venerdì 2 marzo 2018

Mom and Dad (2018): Scontro armato (di Nicolas Cage) tra generazioni


Vi ricordate “Litfiba tornate insieme” degli Elio e le storie tese? La canzone a cui ho pensato quando Brian Taylor e Mark Neveldine hanno fatto come Ghigo e Piero e si sono separati. Anche se, a ben guardare, forse è stato meglio così, per Brian e Mark intendo, i Litfiba poi sono davvero tornati insieme.

Il loro esordio nel 2006 era quella bomba fuori di cervello di “Crank”, seguito nel 2009 dall’ancora più folle “Crank: High Voltage”, il Chev Chelios di Jason Statham sembrava destinato a finire lassù insieme ai grandi personaggi del cinema d’azione, mentre Brian Taylor e Mark Neveldine, con questi due film, hanno anticipato la tendenza odierna del cinema d’azione occidentale di essere bulimico, in anticipo sull'orgia visiva di bombe tipo Mad Max Fury road, andava tutto bene, eravamo gasati e felici, poi qualcosa è andato dannatamente storto.

“Gamer” (2009) gira a vuoto mancando il bersaglio, “Jonah Hex” (2010) una marchetta senza personalità che spreca uno dei personaggi a fumetti più cazzuti di sempre, discorso valido anche per “Ghost Rider - Spirito di vendetta” (2012) che era meglio del primo, ma ci voleva pure poco a superare quel cialtrone di Mark Steven Johnson.

Selma incastrata tra la maglia dei Misfits di Taylor e il dopo sbronza di Nic Cage.
Sapete come funziona in una coppia, no? Non sei più quello di una volta, il rapporto cambia e tutto finisce, Mark Neveldine si è lanciato volontariamente nelle fiamme con “The Vatican Tapes” (2015) su cui preferirei non dire niente (poi dite che non sono un signore), Brian Taylor, invece, da solo non ci sa stare, si è cercato un nuovo amico lo scrittore di fumetti Grant Morrison ed insieme hanno sfornato quella bombetta della serie tv Happy! tratta dal fumetto omonimo dello scozzese.

Ma il nostro Brian è uno che fa comunella, non si è dimenticato nemmeno di aver diretto Nicolas Cage sotto il teschio fiammeggiante dello spirito della vendetta della Marvel, quindi per il suo nuovo esordio solista alla regia, intitolato “Mom and Dad”, Taylor si è portato dietro nuovi e vecchi amici.

Nella più classica delle cittadina di provincia (bianca e ricca) americana, la vita scorre tranquilla, piccoli drammi familiari e grandi delusioni generazionali tutte nascoste dietro pratini e villette tutte uguali una all’altra, lui, lei, un paio di marmocchi, se va bene un cane tipo labrador e una Land Rover. Nello specifico i marmocchi sono il piccolo Josh (Zackary Arthur) tanto pacifico quanto, invece, è odiosa la sorella adolescente Carly (Anne Winters), colpa degli ormoni? Bah, vai a capirli i teenagers.

Dare tutta una nuova dimensione al concetto di: "Se mio padre mi becca mi ammazza".
La mamma è la bella Kendall (Selma Blair che non si vede mai molto, ma la trovo sempre bravissima), che le prova tutte per essere mamma, moglie, sorella e prossima neo Zia modello, ma anche lei sotto la facciata nasconde un tumulto interiore. Chi manca? Papà, già papà, che è l’attore preferito del mio cane, sua Maestà Nicolas Cage!

La vostra tipica famiglia americana, prima che il massacro cominci.
Lo so che sembra che io mi sia fatto carico di una missione e per certi versi forse è proprio così, nel mio tentativo di stare dietro alla filmografia del nipote di Francis Ford Coppola, cerco di distinguere i titoli dove davvero è impossibile salvare, da quelli dove il nostro Nicola fa la differenza, ma anche quelli dove il suo costante vivere in uno stato di “Overacting” funziona perché assolutamente adatto alla storia. “Mom and Dad” è proprio uno di quei casi, ma andiamo per gradi, non facciamo come Cage che partiamo a cannone e finiamo anche più forte.

Questa famigliola vive i suoi scazzi quotidiani come tutte le famiglie del pianeta, fino al giorno in cui tutti i genitori della città (forse del paese) vengono colti dall’istinto primordiale di ammazzare i propri figli, non come l’amorevole paparino che vive sopra di me che sveglia i figli gridando loro “Ti Ammazzoooooo” (storia vera), più l’istinto che viene a me quando mi tirano giù dal letto con le loro urla.

