venerdì 2 febbraio 2018

Compleanno di sangue (1981): Chi vuole un pezzo di torta?


Qualche settimana fa, per festeggiare il compleanno di questo blog, ho invitato i lettori della Bara Volante ad esprimere la loro preferenza, suggerendomi un titolo che avrebbero voluto vedere commentato, per prima cosa vi sono debitore di un enorme grazie, perché siete stati incredibili, tolgo le mani dalla tastiera per farvi un applauso.

Sono arrivati una marea di suggerimenti, i titoli che avete scelto sono uno meglio dell’altro, tanto che mi dispiace (e credetemi mi spiace davvero) non potervi accontentare tutti. Avete indicato film nuovi, vecchi, mega classici del cinema, film poco noti provenienti da tutti i generi, già solo questo per me è una grande conferma, mi piace che questo blog sia riconoscibile nello stile ed imprevedibile nei titoli, ci tengo all’effetto sorpresa che sollevare il coperchio di questa Bara ogni giorno può regalare e tutti quanti voi avete risposto con dei riflessi degni di Jack Burton.

La scelta non è stata semplice, messi a malincuore da parte i film che avevo visto molte volte, mi sono rimasti tre titoli inediti, anzi uno dei tre in realtà lo avevo visto un’era geologica fa, tanto da meritare una ripasso e poi ho trovato azzeccato il fatto che per il compleanno della Bara Volante, arrivasse un titolo che parla proprio di compleanni (di sangue), quindi non potevo non schiacciare a canestro, il bell’assist di Lucrezia... Quando l’universo ti manda un segnale così chiaro è meglio coglierlo al volo.

Per tutti gli altri e non voglio che suoni come il premio di consolazione perché non lo è, posso dire che parecchi dei bei titoli che mi avete suggerito erano già nella (lunga!) lista di film di cui ho intenzione di scrivere, alcuni già nel 2018, quindi quello che posso dirvi è che il titolo che avete scelto, potrebbe comunque arrivare... Pazienza, pazienza, se Jedi vuoi essere.



Quindi, dopo questa dovuta e doverosa premessa, parliamo del film di oggi, “Compleanno di sangue” di J. Lee Thompson!

Ricordo di aver visto “Happy Birthday to Me” di sicuro in qualche passaggio televisivo, come detto, una vita fa, anni dopo inciampando per caso nella sua copertina il film mi è tornato alla mente, anche perché diciamolo, quanti film potranno mai esistere che sulla locandina si giocano un tizio infilzato in bocca da uno spiedino? Una roba da far venire i brividi sia ai mangioni che ai vegani.

Questa locandina così mitica è in parti uguali buona e cattiva pubblicità, buona perché mantiene quello che promette, nel film c’è davvero un povero Cristo che finisce impalato come un arrosticino, cattiva perché la frase di lancio ci annuncia che il tizio si chiama John anche se nel film ha un altro nome, ma soprattutto perché rischia di far passare il film per più ironico di quello che poi in realtà è, ma non per questo “Compleanno di sangue” non fa il suo dovere, anzi.

Tra i tanti meriti di Halloween del Maestro JohnCarpenter, contate pure quello di aver inaugurato tutto un filone di slasher a tema festoso, da “Prom Night” (Non entrate in quella casa, 1980) fino ad arrivare alla celeberrima saga di Venerdì 13. “Happy Birthday to Me” fin dal titolo è chiaramente nato per seguire le orme del capolavoro di Giovanni Carpentiere, lo fa fin dalla prima scena, dove una ragazza viene uccisa da un misterioso assassino cicciato fuori dai sedili posteriori della sua auto come faceva Michael Myers, non è certo l’unico omaggio cinematografico presente nel film, ma prima di iniziare sul serio, parliamo della trama.


