giovedì 1 febbraio 2018

L'ora più buia (2017): Ero fan di Gary Oldman anche prima!


No, davvero, ci tengo a ribadirlo per non passare per quello che sale sul carro del vincitore, io ero fan di Gary Oldman anche prima, ho le prove!

Il problema del pazzo Gary (senza zozza Mary) è che pure lui ogni tanto si dimentica, non solo di essere uno dei miei attori preferiti, ma più in generale uno dei migliori attori del mondo, non credo che serva riassumervi le sue prove migliori, ognuno di voi ha le sue, quello che è triste notare è che dal 2000 o giù di lì Oldman si è gettato su tutti i blockbuster, il più delle volte sprecando anche il suo talento, forse per via di quel mutuo da pagare, con cui ormai dovrebbe essersi ripagato un paio di magioni nella sua nativa Inghilterra.

"Salve, sono Gary Oldman, forse vi ricordate di me per film come Sid & Nancy, in cui facevo Sid e mi facevo pure Nancy".
Per nostra fortuna, su cadenza abbastanza regolare Gary scende dal letto con il piede giusto e ci regala una prova tipo quella di “Tinker, Tailor, Soldier, Spy” (da noi “La talpa”, 2011) in cui ricorda a tutti che lui è Gary Oldman e noi no e malgrado questo l’Accademy ancora non si è convinta a prenderlo in considerazione per qualcuno dei suoi premi, vento che potrebbe cambiare dopo l’uscita di “Darkest Hour” di Joe Wright, in cui il mostro della recitazione, si cimenta con un mostro sacro della storia, ovvero il primo ministro inglese Winston Churchill.

Ora, voglio essere sincero, non faccio proprio le capriole sulle mani per il cinema di Joe Wright, il ragazzo sa dirigere e pure bene, niente da dire, sono certo che tutti quanti ricorderete il piano sequenza con cui inizia “Espiazione” (2007). Wright è un narratore molto classico che ama i classici, tipo “Orgoglio e pregiudizio” (2005) e “Anna Karenina (2012) e che quando tenta cosette più moderne, ecco, non sforna proprio sempre ciambelle con il buco, “Pan - Viaggio sull'isola che non c'è” (2015) è un mezzo pasticcio mentre “Hanna” (2011) so che a tanti è piaciuto, ma a me dava la sensazione di guardare un pesce mentre cerca di nuotare fuori dalla sua acqua, tipo sull’asfalto ecco.


Sicuri che non sia una biopic su Tinto Brass vero?
Sceneggiato da Anthony McCarten, autore di un’altra biopic classicheggiante come “La teoria del tutto” (2014) e dell’atteso (atteso? Bah speriamo bene) “Bohemian Rhapsody” sulla vita di Freddie Mercury, “Darkest Hour” da noi “L'ora più buia” ha tutti i tratti distintivi del suo sceneggiatore e ancora di più del suo regista.

Joe Wright riduce al minimo i frizzi e i lazzi, ci concede giusto un’inquadratura su un palazzo dalla forma tonda che sfuma su di un timbro, a sua volta tondo, per poi chiudersi con una carrellata nella tromba delle scale tonde, tipo la barzelletta dell’omino tondo avete presente? A parte questo, dirige un film angoscioso, fatto di interni cupi, una pellicola che potrebbe funzionare anche a teatro perché completamente parlata, incentrata sugli attori, sui primi piani e sull’azione che non si vede mai, perché viene solamente raccontata, parole parole parole, l’unica cosa che allo stesso Churchill viene accusato di produrre.


"La preferivo interpretato da John Lithgow" , "Ah si? A me manca Colin Firth".
Precauzione da leggere prima dell’utilizzo della visione, si tratta di un “Gary Oldman Show”, quindi se vi sta sulle balle, il film potrebbe non fare per voi, nel caso contrario, buona visione. Altro dettaglio che è bene sapere, i 114 minuti di “Darkest Hour”, come detto, tutti parlati, procedono con un ritmo in crescendo, quasi da thriller ecco, ma sempre di parole e decisioni politiche stiamo parlando, quindi se vi aspettate l’azione pura, anche qui, potreste restare delusi.

Inoltre, c’è un certo grado di chiamiamolo romanticismo, che viene richiesto allo spettatore per godersi questo film, se siete consapevoli del fatto che ad un certo punto della storia della razza umana, una sola isoletta umida, nebbiosa e solitaria si è ritrovata ad opporsi e resistere quasi totalmente da sola, contro il più oscuro e maligno impero che abbia mai solcato questo gnocco minerale che ruota intorno al Sole, beh a questo punto dovreste chiedervi quanto questo dettaglio vi smuova dentro.

