giovedì 3 maggio 2018

Turner e il casinaro (1989): Fermati, o Hooch sbava


A cosa serve avere una rubrica su coppie mal assortite di poliziotti, se non posso spingermi fino al limite estremo di questo concetto? Benvenuti al capitolo in parti uguali cinofilo e cinefilo della rubrica… Strambi sbirri!


Quando si pensa a Tom Hanks, viene automatico e anche naturale pensare a valanghe di Oscar e titoli di un certo spessore, c’è solo l’imbarazzo della scelta nella filmografia di Tommaso Matassa, come se vincere quei, venticinque o ventisei Oscar serve a far dimenticare che specialmente all’inizio della sua carriera, il buon Tom ha recitato in una serie ragguardevole di titoli gustosamente, gloriosamente e gioiosamente scemi. Oh, non lo dico in senso dispregiativo, anzi, però trovo sempre buffo che Hanks sia diventato un vecchio e rassicurante zio per il grande pubblico che lo apprezza per il suo essere “serio”, quando un tempo sfoggiava doti comiche, in una porzione di filmografia che non ha portato a casa tanti premi, ma è piena di perle.

Perché alla fine TUTTI hanno il loro “Tom Hanks delle origini” preferito, qualcuno va matto per “Splash - Una sirena a Manhattan” (1984) altri per Bachelor Party o magari Big (1988), io, ad esempio, ho sempre apprezzato molto i sottovalutati “La retata” (1987), “L'erba del vicino” (1989) e “Joe contro il vulcano” (1990), ma se dovessi dire così, senza pensarci, su due piedi qual è il mio Tom Hanks delle origini preferito, rispondo a colpo sicuro: Turner e il casinaro!

“Oh bravo umano, renditi utile una volta ogni tanto”.
Oltre ad essere appassionato di cinema, sono decisamente un tipo da cani, questo fa di me un cinofilo cinefilo (o viceversa fate voi) e parliamoci chiaro, di film con i cani ne esistono circa mille milioni, quasi nessuno di questi ha davvero fatto la storia del cinema e pochi riescono ad essere appena meglio della vostra commedia da palinsesto mattutino di canale 5, “Turner & Hooch” che da noi diventa l’azzeccato “Turner e il casinaro” in un'invenzione della nostra distribuzione che non cambia il senso della storia, non è certo la pellicola che ha cambiato le sorti dei cagnoni al cinema, eppure risulta più cinematografico del vostro solito film con cane, se non altro per via del suo regista: Roger Spottiswoode

Che lo so che il nome Spottiswoode fa ridere perché sembra quello che dareste al vostro border collie, ma, in realtà, “Spotty” è titolare di una filmografia che non passa inosservata, se non altro per essere iniziata con l’ottimo “Terror Train” (1980) slasher con Jamie Lee Curtis e continuata con cosine come “Air America” (1990) e persino uno 007, “Il domani non muore mai” (1997). Nel mezzo robe dimenticabili come “Fermati, o mamma spara” (1992) o “Il sesto giorno” (2000), ma anche un film che pare chiudere il cerchio e fare pace con i “Gattofili” del pianeta, quel “A spasso con Bob” (2016) che mi sono rifiutato di vedere quando mi hanno detto che è la storia di un tossico che convive con il suo gatto. Mi basta il mio, per fortuna, quasi ex vicino di casa per quello, grazie.

Da zero a cento in meno tempo di una Ferrari.
Scott Turner (Tommaso Matassa) è un detective del comune di una piccola cittadina sonnacchiosa sulla baia della California, un posto dove non succede niente, tanto che Turner ha già chiesto il trasferimento a Sacramento sperando di trovare l’azione che uno zelante come lui sa di poter affrontare. Ecco, zelante è ampiamente riduttivo, perché Turner è un maniaco del controllo, uno che utilizza una cosa tipo dieci metri di filo interdentale per pulirsi i denti, che se trova una macchiolina del frigo lo svuota e lo pulisce tutto anche se sono le due di notte, l’esatto opposto del suo collega e futuro sostituto, il pacioso Det. David Sutton, fatto a forma di Reginald VelJohnson, il mitico Al Powell di Trappola di cristallo! Scelta di casting che sottolinea quando di poliziesco c’è in questa storia.

