Se ho un debole
per i film ambientati su Marte, devo ringraziare un
certo titolo di Carpenter, ma soprattutto il film di oggi,
protagonista della rubrica… Sollevate un Paul Verhoeven!
Nel 1990 Paul
Verhoeven è cinematograficamente onnipotente,
Robocop è un enorme successo tanto che l’Olandese può permettersi
di passare il secondo capitolo a Irvin Kershner per dedicarsi ad altro ed è
proprio Arnold Schwarzenegger che non era (fisicamente!) riuscito ad entrare
dentro l’armatura di Robocop a volere Paul per il suo prossimo film, “Atto di
forza”, italica traduzione che suona fighissima per un film di Arnoldone, ma
che con l’originale “Total Recall” non ha davvero
nulla da spartire.
Da ormai diversi
anni, Dino De Laurentiis deteneva i diritti del racconto originale di Philip K.
Dick “Ricordiamo per voi”, che fa giusto da canovaccio per questo film, il
mitico produttore aveva già tentato di portare la storia al cinema svariate volte, con Patrick Swayze come protagonista. Ma gli anni passano, i rimaneggiamenti
dello script si accumulano (si vocifera addirittura di quaranta riscritture!) e
questo spiega perché gli sceneggiatori accreditati sono ben quattro: Ronald
Shusett, Jon Povill, Gary Goldman e anche il leggendario Dan O'Bannon.
Per raccogliere
fondi per il film De Laurentiis e Schwarzenegger sfornano Codice Magnum che, però, al botteghino raccoglie risate e
contribuisce a far finire a zampe all’aria la casa di produzione di Dinone,
quindi i diritti passano alla Carolco (quella di Terminator) motivo per cui finalmente Schwarzenegger e Verhoeven
finiscono a lavorare insieme. Il più grande (in tutti i sensi) divo
cinematografico, spalla a spalla con il regista più caldo del momento, le porte
di Hollywood sono spalancate, i tappeti rossi tutti stesi e Verhoeven come un
guastatore dietro le linee nemiche ha l’occasione per fare quello che vuole,
infatti, è proprio quello che fa!
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"Hey Paul, com'era quella storia della chiappe su Marte?", "Non ti distrarre, finisci il panino che sei sciupato". |
La trama di
partenza è piuttosto semplice: l’operaio edile Douglas "Doug" Quaid (Arnoldone
nostro) sogna sempre e solo Marte, beh sogna anche una bella mora non meglio
identificata (Rachel Ticotin), ma per lui il pianeta Rosso è un'ossessione.
Malgrado gli avvertimenti della bella mogliettina Lori (Sharon Stone) Doug non
cambia idea e non avendo i soldi necessari per una vera vacanza su Marte, va
negli uffici della Recall, azienda che offre attraverso dei sicurissimi
impianti sparati dritti nel cervello, i ricordi di una vacanza senza intoppi, come
brutto tempo o tassisti disonesti. Per aggiungere un po’ di guacamole, Doug fa
il “Madornale errore” (
Cit.) di
fidarsi di un commerciale, accetta l’opzione del ricordo di una vacanza marziana passata non come operaio edile, ma come super agente segreto al centro
di una cospirazione sul pianeta Rosso.
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Ronny Cox il bastardo incravattato che amiamo odiare. |
Sfiga! Non fa
nemmeno in tempo a sottoporsi all’innesto (oppure sì?) che inizia ad urlare che
la sua copertura è saltata, che LORO lo hanno scoperto e di non chiamarsi
nemmeno Doug Quaid. Qualcuno aveva già cancellato la sua memoria e gli uomini
del cattivissimo Cohaagen (
Ronny Cox nuovamente nei panni del bastardone) sono
già sulle sue tracce. Qui inizia un film d’azione dal ritmo INDIAVOLATO, 109
minuti in cui non si tira il fiato mai e non per colpa dell’embargo
dell’ossigeno imposto da Cohaagen, ma per via della straordinaria regia di
Verhoeven, che da giocoliere dei generi padroneggia alla grande anche il film
d’azione fantascientifico.
Gerard, lo
scrittore protagonista del film Il quarto uomo, mentiva della realtà, un discorso che Verhoeven porta avanti anche
qui, il nostro Polveròn sa che l’unico modo di rispettare la realtà del film è
tradirla, quindi fin da subito instilla negli spettatori il dubbio. La premessa,
infatti, sembra fin troppo sbagliata, dai andiamo, Arnold Schwarzenegger che fa
il mite operaio edile? I suoi muscoli si vedono una sola volta nel film,
proprio mentre sta lavorando, dettaglio che all’uscita del film fece discutere,
perché non tutti i personaggi di Swarzy hanno sempre avuto la propensione ad
essere proprio vestitissimi.
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Arnold al lavoro per aprire il coperchio della Bara Volante. |
Fa davvero strano
vedere un super uomo come
John Matrix
alle prese con un lavoro normale e il sogno di una vacanza con cui evadere
dalla realtà, ma poi evadere perché? Se tutte le mattine ti svegli e nell’altra
metà del letto trovi Sharon Stone da cos’è esattamente che devi scappare Doug?
