giovedì 12 aprile 2018

Kiss Kiss Bang Bang (2005): Se vi sembra figo il titolo, aspettate di vedere il film


Vi capita mai di aver voglia di vedere un film, solo perché ha un titolo particolarmente figo? A me abbastanza spesso, da questo punto di vista è molto, ma davvero molto complicato riuscire a battere il film protagonista di oggi della rubrica… Back in Black!

Se vivessimo in un mondo ideale, un autore che a 24 anni ha ridefinito i canoni del Buddy cop movie, firmato la sceneggiatura di Arma Letale e che, raggiunta la maturità e la saggezza (a 30 anni), ha pensato bene di alzare ancora un po’ l’asticella, sganciando sul mondo quel capolavoro totale di L’ultimo boy scout, dovrebbe essere considerato da tutti per il fenomeno che è. Mentre, invece, lo sapete voi come lo so io, puoi fare tante belle cose nella vita, ma tanto verrai ricordato più che altro per gli sbagli. Che poi, voglio dire, se tutti gli sbagli del mondo si chiamassero Last Action Hero, oppure The long kiss goodnight, ci sarebbe da metterci la firma.

Ma ad Hollywood hai tanti amici quanti bigliettoni verdi con sopra le facce di altrettanti ex presidenti defunti riesci a portare a casa con i tuoi film e anche se tutti i titoli qui sopra ora sono di culto, ai tempi ai botteghini incassarono più con i pop corn venduti che i biglietti staccati.

Passata la sbornia degli anni ’90, all’alba del nuovo millennio Shane Black è un ragazzo prodigio che ha raggiunto gli ‘anta, con i quattro milionazzi portati a casa per la sceneggiatura di The long kiss goodnight, si è tolto più di uno sfizio, tipo una bella villa dove organizzare feste che durano fino al mattino successivo, roba del tipo «No ragà, stasera un bicchierino veloce e poi a letto presto» e ti svegli di colpo con la cravatta annodata in fronte, un mal di testa da guinness dei primati, una bonazza sconosciuta nell’altra metà del letto, solo che non sai come si chiama, non è nemmeno il tuo letto e non trovi più le scarpe in mezzo a tutto il casino.

Ecco qui Shane non mi sembra ancora del tutto sobrio, ma tranquilli, sa comunque il fatto suo.
A quarant’anni o poco più Black è l’ex ragazzo meraviglia, quello che una volta era qualcuno ed ora ha perso la credibilità, perché i suoi film non incassano, i colleghi un po’ lo schifano perché ha fatto i soldi e la sua fama di festaiolo lo precede. A questo aggiungete una dipendenza da tutto quello che potete reperire durante la vostra normale festa ad Hollywood e la vita di Shane Black, sembrerebbe essere stata scritta da Shane Black.

Sapete cosa c’è di positivo? Che quando hai toccato il fondo poi puoi solo risalire, quello che fa il nostro Shane che ci dà un taglio con feste e sbronze e si rimette sotto a scrivere, l’idea è quella di fare qualcosa di diverso, una commedia romantica, ma in corso d’opera perché non metterci dentro anche un omicidio? Così, per dare un po’ di movimento alla storia. Ma Black si prende tutto il tempo che gli serve e nel malloppazzo di pagine inizia a mettere dentro tutto quello che gli piace, a Shane Black ci sono due cose che piacciono tanto, tre se contiamo le feste selvagge. La prima è la letteratura pulp con cui è cresciuto, l’altra è il cinema, il risultato finale è “Kiss Kiss Bang Bang”, l’equivalente su carta di quando Martin Riggs e Joe Hallenbeck smettono di fare il filo alle loro brutte abitudini e ripartono alla grande.

Bromance. Una testimonianza fotografica.
Peccato che un grosso blocco di fogli di carta con su scritto “Written by Shane Black” laggiù nel bosco di Holly sia roba tossica, roba che nessuno vorrebbe toccare nemmeno con le pinze, ma Black era sul set di gente come John McTiernan (dove veniva ucciso da Predator), Tony Scott e il suo grande amico d’infanzia Fred Dekker, quindi è il momento di aggiungere anche “and directed” nel virgolettato sopra citato.