“Sento improvvisamente la mancanza di Hans Gruber, un po’ meno di Steve Urkel”.
Malgrado manchino solo tre giorni al suo trasferimento, Turner non ha nessuna voglia di mollare il colpo e smetterla di indagare sull’unico straccio di caso mai finito sulla sia scrivania, un abbozzo di indagine su alcuni soldi ritrovati in spiaggia che improvvisamente si complica quando l’amico di Turner, Amos, un vecchio che vive nel caos più totale di un robivecchi vicino al porto viene ucciso in circostanze misteriose.

Ma guardiamo il lato positivo: l’omicidio ha un testimone oculare. Problema: il testimone oculare è Hooch, il cane di Amos, un enorme Dogue de Bordeaux del peso approssimativo di una delle lune di Giove, forte come la forma di attrazione gravitazionale, ma con l’aggiunta di cascate del Niagara di bava dal muso.

L’entrata in scena di Hooch a rallentatore, grondando bava e sulle note del tema di “2001 odissea nello spazio” che poi sarebbe "Così parlò Zarathustra” di Richard Strauss, ma tanto sarà per sempre identificato con il film di Kubrick. Per cercare di accalappiare il colosso bavoso ci si mettono in due, e quando Turner sente parlare di soppressione decide di portarsi a casa il testimone, più per eccesso di zelo che per passione canina, anche perché di cani Turner ci capisce come io di delle composizioni di Strauss.

Rimbalza al rallentatore, anche se non somiglia proprio ad una bagnina di Baywatch.
Da qui in poi “Turner e il casinaro” mette in scena tutte le gag possibili e immaginabili che si possano generare mettendo insieme un maniaco del controllo e della pulizia, con un cagnone cresciuto in una discarica senza mai una regola in vita sua e bevendo birra direttamente dalla lattina. Dettaglio che piacerebbe molto a uno dei miei due cani, ma vabbè lasciamo perdere che questa è un’altra storia e pure un po’ lunga.

Speriamo solo che il mio cane non scopra che la birra esiste anche in lattina.
La prima notte a casa di Hooch è un monologo in mutande di Tom Hanks che vorrebbe solo dormire e si ritrova pure chiuso fuori, ma il vero spasso è il giro della casa cadenzato dai ripetuti «Questa non è camera tua», che sa tanto di buoni propositi, perché sacrosante siano le regole per tenere al meglio un animale, ma chiunque abbia un cane sa bene che i nostri «Non salirà mai sul divano!» non sono destinati a durare.

“Puoi prendere la mia cuccia sei vuoi, tanto non la uso più”.
Tom Hanks è acerbo quanto volete, ma tiene bene lo schermo, in coppia con l’enorme Dogue de Bordeaux funziona alla grande, è uno spasso vederlo cercare di primeggiare in intelligenza contro la “Bestia” (tipo facendogli il bagno contro voglia con la pompa dell’acqua in giardino) e sistematicamente andare sotto bevendo dall’idrante dalle contromosse del cane. Ad esempio, mentre Turner al negozio per animali scopre che ogni dannata cosa che sia “per cani” costa il triplo di quanto sarebbe lecito pensare, Hooch gli devasta casa e macchina come un vero terremoto.

Riconosco che a livello personale “Turner e il casinaro” ha un certo peso su di me, probabilmente è il principale responsabile della mia passione per i cani con il muso schiacciato, che come mi ha fatto notare la mia Wing-Woman fa sbavare le bestiole un casino, non come i Dalmata loro mica sbavano... Infatti, ci siano ritrovati con l’unico dalmata al mondo che non sa bere e regolarmente ci lava il pavimento della cucina con l’acqua della ciotola (storia vera): dannati macchiazza la loro missione di vita è quella di rendere a macchie il mondo!