Nei primi minuti sembra quasi di trovarsi davanti ad Arnold Schwarzenegger che
improvvisamente si ricorda di essere Arnold Schwarzenegger e inizia a fare cose
alla Schwarzenegger, tipo ammazzare i cattivi e salvare il mondo, ecco.
Serve che vi dica
che Sharon Pietra è stata scelta da Verhoeven in persona? La Stone non era
ancora LA DIVA degli anni ’90 che sarebbe diventata di lì a poco, proprio
grazie all’Olandese (con un film che sarà a breve su questi schermi), aveva
giusto posato per Playboy e fatto ore di esercizio fisico per la parte, infatti
qui mena come un fabbro in maniera credibile. Anche in questo film, la figura
della biondona Verhoevenian che porta lo scompiglio nella vita del protagonista
è davvero molto ben rappresentata.
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"Fa caldo qui dentro o lo sento solo io?" (Cit.) |
Oltre ad essere
uno straordinario film d’azione pieno di sparatorie, violenza e sangue senza
mai tirar via la mano, “Atto di forza” è un omaggio alla potenza dei sogni, ma
sotto tutti i mutanti e le deformazioni fisiche il film è anche una riflessione
forte sulla tecnologia e sul mettere in dubbio un caposaldo del cinema
fantastico, la sospensione dell’incredulità. Ecco perché “Atto di forza” non
invecchia e risulta ancora attualissimo, un quitale di iconografia che si
merita di far parte del club dei Classidy!
Mi è chiaro
perché questo film ha sempre avuto così tanta presa su di me, alla fine è la
perfetta e violentissima messa in scena di una fantasia adolescenziale, tutti
vorrebbero essere l’eroe che salva il mondo, pensate che ancora oggi quando
entro in metropolitana, la prima cosa a cui penso è proprio “Atto di forza”
(storia vera) e questo vi dice anche dei miei problemi mentali.
In questo sogno
escapista con uno dei più grandi eroi dell’azione di sempre come protagonista,
non manca nemmeno la componente politica e di critica sociale che ha sempre
caratterizzato tutti i film di Verhoeven. Come in Robocop, il personaggio di Ronny Cox ci ricorda di non fidarci
degli “Incravattati” che guidano le grandi aziende, ma in senso più generale “Total
Recall” è un film dalla parte dei poveracci come poteva esserlo Kitty Tippel, la differenza tra la
popolazione Marziana lasciata a secco di ossigeno dal cattivissimo Cohaagen è
un metaforone chiarissimo che Verhoeven sottolinea inquadrando i pesci rossi
boccheggianti fuori dalla loro boccia, per poi staccare sugli abitanti di
Venusville nella stessa identica condizione.
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"C'è vita su marte?" , "Si un po' il sabato sera se Cohaagen non toglie l'aria". |
A dirla tutta, il film ha
parecchi punti in comune con
Essi Vivono
di John Carpenter.
Pensateci:
entrambi hanno un palestrato protagonista in camicia a quadri (per
sottolineare la sua appartenenza alla classe operaia), in tutti e due i film l’eroe
dovrà combattere per cambiare lo status quo e portare la libertà, cercando di
difendersi dai tradimenti di una bionda dagli occhioni azzurri. Insomma, anche
con i soldi di Hollywood, Verhoeven continua a mettere alla berlina la società,
ma senza moralizzare, intrattenendo con frecciate chiare: dai, gente la trama si
svolge tutta su Marte, il pianeta ROSSO, con l’ossigeno al posto dei soldi, più
chiaro di così non si può no?
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"I'll be back here to chew bubblegum and kick ass" (doppia cit.). |
Succede spesso
leggendo di cinema in rete, di inciampare nel solito pezzo in cui qualcuno
prende un film famoso e decide di “spiegarlo” quasi sempre con la solita
soluzione, ovvero era tutto un sogno del protagonista (vi lascio il tempo per
pensare a quante volte vi è accaduto), ecco “Atto di forza” è uno dei pochi
film che potrebbe davvero risolversi così. Dopo il climax la frase finale suona
beffarda (“Se fosse davvero un sogno?”, “Allora sbrigati a baciarmi”) quasi una
secchiata di acqua gelida che costringe lo spettatore a mettere in dubbio tutto
quello che ha appena visto. Per assurdo, i titoli di coda arrivano a salvarci da
una scena finale che potrebbe mostrare Doug lobotomizzato e legato alla sedia
della Recall. Doug esiste? E’ mai stato su Marte? Oppure, ha fatto la stessa
fine di un personaggio di Terry Gilliam in un suo certo film piuttosto bellino con il titolo di un paese del sud america?
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"Questo è davvero il lieto fine?" , "No è un fondale che rappresenta Marte". |
Verhoeven non
risponde, ma in questa zona grigia di ambiguità il nostro agisce per mettere in
dubbio il modo in cui la tecnologia possa influenzare la realtà delle immagini
del film, in questo senso “Atto di forza” si muove quasi negli stessi territori
di film come
Videodrome ed
eXistenZ, non è un caso se proprio
David Cronenberg sia stato a lungo un candidato per dirigere il film (storia vera), ma
il film di Verhoeven mostra molti più muscoli, con un occhio di riguardo ai
gusti del pubblico, il buon Paul alza di parecchio l’asticella del mostrabile
nei blockbuster, affidandosi ancora a quella carne e a quel sangue (
Flesh + Blood) che è la base del suo
cinema.