Tzè, i miei vicini sono capaci di fare ben di peggio di così.
Brian Taylor traduce tutto questo in una scena iniziale mica male, i ragazzi a scuola vengono radunati in palestra per la loro sicurezza, fuori abbracciati ai cancelli, orde di genitori con la bava alla bocca, venuti a prendere i figli, ma non per portarli a casa, più che altro per portarli al cimitero, meglio se nel modo più brutale possibile. Se la bionda Carly è odiosa, la sua amichetta Jeanne (Rachel Melvin) lo è ancora di più, ma questo non giustifica la brutta fine che gli fa fare la sua adorabile mammina Jenna (la guardabile Samantha Lemole) e spero non vi sfugga la (ricercata) ironia di mamma e figlia che si chiamano quasi allo stesso modo.

Il nostro Brian Taylor intelligentemente non svela come mai a tutti i genitori (forse del pianeta) pigliano i cinque minuti e pensano tutti insieme di organizzare la risposta (armata) ad “Adam raised a Cain” di Bruce Springsteen, conscio della lezione Romeriana, Taylor sa che gli zombie-genitoriali fanno più paura se non hanno una vera spiegazione scientifica alla base e allo stesso modo, fa arrivare a noi spettatori e alla bionda Carly giusto qualche informazione dalle notizie in televisione, per bocca di chi? Ma proprio di Grant Morrison, il nuovo amicone di Taylor che qui fa una piccola comparsata. Lo Scozzese si è messo in testa di conquistare piccolo e grande schermo... Che solo Mark Millar può far soldi con il cinema?

È calvo? Porta la giacca di pelle? È Sam! Grant Morrison!
“Mom and Dad” ha il pregio di passare da una bella scena di massa iniziale, ad essere uno strambo “Home Invasion” in cui gli invasori sono i tuoi genitori e tutte le tensioni accumulate da entrambi i lati della barricata (giovani da una parte e “Matusa” dall’altra) esplodono in una specie di versione in piccolo di “Mamma, ho perso l’aereo”, con la differenza che trappole e trappolette, qui hanno degli effetti collaterale dolorosi. Ma nemmeno questo è il vero punto di forza del film, perché a ben guardare titoli al limite dell’Horror che s'ispirano al più famoso film della carriera di Macaulay Culkin (anche perché vi sfido a trovare il secondo, no il seguito di “Mamma, ho perso l’aereo” non conta!) stanno proliferando.

"Nostro figlio non si chiama Kevin, stai tranquillo, va tutto bene".
Quando il film dovrebbe entrare davvero nel vivo e portare sul piano fisico lo scontro generazionale in precedenza solo accennato, Brian Taylor pare non esplodere davvero come potrebbe, mi è mancato qualcosa, anche se lo dico fuori dai denti: gli ultimi venti minuti del film sono i migliori di tutto il film. Taylor si gioca una svolta che a ben pensarci è semplicissima, ma che diventa ovvia solo DOPO che la vedi accadere sullo schermo, quindi per questo ancora migliore, non voglio rivelarvi nulla per non rovinarvi la sopresa, aggiungo solo che se siete dei completisti della filmografia di Lance Henriksen, voi questo film dovreste vederlo, così ho detto tutto senza dire niente, non chiedetemi come ho fatto perché tanto non lo so.

Più che altro, bel finale escluso, per parecchi minuti Taylor un po’ si trascina, certo di regala una delle scene di parto più cattive di sempre (non mi va di scomodare quella porcheria di A Serbian film, perché gli intenti sono diversi), però ho avuto proprio la sensazione che lo stile di Taylor che ai tempi di “Crank” sembrava così nuovo ed esplosivo, sia oggi normale, parte del canone, “Istituzionalizzato” avrebbero detto in “Le ali della libertà” (1994). Sì, perché ridendo e ammazzando, da “Crank” sono già passati dodici anni, ecco ed è qui che allora “Mom and Dad” cala l’asso, anzi il Jolly, che non può che essere Nicolas Cage.

Nicola inizia a scaldare i muscoli, occhio che quando fa così poi ci si diverte.
Il tempo che passa è un fattore che nessuno essere sul pianeta ha mai risolto, la nascita di un figlio o di una figlia sa tanto di ultimo passo nell’età adulta, anzi, sa di porta chiusa e sbarrata su un tempo in cui dovevi solo pensare a te stesso o alla persona che amavi, tutt'al più alla tua Trans-Am, quella che ti sei comprato da ragazzo ridando indietro a tuo padre ogni singolo centesimo che ti sei guadagnato, come ci racconta proprio Nick Cage in uno dei momenti in cui gesticolando, si prende il film sulla spalle e lo fa suo.