Per il suo esordio alla regia Black torna dall’uomo che ha fiutato per primo il suo talento, il produttore Joel Silver si mette una mano in tasca, una sul cuore e tira su 15 milioni, per me un sacco, per fare un film che ambisce a spaccare non poi così tanto, tocca un po’ arrangiarsi con il casting e siccome Black è esperto di Buddy movie con coppie mal assortite di protagonisti, è a questo punto della storia che entra in scena un altro disallineato, condotto alla cinta daziaria di Hollywood e rimasto con il culo per terra: Robert Downey Jr.

"Dai non esagerare Cassidy, mi hanno solamente arrestato due o tre volte".
Oggi, anno di grazia 2018, il nome Robert Downey Jr. provoca in buona parte delle rappresentanti dell’altra metà del cielo, l’effetto che il nome “Frau Blucher” provocava sui cavalli, ma nel 2005 era solo una ex promessa del cinema con tanti trascorsi di arresto in guida di stato di qualunque cosa e più tempo passato a fare dentro e fuori dalle galere che durante una partita di Monopoli. Ma Robertino qui è anche appassionato di musica (infatti canta “Broken” pezzo che si sente sui titoli di coda del film. Storia vera) e, quindi, a mia volta me la gioco con una citazione musicale per descrivervi cosa gli è successo: “Bada son ragazzo della strada e me so dato na calmata”, che per Robert coincide con l’aver conosciuto la segretaria di edizione della Silver Pictures, Susan Levin, futura produttrice, ma anche futura signora Downey.

Alla ricerca di un attore per la parte del protagonista (la prima opzione doveva essere Johnny Knoxville. Storia vera) Silver e Black (adesso ho capito perché vanno d’accordo!) non sanno dove sbattere la testa, la Levin propone di far leggere qualche passaggio della sceneggiatura al suo fidanzato che gironzolava sul set, Boom! Robert Downey Jr. è perfetto e proprio grazie a questo film, Hollywood si ricorda improvvisamente di lui, in linea di massima, sapete com’è andata a finire.

"Mi scappa ma non riesco a farla con una ragazza morta che mi guarda!".
Ecco, ora ci vorrebbe un altro attore di peso, per completare la strana coppia di protagonisti, qualcosa che costi poco, però. Avete detto di peso? Beh, allora non c’è nessuno che pesa più di Val Kilmer, già sulla via del girovita extra large e parecchio in là lungo il viale del tramonto. Piccolo problema: Val Kilmer ha fama di essere un ENORME rompicoglioni, uno con pretese assurde da divo che, ovviamente, prima accetta la parte, poi capisce che la sceneggiatura di Black è oro e sale sul carro dei vincitori, andando a dire in giro che le idee migliori le ha suggerite lui, il titolo è farina del suo sacco ed un'altra serie di panzane a cui è impossibile stare dietro. Lo si perdona solo perché la sua prova nei panni dell’investigatore privato "Gay" Perry von Shrike è ottima e poi perché noi spettatori non dovevamo sopportarlo tutto il giorno sul set.

“Forse ho qualche pretesa da divo, ma legarmi sul set mi pare un’esagerazione!”.
“Kiss Kiss Bang Bang” è un bellissimo piano inclinato, in cui quasi tutte le passioni della vita e della carriera di Shane Black vengono appoggiate sopra solo per scivolare dentro la storia in maniera armoniosa, si va dai classici momenti alla Shane Black fino ai piccoli dettagli che spesso sembrano quasi metacinematografici, anzi forse lo sono proprio visto che la voce narrante, che in puro stile romanzaccio Harboiled è quella del protagonista Harry Lockhart (Robert Downey Jr.), dialoga con il pubblico, strizza l’occhio alla realtà e alla carriera di Black e ogni tanto torna, riavvolge la storia per raccontarci una passaggio importante che si era dimenticato, un esempio? Ecco che arriva un esempio.

“Stai dando fastidio anche ai lettori della Bara Volante adesso? Tranquilli lo faccio stare zitto io”.
Pochi giorni prima di Natale (ma dai? Un film di Shane Black ambientato a Natale?) Harry è un ladruncolo da quattro soldi che sta facendo gli ultimi regali prima della festa, sgraffignandoli da un negozio di giocattoli, quello che cerca di portare via è un pupazzo di un robot poliziotto chiamato “Protocop” (ogni riferimento, a fatti, cose, oppure Robocop 3 in cui recitava Shane Black è puramente voluto). Suona l’allarme e per non farsi beccare Harry in fuga finisce a fingersi attore durante una lettura, siccome il copione tratta di un criminale che ha perso l’amico durante un colpo, Harry risulta perfetto per la parte e viene scelto come protagonista. Se tutto questo vi sembra la storia di Robert Downey Jr. tranquilli, è solo la prima di tante volte in cui “Kiss Kiss Bang Bang” riduce volontariamente la distanza tra finzione e realtà.