Personalmente a me parecchio ed il film di Joe Wright è ottimo nel ricordarmi il perché, la storia è ultra nota, se avete visto la prima stagione di The Crown la conoscete, se avete visto Dunkirk la conoscete, diamine! Se avete frequentato le scuole medie senza passare tutto il tempo a farvi le canne sulle scale antincendio dovreste saperla!


"Questo è il punto esatto dove Christopher Nolan ha diretto il suo ultimo film".
Inoltre, sempre per ragioni squisitamente personali, non riesco a non avere uno o due gradi di coinvolgimento con un personaggio come quello interpretato da Gary Oldman qui, perché il suo Winston Churchill non è uno tutto sorrisi e strette di mano, ad un certo punto del film viene etichettato come l’uomo più temuto e odiato d’Inghilterra, non è certo quello con cui si esce a far bisboccia ecco, ma è la persona che vorresti accanto a te in trincea.

Lo stesso Churchill nel film arriva a dire che il ritrovarsi a capo di un governo di grande intese, non è un regalo, non è la realizzazione del suo sogno di diventare ministro è una vendetta da parte dei suoi avversari politici, eppure Churchill è la persona giusta per uscire da una situazione senza speranza, quello di cui il suo Paese aveva bisogno beh, nell’ora più buia.

Retorico? Sì, “Darkest Hour” in certi passaggi è un film abbondantemente retorico, specialmente quando Joe Wright inquadra il popolo inglese a rallentatore, come a voler sottolineare la loro straordinarietà in condizioni impossibili, ma forse il film risulta così retorico proprio perché gli ideali a cui Churchill fa riferimento nei suoi discorsi sono vecchi e sorpassati quanto lui, parliamo di un personaggio che pensa all’eroismo vecchia scuola, perché il personaggio in sé è più un teorico, uno che le cose le ha studiate più che farle, o come direbbe lui: "Non ho mai preso la metropolitana", uno che sa cucinare un uovo sodo, solamente perché lo ha visto fare, una volta.


Dopo "Il discorso del re" ora abbiamo "Il discorso del primo ministro".
“L'ora più buia” è pornografia della speranza e per tanti minuti forse non riuscirà nemmeno ad intrattenervi come merita, sembrerà di stare guardando uno strambo prequel di Dunkirk e lo stesso
Churchill non è la vecchia roccia, un uomo grande e grosso quasi quanto la sua leggenda, come lo ha interpretato (magnificamente!) John Lithgow nella prima stagione di The Crown, è lo stesso personaggio, ma nella versione che serve a questa storia.

Il Churchill di Gary Oldman è vittima dei suoi vizi e del suo brutto carattere, è uno che le cose le conosce perché le ha studiate sulla carta, non un arringatore di folle, un comunicatore carismatico come quello là, come il “maldetto imbianchino” come lo chiama lui rivolgendosi ad Adolf Hitler. Parliamo di un personaggio che balbetta, che allunga le consonanti e di cui Gary Oldman cesella ogni singolo movimento, ogni errore della pronuncia per tratteggiare un personaggio completamente umano, uno che sbaglia a fare la “V” di vittoria e così facendo si fa fotografare mentre manda a fanculo tutti, forse anche il maledetto imbianchino.


Winston Churchill, l'inventore delle pose da bimbominkia nelle fotografie.
Questo personaggio sale di colpi come il film stesso, non è simpatico, ma fa dannatamente bene il suo dovere, proprio per questo l’ultima mezz’ora del film è si carica di retorica, ma la scena in metropolitana è la più bella che vi possa capitare di vedere, per lo meno ad Ovest di un film non diretto da uno che non si chiama Walter Hill o Michael Mann, grandi specialisti di metropolitane al cinema.

Ci pensate voi a dirgli che in metro non si può fumare, vero?
Sono tante belle balle bisogna dirlo, perché quale politico andrebbe in metro per parlare con il suo popolo prima di una decisione importante, forse la più importante, ma è questo il senso del film, una certa malinconia per una classe politica che non esiste più, fatta di persone in grado di prendere decisioni impossibili, infatti il finale del film è in crescendo e, ve lo dico, con l’ultima scena si finisce in piedi, con gli occhi su Churchill e galvanizzati dal suo discorso, vedere per credere.

Fatti tutti questi distinguo, non so se “L'ora più buia” sia proprio un film in grado di intrattenere tutti e non credo nemmeno che sia obbligatorio cercare dei messaggi, non credo che Joe Wright abbia in testa nessuno politico, del presente o del passato se non lo stesso Churchill, non credo nemmeno sia un film interventista, carico di una retorica di vecchio stampo sì, ma ci starei a cavillare troppo sopra, perché il fuoco del film è tutto sul suo protagonista ed il suo protagonista è in grande forma.


