venerdì 24 novembre 2017

Showgirls (1995): Io ho visto Showgirls, io l'ho capito!


Quando si pensa ai peggiori film della storia del cinema, credo che nessuno possa nemmeno avvicinarsi al titolo di oggi protagonista della rubrica… Sollevate un Paul Verhoeven!


Tutto quello che sale prima o poi deve scendere, questa frase a metà tra una legge della fisica e una brutta metafora sessuale vale anche ad Hollywood, “Showgirls” è stato un tonfo colossale anche perché Verhoeven arrivava da tre titoli clamorosi, si sa che da più in alto cadi più rumore farai quando toccherai il terreno.

I piani originali di Verhoeven erano altri, ovvero dirigere “Crusade” un grande dramma in costume simile a L’amore e il sangue, ma con Schwarzenegger che, purtroppo, non abbiamo mai potuto vedere perché considerato una spesa insostenibile per le casse della Carolco.


Uataa! Via il film in costume, dentro il film scostumato.
Ci vuole un altro grande successo al botteghino che faccia fare il definitivo salto di qualità alla casa di produzione, quindi si torna a bussare alla porta di Joe Eszterhas, torna in azione la coppia che ha sollevato un polverone con Basic Instinct, il nuovo soggetto si chiama “Showgirls” è una roba forte, piena di satira e sesso, la Carolco non è convintissima, ma come fai a non fidarti dell’uomo che ti ha regalato tutti i tuoi più grandi successi? Verhoeven crede tantissimo nel progetto, tanto che pur di avere il final cut sul montaggio, rinuncia al 70% del suo ragguardevole cachet (sei milioni di ex presidenti stampati su carta verde, fischia!) con la promessa di riavere i soldi quando il film avrà sfondato i botteghini, inutile che vi dica che quei soldi il nostro Polveròn non li ha rivisti mai più.

Per la parte della prima ballerina Cristal, Verhoeven vorrebbe prima Madonna, ma i due non trovano un accordo (storia vera), quindi pensa a Sharon Stone che dall’alto del suo pazzesco QI capisce la fregatura e preferisce rovinarsi la carriera da sola lentamente, invece che in una botta sola. Gina Gershon non aveva questo problema, quindi accetta di buon grado la parte.


Gina, vai avanti tu che mi viene da ridere.
Per il ruolo della protagonista, Verhoeven vorrebbe una faccia nuova, qualcuna che sembri davvero un'esordiente e, infatti, non ha dubbi: scarta Jenny McCarthy (se mai avesse fatto “Showgirls” sarebbe stato un netto miglioramento nella sua filmografia) quando scopre che è bravissima a fare le linguacce, ma un ciocco di legno quando si tratta di ballare e come uno squalo punta dritto su… Charlize Theron (storia vera). Che evita il proiettile perché allora era “solo” una modella senza alcuna esperienza di recitazione, ma riflettete su due cosette, la prima: abbiamo seriamente rischiato di perdere Charlize. La seconda: Verhoeven è stato il primo a capire che il posto della sudafricana era sul grande schermo.

La “Fortunata” a battere tutta la concorrenza è Elizabeth Berkley, come attrice ha passato del tempo dentro i maglioni di Jesse Spano nella serie tv “Saved by the bell”, in uno strambo Paese a forma di scarpa “tradotta” con il titolo di “Bayside School”, se siete della mia leva la ricordate benissimo, non fate i finti tonti. La Berkley convince tutti grazie ad un fisico spaziale e ad una determinazione nel ballare unica, la bionda per le prove di questo film è stata capace di allenarsi anche per 12 ore al giorno, tutte passate a ballare sui tacchi. Quindi, quando pensate di essere dei duri ricordatevi di Liz.


Che puntata di "Bayside School" era questa? Perché temo di non averla vista!
Uno sforzo che la storia ha cancellato nel modo peggiore possibile, costato 45 milioni di ex presidenti stampati su carta verde, “Showgirls” ne porta a casa 20 (anche se poi in home video ha fatto sfaceli, perché tra le mura di casa forse era più socialmente accettabile?), scatenando un putiferio, di tutti i polveroni sollevati dal nostro Paul, questo film è sicuramente il più clamoroso e stiamo parlando di un regista che di film controversi in carriera non ne ha fatti pochini.

I critici americani fanno a gara a chi dà le sberle più forti al film, le tante scene di nudo diventano il peggior biglietto da visa possibile, ancora oggi “Showgirls” diventa il titolo che ciccia sempre fuori quando si parla di pessimi film, Verhoeven ne esce abbastanza bene solo perché Spetters gli aveva formato il carattere, tanto che diventa il primo regista nella storia della manifestazione, a presentarsi di persona a ritirare i tanti Razzie Awards, addirittura otto. Ad Elizabeth Berkley non va altrettanto bene, si becca anche la nomination a “Nomination Peggior attrice del secolo”, ma non vince questo “ambito” premio, arriva seconda, che forse è anche peggio che vincere.


