lunedì 5 febbraio 2018

The Crown - Stagione 2: Pesante è la testa che regge la corona


Attendevo molto la seconda stagione di “The Crown”, la serie creata da Peter Morgan che si conferma come un prodotto di qualità molto alta, anche se lo ammetto candidamente, mi è mancato John Lithgow.

Ok, che sono il vice presidente del “John Lithgow fan club” (anzi, se volete tesserarvi fatemelo sapere nei commenti!), bisogna dire che poi, con la gran prova di Gary Oldman nei panni di Winston Churchill, non era proprio il caso di sovraesporre il celebre primo ministro inglese, anche perché Lithgow nella prima stagione si è davvero mangiato ogni scena in cui è comparso e non lo dico perché sono a capo del suo fan club.

I fatti narrati in questa seconda stagione coprono gli anni dal 1955 al 1963, mentre la regina è costretta ad affrontare la crisi di Suez, a prendersi il palcoscenico nei primi tre episodi è il principe Filippo interpretato da Matt Smith, bravissimo ad incarnare il concetto di passivo aggressivo.


Oh oh! Ci sono guai in paradiso!
Philip Mountbatten, duca di Edimburgo è la figura chiave per l’inizio della seconda stagione di “La corona”, Matt Smith è bravissimo a caratterizzare il principe consorte come uno spericolato che ha sempre pensato a se stesso in termini di grandezza, il suo scontro con Elisabetta è per questo doppiamente drammatico, perché sono personaggi che si ritrovano incastrati in ruoli istituzionali opposti a quelli che il loro istinto li spingerebbe a ricoprire.

Elizabetta avrebbe preferito restare nelle retrovie, magari ad occuparsi del suo marito pronta a dargli un figlio dopo l’altro, invece si ritrova non solo con il capo appesantito dalla corona, ma nella scomoda condizione di dover ridurre ad uno stato si subordinanza, un uomo che anche per abitudine di quei tempi, non ha nessuna voglia di fare da secondo violino, per non dire da tappezzeria regale.


Quando pensate che nessuno vi consideri come meritate, ricordatevi di Filippo.
Questo accade nei primi tre episodi in cui Filippo viene spedito in giro per il mondo, a visitare tutti i Paesi del Commonwealth in un lungo viaggio in nave che sembra la versione estesa del classico “Tre uomini in barca” di Jerome K. Jerome, solo con molto più cameratismo e gara di chi si fa crescere la barba più lunga.

"Uffa che noia, questo viaggio è una barba".
Forse l’episodio chiave per spiegare il personaggio di Filippo è il penultimo (2x09) un lungo flashback sul passato in collegio del ragazzo, una singola puntata che potrebbe da sola essere un film, con il dramma famigliare di Filippo (la scena del funerale, tra le bandiere naziste associate al momento più doloroso della vita del futuro duca, dice più di mille parole) e la sua risolutezza guadagnata sul campo, determinano il personaggio, per questo fa ancora più effetto vederlo così inflessibile nel pretendere che il figlio Carlo, faccia la sua stessa identica trafila.

"Piacere sono Carlo, principe del Galles ed erede al trono" , "Si ok, ma il letto a castello sopra è mio".
Mentre Filippo partecipa all’inaugurazione dei giochi Olimpici e dà sfogo al suo machismo in viaggio, Elisabetta deve destreggiarsi tra i suoi impegni a corte, la crisi di Suez, il primi ministro inglese che cede l’incarico e la popolazione che stremata dalla crisi economica, non vede di buon occhio nemmeno la regina.

Perché alla fine il problema è sempre lo stesso: in molte occasioni quello che fai, l’impegno che ci metti e quanto ti sta a cuore, semplicemente alle persone non arriva, capita a tanti, perché non alle teste coronate?

Claire Foy è fenomenale nel mostrare la trasformazione di Elisabetta II, se nella prima stagione era una giovane piena di entusiasmo e rispettosa delle tradizioni, in questa seconda stagione deve adattarsi al mondo che cambia, trasformandosi, anche controvoglia, in una sovrana mediatica che fa il discorso di Natale in diretta Tv, truccata a ripetendo battute a memoria come se fosse (orrore!) un’attrice. Lentamente Claire Foy crea sotto i nostri occhi il personaggio reale che siamo abituati a conoscere, la sovrana inossidabile che abbiamo sempre visto al telegiornale.


