giovedì 21 dicembre 2017

The Deuce - Stagione 1: Scusi, per la via del Porno? Tutto dritto!


Ammetto di avere una certa predilezione per le serie HBO di una volta, per capirci quelle come le faceva David Simon che di recente ha sfornato l’ottima Show me a hero, ma ancora prima “La più bella serie tv della storia della televisione”, per amore di sintesi, nota ai più come “The Wire”.

In “The Wire” Simon ha utilizzato tutta la sua esperienza di giornalista, motivo per cui la serie risulta estremamente credibile in quanto basata in parte su eventi reali che poi è lo stesso espediente applicato anche per la sua nuova fatica, firmata sempre HBO e prodotta con il suo fidato collega George P. Pelecanos.

Alla base di “The Wire” c’era lo scambio di soldi generato dalla vendita della droga tra le strade di Baltimora, invece in “The Deuce” ad essere venduti sono i corpi e la strada è quella di New York dei primi anni ’70, in particolare la 42esima, o come veniva chiamata ai tempi, la forty-deuce.

Quando in cartellone trovi Dario Argento e Bernardo Bertolucci, vuol dire che sono proprio gli anni '70.
“The Deuce” proprio come la canzone di Curtis Mayfield che negli anni '70 era diventato un inno all'integrazione razziale, qui diventa quasi un richiamo ironico visto che al centro della storia ci sono le signore che si prostituiscono lungo i viali o nei cinema a luci rossi, in un giro di soldi gestito dai papponi di turno, rappresentati quasi come dinosauri dai vestiti esageratamente pomposi, di un’era che sta per finire, spazzata via dalla nuova industria del sesso, quella dei film porno.

Motivo per cui in uno strambo Paese a forma di scarpa, la serie si è beccato il sottotitolo "The Deuce - La via del porno" perché comunque vuoi non metterci la parola tabù nel titolo e acchiappare qualche pollo in più? Se non altro mi hanno dato un ottimo assist per il titolo del post, tiè!

La serie è piuttosto matura sia per i contenuti (anche parecchio espliciti in più di una scena) che per l’andamento della trama: non solo ci sono parecchi personaggi in gioco, ma la storia non si sviluppa in modo canonico.  Gli otto episodi che compongono la prima stagione si prendono tutto il tempo necessario per spostare i personaggi, farli evolvere e gestire le loro dinamiche, per più di metà stagione, non sembra quasi ci sia una vera storia, ma solo spaccati di vita dei vari personaggi, ma lasciate il tempo a David Simon di tessere la sua tela e prima della fine della serie riuscirete ad affezionarvi a più di un personaggio.

A proposito di personaggi multipli, quello che fa davvero gli straordinari in questa serie è James Franco che armato di porno baffo anni ’70 interpreta due ruoli, quello dell’affabile barista Vincent Martino e quello del suo scapestrato fratello gemello Frankie, con il vizio del gioco e le mani bucate.

"Che solo Orange può avere un Porno Baffo? Tzè!".
Un problemino che incasinerà la vita di entrambi i baffuti gemelli, per pagare il debito di gioco di Frankie, Vincent si ritroverà a gestire un locale per la mafia italo-americana locale e se c’è qualcuno capace di fiutare il talento nel fare soldi, quelli sono proprio i Mafiosi, quindi tra un cocktail e una birra spillata, i fratelli Martino si guadagnano la fiducia e la possibilità di espandersi, prima con nuovi bar e poi con un altro genere di locale, tipo le case chiuse, ad esempio.

James Franco è davvero molto bravo, grazie ad un linguaggio del corpo diverso quel tanto che basta, mette sempre lo spettatore nelle condizioni di capire chi è Vincent e chi è Frankie, al resto ci pensa la regia che riesce ad evitare l’effetto commedia, utilizzando al meglio il montaggio per moltiplicare il numero dei James Franco sullo schermo, Franchi, allora, sono due.