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"Andava benissimo Arnold, però adesso se me la puoi rifare tanto così più violenta ok?". |
Se Verhoeven
tiene sul palmo di una mano i personaggi femminili, quelli maschili li ha
sempre mostrati come deboli e vittime delle loro stesse pulsioni, nella fase
americana della sua carriera non cambia certo registro, mettendo solo più
enfasi sulla distruzione del corpo dell’eroe, dopo il martirio di
Alex Murphy, Verhoeven si diverte a
giocare anche con Schwarzenegger, ho tenuto il colpo, il nostro si becca tre
botte sui maroni clamorose nel corso di tutto il film, in compenso Verhoeven è
impietoso nei primi piani sul suo volto deformato dalle urla di dolore, con la
scusa di attenuare il segnale della sonda, Schwarzenegger si ritrova con un
asciugamano bagnato in testa tipo casalinga di Voghera che ha appena fatto la
tinta.
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"Prova a fare mezza battuta Cassidy e giuro che ti ammazzo per primo". |
Ma Verhoeven non
si limita a questo, quando è il momento di estrarlo (dal naso) questo
segnalatore, con l’aiuto dei fighissimi effetti speciali creati dal mitico Rob
Bottin, deforma il suo volto in maniera impossibile, come se Arnold fosse un
cartone animato, un Willy Coyote iper violento.
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Il miglior modo al mondo per spiegare ai bambini di non mettersi le dita nel naso. |
L’ultima fase
della trasformazione è proprio rendere Doug una corpulenta signora con un
travestimento esplosivo (“Attenti arriva una sorpresa!”) con cui il nostro deve
attraversare la dogana Marziana, tutte trasformazioni che Rob Bottin gestisce
con maestria anche un po’ fregandosene della fattibilità in un mondo reale, ma
il risultato è incredibilmente fisico, invecchiato benissimo e soprattutto
mitico!
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Orgogliosa e fighissima vecchia scuola! |
Nell’ottica
dell’esagerare portando la violenza e l’azione a livelli esasperati da cartone
animato, Verhoeven sa benissimo che se il tuo protagonista si chiama Arnold
Schwarzenegger allora il pubblico accetterà che lui sia in grado di scaraventare
via i suoi nemici con un gesto di bicipiti, oppure che possa sradicare i
braccioli della “Poltrona” della Recall a cui viene legato solo muovendo
il braccio. Ribadisco: Schwarzenegger che fa cose alla Schwarzenegger, insomma
il meglio del cinema!
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Come quando ti sdrai sulla poltrona del dentista e quello ti dice "Si rilassi". |
Verhoeven ha sempre
cambiato genere cinematografico senza mai perdere un colpo, proprio perché da
navigato professionista sa bene quando può concedere al pubblico quello che
desidera, “Atto di forza” è l’occasione perfetta per esagerare. Verhoeven sa
che tra la bionda e la mora del film, al loro primo incontro devono esibirsi
nel più classico dei “Catfight”, ma sa anche che cosa serve mostrare una
prostituta marziana con due seni, quando puoi
averne una tripopputa!
Le prostitute del
bordello di Venusville occupano pochissimi minuti di film, ma Verhoeven le
mostra subito con occhio quasi amorevole, parafrasando il titolo del suo film
d’esordio, sembra di stare guardando “Gli strani amori di quelle signore
(Marziane)”, ma tra le tante trovate visive mitiche sfornate da questo film e
dal make-up di Rob Bottin, a fare breccia nei basici cervelli di noi
maschietti, oltre alla violenza, c’è sicuramente la prostituta con tre poppe, fate
pure un sondaggio, voi dite “Atto di forza” e vi sentirete rispondere in coro:
«La tizia con tre tette!».
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Non fate i finti tonti, è la scena che aspettate di vedere fin dai titoli di testa. |
La violenza
sta ad un altro livello, non c’è un singolo sgherro che non venga fatto fuori
con secchiate di sangue, braccia mozzate, colpi mortali al collo, in un
tripudio di violenza da far svenire i film moderni e che non guarda in faccia nessuno,
nemmeno i passanti usati da Doug come scudi umani, come durante la scena della
scala mobile in metropolitano. Me lo sono sempre chiesto: quel poveretto era
già morto crivellato dai colpi del cattivissimo
Michael Ironside e dei suoi
tirapiedi, tanto che per Doug non è più un problema utilizzare la sua carne
morta per difendersi, oppure era ancora vivo quando si è trovato a parare i
colpi all’eroe del film? Dalla scena è impossibile capirlo, ma sta di fatto che
una violenza così in un blockbuster è ormai stata dichiarata non gradita dalla
ben pensante Hollywood.
