venerdì 23 marzo 2018

The Hidden (1987): L'invasione degli ultrasbirri


Altro giro, altra corsa, ma soprattutto un altro film che compie i suoi primi trent'anni anni e che risulta davvero perfetto per aggiungere un tassello a questa rubrica, quindi fermi tutti, mani in alto, è il momento di... Strambi sbirri!


Ormai dovreste sapere della mia sinistra passione per i film con le coppie di poliziotti che si traduce in questa rubrica, dalla cadenza orgogliosamente casuale, siccome l’appetito vien scovando film, in questo caso gustose versione di Buddy film polizieschi, non ho avuto dubbi, per questa rubrica non poteva mancare “The Hidden”. Ci tengo solo a farvi notare che anche per il titolo del post, non ho utilizzato il titolo italiano del film, mi sta bene che nel 1988, quando uscì in uno strambo Paese a forma non c’era ancora tutta questa ossessione perle anticipazioni sulla trama, ma intitolare una pellicola così è un po’ come far uscire “Bambi” tradotto in: “La mamma del cerbiatto muore!”.

…Mi rendo conto solo ora che ho salvato i lettori da uno spoiler su “The Hidden”, ma mi sono conquistato l’odio di tutti quelli che non hanno mai visto “Bambi”. Oh, dai, questa è la Bara Volante, chisseloincula quel cerbiatto piagnone, qui guardiamo solo roba seria!

"Ora i fanatici anti-spoiler incazzati arriveranno a frotte" , "Io sparo a quelli a sinistra, tu prendi gli altri".
Prodotto dalla New Line cinema, quando ancora si occupava solo di horror e film di genere, “The Hidden” è liberamente ispirato al romanzo “Strisciava sulla sabbia” (1950) dello scrittore Hal Clement. Ma se il film in questi anni si è guadagnato un buon numero di appassionati lo dobbiamo principalmente al regista: Jack Sholder.

Sholder è ricordato per un paio di horror spesso sottovalutati, “Nel buio da soli” (1982) con Jack Palance, Donald Pleasence e Martin Landau e il ritorno di Freddy Kruger, ovvero “Nightmare 2 - La rivincita” (1985), titolo che andrebbe un po’ riscoperto. Purtroppo, il resto della carriera di Sholder non è stata tutta pesche e crema, lo stesso regista ha sempre dichiarato che “The Hidden” è il film che preferisce tra quelli da lui diretti, non è difficile capire il perché... Malgrado tecnologia e qualche acconciatura molto anni ’80, bisogna dire che il film è invecchiato piuttosto bene, ma il vero asso nella manica è il suo ritmo, bello alto per tutti i 96 minuti, con i primi sei in particolare, davvero notevoli.

Si inizia con le riprese fisse di una telecamera di sorveglianza all’interno di una banca, complice il bianco e nero, il tizio che si mette a sparare a caso al grido di «La mia banca è differente!» (no, non è vero non succede, ma sarebbe stato uno spasso) e anche il tema generale, viene subito da pensare ad un altro film del 1988: Essi Vivono di John Carpenter.

Non dovete nemmeno mettervi gli occhiali da sole di John Nada per questi titoli di testa.
Stanno ancora scorrendo i titoli di testa, quando il nostro rapinatore esce fuori in pieno giorno, sale sulla sua Ferrari 308 GTB nera e fugge via inseguito da metà delle forze di polizia della città. Il tizio non si ferma davanti a niente, tira per aria pure un tizio sulla sedia a rotelle e Jack Sholder con la sua regia ti incolla allo schermo, contributo fondamentale arriva anche dalla selezione musicale sparata fuori dalle casse della Ferrari, la fighissima “On Your Feet” degli Shok Paris. Una rapina in banca, un inseguimento in auto e dell’Heavy Metal, non ci vuole molto per farmi felice, sono un ragazzo dai gusti semplici.

"Dobbiamo fermare una Dodge Monaco berlina del 1974?" , "Quella è la Bluesmobile, questo è un altro film".
La corsa solitaria del pazzoide si scontra contro l’altra metà della polizia cittadina che pensa bene di fermarlo a revolverate, scaricandogli addosso tipo un milione di proiettili e spedendolo dritto al più vicino ospedale. Forse avrebbe preferito pagare la contravvenzione. Ma il vero spasso è quando l’allibito vicino di casa dell’improvvisato rapinatore dichiara che si trattava di un brav’uomo, di solito lo sono tutti prima di andare fuori di melone, ma come mai questo signore tranquillo improvvisamente è diventato fanatico di lusso, violenza e musica a volumi criminali?