"Non è un omicidio, è una citazione!!".
Alla Crawford Accademy gli studenti più popolari, ricchi e snob della scuola, si sono auto battezzati con il nomignolo di Noi siamo quelli di Beverly Hills Top Ten, sono pieni di soldi, fanatici della forma fisica e diciamocelo, non proprio simpaticissimi, non si sa come mai tra di loro compare anche il nerd sociopatico del gruppo, uno che va in giro con occhiali, sciarpa e cappello nemmeno fosse Waldo e con tanto di topino di laboratorio di nome George, evidentemente la top Ten prevede una quota quattrocchi per le pari opportunità.

"Da bere per tutti, tanto paga Cassidy che ci frega!".
Questa banda di mattacchioni passa il tempo tra scuole, le piste di motocross (come i protagonisti di Spetters, tenetevi l’icona aperta che dopo ripasso) e il locale pub dove si divertono a seminare il panico, per poi esibirsi in una prova di coraggio che sta a metà dalla celebre “Chicken run” alla James Dean ed una scena del film “The Blues Brothers” (1980), ovvero saltare in auto il ponte mobile, avete presente quello della prima scena di Brivido? Ecco, uguale.

Ma questa manovra spericolata degna di Bo e Luke, lascia molto turbata la giovane Virginia che scappa nella notte abbandonando gli amici, per correre a casa, dove il suo paparino grazie ad uno spiegone ci aggiornerà sul perché di tanto panico: in passato l’adorata figlioletta era stata vittima di un incidente molto simile, in cui la madre aveva perso la vita e che le causò anche gravi danni cerebrali.


"Basta vi prego! Fate star zitto Cassidy! Parla di cinema tutto il giorno!!".
Sottoposta ad una tecnica sperimentale, la ragazza ha superato il brutto passato ed ora cerca di vivere una vita normale recuperando un po’ alla volta i vuoti di memoria lasciati dall’operazione, quindi di certo non aiuta che qualcuno, stia uccidendo uno dopo l’altro tutti i suoi amici, in modi coloriti e truculenti il tutto mentre il compleanno di Virginia si fa di giorno in giorno più vicino e vista la situazione, forse sarebbe meglio sperare di non essere invitati alla sua festa molto particolare.

Iniziamo dai lati negativi. Il film è parecchio lungo, 110 minuti troppi per gli standard odierni oggi, figuriamoci nel 1980, inoltre anche se situazioni ed omicidi in alcuni momenti risultino volutamente grotteschi, non c’è traccia dell’ironia che la locandina implicitamente prometteva, anzi J. Lee Thompson si prende piuttosto sul serio nel mettere su questo sanguinolento compleanno, il che per una volta non è un male.

L’altro grande difetto, oltre al fatto che praticamente non esiste una versione italiana in DVD, è che alcuni passaggi della trama richiedono una grossa sospensione dell’incredulità che è un elemento importante per un film che corre sempre sul filo sottile del “MACCOSA” a volte sbraga, ma il più delle volte manda a segno degli ottimi colpi.


"Non vorrà mica farci fare quella roba con le rane morte vero!?".
Tra quelli decisamente poco riusciti la premessa iniziale per cui si possano curare dei danni neurologici gravi utilizzando l’elettricità, una soluzione ai problemi in puro stile dottor Victor Frankenstein è spiegata al pubblico con la classica scena dei film americani (anche se questo è Canadese) in cui alcuni studenti in aula rianimano le zampette di una rana morta usando una batteria, per capirci, la scena iniziale di “Frankenweenie” di Tim Burton (il corto, non il noioso film d’animazione del 2012). Ma secondo voi agli studenti d’oltreoceano fanno davvero queste vivisezioni, oppure è qualcosa che succede solo nei film? In ogni caso, gli effetti speciali funzionano, quindi tutto sommato ci si diverte.

Anche perché i dettagli truculenti non mancano, nel film si vede un'operazione al cervello inquadrata in primo piano, eseguita da un vero esperto del settore, su di un manichino anatomico rimpinzato di sangue finto (storia vera), per altro, questo è il secondo film della Columbia Picture a mostrare un’operazione al cervello, sapete qual è stato il primo? Fiore di carne, così con questa chiudo l’icona Paul Verhoveniana lasciata aperta lassù.