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Han Michael shot first? Oppure no, chi lo sa. |
Ma questo,
volutamente esagerato, modo di mostrare la violenza, purtroppo non è l’unica
buona abitudine cinematografica che “Total Recall” incarna e che, purtroppo, è andata
persa, questo film è anche uno degli ultimi film ad alto budget della storia
del cinema, ad essere stato realizzato quasi interamente senza l’utilizzo della
computer grafica, proprio per questo gli effetti speciali vecchia scuola come
modellini, trucchi prostetici ed animatronici fanno sì che “Atto di forza” sia
invecchiato così bene.
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La mia reazione quando mi parlando del remake di questo film. |
Sono sempre stato
un bambino con gusti macabri, ma ho sempre trovato affascinanti e gustosamente
schifose tutte le trovate che ci sono nel film, dai volti orrendamente
deformati dall’assenza di ossigeno (che qualcuno ha fatto assorgere ad
avatar personale) per passare e Benny
con il suo braccio da insetto, la maschera delle donnona esplosiva, la già
citata tripopputa, ma il top forse resta il capo dei ribelli Kuato, a metà tra
un gemello siamese e una massa tumorale, la cui identità a sorpresa, è la
miglior rivelazione sulla bassa e raggrinzita statura di un personaggio
influente della trama, dai tempi dell’esordio del Maestro Yoda ne
L’Impero colpisce ancora, tutto roba per
cui Rob Bottin ha davvero meritato il premio Oscar vinto nel 1991. Pensare che
sul set di Robocop, l’uomo con il nome più bello del mondo era arrivato a
litigare furiosamente con Verhoeven colpevole secondo di lui inquadrare a luce
piena la corazza di Robocop (storia vera), che volete che sia dopo le liti con
Rob Houwer, Verhoeven non è certo uno
che se la lega al dito per certi screzi.
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Kuato da il cinque ai lettori della Bara Volante. |
“Atto di forza” è
ancora un film spettacolare, estremamente coinvolgente che ogni volta mi
riguardo con piacere divertendomi a ripetere tormentoni come “Porta le chiappe
su Marte, porta le chiappe su Marte”, un film figlio di un’Era in cui fare un
blockbuster non voleva per forza dire fare un film tutto estetica e zero
sostanza, come dire il remake del 2012? Non so di cosa state parlando, non
ricordo, sono stato alla Recall di recente sapete, quella roba Recall le
memorie di tutta una vitaaaaa, ecco quella.
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Da una vita aspetto il momento di potermi lasciare un messaggio come questo (storia vera). |
Ma la conquista
degli Stati Uniti d’America da parte del nostro regista olandese preferito non
è ancora terminata, Polveròn con due film uno in fila all’altro ha ridefinito
per sempre i canoni del cinema d’azione fantascientifico, a questo punto è
pronto nuovamente a cambiare genere cinematografico e a sollevare un polverone
ancora più grosso su Hollywood.
Ci vediamo sempre qui, tra sette giorni, vi
prego ricordate di indossare le mutande almeno voi!
ho visto robocop 50 volte .
RispondiEliminaho visto total recall 60 volte .
ho visto basic instinct 2 volte.
ho visto showgirls 1 volta.
ho visto strship troopers 20 volte.
ho visto l'uomo invisibile una volta.
ho visto black book una volta.
grazie
rdm
Siamo parecchio allineati, forse per me sono 60 Robocop e 50 Atto di Forza ma siamo comunque lì ;-) Grazie a te! Cheers
EliminaUno dei miei film preferiti di sempre, oserei dire nella top five!
RispondiEliminaIl remake non esiste, il remake non esiste, il remake non esiste...
Quale remake? ma va è solo una leggenda urbana messa in giro dai ribelli marziani ;-)
EliminaDecisamente da top five, il bello che non invecchia, i suoi effetti speciali funzionano perché sono orgogliosa vecchia scuola, ma è il tema di base a mantenere attuale il film. Cheers!
Non avevo mai pensato a un parallelo tra 'Atto di forza' ed 'Essi vivono'...comunque questo è il miglior Schwarzy, vero? Come sottolinei tu, certe espressioni deformate sono veramente fantastiche!
RispondiEliminaE' il miglior film di PV assieme a l'amore e il sangue, azzerderei di dire. Che ne pensi?
Ammetto di essere leggerissimamente impallinato di Carpenter, si è notato? ;-) Pensa che secondo me anche “L’Implacabile” ha dei punti in comune con “Essi vivono”, ma qui sono davvero marcati, sono entrambi film che fanno critica sociale usando il cinema di genere. Arnold magnifico, senza di lui, il suo copraccione e la sua auto ironia, questo film non avrebbe mai potuto esistere.
EliminaUno dei migliori, ci metterei anche “Robocop” e magari “Spetters” tra quelli della sua fase olandese. Cheers!
Il mio film di fantascienza preferito, uno dei miei preferiti in assoluto.
RispondiEliminaInteressanti gli aneddoti sui diritti (non sapevo li avesse De Laurentis) e sulla sceneggiatura.
Sono ben più di 10 anni che ho preso un'edizione speciale a due dischi in DVD col DTS ma non l'ho ancora visto perché non ho l'home theatre.