All Eyez on HIM, come in un pezzo di Tupac Shakur.
Grazie ad un trucco tutto sommato efficace, in cui i lineamenti di Oldman non scompaiono, il buon Gary si mangia ogni fotogramma, lo fa così bene che nei pochi momenti in cui non è in scena, il suo personaggio continua ad aleggiare, la sua prova è magnifica e magnetica, insieme alla mezz’ora finale, sufficiente a farmi arrivare ai titoli di coda, sulle note dell’incalzante colonna sonora di un Dario Marianelli ispirato.

Se poi l’Accademy dovesse battere la testa e decidere che tutto questo non basta per consegnare una delle statuette di Zio Oscar a Gary Oldman, sapete che vi dico? Chissenefrega, ero fan di Oldman anche prima, prove così sono la conferma che ogni tanto punto sul cavallo giusto pure io.

28 commenti:

  1. Film che ho visto lunedì sapendo solo... Che era un film su Churchill! Non ne sapevo nulla, nemmeno che c'era Gary Oldman. Mi è capitato per le mani e l'ho guardato ma molto distrattamente. Ad una prima occhiata, sono sincero, non mi è piaciuto per nulla ma ripeto: ero molto distratto.
    Se non avessi scritto questo post probabilmente l'avrei già fatto sparire. Invece me l'hai rivenduto bene. Gli darò in futuro una seconda possibilità magari in lingua originale per apprezzare meglio Oldman.

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    1. Questo è un film retorico, anche tanto. Parlato pure troppo, dove le parole sostituiscono l’azione, che è quella che prediligo nei film, e non solo in senso “Action” del termine. Ci vuole un certo coinvolgimento con il materiale, a me tutto quello che fa Inghilterra/Seconda guerra mondiale interessa.

      Per una buona metà ogni tanto si guarda anche l’orologio, se non fosse per Gary Oldman, ma il finale è un crescendo, non è un film da consigliare a tutti secondo me, ma è un film che potrebbe piacere a tanti, fammi sapere come ti sei trovato ;-) Cheers

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  2. il più grande cattivo di tutti i tempi ?

    tony montana? : no

    don vito corleone? : no

    don zauker in daitarn 3 ?

    darth vader ? :no.


    Salvatore, il serpente tentatore in geppo?? no.

    la banda dei neroni in nonna abelarda?? no

    amelia in paperino? no


    il più grande cattivo di tutti i tempi è Norman Stansfield in leon.

    giuro ancora adesso mi commuovo quando ingoia le pastiglie valda e scrocchia il collo!!

    seriamente ho sperato per anni che facessero un film solo su norman stanfield.

    ho sempre pensato che la differenza fra il protagonista di THE SHIELD e norman stansfield sia una sola : sappiamo che vick mackey ha un figlio malato e questo ce lo rende più digeribile.

    NORMANA STANFIELD presidente del consiglio!!!

    ok chiudo . stamattina non ho preso la terapia e sono un pò scompensato!!

    grazie

    rdm

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    1. «Adoro questi brevi momenti di quiete prima della tempesta» vedo che anche tu sei un fan di Mozart :-P Film totale, personaggio che si mangia lo schermo, interpretato da un attore in stato di grazie. Prima o poi dovrò scriverne per forza qui sopra, ma prima dovrò occuparmi di Vic Mackey ;-) Cheers

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  3. " dimmi angioletto tu ami la vita.............
    no perchè non provo gusto ammazzare chi non glienefrega niente....."

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    1. Le stai tentando tutte per farmi rivedere il film, invitare la gazzella a correre ;-) Cheers!

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    2. El Diablo - La Morte è bizzarra oggi! Ho scoperto Oldman con quel film più che con Dracula, e Stansfield rimane sempre un personaggio ultracult. Anzi direi che senza di lui o comunque senza quella interpretazione sarebbe stato un film diverso. Poi pur adorando il vecchio Gary devo recuperarmi ancora il sopracitato Syd & Nancy, ma anche Una vita al massimo o il più recente la Talpa; ma almeno me lo sono gustato in coppia con Tim Roth in Rosencrantz E Guildenstern sono morti. Hola Cassidy!

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    3. “Rosencrantz & Guildenstern” è un film sottovalutatissimo, che si gioca per altro due dei miei preferiti nello stesso film. Penso anche che la carriera di Goldman sarebbe stata diversa senza Stansfield, ok ho capito, rivedere “Leon” ;-) Cheers!

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  4. grandissimo Cas...
    a "non faccio proprio le capriole sulle mani per il cinema di Joe Wright" stavo cadendo dalla sedia, così come alla frase sulle scuole medie e le canne...
    visto ieri sera, ma ne scriverò non dopo averlo rivisto in lingua originale, a mio avviso fondamentale...
    e comunque... applausi per praticamente tutto ciò che hai scritto!

