venerdì 15 giugno 2018

E ora qualcosa di completamente diverso (1971): Anche se poi, è completamente uguale


Troppo facile se inizio con una brutta imitazione di John Cleese e vi dico: "... e ora qualcosa di completamente diverso", vero? Allora facciamo così, vi do subito il benvenuto ad un nuovo capitolo della rubrica… Pythonesque!

Nel 1971, i Monty Python sono sulla bocca di tutti, il loro Flying Circus è l’appuntamento fisso degli Inglesi, la BBC che nel programma non ci ha mai creduto davvero, si ritrova con un branco di matti come programma di punta, per darvi un’idea del trionfo dei Python, bisogna fare il paragone con un’altra mania tutta Inglese di solo una manciata di anni precedente al successo del gruppo di comici, mi riferisco, ovviamente, alla “Beatlemania”.

Tra le fila dei Python, ci sono almeno un paio di enormi maniaci dei Beatles, Michael Palin di sicuro, ma ancora di più Eric Idle, il più stupito di tutti nello scoprire che Paul McCartney interrompeva le registrazioni dei dischi dei Beatles per non perdersi la nuova puntata del Flying Circus (storia vera). E occhio ai quattro di Liverpool, perché nel corso della carriera dei Python e di conseguenza di questa rubrica, torneranno prepotentemente di moda, quindi per ora, mi viene solo da dire: "You say goodbye and i say hello".

"E ora qualcosa di completamente diverso, Cassidy ci canta un pezzo dei Beatles".
Ma in seno al gruppo, qualcosa cominciava già ad agitarsi (ah ah! Hai detto seno!), Eric Idle ha riassunto alla perfezione dicendo che John Cleese farebbe qualunque cosa per soldi, tanto che una volta gli ha dato una sterlina per farlo stare zitto (storia vera). Proprio Cleese inizia a pensare che la BBC non li paga abbastanza per girare il Flying Circus ed avendo fatto la gavetta tra teatro, radio e televisione è pure un po’ stufo di scrivere e recitare sketch in continuazione.

"Abbiamo fatto lo sketch dell'autodifesa contro la frutta fresca così tante volte che i pompelmi non dovrebbero più farvi paura!"
Con il continuo aggravarsi dell’alcolismo del suo compare di Cambridge, Graham Chapman, Cleese temeva di finire per essere ricordato solo come uno dei Monty Python e di continuare a fare televisione con il resto del gruppo, era sempre meno interessato ed ecco perché l’ultima stagione del Flying Circus, la quarta, è stata realizzata completamente senza Cleese.

A dare un po’ di respiro al gruppo prima della rottura definitiva arriva il più improbabile degli alleati, Victor Lownes, direttore editoriale di una rivista che di sicuro avete sentito nominare, Playboy, non fate i finti tonti con me, vi conosco mascherine!

Lownes nei suoi svariati viaggi in giro per il globo (immagino alla ricerca di future conigliette) si imbatte nel Flying Circus e va letteralmente giù di testa per il programma, roba da iniziare a smaronar… Ehm, coinvolgere persino il proprietario di Playboy Hugh Hefner, nel suo piano bellicoso: portare i Monty Python negli Stati Uniti!

Il passo successivo poi sarebbe stato facile: Conquistare il Canada!
L’idea di Lownes è semplice, sa benissimo che nessun canale americano sarà mai disposto a trasmettere il “Flying Circus” per intero, analisi impeccabile, perché il programma sarebbe arrivato sui televisori degli Americani solo nel 1975 e dopo una battaglia legale con la ABC, fermamente intenzionata a trasmetterlo sì, ma con continue interruzioni pubblicitarie in contraria opposizione al formato della serie al “Flusso di coscienza” con cui è stata pensata dai Python. Una battaglia legale vinta dai comici inglesi, semplicemente presentando in aula una puntata della serie con le interruzioni pubblicitarie (silenzio di tomba tra i presenti) e una in formato originale (giudice, giuria e forse anche giustiziere che ridono a crepapelle tenendosi la pancia, storia vera).

Ma il 1975 doveva ancora arrivare e per ora i Python potevano contare solo sull’entusiasmo (e i contanti) di Lownes, per cui accettarono di buon grado la sua idea, un film che riassumesse i migliori sketch del “Monty Python's Flying Circus”, una specie di greatest hits da usare come biglietto da visita per conquistare l’America.

