lunedì 19 febbraio 2018

La forma dell'acqua (2018): Abbracciare il mostro dentro di noi


Guillermo Del Toro è un regista che non ha un grosso pubblico, molto appassionato quello sì, ma non vastissimo in termini di numeri, altrimenti “Pacific Rim” (2013) avrebbe avuto già dodici seguiti ed “Hellboy” sarebbe una trilogia, invece di dover aspettare le nuove interpretazioni rispettivamente di Steven S. DeKnight e Neil Marshall, per inciso: Buon lavoro ad entrambi, vi attendo a braccia aperte.

Ma la capacità di Guillermone di guadagnarsi appassionati non è da sottovalutare, ognuno ha la sua ragione personale per apprezzare il cinema di Del Toro, la mia, se dovessi riassumerla è molto semplice: la passione per i mostri che amavo disegnare da bambino è il punto di contatto tra me e il regista messicano e quando lo sento raccontare che per fare questo film ha rinunciato al seguito di “Pacific Rim”, non faccio fatica a credergli.

Gli credo anche quando racconta che “The Shape of Water” è nato come risposta al suo interrogativo infantile, me lo immagino il piccolo Guillermo seduto per terra davanti alla televisione a guardare il classico “Il mostro della laguna nera” (1954) di Jack Arnold e chiedersi come proseguiva la stramba storia d’amore tra Julie Adams e il mitico Gill-Man, forse il più sottovalutato tra i mostri della Universal, ci ha provato John Carpenter a riportare in auge l’uomo pesce senza riuscirci (storia vera) e lo abbiamo visto comprimario in roba storica come Scuola di Mostri, ma per il nostro Gill-Man, davvero poca gloria, ci voleva il talento di Del Toro per mostrarci che pinne e branchie possono essere usate non solo per spaventare, ma anche per fare un gran film come questo. Ve lo dico solo per sicurezza, da qui in poi possibili SPOILER ittici!


Tenetemi l'icona aperta su questo classico, ci vediamo alla fine del post.
1962, piena guerra fredda, in una base che sembra quella del B.P.R.D. di Hellboy, ci sono grandi scienziati al lavoro su qualcosa di grosso, ma a noi non interessano minimamente, perché fin dal primo minuto, complice la voce narrante, Del Toro mette in chiaro che il punto di vista è quello di una “Principessa senza voce” e anche se l’ambientazione potrebbe sembra quella di un film di spie o addirittura un horror della Universal, in realtà la persona più importante della base, è la signora delle pulizie Elisa (Sally Hawkins), giusto perché sia chiaro da che parte sono schierati Del Toro e tutto il suo film.

Miglior personaggio femminile dell'anno? Abbiamo una candidata!
La routine di Elisa è rigorosa: sveglia sempre alla stessa ora, bagno e uova sode per il pranzo, poi viaggio in pullman fino alla base militare per il turno notturno di pulizia insieme alla logorroica Zelda (Octavia Spencer). A casa ad attenderla nessuno, se non il vicino di casa Giles (un Richard Jenkins da applausi) pittore superato dal progresso passionato di musical e di torte al lime, cioè... in realtà, le torte al lime gli fanno schifo, però gli piace il ragazzo del ristorante, quindi Elisa lo asseconda e basta.


La vita di Elisa viene totalmente sconvolta quando alla base viene portato un cilindrone ripieno d’acqua, ma soprattutto di una creatura anfibia che sta a metà tra Gill-Man e l’Abe Sapien proprio di Hellboy che, infatti, è interpretato dal solito mascherato Doug Jones, attore feticcio di Del Toro.

Possiamo tenerlo? Giuro che gli cambierò l'acqua tutti i giorni!!
La creatura è stata catturata dal cattivissimo colonnello Strickland (Michael Shannon… Mi alzo in piedi e applaudo!), anche voi mal sopportate chi non si lava le mani dopo essere andato in bagno? Ecco, questo è il primo dettaglio che scopriamo di Strickland, il resto è pure peggio. La creatura e i suoi polmoni che gli consentono di respirare ovunque potrebbero essere la svolta nella corsa allo spazio contro gli odiati Russi, con cui ha qualche contatto di troppo lo scienziato imputato a sezionare studiare la creatura, ovvero il dottor Hoffstetler (Michael Stuhlbarg, altro giro, altro grande attore che arriva da “Boardwalk empire”), sì, ma prima bisognerà passare sul cadavere della determinata Elisa, fermamente intenzionata a salvare la creatura con cui ha intrecciato una rapporto molto stretto ed ecco che il tuo classico film di spionaggio con i mostri diventa una storia d’amore.