Non guardavo il film da circa una vita, ma nel rivederlo oggi che due membri della mia famiglia hanno la coda, mi ci sono riconosciuto ancora di più in Turner, non tanto per la miopia e il fatto che sa cucinare solo frittate, quanto più che altro nel modo di imparare che l’universo tende verso l’entropia e i cani sono dei gioiosi agenti del caos che sì, ti lasceranno i pantaloni pieni di pelo e probabilmente a casa avranno più posti dove appoggiare le loro regali chiappe di quanti ne hai tu, ma in cambio possono darti moltissimo, quindi il gioco vale la pena di mettere in crisi l’ossessivo compulsivo in me.

Puoi dire delle grandi verità Tom, ma in mutande sei poco credibile.
Ossessivo proprio come Turner, uno che non mette in moto l’auto se tutti a bordo non si sono allacciati le cinture di sicurezza, un dettaglio che all’inizio del film sembra solo un’altra fisima del personaggio e nel finale ci regala una delle scene più riuscite del film, una che potrebbe non sfigurare in un film d’azione nel senso classico del termine, evidentemente quelli che guidano senza cinture non hanno visto abbastanza volte come me questo film!

Con il passare dei minuti “Turner e il casinaro” ricalca le dinamiche del buddy movie poliziesco con la strana coppia male assortita molto bene, e con il passare dei minuti, più Turner si toglie la scopa dal culo scioglie, più diventa un poliziotto migliore, notevole vedere Tom Hanks con pastrano e fucile a pompa, sparare ai blocchi di ghiaccio mentre spiega a Craig T. Nelson, come ha capito il trucco dietro al traffico di denaro sporco.

La marcia in più di “Turner & Hooch” è il suo non umanizzare il cane, cosa che, ad esempio, succede sistematicamente in un film analogo (e per altro uscito lo stesso anno, qualche mese prima di questo) come “Poliziotto a 4 zampe” (1989) con James Belushi e il pastore tedesco Jerry Lee. A ben guardarli, i due film sono molto simili, si giocano anche scene quasi identiche (come il lavaggio controvoglia del cane), ma con la differenza che Jerry Lee fa tutte quelle cose che i cani fanno solo nei film e nella vita vera producono solo canili pieni di animali riportati al mittente perché non somigliano a Rex, serie che ho sempre pensato sia nata sulla scia del successo del film con Belushi. Ah! Se volete un commento pure su “Poliziotto a 4 zampe” alzate la zampa, tanto mi sono ripassato pure quello!

Succede anche a casa mia, basta urlare forte: BISCOTTO!
Hooch in questo film non fa mai cose da strano umano con la coda, si comporta sempre come un cane il che, dal mio punto di vista, lo rende un film più “responsabile” e come storia poliziesca funziona perché Turner e Hooch diventano nel corso del film una vera coppia di sbirri che si coprono le spalle uno con l’altro, tanto che nella scena finale del magazzino, una sparatoria che Roger Spottiswoode dirige con tutti i crismi e più che decente gestione della suspense, Hooch finisce per rifare un classico dei film di poliziotti, ovvero beccarsi un proiettile per salvare il suo compare.

A quel punto della storia, sei talmente coinvolto dalle vicende di Turner e Hooch che l’arresto dei cattivi avviene sullo sfondo, il fuoco è completamente sul cagnone ferito, anni dopo intervistato Tom Hanks ha dichiarato che l’assenza di un finale positivo è quello che ha impedito a questo film di incassare più di quanto comunque non abbia fatto, invece secondo me è la vera forza del film. Perché i poliziotti vengono feriti in servizio e non trovo giusto edulcorare il dettaglio che per quanto tu voglia bene al tuo amico a quattro zampe, quello un giorno potrebbe lasciarti lo stesso, anche questo per me rientra nell’approccio “responsabile” di questo film.

