giovedì 5 luglio 2018

Escape Plan 2 - Hades (2018): Seguiti di cui non si sentiva il bisogno


Per tutti quelli cresciuti a pane e film d’azione, l’idea di avere Sylvester Stallone e Arnold Schwarzenegger nello stesso film è stato il sogno bagnato di tutta una vita. Ora, escludiamo quella partita delle vecchie glorie che risponde al nome di “Expendables”, trilogia di film che meriterebbe un discorso a parte, alla fine il primo vero film che ha visto insieme Sly e Arnold è stato “Escape Plan” (2013).

Già “Escape Plan”, una cosina che con il “Sì” di Arnold, si è ritrovata improvvisamente ad esser per Stallone e Schwarzenegger, quello che “Heat” (1995) per Al Pacino e Robert De Niro, certo con le differenze del caso, perché Mikael Håfström non è Michael Mann (e aggiungerei pure "Thank you to the dick", grazie al cazzo) però è uno che ha sempre affrontato i generi con il giusto brio, e il risultato finale non era così malaccio.

Devo dire che ricordo poco, nel senso mi ricordo di Sly che faceva la parte di Ray Breslin, esperto di sicurezza delle carceri, nel senso che con sprezzo della vita e del pericolo, si faceva incarcerare per mettere alla prova la sicurezza delle varie prigioni. Ricordo che ovviamente uno degli ospiti era proprio un Arnold Schwarzenegger in grado di mangiarsi tutte le scene in cui compariva, compreso un monologo tutto matto recitato in tedesco, ah sì poi c’era Sam Neill che faceva il dottore, ma senza dinosauri, a meno di non considerare Sly e Arnold come i due predatori Giurassici.

É l'assenza (di Arnold) la vera misura della presenza (sempre di Arnold).
“Escape Plan” era onesto, non il film che avremmo sempre sognato ma per essere un titolo del 2013, una cosetta del tutto priva di malinconia, ma in grado di sfruttare i suoi due protagonisti, senza chiedere loro di strizzare continuamente l’occhio ai loro vecchi ruoli, insomma si lasciava guardare, senza cambiarti la vita ma senza nemmeno prenderti per il culo. Sentivo il bisogno di un seguito? Onestamente no, però beh, “Escape Plan 2” esiste, quindi io dico, ok, vediamolo!

Ve lo dico subito, niente Schwarzenegger a questo giro, lo so che lui dice sempre che tornerà, ma questa volta, ciccia, tutto è sulle comunque ancora notevoli spalle di Sly Stallone, ma bisogna dirlo, “Escape Plan 2” rappresenta il ritorno di Stallone ai film di cassetta, il film è uscito in patria in home video e on demand, d’altra parte Sly arriva da lì, però non cambia il fatto che fa un po’ senso vedere uno dei più grandi divi di Hollywood degli anni ’80 stare qui a barcamenarsi in cerca di un ruolo.

“Sly gli anni ’80 sono finiti” , “Non è finito niente! Non è un interruttore che si spegne!”
Alla regia troviamo lo specialista Steven C. Miller, che ricordo per “Silent Night” (2012) e qualcuno di quegli action con Bruce Willis, in cui Bruce Willis compare sulla locandina e poi per tre secondi nel film e fatevelo bastare, ma forse l’informazione più rilevante che arriva dai titoli di coda sono le venticinque o ventisei casa di distribuzione tirate dentro l’operazione molte delle quali cinesi, ovvero l’unico Paese su questo gnocco minerale che ruota intorno al solo in cui girano ancora i soldi grossi per fare i film, anche quelli di genere.

Ma la produzione cinese porta con sé delle conseguenze, anzi, più che altro degli attori, come Huang Xiaoming, attore, modello, cantante come quasi tutti gli attori cinesi e ovviamente prestato alle arti marziali, lo abbiamo intravisto in “Ip man 2” (2010), intravisto perché quando c’è in giro il maestro Donnie Yen gli altri sono tutti destinati a fare da carta da parati.

"Prima Donnie Yen ed ora io, fossi in te cambierei agente ragazzo".
Pronti via partiamo con un’operazione di recupero ostaggi in Cecenia che finisce male, per due ragioni, la prima, che ci scappa un morto tra i civili, la seconda, che le esplosioni sono realizzate in una CGI così brutta, ma così brutta che pare di vedere i vecchi pixel di quando giocavo con l’Amiga, insomma, non proprio il miglior degli inizi.

Che peggiora quando scopriamo che Ray Breslin (Sylvester Stallone) ora dirige la sua società di consulenza, in pratica fa il mega direttore galattico, hai una prigione con più buchi del Groviera? Alza il telefono, chiama Ray Breslin e lui ti manda uno dei suoi ragazzi, che fa esattamente il suo lavoro, si infiltra nella prigione, ne individua i punti deboli, mentre lui può stare alla scrivania, o al massimo, comparire come voce narrante, quindi per più di metà film, ci troviamo di fronte ad Obi-Wan Stallone, il mentore che suggerisce frasi motivazionali ai suoi ragazzi, solo che quando dice loro di usare la Forza, non intende quella che tiene unita la galassia, quella che scorre in ogni cosa, diciamo più che altro la forza bruta ecco.