Un uovo va preso per la gola. Volevo dire un uomo! cioè un Uomo-Pesce. Oh insomma avete capito!
Tu prova a mettere in mano una trama del genere ad un regista meno capace, appassionato o conoscitore dei generi cinematografici e stai sicuro che verrà fuori una roba capace di scontentare tutti, troppo horror per chi vuole il barattolo di miele, troppo melenso per chi vuol i mostri, ma per nostra fortuna, a scrivere e dirigere c’è un Guillermo del Toro che anno di grazia 2018, sta in uno stato di forma artistica (non era una battuta sul suo girovita giuro!) che levati, ma levati proprio, il risultato è che “The Shape of Water” è un film unico, non il più bello diretto dal regista Messico, ma probabilmente il più bello dai tempi de “Il labirinto del fauno” (2006), un film diverso da ogni altra cosa proprio perché fa della diversità la sua principale virtù.

Non credo che Del Toro volesse schierarsi politicamente, anzi direi proprio di no, però guardando “La forma dell’acqua” non ho potuto fare a meno di pensare che Guillermo deve aver preso bene l’elezione di quello parrucchinato che sta alla Casa Bianca, questo film sembra la risposta gentile ai metodi (e ai concetti) rozzi del nuovo presidente, un Messicano che fa un film in cui gli eroi sono una signora delle pulizie nera ed un'altra portatrice di un handicap fisico, in cui Richard Jenkins interpreta un omosessuale e il personaggio da salvare è quello che in qualunque altro film sarebbe il mostro da inseguire con il forcone, mentre qui il vero cattivo è un agente del governo, maschio, bianco ed eterosessuale che sogna una Cadillac, ma è più viscido e schifoso di qualunque mostro anfibio.

Del Toro ama così tanto i mostri, che dirige vestito da Dylan Dog.
Sì, perché Del Toro questo film lo avrebbe voluto dirigere tutto in bianco e nero, proprio come “Il mostro della laguna nera” (storia vera) e lo ha ambientato nel 1962, ma la storia e i suoi personaggi sono più attuali che mai, un inno alla diversità che procede per passaggi di trama che sanno anche di metaforni sottolineati con il pennarello a punta grossa (quando hai un pesce alto due metri come protagonista è una cosa che può accadere), ma che funzionano così bene da risultare un film risoluto e delicato come Elisa, la sua protagonista. A ben guardarlo, “The Shape of Water” sembra voler dire che là fuori, intendo fuori dall’acqua sulle terre emerse, il mondo è un posto brutto, dove ci sarà sempre qualcuno pronto a puntarti il dito e a chiamarti mostro solo perché non fai parte della maggioranza, ma che in qualche modo invita a cercare il “mostro”, l’anomalia, anzi l’unicità dentro ognuno di noi, perché è proprio quella a renderci speciali.


Pensavate che la bella e la bestia ballassero tutto il tempo canzoni di Gino Paoli?
“The Shape of Water” è un valzer ballato in punta di piedi, magari sulle note volutamente retrò dell’azzeccata colonna sonora di Alexandre Desplat che alla rabbia cieca dei reazionari risponde con un sorriso, una carezza e la risoluta dolcezza di chi dice: "Sì, sono diverso da te e proprio per questo sono bellissimo", già solo per questa ragione, dobbiamo sperare che gli Dei del Cinema conservino Del Toro e il suo talento per un milione di anni.

Difetti? Ci sono, in un film che elogia così la diversità è anche giusto che ci siano, ad esempio per quanto disgustoso (e lo è molto ve lo assicuro) il cattivone di Michael Shannon sembra fermarsi sulla linea invisibile della censura, è chiaro che la sua attrazione sessuale per Elisa, sia una versione distorta e lussuriosa dell’amore puro e tenero che c’è tra la ragazza e la creatura anfibia, ma il film pare minacciare un’aggressione da parte di Strickland che, invece, resta solo accennata. Lo so che sto guardando il pelo nell’uovo (sodo), ma mi ha lasciato la sensazione di un limite che Del Toro non ha voluto valicare che, però, tira un po’ il freno a mano al cattivone.