On the streets of Philadelphia Turner & Hooch.
Infatti, il finale è chiaro in tal senso, un cane ti cambia la vita in meglio, persino Turner, uno che nel maniero ultra lucido della sua casa da single, leggeva a letto trionfale “Cent’anni di solitudine” di Gabriel García Márquez (scelta letteraria non casuale), ma che alla fine non riesce a rinunciare al gioioso caos che quattro zampe e una coda possono regalarti.

Basta! Non prenderò mai più un [Inserire qui la razza di cane che continuerete a portarvi a casa].
Inoltre, “Turner e il casinaro” ha un'altra grande freccia al suo arco, non sono riuscito a trovare collegamenti dichiarati, ma sono piuttosto certo che senza questo film non avremmo mai avuto il telefilm “Tequila e Bonetti” (1992) che, non so voi, ma ricordo come una serie infinitamente lunga che ha coperto svariati anni di programmazione televisiva ed io puntualmente non mi perdevo una puntata, complice la trovata spassosa di far doppiare i pensieri del cane Tequila a Ferruccio Amendola che allora era davvero ovunque. Cercando possibili connessioni tra film e telefilm, ho scoperto che “Tequila e Bonetti” è durato una singola stagione da 12 episodi, ma quante volte lo hanno replicato in tv?! Invece, sulla versione italiana di “Tequila e Bonetti” preferisco non dire nulla, non voglio chiudere questo post scrivendo delle parolacce e poi dite che non sono un bravo ragazzo!

Mi chiamo Tequila mettetevi in fila (Cit.)

24 commenti:

  1. Mamma mia che titolo che hai riesumato! Non lo vedo dalla... 5^ elementare? Mi ricordo che a scuola ovviamente lo vedemmo tutti e non si parlò d'altro per giorni e giorni. Scene di assoluta disperazione equamente divisa per la masticazione delle scarpe da basket (Reebok Pump?) e per il cane ferito nel finale di pellicola.
    Ah, ma il buon vecchio Reginald VelJohnson a parte il poliziotto, ha mai interpretato qualcos'altro in carriera?

    Ultimo. Alzo la zampa per "Poliziotto a 4 zampe"! Vai Cassidy!

    (sono in attesa di sentire la tua sugli "Avengers"...)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Visto che robetta? Non potevo non averlo qui sulla Bara ;-) Non credo che fossero Reebok Pump da basket di sicuro ma non mi pare fossero quel mitico modello, chi le aveva a scuola era quasi un semi Dio! Pensa che qualcuno teorizza che il personaggio di Reginald VelJohnson in “Otto sotto un tetto” fosse proprio Al Powell, in realtà la città è diversa, Chicago e Los Angeles, me lo ricordo perché nella serie tv parlavano sempre di MJ, tanto per restare in tema ;-) Vedo la tua zampa alzata!

      Avengers? Cosa fai domani più o meno a quest’ora? ;-) Cheers!

      Elimina
  2. Che titolo hai riesumato!!! Poi me lo leggo con calma, comunque volevo solo dirti che mi ha segnato talmente tanto che quando in un documentario sull'arte sento parlare di "Turner", famoso paesaggista, la mia battuta è sempre "Peccato avesse un cane che gli sbavava sui quadri!" :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahahaha fantastica, raffinata come battuta, per quanto possa essere raffinata la bava di cane ;-) Vai tranquillo il post non scappa, sono contento sia di tuo gradimento, d’altra parte riesumare è parte integrante della Bara Volante ;-) Cheers!

