giovedì 23 novembre 2017

Robocop 2 (1990): La legge di Murphy


Mente lo speciale dedicato a Paul Verhoeven procede a velocità di crociera, sono molto contento di poter inaugurare oggi una nuova rubrica spin-off tutta dedicata al Robo Poliziotto più famoso del cinema, quindi benvenuti allo speciale Robocop!


Di tutte le leggi che hanno regolamentato la mia vita, una più delle altre ha fatto valere il suo peso, ovvero la legge di Murphy, il pensiero "murphologico" può essere riassunto con una massima in cui mi ci ritrovo molto: "Se qualcosa può andar male, andrà male". Che ci volete fare, sono nato ottimista.

Associare la legge di Murphy ad Alex Murphy diventa inevitabile, tanto che qualcuno lo ha fatto prima e meglio di quanto potrò mai fare io (passate a salutare il Cumbrugliume!), eppure per il secondo capitolo delle avventure del poliziotto di Detroit la legge di Murphy ha davvero tenuto banco.

Il successo del primo film diretto da Verhoeven è clamoroso, di conseguenza il seguito non può mancare, ma l’Olandese ha già portato le sue labbra ad un indirizzo nuovo, su Marte per la precisione, per dirigere un altro enorme cult della sua carriera, ovvero Atto di Forza. Per sostituirlo la produzione sceglie Irvin Kershner, l’uomo che ha vinto il mondo dirigendo l’Impero colpisce ancora, un professionista affidabile che sa dirigere sceneggiature solide... Ecco... Sceneggiature solide... Dove andiamo a cercare qualcuno in grado di scriverne una davvero inattaccabile? Facile! Facciamo venire giù Frank Miller!


Miller si atteggia facendo il figo, Robocop imbarazzato senza pantaloni. Il fotogramma che riassume il film.
Ora, tutto quello che verrà fuori su Miller in questo commento è dettato anche dal mio travagliato rapporto con lo scrittore. Non credo ci sia uno che ho portato sul palmo della mano come ho fatto con Miller e nemmeno uno che grazie ad una serie di cazzate clamorose mi abbia fatto venir voglia di mettergli quelle stesse mani sulla faccia, con il palmo aperto, con molta forza, ripetutamente.

Da anni ormai Miller è in caduta libera, il confine tra avere un carattere forte e una posizione decisa e quello di essere un coglione non è tanto sottile, ma Miller ho ha abbattuto, per quanto mi riguarda la lapide sulla sua tomba si chiama “The Spirit” (2008) e non fatemi parlare mai più di quella roba, sul serio potrei diventare molto, ma molto scurrile.

Ma nel 1990 Frank Miller era ancora un artista dalla statura artistica indiscutibile, uno che poteva davvero permettersi tutto quello che voleva, anche di sputtanarsi la carriera come si è molto impegnato a fare negli anni successivi. Miller arrivava da cosette clamorose come il passaggio dall’essere solo il disegnatore della serie “Daredevil” a sceneggiare anche le trame, dando vita ad un ciclo di storie bellissime che hanno lanciato il diavolo di Hell’s Kitchen nell’empireo fumettistico, fino al momento in cui la Distinta Concorrenza ormai alla canna del gas gli ha detto “Frank, Batman ormai vende meno delle ristampe delle giovani marmotte, dopodomani chiudiamo, quindi fai pure quello che ti pare”, lui fa proprio così e nel 1986 sgancia sul mondo “Il ritorno del Cavaliere Oscuro”, insieme a “Watchmen” di Alan Moore una pietra miliare che rende il fumetto di supereroi qualcosa di davvero autoriale. Con la piccola differenza che Moore, contattato per scrivere questo film ha risposto con una grassa risata (storia vera), mentre Miller con la spocchia che lo contraddistingue ha pensato di poter spaccare in due anche Hollywood.


Ed invece guardate come è finito, ed il povero Robocop insieme a lui.
Chiamare Miller non era certo un'idea stupida sulla carta, proprio in “The dark knight returns” Frank ci mostrava un futuro distorto in cui l’uso massiccio e martellante delle televisione tiene banco, in un modo analogo a quanto fatto da Verhoeven nel primo film della serie. Non so se a questo punto Miller si sia fatto prendere dalla smania di competere, me lo immagino mentre pensa: "Cavolo! Se lo ha fatto quel fricchettone olandese vuoi che un tipo tutto d’un pezzo come Frank Miller non possa fare di più e meglio?".

SPOILER: No, non può. Fine dello SPOILER.

Il problema principale è che Miller non aveva un minuto di esperienza in fatto di cinema (ma nemmeno ora, se per questo, vi ricordo il già troppo citato “The Spirit”), quindi si mise a scrivere una roba monumentale come numero di pagine, piena di tutte quelle robe che lui in un suo fumetto saprebbe far funzionare, ma che per il grande schermo non funzionano alla stessa maniera, specialmente se sei una specie di cripto-fascista (senza cripto) a cui manca TOTALMENTE il senso dell’umorismo.