Ragguardevoli feste di Natale, in puro stile Shane Black.
Harry, quindi, fa il suo esordio ad Hollywood che, come sa bene Shane Black, vuol dire feste. Proprio ad una di queste il protagonista ritrova una vecchia amica d’infanzia, come la definisce in una delle tante righe di dialogo scritte come gli Dei del cinema comandano, Harmony Faith Lane (Michelle Monaghan) è la tipica ragazza di Hollywood, infatti è nata nell’Indiana ed è arrivata in California per fare l’attrice, oppure per scappare da un passato che levati, ma levati proprio.

Ed è proprio qui che Shane Black mena il suo colpo più dur: la piccola Harmony per sfuggire dalla realtà atroce di un padre violento che ogni notte passava in camera di sua sorella, ma non per rimboccarle le coperte, si è sempre rifugiata nelle pagine dei romanzacci pulp da due soldi di Joe Chester e del suo tostissimo protagonista, il detective Jonny Gossamer, l’eroe che salva sempre la situazione con un destro sulla mandibola del cattivo, ma che, purtroppo, non può salvarti dalle sgradite visite notturne di un padre orribile.

Non ci provo nemmeno a descrivervi i finti romanzi presenti nel libro, perché tanto non potrei mai fare meglio di quando fatto da Lucius nel suo ottimo post a tema che vi consiglio caldamente, quello che posso aggiungere è che i quattri capitoli (più un epilogo) che suddividono “Kiss Kiss Bang Bang” sono l’ennesimo omaggio di Black a Raymond Chandler visto che ogni tiolo viene dritto da un suo libro, un modo magnifico per omaggiare la letteratura con cui Shane è cresciuto, tutti quei libri che lo hanno fatto innamorare dello scrivere e di cui questo film è un'ideale continuazione.

Ogni momento è buono per un bel romanzaccio Pulp.
Sì, perché alla fine “Kiss Kiss Bang Bang” è il racconto di un’indagine che fila, ma non prosegue lungo un percorso canonico, proprio perché non è per nulla canonico il suo protagonista Harry Lockhart, uno che si arrangia e s'improvvisa detective, ma anche voce narrante, che spesso alla confusione controllata di una storia che rimbalza avanti e indietro, ci pensa pure lui a portare ulteriore casino, dimenticandosi di raccontarci delle parti importanti della storia.

"Carta, plastica o ragazze uccise nei film di Shane Black? Dove la buttiamo?".
Un continuo giocare con la struttura cinematografica con cui Black va a nozze: prima si diverte a smontare tutti i cliché del genere Hardboiled, ad esempio quando Harry fa il duro alla festa per difendere Harmony («Meglio che tu sia il suo dottore») salvo, poi, prendere un fracco di botte nella scena successiva. Oppure, nel tentativo di fare il matto e spaventare uno sgherro con il trucco della roulette russa, BANG! Becca l’unico colpo del tamburo al primo colpo e lascia il tizio morto ammazzato sul selciato. Per non parlare della mia scena preferita, quando per errore, ehm, piscia sul cadavere della ragazza lasciato nel suo bagno, in una scena che mi fa morire ad ogni visione e che, forse, viene battuta solo da quella del dito, una roba che se non sai scrivere come si deve, ti può scappare di mano in un attimo. Anche se mi rendo conto che l’espressione “Scappare di mano” non è la più delicata parlando del dito di Harry.

"Ah ah simpatico. Come narratore faccio schifo ma pure tu, come blogger mica scherzi".
Anche l’idea di completare la coppia mal assortita di protagonisti con un tostissimo detective omosessuale è un bello schiaffo in faccia ai canoni, per vedere qualcosa di simile dobbiamo scomodare il Leonard Pine di Joe R. Lansdale,  ma qui il “Gay” Perry di Val Kilmer è un personaggio davvero memorabile, cinico, armato di Derringer nelle mutande arma segreta contro gli omofobici e di battute sarcastiche una meglio dell’altra («Sei davvero gay?», «no navigo nella figa, ma mi piace come suona il soprannome»), se ancora ci fosse bisogno di una conferma del talento di Black di scrivere dialoghi da cineteca.