"Era così tanto una brava persona, un signore tanto tranquillo...".
Ad indagare sulla strage l’agente di polizia Tom Beck (Michael Nouri), classico poliziotto ruvido ma giusto dei film, qui con la particolarità aggiuntiva di sbolognare tutto il lavoro burocratico di compilare i rapporti sempre allo stesso (sfigatissimo) collega. Sapete qual'è la cosa davvero divertente, cioè, divertente se non siete Michael Nouri intendo dire? Uno degli attori selezionati per la parte di Tom Beck era l’australiano Mel Gibson che si è dovuto accontentare di recitare il ruolo di un personaggio che proprio Michael Nouri aveva rifiutato, un altro poliziotto di nome Martin Riggs, in un film di cui potreste aver sentito parlare, s'intitolava Arma Letale (storia vera)... Beh, sapete com’è andata finire, no?

Per altro, tra i polizotti del distretto fioccano i volti noti, anzi lasciatemi l’icona aperta, perché “The Hidden” un paio di chicche da questo punto di vista le regala. Ad esempio, tra i colleghi troviamo il faccione impossibile del mitico Ed O'Ross, ma se guardate bene in un ruolo minore anche la poliziotta Lin Shaye.

Fa sempre piacere rivedere il mitico Viktor Rosta Ed O'Ross in un film.
Certo, bisogna guardare bene, perché a calamitare tutte le attenzioni è il nuovo arrivato che verrà subito affiancato a Tom Beck per l’indagine, parlo dell’agente dell’FBI Lloyd Gallagher, arrivato a sua detta da Seattle, ma considerando che ha il volto e il ciuffo di Kyle MacLachlan viene da pensare che arrivi dritto da Twin Peaks. Anche se per l’attore feticcio di David Lynch, la parte di Dale Cooper sarebbe arrivata solo tre anni dopo, ma inserite anche “The Hidden” tra i ruoli mitici di MacLachlan in film di culto.

"Quindi il nome Twin Peaks non ti dice niente?", "Mai sentito. Vuoi un pezzo di torta e un caffè?".
Tra i due poliziotti intercorrono le differenze che ci sono sempre al cinema tra i poliziotti (rozzi divoratori di hamburger) e gli agenti dell’FBI (i fighetti con giacca e cravatta), qui il Guacamole sulle differenze è dettato dal fatto che uno più fighetto di Lloyd Gallagher è anche complicato da trovare, cosa vuoi dire ad un agente dell’FBI che si presenta alla guida della sua Porche 928 e pungolato da Tom se per caso ha rubato l’auto, risponde candidamente: «Sì», dettaglio che su due piedi può far ridere, ma nel corso del film finisce per rivelarsi la più emblematica delle verità.

All'FBI gli stipendi non devono essere poi così male.
Ma il film di Jack Sholder riesce ad esplorare le dinamiche da buddy movie poliziesco, mentre è impegnato a tenere altissimo il ritmo, la scena dell’ospedale, in cui i due poliziotti vanno ad interrogare il sopravvissuto è quella che giustifica il titolo Italiota del film, quindi se non lo avete visto, ecco che arriva lo SPOILER!

Nella scena dell’ospedale “The Hidden” piazza il suo colpo migliore e mette in chiaro perché da noi questo film è uscito con il titolo “L’Alieno”, il parassita spaziale che si muove da un corpo ospite all’altro utilizzandoli come marionette fa la sua efficace entrata in scena proprio in questa scena. La bestiaccia dallo spazio profondo è un incrocio tra un ragno e una grossa lumaca, ma con molti più tentacoli che si agitano, una roba sinceramente schifosissima (e proprio per questo bellissima!) che sul grande schermo fa ancora la sua porca figura dopo trent’anni, ennesima dimostrazione che gli effetti speciali della vecchia scuola reggono molto meglio la prova contro Padre Tempo.