“Anche se la fotografia è migliore e il budget più alto, questo pappagallo è ancora morto!”.
 L’idea piace subito a tutti, specialmente ai due Terry (Jones e Gilliam), quelli da sempre interessati al cinema e con la ferma intenzione di diventare registi da grandi, ma per assurdo, il più entusiasta di tutti sapete chi era? Proprio John Cleese, niente televisione, ma cinema, soldi a palate e, soprattutto, la prospettiva di una visita alla Playboy Mansion! Stando alle parole dei suoi compagni riportate nel fondamentale “L'autobiografia dei Monty Python” (Sagoma editore), questo Cleese voleva, bionde poppute e un sacco di soldi. Tutto possiamo dire dei Python, ma non che non siano stati coerenti, i due Terry sono finiti davvero a fare i registi, mentre Cleese si è trasferito negli Stati Uniti passando da un divorzio all’altro.

Posso dirlo fuori dai denti? “And Now for Something Completely Different” è a tutti gli effetti un film dei Monty Python, lo trovate nella loro filmografia e con tutta la mia passione per i comici inglesi (più uno Americano naturalizzato) non mi sento proprio di consigliarlo a nessuno. Lo so suona strano, provo a spiegarmi meglio.

“Si Cassidy, prova a spiegarti, questo colpo basso era più inaspettato dell’Inquisizione Spagnola”.
Per chiunque abbia già visto tutti i 45 episodi del “Monty Python's Flying Circus”, questo film rischia di essere una noiosa replica, per assurdo, per essere una pellicola che cita il celebre tormentone della serie, promette qualcosa di completamente diverso, ma poi di fatto è completamente uguale. Visto che ho citato i Beatles e a loro modo i Python sono stati delle rock star, continuo il complicato metaforone musicale in cui mi sono infilato di testa dicendo che questo film è un po’ come quando i vostri amici, dopo una vita a sentirvi parlare di [INSERIRE-QUI-IL-NOME-DEL-VOSTRO-GRUPPO-O-CANTANTE-PREFERITO] decidono di ascoltarsi un greatest hits con tutti i migliori pezzi e continuano a guardarvi come il fanatico irrecuperabile innamorato di un gruppo o di un cantante che non sembra poi tutta questa gran roba.

Non è il problema di tutti i greatest hits in fondo? Metti insieme il meglio, ma di norma, restano antologie freddine che a differenza dei dischi risultano anonime nell’amalgama. “And Now for Something Completely Different” è proprio così, sono sicuro che qualcuno a secco del Flying Circus potrebbe anche divertirsi, ma per capire in pieno il concetto di comicità realizzata con la tecnica del “Flusso di coscienza” è la vera forza rivoluzionaria del gruppo che in 45 episodi ha ridicolizzato il formato televisivo, prendendo in giro tutte le istituzioni, questo film, purtroppo, non basta.

Sono solo io che scoppio a ridere guardando le posate al ristorante? Si vero?
Anche se dentro, ci trovate tutti gli sketch gloriosi girati davvero alla grande, dal finto documentario “Come non essere visti” alla leggendaria “La barzelletta più divertente del mondo”, passando per la più celebre delle animazioni realizzata da Terry Gilliam, la mitica “Le auto assassine”.

Non manca la gag della forchetta sporca, abbiamo persino la brava e bella Carol Cleveland che riprende il suo ruolo della sexy mogliettina nello sketch “Il consulente matrimoniale” qui con la variazione, del cowboy che motiva Michael Palin a riprendersi la moglie, trasformato addirittura nella voce di Dio in persona, per la serie, fare le cose in grande.

Carol Cleveland, secondo alcuni teorici, il famoso "Settimo Python", sicuramente la più carina da vedere.
Penso che Eric Idle abbia passato la vita a rifare la gag “Eh? Eh?” (Nudge Nudge, wink wink, say no more…) ed ogni volta è uno spasso, però si vede proprio che al film manca qualcosa. Pare che nelle varie proiezioni, dopo circa cinquanta minuti, il pubblico smettesse improvvisamente di ridere e nemmeno sketch da spanciarsi come “Le due cime del Kilimangiaro” o “Autodifesa contro frutta fresca” sortivano il loro effetto. Per il pubblico Yankee il problema era l’assenza di una storia e di un personaggio ricorrente da seguire, un dettaglio che è stata una grande lezione per i Python: mai più film senza una storia di fondo. Vada per gli sketch geniali, ma sempre con un filo conduttore e un tema ad unirli tutti, se i loro film successivi (a breve su questi schermi) hanno fatto la storia, lo dobbiamo anche al mezzo buco nell’acqua di questo buffo greatest hits.