"Ringrazia che dobbiamo passare il visto della censura...".
Inoltre, forse per ragioni di minutaggio, la capacità di leggere il linguaggio dei segni di Zelda, in un attimo si trasforma in una specie di telepatia del personaggio di Octavia Spencer che in mezzo secondo capisce tutto il piano di Elisa senza esserne al corrente. Ok, sono un cagacazzo lo so! Però questi difetti ci sono e a fine film ti lasciano, per assurdo, con la sensazione che Guillermo del Toro potrebbe fare ancora meglio di così! Il che è una bella promessa per il futuro considerando che per me “The Shape of Water” è già tra i migliori film dell’anno, garantito al limone!

Sì, perché come autore Del Toro per la terza volta in fila dimostra che come per Crimson Peak, al netto di una trama lineare è bravissimo a creare un mondo, in cui i personaggi che vivono al suo interno, è chiaro che abbiano un passato e una storia ben delineata (Guillermo ha fornito agli attori pagine e pagine scritte di suo pugno con il passato dei singoli personaggi), un mondo credibile e
visivamente splendido nella realizzazione, anche grazie alla fotografia di Dan Laustsen. Del Toro porta sullo schermo un 1962 rugginoso e umido, in cui i cattivi stanno sicuri all’asciutto, mentre i buoni sono immersi in acqua come la creatura impersonata da Doug Jones, oppure tra pioggia e bagni nella vasca sono sempre fradici d’acqua.


Non stare troppo nella vasca, che poi ti viene la pelle da pesc... vabbè fa niente.
Ma oltre a tenere sempre la macchina da presa intorno ai protagonisti, Del Toro sa anche come scriverli e come dirigere gli attori che li interpretano, ottenendo da tutti il meglio, al fidato Doug Jones sembra quasi che abbia chiesto di scomparire anzichè apparire, ad esempio, non fa mai la classica mossa in cui mostra le sue ditone chilometriche, proprio perché questo Gill-Man magari somiglia pure ad Abe Sapien e come lui è ghiotto di uova, però è chiaro siano due personaggi diversi, più istintivo e “rettile”, la creatura di questo film è capace di svolte Horror (i gattofili sono avvertiti), ma anche di pentimento e dolcezza, quando mette una mano pinnata sulla testa di Giles beccandosi da Richard Jenkins uno spassoso «Non credo sia molto igienico» sembra il vostro cane quando ha capito di aver fatto una marachella.

"Bravo pescetto, bravo, ora vai a cuccia su, nuota".
A proposito di Jenkins niente, questo attore ogni volta trova il modo di confermare la mia idea su di lui: talento capace di bucare lo schermo anche in ruoli minori, è stato l’unico del cast a non essere la prima scelta (per il ruolo Del Toro voleva Ian McKellen) e anche l’unico ad essersene fregato delle pagine fornite dal regista con il passato di Giles, qui risponde con un personaggio fantastico che al pari di Elisa, riflette su se stesso e compie un arco narrativo completo. Giles è quello che ribadisce meglio che “The shape of water” sarà pure ambientato nel 1962, ma parla della nostra società di oggi. La frase «A volte penso di essere nato troppo tardi o troppo presto» riassume meglio i dubbi esistenziali di personaggio che sa di non avere niente di sbagliato, ma è costretto a nascondersi lo stesso.

Michael “Capoccione” Shannon, invece, non era così bastardo dai tempi di “Boardwalk Empire”, sono di parte perché quando si tratta di lui mi lancio sempre in lodi sperticate, a mio avviso, tutte meritate, qui ha il compito di farsi odiare dal pubblico, cosa che gli riesce alla perfezione, con un personaggio disgustoso sotto tutti i punti di vista, un servo dei padroni con un’altissima considerazione di se stesso, visibilmente disgustato da tutti i “Perdenti” a cui non vuole essere associato («Io non fallisco io risolvo»), marcio come le sue dita che garantiscono da sole sia la metafora che un paio di pennellate Horror che quando c’è Guillermo di mezzo, per fortuna non mancano mai.


Shannon esplode in una scena da pazzo in tre, due, uno...
Ma il vero capolavoro è Elisa, un personaggio di cui andare molto fieri, sia per chi come Del Toro lo ha scritto, ma soprattutto per Sally Hawkins che lo ha interpretato in maniera grandiosa, lo specchietto per le allodole è quella mezza spiegazione sul suo passato, essere stata trovata orfana abbandonata vicino ad un fiume, con quelle cicatrici ai lati del collo causa del suo mutismo che basta guardarle per veder comparire nella mente di tutti gli spettatori in sala, a carattere cubitali la parola: BRANCHIE!