Non avevo notato la somiglianza con Essi Vivono!
Mi ha fatto innamorare di Sharon Stone (anche se amavo più Kim Basinger in quegli anni).
Della tizia con 3 tette non ho mai capito quale fosse quella finta... se è quella in mezzo la un bel po' distanti l'una dall'altra.
Il remake non esiste! Io già li odio a prescindere ma questo non si dovevano azzardare a farlo, mortacci loro!
Dinone De Laurentis è l’uomo dietro a tanti film che abbiamo amato, per questo gli voglio bene ;-) Posso dire che ho trovato Sharon Pietra più sensuale qui che in “Basic Instinct”? Forse non sono il solo, cercando immagini su google del film per farcire questo post, mi uscivano praticamente solo sue foto (storia vera).
EliminaEheh bisognerebbe verificare, ma finiremmo tutti come Benny a lamentarci di avere solamente due mani ;-) Re… Remake? No no l’azienda da cui va Doug si chiama Recall, non Remake :-P Cheers
Qui è più delicata, lì è più troione... la preferisco decisamente qui!
EliminaMa non era Rekall con la kappa? Dico l'azienda, non il titolo originale.
Si hai ragione, avrei dovuto scrivere "Rekall" come l'azienda nel film, la mia caSSata di prima avrebbe anche suonato meglio ;-) Per carità è bellissima anche lì, ma qui riesce ad essere sensuale mostrando il minimo possibile di pelle. Cheers!
EliminaChe film mi hai tirato fuori mamma mia! E il bello è che ieri facevano pure COMMANDO Su Rete 4, altro capolavoro del nostro Arnold! :D Ma secondo te la molletta sullo sfondo alla fine Verhoeven l'ha lasciata apposta? Io penso proprio di si. Ricordo anche che da Kauto nasce l'immortale capolavoro dance degli Usura Open your mind! :D
RispondiEliminaSi ho visto, prova a dire chi ne ha rivisto un buon pezzo ieri sera? ;-) La molletta del fondale è una bella questione che non sono riuscito ad inserire nel post che era già piuttosto lungo. Non credo fosse un problema di mascherini, probabilmente uno svarione del reparto effetti speciali, di quando i fondali erano dipinti e non fatti con lo schermo verde, eppure è un colpo di genio secondo me, quasi un indizio a ricordarci della grande finzione, lo ha fatto apposta? Non lo ha fatto apposta? Anche la molletta non è risolutiva, l’ennesimo mistero di questo viaggio vero o finto su Marte.
EliminaMi manca quel pezzo, vado ad informarmi, grazie per la dritta! Cheers
Ormai il mio avatar è una reinterpretazione artistica dell'urlo di Schwarzy, però è nato tutto da lì, usato come reazione ad alcune atrocità di cui parlavo
RispondiEliminaLo so lo so, ma non potevo mica esimermi dal non farlo notare, i volti deformati di “Total Recall” sono iconografia pura. Anzi penso che uno dei primi pezzi che ho letto su Doppiaggi Italioti prevedesse proprio la tua reazione ormai diventata avatar ;-) Cheers
EliminaÈ un'icona impressa col fuoco nelle nostre menti. Non andrà mai via
EliminaDa bambino mi affascinava perché molte delle trovate del film, volti deformati compresi, sono all’limite dell’horror, ho sempre avuto gusti strani per quello è da sempre uno dei miei preferiti questo film.
EliminaGià! Soprattutto la scena finale... XD devo dire che vedendolo da piccolo non rimasi inorridito. XD L' unica cosa che mi lasciò perplesso fu la ragazza con tre seni! °_O XD
EliminaEhehe in ogni modo quella scena é entrata nella memoria collettiva ;-) Cheers
EliminaAnche la mia vita ricalca la stilistica di Paul, difatti una biondona mi sconvolge sempre la vita! Ahaha...
RispondiEliminaCmq nulla da dire in più su quello che hai datto questo filn sarà sempre fresco anche tra 50 anni...
Sei Verhoeveniano fino al midollo, hai fatto tua la sua poetica :-P Avrà pure la molletta reggi fondale, ma il tema di fondo è freschissimo, ancora attuale, e poi ha un ritmo indiavolato questo film, davvero invidiabile ;-) Cheers!
EliminaNon mi aspettavo di meno: recensione splendida! ^_^
RispondiEliminaPensa che ho avuto l'onore di vedere al cinema questo film, appena arrivò nel mio quartiere. E non era ancora il tempo dei multi-sala: l'ho visto su uno schermo grande quanto un palazzo! Che emozione...
Anche se la storia è manomessa, di sicuro aleggia lo spirito di Dick, con il suo continuo interrogarsi su cosa sia la realtà e il sogno, e se ciò che stiamo vivendo sia vero.
