giovedì 15 febbraio 2018

Victor Crowley (2018): Nato nel Bayou


Ditemi cosa volete, ma la saga di Hatchet creata da quel pazzarello di Adam Green si attende sempre con un certo piacere, certo qualche volta il risultato finale non è proprio all’altezza delle aspettative, ma resta un appuntamento imperdibile. Prima di sprecare anche una sola sillaba, mettiamoci dalla parte del giusto, parola ai Creedence Clearwater Revival!
Quando nel 2006 Adamo Verde si presentò al mondo con quella follia di “Hatchet” le reazioni forse sono state anche un pelo esagerate, certo la leggenda del mostruoso e deforme Victor Crowley che infeste le paludi della Louisiana in cerca di vendetta contro i ragazzini che hanno provocato la morte di suo padre nell’incendio della sua capanna, ancora oggi sussurrando uno spettrale «Daddddyyyyyy» prima della mattanza, è stato accolto dagli appassionati di Horror come il secondo avvento.

Si perché era a tutti gli effetti una commedia Horror che faceva volutamente il verso al Jason Voorhees di Venerdì 13, ma era anche uno Slasher movie spassoso, nato con l’obbiettivo di esagerare tantissimo, ogni omicidio doveva essere il più folle, sanguinolento e assurdo mai visto, il tutto rigorosamente prodotto con i trucchi della vecchia scuola, sangue finto, effetti speciali prostetici di gomma, insomma tutto il meglio, un occhio di riguarda verso il glorioso passato degli Slasher tanto da potersi permettere anche Kane Hodder ad impersonare Victor Crowley, lui che è stato per ben quattro volte il “Ripieno” di Jason Voorhees.


Ripieno di Kane Hodder, ma ricoperto di sangue di adolescente!
Quando poi nel 2010 è uscito “Hatchet II”, Adam Green ha davvero esagerato, il film rispettava i canoni del primo film, ma era un’opera, come dire, ecco ad essere gentili dovrei usare l’espressione autocelebrativa, ma per amore di precisione devo descriverla per quello che è: Una sega davanti allo specchio. Ok, dopo questa mi sono guadagnato un invito a corte per i miei modi gentili e il mio vocabolario forbito.

“Hatchet II” sembrava pensato per la proiezione di mezzanotte nei vari film festival specializzati in Horror del pianeta, oltre ad essere farcito da strizzate d’occhio ai cortometraggi scritti e diretti dallo stesso Adam Green (e probabilmente visti solamente da lui), era una massacro in cui ogni omicidio comico e volutamente esagerato, pernsato e diretto per lasciare il tempo al pubblico per applaudire alle gag oppure alle secchiate di sangue, spassoso quanto volete, ma sempre di masturbazione si tratta.


Una normale giornata di lavoro ad un film festival per il nostro Adam.
La musica è cambiata un minimo con “Hatchet III” (2013), in cui Adamo Verde ha fatto la concessione di cedere la regia ad B. J. McDonnell (cameraman dei due film precedenti), limitandosi solo a scrivere la sceneggiatura, il film resta comunque auto masturbat… celebrativo, però se in una pellicola ci butti dentro un quantitativo di omicidi così folli, e soprattutto ognuno completamente diverso dal precedente, tutti conditi da secchiate di sangue, il risultato lo porti comunque a casa ed io con una roba così non posso che divertirmi.

Insomma era stata imboccata forse la strada giusta qua… NO! Adam Green come l’assassino di uno Slasher torna a colpirci tutti quando ormai sembrava morto, infatti Hatchet IV “Victor Crowley” è nuovamente scritto e diretto da lui, l’unica novità è davvero la mancata continuazione della numerazione, se il nome del vero protagonista sparato nel titolo poteva far pensare ad un cambio di andazzo, il film conferma che non è andata affatto così.

L’unico sopravvissuto del massacro delle paludi di Honey Island da dieci anni campa di rendita, in vista del decennale Andrew Yong (Parry Shane) va ospite nel talk show della sua ex moglie Sabrina (Krystal Joy Brown) a pubblicizzare il suo libro, che tanto nessuna ha davvero letto sul serio.

"Ma come non lo ha letto nessuno? Ci ho messo tanta passione per scriverlo!?".
Ad una seduta di autografi, Andrew si becca insulti per il suo spudorato lucrare sugli eventi, ed è costretto ad interfacciarsi con tutti gli sciroccati attirati dalla leggenda di Victor Crowley, comprensibile che non prenda tanto sul serio i tre ragazzi intenzionati a girare un horror sul leggendario assassino, girato proprio nella paludi di Honey Island.