Con tutto il rispetto, non proprio tutte nomination immeritate ecco.
 Alla pari di Basic Instinct, da ragazzini ho sempre visto “Showgirls” a spizzichi e bocconi nei vari passaggi televisivi (non molti per la verità), diciamo più interessato ad altre cose più che alla poetica di Verhoeven, ecco (sto parlando delle scimmie che ci sono nel film, era chiaro, no? No, vero? Eh vabbè...), penso di averlo visto per la prima volta dall’inizio ai titoli di coda solo qualche giorno fa per questa rubrica, appena terminato il film mi sono tornate in mente le immortali parole dei miei compari Sergio e Michael, la leggenda vuole che ad un festival di Venezia abbiano visto (o forse no, la leggenda su questo punto sfuma) e abbiano partorito il capolavoro che ho voluto omaggiare con il titolo di questo pezzo, alla fine del film mi sono ritrovato a citarli: «Io ho visto Showgirls, io l’ho capito!».

Ho realizzato che questo film è il candidato ideale per la mia non-rubrica de I Bruttissimi di rete Cassidy!


L’intento dei “Bruttissimi” è quello di parlare di quei film oggettivamente brutti, ma che hanno saputo comunque diventare mitici, sulla base della sua pessima fama “Showgirls” è diventato leggendario per davvero, per altro a memoria di questo mio scalcagnato blog, non ricordo di un solo regista che abbia saputo mandare a segno tre Classidy uno in fila all’altro e poi un Bruttissimo, anche per questa ragione Paul Verhoeven è uno che merita uno spazio sulla Bara Volante!

Polveròn e Joe Eszterhas si rifanno al classico “Eva contro Eva” (1950), ma Verhoeven da pirata dei generi cinematografici qual'è sempre stato punta a dirigere un grande musical, una roba tipo “West side story” (1957), però ambientato sulla strip (e tra le stripper) di Las Vegas. Ancora oggi Verhoeven dichiara che “Showgirls” è il suo film girato meglio, lo so che è un'affermazione folle vista la fama del film, ma l’Olandese non ha tutti i torti, i movimenti della macchina da presa sono impeccabili, tutti i dietro le quinte della vita delle ballerine sono davvero ben fatti, solo che sono incastrati tra una marea di difetti.


In panchina a bordo campo, a scaldare i muscoli.

Nel pieno dell'azione con ruolo di contorno.
MVP della partita.
In tutta la fase americana della sua carriera, il registro applicato da Verhoeven ai suoi film è sempre stato chiarissimo, la satira, spesso al limite ed oltre la parodia, gli eroi d’azione martirizzati nel corpo, e deformati nel volto, sembravano fare il punto sulla violenza radicata nella società americana. Con un solo accavallamento di gambe veloce come un battito d’ali di, ehm, farfalla, Verhoeven ha messo alla berlina tutti i tabù sessuali degli Yankee.

Con il solito approccio da guastatore dietro le linee nemiche Verhoeven non alza il piede dal pedale, “Showgirls” è volutamente esagerato, l’inizio ad esempio, frenetico, Nomi Malone (Elizabeth Berkley) arriva a Las Vegas facendo autostop, è una signorina nessuno, Eszterhas ha voluto chiamarla Malone perché suona come “Alone” (storia vera) e rimedia un passaggio anche perché è il primo minuto del film e la Berkley è già mezza nuda, come sarà fino alla fine del film.


Lo trovo molto antigienico, ma sentiti libera di esprimerti come vuoi Liz.
I dialoghi iniziali sono urlati, le reazioni di Nomi sono tutte esagerate, anche Fiore di Carne iniziava con Olga che da un passaggio ad Erik, ma i due s'innamorano, invece a Nomi fregano la valigia, come a dire che in Olanda qualcuno che ti aiuta lo trovi, in America, invece, sono tutti pronti a fotterti. In tutti i sensi. Credete che sia un caso se ad un certo punto, in sottofondo ad una scena di questo film, il nostro Paul metta "I'm afraid of America" di David Bowie?

Il problema di “Showgirls” è anche la sua più grande caratteristica, questo approccio con il coltello tra i denti fa un giro completo su se stesso e in alcuni momenti (troppi!) viene a mancare il senso di equilibrio, la satira spesso diventa comicità involontaria, la messa in scena volutamente pacchiana fa presto ad apparire trash, un esempio? I dialoghi, Joe Eszterhas e Verhoeven hanno intervistato ballerine e gestori di locali di Las Vegas inserendo nei dialoghi i loro modi di dire diciamo pittoreschi, ma in troppi momenti, al netto del risultato finale, sembra che Joe e Paul abbiano solo cercato una scusa per passare del tempo nei night club "andiamo a fare ricerca sul campo" e sotto ad infilare dollari nei perizoma.


