giovedì 22 giugno 2017

Excalibur (1981): Anaal nathrakh Uthvas Bethod Dokiel Dien-ve


Qualche settimana fa, guardando il King Tamarthur di Guy Ritchie, mi è tornata l’insana voglia di rivedermi un film che per me è sempre stato di culto, “Excalibur” di quel gran matto di John Boorman!


Da bambino ho sempre avuto una grande passione per tutto quello che riguardava Artù e i cavalieri della tavola rotonda, ho letto tutti i libri che mi capitavano per le mani sull’argomento, dai racconti classici alle variazioni sul tema come “Un americano alla corte di re Artù” di Mark Twain (uno dei miei preferiti), un mito alimentato dal cinema, tra il cavaliere a guardia del Graal de L’Ultima crociata già fino ad uno dei miei film Disney preferiti di sempre, “La spada nella roccia” di Wolfgang Reitherman e se mi dite che non è anche uno dei vostri preferiti non vi credo!

Non ricordo dove e quando ho scoperto “Excalibur”, molto probabilmente in qualche passaggio televisivo, so solo che fin dalla prima visione, per questo film andai davvero giù di testa! Il primo dettaglio ad affascinarmi era l’aderenza alla storia originale, finalmente un film con le idee chiare sulla vita di Artù che teneva bene a mente il fatto che il più famoso proprietario della mitica spada, era figlio del re con il nome più cazzuto della storia (Uther Pendragon), che era destinato a mettere al mondo quel gran bastardo di Mordred e poi... Cacchio! La violenza! Battaglie epiche, fuoco, fiamme e braccia mozzate a colpi di spada in primo piano, sparate dritto in faccia allo spettatore, scena che ai tempi provocò una reazione schifata da parte di mia madre ed una entusiasta da parte mia, sono sempre stato uno strambo bambino, lo so.


Mucchi di cadaveri, spade sporche di sangue, il crepuscolo di un era. Il vostro classico film per bambini insomma.
Negli anni ho approfondito la mia conoscenza di quel matto di John Boorman, il risultato è che “Excalibur” ancora oggi è uno dei tanti film diretti da questo grande regista che, però, ai tempi, aveva ben altre idee, ma comunque molto bellicose, perfettamente in linea con lo spirito del personaggio. Il piano originale di Boorman era quello di portare sul grande schermo “Il signore degli anelli” di Tolkien ed era anche a buon punto con i lavori, peccato che la sua sceneggiatura, a tratti poco allineata con il materiale originale e farcita di sesso e violenza, venne rifiutata dalla United Artist e Boorman incazzato come una faina abbandonò il progetto, che per nostra fortuna finì nella capaci mani di un altro sperimentatore come Ralph Bakshi… Ma questa è un’altra storia.

Ah sì? Non mi fate fare “Il signore degli anelli”? Fotte sega io posso fare di più, di più e meglio! Quindi Boorman grande esperto dell’arte del volare basso (seee proprio), pensa bene di adattare, una roba da niente, tutto il ciclo Arturiano, prendendo ispirazione soprattutto dal celebre poema “Le Morte d'Arthur” di Thomas Malory. Per farlo ha bisogno di un rospo, ma non di uno qualunque, di Rospo Pallenberg suo storico collaboratore fin dai tempi di quell’enorme capolavoro che risponde al titolo di “Un tranquillo week-end di paura” (Deliverance) (1972).

"Higitus figitus abra kazè. Prestate attenzione tutti a me".
Rospo Pallenberg, nato Robert, ma ribattezzato così da uno zio pazzo di origini italiane (storia vera) era al fianco di Boorman anche quando il loro progetto sul signore degli anelli è naufragato e quando il folle “Zardoz” (1973) e “L'esorcista II - L'eretico” (1977) non hanno proprio incassato i soldi sperati, per usare un largo giro di parole.