Pensa che sin dagli anni Novanta gira la notizia di un errore, un blooper del film: nella scena finale Arnie si interroga della realtà di quanto ha vissuto... e l'inquadratura troppo larga mostra che il paesaggio marziano è solo una parete dipinta! Dicono sia un errore di inquadratura... per me invece è voluto: mentre il protagonista si chiede se sia tutto vero, Verhoeven ci mostra che la domanda stessa è finta :-P
Non sapevo di questa leggenda. Mi piacerebbe vederlo prima di crederci. Sarà forse che hanno visto la versione "open matte" in VHS 4:3 dove mancano i mascherini neri che invece dovrebbero coprire cose come i binari su cui scorre la cinepresa (visibili difatti nella scena del Johnny Cab) e microfoni dall'alto?
EliminaTi ringrazio Lucius gentilissimo! ;-) Davvero dici bene Dick aleggia, chissà che spettacolo vedere questo film su uno schermo gigante, poi alla sua uscita, senza sapere nulla in anteprima sulle svolte della trama ;-) Sono un noto rompiballe, ma di solito non guardo troppo i "Bloopers" dei film, non gli do tutto questo peso ecco. La storia delle molletta del fondale la ricordo, in questo contesto perde ma anche acquista di significato, chi l'ha criticata ha capito davvero il film? Continuare ad interrogarsi anche dopo la visione, Dick e Verhoeven hanno vinto tutto ;-) Cheers
EliminaAnche io ho sempre pensato ad un problema di mascherini, quando si vedono i microfoni di solito il problema è quello. Cheers!
EliminaAll'epoca "CIAK" aveva una rubrica fissa mensile sugli errori nei film e lì scoprii questa cosa: rividi il film e in effetti c'era davvero, nel finale, quell'errore che invece poteva essere voluto. Però non ricordo che versione del film ho visto. Controllerò ;-)
EliminaIo ricordo che una rubrica del genere la aveva anche "Striscia la notizia", considerando che non guardo quel programma da tipo vent'anni i tempi coincidono. Quando sento parlare della molletta-reggi-fondale, me la ricordo con la voce di Ezio Greggio in sottofondo. Chissà cosa avrebbe detto Verhoeven di tutto questo :-P Cheers!
EliminaFino a quel periodo molti sfondi erano fondali dipinti però come si sa. Magari c' hanno fatto una teoria per il significato del film, però non era intenzione. XD
EliminaPerò certe teorie se funzionano e non sono solamente il frutto delle elucubrazioni dei fan, a me non dispiacciono, anche se sono rare. Cheers
EliminaAha, quello si! ^^
Eliminamitico questo film, sono anni che non lo rivedo, mi piacerebbe farlo un giorno di questi xD
RispondiEliminaConsigliatissimo, se te lo ricordi bello, così lo ritroverai, un film fresco nei temi invecchiato alla grande ;-) Cheers!
EliminaDecisamente, condivido :)
Eliminaadesso aspetto solo di leggere il tuo pezzo sul film ;-) Cheers
EliminaIn effetti qualche anno fa l' ho rivisto dopo anni e l' ho trovato davvero riflessivo ed intenso oltre ad annoiare mai. Film davvero affascinante! ^^ Poi avere come villain Ronny Cox e Michael Ironside... XD
Eliminail finale di "Inception" mi ha ricordato quello di questo! Solo che nel caso del film del 2010 mi ha fatto irritare trovandolo una cosa per far fumare oltremodo il cervello degli spettatori mentre nel caso della pellicola del 90 mi è sembrato davvero in linea ed appagante! XD
A proposito del film di Nolan, paradossalmente ora come ora è una delle ultime grandi produzioni d' autore con star protagonista! Quello che ai tempi di ADF era un pò la norma! °_O XD
Non credo ci siano due registi più opposti come approccio di Nolan e Verhoeven, almeno per i miei gusti, uno sottolinea con il pennarellone l'altro comunica ;-) Cheers
EliminaBellissimo film, anche se la scena delle tre tette ce l'hai fatta sudare. :-P
RispondiEliminaScherzi a parte, spettacolo visivo e d'azione quasi senza uguali, senza contare la presenza della Stone che rendeva di pietra qualcos'altro. :-)
Il suolo Marziano? ;-) Scherzi a parte la prostituta tripopputa é "Total Recall" tanto quanto tutto il resto iconopoppegrafica ;-) Cheers!
EliminaParadossalmente però secondo me per anni ha un pò contribuito a sminuire il film agli occhi dei più scettici.
EliminaDici? Penso che abbia fatto peggio la fama del suo sottovalutato regista. Cheers
EliminaMi inchino all'opera del maestro! Intendo la recensione di Cassidy ovviamente, ma anche questo filmetto non è male, ho la sensazione che attore protagonista e regista possano diventare qualcuno nel mestiere :D
RispondiEliminaMa che maestro dai, prendo in prestito la frase di Lucius: Sono un nano sulle spalle dei Verhoeven e degli Schwarzenegger giganti, due ragazzi che faranno strada ;-) Cheers
EliminaUn altro tassello della mia infanzia, grazie... lacrime lacrime lacrime
RispondiEliminaGrazie a te, non sono lacrime, ti sudano le palpebre, ricorda, sono palpebre che sudano ;-) Cheers
EliminaAdoro abbastanza questo film,dall'inizio alla fine. E adoro i film ambientati su Marte... Poi hanno anche deciso di farci un remake in cui il protagonista non va su Marte..