Tipo questo, che è solo uno dei tanti dialoghi fighi del film.
Ma, oltre ad amare la letteratura Hardboiled, con “Kiss Kiss Bang Bang” Black firma un film manifesto della sua idea di cinema, quando Harmony ed Harry dicono che i finali di Jonny Gossamer erano più solenni, di solito lui veniva prima torturato e poi faceva fuori sedici cattivi da solo, non stanno altro che descrivendo il finale di Arma Letale e, per certi versi, anche anticipando quello che succederà allo stesso Harry, se Riggs si beccava l’elettroshock e Geena Davis la “Ruota della sfortuna” acquatica, al nostro Harry va pure peggio con gli elettrodi appesi, diciamo alle palline dell’albero di Natale, per stare in tema con il periodo dell’anno preferito da Shane Black. Anche perché non bisogna sforzarsi nemmeno molto per ritrovare tutti i marchi di fabbrica preferiti del nostro Shane, del Natale e della tortura già sapete, ma ci sono anche ragazze morte male, auto che finiscono in acqua... insomma, ogni fotogramma di questo film sembra voler dire: "Ciao, mi chiamo Shane Black e ad Hollywood non faccio solo feste, anzi, di solito faccio cosette fighe come questo film".

"Il frocetto sono io, lui è lo stronzetto!" , "Guarda che questa è la battuta di un altro film".
Proprio perché Black è un grande uomo di cinema, come detto, con “Kiss Kiss Bang Bang” il nostro sfida costantemente i limiti della struttura cinematografica, come a voler ricordare che sempre di finzione si tratta, il titolo del film sembra un omaggio (voluto o no, questo non lo so) ad un film quasi omonimo di Duccio Tessari del 1966, ma anche le battute sugli imitatori di Billy Bob Thorton Brasiliano o Joe Pesci Indiano, i dialoghi sull’inquadratura del cuoco di Caccia a Ottobre Rosso (film in cui sapete chi recitata in un ruolo minore, forse di cuoco? Proprio Shane Black, storia vera) sembrano messe apposta per svelare il trucco, perché il cinema è illusione ed Harry da bambino, avrebbe sempre voluto fare il prestigiatore.

Perché non omaggiare anche a "Il migliore" (1984) visto che abbiamo tempo?
I riferimenti al cinema fanno fare a Black la figura di quello più intelligente della stanza, tipo il riferimento ai finali multipli de “Il signore degli anelli” o le scuse per tutte le parolacce ai bravi spettatori del Midwest, ma sono anche l’occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa, impossibile non pensare quando Harry dice che agli Studios non piacciono i finali tristi (in questo senso la suoneria del cellulare di “Gay” Perry, sembra quasi un’ironica anticipazione) è impossibile non pensare a tutte le modifiche apportare a The long kiss goodnight, oppure ad Arma Letale 2.

Il problema, anche se non è affatto un problema, di “Kiss Kiss Bang Bang” è che tutte queste chiavi di lettura si trovano in un film che si beve come una birra fresca, con un gran ritmo e recitato alla grande da un Robert Downey Jr. che con questa prova si è riconquistato l’accesso al paradiso e da una Michelle Monaghan che ha il musetto e le gambe chilometriche giuste per la parte.

Eh lo so Robertino, quando attacco a scrivere di Shane Black non mi fermo più, tieni duro ho quasi finito.
Per essere uno che qui esordisce alla regia, Shane Black se la cava anche piuttosto bene con le scene d’azione, quella finale di “Kiss Kiss Bang Bang” non verrà certo ricordata come la migliore della storia del cinema action, ma come coreografia e numero di dettagli di cui tenere conto è davvero micidiale. Si parte su un cavalcavia, si finisce prima appesi e poi sul tettuccio di un’auto in corsa, il tutto con pistole afferrate al volo e, a ben guardare, anche una bara volante? Hey, aspetta un momento! Shane omaggia la letteratura pulp, il cinema e pure questo mio disgraziato blog impegnato a sua volta ad omaggiare Black! Ok, gente, questo vuol dire essere veramente avanti!

