lunedì 11 dicembre 2017

Oz (1997-2003): Totò, ho l'impressione che non siamo più nel Kansas



C’era un tempo in cui la HBO era davvero un canale per spettatori adulti, non come adesso che manda in onda storie di lupi e draghi dove ogni tanto spuntano qualche culo e un paio di tette... Benvenuti ad Oz signore e signore, a mani basse una delle migliori serie tv di tutti i tempi, scusate se è poco.


Confesso di avere un debole per la HBO dei tempi andati, alcune delle mie serie tv preferite di sempre sono state prodotte da questo canale, ma “Oz” gioca davvero in un altro campionato, perché prima di Tony Soprano, degli spacciatori di Baltimora e degli impresari funebri di Six Feet Under, la serie ideata da Tom Fontana (che è quello che nella sigla si fa tatuare la scritta OZ sul braccio, storia vera) e prodotta da Barry Levinson ha spostato in avanti il limite del descrivibile nella televisione americana.


Questa dalle mie parti si chiama dedizione, grande Tom!
Qui da noi in uno strambo Paese a forma di scarpa, questa serie passava in chiaro su Italia 1 se non ricordo male, ad un orario improbabile, ma, come sempre, per distinguerci solo le prime quattro stagioni sono state trasmesse, come se il palinsesto di seconda serata e le martellanti pubblicità non fossero già abbastanza. Ora, come ho già avuto modo di dirvi, se c’è una cosa che mi fa friggere sulla poltrona sono le scene di stupro, ecco, forse l’unica altra tipologia di storia che mi colpisce con il colpo segreto del malessere sono i drammi carcerari, questa serie ha tutte queste cosine, quindi restare svegli la notte, sfidando le infinite pubblicità era vero masochismo.

Ero piuttosto convinto di aver visto una marea di episodi di “Oz” tutti rigorosamente in ordine sparso perché da seguire in tv non era affatto semplice, ma per anni mi è rimasto sul gozzo non averla potuta vedere come merita dall’inizio alla fine. Per questo con la mia Wing-Woman abbiamo rimediato alcune settimane fa, la ricordavo come una serie tosta, angosciate, bellissima, ricordavo bene, aggiungete anche che non ha perso un grammo della sua potenza e, malgrado il fatto che oggi viviamo nella “Golden Age” delle serie televisive, “Oz” è ancora un fottuto capolavoro!


Il carismatico Kareem Said, uno dei pochi mussulmani non stilizzati del piccolo schermo.
Sei stagioni, otto episodi a stagione (tranne la quarta che è doppia, sedici episodi) da 55 minuti ciascuno, iniziamo dai difetti che sono pochissimi, quindi me li gioco subito. Stiamo parlando di una serie iniziata nel 1997, perciò si nota ancora un certo formato televisivo che oggi è passato di moda, prima di riprendere una sottotrama “Oz” fa un brevissimo flashback per aggiornare lo spettatore sugli eventi passati, un'abitudine che è passata di moda come le buone maniere, per il resto davvero, questa serie è ancora incredibilmente moderna, ogni episodio è talmente pieno di eventi, ma gestiti con un tale ritmo che gli otto episodi di una stagione vi voleranno via, sempre se riuscirete a digerire i contenuti, poi non ditemi che non vi avevo avvisati.

Se escludiamo qualche sparuta scena ambientata fuori dalla prigione, in cui ci viene mostrata la ragione per cui il gentiluomo di turno si trova dietro le sbarre, “Oz” è interamente ambientata nel penitenziario di massima sicurezza di Oswald, “Level four” come ripeterà ogni volta il narratore della serie, il paralitico Augustus Hill (Harold Perrineau) che è allo stesso tempo personaggio della serie, ospite di “Oz”, ma anche coro greco e responsabile di introdurre fatti e personaggi, dialogando amabilmente con lo spettatore, avete presente Cantagallo del Robin Hood della Disney? Ecco, se Cantagallo fosse nero, avesse le treccine e si muovesse su un sedia a rotelle, invece di cantare sarebbe Augustus Hill.


