onestà attendo con ansia pure venerdì prossimo...). Per me questo è il capolavoro dei Monty Python. Più di "Brian", più del "Graal", più dei loro film solisti o raggruppati ("Wanda" giusto per citarne uno a caso). Qui c'è tutto ciò che sono stati i Python: canzoni geniali, sketch solo apparentemente non-sense, genialità buttate così a c@zzo perché tanto ne hanno talmente tante che anche se ne sprecano un po' nessuno si offende. Paradossale che non sia piaciuto al gruppo...

    Ma loro possono dire ciò che vogliono. Per me resta geniale, irriverente e non alla portata di tutti, infatti molti non lo sopportano proprio. Ma se qualcuno mi chiede di consigliargli un modo per approcciarsi ai Python consiglierei al 100% questa pellicola. Se ti piace e ti "arriva", il resto è tutta discesa.

    Chiudo con un aggancio alla tua frase "...una dimostrazione che le grandi menti pensano all’unisono.". Anno 1983, due tizi vogliono fare un film assieme. Si fanno pagara dalla produzione per passare un periodo "ispirativo" a Cortina. Zero totale. Ci riprovano andando al mare. Il vuoto anche là. Alla fine passano un ultimo periodo in Val d'Orcia. Qualcosa si muove. Ritornano dai produttori e al posto della sceneggiatura si presentano con questi appunti: ci perdiamo nel medioevo e fermiamo Cristoforo Colombo. Stop, tutto qua. Da questo ne viene fuori quel capolavoro di "Non ci resta che piangere". Non serve dire chi sono i due tizi di cui sopra...

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    1. Te lo dico così lo sai, la prossima settimana la rubrica arriverà giovedì, venerdì abbiamo un’altra cosetta in pista spero gradita, fine dell’informazione di servizio ;-)

      Capisco perché I Python lo ritengano un passo indietro, dopo “Life of Brian” questo film è un ritorno agli sketch singoli, quindi tutti lo ritengono un passo indietro, anche se non lo è, è una versione gigante di un episodio del “Flying circus” con l’obbiettivo di parlare della vita e del suo (non)senso. Per me il risultato è pienamente centrato, qui dentro si trovano alcune delle idee più geniali mai sfornate dai Monty Python, Mica male per un film che non piace a nessuno dei componenti del gruppo! Cheers

      P.S. Non sapevo della trasferta di Benigni e Troisi, chissà che cacchio avranno combinato quei due a zonzo in cerca di idee!

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  2. Questo è il film con cui ho scoperto i Monty Phyton! Visto in tv, tra un urlato di risate e l'altro mi ha fatto conoscere questi pazzi scatenati. Da allora niente è stato più lo stesso ��

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    1. No è impossibile, è un film talmente unico nel suo genere, che se anche dovesse fare schifo, la vita da spettatori si dividerà sempre tra un PRIMA di aver visto “Il senso della vita” e un DOPO averlo fatto. Altri film con la stessa potenza, pochissimi quasi nessuno. Cheers!

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  3. Mito dei miti, come sai è stato il mio primo incontro coi Python e ancora non capisco come abbia fatto a piacermi così tanto :-D

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    1. Battesimo del fuoco ;-) Secondo me è un film che parla alle menti disposte ad ascoltare, bisogna avere una naturale propensione per questo tipo di umorismo nonsense, è l’unica spiegazione, anche se questo film ci insegna che cercare spiegazioni alte è impossibile ;-) Cheers!

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  4. E' il film con cui ho scoperto questo gruppo (che non ho approfondito molto per la verità) quando lo diedero su Italia 1 nel (matematicamente sicuro) 1987. Sono sincero, non riuscì a piacermi sia per la scena di Creosoto che per quella della donazione di organi, da vivo! Ad ora sono le uniche scene che ricordi... e la prima l'ho anche rivista in tempi recenti.
    Una curiosità: all'epoca frequentavo (con zero profitto, visto che poi cambiai studi) l'istituto tecnico e nel libro d'inglese c'era la locandina del film con questa illustrazione: http://thewordofward.co.uk/wp-content/uploads/2015/05/monty-python-meaning-of-life-god-and-earth-terry-gilliam.jpg
    Mi fu utile ad imparare i loro nomi! ^_^

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    1. La scena della donazione di organi da vivo è uno spasso, la cosa più splatter mai fatta dai Python! ;-) Dai ma fantastico! Lo voglio anche io quel libro, sarebbe stato l'unico modo per tenermi attento tra i banchi di scuola :-P Cheers

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    2. "Voi siete... dottori?"
      "Dottori? Noi? Pfff..."
      "Una mentina, monsieur?"
      "Vaffanculo, sono pieno"
      "Cos'era quella storia dei cappelli?"
      "La gente non li porta mai abbastanza" (quando ci si aspettava chissà quale rivelazione sui segreti dell'universo, con tanto di colonna sonora suggestiva ad hoc)
      E l'ascesa al paradiso plastificato senza rinunciare all'uso dell'auto? Con le "anime" delle auto?
      E veder apparire -mio solluchero personale- nel geniale “The Crimson Permanent Assurance” pure il futuro Max Headroom e cioè Matt Frewer?
      "Signore, saremo commossi, se ci risparmierai il forno a infrarossi"
      E mi fermo se no andrei avanti all'infinito... comunque, riguardo al colloquio, i Monty Python alla fine non hanno fatto altro che portare avanti la loro personale filosofia così ben illustrata nel mitico sketch "Orientamento professionale" ;-)
      Ottimo post come da prassi, del tutto degno di questa indimenticabile perla Pythoniana sul nonSenso della vita (che non ho potuto fare a meno di avere pure in DVD nonostante il ridoppiaggio: questo, se non altro, assai meno disastroso rispetto a Brian di Nazareth)... e poi, come potrei mai dimenticare che tu e Michael Palin l'avete addirittura visto insieme al cinema? ;-)