Grazie eh, mi è appena tornata su la colazione. Quella di ieri però!
“The Hidden” diventa, quindi, il titolo perfetto per la rubrica “Strambi sbirri” perché oltre alle dinamiche tipiche della coppia di poliziotti agli antipodi, vengono a sommarsi anche l’elemento fantascientifico, se avete visto più di due film in vita vostra e uno di quelli non era “Bambi” (di cui tanto vi ho già rovinato la scena madre) avrete già intuito che l’agente dell’FBI Lloyd Gallagher che dà la caccia a questo spietato parassita che zompetta felice di corpo in corpo, non viene proprio da Seattle, ma da un pochino più lontano.

Quindi, chi può esserci di meglio di Kyle MacLachlan ad interpretare un alieno, strambo quanto volete, ma fondamentalmente buono, nascosto dentro un corpo da uomo che s'impegna in tutti i modi per passare per uno di noi? Direi proprio nessuno, no?

"A quell'altro che voleva sempre telefonare a casa però lo trattavate meglio".
Nella scena in cui Tom invita il suo nuovo collega Lloyd a casa sua per cena, MacLachlan è perfetto nello sbagliare tutti i piccoli movimenti necessari a confermare al pubblico quello che ha già intuito, all’agente dell’FBI basta un solo sorso di birra per sentire già gli effetti collaterali (beato lui, io devo bermene una cassa per arrivare allo stesso punto) ed anche il buffo modo in cui impugna le posate è un chiaro indizio, quando, poi, forse per effetto della birra, Lloyd si fa un po’ più loquace raccontandoci di sua moglie e di sua figlia entrambe morte, là da dove viene lui, un posto senza nome descritto semplicemente indicato il cielo con un dito, capisci che la caccia dell’agente al parassita alieno è qualcosa di personale. Insomma, i personaggi in stile Dougie di Twin Peaks il ritorno, sono sempre stati quelli che ha Kyle MacLachlan riescono meglio!

Chi è un bravo attore? Si esatto Kyle proprio tu.
Bisogna anche dire che nemmeno la scena della cena tra colleghi rallenta il ritmo di un film che va deciso come un treno e che, anzi, sale ulteriormente di colpi, messa in chiaro la natura aliena dei personaggi, Jack Sholder mette a undici l’amplificatore e si diverte a mostrare che razza di casino può fare un parassita alieno libero di scorrazzare tra un corpo e l’altro.

Il nuovo ospite è un ciccione con cui l’alieno può dare sfogo a tutti gli istinti, tipo abboffarsi in una tavola calda ascoltando musica da un “Ghetto Blaster” a volumi criminali mentre da libero sfogo a tutte le flatulenze in piena libertà, il passo successivo è procurarsi una nuova Ferrari (piace la bella vita al ragazzo, eh?), ma soprattutto armi, tantissime armi!

"Cosa hai detto? Non ti sento ho la musica troppo alta e sto masticando".
Ma una vera vacanza sulla Terra non può dirsi davvero completa senza aver provato le brezza di tutte le specialità locali, quindi braccato da Tom e Lloyd l’alieno fa un altro cambio d’abito (se così vogliamo definirlo) e trova il modo migliore per eludere i poliziotti di servizio nascondendosi dentro il corpo della spogliarellista Brenda Lee Van Buren. L’attrice che la interpreta Claudia Christian ha lavorato in praticamente tutte le serie tv della vostra infanzia ed è piuttosto famosa per aver fatto parte del cast regolare di “Babylon 5”, nelle varie fiere di fumetti e fantascienza a cui viene invitata, ancora oggi sa che inevitabilmente arriverà qualche domande legata al suo vistoso ruolo in “The Hidden”.

Ed ecco la porzione di post in cui posso scrivere quello che voglio, tanto nessuno guarda le didascalie.
La storiella più divertente è sicuramente quella legata al vestito con cui distrae i poliziotti, modificato, forbici alla mano dalla stessa Christian un attimo prima di girare la scena, in modo che da poter mostrare diciamo, quanta più porzione possibile di “Lato B” ma senza incappare nel visto censura, insomma: le armi di distrazione di massa femminili sono sempre le più efficaci.

Nessuno dei testimoni interrogati ha saputo descrivere il viso della donna.
L’ultima parte del film si gioca tutti insieme i momenti più caciaroni, ad esempio nell’armeria della centrale di polizia, ci viene mostrato per qualche secondo un lanciafiamme requisito dalla polizia, che sembra quasi un indizio su come continuerà la storia (chi ha detto La Cosa?) anche se questa cosa del lanciafiamme requisito doveva essere una specie di moda, c’era una scena quasi identica in Dimensione Terrore, ora che ci penso.