Ma lo sono poi davvero? Del Toro intelligentemente non risponde, perché non è il passato di Elisa ad avvicinarla alla creatura, ma il suo presente, la sua condizione di ultima degli ultimi la rende un anima affine alla creatura anfibia, per alcuni un mostro per altri un Dio. Sally Hawkins recita con intensità e senza paura di niente, non è certo la vostra bellona da film di Hollywood, è una che potrebbe prendere il bus con voi la mattina per quanto appaia normale, ma brilla di luce propria e proprio per questo è perfetta per la parte.


La bellezza che si trova solo nelle cose ordinarie.
Senza emettere una singola sillaba comunica alla grande, la vediamo sognante davanti ad un vecchio film, incazzata e determinata nel portare avanti il suo piano di salvare la Creatura, oppure spavalda come un eroe d’azione quando sillaba un sardonico F.U.C.K. in faccia al cattivo di turno, ribadisco: teniamocelo stretto un personaggio così, perché non ne vedremo tanti così per un sacco di tempo.


Ehm, posso comprare una vocale?
Guillermo Del Toro è talmente abile che si destreggia tra i generi, il suo talento gli permette di poterli mescolare e farli funzionare anche per contrasto, quindi scordatevi quella cagata di La bella e la bestia in versione Disney, qui non ci sono belle e le bestie magari si pappano il vostro gatto, i mostri veri hanno la giacca e la cravatta e i generi qui sono in movimento come nella sala cinematografica sopra cui vive Elisa.

Infatti, si passa da un omaggio a Shirley Temple a “La storia di Ruth” (1960) ed è una non sorpresa scoprire dove scappa la Creatura quando fugge? No, perché davanti a registi così innamorati del Cinema è certo che il nostro Gill-Man lo ritroveremo incantato davanti alle immagini sul grande schermo, sicuro come la morte e le tasse.


Uguale a voi e a me, quando ci mettono davanti ad un bel film.
Ma sapete dove si vede il vero Autore? Quando può permettersi di rifare la scena di ballo di “Seguendo la flotta” (1936) con una muta e un mostro pinnuto al posto di Fred Astaire e Ginger Rogers ed ottenere come risultato una scena bellissima, invece di una parodia come scapperebbe di mano a qualunque regista di minor talento, una roba che guarda La La Land e gli dice: "Scansati, mi serve spazio per ballare". Ed ancora meglio, pesca (tanto per stare in tema) dall’iconografia di “Il mostro della laguna nera” e in un attimo cambia genere da horror a film romantico come non accadeva dai tempi del Dracula di Coppola probabilmente.

Ciao, vi ricordate l'icona aperta lassù? Bene ora posso chiuderla.
Avviso ai naviganti e agli animi più sensibili: la possibilità di finire il film fradici è alta, dipenderà da voi capire se sarà il bagno di casa di Elisa sopra la sala cinematografica che perde, oppure di lacrime, sempre di acqua salata si tratta. Personalmente sono rimasto a bocca aperta come un pesce e ancora alcuni giorni dopo la visione avevo i pesciolini impegnati a muovere la coda nello stomaco... cos'ho detto lassù un milione di anni per Guillermo? Non bastano, facciamo due milioni.

40 commenti:

  1. Fa piacere vedere che siamo sincronizzati con le recensioni, ovviamente la tua è "più migliore" :D Comunque mi vedi d'accordo..mia moglie ha detto una cosa giusta, se sei sensibile ti commuoverai molto, se non sei nel mood giusto è un film che ti sembrerà solo strambo..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti ringrazio gentilissimo, ti ho letto al volo questa mattina, devo ancora iniziare il giro dei commenti però, ci vediamo più tardi dalle tue parti ;-) Si gli animi più sensibili ne usciranno bagnati fradici di acqua salata proveniente dagli occhi, non è per fare il figo (giuro!), ma come Steve McQueen non riesco a piangere al cinema, elaboro dopo le emozioni, sarò un Terminator non lo so :-P Però ho amato tanto la “Stramberia” di questo film. Cheers!

      Elimina
  2. Bellissima recensione, letta tutta d'un fiato...Questo è un film che mi lasciava perplessa, non so, indecisa già dal trailer sul se andare o meno a vederlo, ma dopo aver letto tutto ciò (mi hai aperto un mondo e ti ringrazio) penso proprio che questo film sarà fra le mie prossime visioni!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Oh benissimo è sempre uno dei miei obbiettivi quello di far venir voglia di vedere un film quando merita, ti ringrazio davvero molto, fammi poi sapere come ti sei trovata con l’ultima fatica di Del Toro ;-) Cheers!