La regista Chloe (Katie Booth), l’attrice e trruccatrice Rose (Laura Ortiz) e il tuttofare Alex (Chase Williamson) raggiungono le paludi con mezzi proprio, e con sorpresa ci trovano proprio Andrew Yong la sua odiosa manager e un’infilata di personaggi destinati a morire (male), si perché Yong si è fatto convincere, tanti presidenti spirati stampati su carta verde, per tornare a Honey Island per una breve comparsata.


Pensi che il film prenderà una deriva metacinematografica tipo "Scream", invece nisba!
“Victor Crowley” inizia alla grande, il prologo iniziale è divertente ben girato e termina nel sangue, oltre che smontare un paio di cliché sul genere, insomma vedere questa coppietta impegnata in una proposta di matrimonio tragicomica è un vero spasso, quindi l’inizio è il migliore possibile, poi purtroppo le cose cominciano ad andare decisamente meno bene.

Metteteci anche che la trama  ricorda pure troppo il triste destino dei Lynyrd Skynyrd, una mossa che garantisce trovate comiche, oltre che la possibilità di girare tre quarti del film in un set fatto a forma dell’interno di un aereo, sicuramente più economico e facile da realizzare piuttosto che una credibile palude, ma il problema di “Victor Crowley” è strutturale, se escludiamo il prologo e l’ultima mezz’ora, è tutto basato sui dialoghi.

Lo dico fuori dai denti, ci sono dei passaggi talmente idioti, basati su un umorismo di grana così grossa, che pare di stare guardando uno degli “Scary Movie” che vi manca, tipo il fanatico che si inventa la sua personale idea di fare il “Groupie” chiedendo ad Andrew di autografargli il… vabbè avete capito. In altri momenti si ride, si ride forte perché alcune trovate sono sinceramente azzeccate e spassose, ma quello che a lungo manca sono gli omicidi tutti matti che sono sempre stati alla base di “Hatchet”.


Avrei preferito un po' più Victor e un po' meno commedia, ecco.
Badate bene, non è che manchino totalmente, quando Victor Crowley entra in scena qualcuno esce, di solito morto ammazzato malamente, tipo l’omicidio con Smartphone è uno dei più matti mai visti in questa saga e di conseguenza rischia di essere uno dei più folli di sempre. Pecccato che per troppo tempo sia necessario sorbirsi che so, le battute dello scemissimo Dillon (Dave Sheridan) che nella sua stupidità spesso fa ridere, ma il più delle volte è urticante e basta.

Nell’ultima mezz’ora il film sale di colpi, chi sarà l’ultimo a restare in piedi contro Victor Crowley? Adam Green si diverte a frustrare tutte le nostre aspettative, prendendo allegramente per il naso tutti i cliché con soluzioni da cartone animato, sembra una barzelletta in cui gli elementi comici sono chiari, bisogna solo capire come si uniranno insieme per creare l’effetto finale, effetto splatter in questo caso.


Una gara ad eliminazione, in cui i clichè vengono spernacchiati.
Non perdetevi inoltre la scena dopo i titoli di coda, compare una vecchia conoscenza di tutta la saga (e di una fraccata di horror in generale), che offre il migliore degli assist possibile per il prossimo capitolo “Hatchet V”, oppure si chiamerà “Victor Crowley II”? Ah non lo so! L’unica sicurezza è che sarà diretto da Adam Green!

And I can still hear my old hound dog barkin'
Chasin' down a hoodoo there
Born on the bayou
Born on the bayou
Born on the bayou

22 commenti:

  1. Ma sai che della saga di "Hatchet" non ho visto manco mezzo capitolo? Credo di aver visto qualcosa del primo anni e anni fa e mi dava l'idea di poverata DTV che si trova nei cestoni degli autogrill. Onestamente: meritano o posso continuare a vivere senza?

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    1. Beh il primo è fatto volutamente con effetti speciali vecchi scuola, resta piuttosto divertente, un omaggio/parodia ai vari “Venerdì 13” (giusto per fare un titolo). Ha la sfiga di essere stato venduto come un capolavoro, non lo è, ma resta un film molto divertente, il primo e il terzo sono i migliori. Tienilo a mente per una volta che hai voglia di Slasher ma non del solito Jason ;-) Cheers

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  2. Mi sa che mi manca anche il III da vedere, i primi due mi divertirono parecchio :D

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    1. Il terzo è ancora più matto, mi diverte un sacco, se hai visto i primi due, non dovresti lasciarlo indietro ;-) Cheers!

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  3. Grande Cass ahahah! Ma sai che quando ho visto Hatchet ho detto: "ma che stronzata di film è". Poi, non ricordo, se addirittura da te o in qualche altro posto del web mi fecero notare che "era un horror con venature di commedia".