Prima le rane, ora le cervella, sembra un piatto di fritto misto alla piemontese questo film!
Però forse la questione elettrica va ricercata nel nome del chirurgo che, non a caso, si chiama Farraday, come quello della gabbia, una delle poche cose di elettrotecnica che ho imparato nella mia vita, però non chiedetemi di spiegarvela, sarebbe molto imbarazzante (per me), parliamo piuttosto del fatto che l’attore che interpreta questo “Mad doctor” è Glenn Ford, famoso per tanti film western, che a quel punto della sua carriera non andava più tanto per il sottile nello scegliere i ruoli, forse lo ricordate come papà di Superman nel film di Richard Donner, ma anche per tanti B (se non Z) movie.

A proposito di facce note, nei panni di Virginia troviamo Melissa Sue Anderson, nome che magari potrebbe dirvi poco, ma mentre la guardavo pensavo: «Io la conosco, dove l’ho già vis… La bambina de “La casa nella prateria”!», infatti è proprio lei, ancora una volta incastrata tra i suoi familiari, ma in maniera molto più sinistra di quanto non accadesse in quella celebre serie televisiva.


Eccola qui, con tanto di doppio primo piano in stile soap opera.
Sì, perché “Happy Birthday to Me” di fondo parla anche degli effetti che i sogni e i desideri non realizzati di un genitore, possano riflettersi in maniera spesso drammatica sui figli, traumi familiari che ci ricordano che nel bene e soprattutto nel male, la famiglia è per sempre, questo forse è il vero orrore (paura eh?).

J. Lee Thompson è una vecchia conoscenza della Bara Volante, a lui dobbiamo almeno un paio di titoli dedicati alla saga de Il Pianeta delle scimmie, tra i quali uno dei miei preferiti di sempre, ma anche un altro decisamente meno riuscito. Thompson non è mai riuscito ad imporsi come un grande nome, ma non ha mai avuto paura di maneggiare i film di genere, qui lo fa con un certo piglio autoriale che lo porta ad essere anche citazionista, non so fino a che punto volontariamente o meno, ma di sicuro con risultati efficaci.

L’assassino misterioso, oltre che una lunga sciarpa in stile Doctor Who, sfoggia anche dei guanti di pelle nera ed un rasoio che fa molto film di Mario Bava (o Dario Argento, fate voi), la struttura da thriller con sangue ricorda un po’ il primo Brian De Palma ed il film riesce in un risultato notevole, ovvero quello di farti sospettare di tutti i personaggi coinvolti.


Tipo lui, vi sembra la faccia di uno che potrebbe essere colpevole?
Avete presente quando guardando i film della saga di “Scream” puntavate il dito verso lo schermo dicendo «Lui è l’assassino!», ecco qui è la stessa identica cosa, solo con una ventina d’anni mal contati in anticipo. Il bello di questo giochino è che l’unico modo per depennare nomi dalla lista dei sospettati e vederli morire, il più delle volte malamente, quasi sempre con un gusto per il sangue e l’omicidio originale molto marcato.

Dell’omicidio con “Kebab” come cita la frase di lancio sulla locandina (“John will never eat shish kebab again") vi ho già parlato, notevole anche la scena che sembra l’incubo di ogni culturista, in cui l’assassino aggiunge pesi al bilanciere del biondino che finisce decapitato sotto il troppo peso. Perito per colpa di una massa muscolare insufficiente, i personal trainer di tutti il mondo potrebbe usare questa scena per motivare i loro sudati assistiti.
Non credo sia quello l'utilizzo corretto dei pesi, ma fate voi che siete esperti.
A ben guardare, “Compleanno di sangue” gioca, anche al limite del “MACCOSA” vero, ma comunque con molto coraggio, con alcuni temi classici del genere slasher, non voglio rivelarvi nulla della trama e del suo finale a sorpresa, quindi resterò sul vago, quindi per correttezza dico: SPOILER!