Bisogna, però, dire che “And Now for Something Completely Different” è stato propedeutico per i Monty Python per più di una ragione, ad esempio lo sketch finale “Il borghese più imbecille dell'anno“, qui viene presentato nella sua versione migliore, girato all’aperto e non negli studi della BBC, risulta molto più divertente e se i Python sono poi passati dal piccolo al grande schermo lo dobbiamo all’esperienza di questo film.

Terry Gilliam ha dichiarato di essersi annoiato tantissimo a dover rifare le stesse animazioni che aveva già fatto, anche se con più soldi e mezzi a disposizione ed è quello a cui è andata meglio di tutti, perché girando all’aperto il resto del gruppo ha dovuto girare in sei settimane facendo a cazzotti con il clima inglese, ma soprattutto con il galoppante problema di alcolismo di Graham Chapman e non solo, anche di Ian MacNaughton, perché un bicchiere tira l’altro e i casini non vengono mai da soli.

Ecco, Chapman di tè non ne ha bevuti così tanti.
Ian MacNaughton il regista di quasi tutti gli episodi del Flying Circus, passava sempre più tempo attaccato alla bottiglia, trovando nel dottor Graham Chapman il più spassoso compare di bevute, piccolissimo problema: i due sparivano per la pausa pranzo e quando tornavano (SE, tornavano) uno non ricordava le sue battute nemmeno per errore e l’altro per stare in piedi in pratica si abbracciava al cavalletto della macchina da presa (storia vera). Per fortuna, i Python ormai lo sapevano e con l’esperienza accumulata in 45 episodi del programma, non solo giravano gli sketch a memoria, ma potevano contare sui due Terry, entrambi molto felici di avere a disposizione set e macchine da presa cinematografiche professionali.

Per assurdo, il piano di Victor Lownes va completamente alla rovescia, gli Americani restano indifferenti alla comicità dei Python, ma sapete in quale Paese del mondo il film è stato un enorme successo al botteghino? L’Inghilterra! Incredibile, ma vero, l’amore per i Python spingeva tutti quegli Inglesi che a casa loro non avevano ancora la tv a colori ad andare a vedere gli sketch sul grande schermo, tanto che Victor Lownes si convinse di essere un grande produttore cinematografico (bah, contento lui) e decise che era il momento di puntare tutto su un film serio, motivo per cui finì a fare a cazzotti sul set di “Macbeth” (1971) con Roman Polanski, ma questa, è un’altra storia.

…Me la racconti? Eh? Eh? Eh? Polanski era appassionato di cinema? Eh? Eh?
Eppure, il genio dei Monty Python era destinato ad uscire dai confini di quella umida isoletta per conquistare, prima l’America e poi il resto del mondo, la direzione era chiara: il piccolo schermo non poteva più contenere l’esuberante anarchia di questi comici, bisognava puntare al grande schermo ed ad un’impresa eroica, degna dei cavalieri della tavola rotonda, ma di questo parleremo tra sette giorni, non dimenticate di portare con voi le noci di cocco!

18 commenti:

  1. Credo sia l'unico film dei Phyton che manca alla mia collezione e che ho rivisto l'ultima volta secoli fa. Pellicola che è stata necessaria per far maturare il gruppo e fargli prendere ulteriore consapevolezza dei propri mezzi e dei propri obbiettivi. Peccato che per il pubblico sia solo una semplici riproposizione di qualcosa di già visto e conosciuto. Ecco, forse a un neofita che non ha tempo/voglia di guardarsi per intero il "Circus", questo può essere un buon compromesso anche perché ci sono alcuni sketch imperdibili (dal pappagallo morto in giù).

    Ah, il Graal... Sono proprio curioso di vedere venerdì prossimo come te la cavi con la traduzione...