Ai produttori viene un mezzo colpo apoplettico e chiedono prima a Walon Green (autore de “Il mucchio selvaggio” 1969) e a Irvin Kershner dopo, di cercare di dare un senso al casino sceneggiato da Miller. Molti anni dopo, attorno al 2004 la sceneggiatura originale di Miller diventata un fumetto. Mi è capitato di leggerlo diversi anni fa, già allora notai che non mancavano i punti in comune con “Il ritorno del Cavaliere Oscuro”. In entrambi i casi l’eroe si emancipa dal potere che lo controlla, per poter dispensare la giustizia solo sulla base del suo giudizio, il resto della storia punta parecchio sulle direttive aggiuntive di Robocop che lo limitano nell’efficacia, sull’idea di un progetto “Robocop 2” fatto di tecnologia aggiornata che fa da guscio al cervello di un tossico e, a ben guardare, ci sono spunti che troveranno spazio nel terzo film della saga (prossimamente su questi schermi!), peccato che tutto sia un immenso casino che al cinema non avrebbe mai potuto funzionare davvero, nemmeno con tutto l’impegno degli Irvin Kershner di questo mondo.

La sceneggiatura è una casino, ma pure i disegni del fumetto non scherzano!
Ma la sceneggiatura definitiva del film deve tener conto anche di un'altra questione non da poco, la Orion pictures vorrebbe sfruttare le crescente popolarità del personaggio presso il pubblico più giovane e ha molto a cuore il nuovo target di riferimento del film: i bambini!

Nel giro di pochi anni Robocop diventa protagonista di storie a fumetti, un giocattolo molto popolare, la sua serie di cartoni animati (con la sua martellante sigla che ancora ricordo “Robo Robocop macchina infernale, Robo Robocop mente micidiale…”, giusto per dirvi dei miei problemi!) spopola tra i più piccoli e la serie televisiva era pronta ad esordire sempre rivolta alla stessa porzione di pubblico. Per tutte queste ragioni la violenza che Verhoeven utilizzava per portare avanti la storia, dare stoccate satiriche e far evolvere i personaggi, diventa lo spauracchio nero di cui bisogna liberarsi a tutti i costi, al grido di: "I bambini! Perché nessuno pensa ai bambini?".


"Puoi sfornare droga in serie Frank?" , "Ho fatto sette volumi di Sin City, i lettori di fumetti sono i peggiori tossici".
Se pensate che il casino sia finito qui, ricordatevi la legge di Murphy, perché le cose iniziano ad andare davvero male quando Miller, lo stesso che prima galvanizzato dall’idea di entrare ad Hollywood dalla porta principale, si ritaglia nel film una comparsata nel ruolo del cuoco della Nuke, la letale droga al centro della trama, ma poi quando realizza che la sua sceneggiatura è stata sforbiciata nel tentativo di renderla comprensbile a tutti quelli che non si chiamino Frank Miller, s'incazza come... Beh, come Miller! Se ne va sbattendo la porta al grido di “Con voi non gioco più!” con l’intenzione di non tornare mai più ad Hollywood.

SPOILER: Ci torna, purtroppo ci torna…Porco Mondo! Fine dello SPOILER


I'm blue da ba dee da ba daa (il mignolo alzato mi manda in tilt il cervello!).
Il risultato finale è un film che da bambino ho visto un quantitativo di volte che non sto nemmeno a cercare di contare, ma che è chiaramente spaccato in due, anche se non mancano i segni di continuità con il primo titolo, ad esempio il grande Peter Weller è ancora della partita, anzi è stato uno dei pochi che ha cercato di imporsi con la produzione per dare un tono più drammatico a tutto il film, rimanendo purtroppo inascoltato. L’armatura creata da Rob Bottin viene convertita in una versione in vetroresina più leggere da indossare e questo spiega il colore bluastro sfoggiato da Robocop, eppure anche rivedendo il film per questa Robo-rubrica, non riesco a non pensare a che razza di professionista è Peter Weller, che sotto quella quintalata di vetroresina riesce comunque a restare serio mentre è costretto a recitare QUEI dialoghi. Non stento a credere che l’anno successivo Weller abbia detto: “Sapete che c’è? Io me ne vado nell’interzona a battere i tasti di macchina da scrivere-scarafaggio diretto da un Canadese bravino, ciaone!”.

"Lewis, viva o morta, dovresti venire a lavorare con Cronenberg con me".
Nei panni di Lewis troviamo ancora quella bambolona di Nancy Allen, sempre intenta a masticare la “Cingomma”, ma con il capello in fase di ricrescita, dopo essere stata tosata da Verhoeven per il primo film, dettaglio che non sfugge alla sceneggiatura, tanto che Robocop riprogrammato dalle mille mila direttive, si spende anche in una riga di dialogo per la nuova acconciatura della collega, poi non stupitevi che Weller abbia preferito gli scarafoni di Cronenberg!

Anche perché la povera Nancy Allen per tutto il tempo del film ha l’ingrato compito di restare seria mentre Robocop, riprogrammato e ridotto ad un odioso Papaboy si esibisce in momenti del tutto imbarazzanti. L’idea dei ragazzini in divisa da Baseball che rapinano un negozio è la classica idea esagerata che Miller in un suo fumetto in qualche modo farebbe funzionare, ma qui non ha assolutamente senso, se non per seguire la direttiva (primaria) della Orion di inserire quanti più ragazzini possibili all’interno della storia.