Ed è qui che entra in gioco Huang Xiaoming, spedito nell’ultra tecnologica prigione di Hades, guidata con pugno di ferro da un Titus Welliver visibilmente svogliato, peccato perché è un ottimo attore, mi dicono tutti bene della serie “Bosch” in cui recita, ma qui persino 50 Cent pare più vivo di lui. Ah sì perché torna pure 50 Cent, Schwarzenegger no, ma vuoi mica rinunciare a 50 Cent nella parte dell’occhialuto esperto di computer? Io ne conosco di smanettoni informatici, ma nessuno somiglia a 50 Cent, uno che per chiudere una finestra di pop-up probabilmente gli spara.

"Ha provato a spegnere e riaccendere? A sparare al PC invece?".
Huang Xiaoming che nel film interpreta Shu, e che da qui in poi chiamerà Shu perché così evito di impazzire a scrivere tutte quelle consonanti a caso che mi ci va mezz’ora solo per lo spelling corretto del suo nome, appena entrato in prigione deve combattere con un tizio nero piuttosto incazzato (forse perché aveva dei pop-up aperti sul suo pc, non so), il galantuomo gli corre in contro con la bava alla bocca e boom! Spicca un salto di 87 metri a rallentatore che lo guardi e persino il vicino di casa ti viene a bussarti per dire che è una roba che sembra uscita da “300” di Zack Snyder, fatta totalmente a caso che mi ha fatto subito capire che tra me e questo film non ci sarà mai una lunga storia d’amore.

Shu combatte, Steven C. Miller riprende tutto da vicino e con decisamente troppi stacchi di montaggio per rendere almeno figo il combattimento, e se vince si guadagna, invece che una fredda cella, un soggiorno in una cella sì, ma molto più grande, tecnologica, e animata con effetti speciali che ad una prima occhiata non sembrano male, ma se li guardi troppo becchi subito le magagne, un posto chiamato "Il santuario". Vi frega qualcosa del fatto che si chiami “Il santuario”? Si fosse chiamato “la zucca di Cenerentola” sarebbe stato lo stesso, ma almeno serve a far vedere che io ho provato a stare attendo e a seguire il film, ma niente, mi sono fatto due palle così lo stesso.

“Qui Cassidy continua a mettere foto di tutti, ma il protagonista sarei io”.
Si perché “Escape Plan 2” sembra due o tre film diversi mescolati insieme a forza, potrebbe essere un film carcerario con tornei di arti marziali tra detenuti, un genere glorioso che nel corso del tempo ci ha regalato tante gioie anche molto grandi, però poi ogni tanto vediamo Stallone indagare sulla società che gestisce la prigione, girando case vicoli e palazzi (perché lei ama i colori) ma soprattutto bar, tipo quello gestito da Dave Bautista, un ex mercenario, un altro che è stato sotto l’ala protettiva di zio Sly, che ora ha messo la testa a posto, ma comunque un canne mozze lungo come la vostra gamba sotto il bancone lo tiene sempre, si chiama Trent DeRosa, il personaggio di Bautista, non il fucile, ma Sly lo chiama “Tiny”, in una battuta che non prende mai piede come tormentone del film.

Lo avesse chiamato Drax il distruttore sarebbe stato uguale, voglio bene a Bautista per non essersi montato la testa continuando ad alternare un film Marvel ad un titolo in home video, peccato che qui faccia poco e niente, ora io capisco che lavorare su un set con Stallone possa essere motivo più che sufficiente per partecipare a questo film, però Bautista non ci prova nemmeno ad oscurare Sly, se era qui per fare il sostituto di Schwarzenegger, andiamo proprio male.

Se dà un colpo di straccio al bancone, lo trasforma in segatura.
Mentre Shu continua a picchiare tutto e tutti in cella, cercando di capire il funzionamento del super computer che regola la prigione, un’intelligenza artificiale che risponde al nome di Galileo, la noia ha il sopravvento su di me, quindi prima mi viene un attacco di “ridarola” quando all’ennesimo “Galileo” pronunciato, inizio a cantarmi da solo: Thunderbolt and lightning, very, very frightening me (Galileo) Galileo (Galileo) Galileo, Galileo Figaro Magnifico-o-o-o-o (storia vera).

Ma la frattura con “Escape Plan 2” si registra drammatica quando Shu impara i fonemi della lingua solo ascoltando le persone parlare, era dai tempi di Banders che impara il Vichingo che non vedevo una trovata del genere, sarà stata una citazione? Chi lo sa, so solo che che per vedere Sly menare due colpi, con calma e piano perché l’età avanza, tocca aspettare quasi la fine del film.

C'è chi va a guardare i cantieri, e chi fa un action DTV, ognuno la pensione la passa come vuole.
A proposito di citazioni, forse quella finale è Sylvester Stallone che fa il verso a sé stesso, citando LA frase di “Rambo 2 - La vendetta” (1985)? Non lo so, so che questo “Escape Plan 2” non è soddisfacente come film con tornei marziali carcerari, risulta troppo fantascientifico per sembra davvero un seguito del film precedente, e tutto questo spezzettamento riduce a zero il coinvolgimento emotivo.