Franchi, Jamessssss Franchi...  Tre Scotches...
Se da una parte, i fratelli Martino puntano alla vetta, dall’altra bisogna vedere chi, invece, fa il lavoro sporco: le ragazze sono tutte molto ben rappresentate, si va da Lori (Emily Meade) appena sbarcata dal bus proveniente dal Minnesota e finita sulle strade per direttissima, ma soprattutto Eileen "Candy" Merrell intrepretata da una Maggie Gyllenhaal in grande spolvero, una ragazza piuttosto determinata che non solo si rifiuta di avere un protettore per non dover dividere i guadagni, ma è anche la prima a capire che il futuro sono i film su nastro e grazie al suo fiuto passa prima davanti e poi dietro alla macchina da presa.

Maggie Gyllenhaal è dai tempi di “Secretary” (2002) che fa il filo a questo tipo di ruoli, la dico fuori dai denti: non la trovo bellissima anzi, però ha un certo grado di sensualità che aiuta, ma soprattutto in questa serie tira fuori una delle sue prove migliori di sempre, era parecchio che non la vedevo recitare così bene in un ruolo così complicato, ma è davvero bravissima, si mangia tutte le scene in cui compare.

"Ma tu una volta non facevi la segretaria?" , "Lascia perdere, è una lunga storia".
“The Deuce” è un perfetto spaccato di storia, la nascita dell’industria del porno ha portato un nuovo modo di pensare al corpo femminile, un modo molto probabilmente anche peggiore che David Simon rappresenta alla perfezione senza moralismi, anche perché l’autore non è certo interessato a puntare il dito ed esprimere giudizi, quanto più che altro continuare un discorso iniziato proprio con “The Wire” di fiction avvincente, ma del tutto realistica in quanto basata su eventi reali.

Il mitico D'angelo, ti riconosco anche travestito da Commissario Basettoni.
Insomma, Simon è una sicurezza, non so se la serie verrà rinnovata, sarebbe un peccato perché “The Deuce” ha parecchio da dire e lo fa in maniera molto intelligente, sembra quasi tornata l’HBO che piaceva a me.

Visto che siamo in argomento, passate anche a leggervi il pezzo del Cumbrugliume su questa serie!

24 commenti:

  1. Ho visto giusto un paio di puntate (non la prima che magari avrebbe potuto tornarmi utile...) perché c'è James Franco che mi sta molto simpatico. Bella la confezione ma non mi ha detto nulla di che. Ma pescando episodi a caso è dura venire rapiti, anzi.

    Proverò a ricominciare partendo dall'inizio, vediamo se migliora.

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    1. Sono pochi episodi, ma avendo molti personaggi e non solamente uno su cui concentrarsi (tanto che l’attore più famoso del cast si sdoppia in due!), per almeno tre episodi sembra quasi una cronaca sulla New York degli anni ’70 e la sua fauna. Con David Simon ci vuole un po’ di pazienza, è un diesel parte piano, presenta tutti i personaggi e poi si può iniziare sul serio.

      “The Deuce” entra nel vivo negli ultimi episodi, per questo in prospettiva futura ha ampi margini di miglioramento, d’altra parte anche la prima stagione di “The Wire” (che a me è piaciuta fin dal primo episodio) tra le cinque è comunque quella più statica. Cheers!

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  2. Maggie Gyllenhaal: condivido con il tuo giudizio, è molto sensuale come donna; anch'io ho visto Secretary, ammetto di averlo visto perché film pruriginoso :D, ma lei è stata molto brava in un ruolo comunque difficile.

    Ma in Bojack Horseman con che animale è parodiata? :D

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    1. Non la trovo bella (giudizio personale) ma sensuale si, poi appena la trama si guadagna quel pizzico di “parola con le tre S” lei scala la marcia e cambia di passo, con questo tipo di personaggi davvero complicati è a suo agio. “Secretary” era un bellissimo film, prendeva a sculacciate (tanto per restare in tema) roba ridicola tipo “50 sfumature di fuffa” che è famoso il triplo e bello dieci volte meno.

      Non era una roba tipo Maggot Gyllenhaal? Poveretta pure il Verme si è beccata, suo fratello invece è uscito illeso dalla parodia di BoJack ;-) Cheers

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    2. ahhaha un verme :D ecco che animale

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    3. Si esatto, poveretta! ;-) Trasformare "Maggie" in "Maggot" è piuttosto facile, è andata meglio ad Ethan Hawke che ha cambiato specie ma ha mantenuto il nome ;-) Cheers!