RispondiEliminaAd un mio collega che sostenava che il remake fosse un bel film ho calato proprio questa carta, come fai a fare "Total Recall" senza Marte? Come fare King Kong senza la scimmia. Ma non ricordo altro, i ragazzi della Rekall hanno fatto un ottimo lavoro ;-) Cheers
EliminaUn cult pazzesco!
RispondiEliminaPenso sia la miglior interpretazione si Swarzy in assoluto.
Siamo decisamente da quelle parti, nella stratosfera ;-) Cheers!
EliminaFilmone totale. Un cult assoluto per gli ultra-trentenni che mixa la giusta dose di violenza, di azione, testosterone e belle donne. Un metaforone (aria/soldi) che si auto-frulla con il dubbio sogno/realtà dando vita ad una succosissima pellicoa. Pane per l'olandesone che ci aggiunge le solite donne toste (la Stone al top assoluto che prima fa ginnastica e poi mena Shwarzy è qualcosa di illegale!) e la solita carne torturata e martoriata (il naso di Quaid, Kuato ma anche una serie di morti ammazzatti crivellati dai proiettili ben messi in primo piano). Visto, rivisto e stravisto.
RispondiEliminaPer me, questa pellicola è il massimo della carriera di Verhoeven. Se dovessi indicare una-pellicola-una del regista, indicherei questa. Più ancora di RoboCop. Sorry Cassidy...
Vorrei che la gente prima guardasse questo "Total Recall" e poi guardasse subito dopo quello rifatto nel 2012. Così, giusto per far capire l'inutilità di fare remake. Una specie di monito.
E adesso sotto con la tripletta che aspettavo! Sono curioso di vedere come te la cavi tra 15 giorni con il film del '95 (che vidi al cinema...).
Total Filmon ;-) Lo hai riassunto alla grandissima, un pezzo di cuore!
EliminaBeh mai siamo lì non mi offendo per nulla figurati, Robocop e questo sono due film irripetibili, tanto che quando ci hanno provato a ripeterli, hanno raccolto risate, dimostrando l’unicità di Verhoeven.
Come Jack Burton, sono nato pronto, i commenti dei film del ’92 e quello del ’95 sono già pronti, mi aspetto le mazzate da tutti i lati, perché qualche casino lo avrò fatto di sicuro, poi in questo clima così rilassato (le notizie sulle accuse di molestia fioccano e fanno discutere) io arrivo con questa doppietta, se non me la gioco difficile non sono felice! ;-) Cheers
Ho già detto che certi film di Verhoeven mi han causato deliziosi incubi da piccolo vero? :P Altro filmone.
RispondiEliminaAltro mio incubo è il secondo Robocop, di cui guarda caso ho trovato a "sedere" l'adattamento a fumetti in l.o ad un mercatino. Ti aspetto al varco su quell'altro incubo cyberpunk.
Verhoeven ha questa capacità di andare sotto pelle, ti capisco in pieno, vedere “Atto di Forza” da bambini era una figata anche perché era pieno di trovate all’limite dell’horror che me lo hanno sempre fatto adorare ;-)
EliminaArriverà anche quello a breve anzi, il commento è già pronto, con tanto di porzione dedicata al fumetto. Cheers!
"era una figata anche perché era pieno di trovate all’limite dell’horror che me lo hanno sempre fatto adorare ;-)"
EliminaGià! XD A me colpì soprattutto quella del tassista oltre al finale dei corpi che si gonfiano. Ma lo shock maggiore penso me lo procurò il colpo di scena sul protagonista! °_O XD
Sto vedendo or ora il film su IRIS (speravo in un'edizione da pellicola italiana ma purtroppo è originale, con un orribile titolo italiano scritto a mano!)
RispondiEliminaMa sai che non ricordavo ci fossero i televisori in metropolitana? Visto che oggi sono in tutte le metro, aggiungerei questa chicca a tutto ciò che Verhoeven ha anticipato! ^_^
Ma come il titolo scritto a mano che roba pezzente! Con scrivevo nel post ogni volta che vado in metro mi viene in mente questo film, bravissimo a sottolineare il dettaglio dei televisori, davvero Verhoeven aveva un occhio rivolto al futuro come solo i grandi registi possono avere, il prossimo passo saranno i taxisti robot? Considerando il bordello venuto fuori per Uber ci sarà da ridere ;-) Cheers
EliminaIl vero passo successivo... sono le tre tette!!! :-D
EliminaChe poi è il grande sogno di tutti noi maschietti, solo che poi avremmo lo stesso problema sollevato da Benny, troppe poche mani! ;-) Cheers
EliminaAh, però!
Elimina"un film figlio di un’Era in cui fare un blockbuster non voleva per forza dire fare un film tutto estetica e zero sostanza"
Felice di averla vissuta! XD Uno "strano" periodo in cui un ex-culturista interpretava film di genere d' autore! XD
Ricordo il gioco per il Nintendo che aveva un mio amico. Il mio quadro preferito era quello con la visuale del metal detector o che roba era. Anche se di contorno, anche la scena degli "scheletri" è diventata iconica. ^^ Ingiustamente non ricordato quanto "Blade runner"!