"Qui invece, ci mettiamo due bei culi".
Alcuni dialoghi fanno sanguinare le orecchie, uno dei più tragici è quello tra Nomi e Cristal sedute in un locale finto italiano come può essere finto un locale Italiano solo negli Stati Uniti (e a Las Vegas in particolare), le due iniziano a parlare del sapore del cibo per cani (!) e un attimo dopo Cristal se ne esce con “Ma sai che hai delle belle tette?” (!!). No, sul serio, qui è chiaro che è scappata la mano, ma molto scappata, roba che ora vive in Canada sotto falso nome.

Eppure, gli intenti di “Showgirls” sono chiarissimi, manifesti direi, Verhoeven ha dichiarato di essersi ispirato a Federico Fellini, ribadisco sembrano sparate per un film che ha vinto otto Razzie Awards, ma nemmeno tanto, Henrietta (Lin Tucci) non è altro che la Saraghina di “8½” (1963) in salsa Verhoeven, ma sono proprio le scenografie a rendere chiari gli intenti.


"Ad Hollywood diventerò famosa?", "Se ti faccio diventare famigerata va bene lo stesso?".
In un'inquadratura Verhoeven ci mostra il “Cheetah” il locale dove Nomi lavora (“Al Cheetah si fa tutto tranne ballare") gestito da un trucidissimo Robert Davi e sullo sfondo, l’altro locale, quello dove Nomi sogna di andare a ballare, lo “Stardust”. Eppure, a vederli così risultano entrambi posticci, anche per la media di una città di plastica come Las Vegas.

Trovo significativo il fatto che Nomi al “Cheetah” venga considerata un pezzo di carne che si muove attorno ad un palo da lap dance, per assurdo l’unico posto del locale dove gli uomini non sono legittimati a metterle le mani ovunque è nel privè dove la ragazza balla come se non ci fosse un futuro. Ma una volta arrivata allo Stardust, non è che ci sia poi tutta questa gran differenza, in entrambi i posti le viene chiesto di agitare il culo e tutti (e tutte, compresa Crystal) vorrebbero saltarle dentro le mutande, il METAFORONE è urlato, ma anche chiarissimo, la frase viene declinata in ogni modo possibile durante tutto il film, è chiaro che Vegas rappresenti Hollywood, ballare per il pubblico sia fare film e che la distanza tra una puttana e una grande star è un confine sottile, così com'è sottile quello tra la satira e il film involontariamente comico.


Concetti chiave suggeriti velatamente, quasi sussurrati.
Nomi che si definisce una ballerina, ma poi fa allo Stardust esattamente quello che faceva al Cheetah, solo con più lusso intorno a sé, il ragazzo nero (Glenn Plummer) che in discoteca porta la sua coreografia ricevendo fischi (l’artista “puro” che non piace al grande pubblico) e, quindi, si accontenta di cercare di portarsi a letto tutte le biondine tanto svampite da credere alla sua “arte”. Ogni personaggio in “Showgirls” è urlato e nessuno è davvero buono, Verhoeven non moralizza, ma continuando a muoversi nella zona grigia che divide i buoni dai cattivi, ci ricorda che Hollywood è un luogo di plastica dove i buoni sono prede. Per ribadire il concetto, anche qui Verhoeven inserisce una (criticatissima) scena di stupro ai danni della povera Molly (Gina Ravera) che non a caso è davvero l’unico personaggio davvero puro di cuore del film, messo lì a ricordarci che nella vita la bontà non paga e conoscere il proprio mito potrebbe essere un'esperienza molto, ma molto brutta.

La critica alla società americana (e quindi a quella occidentale) per Verhoeven passa dall’ossessione tutta Yankee per la competizione: solo dimostrandosi più forti (e spietati) degli altri puoi ribadire la tua unicità e guadagnarti un piedistallo su cui se ti va bene, starai su per un po’ finché qualcuno non ti spingerà di sotto. Pensate a quella (brutta) abitudine di tanti genitori americani (e non solo) di pompare i loro figli fin da piccoli per diventare grandi campioni in questa o quella disciplina, da questo punto di vista “Showgirls” è il perfetto film sportivo.


Gira, ruota e poi spaccata alla Van Damme!
Le parti che preferisco e ritengo davvero riuscite sono quelle in cui Verhoeven ci porta dietro le quinte, dopo un numero di Lap Dance le ragazze sono ricoperte di sudore e se in Robocop avevano fatto il loro timido esordio, qui in “Showgirls” un'ossessione tutta Verhoeveniana si manifesta nella sua piena potenza: gli spogliatoi misti!