      Elimina
  3. Mamma mia, qui andiamo sull'Amarcord spinto :-P
    Nella metà degli Ottanta Hanks andava forte come comico, se ci avessero detto che in seguito avrebbe interpretato ruoli drammatici non ci avremmo mai creduto: stai parlando di quel tizio che fa lo scemo in ogni scena e si mette le cannucce nel naso? Attore serio? Ma va' va'...
    Sono abbastanza sicuro che da bambino ino io seguissi su qualche canale locale le repliche della serie TV "Henry e Kip" col giovane Tom vestito da donna per vivere in un appartamento che non può permettersi: era la risposta a "Tre cuori in affitto", con John Ritter che si fingeva gay per vivere con due donne. Quando vidi il primo film comico già conoscevo l'attore e in breve divenne il tormentone di videoteche e TV: i miei non è che lo apprezzassero, ma vedevamo così tanti film che le commedie di Tom alla fine ce le siamo sparate tutte. Quando uscì "Turner e il casinaro" sembrava davvero la consacrazione di un divo che da commediole quasi adolescenziali passava alla serie A: la commedia poliziesca. Vorrei far notare che solo tre mesi prima di questo film la promozione era toccata a James "Jim" Belushi con "Poliziotto a quattro zampe" (aprile 1989), film che segnava il passaggio dell'attore da spalla frizzante a protagonista comico. Diciamo che fare film polizieschi con cani aiuta parecchio la carriera... tranne per Chuck Norris, che dopo "Il cane e il poliziotto" (1995) in pratica ha chiuso con il cinema :-D
    Ah, "A spasso con Bob" è un delizioso piccolo film di rinascita e redenzione, e in fondo se invece di un gatto ci fosse qualsiasi altra cosa non sarebbe cambiato nulla: è la storia di uno sbandato che solo quando inizia a sentire il peso delle responsabilità inizia a cambiare vita e a rinascere.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si, oggi ho deciso di toccarla piano da questo punto di vista ;-)
      Penso che un’inversione ad “U” più estrema di quella di Hanks, negli anni ’80 è riuscita solo a Bruce Willis. Comunque hai ragione, non so quanto famoso fosse qui da noi “Henry e Kip” ma me lo ricordo abbastanza.

      Rivedendomi questo la mia wing-woman ricordava alcune scene di “Poliziotto a quattro zampe”, quindi abbiamo indagato, infatti il film con Belushi e il pastore tedesco è uscito qualche mese prima di questo, evidentemente anche allora era usanza presso le case cinematografiche di farsi gara “sfidandosi” con diversi film sullo stesso tema. Chi ha puntato su Chuck Norris ha perso malamente!

      Sono sicuro che quando avrò traslocato potrò vedermi “A spasso con Bob”, e magari mi piacerà anche, però ora solo all’idea ho l’orticaria, un giorno mi farò delle gran risate pensando a tutto questo ;-) Cheers!

      Elimina
  4. Vada assolutamente per Poliziotto a 4 zampe!
    Cooomunque, caro Cass... oggi colpo al cuore.
    Turner e il casinaro, per me, significa ALBI DI TOPOLINO, sezione HOME VIDEO.
    C'era sempre la vhs, Touchstone, e io ero incuriosito dall'opera.
    poi lo vidi in tv, in effetti non è diverso dai tanti film coi cani (e poliziotti), ma per me ha sempre una marcia in più.

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Altro giro, altra zampa alzata ;-)
      Cavolo davvero, titolo da home video in famiglia, pensavo di averlo in qualche modo idealizzato, in realtà è una buona commedia con la marcia in più, non umanizza mai il cane, nel suo non avere regole Hooch non si comporta come i cani dei film, ovvero strani umani con la coda, il che dal mio punto di vista è davvero un asso nella manica del film. Cheers!

      Elimina
    2. Verissimo, questa cosa lo differenzia dagli altri film similari.

      Moz-

      Elimina
    3. Sarà che da padrone di cane sono sensibile all'argomento, ma è una cosa che ho notato. Cheers!

      Elimina
  5. Ma è strano se ricordo più la serie Tequila e Bonetti ( con la sexy poliziotta sudamericana ), che il film con Tom Hanks?
    Sarà che la rivedevo continuamente.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cinque altissimo per Garcia, tu sì che hai capito tutto! ;-) Si ma con “Tequila e Bonetti” hanno esagerato, ero convinto fossero un numero esagerato di stagioni, in realtà sono solo una manciata di episodi. Potere delle repliche televisive. Cheers

      Elimina
  6. Tequila e Bonetti gran bei ricordi, era davvero bello, un po' come questo con Tom e poi con Jim, due autentici cult ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi divertiva un sacco "Tequila e Bonetti" e gran parte della colpa è di questo film ;-) Cheers