Sei proprio sicuro che non puoi sparargli? Guarda che salveresti il film Robocop.
Non credo che qualcuno della Orion abbia chiesto a Miller, a Walon Green o a Irvin Kershner: “Voglio una scenetta comica in cui Robocop legge i diritti ad un cadavere”, ma purtroppo è la deriva che questo secondo capitolo prende e che oscura quando di buono nella storia è presente.

“Robocop 2” è palesemente diviso in due tronconi, la parte iniziale non è affatto male, con la città di Detroit indebitata fino al collo con la OCP ancora rappresentata dal Vecchio, Giovanni Agnelli Dan O'Herlihy, con tanto di isterico sindaco che le tenta davvero tutte (compresa una tristissima raccolta fondi) per evitare la bancarotta. Anche lo sciopero dei poliziotti (“Scioperiamo se non ci pagano, OCP, dovrai morir!” si vede che ho visto tante volte il film?) minacciato nel primo film si realizza qui e per lo meno ci regala la scena di apertura, con l’unico (Robo) poliziotto che non sciopera mai che sventa da solo una rapina e poi s'intrufola nel covo dove viene fabbricata la letale droga nota come Nuke crivellando di colpi i cattivoni, il colpo di rimbalzo degno del miglior Tim Duncan per far fuori il bastardone con il bambino usato come ostaggio è ancora un di quelle scene che ogni volta mi fa esultare.

I primi (disastrosi) tentativi per il progetto “Robocop 2” e le pubblicità martellanti (la mia preferita è quella della crema solare Sun Block 2000, l’allergico alla tintarella che c’è in me si riconosce molto) sono ancora un modo efficace di tener viva la satira inaugurata da Paul Verhoeven. Trovo anche piuttosto interessante il fatto che in due momenti differenti del film, due personaggi opposti come il cattivissimo Cain (Tom Noonan) e il CEO della OCP utilizzino la frase «Made in America sarà di nuovo garanzia di qualità», un po’ come a sottolineare che criminali e capi d’azienda incravattati non siano poi tanto diversi.


"Avvocato una dichiarazione!" , "Sieg heil OCP neue flaggen partizanen".
Tra le trovate che suggeriscono allo spettatore questo livello di satira, la mia preferita è la scelta dei colori delle bandiere della OCP, tu stai lì a guardare il diabolico Giovanni Agnelli Dan O'Herlihy intento a presentare il nuovo modello chiamato Robocop 2 e dietro di lui vedi solo bandiere con un logo nero su sfondo bianco e rosso che ad una prima occhiata ricordano in maniera sinistra le bandiere Naziste e, credetemi, non è certo una scelta che è stata fatta per caso (storia vera).

Inoltre, Cain è un cattivone davvero fighissimo, uno spacciatore che si atteggia, un po’ rockstar un po’ santone con tanto di cadavere di Elvis conservato in una teca, il fatto che abbia il volto e il corpo altissimo di Tom Noonan contribuisce a renderlo convincente, anche perché l’attore si mangia la scena ogni volta che viene inquadrato, ma quanti personaggi fighi ha fatto Noonan in carriera? Un grande, in tutti i sensi!


Come salvare un film: Avere Tom Noonan nella parte del cattivo!
Purtroppo, il voler cercare di tenere i piedi in più scarpe manda in tilt il film come le mille direttive con cui Robocop viene riprogrammato, nella scena in cui Murphy e Lewis seguono lo sbirro corrotto nella sala giochi, Robocop si esibisce già in una serie di frasi da maestrina rivolte ai ragazzini, roba del tipo «Ma non dovreste essere a scuola?» beccandosi una bordata di insulti che hanno l’effetto di presentare il personaggio come un corazzato cagaminchia. Male, molto male.

Robocop legge i diritti ad uno degli spettatori del film, morto di imbarazzo.
Ho sempre pensato che Robocop in questo film venga smontato con fin troppa facilità, vederlo boccheggiare come un pesce caduto fuori dalla boccia mi fa sempre un certo effetto, anche perché gli effetti speciali hanno tenuto molto bene alla prova del tempo, inoltre, la parte dedicata ad Alex Murphy, l’uomo che cerca ancora la sua umanità dentro un corpo di titanio si riassume, purtroppo, ad un'unica scena: quella con la moglie che funziona, ma archivia l’argomento che, invece, era alla base del film di Verhoeven.

Ogni volta che mi rivedo “Robocop 2” devo resistere alla tentazione di mandare avanti tutta la parte in cui Murphy parla come un cretino, fa la paternale ai ragazzini e s'impegna a prevenire il fumo ("Grazie per aver smesso”), tutta robaccia per cui mi viene voglia di dare la colpa a Miller, perché ci vedo il suo zampino, quello di uno totalmente sprovvisto di senso dell’umorismo che cerca in tutti i modi di far ridere senza riuscirci, lo trovo più patetico di Robocop che decanta poesie, il che è tutto dire!