Ballerine e ballerini (caratterizzati quasi tutti come gaissimi, con la solita dose di polemiche) ci vengono mostrati come animali da circo e proprio con animali da circo dividono il palcoscenico, sì, perché Verhoeven mi fa contento e oltre ad un quantitativo esagerato di tette nel film ci ficca dentro anche delle scimmie!


"Cassidy guarda! Abbiamo anche le scimmie che ti piacciono tanto!".
Nomi e le sue compagne sono costrette a ballare cercando di non scivolare sulla merda di scimmia rimasta sul palco, in una guerra tra donne in aperta rivalità, che si accusano una con l’altra etichettandosi con le peggio parole appena una prova a rialzare la testa, in una società in cui hanno solo il loro corpo e il loro bel faccino (come Kitty Tippel) come arma e se provano a rialzare la testa, sarà subito un’altra donna a dar loro della poco di buono, il tutto mentre qualche uomo fa i suoi porci comodi, qualcuno come Harvey Weinstein… No, cioè, volevo dire Zack Carey! Il personaggio interpretato da Kyle MacLachlan, che qui sfoggia un frangettone che lo fa sembrare lo zio dello Spider-Emo di Raimi.

Ma cosa ne vuole sapere Tobey Maguire.
Vedendo il film mi è sembrato chiarissimo quello che lo stesso Polveròn ha ammesso, ovvero che il finale è davvero poco incisivo, la veloce (e del tutto poco credibile) vendetta di Nomi sul bastardissimo Andrew Carver (William Shockley) è girata come se fosse uno di quei film italiani scollacciati degli anni ’70 conditi da qualche omicidio, vorrei potervi dire che anche questa è una scelta dovuta, ma non ne sono convinto io per primo, quindi lascio perdere.

Non c'è alcun motivo di arrabbiarsi, che carattere!
Dove, secondo me, “Showgirls” eccelle è proprio nel mostrare la competizione per emergere, lo sfruttamento delle ballerine che faticano come vere atlete. Nomi ad inizio film è determinata, trucida perché dorme con la camicia di jeans a maniche lunghe, ma poi spesso scorda mutande e reggiseno (eh vabbè sono dettagli su!), però anche candida, tutta contenta sfoggia il suo “Versayce” (nel doppiaggio italiano “Verace") sbagliando il nome dello stilista (un'idea suggerita a Verhoeven dalla stessa Elizabeth Berkley), poi piano piano diventa fa emergere il “Cigno nero” dentro se stessa, non fa nulla per salvare l’amica Molly dalle grinfie di Carver e spinge Cristal giù dalle scale senza rimorso autoconvincendosi di non averlo fatto, perché la finzione vale più della realtà in un mondo finto come quello dello spettacolo.

So che con tutta questa pelle a vista siete distratti ma questa è una scena drammatica!
La trasformazione da “Pollianna” a “Lolita” come la definisce lo stronzissimo coreografo dello Stardust si completa, da cigno bianco a cigno nero, una trasformazione che diventa una chiusura del cerchio quando nel finale Zack scopre la vera identità della ragazza, che per puro caso si chiama proprio Polly Ann.

Proprio la scena con il coreografo è forse la mia preferita del film, il bastardo orgoglioso della sua fama da stronzo è il Sensei inflessibile dei film di arti marziali, è il Mickey di Rocky che ti sprona per tirare fuori il meglio, solo che lo fa in puro stile Verhoeven, quindi urlando alle ragazze “Fatemi vedere le tette! Vendete i vostri corpi! Vendete! Vendete!”. Perché negli Stati Uniti o sei il migliore, oppure sei fuori, solo quelli disposti a subire le umiliazioni (i cubetti di ghiaccio) e con la cattiveria giusta emergono. Un film che non le manda a dire, sempre stato un timidone il nostro Paul eh?


"Metti la cera, togli la cera?" , "Pensavo più a metti le mutande togli le mutande".
L’evoluzione di Nomi procede su tre livelli, prima è a bordo palco a imitare (malamente) le mossette di Crystal, poi Verhoeven ci mostra lo stesso spettacolo dal punto di vista di una delle ballerine che si spogliano attorno a Cristal per terminare con tanti primi piani e la macchina da presa stressa su Nomi, quando sudando, subendo, vendendo se stessa e colpendo alle spalle diventa lei la prima ballerina dello spettacolo. Verhoeven gira tutte le scene di ballo, come se fossero scene d’azione, mentre le scene di sesso le gira, beh… Come scene di sesso, che vi aspettavate, dai!