      Elimina
  3. Non sono un fan di Guillermo ma del mostro della laguna nera sì, sin da ragazzo, quindi sono molto curioso di vedere questo film. Quindi ti ho letto con un occhio solo :-P

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai fatto bene, anzi mi hai ricordato che forse è meglio se metto un avviso SPOILER all’inizio, non faccio rivelazioni sulla trama ma meglio metterlo, gracias! ;-) Aspetto poi il tuto parere su questo nuovo Gill-Man! Cheers

      Elimina
  4. Visto ieri sera, la recensione la pubblicherò più tardi o domani. Molto bello davvero. Le fiabe horror di Del Toro non deludono mai.
    Ma anche tu hai notato che nella scena finale lei ha le cicatrici dal lato sbagliato?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho visto che hai pubblicato, tra un po’ arriverò dalle tue parti a leggerti, comunque hai ragione, una fiaba Horror in chiave moderna, che rende omaggio a svariate cosette, tipo la diversità e il cinema ;-) No, non ho notato questo dettaglio, ricordo male o le aveva da entrambi i lati del collo? Mi dai un bello spunto di riflessione. Cheers!

      Elimina
  5. Seguito di Hellboy e più seguiti di Pacific Rim? Anche no, eh :D

    Da esperto che sei hai fatto un ottimo parallelismo tra questo film e Il mostro della laguna nera, hai sempre una marcia in più!

    "Stai sicuro che verrà fuori una roba capace di scontentare tutti, troppo horror per chi vuole il barattolo di miele, troppo melenso per chi vuol i mostri": verissimo, alla fine quest'operazione era molto rischiosa!

    "Io non fallisco ma risolvo" mi piace molto come tagline, peccato che si associata a un cattivo.

    Comunque bel film anche se un po' ruffiano (secondo quanto letto anche da Franco Battaglia), poi ci sta, un film che faccia anche riflettere su più temi e non si limiti alla storia d'amore o alle immagini di impatto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A me il secondo “Hellboy” è piaciuto anche più del primo, e con mostroni e robottoni che si picchiano, beh, ne vorrei cento di film così, ma magari sono solo io ;-)

      Ti ringrazio molto, il riferimento originale è piuttosto evidente, avercene di film che elaborano i classici del cinema in questo modo!

      Basta guardare la scena di ballo, una cosa così può farla il miglior Mel Brooks con intenti volutamente comici, oppure Del Toro e renderla credibile ed efficace anche agli occhi di uno come me, che sopporta poco musical, balletti e canzoni. Qualunque altro regista con una scena del genere, al massimo può raccogliere risate (involontarie però).

      Si un po’ ruffiano lo è, bisogna anche dire che certi passaggi non sono sfruttati in pieno (l’omaggio al cinema è bello e sentito, ma si poteva far di più a ben guardare), non è un film perfetto, lo stesso Del Toro ha fatto meglio, ma è un film con un cuore grosso così, questo è il suo valore aggiunto. Cheers!

      Elimina
  6. Gli darò una possibilità. Come Lucius, non sono un fan di Del Toro ma del vecchio mostro Universal sì. La protagonista inoltre mi sta simpatica a pelle, giudicando dalle foto che hai postato.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La protagonista è a mani basse uno dei migliori personaggi femminili in circolazione, fammi poi sapere, tanto sai dove trovarmi ;-) Cheers

      Elimina
  7. Lo vado a vedere stasera. Ho un'acquolina in bocca ed un fomento che manco immagini. Ti rileggo subito dopo la visione!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Acquolina in bocca è l'espressione giusta visto il tema ;-) Vai e diveriti, non vedo l'ora di leggerti. Cheers!

      Elimina
    2. Sono appena tornato. Devo ancora metabolizzarlo ma la prima impressione é stata piuttosto meravigliosa. Sally Hawkins e Michael Shannon entrambi pazzezchi,la prima soprattutto che senza parlarw risulta comunque iper espressiva.

      Elimina
    3. Bravissimo, è proprio un film che richiede un momento per decantare, di solito quando capita, almeno secondo la mia esperienza, vuol dire che il film è buono, come il vino ;-) Non vedo l’ora di leggerti. Cheers!