“Non voglio mai più sentir parlare di Bare Volanti finché campo!”.
Insomma, se non lo avete mai visto, vi consiglio caldamente di recuperare “Kiss Kiss Bang Bang”, perché di figo non ha solo il titolo, ma anche tutto il resto! Tra vent'anni verrà capito e sarà il film preferito di tutti, per questa rubrica invece, tranquilli, non abbiamo ancora finito, la vedrete tornare presto, nel frattempo, vi consiglio di lucidare la vostra armatura Mark I, vi tornerà molto utile. 

26 commenti:

  1. La scena della roulette russa mi fa morire! XD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La trovo una figata, perché Harry ogni volta che prova a fare il duro, finisce per fare un cazzata gigante, quella della roulette è la più grossa di tutte :-D Cheers

      Elimina
  2. Conosco Shane da quando era lo stuntman di Liev Schreiber in Sabretooth vs Mutant Sharks From Mars - progetto mai realizzato di Don Coscarelli - che è una sagomaccia e, sebbene sapesse da sempre che non avrebbe mai avuto il budget necessario, si è divertito a tuffare mr Black in piscini ripiene di acqua gelida e pescioni di gomma con la pelliccia di Chewbacca e non ho mai visto Kiss Kiss Bang Bang , ma mi spiace perchè adoro i team ups interaziendali ed è una occasione di veder lavorare insieme Tony Stark, Bruce Wayne e Victor Creed. Rimedierò quanto prima , grazie per la segnalazione, ciao ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per altro il Bruce Wayne con lo sguardo sperso di chi ci è rimasto sotto attraversando le porte della percezione troppe volte ;-) In effetti almeno a mascella, Shane potrebbe davvero essere la controfigura di Liev Schreiber! Cheers

      Elimina
  3. Fortuna che Lucius ha scritto quel pezzo qualche giorno fa! Almeno sono riusciuto a riguardarmelo (quasi...) tutto senza grossi sbattimenti. Altro giro di Shane e altra domanda: come cavolo fa a floppare pesante al botteghino una pellicola del genere? Rivista anche oggi, ha mantenuto tutta l'ironia e la freschezza nelle battute e nella storia.
    Sarebbe bello capire perché i suoi film, così amati in cassetta e col "senno di poi", troppo spesso non hanno incontrato i gusti del grande pubblico che lo snobba in sala. Troppo "raffinato"? Troppo ironico e poco immediato? La gente odia Black e decide di boiccotarlo? O semplicemente i film di Black escono nei weekend sbagliati e vengon affossati dalla concorrenza? Ho controllato al volo quest'ultima teoria. Questo "Kiss Kiss Bang Bang" è uscito in America il 2 dicembre 2005 in diretta concorrenza con: "Harry Potter 4", il primo capitolo di "Narnia", "Brockback Mountain" (anticipato da mille polemiche che lo hanno pubblicizzato a tutto spiano...), "King Kong" di Peter Jackson e "Walk The Line", la bigografia di Johnny Cash... Shane Black non era proprio in pole position quindi!

    P.S.: la Monaghan confermo che era (ma tutto sommato lo è anche oggi) tanta tanta roba!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho una teoria molto più semplice: Il grande pubblico non ha idea di chi sia Shane Black.
      Se parliamo tra di noi appassionati di cinema, il nome è noto e rispettato più o meno quanto merita. Ma penso che il grande pubblico non associ che dietro ad “Arma Letale” e “L’ultimo Boy Scout” ci siano dietro lo stesso cervellone.

      Inoltre nel 2005 Robert Downey Jr non era il nome che riempie le sale di oggi, ricordo di gente che voleva vedere “The Judge” (2014) a tutti i costi, solo per la sua presenza, lo dico fuori dai denti, ho trovato “The Judge” una roba atroce, che non può nemmeno allacciare le scarpe a “Kiss kiss bang bang” eppure quella robetta ha portato a casa 50 milioni di ex presidenti spirati stampati su carta verde, questo? Lasciamo perdere.

      Michelle Monaghan è carina, 50% ragazza della porta accanto, 50% faccia da schiaffi quando vuole, normalmente poi è uno che non sfigura mai nei film in cui recita, quindi alla fine mi fa piacere quando compare in una pellicola ;-) Cheers

      Elimina
    2. Forse la tua teoria, più semplice, è anche la migliore...