Proprio per rientrare dei due flop, Boorman pensa in grande, in grandissimo (forse pure troppo) e sforna un polpettone di due ore e mezza, in cui condensa tutta la vita di Artù, dal drammattico concepimento fino alla ancora più drammatica morte, mettendo dentro TUTTO: Merlino, Ginevra, Lancilotto, la fata Morgana (non facciamo battutacce facili), ma anche la storia di un mondo che passa dal paganesimo selvaggio e magico, al cristianesimo più convenzionale, anche attraverso la ricerca di Parsifal del Sacro Graal. Insomma: materiale per tre o quattro film, tutto condensato in 140 ambizioni minuti.


Solamente "Superfantozzi" ha osato più di così.
Lo dico subito senza girarci troppo attorno: il film è invecchiato, non necessariamente benissimo, anzi in certi momenti proprio male male, è del 1981, ma sembra di almeno un decennio prima. A rivederlo ora mostra gli effetti del tempo e una certa sgangheratezza generale a cui non facevo caso durante le mie visioni infantili, ma che oggi balza agli occhi, forse perché sono un vecchio bilioso giusto per citare l’altro mio Merlino preferito, oppure perché ci sono gli estremi per un Bruttissimo di rete Cassidy!



Mi sembra giusto ricordare che gli intenti di questa non-rubrica sono sempre gli stessi: parlare di quei film che sono ciambelle riuscite senza il buco, ma con carattere da vendere, capaci di fare a loro modo la storia, non una celebrazione del brutto fine a se stessa, ma un modo per ricordarci che una certa dose di follia, nella vita e al cinema aiuta.

A proposito di Merlino, per anni sono riuscito ad auto convincermi del fatto che ad interpretare il celebre mago in questo film fosse l’attore Max von Sydow, non chiedetemi il perché, ma ne ero quasi certo. Mi ha fatto piacere scoprire che Boorman aveva quasi la stessa idea, essendo uno di quei registi che tende a fidarsi degli stessi attori e collaboratori, per il ruolo avrebbe voluto proprio lui prima e Sean Connery poi, salvo cambiare idea decidendo che per questo film, gli spettatori avrebbero dovuto concentrarsi sulla storia, non sui nomi famosi del cast, motivo per cui “Excalibur” diventa l’esordio su di un palcoscenico internazionale per un sacco di facce note ancora oggi, non stupitevi di vedere tra i cavalieri anche Liam Neeson, oppure scoprire che il capitano Jean-Luc Picard di Patrick Stewart è degno di guidare l’Enterprise, ma non di estrarre la spada dalla roccia.


"Non possiamo teletrasportarla fuori dalla roccia!?".
Sotto l’elmo di Uther Pendragon c’è Gabriel Byrne, mentre Morgana è una giovanissima Helen Mirren, perché siamo abituati a vederla dagli ‘anta in su, ma è stato giovane pure lei! Entrambi ci danno dentro con l’accento irlandese che, per altro, è dove il film è stato girato, tra le contee di Wicklow, Tipperary e di Kerry. Boorman voleva che i maghi parlassero l’equivalente odierno dell’antico Gaelico, mentre Bryrne, dublinese di nascita, semplicemente parla così, ci sono ancora membri del cast tecnico, pronti a giurarvi che proprio a causa dell’accento, la richiesta del voglioso Uther a Merlino non fosse “One night with Igrayne", ma “One night with your granny" (storia vera).

Boorman non è mai stato un timido, parliamo dello stesso che in “Zardoz” ha pensato bene di far indossare a Sean Connery un "Mankini" trent’anni prima di Borat, quindi sappiamo di cosa è capace, le sue idee bellicose hanno dovuto scontrarsi con una serie di casini produttivi, ad esempio, la United Artists non ne voleva sapere di avere Nicol Williamson nei panni di Merlino, Boorman, invece, lo riteneva perfetto e pur di averlo era pronto a gestire il fatto che Williamson ed Helen Mirren non potevano sopportarsi per via di precedenti trascorsi teatrali. Il nostro John fa di necessità virtù, vi odiate? Meglio sarete più credibili nel rappresentare la rivalità tra Merlino e Morgana (storia vera).