“Showgirls” ha dei difetti enormi, Elizabeth Berkley balla come una furia in questo senso ha un talento identico a quello del suo personaggio, ad inizio film sfoggia la gioia di vivere tipica dei personaggi femminili di Verhoeven, ma non ha il talento sufficiente per tenere in equilibrio un film così sbilanciato. Nel 1995 è diventato un flop così grosso da rischiare di mettere fine a più di una carriera, la definitiva pietra tombale sulle finanze della Carolco, ma a rivederlo ora è chiaro che a suo modo è stato rivelatore.

Liz, ok che vestita così fermeresti pure un autotreno, ma le auto arrivano dall'altra parte.
“Showgirls” è “Burlesque” (2010, titolo che a casa Cassidy è uno Scult assoluto!) con le tette, se “Eva contro Eva” è Superman, “Showgirls” è il suo clone degenere Bizaro. De “Il cigno nero” (2010) vi ho già detto, ma, a ben guardarlo, è un The Neon Demon senza le velleità, quindi cento volte più divertente, siamo sicuri che non sia il film che ha anticipato la Hollywood di oggi e i suoi discutibili usi e costumi?

Spettatori e critici nel 1995 non lo hanno capito, lo hanno capito prima di tutti Michael e Sergio. Io l’ho capito mettendoci come al solito il mio bel tempo, ma in ogni caso ora posso dirlo: Paul! Paul!! Io ho visto Showgirls, io l'ho capito!!

Tra sette giorni, sempre qui, preparate i caricatori, andiamo a caccia di insetti.

54 commenti:

  1. Dai non demolirmi Burlesque, lo rifanno in tv almeno una volta al mese e a casa mia ce lo guardiamo sempre :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma che scherziamo? Visto per scherzo ad un Torino Film Festival (storia vera) da allora un titolo imperdibile ad ogni passaggio tv qui a casa Cassidy. Il film in cui i vestiti stanno su sfidando le leggi basilari della fisica, lo trovo talmente brutto che alla fine mi fa troppo ridere, quindi gli voglio bene per la sua assurdità ;-) Cheers

      Elimina
  2. Nulla da dire, sei stato bravissimo a trovare i significati del film: io mi ero fermato alle donne nude XD

    Peraltro ,correggimi se sbaglio, in tv passava censurata dei (pochi) nudi frontali della Berkley, mentre volevo chiederti (visto che fai una battuta in merito): è vera la leggenda metropolitana di una scena del film dove la Berkley, in minigonna e senza mutande, dà un calcio mostrando tutto ciò che non si deve mostrare (più di quanto peraltro mostrò Sharon Stone nella famosa scena di Basic Istinct?).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti ringrazio, la difficoltà è stato notarli in mezzo a tutte quelle donne nude a distrarmi ;-)
      A differenza di “Basic Istinct” di cui esistono due versioni ufficiali (con e senza censure), questo ha un solo minutaggio ufficiale, quindi i tagli per i passaggi televisivi penso siano farina del sacco dei singoli canali. In tutta onestà se quella scena esiste, deve essere stata più rapida dell'accavallamento della Stone, perché non la ricordo… Ma aspetta che vado a rivedermi tutto il film per dovere di cronaca :-P :-D :-D Cheers

      Elimina
  3. Anche questo è un film di Paul che risente di determinate scelte di copione che non hanno favorito uno sviluppo completo portando più che una fase d'evoluzione recitativa una regressione nei contenuti e nella forma. Tecnicamente nulla da dire, girato molto bene e con una bella fotografia. Scena su tutte la scopata della Berkley con Kyle in piscina è comunque sulla linea del geniale del grottesco...aiutami, quello che gli veniva era una crisi epilettica giusto?

    Comunque non vedo l'ora...la orossina volta entreranno in scena le prime ragazze che mi hanno fatto impazzire da piccolo: Denise Richards e Dina Meyer...non vedo l'ora

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lo penso anche io, si vede dalla svolta vendicativa finale che qualcosa è andato storto, troppo frettolosa, Verhoeven ha dichiarato che gli mancava un elemento da thriller nella storia, ma quello che abbiamo è comunque troppo poco, che sia girato alla grande è innegabile. Sicuramente siamo in zona grottesco, anche perché non penso fosse un attacco epilettico, per lo meno non giustificato dalla trama, penso sia proprio solo la recitazione appena appena (ma poco eh) sopra le righe della Berkley ;-)

      Bongustaio, arrivano tutte e due la prossima settimana, te lo dico fin da subito, io mi sono schierato, te lo dico così lo sai già, ne parliamo tra sette giorni ;-) Cheers!