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    1. Ho il dvd nella mia collezione per puro completismo Pythoniano, pensa che non lo volevo nemmeno commentare, ma poi da buon ossessivo non ci avrei dormito la notte, poi ho capito che non potevo saltarlo, la storia produttiva la trovo molto divertente, inoltre è fondamentale per capire le scelte successive fatte dai Python al cinema.

      Dici bene è un film che può funzionare per i neofiti, però il concetto di “Flusso di coscienza” funziona meglio negli episodi della serie televisiva, anche se lo confesso apertamente, molti dei loro sketch storici rifatti in questo film, funzionano anche meglio, non tutti ma qualcuno si.

      Sarà salomonico. Nel senso che affetterò il doppiaggio in due con la spada, andiamo ad affrontare la Bestia! [Rumore di cocchi in sottofondo]. Cheers!

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  2. Proprio in questi giorni - fomentato dal tuo ciclo - mi sto vedendo il Flying Circus originale, scoprendo così gli sketch originali che ho conosciuto per la prima volta con il film che recensisci. E' davvero uno strano effetto, perché gli originali per me sono repliche di quelle che in realtà erano repliche!
    Posso testimoniare che all'epoca, visto in VHS o in TV, purtroppo non ricordo, il film che citi ha avuto il suo effetto perché non avevo visto gli sketch originali e quindi per me era la prima volta. Forse noi italiani siamo più portati ai film ad episodi non collegati, avendone tanti nella nostra cinematografia...

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    1. Esatto, è un po’ la croce e la delizia di questo film, può funzionare per chi non ha mai visto il Flying Circus, perché qui dentro è presente tutto il meglio della geniale comicità dei Python, ma la sua storia produttiva è uno spasso perché davvero in stile Monty Python, avrebbero dovuto conquistare gli americani con questo film, invece hanno conquistato tutti, tranne gli americani ;-)

      Verissimo, poi trattandosi di un film comico, per noi è anche più familiare questo formato ad episodi, alcune delle gag di questa antologia poi potrebbero essere la versione “Definitiva” tipo l’ultima messa giustamente in coda al film. Cheers!

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  3. Mi segno il libro dei Monty Python che non conoscevo.

    P.S Dopo il tuo post ormai urge un recupero immediato dei Flying Circus.

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    1. Si intitola "L'autobiografia dei Monty Python", Bob McCabe ha raccolto le interviste di tutti, idealmente radunandoli intorno ad un tavolo, è un’ottima lettura molto consigliata così come il Flying Circus ;-) Occhio che dalla prossima settimana si parte con i film dei Python! Cheers

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  4. Il Flying Circus guardato su Canal Jimmy è stato un passaggio fondamentale per la crescita della mia stupidità. Qualsiasi cosa prodotta dai Monty Python in quel periodo (e al 99% anche dopo) era oro puro. Devo approfondire anche io con la lettura :)

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    1. Verissimo, se escludiamo forse qualche spettacolo dal vivo bisogna dire che si sono mossi pochi ma bene, ma soprattutto hanno capito quando fermarsi! Il libro è notevole, me lo sono letto qualche anno fa alla sua uscita ed è preziosissimo per questa rubrica sui Python ;-) Cheers!

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  5. In effetti il film funziona meglio nella misura in cui riesce ad indirizzarti alla scoperta dello show televisivo... una volta che l'ha fatto, però, è inevitabilmente lo show a vincere il confronto a man bassa (e a farti capire quanto i Monty Python NON dovessero proseguire sulla strada della semplice riproposizione di sketch su grande schermo), ridimensionando la pellicola al ruolo di simpatico bignamino -con punte di eccellenza, concordo- della loro comicità.
    Riguardo alla sua storia produttiva, mi viene da dire che aveva tutte le carte in regola per poter diventare un film a sé stante ;-) L'aneddoto Beatlesiano, poi, mi ha ricordato come Eric Idle avrebbe poi "omaggiato" i Fab Four dando vita alla loro parodia, The Rutles...
    P.S. "E meno male che non gli ho detto del coltello" ;-D

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    1. Hai riassunto alla perfezione la mia posizione sul film, e anche la sua collocazione rispetto allo show della BBC, per altro sono stati proprio i Python a capirlo, se dopo abbiamo avuto dei capolavori, è stato grazie al fatto che hanno capito che non potevano campare di soli sketch al cinema. Che spettacolo i The Rutles cosa mi hai ricordato!! Grazie per averlo fatto, dovrò tenerne conto per il prossimo futuro ;-) Tu scherzi ma a volte mi metto a fare la gag della forchetta da solo, la mia wing-woman ormai lo sa e mi guarda come si guarda un povero cretino :-P Cheers!