A ben guardarlo, “Happy Birthday to Me” lavora ai fianchi ribaltando alcune sicurezze dello spettatore, come il fatto che di solito le ragazzine sono quelle che scappano dall’assassino, oppure il fatto che J. Lee Thompson possa tranquillamente permettersi di rivelare l’identità dell’assassino a metà film, ma lo fa in maniera così abile, da farti pensare di essere davanti ad una falsa pista e quando nel finale, la teoria viene confermata, la spiegazione è il rasoio di Occam: la più semplice di tutte. Pensateci: cos'hanno in comune Jason e Michael Myers oltre che sfoltire la giovane popolazione mondiale? Facile! La maschera.
Fine dello SPOILER!

Per tirare le somme “Compleanno di sangue” è forse fin troppo arzigogolato ed un pelo troppo lungo, ma è un film genuino che ogni amante degli horror e degli slasher dovrebbe apprezzare, sono molto felice di averlo rivisto e di averne scritto qui sopra, perché è pieno di scene genuinamente horror, come il momento chiave di ogni compleanno, ad esempio, il taglio della torta con tutti gli ospiti venuti giù per la testa e la celebre canzoncina, che non manca nemmeno qui e che vi assicuro, non si dimentica. Vedere per credere! Se volete unirvi alla festa di compleanno di Virginia, siete i benvenuti!


"Ecco la tort... ma dove correte tutti? Fermi non scappate!".

16 commenti:

  1. Questo film è in attesa da un bel po', essendo uno dei pochi horror degli anni '80 che NON HO VISTO. A questo punto a stretto giro di posta lo guardo e torno qua a commentare a ragion veduta :)

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    1. Te lo consiglio, non è semplicissimo da reperire, ma si lascia davvero guardare, ha dei numeri. Aspetto il tuo parere! ;-) Cheers

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  2. Certo che fra S.Valentino, Halloween, Venerdì 13, pure Natale..mancava giusto il Compleanno e hanno coperto TUTTE le festività in chiave horror! :D

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    1. Pensa che qualche tempo fa, ho visto un antologico horror intitolato “Holidays”, in cui c’era anche San Patrizio! Direi che tutte le festività occidentali sono coperte, tocca passare a quelle orientali, tipo il capodanno cinese ;-) Cheers

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    2. Prossimo passo: "Yom kippur mortale" ;-) Cheers

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  3. Pretendo questa rubrica una volta al mese, sappilo!

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    1. Al suo esordio questa rubrica ha collezionato una cosa tipo 40 titoli, cercherò di tenere il passo, sono già al lavoro per provarci ;-) Cheers!

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  4. Causa caos sono in ritardo di un 2-3 giorni sui post... Con calma recupero tutto, promesso. Intanto complimenti ancora per l'iniziativa e concordo con @Michele Borgogni qua sopra: cadenza mensile! Grazie.

    Intanto questo "Compleanno di Sangue" non me lo ricordo proprio... Mi sa tanto che non l'ho mai visto. Urge il ripescaggio!

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    1. Merita di essere riscoperto, è uno slasher anomalo ma efficace ;-) Vai tranquillo non scappano i post, per la rubrica mensile, come si dice in questi casi? Stiamo lavorando per voi va bene? ;-) Cheers

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  5. Questo non lo conoscevo! All' epoca i canadesi ci davano dentro con queste robe! XD Sembra più interessante di altri però!

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    1. I Canadesi sono sottovalutati ;-) Te lo consiglio perché merita. Cheers!

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  6. Visto ieri. Buone scene divertenti, urgh per l'operazione al cervello, ma per il resto troppo lungo e diluito. Sono arrivato alla scena del compleanno sbadigliando a più non posso. Mmmmm.

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    1. Nuuuuooooo! Niente mi spiace che non ti sia piaciuto, questa volta è andata male. Cheers

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    2. :P in futuro sarai costretto a leggere le due righe che scriverò!:)

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    3. Scherzi? Sarà un piacere ;-) Cheers

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