      Elimina
  4. Ma di Starship Troopers ne hai mai parlato?
    Lei la ricordo in Bayside School, il film l'avrò visto di sfuggita.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non ancora, arriverà tra sette giorni (che detta così sembra la maledizione di “The Ring”) prepara casco tattico e munizioni soldato ;-) In effetti nemmeno io ricordo molto passaggi televisivi di questo film, invece “Bayside School” lo hanno replicato fino alla nausea ed oltre! Cheers

      Elimina
    2. Io la butto lì. Preferisco Starship Troopers a Robocop!

      Elimina
    3. Ed io la butto lì, “Starship Troopers” è l’unico film che ha lo stesso livello di satira di “Robocop” e ne porta avanti il testimone. A me piacciono entrambi, forse il Robo-Poliziotto vince però, anche perché lo conosco da più tempo ;-) Cheers

      Elimina
    4. Ah ma piacciono entrambi anche a me ma sono più affezionato agli scarafaggioni alieni :)

      Elimina
    5. Ti capisco, anche io ci sono legatissimo, ero già un ragazzino quando è uscito, lo amato alla follia quel film ;-) Cheers

      Elimina
    6. A me incredibilmente non ha mai interessato troppo. Mi sembrava un film un dai toni un pò strani e vedendo poi che è piuttosto satirico capisco il perché e forse sarebbe meglio vederlo adesso. In precedenza mi avrebbe deluso aspettandomi un film di fantascienza più serioso.

      Elimina
    7. Ancora una volta Verhoeven ha anticipato il futuro ;-) Cheers

      Elimina
  5. Perché scusa, c'era davvero qualcosa da capire in questo film? per me è stato uno dei primi film un po' "sconci" visti, per cui poco importa della sceneggiatura ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche per questo mi sembrava un candidato ideale per i Bruttissimi ;-) Verhoeven ci ha dato dentro, come ha spinto ai limiti il cinema di Hollywood in pochi hanno usato. Cheers!

      Elimina
    2. Io gli preferivo "Rimini Rimini". Almeno fa ridere volutamente e c' è la nostra Serena Grandi che da la paga a tutte o quasi quelle di questo film. XD Poi la scena parodia di "9 settimane e mezzo" la preferisco all' originale! XD

      Elimina
  6. Ecco chi eraaaaaaaaaaaa! E' dal '95 che ogni volta che vedo la protagonista mi dico "A me 'sta tipa è familiare: ma dove l'ho vista?" Bayside School, ecco chi era! Mado', quella serie l'ho amata da morire, ora è scomparsa ma all'epoca andava tantissimo: mi sembra andassi ancora a liceo, comunque la adoravo e ho visto crescere i vari protagonisti. Il biondino mi è molto piaciuto in una serie legal thriller di qualche anno fa, ma in effetti ho rivisto pochissimo tutti gli altri.
    Sai che questo film non l'ho mai visto? Non l'ho mai cercato semplicemente perché me ne sono sempre dimenticato. E comunque essere nominati come peggior attrice e non vincere... cazzo se è brutta! :-D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bene sono molto felice di averti tolto il dubbio ;-) “Bayside School” era quasi un appuntamento fisso pomeridiano. Il biondino ogni tanto si vede anche in qualche produzione Z, penso che l’unica che abbia fatto qualcosina sia stata la Tiffani Thiessen niente di che, ma la serie tv “Fastlane” non era malaccio, per essere una roba dietro cui era presente McG ;-)

      Minchia davvero una mazzata, secondo me moralmente è anche peggio che vincere, poveretta, destino davvero ingrato. Cheers!

      Elimina
    2. Il tipo ispanico, Slater mi pare si chiamasse, presenta cose per MTV tipo programmi di ballo.
      Screech, quello sfigatello credo sia andato avanti solo con sta serie nelle sue varianti.
      E la tizia nera credo di averla vista in qualche serie tv.
      In tutto ciò però a giudicare dalle immagini del film mi sa che Zack Morris, il biondino, ha scelto male!

      Elimina
    3. Dici che doveva puntare sulla secchiona? ;-) Su Screech giravano voci da leggenda urbana che fosse finito a girare film porno, con come la Berkley, porno ufficiali proprio ;-) Cheers

      Elimina
    4. Ah, però sull' interprete di Zack! Io vedendo questo film da ragazzino neanche ci feci caso lei era Jessie di BS! °_O XD

      "Il tipo ispanico, Slater mi pare si chiamasse, presenta cose per MTV tipo programmi di ballo."