Lo so che sembra incredibile, ma anche Helen Mirren è stata giovane e pure carina.
Poi se decidi di girare in Irlanda, può capitare che piova, non proprio un evento raro nella verde isola, può capitare anche che piova per giorni di fila e, perché no, magari pure per tutto il tempo che passi lì per girare il film, il che è perfetto quando hai bisogno di terreni fangosi per i tuoi campi di battaglia, un po’ meno quando devi girare grandi scene di massa, come quella iniziale, ad esempio, che è stata girata tre volte di fila, perché mancava sempre la luce giusta, risultato: costo totale della prima scena del film, pari più o meno a quello della guerra dei Cent'anni, cameraman a cui viene un mezzo esaurimento e decide di mollare il set bestemmiando il drago e gli antichi Dei.

Bisogna anche dire che la recitazione degli attori rispecchia l’estro del loro regista, il cast va spesso di tanto sopra le righe, Nigel Terry passa metà film cacciando gli occhi fuori dalla testa, ma il migliore è Nicol Williamson, il suo mago Merlino passa dell’essere un buffone che inciampa e cade nel ruscello, al narratore delle gesta epiche, tutta la scena iniziale, in cui evoca la nebbia che poi altro non è che il fiato del drago (dove sto io deve essere pieno di draghi allora!), resta un'idea molto evocativa. Per non parlare della "Magia del fare", una cantilena che vi si pianterà in testa e, malgrado siano passati anni dall’ultimo volta che ho visto il film, ho scoperto con piacere di ricordare ancora a memoria: Anaal nathrakh Uthvas Bethod Dokiel Dien-ve! Anche perché se non ricordo male per un po’ ha fatto parte della coreografia di entrata in scena di uno dei miei wrestler preferiti: The Undertaker.


"Come faccio a non ricordarla? Di sicuro cominciava con la N... Anaal Nav... Ehm.. Ehm... Natrch!".
Oltre alla martellante cantilena, ci sono altre chicche sfornate da questo film entrate dritte nell’immaginario, vogliamo parlare dell’assurda armatura di Mordred? Di fatto, sembra un puttino con i ricciolini dorati, sembra uscito da un quadro rinascimentale, se non fosse per i capezzoli a vista sull’armatura, roba che per molto meno, il Batman di Joel Schumacher è stato messo alla berlina!

In realtà era tutta una citazione del povero Joel, non è stato capito!
John Boorman per questo film ha abolito le mezze misure, “Excalibur” è un tripudio di armature luccicanti, non vedevo tanto scintillio in bella mostra dall’ultima televendita di batterie di pentole in cui mi sono imbattuto facendo zapping. Le armature dei cavalieri sono tirate a lucido e soprattutto non se le tolgono MAI, nemmeno per fare sesso. Io capisco fare sesso sicuro Uther, però cacchio la ammazzi quella poveretta con quella tonnellata di acciaio affilato che hai addosso!

Indossare le protezioni è importante ma qui stiamo esagerando!
In “Excalibur” scintilla tutto, persino le mura di Camelot risplendono di luce propria, l’idea di Boorman era quella di suggerire che la luce di Dio illuminasse la capitale del nuovo illuminato (appunto) regno di Artù, sarà, ma intanto pure i mattoni brillano in questo film! Anche la protagonista citata fin dal titolo contribuisce a tutte queste luci e lucette, Excalibur ha dei riflessi verdi che servono a sottolinearne la natura magica, ma anche il fatto che sia l’arma definitiva della natura, consegnata dalla Dama del lago agli uomini, anche se la mano ad uscire dal lago, era quella della figlia di John Boorman (storia vera). Non mi dispiacerebbe avere l’occasione di chiedere ad Ang Lee se aveva in mente questo film, quando ha pensato al Destino verde, la spada de La tigre e il dragone.

"Questa è l'arma dei cavalieri Jedi. Non è goffa o erratica come un fulminatore" (Cit.).
Non vi dico, poi, quando Boorman dirige la parte in cui il puro di cuore Parsifal (Paul Geoffrey) parte alla ricerca del Sacro Graal! Oh, lì tocca mettersi gli occhiali da sole, perché diventa un tripudio di luci scintillanti e musica epica!