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    1. Eheh ti ringrazio, certe cose mi piace dirle mettendo i puntini sulle “i”, la chiarezza è importante :-P
      Da vedere in lingua originale, che poi è l’unico modo per valutare la prova degli attori (e non quella dei loro doppiatori), non vedo l’ora di leggerti, nel frattempo faccio gli inchini di ringraziamento :-D Cheers

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  5. Me lo sto pregustando, il film, quindi mi trattengo nel leggerti: tornerò presto...

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    1. Vai tranquillo, la strada la sai. Ultimamente ti sto intercettando tutte le visioni, più che Jeet Kune Do, direi Jeet Kune Blog :-P Cheers

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  6. Ottima analisi, come al solito :D
    Ho visto l'Ora più Buia la settimana scorsa e uscendo dalla sala mi sentivo soddisfatto al 100%, quindi per me il film è promosso in pieno!

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    1. Grazie capo, gentilissimo!
      Non era semplice, perché è un film che ha anche delle cose che normalmente NON mi piace vedere nei film, però l’ultima mezz’ora e Gary Oldman per tutta la durata, mi hanno conquistato. Magie del cinema, farti scrivere di un film che potenzialmente potresti odiare e che invece ti è piaciuto ;-) Cheers

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  7. Gary Oldman è un grande. Punto. Come lo vedi per quanto riguarda gli Oscar?

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    1. Devo ancora vedere il film di Guadagnino e quello di Pitì Anderson, da cui arrivano i due più grossi sfidanti di Oldman, uno in particolare ovvero Daniele Giorno-Luigi. Se vorranno premiare l’ultima prova di Giorno-Luigi non lo so, ma qui Oldman se lo è stra meritato, poi è un film così classico che potrebbe piacere all’Accademy.

      Anche rimanesse a bocca asciutta, questo in carriera è stato Sid Vicious, Dracula, ha sparato a Kennedy, ha torturato Kevin Bacon, fatto faville in “Léon”, preso in ostaggio l’Air Force One e qui mi fermo, perché la lista è lunga ;-) Cheers

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    2. Forse il miglior Dracula dopo Sir Christopher Lee, fra l'altro!

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    3. Mi limito ad aggiungere Amen. Tra i Dracula "Moderni" non ha paragoni. Cheers!

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  8. Per me un buonissimo film e, come dici tu, a tutti gli effetti un one man show del Vecchio Uomo. Per il resto cinematograficamente parlando è un buon film ma poco altro se devo essere sincero.

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    1. Concordo, non è uno di quei film che ti fa correre da tutti gli amici dicendo: «Oh! Devi troppo vederti l’ora più buia!», anzi proprio no. Ha dentro tante cose che non amo vedere nei film. Ma funziona, alla fine convince e il Vecchio Uomo spacca ;-) Cheers

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  9. Premesso che non ho visto il film ma trovo Oldman comunque un grandissimo attore e se vincerà l’Oscar sarò comunque contenta il mio cuore (di mamma) se lo è preso Timothée Chalamet.per cui farò un tifo sfegatato ..fine del commento inutile

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    1. Devo ancora vederlo il film di Guadagnino, se quel ragazzo dovesse portare via l’Oscar da sotto il naso di gente come: Denzel Washington, Daniele Giorno-Luigi e Gary Oldman sarebbe clamoroso ;-) Cheers

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  10. e piaciucchiato anche a me lo devo dì...bellino bellino :D

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    1. Non pensavo che mi sarebbe piaciuto, invece il finale dice la sua, su Gary Oldman invece niente da dire, si carica tutti sulle spalle ;-) Cheers

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  11. ho appena cominciato The Crown dove Churchill è interpretato da John Lithgow... Ok non è Oldman ma è bravissimo anche lui :D

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    1. Ho scritto ieri il post (in arrivo a breve) sulla seconda stagione di "The Crown" in cui due righe su questa cosa mi sono scappate, per me John Lithgow è un Churchill migliore, più in linea con il vero personaggio storico, ma per questa storia, per "L'ora più buia" ci voleva un attore che mostrasse anche un altro lato del personaggio, quindi per me John Lithgow vince di una spanna (e non lo dico perché sono vice-presidente del suo fans club), ma Oldman qui è perfetto per la storia, non lì vorrei vedere scambiarsi serie tv con film. Non so se ho spiegato bene il mio punto di vista ;-) Cheers

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  12. Sono d'accordo con l'incipit, che ora tutti amano Oldman.
    Voglio esser sincero: l'ho conosciuto con Batman di Nolan e poi ho recuperato tutte le sue vecchie pellicole. Qua è sublime, per il resto è un buon film storico.

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    1. Si ora é facile apprezzare Oldman, bisogna essere passati tra i quintali di Blockbuster in cui lo vedevi e pensavi ai suoi vecchi film. Troppo facile arrivate ora e goderselo qui ;-) Cheers

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