"Buonasera sudditi, in questa nuova puntata di Superquark parleremo dei tachioni...".
Dal terzo episodio in poi la serie sale oggettivamente di colpi, le trame dedicate alla principessa Margaret possono sembrare le più frivole, ma Vanessa Kirby è bravissima nel caratterizzare un personaggio che è una specie di paradosso, risente del suo vivere all’ombra di Elisabetta, per il suo animo ribelle è alla perenne ricerca di piccole ribellioni (tipo la foto “nuda” in cui le virgolette sono molto obbligatorie), ma allo stesso tempo i benefici di far parte della famiglia reale le piacciono molto. Vanessa Kirby è davvero azzeccata per la parte, il prototipo della principessa triste, per altro, dando un’occhiata alla sua filmografia, mi sono reso conto di aver visto quasi tutti i film in cui ha recitato, ma di non ricordarla affatto, se non per questa serie, a mio avviso dovrebbe abbandonare il suo biondo naturale e considerare di diventare castana a tempo pieno, davvero molto più carina, oh posso farlo un po’ di gossip pure io? Un’intera serie sulla vita dei reali e non posso fare un commento sui capelli di un’attrice? Vabbè, vabbè, torno sull’argomento ho capito!

Chi ha detto che gli uomini preferiscono le bionde? Ah si, Howard Hawks. Ok sto zitto.
Niente male nemmeno l’episodio 2x08, in cui la regina deve fare i conti con la molto più telegenica Jacqueline Kennedy, una che a suo modo ha saputo brillare anche con accanto un marito piuttosto vistoso come JFK, qui interpretato dal Michael C. Hall di “Dexter” e Six Feet Under.

Direi che Peter Morgan e i suoi hanno fatto i compiti, tanto di cappello.
Insomma, la serie di Peter Morgan, anche senza un maestoso John Lithgow continua a farsi guardare e dalla prossima stagione cambierà ancora pelle, il prossimo salto in avanti della storia e degli eventi raccontati porterà con se un cast tutto nuovo, di attori un po’ più maturi, si sa già che la bravissima Claire Foy, verrà sostituita dall’altrettanto brava Olivia Colman, direttamente da Broadchurch, che è sicuramente un’ottima presa, ma una sofferenza, perché tutti gli attori oltre che molto bravi, sono anche piuttosto somiglianti.

Pare che ancora non sia stato selezionato l’attore che interpreterà Filippo sostituendo Matt Smith, sapete quale sarebbe il colmo? Chiamare Peter Capaldi! D’altra parte quei due si sono già dati il cambio nel ruolo del Dottore, perché non potrebbero interpretare anche Filippo?

4 commenti:

  1. Questa è una serie che mi moglie vorrebbe propinarmi :D Comunque al posto di Matt Smith ho sentito che vogliono mettere Paul Bettany..

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    1. La mia Wing-Woman ci ha provato con “Downton abbey” ho dormito per le prime due stagioni, poi ho apprezzato le altre (storia vera), questa temevo che si sarebbe innescato nuovamente il mio sistema di anto difesa contro la noia (ovvero piombare in piena fase REM in tempo tre secondi), invece mi ha appassionato fin dalla prima puntata della prima stagione, per queste ti consiglio di dare una possibilità alla serie ;-) Paul Bettany non sarebbe male, per altro è anche un attore che di solito apprezzo. Cheers!

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  2. Secondo me una grande seconda stagione, all'altezza della prima. Bene come dici gli episodi 8 e 9 e bene soprattutto Vanessa Kirby, che in quel ruolo ci sta alla grandissima. Aspetto con impazienza di vedere come si comporterà il nuovo cast.

    Che tra l'altro, quando ho visto Michael C. Hall nei panni di Kennedy mi sono immaginato la regina impacchettata nel cellophane e una goccia del suo sangue su un vetrino.

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    1. Anche secondo me, manca giusto John Lithgow ma non si può avere tutto da una serie ;-) Vanessa Kirby è perfetta (per più di una ragione), sarà un peccato doversi separare da questo cast, ma il piano di Morgan è lungo e ambizioso.

      Si esatto, tra Dexter e Six Feet Under, la regina ha rischiato grosso ;-) Cheers!

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