La mia stessa identica reazione mentre guardo la parte centrale del film.
Persino la machiavellica Dott.ssa Juliette Faxx è davvero poco originale, una psicologa stronza in un film? Per di più donna che se la fa con il capo? Complimenti Miller, davvero quanta originalità, sembra di stare ad una svendita degli stereotipi sessisti, se poi il personaggio funziona forse lo dobbiamo davvero solo a Belinda Bauer che la interpreta con la giusta faccia da schiaffi.

"Ho fatto un incubo terribile dottoressa, ero scritto da un reazionario senza umorismo!".
Ma appena “Robocop 2” azzecca mezza trovata, un attimo dopo ne sbaglia due per essere sicuro di spiazzare il pubblico. L’idea del ragazzino che diventa il capo della banda di Cain non è assolutamente credibile fuori da un fumetto di Miller, inoltre perché dovrei provare empatia per lo stronzetto quando ci lascia le penne, altro che tienimi la mano e «Ho freddo» ti do due sberle e dritto a scuola… Forse sto iniziando a capirlo Robocop!

Persino “Robocop 2” (inteso come nemesi presente nel film) ad una prima occhiata sembra estremamente figo, un ED209 molto più potente che infatti Murphy non riesce a fermare con un colpo di fucile Cobra come già fatto nel primo film, per altro animato con della più che decente stop motion invecchiata abbastanza bene. Però, più lo guardi questo nuovo robopoliziotto farcito con il cervello di Cain e più pensi che sia bene poco funzionale: perché mettergli il logo della radioattività in bella vista sul petto? In teoria dovrebbe avere la potenza di fuoco per affrontare il crimine, ma anche rapportarsi con i cittadini, non so quanto amichevole possa essere un carro armato alto cinque metri per di più potenzialmente radioattivo!

"Non dimentichiamo Drugo, che tenere un Cyborg selvatico radioattivo, e per di più in città, non è affatto legale!" (Quasi-Cit.)
Ma il MACCOSA più grosso di tutta la trama è l’idea che Cain risponde ai comandi in cambio di grosse razioni di Nuke. Capisco che la droga abbia effetti sul corpo e soprattutto sul cervello, l’unica parte di Cain che è rimasta, ma al pari del logo della radioattività, quando inizi a pensare lucidamente capisci di essere di fronte ad un Robot che si droga, ci manca solo che metta dell’odiosa musica lounge per godersi meglio la botta e che bazzichi attorno alla stazione chiedendo «Oh c’hai un euro per il biglietto del treno?» è poi il quadro è completo!

Lo scontro finale con cervello spappolato mi esalta, ma anche la frase finale del film, con un Robocop zen che dice alla sua socia «Pazienza Lewis siamo solo umani» ci lascia con un eroe quasi rassegnato ad essere parte di un sistema dove non si può fare davvero niente perché tanto i cattivi non pagano (il Vecchio della OCP che la fa franca) e i buoni sono rassegnati come l’Italiano medio che si lamenta che i politici. Una de-responsabilizzazione dell’eroe che se aveva intenti satirici sono di certo andanti persi in mezzo a questo gran pasticcio.

"La droga fa male al cervello!"
Il problema di “Robocop 2” è che non succede davvero molto, si tratta di una storia raffazzonata a cui manca il finale perché è stato tagliato via dalla sceneggiatura troppo lunga di Miller. Il problema della Nuke non viene risolto, abbiamo un secondo Cyborg pazzo che il nostro eroe sconfigge, ma alla fine nessuno paga per davvero, se l’idea era quella di mostrare un mondo dove sono tutti cattivi, il messaggio non è arrivato. Resta solo Robocop con la sua rassegnata frase finale, il prossimo passo dell’evoluzione quale sarebbe stato? Robocop lo statale? Bolso e con la robo-panza che alla macchinetta del caffè si lamenta che non ci sono più le mezze stagioni e che si stava meglio quando si stava peggio?

Ultimo schiaffo in faccia, mentre sullo schermo compare “Screenplay by Frank Miller” è che non abbiamo nemmeno le musiche di Basil Poledouris a consolarci, sostituite da una penosa cantilena che ripete “Robocooooooop” quasi in stile lirico, ma perché? Perché ci avete tolto anche Basil! Perché anche questo!

Insomma, “Robocop 2” è un pasticcio a cui voglio bene, ma sempre un pasticcio, personalmente quasi preferisco il terzo capitolo che arriverà su questi schermi prossimamente. 
Stay tuned, anzi, Restate tonnati!

Mentre aspettate, vi consiglio l'ottimo pezzo di Doppiaggi Italioti tutto dedicato al doppiaggio di Robocop 2! Mentre su IPMP trovate la locandina italiana d'epoca!

50 commenti:

  1. Onoestamente non lo rivedo da un bel pezzetto ma ricordo che non mi lasciò un bel ricordo. Ricordo sopratutto la trasformazione "buonista" di Robocop, la presentazione dei vari modelli del 2 che impazziscono uno dopo l'altro e la carneficina alla presentazione con un body-count esagerato. Poi... Il vuoto! Leggendo il post mi è riaffiorato qualcosa (tipo il bambino capo-banda che muore male) ma troppo poco. Non sapevo di tutta questa produzione travagliata con Miller al timone. Credevo, banalmente, che fosse un prodotto nato giusto per fare cassa e per cavalcare l'onda del film precedente cannando clamorosamente. Interessanti tutti questi retroscena produttivi.