      Elimina
  8. Non so... Mi piace molto Del Toro dai tempi del "Labirinto" e "Hellboy" ma a questo giro di giostra mi ha lasciato un po' freddino. Tutto bello, tutto perfetto, tutti bravissimi. Una favola fantastica pensata, creata e girata per noi adulti. Ma il risultato finale l'ho trovato "troppo perfetto". Ai limiti dello stucchevole o dei denti cariati se preferite. I buoni della storia sono gli imperfetti ma puri e con il cuore grosso così. Mentre i cattivi sono proprio dei figli di pu***na per i quali è impossibile parteggiare o giustificare. Capisco che tutto è un metaforone abbastanza ovvio e come le favole dei bimbi i protagonisti non sono ambigui ma sono "buoni vs cattivi", però da un film candidato a ben 13 statuette mi aspettavo qualcosa di meglio. Tutto è lineare e semplice semplice come le favole dei bambini, appunto. Ma noi non siamo bambini!
    Oh, può pure essere che non ero dell'umore giusto o che il film non mi "sia arrivato". Magari in un'altra circostanza avrei pianto come un vitello pure io, chi lo sa.

    Riconosco comunque che è fatto e girato da Dio e che la Hawkins è bravissima ma non me lo rivedrei mai.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Penso che Del Toro sia stato onesto nelle premesse, la prima frase del film mette in chiaro che è tutto a dimensione di favola, quindi posso accettare i buoni buonissimi contro i cattivi cattivissimi. Inoltre siccome dei premi me ne frego, non ho particolare aspettative “Da Oscar”, poi dovesse vincernli tutti (non sarà così) va bene, ma mi interessa poco o niente. Devo dire che a me ha preso abbastanza, ma richiede un certo coinvolgimento con i personaggi, bisogna dirlo ;-) Cheers

      Elimina
  9. Io vorrei abbracciare Del Toro quando mi fa dei film così! Lo adoro

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Siamo in due amico mio, anzi se ci mettiamo in due probabilmente riusciamo a coprire la circonferenza del suo pancione ;-) Cheers!

      Elimina
  10. Grrr, io devo ancora vederlo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non fare così dai, anzi buona visione trovati lo schermo più grosso in circolazione per goderne in pieno ;-) Cheers

      Elimina
  11. caro cassidy è bello discutere civilmente e non sempre siamo daccordo. però ci rispettiamo sempre.

    ribadendo che il film disney la bella e la bestia con kevin kline è un bel film con famiglie non sono daccordo con la tua recensione e da qui SPOILER SPOILER. chi non ha ancora visto il film corra la cinema e dopo legga qua sotto.

    ho visto il film domenica sera e per tutto il film continuavo a ripetermi"complimenti a del toro che ha due palle così e se ne frega della censura. complimenti a venezia che nonostante sto film sia molto coraggioso lo hanno premiato . che bello sembra di essere tornati ai bei tempi negli anni 80 quando la censura non rompeva le scatole "

    CASSIDY DOPO TRE MINUTI DI FILM SI VEDE LA FAIGA DELLA PROTAGONISTA E TU DICI CHE DEL TORO NON é CORAGGIOSO E CHE HA PAURA DELLA CENSURA!!!!MA CHE STAI A DI!!!!!! nemeno in 50 sfumature di verde sono tanto coraggiosi.

    patrei farti altri mille esempi ma appunto w del toro per il fegato.

    a me il film è piaciuto non quanto il labirinto del fauno e hellboy ma un 9 se lo merita tutto.

    e spero che il messicano vinca l'oscar: gravity l'ho visto e mi è sembrato un film normalissimo. i due flim dell'altro messicano che se la tira ( non mi viene il nome forse innaritu) non li ho visti ma sicuramente del toro è il migliore dei tre.
    e anche un oscar alla muta.
    oscar a tutti.

    bravi gli attori tutti


    bracvi tutti.

    rdm

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Assolutamente, sono per il confronto e ribadisco la stima. In effetti non ci sono mai andato leggero con l’ultima versione de “La Bella e la bestia” di Kevin Kline, ho un post intero in cui illustro le ragioni per cui lo trovo un film ben poco utile, mi rendo conto che per la sua fetta di mercato possa piacere (ha incassato soldoni), ma è un tipo di operazione cinematografica che proprio non mi piace.

      Sul resto, non mi pare che siamo poi così in disaccordo, nei primi due minuti… SPOILER!!! SPOILER!!! SPOILER!!!