Però Stallone ci crede, quando recita ci mette la faccia, si vede proprio che non riesce a fare qualcosa senza buttarci dentro i quintali di personalità che di certo non gli mancano, lui non fa un “Expendables” all’insegna della malinconia, ne fa TRE, cercando la formula giusta, ok forse senza riuscirci in pieno ma è talmente uno “larger than life” come direbbero i nostri amici Yankee che non può solo fare un DTV prodotto con soldi cinesi no, lui ne deve fare una trilogia!

“Mai trovato una sedia più comoda di questa” , “Ma veramente serve per torturare i prigionieri”.
Infatti “Escape Plan 2” si risolve con un “I’ll be back” che anche se è la frase di Arnold è proprio quello che succede, il film ha un finale aperto e Stallone ha già firmato per “Escape Plan 3”, insomma mi verrebbe quasi voglia di fare una citazione ardita dicendo che lui è ancora grande, è il cinema d’azione ad essere diventato piccolo, però preferisco sedermi qui e aspettare il seguito di Creed, perché quando Stallone ci crede e ha i mezzi, di solito vengono fuori cosette comunque da vedere, ecco magari non come "Escape Plan 2".

15 commenti:

  1. si iil primo non era male. si lasciava vederee aveva un cast di contorno cool.

    questo non credo che lo vedrò.

    stasera vado al cinema a vedermi the purge 4.

    grazie.

    rdm

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    1. Faceva il suo dovere, magari non lasciava moltissimo ma se non altro non era ruffiano, il che di questi tempi è già parecchio. Questo mamma mia, un pasticcio di roba che purtroppo non va in nessuna direzione, oppure in troppe contemporaneamente ;-)

      Quello voglio vederlo anche io, ormai “The Purge” è una tradizione annuale, come gli eventi nel film! Cheers

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  2. Vedere Sly imbalsamano mette un po' di tristezza però... diavolo... massimo rispetto!

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    1. Considerando l’età sta una favola, è proprio il film ad essere una cosina da poco purtroppo. A questo punto voglio solo vederlo in “Creed II”, a questo punto dovrebbe scegliere ruoli così, dove può giocarsi la carta del carisma. Cheers!

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  3. Peccato... Il primo era un onesto filmerò da divano e pop corn. Questo mi pare un’inutile boiata... Vediamo se e quando recuperarlo.

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    1. Inoltre non promette bene nemmeno per il terzo capitolo, peccato, perché davvero il primo faceva il suo dovere. Cheers!

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  4. Cioè l'hanno fatto davvero? comunque condivido il pensiero di Zio Portillo, e quindi se e quando proprio non saprei ;)

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    1. Cavolo se lo ha fatto, ora, non ho capito se uscirà anche da noi, da qualche parte è già etichettato come “Escape Plan 2 - Inferno”, quindi magari sì, ma Stallone non si rassegna, prima o poi riuscirà a convincere Kurt Russell a fare “Tango & Cash 2” :-P Cheers

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  5. Ho visto di recente Creed e là Sly è bravissimo! I tre Expendables mi avevano divertito, Escape Plan 1 devo ancora vederlo..questo, di cui non sapevo neanche l'esistenza, mi sa che lo passo a meno che non lo facciano su Italia 1 una sera d'estate :D

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    1. In effetti è un serio candidato per il palinsesto di Italia 1 ;-) In “Creed” era bravo, ma cosa gli vuoi dire, era la settima volta che impersonava un personaggio che ha creato lui, e che per sette volte è stato ignorato dai premi che contano, facendo la storia lo stesso, la parabola di Rocky e quella del suo attore e creatore sono sempre legate. Cheers!

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  6. il primo mi piacque non poco, ha una prima parte ottima (fin quando Sly esce dal tunnel e scopre che... era una nave!) e l'interazione tra Sly e Schwarzy è spettacolare e non forzata!

    A questo giro invece non capisco perchè Sly si fa inculare di nuovo in una prigione... passi la prima volta, ma allora figlio mio sei di coccio!

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    1. In effetti ci arriva solo alla fine, e lo fa da spavaldo, poi questa tecnicamente sarebbe la terza volta che Sly finisce dietro la sbarra, quando penso a Stallone in prigione, il primo titolo che mi viene in mente (con tutto il rispetto per “Escape Plan”) è sempre “Sorvegliato speciale” ;-) Cheers

      P.S. Quarta volta! “Tango & Cash” :-P Quinta volta! “Demolition Man” ;-)

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  7. Escape Plan è tipo uno di quei film che a volte mi si presenta davanti e io passo oltre senza nemmeno pensarci due volte. Il fatto che ne abbiano pure fatto un seguito mi coglie di sorpresa, ora sono due i film da ignorare bellamente!

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    1. Guarda il primo “Escape Plan” fa davvero il suo dovere, non ti cambia la vita ma funziona, a differenza di questo seguito di cui non si sentiva il bisogno, se proprio se in vena, il primo è una visione più che decente. Cheers

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  8. Adesso però qualcuno deve fare il videogioco "popup-shooting - close them all"

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