La musica ha un ruolo fondamentale nel film, basta la colonna sonora di Trevor Jones per sottolineare l’infinita ricerca di Parsifal che prima di trovare il Graal, passa in rassegna tutti i suoi compagni cavalieri morti nell’impresa e proprio in virtù della costante voglia di Boorman di andare sopra le righe, il nostro non si fa mancare niente, nemmeno dei brani di Wagner (Tristano e Isotta, Parsifal e Marcia funebre di Sigfrido) per sottolineare i passaggi più epici, ma soprattutto è il maggiore responsabile di aver sdoganato i Carmina Burana, definitivamente lanciati verso la fama internazionale dopo questo film (Storia vera).

Poi ditemi che la musica al cinema non è importante... O Fortuna! Velut luna!
Malgrado la sua lunghezza eccessiva e il fatto che il tempo sia stato implacabile nei suoi confronti, “Excalibur” continua a funzionare proprio grazie all’ambizione epica di Boorman, gli scontri sono brutali, fatti da buio e fango, urla sangue e Wagner, un tripudio di gente che si muove a fatica dentro armature pesantissime tra le fiamme della battaglia piazzando spadate e colpi di ascia in faccia all’avversario, un'epica grondante sangue che ancora oggi malgrado tutto i difetti ancora m'incanta, i personaggi fanno un arco completo verso il disastro, basta guardare Lancillotto (Nicholas Clay) che entra in scena scintillante e pure un po’ tonto tanto che sembra uscito da una parodia dei Monty Python e finisce pazzo urlante con barba e capelli lunghi, tipo Alan Moore appena sceso dal letto prima del caffè.

Excalibur, ovvero: Come imparai a non preoccuparmi e ad amare l'epica.
Un'estetica zozza e brutale che ancora mi fa pensare ad una delle più verosimili messe in scena del Medioevo viste al cinema e che va a braccetto con una grandiosità anche eccessiva, fatta di eroi che cadono e si rialzano per riscattarsi, o per trovare un epica morte per mano del loro nemico.

“Excalibur” non è invecchiato bene, ma resta un gran titolo, incarnava già il gusto per l’esagerazione del decennio in cui è uscito, più tamarro e spavaldo di King Tamarthur, me lo tengo così, con tutti i difetti, le ambizioni altissime e i Carmina Burana tonanti, fedele alla magia del fare, John Boorman lo ha fato, tantissimo sopra le righe e va benissimo così. 

24 commenti:

  1. Saranno 30 anni che non vedo questo film! L'ho visto (e registrato in VHS!) da Rete4 anni e anni fa e devo dire che ne ho un pessimo ricordo. Forse perché ero abituato a visioni "leggere" di Artù (tipo "La spada nella roccia" appunto...), ma ricordo benissimo il disagio e il "malessere" di questo EXCALIBUR che tra l'altro, non finiva più!
    Se ho tempo (se... Credici!) prometto che gli darò una seconda opportunità, magari con l'occhio adulto lo apprezzo meglio.

    P.S.: il mio Disney preferito è "Alice nel paese delle meraviglie". E infatti mia figlia si chiama Alice!

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    1. Anche io erano decenni che non lo rivedevo, ti posso confermare che è invecchiato malamente, però ha ancora un’intensità paurosa e una voglia di andare sopra le righe ammirevole. La battaglie brutte sporche e cattive mi hanno sempre affascinato. Ah! Dura ancora un infinità! ;-) Cheers

      P.S. Ottima scelta, quello è tre i miei tre preferiti, insieme a “La spada nella roccia” e “Robin Hood”, ed è ancora il miglior adattamento del romanzo di Lewis Carroll mai visto al cinema ;-)

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  2. Ero adolescente quando lo vidi, forse addirittura studente delle medie, in prima serata su Italia1 e mi lasciò con sensazioni parecchio contrastanti: oscuro, pesante, drammatico e violento come mai mi sarei aspettato, ma proprio per questo capace di essere ricordato, in molti passaggi, ancora oggi... nonostante non l'abbia mai più rivisto!
    Devo rivederlo assolutamente!

    P.s.: Sono innamorato di Helen Mirren!!!!