    Ops che figura :D.

    Il problema è che avevo percepito Hatchet come uno strepitoso ritorno dello slasher bla bla horror inquietante bla bla

    Invece è un horror della categoria 'divertissment"

    Che dire, adesso prendo un' accetta e vengo a Torino perché ho troppa roba in lista in questi mesi di lettura della Bara Volante. :D

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    1. Capisco perché tu lo abbia percepito così, è proprio il modo in cui è stato venduto da tutti i fan dell’Horror che lo avevano visto! :-D Dico sempre che la percezione di un film visto all’interno di un film festival è differente, rispetto a come lo stesso film, viene visto dal grande pubblico. Se stai giorni e giorni a vedere anche sette, otto film al giorno, molti dei quali di poco conto, appena ne vedi uno che sembra un film, tripudio! Giubilo! Penso che fosse uno di questi casi.

      Comunque “Hatchet” ha un suo valore, si rivolge ad un pubblcio specifico, ti devono piacere gli Slasher per poterti godere non solo gli ammazzamenti tutti matti, ma anche il modo in cui Adam Green prende amorevolmente per il culo il genere.

      Me lo merito! Fammi finire un altro paio di post prima di vederti sfondare la mia porta di casa a colpi di accetta :-P Cheers!

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  4. All'epoca del secondo ricordo che feci una maratona in treno dove mi sparai entrambi, sullo schermo dell'EEEPC (il netbook che all'epoca era pompato dalla TIM ma poi è scomparso quando gli utenti si sono accorti che aveva Linux e non Windows :-P Servivano due neuroni per usarlo, quindi era troppo complicato!)
    Onestamente non ricordo nulla se non che trovai particolare l'operazione e da qualche parte dovrei avere il fumetto: perché ad un certo punto Green ha tentato anche la strada disegnata!
    A questo punto sto meditando una nuova maratona zinefila per recuperare...
    A proposito, ma la trama non sembra proprio quella di un vecchio Scream? Non ricordo quale, ma la sopravvissuta scrive un libro e durante la presentazione succede qualcosa...

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    1. Vero è proprio sparito dai radar, hai anche capito il perché Linux per molti è quello della coperta, l’amico di Charlie Brown :-P Sapevo che esisteva un fumetto, ma non ho mai avuto modo di leggerlo, Adamo Verde le ha tentate un po’ tutte le strade ;-)

      Si, anche qui è previsto un personaggio che scrive un libro e un ritorno al luogo originale del massacro, poi i punti in comune finiscono qui, il fatto che ci siano un’improvvisata troupe non viene sfruttato, nemmeno per pensare di fare qualcosa di meta cinematografica, come invece “Scream” faceva sempre in tutti e quattro i film, Green era troppo impegnato a scrivere battute per pensare ad una roba del genere ;-) Cheers

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    2. Confermo era il quarto, ma mi pare fosse un libro sull’auto difesa se non ricordo male, ho visto quel film solo al cinema una volta. Purtroppo la biografia citata in questo film si vede per circa mezzo secondo, si intitola (mi pare “I, survived”, se ti serve Lucius ti mando un paio di immagini. Cheers!

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    3. Ti ringrazio dell'offerta ma a questo punto scatta l'indagine speciale sugli pseudobiblia scritti da sopravvissuti a capitoli precedenti ^_^

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    4. Yeah!!! Ti mando qualche immagine, tanto devo mandarti anche altra roba. Cheers!

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  5. Mi sa che dovrei provare a recuperarli tutti, non ne ho mai visto nemmeno uno mannaggia a me!

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    1. Se sei in vena di una roba molto esagerata sono anche divertenti ;-) Cheers

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  6. Cass,la manager odiosa è Felissa Rose,la mitica Angela del cultissimo "Sleepaway Camp" quello sì davvero agghiacciante....

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    1. Azzo è vero! Appena hai detto il nome l'ho riconosciuta, ma di faccia no, mamma mia che filmone è "Sleepaway Camp"! Cheers

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  7. PErsonaggione! Il film è in lista tra quelli da guardare, se riesco forse già questo sabato... :)

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    1. Ottimo, ottimo, mi siedo qui nella mia palude e aspetto il tuo pezzo ;-) Cheers!

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  8. Ho visto solo il primo capitolo, ma mi è piaciuto un sacco...Proverò a recuperare anche il resto della saga...See you soon Bro!

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    1. Il terzo nella sua follia, é molto divertente, fammi sapere Bro! ;-) Cheers

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  9. Questo film mi ha ricordato perché le Bayou mi inquietano XD

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    1. Ahahaaha esatto, ottimo appunto ;-) Cheers!

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