martedì 16 maggio 2017

I segreti di Twin Peaks (1990-1991): Elyts ni kcab emoc ot gniog si ekil uoy mug taht


Ci siamo quasi, la profezia di Laura Palmer, quella con cui la bionda concludeva la seconda stagione (“Ci rivedremo tra 25 anni”) tra pochi giorni sarà realtà. Ma prima di acchiappare un’altra tazza di caffè e tagliarci una fetta abbondante di torta mi sembra giusto fare un doveroso ripasso di quella che ancora oggi è considerata la capostipite di tutte le serie tv di qualità, è il momento di raccontarvi come Twin Peaks abbia cambiato un po’ anche me. Sottofondo musicale fornito da Badalamenti in arrivo!

1990, un paesello nebbioso del Piemonte che per certi versi somiglia molto a Twin Peaks, ma senza la doppia cascata. Il piccolo e occhialuto me stesso di allora, era pronto ad affrontare il gioco più popolare durante le ore di intervallo scolastico noto come “Giocare a Twin Peaks”.

Voi direte: "Come si gioca a Twin Peaks?". È quello che mi chiesi io allora, anche perché sì, avevo sentito parlare di ‘sta roba che davano in tv, ma non è che ci avessi proprio prestato attenzione, anche se da lì a poco tempo, grazie ad un martellante tormentone, tutti eravamo impegnati a chiederci: "Chi ha ucciso Laura Palmer?”.

"Ci vediamo tra 25 anni, una Domenica magari, tenetevi liberi".
Io sicuramente non ero stato, anche perché avevo visto sì è no dieci minuti della prima puntata della serie, a menare le danze del gioco era un mio compagno di classe particolarmente invasato con il programma tv. Oh! Tenete conto che davvero era stata trasmessa solo la prima puntata, quindi non sapevamo niente dei futuri sviluppi, avevamo solo questa specie di dittator… Ehm, cagacazz… Ehm… Compagno di scuola che ci assegnava i ruolo da impersonare per “Giocare a Twin Peaks”.

Breve inciso: poi chiedetevi come mai l’uso di droghe è così diffuso tra quelli della mia generazione, che mi dicono essere quella “X”. Nemmeno capaci di vincere siamo stati, giusto un pareggio abbiamo portato via.

Boh, insomma, ricordo poco di questo gioco, come ricordo poco della puntata, la serie la guardava la mia mamma, ma si è stufata quasi subito, anche perché mia madre di solito alle 21.30 è già in piena fase REM, quindi fate un po’ voi. Mi ricordo, invece, distintamente di aver fatto uno dei tanti errori letali della mia vita, ovvero durante l’assegnazione dei ruoli dichiarare di non aver visto per davvero “Twin Peaks”, dettaglio che mi ha fatto precipitare subito nella serie B dei giocatori. Senza sapere il perché o il percome mi tocca impersonare un personaggio che il cagacazz… Ehm, compagno di classe, considera secondario, del tutto minore: il padre di Laura Palmer. Venticinque e qualcosa anni dopo, fa molto ridere lo so.


"Sono interpretato da Chiii? Cassidy? Mai sentito nominare".
Ci tengo a rassicurarvi, la storia del “Giocare a Twin Peaks” passa presto di moda per varie ragioni: brutto tempo durante l’ora dell’intervallo, genitori che non concedevano ai bambini di guardare la serie tv, ma soprattutto l’imminente avvento di una miniserie televisiva che quella sì, VERAMENTE adatta ad un pubblico di bambini, s'intitolava “IT” ed era tratta da un romanzo di Stephen King, ma questa è un’altra storia (vera) di cui parleremo a breve…

Breve inciso numero 2: Twin Peaks e IT. Tenete a mente quel discorso sulla droga di cui sopra.

Ma io caparbio, anni dopo ci riprovo a guardarmi “Twin Peaks”, sono cresciuto, ho visto un sacco di film di David Lynch che mi hanno traumatizzato a vita, tipo “Dune”, “Elephant Man” e “Velluto blu”, mi piace Lynch! Eppure, mi manca ancora la serie per cui è meritatamente famoso. Cerco di approfittare delle repliche su Tele+ che di lì a poco sarebbe diventato Sky (oh! E’ la preistoria qui che sto raccontando!), armato di santa pazienza e del mio compagno di mille battaglie e tante VHS (se siete troppo giovani per ricordarle cercatele su Wikipedia, non posso spiegarvi tutti gli usi e i costumi della preistoria su!) il mio fedele videoregistratore provo nuovamente a vedere la serie.