      Si, è l' unico che ho rivisto ogni tanto ed è uno di quelli che non "invecchia mai"! °_O XD

      "Su Screech giravano voci da leggenda urbana che fosse finito a girare film porno, con come la Berkley, porno ufficiali proprio ;-) "

      Oh, mamma! XD Io sapevo quella del ragazzino di "Super Vicky" che si diceva fosse diventato il cantante di non ricordo che gruppo famoso. XD

      Elimina
    5. Billy Corgan degli Smashing Pumpkins? É una leggenda urbana bastava leggere i titoli fi testa della serie per capire che non era lui ;-) Cheers

      Elimina
  7. Difenderò sempre questo film a spada tratta. Molti confondono un film squallido con un film che parla di gente squallida! C'è una grandissima differenza. Insomma, per me poteva pure finire direttamente tra i Classidy ahah

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Oh ma diciamole queste cose bravo! Sono differenze che contano! Eheeh beh alla fine in un club esclusivo (più o meno) con un logo dedicato ci è entrato lo stesso ;-) Cheers

      Elimina
    2. Vero! Un conto è essere considerato magari "brutto", un conto è essere "squallido".

      Elimina
  8. Ma solo a me piacque?
    Per me un cultone assoluto anni '90, ricordo quando lo vidi (forse) su Canale5 in prima tv... e mi ritrovai Cooper XD

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La presenza di Cooper ha influito su di te ne sono certo ;-) Ma anche a me è piaciuto, certo è pieno di difetti, ma proprio per questo è un Bruttissimo, malgrado i difetti è un film cult! Cheers

      Elimina
    2. All'epoca (sarà stato il 1997, dai) non me lo aspettavo. Eppure era pure ne I Flintstones XD

      Moz-

      Elimina
    3. Cavolo vero! Faceva il capo bastardo di Fred Flinstone con Halle Berry come segretaria. Non deve essere stato semplice nemmeno per lui il post Twin Peaks. Per altro Kyle é sempre stato quello con parole più sprezzanti su Verhoeven e questo film. Cheers

      Elimina
    4. Solo anni dopo ho scoperto che era quì, ne "L' alieno" e ne "I Flistones"! XD Uno di quei volti che non riuscivo a stamparmi bene.

      Elimina
  9. Ma perché, perché fa l'autostop all'incontrario???

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi manda in tilt! Ok l’immagine in questione immortala un momento, in realtà poi nella scena la protagonista si volta quando uno accosta arrivando dalla direzione corretta. Capisco che sia meglio inquadrare il volto della protagonista mentre in autostop si allontana da Las Vegas, però voglio dire per due ore Verhoeven non si è fatto troppi problemi a riprenderla “a posteriori” ecco ;-) Cheers

      Elimina
  10. Anche questo film visto in videocassetta, ma non certo per la trama comunque esilissima per quel che mi riguarda.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma come, mi smonti così un film carico delle tre A Ortolaniane? A-vventura, A-zione, A-tette ;-) Cheers

      Elimina
  11. Avessi scritto io il titolo sarebbe stato: Io ho visto Showgirls, io mi ci sono fatto tante pippe!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahahaha chiudete! Tirate giù la saracinesca dell'Internet! Per oggi abbiamo un vincitore!! :-D Cheers

      Elimina
    2. Troppo buono! 😂
      Scusa ma mi ero dimenticato di rispondere.

      Elimina
    3. Ma va figurati, al massimo avrai trovato la saracinesca dell'Internet abbassata ;-) Cheers!

      Elimina
  12. devo ammetterlo questo film è un mio guilty pleasure ^_^ Verhoeven ha decisamente fatto di meglio secondo me

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Oh ma bene! Sono cose che vanno detta, sfatiamo questo falso miti di film inguardabile cavolo, ne abbiamo visti di ben più brutti, certo il miglior Verhoeven ci ha abituato ad altro, però questo film ha personalità, è la personalità come dicevano in “Pulp Fiction” conta ;-) Cheers

      Elimina
  13. Ho il dvd, infilato, insieme a quello di "Basic Istinct", nello scatolone dei film dimenticabili. Ma almeno mi sono divertito a leggere la recensione ;-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Capisco in pieno, la distanza con i primi film olandesi é grossa, ma ci vedo comunque della coerenza autoriale. Per lo meno sono felice di averti divertiti, sempre uno dei miei obbiettivi ;-) Cheers

      Elimina
    2. BI però a suo modo è affascinante. Questo nonostante i temi interessanti sopra riportati trasuda sempre trash. Il dialogo al ristorante secondo me è un pò la cartina di tornasole. Se riesce è grande, però se non è brillante finisce per diventare trash!