      Elimina
    3. Ma non ti preoccupare, “The Predator” sarà una bomba atomica quindi Black diventerà il preferito di tutti… ok esco dalla modalità “Ottimismo sfrenato” che proprio non mi si addice. Diciamo che un giorno, il ragazzo con il nome più figo del mondo verrà rivalutato e capito per il genio che è, nessuno è profeta in patria, oppure al botteghino di Hollywood ;-) Cheers

      Elimina
    4. Condivido il giudizio su "The Judge" e mi chiedo dove fossero tutti questi fan quando Robert faceva piccoli ruoli in piccoli film o il fidanzato di Ally McBeal :-D

      Elimina
    5. Un tempo l’avvocatessa Ally McBeal è stata più famosa di Tony Stark, pazzi pazzi pazzi anni ’90 ;-) Ancora oggi i tanti fanatici di Robertino, si ricordano giusto dei suoi ruoli in armatura e poco altro. Cheers!

      Elimina
  4. Quindi il prossimo sarà Iron Man 3? :D Comunque questo non l'ho mai visto ma mi ha sempre incuriosito, sia per il regista sia per il cast..devo recuperarlo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il prossimo della rubrica “Back in Black” sarà “Iron Man 3” che è l’ultimo film suo che ancora non ho commentato, ma siccome sono all’limite dell’ossessivo compulsivo e mi piace fare le cose per bene, mi va in tilt il cervello se commento un terzo capitolo, senza i primi due ;-) Questo è ultra consigliato, per me è davvero un gran film! Cheers

      Elimina
  5. Oh, aspettavo questa recensione e sono rimasto soddisfatto come ogni volta che vedo un film di Black ^_^
    Grazie per la citazione e vado ad aggiornare i vari link :-P

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Oh benissimo ne sono molto contento! ;-) Ti ringrazio anche peri l tuo post, decisamente definitivo sull’argomento letterario di questo film, talmente completo che ho potuto dedicarmi al resto, tanto di meglio non avrei mai potuto fare. Cheers!

      Elimina
  6. El Diablo - Ecco 'sto titolo dovresti inserirlo anche nei Classidy data l' elevatissima figaggine! Che altro aggiungere che non hai già detto nella recensione? Oh bhè che tu sei certamente molto Flicka! Hola Cassidy!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hola Diablo! Ci ho anche pensato, poi ho lasciato perdere solo perché lo trovo il perfetto riassunto del cinema di Shane Black, un gran titolo in una filmografia piena di film di culto, l’unico difetto (che poi difetto non è) è che Shane aveva già ridefinito i canoni del buddy movie prima. Qui si è “solo” limitato a far vedere a tutti come si fa. In ogni caso dici bene, una pellicola molto Flicka :-P Cheers

      Elimina
  7. Leggendo il titolo ho pensato "filmone!" ma poi mi sono reso conto di non ricordarlo affatto. Un po' mi hai rinfrescato la memoria ma direi che lo devo proprio riguardare!

    Con Uno Strano Caso mi sono innamorato di Downey Jr. ma con Charlot l'ho consacrato!

    Frau Blucher! Hiiiii 😄

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti straconsiglio il ripasso, sono certo confermerai il virgolettato ;-) "Charlot" è veramente bello, ma lì Robert stava sotto un treno, altro che l'effetto Frau Blucher di oggi ;-) Cheers

      Elimina
  8. Sparatemi ( ci sta come metafora vista la rubrica ), ma io non l'ho ancora visto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti sparerò se ti ostinerai a non vederlo. Ma se quando lo vedrai mi dirai che non ti è piaciuto, allora voleranno pallottole. No scherzo, tanto di piacerà sicuro è un filmone ;-) Cheers

      Elimina
  9. Questo ancora non l'ho visto, penso che comunque seguirò il tuo consiglio e a breve gli darò un'occhiata!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ottimo ne sono felice, aspetto il tuo parere ;-) Cheers

      Elimina
  10. Certo che l'ho visto e sono anche d'accordo con te, non sarà granché ma è un film davvero figo ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Essere stiloso è parte del DNA di Shane Black ;-) Cheers

      Elimina
  11. Ma come fai a scrivere recensioni sempre così divertenti? T'invidio da morire sappilo.

    Comunque è un film davvero interessante e urge un recupero da parte mia.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti ringrazio molto davvero, genitlissimo! :-D Fammi sapere se ti è piaciuto, ma sono abbastanza certo che sarà così ;-) Cheers

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...