Potrei stare a guardarlo per ore...
Come tutte le storie interessanti (quindi non questa), ci vuole una donna, oddio donna, ragazzina, visto che allora avevamo circa quindici anni e in un'uscita di quelle belle impacciate (ah, l’adolescenza! Quanta sfiga!) a me scappa che sto guardando “Twin Peaks”, non faccio in tempo ad aggiungere altro che la ragazzetta mi stacca subito un: “Bella! Non l’ho mai vista, ma so che alla fine l’assassino era…”. Imparo dolorosamente il concetto di SPOILER, per la nuda cronaca non è mai seguita una seconda uscita, perché chiamarlo appuntamento mi sembra pure eccessivo.

“I segreti di Twin Peaks” riesco a vederlo per davvero solo nel 2013, mi divoro gli otto episodi che compongono la prima (straordinaria) stagione in un tempo ridicolo, per i ventidue della seconda, invece, fatico, fatico un casino, ma il finale vale tutta la fatica. Nel 2013 ormai avevo visto e rivisto tutti i film di David Lynch, compreso lo stranissimo e non del tutto riuscito (largo giro di parole) sequel della serie “Fuoco cammina con me” (1992), ho apprezzato tutti i film del regista con il ciuffo, tranne forse “Inland empire” (2006) che mi ha detto poco e non ho mai più rivisto, ma “Twin Peaks” è una rivelazione, la stele di Rosetta, grazie alla serie capisco qual'è la più grande caratteristica di Lynch, no non il surrealismo, ma una cosa che mi sta molto più a cuore: l’umorismo!

"Non capisco quello che dici Cassidy! Spiegati meglio!".
La serie nasce dal lavoro di David Lynch e Mark Frost che dopo vari tentativi di collaborare insieme con progetti tutti matti (“One Saliva Bubble” bocciato perché considerato simile a Una poltrona per due o una biopic sulla vita segreta di Marilyn Monroe che sarà comunque fondamentale per la serie), i due trovano il canale televisivo ABC ben disposto verso progetti sperimentali e bizzarri, il che vuol dire che stavano alla canna del gas e con degli ascolti ridicoli, in pratica l’unica occasione possibile per osare davvero.

La storia è arci nota, tanto da diventare un archetipo narrativo spesso replicato (titolo a caso? Broadchurch): la placida cittadina di Twin Peaks nello Stato di Washington viene sconvolta dal ritrovamento del cadavere avvolto nella plastica di Laura Palmer (Sheryl Lee, tanto bella quanto incapace a recitare, infatti interpreta un cadavere e poco altro) unica figlia dell’avvocato Leland Palmer (il grande Ray Wise) e allo stesso tempo una delle ragazze più popolari della città, popolari in vari sensi, visto che l’indagine condotta dall’agente speciale dell’FBI Dale Cooper (Kyle MacLachlan che recita per la storia) rivela il lato oscuro della vita della ragazza, ma anche degli abitanti della cittadina.


"Tu prendi quelle alla crema, io quelle al cioccolato" , "Affare fatto".
Grazie alle musiche soffuse ed ipnotiche di Angelo Badalamenti, Twin Peaks sembra una cittadina fuori dal tempo, una versione anni ’50 degli anni ’90, in cui ballano (nani) tavole calde, una passione sfrenata per il caffè e la torta di ciliegie, ma anche giganti, gufi, signore con portano ceppi di legno in braccio e, soprattutto, lo spaventoso BOB, interpretato da Frank Silva, attrezzista sul set della serie con ZERO esperienza di recitazione, finito nell’inquadratura (riflesso in uno specchio) per caso e apprezzato così tanto da Lynch da creare intorno alla sua faccia inquietante uno degli spauracchi più riusciti della storia dell’immaginario (storia vera!).