Il mitico Augustus, le sue massime diventeranno lezioni di vita (garantito al limone).
Il carcere di Oz che non ci viene mai rivelato in qualce Stato d’America si trovi (discreto colpo di genio) ha un'ala speciale, un esperimento sociale ribattezzato “Emerald city” (nel doppiaggio italiano “Il Paradiso” e fate ciao ciao alla citazione al Mago di Oz), questa porzione del penitenziario non ha delle celle, ma degli “Acquari”, dietro al plexiglass i detenuti sono tenuti d’occhio giorno e notte, il piano sarebbe quello di creare un ambiente controllato dove droga, stupri e violenze sono banditi, in cui i prigionieri sono tenuti a prendere parte alle attività quotidiane in palestra e sul campo da basket interno in modo da facilitare il loro ritorno nella società. Come potete immaginare non va proprio così, malgrado l’impegno del gestore di questo piccolo esperimento sociale, ovvero Tim McManus (il bravissimo Terry Kinney).

A gestire il penitenziario è il direttore Leo Glynn (il Ghostbusters Ernie Hudson), chi non fila dritto se ne torna tra i “Normali”, ovvero i carcerati ospiti della parte vecchia scuola della prigione, quella con le care vecchie sbarre a porte e finestre per capirci.


Quel tamarro di Ryan O'Reily VS. Tim McManus, in uno dei loro tanti round.
Oz diventa davvero un acquario, un ecosistema chiuso, chiusissimo visto che la macchina da presa sempre addosso ai personaggi regala un onnipresente senso di angoscia. Questo sistema è governato dalle sue regole ufficiali e da quelle non scritte, tanto che persino il vocabolario si adatta, gli “AC” sono gli agenti di custodia, la “Scrollata” è la perquisizione delle celle e le “Tette” sono la droga, vi lascio la gioia di scoprire perché si chiami così, mica vi posso raccontare tutto, no?

La popolazione è molto colorita, si va dagli Ariani guidati dal diabolico Vernon Schillinger (un enorme, gigantesco e bastardissimo J. K. Simmons più cattivo che mai) fino ai loro alleati i centauri, per passare agli altri gruppi opposti tra loro: i Latini, i Musulmani guidati dal carismatico Kareem Said (Eamonn Walker davvero in grande spolvero), per arrivare ai Siciliani, ai Gay, agli Irlandesi (tra i quali i due fratelli O'Reily, Ryan e occhio soprattutto a Cyril) e per finire gli Zombie che non sono quelli di Romero, ma quasi, visto che sono i consumatori di “Tette” con il cervello bruciato.


Come peggiorare 15 anni dietro le sbarre? Doverli passare tutti con Vernon Schillinger!
Per portarci in questo posticino da sogno, Tom Fontana sceglie una soluzione semplice e abusata in questo caso, ma terribilmente efficace, ovvero prendi un personaggio “normale”, uno che somiglia al tuo pubblico e attraverso di lui fai conoscere agli spettatori il luogo dove si svolgerà la storia, le sue regole e tutti i giocatori in ballo, in questo caso il nostro tizio qualunque si chiama Tobias Beecher ed è interpretato alla grande da Lee Tergesen nel ruolo della vita.

Beecher è un avvocato che ha fatto una sola grossa cazzata nella vita: ubriaco fradicio al volante ha ucciso una ragazzina. 15 anni ad Oz con possibilità di vigilata non prima di quattro “up for parole” diventerà il vostro prossimo tormentone preferito, garantito al limone. Tobias è il tipico personaggio che provocherebbe reazioni da torcia e forcone, il nostro ex avvocato occhialuto si è macchiato di un crimine orrendo, eppure vi assicuro che ve lo dovrete ripetere, perché in certi momenti, mentre lo vedrete chiuso in gabbia con certi soggetti, a subire le peggiori angherie, vi ritroverete sicuramente a provare empatia per lui.