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    1. Ai tempi andai subito giù di testa per questo film, proprio perché era drammatico, oscuro e violentissimo oltre che molto aderente al ciclo arturiano, rivedendolo posso dirti che per certe cose risulta (anche molto) peggiore, ma quelle fondamentali, sono ancora tutte lì da guardare, anche Helen Mirren che non ricordavo affatto come un attrice di questo film, malgrado ricordassi alla perfezione il suo personaggio ;-) Cheers

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    2. Ancora oggi ricordo con emozione la scena in cui Artù risparmia un nemico e, inginocchiandoglisi davanti, si fa nominare da lui stesso cavaliere!

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    3. Che è ancora una di quelle scene del film che se non l’hai mai vista, la guardi interessato per capire cosa vuole combinare Artù, e che allo stesso tempo riassume un po’ tutta l’etica dei personaggi. Cheers!

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  3. Ho una foto di Crepascolino a quattro anni sorridente come un bimbo di quattro anni che cerca di estrarre una spada da una roccia davanti ad un ristorante della val seriana. In quei gg la sua tata era il clone di Helen Mirren - una signora polacca cosmopolita simpaticissima - in viaggio verso Giove in 2010 : L'anno del contatto. Nonostante l'universo tutto congiurasse per farmi recuperare il film - che ho visto a spizzichi e bocconi decenni fa- mi sono alzato sulle mie gambette pelose e ho puntato un dito contro il fato con piglio da tragedia arturiana e ho affermato il mio diritto di ricordare Helen come era negli anni settanta quando era intervistata dalla BBC in merito a qualche dramma del Bardo in cui appariva, a volte, come mamma Mirren la aveva progettata. Mi spiace di leggere che non andasse d'amore e d' accordo con il mio amico ed ex allievo Sherlock Soluzione Sette per Cento di cui ricordo anche la perfomance come assassino in un episodio di Colombo in cui entrano cani addestrati ad uccidere al suono della parola Rosebud di Cittandino Orson. Sei un cinefilo quindi, se prometti di non dirlo in giro ed in rete , ti confido che stiamo lavorando ad un remake di Soluz Sette per Cento, ma con Holmes detective dipendente dall'assenzio in un contesto steampunk in un universo in cui la immortale fata Morgana ha divinato alcune intuizioni di Tesla , Marconi ed Einstein uno zinzino prima. Mark Knopfler sarà uno Sherlock dipendente dall'assenzio che in trance crede di essere un attore scespiriano con della ruggine per una collega che recita anche nel serial La Tata, ma ambientato sul satellite Io di Giove. Una roba che nemmeno il Terry Gilliam di Brazil. Vedrai. Ciao ciao.

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    1. Boorman l’avrà voluta proprio per questa ragione, salvo poi che l’unico nudo di Morgana, nella scena del parto, è un bizzaro incrocio di corpi tra quello di un’attrice incinta per davvero, e la capoccia della Mirren, che spuntava dal tavolo (storia vera), nemmeno un parto può essere normale con Boorman in giro! ;-) Oh che figo “Sherlock Holmes: soluzione settepercento” altro film che non rivedo da decenni!

      No Gilliam si fermerebbe a Tom Waits, ma su Mark Knopfler nei panni di Sherlock mi è venuto l’istinto di mettere mano al portafoglio e chiedere due biglietti per il primi spettacolo utile ;-) Cheers

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  4. Purtroppo non ho mai provato molto interesse per i Cavalieri della Tavola Rotonda e non mi sono mai sforzato più di tanto a cercare questo film, che ricordo molto sfuggente. Ne ho sempre visto spezzoni in speciali e non so più dove, ma non lo beccavo mai per intero in TV: c'era sempre qualcos'altro da registrare e passava in secondo piano.
    La quantità di grandi attori è da applauso, ma giuro che avrei scommesso un milione di dollari che era degli anni Settanta! :-P Già considero Helen Mirren una strappa-mutande dagli 'anta in poi, figuriamoci a vederla così giovane e il neo tira-baci!
    L'altro giorno mentre vedevo vecchi episodi del Graham Norton Show ne ho beccato uno con ospiti Liam Neeson e Patrick Stewart. Liam era vistosamente stupito e ha spiegato il perché: possibile che Patrick era identico a come lo ricordava sul set di Excalibur? :-D Mi sa che qualche Mago Merlino gli ha fatto un incantesimo!