    P.S.: ti dico solo questo: THE SPIRIT sono andato al cinema a vederlo fomentato da matti. Samuel L. Jackson vestito da gerarca nazista (geniale pensai! Che stolto...), la Johansson con occhialini da sexy segretaria e decoltè in bella mostra, Eva Mendes che... E che gli vuoi dire a Eva Mendes? Ero andato carico a pallettoni e alla fine volevo morire!

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    1. Ricordo solo la Mendes che si vantava del suo lato-b (poderoso) fotocopiandolo addirittura, il gattino sciolto nell'acido e lo scagnozzo pelato scemo...

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    2. Non mancano le trovate positive, la presentazione dei vari “Robocop 2” ad esempio mi fa impazzire ;-) Per il resto la parte centrale con il buonissimo Alex mi fa male agli occhi da guardare.

      Ho visto “The Spirit” con il tuo stesso… Spirito (ah-ah), salvo davvero solo Rossella Di Giovanni ed Eva Mendes ma non per merito di Miller, più che altro per merito delle loro mamme che le hanno fatte così belle ;-) Cheers!

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    3. Per fortuna ricordo solo la scena del lato B della mendes e della fotocopiatrice.
      Del resto non conservo volutamente memoria, se non una sensazione generale di fastidio ed immenso dolore! Cheers

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    4. "la presentazione dei vari “Robocop 2” ad esempio mi fa impazzire ;-)"

      lol A me soprattutto quello che si suicida a quella maniera per cui provavo e provo un misto di straniamento e risa! °_O XD

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    5. Esatto horror e umorismo nero in parti uguali ;-) Cheers

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  2. Anch'io ho preferito il terzo, ma questo non mi è dispiaciuto così tanto. Certo che il tono è completamente diverso dal primo film, ma io tutta quella fase in cui Robocop fa la maestrina l'ho vista come un ulteriore modo di mostrare il personaggio come un "perdente", a cui stanno strappando un pezzo per volta quello che resta dell'umanità.
    Ho letto il fumetto ed è un vero disagio, soprattutto per i disegni quasi incomprensibili. Più recentemente è uscito anche un altro fumetto tratto dalla sceneggiatura di Miller per il terzo film, l'ho letto ma mi è piaciuto così tanto che... Non me lo ricordo per niente!

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    1. Questo è vero, il problema secondo me è che con la scena con la moglie (l’ultima volta che compare nella saga) hanno eliminato completamente la questione dell’uomo dentro la macchina. Avendo poi spezzato in due la lunga sceneggiatura di Miller, a questo secondo film manca un vero finale, ma solo uno circostanziale con Robocop che fa Robo-Spallucce.

      Mi manca il fumetto più recente, ho letto quello della Avatar e ho ancora male agli occhi per i disegni e il contenuto della storia! ;-) Cheers

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  3. verissismo : me lo sono rivisto ieri in dvd e mi è venuta pure la voglia (ieri) di guardare le recsnsioni su sto film. tutte più o meno come la tua.

    la verità ???: a me ropbocop 2 piace quanto robocop e davvero non capisco queste recensioni.

    non importa : mi vado a iniettare della nuc e poseguo la giornata.

    grazie

    rdm

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    1. Pensa che per essere sicuro sono andato a rileggermi un mio vecchio commento in rete su questo film (storia vera), alla fine il mio parere non è cambiato molto da allora.

      Forse abbiamo la fortuna di averlo visto all’età giusta, da piccolo mi piaceva, anche se trovavo il Robot-Boyscout già una scemenza all’ora. Da adulto invece non riesco a non vedere i difetti, non aiuta che Miller nel tempo sia passato da “Hero to Zero” ai miei occhi. Grazie a te e lasciami un poì di nuke… Nuuuuukkkkkkeeeeee! ;-) Cheers

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  4. Sicuramente il film di Verhoeven non lo vede neanche con il binocolo potenziato, ma alla fine si lascia guardare per quel paio dibtrovate riuscite ed in particolare per il buon Weller. Trovate stupide di Miller a parte come il sindaco macchietta comica ed il bambino boss della droga. Ma lo scontro finale è quanto di meglio la stop-motion potesse offrire al tempo e se regge ancora a distanza degli anni è stato grazie alla sapiente mano di Irvin alla ripresa. Il problema principale è stato il fatto di non lasciar spazio alla sperimentazione e alla visione del regista, la produzione e Miller hanno fatto il resto. Aggiungo che ho rivalutato la colonna sonora di Leonard Rosenman cue nonostante sia molto più modesta e scarna rispetto all'originale è ben adatta al film, tranne quel coro di voci che canta "Robocop" che è troppo ridicolo.

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    1. Ci sono delle trovate davvero azzeccate in questo film, tipo la presentazione del progetto “Robocop 2” e le bandiere della OCP, il problema che certe idee sembrano davvero perfette per un fumetto di Miller, ma non per il grande schermo, se si ha una certa familiarità con l’autore è impossibile non notarlo.