Io avevo il gioco su Amiga ma era un casino come giocabilità! Cheers
EliminaPer darti un'idea del "lavoro coi fiocchi" che IRIS ha compiuto con il titolo del film, ecco il risultato...
RispondiEliminaIl resto era in inglese suppongo(?)
EliminaPer altro nemmeno con i colori giusti, i titoli originali sono in rosso e bianco, quel nero non ha proprio cittadinanza. Cheers
EliminaUn lavoro terrificante di copia e incolla sulla "scia" del nome di Arnie...
EliminaPer Evit: sì, purtroppo il film è tutto completamente in inglese. Sono giorni per bazzico IRIS (per registrare un paio di Van Damme d'annata) e ho scoperto che la rete manda in pratica solo film con titolazione originale a cui sovrappone orripilanti e mostruosi titoli italiani appiccicati nel peggior modo possibile. Sarebbe da farci una rubrica apposita :-D
Film fantastico e recensione fantastica! Molto approfondita e completa. Ho apprezzato tantissimo i riferimenti al maestro John Carpenter e mi hai fatto fare anche un po' di risate qua e là, per esempio menzionando il remake...!. Grazie! Nel mio piccolo, anche io ho scritto qualcosa su questo film meraviglioso, se hai voglia:
RispondiEliminahttps://vengonofuoridallefottutepareti.wordpress.com/2018/06/08/total-recall-esagerato-e-intelligente/
Visto, letto e commentato, grazie per averlo condiviso, Paul Verhoeven è un regista sottovalutato, sono molto contento che il pezzo ti sia piaciuto ;-) Cheers!
EliminaCome sai da mesi sto traducendo vecchie interviste del 1979, e posso anche anticipartene il motivo: l'anno prossimo, quarantennale di "ALIEN", l'Etrusco se ne uscirà con la storia del film come nessuno l'ha mai raccontata :-P
RispondiEliminaInsomma, traducendo una delle tante interviste in cui Dan O'Bannon si lamenta dei mille problemi della lavorazione, il giornalista gli chiede dei progetti futuri e lui dice vuole rilassarsi con una roba calma e tranquilla, liscia come l'olio, grazie ad un soggetto che l'amico e collaboratore Ronald Shusett ha acquistato: "Total Recall"... povero Dan :-D
Questo che ti ho detto risale all'autunno 1979. Nell'estate del 1980 un altro giornalista, per un'altra rivista, va ad intervistare John Carpenter in merito al suo "La Cosa" e gli chiede dei progetti futuri: ah, un'ideona che il mio amico Dan mi ha passato, un film facile facile: "Total Recall!" Ovviamente il Maestro è molto più lungimirante del povero Dan, quindi lancia una previsione perfetta: costerà un sacco di soldi, perciò non so quando sarà fatto. Infatti mancava almeno un decennio di rinvii e guai vari :-P
Non è colpa di Total Recall, ho scoperto che tutti gli amici di Carpenter finiscono male, è come se il Maestro attirasse a sé il meglio e chi lo circonda prende il peggio. Quindi il povero Dan non aveva scelta: toccando quel racconto di Dick l'ha maledetto :-D
Grande anticipazione non vedo l'ora, tutto quello che arriva su Alien di non banale e sempre ben accetto! Cavolo hai ragione, mettici poi che nel mezzo Carpenter e O'Bannon erano pure "litigati", non nei primi anni 80 ma dopo si, non avrebbero di certo fatto "Total Recall" insieme, e il vecchio Dan non aveva ancora capito come girano i soldi. Invece Carpenter sempre spaventoso nelle sue previsioni, sarà che a pensar male ci azzecca non so! Cheers
EliminaCiao, ti conosco da poco ma adoro le tue recensioni.
RispondiEliminaHo rivisto di recente Atto di forza e credo di aver notato un easter egg di Robocop 2 quando Arnoldo entra in quel bar/casino (volutamente senza accento) in una tv si vede qualche secondo del film quando Robocop viene piacchiato come un polpo. Ti risulta? Grazie
Ciao. Mi intrometto perché adoro queste cripto-citazioni, ma riguardando l'intera scena del bar/casino non ho visto neanche un video in giro. Al massimo quando appare Melina c'è alle sue spalle un insieme di televisori che mandano una sorta di videogioco di macchine. Non è che sapresti dirmi il punto preciso in cui hai visto uno schermo con Robocop 2? Grazie ;-)
EliminaCiao Luca, ti ringrazio molto, sono felice che il blog ti piaccia ;-) Lucius ha fatto la stessa domanda che ti avrei fatto io. Cheers!
EliminaVi ricordate verso il finale di Robocop 2 quando viene preso per le gambe e sbattuto a dx e sx (poco dopo c'è la scena in cui Robocop dice: tu vieni con me). Quella scena mi pare che appaia in uno schermo del bordello.
RispondiEliminaIl problema è che non ci sono schermi nel bordello, quindi dove appare questa scena?
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