Sto dicendo che è così per tutti i genitori? Non mi permetterei mai, ma lo è per Brent e Kendall in questo film, la bellissima Selma Blair in un contro monologo getta fuori tutta la malinconia per i tempi in cui erano solo Brent e Kendall e non solo mamma e papà. Ma perché la Blair si vede sempre così poco? Personalmente la trovo sempre molto brava.

"Vorrei vedere voi ad essere sposati con Nicolas Cage".
Ma ho detto, contro monologo, perché quello principale, non può essere che suo, lo sa Selma Blair, lo sappiamo noi spettatori, e lo sa pure Brian Taylor che mette le chiavi del film in mano e Nicolas Cage e gli dice: «Fa la tua cosa Nicola» e Nicola, fa la sua cazzo di cosa. Boom!

"... E faccio la mia cosa nella casa, nella casa faccio la mia cosa" (Cit.)
Con addosso la maglietta dei Misfits che abbiamo tutti (io di sicuro), lo vediamo montare un biliardo nel seminterrato, quando la moglie gli fa notare che lui odia il biliardo, Nicolas Cage parte piano, oddio piano, piano per come intende questo concetto il buon Nicola e va in crescendo in un monologo sul tempo che passa, una roba talmente potente che io posso solo guardarlo ammirato per la capacità di salire di colpi con un niente, ma che forse potrebbe far fare sì con la testa a qualche genitore che ama i suoi figli, ma che si è visto sfilare via dalle dita la vita senza responsabilità adulte. Ma poi quanto è geniale far recitare a Cage un monologo del genere, sapendo che lui andrà tantissimo sopra le righe, uno sfogo che giustifica tutto quello che lui (e sua moglie) faranno nella seconda metà del film, uno sfogo che parte per cosa? Per una spesa stupida, quella di un biliardo, fatta proprio da Cage! Lo stesso che nella vita ha accumulato debiti per aver comprato robe assurde tipo crani di dinosauro e fumetti, uno che sembra incarnare alla perfezione la ribellione dell’uomo di mezza età che rivuole la sua gioventù. Grande Nicola!

Nic è venuto giù con addosso la prima cosetta che ha trovato nell'armadio.
… Anche se ora che ci penso: fumetti e crani di dinosauro, secondo me sono un OTTIMO modo per spendere soldi. Vabbè, avete capito il discorso, no?

Lo stesso Nicolas Cage ha definito il film come uno di quelli che ha apprezzato di più fare negli ultimi dieci anni, non esito a cederci, senza di lui, sarebbe stato divertente, ma forse normale, per quanto una storia di genitori che uccidono i propri figli possa essere considerata normale, ma con Nicola Coppola in circolazione, dimenticate la normalità e godetevi lo spettacolo, il mio cane ed io lo abbiamo fatto.


Do my homework so I'll be smart
Girls all say I'm a little fuck
Mommy I'm a good boy
Mommy I'm a fuckin' savior
Mommy I'm alive
Mommy, can I go out and kill tonight?

18 commenti:

  1. fumetti non so ma un cranio originale di dinosauro mi piacerebbe possederlo.

    i due miglior film di nicola gabbia sono Face OFF e Kich Ass.
    Via da Las Vegas è un film fatto apposta per vincere oscar e nei primi 20 minuti di film nicola gabbia si beve la quantità di alcol che consuma il comune di monesiglio (cn) in un mese.

    cassidy ieri sera mi sono rivisto dopo 20 anni buoni sbirri oltre la vita ed effettivamnte hai ragione tu : Price che urla "no la macchina no " è fantastico.


    grazie

    Buon Week End

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    1. Sai che porca figura farebbe un cranio di T-Rex sul tavolino del soggiorno? ;-)
      “Face Off” è bellissimo e “Kick Ass” un apice, per anni Nicola ha cercato un super eroe da interpretare, ok Ghost Rider, ma Big Daddy è proprio il suo tipo di personaggio!

      Vero che è ancora uno spasso? Sono felice ti sia piaciuto. Grazie a te e buon week end! Cheers