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  6. Che fai se ti dico che i Monty Python non conosco e non ho mai visti?

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    1. Ti dico che sei proprio il prototipo del lettore che vorrei leggesse la mia rubrica ;-) Seriamente, i Python o li si ama alla follia, o non li si conosce, non credo ci siano via di mezzo, mi piaceva anche per questo l'idea di una rubrica su di loro. Se riuscirò a far scoprire a qualcuno il genio dei Monty Python, sarà una gioia personale ;-) Cheers

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  7. Questo post mi ha molto interessato, io sono completamente agnostica riguardo i Monty. Ma quindi questo film in particolare, me lo consigli o no?
    Tristezza però questo problema dell'alcolismo.

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    1. Se dovesse farti venire voglia di vedere anche il Flying Circus allora assolutamente si ;-) Nelle prossime settimane arriveranno ancora tanti Python, spero di solleticare ancora il tuo interesse. Se ognuno dei sei Monty Python era piuttosto caratteristico, Graham Chapman aveva un altro passo, per certi versi il talento più puro del gruppo, ma anche il personaggio più sfuggente, la storia del suo alcolismo è triste ma va di pare passo con i successi dei Python, quindi è un argomento che tornerà nel corso della rubrica. Cheers!

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  8. I Python però in Italia non hanno mai sfondato , complice un umorismo troppo britush e surreale (noi siamo più abituati al pecoreccio ).
    A me piaceva "il senso della vita " e "Brian di Nazareth " le cui battute sonos tate stravolte per i motivi sopra descritti.
    Questo film invece lo trovai carino visto da bimbo su TMC ( che lo replicava spesso negli anni 80, insieme a piccoli cult come "piccoli gangster " e "la banda dei doberman" ), ma dovrei riverderlo da adulto .
    "Il sacro Gral " mi fa addormentare ogni volta che lo guardo.

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    1. Vero, qui da noi sono generalmente ignorati, oppure idolatrati, le vie di mezzo sono molto rare.
      In realtà "Il senso della vita " e "Brian di Nazareth” sono doppiati piuttosto bene, specialmente il secondo a mio avviso, non si può dire lo stesso de “Il Sacro Graal” che è stato massacrato invece, rendendolo un film inguardabile in italiano, infatti per me quel film si può vedere solo in originale, anzi, dovrebbe esistere solamente così! ;-) Cheers

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  9. Gentilissimo, sir.Cassidy of the Flying Circus... ehm Coffin!
    Posso benissimo capire il vostro punto di vista e la critica che avete scritto ma mi permetto di farvi notare una cosa.
    Questo film è estremamente importante non solo per il cinema comico mondiale ma anche per la salvaguardia e sicurezza di ogni persona.
    Mettiamo che ci sia un maniaco che gira per le strade con in mano una banana, voi d'istinto non sapreste come reagire perchè nessuno a scuola o in famiglia vi ha addestrato a difendervi da quel pericoloso frutto! Ma grazie ai Monty Python, ora so che avere una revolver è il miglior mezzo di difesa per abbattere i temibili assassinatori, maniaci della frutta!
    Detto questo, vi auguro buona giornata; dall'alto della mia posizione, situata proprio sulla cima di un enorme palazzooooooooooooooooooooooooooooooooo................

    Firmato,
    uno che è stato invogliato a recuperare questo film grazie alla vostra rubrica ;)

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    1. Vostra palazzitudine,
      Vi ringrazio per la missiva posta in tale educatissima forma, qui al Flying Coffin siamo estremamente sensibili all’argomento del controllo della frutta pericolosa, una piaga che affligge i nostri tempi e che ancora viene ignorata, messa spesso in ombra dalle auto assassine, dannate auto e la loro mania di protagonismo! Chiaro è il fatto che pesi da 16 tonnellate e nitroglicerina non sono facili da reperire, ma dovremmo pur difendersi da quei maledetti lamponi no!

      Porgendo cordiali e distinti saluti, suono un motivetto allegro all’piano (ovviamente nudo).
      Firmato
      Sir Reginald faustus Von Cassidy. Ballerina esotica.

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