Ed è proprio qui che “Oz” vi prenderà a calci nelle palle.


Where they try to turn a man into a mouse (Cit.)
Sì, perché il pubblico senza memoria dell’anno 2017, mette su la solita utilissima polemica in rete sul fatto che la serie tv di Gomorra promuova personaggio negativi, dimenticandosi che i Tony Soprano e i Walter White hanno sempre popolato il piccolo schermo. “Oz” da questo punto di vista esagera, non ha un singolo personaggio positivo, spesso anche i secondini possono non essere degli stinchi di santo (anzi!), eppure, ognuno di loro è scritto ed interpretato alla grande, quindi, per assurdo, vi ritroverete a schierarvi a favore di Cyril, di Said, di Augustus, ad un certo punto persino quel pazzo di Adebisi vi farà pensare quello che diceva Ed Bunker: la galera non redime, alimenta crimini e criminali.

I fratelli O'Reily, la quota Irlandese della serie.
Nei 56 episodi che compongono la stagione ci trovate trame ben scritte, tanto che malgrado i molti personaggi in gioco, non vi capiterà mai di perdervi o di dimenticarvi il nome di uno dei personaggi principali, nel corso degli episodi si sono susseguite poche facce note (tipo Luke Perry, ma anche il giocatore della NBA Rick Fox che qui si atteggia a fare il Michael Jordan della situazione, anche se sembra più Mike Tyson per trascorsi), parecchi attori provenienti dalla altre serie HBO (tipo J. D. Williams, oppure Edie Falco) e tanti altri, qualcuno ha fatto carriera altri meno, ma in questa serie sono davvero uno più bravo dell’altro.

Tra le facce note, anche il cameo di Peter Criss, mitico batterista dei KISS.
La violenza non manca e le scene di stupro abbondano, perché nella legge della giungla che regola Oz, se non sei un predatore sessuale come Schillinger o Adebisi rischi di finire marchiato con una svastica sul culo come il bestiame, oppure a fare l’amichetta di qualche energumeno, raramente riuscirai a diventare vecchio come Bob Rebadow o Agamemnon “La Talpa” Busmalis, è più probabile che dovrai fare a botte per salvarti la pelle e fare attenzione a non sbagliare a chi pesti i piedi.

Adebisi, l'uomo con il berretto che se ne frega di Isaac Newton.
Per assurdo, in questo clima di testosterone e ultra violenza, “Oz” si costruisce la sua ossatura su una storia d’amore, nata nel più improbabile dei posti, tra i più improbabili protagonisti. Se conoscete la serie già sapete, altrimenti non voglio rovinarvi la visione, la dinamica con cui questa storia comincia, si evolve e termina è gestita alla grande e costellata di colpi di scena enormi, ma soprattutto dimostra la grandezza di questa serie.

Come mi insegna Lucius, se la storia è ambientata in prigione, una scacchiera non manca mai.
Perché la forza di “Oz” sta proprio nel suo sconvolgere personaggi e spettatori, se sullo schermo i vari Beecher, Miguel e Ryan devono fare i conti con la loro colpa e con se stessi, allo stesso modo lo spettatore sulla poltrona sfrigola, perché nel fondo del cervello “Oz” ti costringe a farti quella domanda di cui non vuoi davvero sapere una risposta: "Se mi ritrovassi lì dentro cosa farei? Finirei come uno Zombie, un ariano o un musulmano, oppure riuscirei a non farmi ammazzare o violentare ed ad uscire come lo stesso uomo che ero una volta?". 

Ribadisco: non volete davvero sapere la risposta. Benvenuti ad Oz e se te lo stai chiedendo: Totò, no, decisamente non siamo più nel Kansas.

24 commenti:

  1. Mai vista questa serie, ma la conosco bene proprio perché passava su Italia Uno (in seconda serata, appunto). E non è il primo parere positivo che leggo. Mi viene da pensare che se fosse uscita oggi o cinque anni fa, con il dilagare della moda delle serie tv, Oz avrebbe avuto molto più successo.