      La protagonista si masturba nella vasca, la si vede nuda e per quanto ci sia affetto tra i due, Del Toro si gioca (senza mostrare, ma in maniera comunque esplicita) una scena di sesso interspecie, niente da eccepire a Del Toro su questo. A ben guardare rientra nella natura un po’ stramba di certe favole, in cui il sesso c’era, non era esplicito ma nemmeno impossibile da nascondere, tipo proprio l’originale “La bella e la bestia” per non fare nomi.

      Quando parlavo di paura della censura mi riferivo al personaggio di Michael Shannon, lo vediamo fare sesso con la moglie, chiedendole di stare in silenzio, ad un certo punto pare chiaro che alla prima occasione utile, Strickland cercherà di zompare addosso ad Elisa, magari con la forza, cosa che invece non avviene, per questo ho scritto paura della censura, o forse più semplicemente, troppa carne al fuoco.

      Un dettaglio adulto della trama che resta descritto ma non utilizzato, per me il difetto di “The shape of water” è che ha un paio di sottotrame, anzi meglio, un paio di temi che non vengono usati in pieno, tipo l’omaggio al cinema è presente, ma la scena della sala cinematografica, per quanto bella non è il climax che avrebbe potuto essere. Difetti minori quanto vuoi ma per me erano da sottolinare.

      FINE SPOILER! FINE SPOILER! FINE SPOILER!

      Sono dettagli, per questo ho anche scritto che il film poteva anche essere meglio di così, ma già così com’è lo trovo molto molto bello ;-)

      Spero di essere riuscito a spiegare il mio punto di vista. Cheers!

      Elimina
  12. cassidy io sono di nichelino e c'ho 49 anni .

    tu sei di torino .
    l'attrice che fa la muta c'ha 41 anni e avercele dell fighe così come vicine di casa.
    ma hai visto che tette sode?
    hai visto che che bel culo ?
    e che bella topa nera che ha!!!

    insomma se hai delle vicine di casa così ti chiedo di segnalarmele


    grazie

    geppo di nichelino.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quando entri in “Modalità Geppo” mi fai sempre scompisciare :-D
      Infatti trovo che sia stupenda, ha la bellezza della normalità e purtroppo non ho vicine di casa così, ho solo vicini rompicoglioni, ma da rompimento di coglioni olimpionico! Però dovesse capitare te lo farò sapere subito stanne certo :-P Cheers!

      Elimina
  13. Insomma, sto film s'ha da vedere, anche per capire se il bagno perde oppure no.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Esatto, inoltre costa meno andare al cinema che pagare l’idraulico ;-) Cheers

      Elimina
    2. Soprattutto se metti i tubi in rame come consiglia Cosmo Castorini idraulico, padre di Cher in Stregata dalla luna

      Elimina
    3. Gran citazione, saranno quindici anni che non lo rivedo quel film, ma mia madre lo vedeva tipo ad ogni passaggio televisivo ;-) Cheers

      Elimina
  14. Grandissima rece come al solito, ho dovuto prendere ferie per leggerti :P (no, non è vero ma ho dovuto trovare il tempo necessario come al solito XD)
    Non l'ho visto, non ancora, probabilmente sabato, dubito di scriverci qualcosa ma magari convinco la mia lei, sicuramente più adatta.
    Forse te lo avevo già accennato ma Pacific Rim l'ho trovato tremendamente noioso nonostante i mostroni e i robottoni. Da fan di Hellboy vorrei sapere che ne pensi. Leggendo la risposta a Riky direi che ti son piaciuti nonostante le differenze, io son curioso per quello nuovo ma volevo vedere come continuava la storia di Hellboy papà.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti ringrazio moltissimo, aspetto la vostra recensione, anche congiunta ;-) In ogni caso te lo consiglio perché merita. "Pacific Rim" lo amo incondizionatamente, magari prima dell'uscita di quello nuovo mi decido a scriverne una volta per tutte, così poi ci confrontiamo come si deve, ma mi ricordo che non ti era piaciuto. Per Hellboy stesso discorso, magari faccio un ripassino prima di quello nuovo, però anche io volevo vedere la fine della trilogia con papà Hellboy, ma soprattutto avrei voluto vedere i gemelli! ;-) Cheers

      Elimina
  15. Anche a questo giro (scontato) siamo d'accordo! :-*
    Anch'io ho fede nella mostarda!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bro-fist! ;-) Quell'errore di traduzione simultanea è imbarazzate, ma ha regalato un inno, roba da far stampare su una maglietta ;-) Cheers

      Elimina
  16. Complimenti per la recensione, sottoscrivo ogni tua parola.