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    4. E Quentin Tarantulino? :D Geniale!

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    5. Quello mi ha fatto morire! :-D Cheers

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  3. Mi intriga una vita non mi basterà per vedere tutte le cose mi segnali: mi faccio bastare la tua rece :-P

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    1. Ti ringrazio molto, offro un servizio di pubblica utilità, vediamo se riesco a mandarti qualche immagine per la tua rubrica del venerdì ;-) Cheers!

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  4. Saprai presto su che ne penso, intanto però son d'accordo sulla Gyllenhaal, non bellissima ma comunque bravissima ;)

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    1. Ottimo non vedo l’ora di leggerti ;-) Era un pezzo che non la vedevo così brava in un film, non che normalmente reciti male, ma in certi ruoli brilla proprio. Cheers

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  5. Complimenti per la citazione dei Scotches :D

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    1. Mi stavo incartando con tutti questi Franco, Franchi, Francos, quindi quando mi succede mi viene sempre in mente il vecchio Calboni ;-) Cheers

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  6. Guarda, a me che abbiano messo un sottotitolo così -che fa molto anni '70, pergiunta- non dispiace.
    Attira, sì, e va bene.
    Bellissimo l'uccello (dalle piume di cristallo, specifichiamo).
    Dai, devo decidermi a guardarlo.

    Moz-

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    1. Dario Argento si sente fare I complimenti per il suo uccello (dalle piume di cristallo, specifichiamo) da trenta e passa anni ormai ;-) Si è un sottotitolo Italico che serve a specificare, però in effetti fa subito anni ’70 almeno quanto i baffi di James Franco. Cheers!

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  7. L'ho puntata da un po' ma ancora non sono riuscito a vedermela. Mi sa che con l'anno prossimo proverò a recuperarla. E poi si parla di porno, come potrebbe non essere interessante?

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    1. Esatto! ;-) No poi scherzi a parte, David Simon sa il fatto suo, merita una visione questa serie. Cheers!

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  8. New York... gli anni 70... sembra la serie per me... maledettissimo tempo...

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    1. Giornate da 36 ore, ma forse non basterebbero nemmeno quelle! ;-) Cheers

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  9. Vista tutta e devo dire con la voglia che uscisse presto la nuova puntata cosa che con tutte le serie che ci sono oggi capita sempre meno. Confermo che all'inizio non si capisce dove vada a parare e, per essere onesti, anche l'ultima puntata non è che lasci in sospeso chissà quale cliffhanger. Per intenderci: io neanche mi ero accorto che era l'ultima è ogni settimana cercavo la nuova finché non sono andato su internet e ho visto che l'ottava era l'ultima. Io l'ho trovata uno spaccato molto interessante degli anni 70 usa e, cosa non da poco, affronta tematiche oggi comuni ma ai tempi tabù totali come l'omosessualità anche femminile. Ti riporta a un tempo in cui davvero c'erano mille cose da scoprire ed esisteva ancora la possibilità del Self made men. Roba che oggi troverei impossibile e improbabile. A mio parere da vedere assolutamente

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    1. Esatto, ha un corpo coeso che procede a carte coperte, non si capisce bene la direzione ma si segue alla grande, penso che sia una delle serie più interessanti in circolazione. Cheers!

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  10. The Wire colpevolmente ancora mi manca, però questa non mi ha fatto venire una gran voglia di recuperarla.
    Nonostante il tema stuzzicante, The Deuce non è proprio riuscita a coinvolgermi. Anche James Franco e Maggie Gyllenhaal non mi hanno convinto granché.
    Meglio Emily Meade. :)

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    1. Emily Meade è fantastica ;-) Se posso provare a convincerti, "The Wire" è molto meglio di questa ma i primi episodi lasciano anche più straniti, anche per colpa dell'Inglese (se così possiamo a chiamarlo) parlato a Baltimora ;-) Cheers

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