      Irvin fa un buon lavoro ma mi manca il suo estro, anche io avrei puntato più su di lui, invece la colonna sonora non riesco a mandarla giù, il coro e tremendo, passare da Basil a questo è veramente un colpo basso! ;-) Cheers

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    2. Aggiungo che nonostante la piattezza della caratterizzazione del suon personaggio Belinda Bauer era proprio un bel vedere! Come lo sarà poi Jill "Belle Chiappette" Hennessy in RoboCop 3 ma questa è ancora da raccontare..

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    3. Concordo, sia su Belinda che su Jill che potrebbe vincere il titolo della migliore delle tre dottoresse che si sono occupate di Robocop, anche se in questa ipotetica classifica forse il mio voto andrebbe a quella con gli occhialoni che nel primo film stampava il rossetto sul visore di Murphy ;-) Cheers

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    4. "forse il mio voto andrebbe a quella con gli occhialoni che nel primo film stampava il rossetto sul visore di Murphy ;-)"

      Quella la trovavo la più simpatica. ^^

      "Belinda Bauer era proprio un bel vedere"

      Da piccolo m' indispettiva che una dall' aria così serafica fosse "cattiva" -.- XD.

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    5. Poi hai scoperto che nella vita é quasi la norma, io test con la simpatica ;-) Cheers

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  5. Ma appena “Robocop 2” azzecca mezza trovata, un attimo dopo ne sbaglia due per essere sicuro di spiazzare il pubblico

    Mi sa che con questa frase hai davvero centrato l'essenza del film.

    A me Robocop2 piacque, da ragazzino, e direi che questo è sintomatico: è un film che hanno dovuto tarare troppo su un pubblico di bambini\ragazzini. Da grande non l'ho rivisto: ma ho paura di provare le tue stesse sensazioni di sonnolenza :D

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    1. Ti ringrazio gentilissimo ;-) In questo film è chiaro che si stava andando in quella direzione, il terzo è palesemente un film per bambini, ma questo tenere i piedi in troppe scarpe secondo me rende “Robocop 2” un film in equilibrio precario. Posso garantirti che in età adulta per certe cose si lascia ancora guardare, per altre invece proprio non lo reggo. Cheers!

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    2. ", ma questo tenere i piedi in troppe scarpe secondo me rende “Robocop 2” un film in equilibrio precario"

      Già! Anche perché di contro rispetto al primo aveva più dettagli "macabri": le tipe che con i tacchi pestano quel ladro (che inquietudine da piccolo °_O XD), il poliziotto corrotto che fa quella finaccia, la criminale uccisa a quella maniera da Cain, Robocop che spappola il cervello di quest' ultimo...

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    3. Esatto tutte parti che funzionano, per quello non sopporto il resto. Cheers!

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  6. Anch'io lo trovo sicuramente inferiore al primo, però se lo fanno in TV lo rivedo volentieri..

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    1. Ah beh ma quello pure io, ma senza ombra di dubbio! Con la mia wing-woman che mi cazzia (giustamente) perché mi fa notare che il film lo conosco a memoria. Ma che ci vuoi fare, io sento l’effetto sonoro della camminata di Murphy e torno a casa ;-) Cheers

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  7. Miller avrà per sempre la mia gratitudine per via delle sue bellissime storie su Daredevil ( ho riletto Born Again proprio qualche giorno fa e lo adoro sempre come la prima volta ), ed in quel periodo stava anche scrivendo sempre un'altra perla del cornetto insieme ai disegni di J.Romita Jr, quindi non riesco a parlarne male, ma in generale il film è un grande pastrocchio.
    Però ci sono affezionato.
    Era il periodo in cui mio fratello guardavamo videocassette a iosa e se non ricordo male questo film lo vidi in sequenza insieme ad un'altra " perla " del calibro di Higlander II.
    Giusto per farci ancora più del male. :-P

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    1. Idem, “Born again” è un capolavoro, mentre “L’uomo senza paura” penso sia la singola storia del cornetto che ho letto più volte in vita mia (storia vera) complici anche i bellissimi disegni di Jr Jr.
      Voglio molto bene anche al suo Batman e a Sin City, ed in parte anche “300”. Ma è innegabile che la sua carriera sia in caduta libera, e lo dico con enorme dispiacere perché ho stimato pochi autori come ho fatto con Miller.

      Beh dai però rispetto ad Higlander II, questo è un pochino meglio dai :-P Una volta di questo mi riguarderò anche quella “Perla” ;-) Cheers!

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  8. Sono totalmente d'accordo con te. Un progetto che cerca di essere tutto e il contrario di tutto allo stesso tempo fallendo miseramente. Un vero peccato perché in molti i pezzi il film riesce ancora ad intrattenere benissimo. Rimane comunque preferibile al temibile terzo capitolo.

    P.S. Sto canticchiando da mezz'ora la sigla del cartone di Robocop:

    "Robo-Robocop
    macchina infernale
    Robo-Robocop
    uomo micidiale
    Robo-Robocop
    poteri sovrumani
    Robocop, sei grande!

    Robo-Robocop
    macchina infernale
    Robo-Robocop
    uomo micidiale..."