    A mio giudizio un bellissimo film, con una bella morale dietro. In altre mani avrebbe finito per scontentare tutti, invece Del Toro è riuscito a gestire ottimamente le varie componenti del film.

    Poi la scena del Musical farebbe scogliere il cuore anche al più cinico e stronzo dei Strickland.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti ringrazio molto, il bello del film è proprio questo, poteva essere un disastro, invece Del Toro ha tirato fuori un gran bel film ;-) Cheers!

      Elimina
  17. Sapevo avresti citato "La La Land", l'ho pensato anch'io così come a "The Artist".XD

    Riguardo a "Shape of the Water", l'ho trovato anch'io un romantico omaggio a quel filmone de "Il mostro della laguna nera" degli anni '50, quasi da sembrarne un sequel spirituale.
    In quel cult, infatti, si vedeva la creatura antropomorfa rimanere abbagliata dalla presenza della giovane ragazza protagonista, al punto tale da non attaccarla e seguirla silenziosamente durante le sue piroette sott'acqua. Il finale, che per certi versi ricorda "King Kong" (1933), ci mostrava la creatura morente per colpa dell'uomo, che troppo tardi si accorse della sua natura benigna.
    Del Toro riprende l'eterno tema "della bella e la bestia", lo riaggiorna, ne fa una love story poetica ma non originale, quasi una prova sotto tono per un regista che potrebbe osare molto di più ("Alle Montagne della Follia" coming soon?). Ottimi comunque i personaggi, specialmente il villain Michael Shannon, mi aggrego anch'io per la standing ovation! ;)

    PS: Nonostante l'ottimo lavoro di film-making non sono del tutto d'accordo per la premiazione "Best Picture" agli Academy, per le altre premiazioni invece sì.

    Saluti!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A volte sono prevedibile come una replica dell’Ispettore Derrick, anzi “The Artist” è ancora più ruffiano di quanto qualcuno, abbia accusato il film di Del Toro di essere secondo me.

      Visto che lo hai giustamente citato, è una dichiarazione d’amore al cinema, come il “King Kong” di Peter Jackson, ma senza gorilla che pattinano sul ghiaccio, la cosa incredibile e che davvero Del Toro potrebbe fare di più di così, ma non posso chiedergli davvero altro per questo film, questo va davvero benissimo così, per “Alle montagne della follia” (che ancora penso sarebbe il Sacro Graal per Del Toro) ci sarà tempo ;-)

      Guarda non entro nel merito dei premi, per me un film è bello anche se non si porta a casa nulla, però sono contento, perché Del Toro porta avanti il testimone di tutti quei registi che amo molto, e che hanno sempre fatto fatica a trovare i fondi per i propri film, oppure per esprimere la loro idea di cinema al meglio (per i nomi, lì puoi facilmente intuire), la vedo proprio come una vittoria liberatoria, meritata. All’Accademy sono stati ecumenici, qualcuno si divertirà a dire che hanno premiato in base al buonismo, per me se Del Toro, Gary Oldman, Frances McDormand, Roger Deakins, “Get Out” e pure Kobe Bryant hanno vinto, va benissimo così, ho apprezzato tutti, quindi bene. Cheers!

      Elimina
    2. D'accordo con te, l'importante è vedere i film mica i loro premi ;)

      Guillermo Del Toro è un grande regista e meriterebbe l'approvazione a tanti suoi progetti; non che combattere per essi siano da meno, anzi ti fa desiderare di realizzarne il più possibile e fatti bene, ma mi fa davvero male al cuore vedere naufragare il suo "Pinocchio" in stop motion, "Hellboy 3", il suo progetto per "Lo Hobbit", un altro suo "Pacific Rim" e tanti altri titoli interessanti. Mi aspetto grande cose da lui, e gestire Lovercraft potrebbe essere davvero il suo Sacro Graal ;) Saluti!

      Elimina
    3. Non è mica il campionato NBA che conta chi vince cavolo ;-) La penso allo stesso modo, senza contare il suo “Frankenstein” e proprio il lavoro tratto da Lovecraft, che per altro avrebbe dovuto essere prodotto da James Cameron (storia vera). Sono di parte, ma che gli devo dire ad uno che potendo scegliere un fumetto da adattare, sceglie Hellboy? Ad uno così gli vorrò bene in eterno ;-) Cheers

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...