Il cartellino serve per la garanzia del lanciafiamme, due anni o 10.000 barbecue.
Nel delirio finale le armi non mancano e per far fuori il parassita alieno si usa tutto, sia la stramba arma spaziale di Lloyd Gallagher, ma, perché no, anche un bazooka utilizzato con grande leggerezza nelle celle del distretto, qualcuna delle quale anche occupata e, siccome vi ero debitore di un’icona sulle facce note lasciate aperta lassù, vi dico anche da qui, dai baffi a manubrio di Danny Trejo, che riesce a saltare per aria qui, giusto un attimo prima di farsi esplodere da Charles Bronson in Il giustiziere della notte 4. Oh, uno non è che diventa Machete così, eh? Prima bisogna fare la gavetta!

"Hey pendejo! Voglio il mio avvocato si chiama Robert Rodriguez".
Bisogna dire che il finale originale della prima bozza di sceneggiatura era, per certi versi, più Carpenteriano (e quindi più pessimista), non voglio entrare troppo nel dettaglio per non rovinare la visione a quelli che non conoscono questo cult, ma se dovessi trovare un difetto al film, è forse il buonismo dell’ultima scena che somiglia un po’ più a Starman che a La Cosa, giusto per restare su parametri Carpenteriani, ma poco male, il film resta fighissimo lo stesso.

Insomma, questo ripassino di “The Hidden” ci voleva proprio, oggi come oggi film così curati e allo stesso tempo così orgogliosamente di genere sono quasi estinti, un peccato perché alla fine con titoli di culto come questi siamo cresciuti in tanti, intanto godiamoci il compleanno di questo grande film!

20 commenti:

  1. Ma cosa mi ha tirato fuori dal cilindro il buon Cassidy oggi! "L'alieno" saranno vent'anni buoni che non lo riguardo e saranno anche vent'anni che non passa in tv mi sa... Piccolo cult dimenticato (come pure "Alien Nation" della volta scorsa) che visto da piccolino mi fece venire più di qualche incubo.
    Da grandicello e con un po' più pelo sullo stomaco lo apprezzai decisamente di più. Sta bella recensione mi ha messo la curiosità di rivederlo con gli occhi da adulto. Dannato Cassidy! Non riusciamo a tenere il ritmo... :-P

    P.S.: ieri sera al posto di "Pacific Rim 2" (sentivo puzza di bruciato...) ho optato per "Tomb Raider" dopo aver visto gli allenamenti che ha fatto la Vikander. Porca pu...pazza che razza di fisico tirato ha messo su la ragazzina?!?! A parte il "six pack" addominale, ha messo su dei dorsali da paura! Comunque film dimenticabile copia sputata di un Uncharted qualsiasi (il primo in particolare). Peccato perché la Alicia era veramente in parte.

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    1. Dalle nostre tv è scomparso, ma ti assicuro che è invecchiato bene, ha la testa alta di chi sa di essere un B-movie ed è giustamente orgoglioso di esserlo, mi mancano i filmetti così, uno si innamora del cinema anche per titolo come questo ;-)

      Visto che io ieri sera “Tromb Raider” (seee magari!), hai notato però che il “six pack” della Vichinga si vede solo nella prima scena? Tempo di tirarsi per bene in palestra e via di cui ho apprezzato poco o nulla, arriverà di sicuro qui sulla Bara. Cheers!

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  2. i miei complimenti cassidy.

    hai tirato fuori dal cilindro quello che secondo me rimane uno dei più sottovalutati film di tutti i tempi.

    negli anni 90 me lo sono gustato molte volte.

    buon week end.

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    1. Oh felicissimo che la scelta sia di tuo gradimento, ero abbastanza sicuro che ti avrei trovato tra gli estimatori di questo cult, grazie e buon week end anche a te! ;-) Cheers

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  3. Dopo i complimenti per una rubrica che migliora ad ogni apparizione, devo confessare: non ho mai visto questo film! (Almeno non per intero) Non so perché, il mio migliore amico del liceo lo adorava eppure non sono mai riuscito a beccarlo in TV o in videoteca: ogni volta c'era qualcosa di più urgente da vedere.
    Questo anniversario sarebbe dunque il momento migliore per rimediare...