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  2. Sempre puntuale: noto che hai preso di peso l'ultima foto di Nico dal set del suo prossimo lavoro " The Legend of Joe Bastianich and his posse versus the Bats from Mars " di Morrison & Raimi, combo di Army of Darkness e dello Hex di Lansdale e Truman per la Vertigo. Bravo. Ti confesso che voglio bene a Grant dai tempi di Animal Man e della Doom Patrol, ma temo che non riuscirà mai a raggiungere i risultati dell'ex amico ed allievo Millar sulla strada per Cinelandia nemmeno se Mark bucasse una gomma e rimanesse nella corsia di emergenza ad aspettare di scrivere un film di Spielberg in cui Tom Hanks ed Emma Stone salvano una spia che è un libro di carne su cui è inciso il nascondiglio dell'Arca dell'Allenza. I lavori di Grant - soprattutto i + personali - non sono immediatamente traducibili su carta come la storia di un tizio che non sa di essere nato killer come il suo papà e che i cattivi hanno semplicemente vinto da sempre. Pensa solo a quante idee allora fresche - meme , nanotech, sette che creano la realtà, un dio " minore" e collezionista e ripper - sono nei primi fumetti DC dell'alter ego di King Mob. Mark è molto + bravo nel concepire un violento block buster - se avesse scritto Arizona jr, Holly Hunter sarebbe stata uno zinzino Painkiller Jane e il collega razzista di Cage non sarebbe incappato solo in un pulotto polacco a cui raccontare una barza sui polacchi - ma è dai tempi del suo lavoro a quattro mani su Swamp Thing che non medita sulla stratificazione che permette il medium fumetto. Tu sei il Libeccio ed io il Maestrale / son sempre venti, sì, ma non è uguale ( Ivan Graziani ) ciao ciao

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    1. Con la citazione ad Ivan Graziani hai vinto tutto, ed ora voglio Nicola Coppola in “Legend of Joe Bastianich” non potrò vivere senza averlo visto! :-D

      Concordo su tutto, Mark Millar ormai può annunciare un fumetto, e quello già finisce tra i blockbuster estivi, mi sembra strano non abbiano ancora adattato il suo “Nemesis” che altro non era che la versione appunto da Blockbuster del Fantomex di Grant Morrison, appunto come hai sottolineato, torna buono Ivan Graziani.

      I lavori di Morrison sono più strutturati, Millar non ha lo stesso talento ma è immediato, inoltre penso che se uno è bravo a scrivere fumetti, dovrebbe fare solo quello, però se Morrison trovasse qualcuno capace di portare qualche sua idea di scarto al cinema, non sarebbe male, le idee non utilizzare uscite dal cranio di Morrison, sarebbero comunque più folli di tanta roba piatta che arriva in sala, tranne “Legend of Joe Bastianich”, quello sarà bellissimo! :-D Cheers

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  3. Idea veramente FOLLE e bellissima locandina! E comunque ho già capito cosa succede all'arrivo del grande Lance :D

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    1. Ho evitato di parlarne, perlò non potevo non sottolineare che questo film, ha anche Lance! No sul serio, troppa grazia tutta insieme ;-) Cheers

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  4. Oddio, ma ancora Cage? Ho capito che sta sulle spese, ma sta per superare Seagal a quantità di film l'anno, diciamo che è un po' in sovraesposizione :-D
    Comunque belli i tempi di Crank... e spettacolare la citazione di Frankie HI NRG ^_^

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    1. Ho verificato, temo abbia già battuto Seagal, ha già altri sette (!), tre in post produzione e uno lo sta girando, tra cui il notevole “Mandy” una roba fantasy spinta dal titolo molto epico, d’altra parte “Mandy” è il tuo classico nome da eroe fantasy armato di spada no? ;-) “Crank” era una figata e non ho potuto resistere, troppo ghiotta l’occasione di citare ancora Frankie, sapevo non ti sarebbe sfuggita! Cheers

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    2. Dovrà finire di pagare la casa infestata, la piramide e le teste rimpicciolite.

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    3. Quella delle teste rimpicciolite è fantastica, quando l’ho letta ho pensato: «ma chi cacchio si mette in casa delle teste rimpicciolite proveniente da born… Nicolas Cage, solo lui può» Cheers!

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    4. Credo che tra lui e Johnny Depp sia una bella gara a chi fa gli acquisti più bizzarri.

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    5. Vero, ma Nicola secondo me è ancora ad un altro livello, quando ho visto il video in cui comprava fumetti al Comicon di San Diego, ho capito che avevo ancora da imparare. Gli restavano attaccati alle mani, nemmeno avesse le proprietà adesive di Spider-Man ;-) Cheers

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    6. AHahah potresti proporti come suo stagista e ti fai insegnare come si fa, naturalmente ti fai dare un po' di grano; d'altronde il materiale lo fornisce il datore di lavoro.

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    7. Sono d'accordo, anche perché non solo io, ma soprattutto il mio portafoglio non può stare al suo passo ;-) Cheers

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    8. Qualche milioncino per iniziare.

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    9. Mi sembra l'ideale ;-) Cheers

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  5. Mi hai incuriosito parecchio... Questo me lo devo vedere per forza!

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    1. Tutti i film di Nicola Coppola meritano, ma questo merita nel senso buono del termine, fammi sapere ;-) Cheers

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