      Elimina
  7. Io ogni volta che sento o leggo Hooch concludo con "è pazzo"!
    Davvero c'è gente che ha dimenticato il passato di Tommaso? Sinceramente io preferisco quello giovane, senza nulla togliere a quello adulto da Cast Away in poi. Il mio preferito resterà sempre Big Big Big, con la scena della pianola a terra che ha fatto la storia, citata ovunque negli anni a venire, a partire da Homer Simpson.
    Dopo Beethoven 2 ho iniziato ad odiare qualsiasi film con un cane (o qualsiasi altro animale) ma a quelli antecedenti a questa pellicola ci sono rimasto affezionato, compreso questo e Un poliziotto a 4 zampe, mentre Tequila e Bonetti lo metto solo per il magnifico Amendola.
    Un applauso per aver ricordato il ciccio poliziotto per Die Hard e non per 8 Sotto Un Tetto.
    Purtroppo è vero, così parlai io è associata al cubo di Rubik-- ehm al film di Kubrick.
    Non avevo notato neanche io che la serie Tequila e Bonetti avesse solo 12 episodi, quindi è colpa delle repliche che sembra più lunga. La versione italiana con la Marcuzzi mi sono rifiutato di vederla, così non ho parolacce da lanciare.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Penso che se ancora oggi trovassi una pianola gigante, inizierei a ballarci sopra ;-)
      Per me Reginald VelJonshon è, e sarà per sempre, Al Poweel! :-D Mettiamola così, una volta Tom Selleck ospite in italia per qualche premio scemo (tipo Telegatto) intervistato su “Magum P.I.” rispose una cosa del tipo: Ma vi ricordate ancora di quella serie? Tutto merito (o colpa) delle repliche televisive. Il motivo per cui esiste (in questo caso purtroppo!) il “Tequila e Bonetti”, che nemmeno la Marcuzzi dei tempi d’oro poteva farmi apprezzare. Cheers!

      Elimina
    2. Mitico! Anche io inizierei a suonare ma più à la Homer dato che non so suonare nessuno strumenti 😆
      Non conoscevo l'aneddoto su Selleck! Grazie alle repliche noi degli anni 80 possiamo rapportarci a quelli dei 60 perché abbiamo visto anche le loro cose. Oggi se lo sognano 'sto dono, già è tanto se conoscono qualcosa uscita l'anno della loro nascita...
      Konnichiwa!

      Elimina
    3. Sono tempi senza memoria dove é tutto e subito. Parlo come mio nonno! Ma é così é tutto a favore dell'Hypeeeeeeeeeee! Cheers

      Elimina
  8. Io amo i cani ma la bava di questo in particolare mi ha sempre fatto da deterrente.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tutti i mastini sbavano un casino, roba da lavaggio auto, però sono così carucci cosa gli vuoi dire? ;-) Cheers

      Elimina
  9. Ho notato che tutti se lo ricordavano per il finale. E molti ci sono rimasti male!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Persino il protagonista del film (quello umano intendo dire) pensa che il finale sia il massimo problema del film, per me no, lo trovo molto etico, basta con ste favolette con i cani che sembrano strani umani con la coda ;-) Cheers

      Elimina
  10. Tequila e Boom Boom lo replicarono un casino : come tutte le cose Mediaset, veniva comprato uinsieme a una manciata DI ALTRI telefilm, e poi replicato all' infinito per riempire i palinsesti ( e risparmiare sull' acquisto di materiale nuovo ). Poi, una volta che ha stufato, sparisce per sempre o quasi dai palinsesti. Eì successo con 8 sotto un tetto, con Willy il principe di Bell Hair ( per dire i primi 2 che mi vengono in mente ), e probabilmente accadrà anche in futuro con Big Bang Teory e simili .

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Analisi impeccabile, "Otto sotto un tetto" e "Willy il principe di Bel Hair" sono due ottimi esempi, serie che sono andate in onda per boh, tutti gli anni '90? ;-) Cheers

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...