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    3. Per me puoi andare avanti quanto vuoi, me la rido ad ogni citazione ;-) Si ho avuto la fortuna di vedere il film ad un Torino Film Festival con Michael Palin in sala, presentato come "Il futuro presidente degli stati uniti" visto che in quel periodo, John Cleese aveva detto che a quella scoppiata di Sarah Palin, preferiva di gran lunga il suo amico Michael ;-) Insomma una gran serata il Palin (quello giusto) è veramente come ti aspetteresti, modestissimo e quasi in imbarazzo davanti a tanti fan. Cheers!

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  5. La vita non avrà senso ma ormai ho imparato ad affrontarla fischiettando...
    "Aaalways look on the bright side of life!
    Fififi fififififì"
    Grazie, Monthy Pyton.

    E grazie a te Cassidy per avergli reso onore con questa rubrica. Resto in attesa della prossima review dedicata al regista più instancabile di sempre! ;)

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    1. Proprio qui sta il senso del film e forse di tutta la poetica (se così possiamo chiamarla) dei Python, inutile affannarsi, tanto è tutto un enorme nonsense, quindi tanto vale prenderla con spirito ;-) Grazie a te, mi sto molto divertendo con questa rubrica, procedo, si spera a mia volta instancabile ;-) Cheers!

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  6. la stai facendo anche tu la rassegna su Terry? Io sto rivedendo Paura e Delirio a Las Vegas, poi rivedrò anche Tideland e i fratelli Grimm e la termino ^^

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    1. Si ho iniziato con i Monty Python e poi non ho proprio potuto dire di no ad uno dei miei registi preferiti di sempre ;-) Avevo iniziato a leggerti, e ti leggerò con piacere, se un botto più avanti di me, dalle parti di "Paura e delirio" devo ancora arrivarci, ma francamente non vedo l'ora! ;-) Cheers

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    2. eh si, intanto cercherò pure i film dei Monty Python, perché mi divertono un sacco xD

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    3. Ottimo, voglio roba Pythonesca ovunque ;-) Cheers

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  7. Vabbé ma c'è qualcosa che i Pythonsono riusciti a toccare senza far ridere?

    The Crimson Permanent Assurance sembra bellissimo, lo vado subito a vedere.

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    1. Sembra bellissimo perché lo è ;-) Vai pure per il corto di Gilliam e poi fermati per il resto del film, un esperienza unica! ;-) Cheers

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  8. Io o Python li ho sempre trovati tristi , nel senso che dovrebbero far ridere, ma sotto sotto c'è una disperazione di fondo , una visione grigia della vita tipicamente inglese che penso sia la causa del loro scarso successo in Italia, abitato a commedie più "ruspanti" e solari (come quelle del ben più famoso da noi Benny Hill, giusto per rimanere in suolo britannico ).
    D'altronde non si dice che il comico è l'altra faccia del tragico ?
    E sempre credo che questo sia uno dei motivi per cui quando venivano doppiati, venivano stravolti e "italianizzati".
    Questo film riassume bene questo concetto di tristezza, di vacuità della vita, di come alla fine siamo dominati da un sacco di cose che ci vengono imposte (religione, scuola, governo ) e di cui francamente potremmo fare a meno ; a poi, un girono a caso, ecco la morte che viene a prenderti senza mano aspettare se aspetti ospiti a cena .
    Anche se un piccolo messaggio di speranza alla fine c'è ( ma forse ricordo male ).

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    1. Si, alla fine finiscono in un paradiso di plastica, dove è sempre Natale e danno in replica lo Squalo uno, due e tre ;-) Dici bene, sono parecchio distanti dalla sensibilità italiana, ma la commedia è spesso il viatico migliore per la tragedia, per dire quello che nessuno vorrebbe sentirsi dire. A me questa cosa agrodolce piace molto, sarà che sono portato all'umorismo nero non so, ma la sento molto nelle mie corde. Cheers

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    2. Per me la scena dei pesci umani è esemplare : noi saremmo come tanti pesci, incastrati ogni giorno nelle nostre piccole inutili cose che non ci permettono di vivere liberi, proprio come tanti pesci in un acquario, o come Truman che sognava di varcare il mare verso orizzonti infiniti.
      Che poi stè filippiche me le facciano comici miliardari e idolatrati che girano il Mondo un giorno si e uno no, mi sa di presa per il culo, by Jove.

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    3. Beh ma prima di diventare famoso devi pur fare la gavetta in qualche vasca per pesci no? Scrivi di quello che conosci dicono ;-) Cheers

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