    Ernie Hudson? Top! Il suo Winston mi è sempre piaciuto (anche se è un comprimario sostanzialmente, diversamente dal Winston della serie animata, che è fighissimo).

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    1. A parte qualche soluzione da serie tv vecchio stampo, un po’ come nei primi episodi de “I Soprano” per capirci, “Oz” è una serie invecchiata benissimo che potrebbe davvero uscire domani, uguale identica, sarebbe ancora una capolavoro ;-)

      Per altro Ernie Hudson è bravissimo, ha proprio l’aria del burocrate che spesso si rifugia nelle spallucce, anche se pure lui avrà le sue belle gatte da pelare. Cheers!

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  2. Okkey e' ora di farsi un bel rewatch e sopratutto terminare la serie, con le due ultime stagioni mai doppiate e che ancora non ho visionato, perche' mi illudevo potessero prima o poi essere adattate .
    La metamorfosi di Beecher nella prima stagione, da sfigato quattrocchi a baffone psicopatico me la ricordo ancora come memorabile (sopratutto la defecata liberatoria XD)

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    1. Il finale è fantastico, ma in generale non ho trovato una stagione che mi abbia fatto pensare: “Ok questa è un po’ moscia” proprio mai. Beecher compie un arco narrativo pazzesco, passa attraverso tutte le fasi, è il personaggio per cui è facile pensare “Oh poverino” ma la serie è talmente ottima che è proprio lui il primo a non assolversi quasi mai per la sua colpa, personaggio grandioso, ma “Oz” in realtà è una serie di personaggi uno meglio dell’altro ;-) Cheers!

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    2. Pare che Sky Atlantic abbia trasmesso le ultime due stagioni di Oz in italiano e nessuno lo ha strombazzato ai quattro venti.
      Bene adesso il rewatch parrebbe obbligatorio.
      Inoltre devo ancora vedermi tutta The Wire e gran parte dei Soprano .

      Col tempo che ho non ce la faro' mai :-(

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    3. Anche perché non esiste opzioni sottotitoli su Sky, o doppiati o niente, e poi erano gli unici ad avere i diritti, visto che un tempo erano Tele+.

      Non vorrei rivoltare il coltello nella piaga ma meritano tutte, Oz, Soprano e The Wire, se può consolarti mi sono imposto di non guardare altro se non Twin Peaks 3, altrimenti lo finirò tra altri 25 anni ;-) Cheers!

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  3. Non ho parole per descrivere che fottuto capolavoro sia questa serie, che ho avuto l'onore di vedere in anteprima su Tele+1 appena uscì, prima di arrivare su Italia1. Sono quattro stagioni in italiano perché all'epoca poi Tele+ chiuse i battenti e non doppiò il resto.
    Ogni singolo attore, anche l'ultima delle comparse, dà il meglio di sé per una storia che mi ha ucciso: non ho mai sofferto così tanto, fisicamente e psicologicamente, come per questa serie, quando l'ho rivista tutta e in ordine. Inutile che mi metto a descrivere tutto quello che mi è piaciuto: mi è piaciuto TUTTO e TUTTO mi ha fatto male.
    Ah, e molto degli attori della serie - tutti stra-visti in seguito - non hanno mai più saputo risplendere così tanto come in questo buco di cattiveria irriproducibile. (E non venitemi a parlare di Prison Break!!!)

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    1. “Prison Break” non gli allaccia nemmeno le scarpe ad “Oz” non scherziamo! ;-)
      Mi sono stupito dello scoprire che avevo visto molti meno episodi di quanto pensavo, ho lasciato una serie bella e tostissima, ed è ancora così. Mi ha preso a calci e appassionato, davvero una serie perfetta e dici bene, ti ricordi di tutti i personaggi, anche l’ultima delle comparse, perché sono tutti estremamente credibili, ma soprattutto scritti e recitati alla grande.