      Elimina
  14. Sono felice che tu abbia citato David Bowie, perché per il me stesso sedicenne fu il secondo motivo per cui apprezzai questo film (il primo è evidente: le scimmie!), tanto che corsi a comprare il disco Earthling appena uscì! A parte questo, ho sempre pensato che il principale problema di Showgirls sia la protagonista, per la quale non riesco a trovare altra definizione che quella che il mitico René Ferretti riservò alla diva Corinna.
    In altri film Verhoeven è riuscito a gestire magniloquenze ed esagerazioni, qui le fondamenta erano troppo esili e tutto è crollato rapidamente su se stesso. Però dai, sono contento che ci abbia provato! L'inclusione nei Bruttissimi era obbligatoria :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quel disco è fantastico, ho trovato brillante l'utilizzo fatto da Verhoeven di quella gran canzone, inserita senza gettarla in faccia allo spettatore, ma in modo che si sentisse forte e chiara. Poi per il resto ovvio, "showgirls" è ricordato nella storia del cinema accanto ai classici scimmieschi come "King Kong" e "Il pianeta delle scimmie" ;-)
      La Berkley se recitasse come balla avrebbe avuto una carriera diversa, in certi momenti è perfetta perché è perfettamente soprapposta al suo personaggio, ma ci sarebbe voluta qualcuna con più talento a reggere le turbolenze del film. Ti ringrazio, mi sono reso conto che non poteva non far parte di questo club ;-) Cheers!

      Elimina
    2. "In altri film Verhoeven è riuscito a gestire magniloquenze ed esagerazioni, qui le fondamenta erano troppo esili e tutto è crollato rapidamente su se stesso. "

      Definizione perfetta!

      Elimina
  15. Nudi a parte, che sono sempre graditi, che film terribile!
    Pensa che l'ho visto con lo scopo di portarmi a letto una tizia considerata trasgressiva. Mi spiego meglio.
    Questa mi invitò a casa dicendomi: "Vieni a casa mia, ci vediamo il mio film preferito e poi chissà...".
    Mi sono visto questa immondizia e poi... Niente! Si fece tardi e mi disse: "Sono Stanchissima, mi stavo addormentando durante il film. Ci dispiace se ci vediamo domani?"
    Ma col caspio! Poi non ci siamo più visti.
    Oltre il danno (con un film fussoso) la beffa!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cioè si è pure addormentata guardando il suo "film preferito" (virgolette d'obbligo)? Aveva dei problemi a seguire la trama? ;-) Hai fatto bene mi sa! Cheers

      Elimina
  16. Io ho visto Showgirls, io non so se l'ho capito, però mi ha divertito guardarlo in tempi abbastanza recenti. E mi ha divertito pure il tuo post, che tra l'altro ha ripercorso in maniera ottima tutte le fasi che hanno portato al parto di un simile "capolavoro".
    Qui se ti va c'è la mia rece smezzata con Magic Mike XXL (http://www.pensiericannibali.com/2015/10/magic-mike-xxl-vs-showgirls.html)

    A suo modo era un film avantissimo. Trashissimo, anche e soprattutto, e pure bruttissimo. Al punto da diventare quasi bello.
    Grazie Paul Verhoeven. E grazie Cassidy per il ripescaggio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Figurati grazie a te anche per aver fatto scontrare questo film con la sua versione per signore ovvero "Magic Mike". Verhoeven ha anticipato i tempi che infatti sono diventar bruttissimi ;-) Cheers!

      Elimina
    2. Mamma mia! Vero! Pure quello (il primo) film noiosissimo! Incredibilmente però ha avuto successo a differenza di "Showgirl"! °_O

      Elimina
  17. Questo a differenza di BI lo vidi per le ragazze. XD Nonostante la bella e folta presenza mi stava annoiando alla grande. Lasciai a metà. Solo anni dopo ho scoperto la sua fama di "tra i peggiori del decennio e non solo" e che ha contribuito a far fallire la mitica Carolco che tante perle ci ha regalato.
    Il mega flop secondo me non parve vero alla critica che aveva dovuto digerire il successo di "Basic instict". XD E quindi vari ad esagerare anche oltre la bruttezza del film. XD
    Interessante la citazione de ICN. Forse era il caso effettivamente di ambientarlo nel mondo della danza, decisamente meno a rischio trash!

    "perché considerato una spesa insostenibile per le casse della Carolco."

    Poi però hanno fatto comunque il bel "Corsari". Valli a capire. Boh! Tanto valeva allora prendere due piccioni con una fava e fare un kolossal in costume di PV. XD Forse si falliva comunque, ma probabilmente lo si sarebbe fatto in grande stile! XD Da come ho capito era tutto pronto per iniziare la produzione! °_O Forse a prendersi l' oscar nel 96 invece di Mel Gibson poteva esserci il mitico regista olandese. XD Chissà!

    "tanto che diventa il primo regista nella storia della manifestazione, a presentarsi di persona a ritirare i tanti Razzie Awards"

    Ah, però! La classe non è acqua. ^^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quando distribuivano la timidezza Verhoeven é rimasto a letto, probabilmente non a dormire ;-) Cheers!

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...