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    1. Patrick Stewart è uguale a se stesso da decenni ormai, dici bene, effetti di Merlino anche per lui! ;-) Oh meno male, sono in buona compagnia, non ricordavo ci fosse in questo film, ma la giovane Helen è stata la riscoperta più piacevole di tutto il film ;-)
      Capisco perché non riuscivi mai a beccarlo in tv, dura mille mila ore! ;-) Scherzi a parte, è un’impresa vederlo tutto ancora oggi, figuriamoci ai tempi dei videoregistrati. Oggi se mai passassi in tv, con tutte le pubblicità, durerebbe davvero come la guerra dei cent’anni ;-) Cheers

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  5. L'ho visto una vita fa e ricordo un giudizio tipo "bello ma anche no". In altre parole, godibilissima come sempre la tua rece ma non credo di avere la motivazione sufficiente a rivederlo.
    Potrei forse, in un giorno lontano, una volta riassorbito completamente il trauma, rivedermi un paio di episodi del Camelot di Michael Hirst, quelli dove Fata Morgana dà il meglio di sé ^_^

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    1. Ancora oggi é una discreta impresa vederlo fino alla fine, infatti scrivendone mi sono reso conto che era perfetto per la rubrica dei Bruttisimi ;-) Ah beh Morgana lì era Eva Green hai detto niente! ;-) Cheers

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  6. Beh, hai pescato un cultissimo che su Rete4 impazza tre pomeriggi l'anno!
    L'armatura d'oro è una trashata anni '80 stile God Skeletor + maschera di Eyes wide shut.

    Moz-

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    1. Davvero viene replicato così spesso? Beh in effetti mi rendo conto che la non-rubrica dei “Bruttissimi” pesca molto da quei film che passano in tv mille mila volte. Perché se li trasmettono così tante volte, vuol dire che il pubblico li guarda, quindi a loro modo sono di culto ;-)
      Oddio adesso non riuscirò a pensare altro che a Frank Langella che arriva alla festa dicendo la parola d’ordine “Fidelio” :-D Cheers

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  7. Per me e' bellissimo e perfettissimo. Non gli trovo un difetto manco a cercarlo.
    Pero' sono di parte, a Boorman gli voglio bene come a un fratello (amo alla follia pure "Zardoz", "L'esorcista 2" e addirittura "Leone l'ultimo").
    Comunque se volete una Helen Mirren davvero giovane e bona come il pane vi consiglio lo strepitoso "Messia selvaggio" di Ken Russell.

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    1. Boorman lo si ama anche per la sua follia, ho sempre un occhio di riguardo per i registi controversi. Ecco ad esempio Ken Russell è un altro ottimo esempio, alcuni suoi film mi mancano, tipo “Messia selvaggio” ed ora ho già due ragioni per recuperarlo ;-) Cheers!

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    2. Un altro che sta proprio lassù in alto in alto ;-) Cheers

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  8. dunque io sono del 1971 e excalibur del 1981.
    io ricordo perfettamente die essere andato al cinema reposi col mia amico giampiero che è del 1972.
    e ricordo che a metà film ce ne siamo andati .
    non ho più rivisto excalibur.
    l'unica cosa che non mi è chiara è : ma in che anno siamo andati al reposi??

    escludo il 1981.
    secondo me nel 1985: una riedizione.

    grazie e buon week end.

    rdm

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    1. Beh se non siete andati a dieci anni, magari davvero è passato nuovamente nei cinema, oppure è uscita qui da noi qualche anno dopo, imdb sostiene settembre 1981 come data di uscita, ma va presa con le pinze. Grazie a te e buon week end ;-) Cheers

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  9. Ho perso il conto di quante volte l'ho visto in tv e sempre negli orari più strampalati ( più volte lo fecero nel primo pomeriggio).
    Io l'ho sempre adorato ed alcune scene ti si piantano nella testa e non vanno via.
    Quando questo accade vuol dire che il regista almeno con me ha fatto centro. :-)

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  10. Concordo mi sembra un metodo molto valido che utilizzo anche io, l'efficacia è importante ;-) Cheers

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  11. Risposte
    1. Ricordi molto bene, lo è ancora parecchio ;-) Cheers

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