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    1. Grazie mille, mi sto divertendo molto a scovare titoli adatti a questo non-rubrica, questo te lo consiglio caldamente, dici bene non era facile beccarlo, per un certo periodo era sempre replicato in tv prima di sparire, penso che potrebbe piacerti, è un B-movie girato, recitato e pure invecchiato bene. Cheers!

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  4. L'ho visto da adolescente su italia 1 credo, ricordo che mi era piaciuto, ma l'ho visto una volta sola e nella mia testa è associato ad Alien Nation perchè anche quello visto sul medesimo canale e nello stesso perido...ma quanta roba figa c'era al tempo? Comunque ora dopo questo post voglio assolutamente rivederlo anche perchè è un film che più di una volta ho pensato di ripescare.
    Ottima chicca anni 80, con buona pace di bambi, che poi è anche bello ma non guardo perchè mi intristisce...ahahh

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    1. Abbiamo avuto la fortuna di beccare il momento giusto, in cui ancora in tv passavano film come questo e “Alien Nation”, titolo di cult che oggi come oggi sembrano impossibili. Te lo consiglio, sono sicuro che ti divertirai a rivederlo. Alla faccia di quel piagnone di Bambi :-P Cheers

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  5. Gran film, visto più volte!

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    1. Ero sicuro di poterti contare tra gli estimatori di questo film ;-) Cheers

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  6. Kyle MacLachlan è Michael J. Fox a picco sull'orizzonte degli eventi con matita e bloc notes che riflette sulle verità ultime della M-theory mentre al suo fianco il pard Bambi sghignazza come il Bambi di una celebre run dei Defenders di Gerber/Sal Buscema /Mooney dei seventies perchè anche questo cerbiatto è posseduto, ma dall'alieno Nouri che è un Enrico Lo Verso a picco sull'orizzonte degli eventi di un black hole che si apre sopra la Disney ogni volta che il fantasma di Ub Iwerks si palesa con un ghetto blaster da cui prorompe il tema di Twin Peaks.

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    1. Michael J. Fox pronunciato (anzi scritto) qui, sa di predizione del futuro, secondo me anche tu hai sbirciato l'orizzonte degli eventi. Detto questo, l'immagine di un potente ghetto blaster che spara le note oniriche di Badalamenti vince tutto ;-) Cheers

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  7. Ha straragione l'anonimo qua sopra, questo è tirare fuori davvero un coniglio dal cilindro! Per me è un film assolutamente ignoto e arrivato a metà del tuo post ho fatto un piccolo sobbalzo! Beh, poi Maclachlan è sempre Maclachlan.

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    1. Più o meno all'altezza delle immagini di Claudia Christian? ;-) Scherzi a parte ti ringrazio molto stra consigliato, penso proprio che ti piacerà ;-) Cheers

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  8. Se la meritava una tua bella recensione questo fantastico cultone anni '80, visto e goduto tante volte!
    Un paio di annetti fa ho avuto modo di leggere anche il romanzo di Clement e, sebbene diversissimo dal film, é comunque geniale e godibilissimo!
    In tempi recenti ho visto anche il sequel... fiacco e dimenticabile!
    P.s.: Anche il primo ospite dell'alieno è un volto, un tempo, abbastanza noto ed anch'esso "proveniente da "Twin Peaks"... Chris Mulkey, ovvero Hank Jennnings.

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    1. Ci tenevo ad averlo qui sopra, sono contento che il post ti sia piaciuto ;-) Non ho mai letto il romanzo ed in compenso ho visto una sola volta il seguito, ecco una basta e avanza. Cavolo è vero hai ragione mi sono perso Hank Jennnings! Non lo avevo proprio riconosciuto ;-) Cheers

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    2. Ah, volevo aggiungerlo ma l'ho dimenticato: un'altro attore cult che compare é Clu Gulager (nome imbarazzante!) che conosciamo per "Il ritorno dei morti viventi" e il citato "Nightmare 2".

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    3. Bonus nome buffo della settimana! :-D Cheers

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  9. Questo mi manca, penso che lo recupero perchè sembra accattivanti

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    1. Penso proprio che potrebbe piacerti, te lo consiglio ;-) Cheers

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