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    1. Il temibile terzo capitolo non prova ad essere quello che non è, fallisce in tante cose ma almeno è più dritto come film, questo mi fa irritare perché poteva essere una gran bomba. Eheeh grande! Allora non sono il solo a ricordarla a memoria! :-D Cheers

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  9. Splendido post, hai davvero detto tutto. Pensa che all'epoca vidi il film in cassetta pirata, tanta era la voglia di gustare il nuovo Robocop: non sapevo chi fosse Frank Miller così la profonda delusione che provai la imputai solo al solito sequel sbagliato.
    Poi quando recentemente per il blog mi sono letto tutti i fumetti di Predator, novelization comprese, ho capito la portata del Male in cui Miller ha calato il personaggio: è riuscito a fare quello che neanche l'OCP è riuscita: distruggere Robocop...
    Da notare che cinque mesi dopo esce al cinema "Predator 2", con le strade piene di criminali e un tutore dell'ordine duro come titanio... ma almeno la storia è parecchio più divertente :-P
    A proposito, tratterai anche il fumetti di Miller "Robocop vs Terminator"? Così almeno farai capire ai lettori come Frank si sia accanito sul povero Murphy...

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    1. Grazie mille e non Miller (ah-ah) ;-) Non mi è mai capitato di leggerlo quel fumetto, mi viene da dire per fortuna! :-D
      Bravissimo, “Predator 2” ha un atmosfera che lo fa sembrare uno spin-off della saga di Robocop, lo trovo molto più divertente del vero sequel di Robocop, incredibile ma vero ;-)

      Il Miller di allora era una superstar che si è scottata con Hollywood, il fatto che sia poi pure tornato a fare cinema no eh!? ;-) Cheers

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    2. "“Predator 2” ha un atmosfera che lo fa sembrare uno spin-off della saga di Robocop, lo trovo molto più divertente del vero sequel di Robocop, incredibile ma vero ;-)"

      Già! Mi hai fatto venire in mente quella scena del 3 con i punk criminali vs poliziotti di nuovo scioperanti! XD

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    3. Esatto sono proprio scene cosi a cui pensavo. Cheers!

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  10. Non so perché, ma paragono questa deriva ragazzinesca alla medesima dei film Turtles anni '90.
    Ma appunto, poi subentrò il cartoon, no?
    I film così ibridi possono essere un cult anche nel patetico di alcune sequenze...

    Moz-

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    1. Si esatto, sono state due trafile abbastanza simili, l’unica differenza è che Robocop è nato al cinema a differenza delle Turtles. Dici bene è un ibrido, vuole essere satirico e violento, ma anche per bambini, schizofrenico ;-) Cheers

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    2. "schizofrenico"

      Definizione azzeccata.

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    3. Quello oppure é un film Nuke dipendente ;-) Cheers

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  11. Ti dico solo che Robocop 2 l'ho visto un paio di volte da bambino ma, a differenza del primo capitolo, non mi ricordo proprio niente del film, neanche una scena o una battuta, l'ho completamente rimosso! Leggendo la tua recensione mi viene da dire "per fortuna", a questo punto :D
    Solo un appunto: non sarei così ingeneroso con Miller. Ora non so come siano andate effettivamente le cose, però mi sembra di aver letto che la sua sceneggiatura originale non venne solo modificata, ma addirittura di essa non rimarrebbe quasi nulla (eccetto cose sporadiche messe qua e là). Il fumetto tratto da quella sceneggiatura però l'ho letto e non mi era affatto dispiaciuto, era cattivo al punto giusto pur non essendo certamente un capolavoro.
    Anche i momenti più moralisti che citi non so quanto siano farina del sacco di Miller, non li vedo molto vicini alla sua sensibilità sanguinaria e grottesca :D Voglio dire: è vero che lui vede il mondo in bianco e nero ed è diventato un reazionario con i fiocchi però conoscendolo, se fosse stato per lui anziché essere vittima di una mera ramanzina del tipo "non dovreste essere a scuola?" quei ragazzini sarebbero finiti crivellati di colpi o arrestati malamente da parte di un robocop folle che segue le regole in modo cieco e fanatico! Ma è solo una mia idea, sia chiaro.
    PS Complimenti per i gusti fumettistici :)

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    1. Grazie mille capo! ;-)
      Mi sono rivisto “Robocop 2” da adulto tre anni fa, avevo rimosso un sacco di cose, mentre altre le ricordavo bene, guarda caso avevo rimosso le parti che ancora oggi non sopporto ;-)

      Chiarissimo il tuo punto, lo condivido per buona parte. Basandomi sul fumetto che è stato tratto dalla sceneggiatura di Miller, il finale somiglia davvero molto a quello de “Il ritorno del cavaliere oscuro” con l’eroe che si svincola dalla istituzioni completamente. Però è anche vero che il fumetto è pieno di roba, forse pure troppa, se avesse avuto più esperienza con il cinema, non avrebbe messo così tanta carne al fuoco.