      Mi è dispiaciuto lasciare questi ragazzacci, so che mi mancheranno, anche se è assurdo per una serie che ti prende a schiaffoni così forte. Cheers!

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  4. Settimana che inizia col botto con questo bellissimo post su OZ. Serie che, per essere sincero, non ho mai seguito con continuità visto gli orari impossibili della messa in onda. Però gli episodi visti mi hanno folgorato! E' da anni che mi riprometto di riprendere in mano OZ e pure THE WIRE (questa almeno un paio di stagioni sono riuscito a guardarle quasi per intero...). Se becco l'offerta giusta per Natale mi regalo i cofanetti.
    Concordo infine con il discorso sulla "vecchia" HBO. Mi ricordo, ad esempio, le polemiche su I SOPRANO, in particolare i pacchi di disdette ricevute quando in un episodio Tony prima "si fà" e poi "fa fuori" la spogliarellista/ragazzina. Roba che al confronto IL TRONO DI SPADE è roba da educande.

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    1. La HBO di oggi non tiene proprio il passo con il livello che aveva imposto proprio lei stessa, se pensi che per un po’ “Oz”, “I Soprano” e “The Wire” andavano in onda insieme, boh roba da far girare la testa ;-)

      Prima o poi vorrei scrivere anche di Tony Soprano e specialmente di “The Wire”, ma mi sembrava giusto iniziare da qui, “Oz” è stata la prima e per certi versi ancora irripetibile serie, per altro guardandola ho proprio notato come “Orange is the new black” abbia pescato a piene mani da qui, ecco nel confronto tra quelle due serie ci sarebbe materiale per un post ;-) Cheers!

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    2. Ho cercato al volo entrambe le serie in dvd (o Blue Ray) visto che la mia compagna non sa cosa regalarmi e magari le toglievo la "rogna" di cercare.
      Allora: THE WIRE non esiste in italiano. Neanche in lingua originale coi sottotitoli. Perfetto, no? Una delle migliori serie mai prodotte, noi italiani oltre ad averla trasmessa secoli fa in sordina, non ci rompiamo neache le scatole di distribuirla. Mentre di OZ esiste un vecchissimo cofanetto (2009) in dvd che costa sulle 52-55 carte. Ovviamente le ultime due stagioni (inedite da noi) non sono neanche state sottotitolate... Che palle! Però in compenso de "Il Segreto" (con tutto il rispetto) esiste una bellissima versione extralusso...
      Ovviamente i siti di streaming illegali ce le hanno entrambe in qualità accettabile, in italiano (dolby 2.0) con le stagioni inedite di OZ pure sottotitolate.

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    3. Per altro su Sky Atlantic e sull’on demand di Sky è presente “Oz” per intero, ma in questo giorni, proprio lì sopra sto seguendo un’altra serie, e il servizio funziona così bene, che ho optato per una valida alternativa, ovviamente mi riferisco all’acquisto TOTALMENTE LEGALE su Amazon, vero amici della finanza che ci leggono wink wink ;-)

      No sul serio è uno schifo, per altro, negli stati uniti “The Wire” è stata rimasterizzata, ricolorata e riportata dal glorioso 4:3 al nostro ormai canonico 16:9 in un cofanetto fighissimo che ovviamente qui in uno strambo Paese a forma di scarpa non arriverà mai. Per puro caso (era l’anniversario della serie) Obama ha dichiarato che la sua serie preferita era proprio “The Wire”, ci tocca sperare che Mattarella dichiari sui giornali che non ha mai visto la fine di “Oz”? Cheers

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    4. Dai?!?! Quella di Sky mi era sfuggita quindi il regalo per Natale me l'hai fatto tu! Grazie!

      Guarda, a sto punto mi basterebbe che Mattarella (che sicuramente non conosce THE WIRE...) dichiarasse che la sua serie favorita è "I VICINI DI CASA" con Teo Teocoli visto che è da quando ero grande così che vorrei riguardarla. All'epoca mi faceva morir dal ridere! Peccato sia sparita e non si trovi da nessuna parte.

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    5. Eh figurati di nulla ;-) Spera che funzioni, io in questi giorni trovo che funzioni malissimo.
      Anche io la guardavo, era quella con chi era Gabriella Golia nei panni della vicina sexy, in pratica era “The big bang theory” con i comici al posto dei nerd :-D Cheers

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    6. Vicini di casa era bellissima, me la ricordo anche io ;) Comunque il passaggio Oz-Vicini di Casa è splendido! Solo su La Bara Volante :D

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    7. Sono serie forti, serie estreme ser... Ehm ;-) Non state viaggiando ai confini della realtà ma su una Bara Volate! :-P Cheers

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  5. Oz è stato una rivoluzione. Per la televisione, ma anche per me. Avevo un amico ossessionato con questa serie che me la passò tutta in dvd, lingua originale con sottotitoli, e la guardai tutta di seguito in una maratona durata una ventina di giorni. Ogni tanto il mio amico mi chiamava e mi diceva "sei arrivato all'episodio x della stagione y?", e se gli rispondevo di sì mi citava interi dialoghi a memoria. A circa quindici anni di distanza... fa ancora la stessa cosa :D Solo che oggi rispondo a tema. Il cappellino di Adebisi, le massime di Augustus, l'evoluzione di Beecher, quel gigante di Schillinger... Oz è quasi perfetta, capace di sorprendere anche nei minimi dettagli. Ancora ci salutiamo con le espressioni italo-americane di Chuck Zito. Una meraviglia... Via lo devo riguardare da capo! Sono davvero felice di leggere questa tua recensione :)

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    1. Ho trovato due più malati di me di serie HBO, avete tutta la mia ammirazione ;-)
      Davvero è una serie quasi perfetta, in cui ogni personaggio diventa mitico anche l'ultima delle comparse, a me mandano giù di testa le poesie del Poeta, ci tenevo di scrivere qualcosa su questo capolavoro del piccolo schermo! Cheers

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  6. Era prima roba di Tele+, poi passò su Italia1 e la vidi. Sì, molto particolare e dura, altro che Prisonbrèc.
    La domanda di Riccardo è giusta: oggi, col fiorire di serie tv di qualità -e conseguente interesse- OZ che farebbe?

    Moz-

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    1. La HBO darebbe via due dita di una mano per avere una serie cosi, ma ormai a fare serie come una volta non sono (quasi) più capaci. Sarebbe comunque una serie di nicchia malgrado la qualità manifesta, perché é proprio cattiva dentro, non coccola lo spettatore quindi devi proprio aver voglia di farti del male ;-) Cheers

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  7. Quando la passavano a tarda notte su Italia 1, mi ha subito conquistato, poi qualche mese fa un amico mi ha prestato tutte e sei le stagioni, così me le sono potute gustare per bene...E' un serie mostruosamente fantastica...Difficile trovare un personaggio che non ti faccia dire: "Cazzo, com'è interpretato alla grande!"
    Tra i miei preferiti c'era Christpher Meloni (poi interprete de "Law & Order: Special Victim Unit")
    Una serie un passo avanti a tutte...

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    1. Penso che TUTTI abbiano recitato in "Law & Order" almeno tra gli anglofoni. Meloni é bravissimo, una specie di satiro con il cervello tutto incasinato, personaggio bello e complesso ds rendere credibile, lui ci é riuscito alla grande, anzi si fa quasi il tifo per il suo Keller malgrado sia evidentemente fuori, ma é proprio la caratteristica di Oz ;-) Cheers

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  8. Oz era uno dei telefilm che seguivo da ragazzo. Era un sacco duro, ma mi piaceva davvero molto. Fu un modo diverso per vedere le prigioni americane...

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    1. Esatto, il dettaglio di non dire mai in quale stato americano si trovasse la prigione lo trovo brillante ;-) Cheers

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