      Il problema di Miller sceneggiatore, è che scrive soggetti come se fossero i suoi fumetti, anche l’orrido “The Spirit” se fosse uscito come la versione di Frank Miller del fumetto di Will Eisner sarebbe stato un omaggio gustoso, al cinema è diventato solo un casino. Poi la svolta iper reazionaria (già insita nel personaggio, ma esplosa nel corso degli anni) lo ha reso una macchietta, “Holy Terror” sembra scritto da uno che vuole fare la parodia di un repubblicano ultra conservatore, con il problema che Miller ci crede sul serio! ;-) Cheers

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    2. Sì, concordo sulla troppa carne al fuoco nel fumetto; in effetti forse Miller sarebbe più adatto a lavorare su delle serie tv, lì avrebbe tempo e spazio per gestire tutte le sue idee. Il problema è che ormai è finita l'ispirazione, ha scritto alcuni dei miei fumetti preferiti e lo ricorderò come un grandissimo autore ma ora non ha più nulla da dire (il suo annunciato fumetto sulle origini di Superman mi terrorizza infatti :D). A questo aggiungi la salute vacillante e il quadro è completo!
      PS Holy Terror lo comprai all'epoca, pensa che in origine doveva essere una storia di Batman! Alla fine - idee reazionarie a parte - la sceneggiatura era dimenticabilissima (poi calcava anche troppo sul grottesco), i disegni però mi piacevano.

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    3. Miller è sempre stato un autore che tende a ripetersi, non lo trovo mai un problema in un autore, ma dici bene, l'ispirazione è terminata, devo ancora leggere il suo ultimo Batman (DK3: Master race) aspetto un edizione magari in volume, ma non mi aspetto molto.

      Si "Holy Terror" era nato come storia di Batman, ma era davvero un'opera basata su un soggetto di poco conto, invece come disegnatore, tanto di cappello, sa ancora il fatto suo, lo stile di Miller è sempre stato unico e bellissimo. Cheers!

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  12. Grazie per la citazione, ma hai ragione tu: la legge di Murphy è molto più azzeccata per questo secondo capitolo, dove tutto ciò che poteva è andato male...

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    1. Doverosa, ci siamo ritrovati a pensarla uguale, non volevo utilizzarla proprio perché lo avevi già fatto tu prima alla grande, però gira e volta non trovato un inizio migliore, quindi ne h approfittato per metterci dentro la citazione, grazie a te! Cheers

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  13. Visto un sacco di volte, ma è passato troppo tempo dall'ultima volta che l'ho visto per dirne male, ai tempi mi piacevano tutti e tre un casino!

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    1. Anche io me li rivedo sempre volentieri, solo che ora noto i difetti, eppure non farei cambio, alla fine ci sono cresciuto e gli voglio bene anche a questo, che è quello strambo della cucciolata ;-) Cheers

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  14. L'antefatto dei sequel quasi mai all'altezza del primo comincia da qui, anche se a questo film ci si è comunque affezionati ;)

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    1. Alla fine gli si vuole bene lo stesso, ma sono molto d’accordo, penso anche io che abbia inaugurato un genere che chiameremo amichevolmente “Figli unici è meglio” ;-) Cheers

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  15. Dovrei rivederlo, che ho ricordi annebbiati... Forse è meglio così XD

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    1. anche io non lo ricordavo molto bene, ma da qualche anno a questa parte finisco a rivederlo spesso, complici anche i passaggi tv ;-) Cheers

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  16. Recensione un po' cattivella, su. Io sono legato a sto film e pure al tre, dipenderà da quello. La scena delle passeggiatrici che accecano a calci è stracult comunque, vale il prezzo del dvd.

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    1. Un po' si lo ammetto, Miller mi fa diventare acido come il latte scaduto ;-) Trovo che il film abbia dei difetti specialmente nella parte centrale, ma l'inizio é ottimo, la scena delle passeggiatrici ad esempio mette in scena la legge della giungla urbana. Poi anche io voglio bene ai seguiti non hai idea di quante volte me lo sono rivisti da bambino ;-) Cheers!

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    2. Eh, eh! Come detto che inquietudine da piccolo! °_O Non pensavo che le donne potessero essere così pericolose. XD Il film che mi ha fatto scoprire "lo sciopero" comunque! XD Oltre al presentarmi il primo personaggio ambiguo, figura che nei film che vedevo all' epoca non compariva mai per forza di cose, che ho conosciuto: la dottoressa! Non capivo se fosse veramente cattiva o meno, ma alla fine per come se la cavava mi faceva antipatia ed avevo la stessa reazione di Lewis XD.
      Non avrà magari la potenza di quella del precedente, ma anche "No Cain! Tu vieni con me!" fa il suo effetto ^^. Sempre trovato un pò banale come Robocop torna in se.
      Il film di PV in generale non l' ho mai trovato esagerato. Questo invece... come già scritto aveva dei dettagli per me quasi da horror!
      Interessante comunque quel periodo in cui i registi preferivano non legarsi alle saghe, ma fare altro. Vedi pure Mctiernan. Altri tempi per vari motivi!

      "Ed invece guardate come è finito, ed il povero Robocop insieme a lui."

      lol Robocop ridotto così! Altra scena che m' inquietava. XD

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    3. Quando boccheggia mi fa sempre effetto, hai ragione prima molti registi dopo un film cambiavano aria, ora invece prima arriva il "Brand" poi si cerca qualcuno per dirigerlo. Cheers!

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