Ringraziate che nel 1990 non esistevano i televisori 3D.
Al pari di “Velluto blu” (1986), David Lynch ci mostra il torbido che si nasconde dietro la facciata pulitina e perfettina di una cittadina da cartolina, il tutto non facilmente collocabile all’interno di un genere preciso, l’atmosfera sovrannaturale e inquietante ha qualcosa di tanti horror, ma allo stesso tempo Lynch è bravissimo a cambiare di passo seminando qua e là pennellate grottesche, volutamente kitsch (basta guardare l’abbigliamento, le capigliature o bende sugli occhi a sbuffo) se non gag ripetute ed efficacissime, offrendo un ritratto melodrammatico su cui si muovono personaggi che sembrano quasi una parodia dei classici protagonisti della soap opera degli anni ’80.

Sì, perché il genio di Lynch è quello di fare puro surrealismo, elaborando classici del noir come “Vertigine (1944) di Otto Preminger (entrambe le protagoniste si chiamano Laura), ma sfruttando l’unico linguaggio che il pubblico televisivo dei primi anni ’90 era in grado di comprendere, anche perché era l’unico che conosceva al tempo, ovvero quello delle Soap Opera.

“Twin Peaks” sembra un “Peyton place” dopo aver scoperto la droga, il martellante tormentone “Chi ha ucciso Laura Palmer?” ricorda volutamente il “Chi ha sparato a JR?” di “Dallas” e non è certo un caso se i protagonisti della serie, sono tutti molto appassionati dalla telenovelas immaginaria (una serie nella serie) intitolata “Invito all’amore”, un ottimo esempio di metanarrazione postmoderna che sfrutta e sottolinea elementi della trama principale (qualcuno a cui hanno sparato, un tradimento e altri dettagli del genere) un po’ come faceva Alan Moore con “I Racconti del Vascello Nero” all’interno di quel capolavoro gigante di “Watchmen” (1986).


La soap opera dentro la soap opera, della tv dentro la tv... Mi viene mal di testa!
Ma è l’umorismo quello che mi ha conquistato, David Lynch si diverte proprio a giocare con il formato e con lo spettatore, ad esempio Dale Cooper è tranquillamente seduto al tavolo di un locale a dialogare e dietro di lui, un quartetto vocale, tutto paglietta in testa e giacche a righe canta il tema musicale di Badalamenti facendo LORO la colonna sonora della scena, oppure a Shelley e Bobby in auto basta cambiare stazione radio per passare dal tema musicale più sinistro a quello allegrotto (sempre composto da Badalamenti) per cambiare subito l’atmosfera. Grazie a trovate come queste ho imparato ad amare sul serio quel geniale pazzoide di David Lynch.

Diventa veramente complicato scrivere di una serie come questa che ha rivoluzionato la televisione, imponendo quello che è oggi la normalità, ovvero che la qualità, la voglia di osare con storie fuori dai canoni e i nomi grossi (di attori e registi) si trovano più sul piccolo che sul grande schermo. Sono stati scritti libri e saggi su questa serie, solo con gli aneddoti di produzione potrei tenervi qui inchiodati ore, dovrò cercare di essere stringato (io? Ahahahah!) andando dritto al punto: il difetto de “I segreti di Twin Peaks” è la seconda stagione.

Chiedo scusa signora del ceppo, non volevo esprimere giudizi.
I primi otto episodi sono meravigliosi, psichedelici e uno migliore dell’altro, compreso il “cliffhanger” finale che t'incolla letteralmente allo schermo. Ancora oggi, tutti dovrebbero vedersi quella prima meravigliosa stagione, i problemi sono iniziati quando ABC ha preteso che David Lynch e Mark Frost rivelassero l’identità dell’assassino di Laura Palmer, secondo Frost un errore letale, perché quello era il mistero principale da cui si ramificavano tutti gli altri e così è stato, visto che le sottotrame della seconda stagione non hanno lo stesso mordente e non funziona nemmeno così tanto il personaggio di Windom Earle, assassino con dei conti in sospeso con Dale Cooper interpretato da un comunque ottimo Kenneth Welsh.

L’episodio in cui l’assassino viene svelato (vi guardate la puntata, da me non saprete nulla!) risulta piuttosto forzato, il resto è uno stanco trascinarsi fino all’ultimo episodio che merita un paio di discorsi.


"Fuggite! Andrà avanti a blaterare per ore!".
Dopo vari cambi di programmazione durante il palinsesto, compreso uno spostamento dal giovedì al sabato sera, per trasmettere in prima serata Codice Magnum (storia vera) i sempre meno (ma sempre più rumorosi) fan della serie hanno martellato di lettere, di pezzi degli scacchi e di ciocchi di legno la redazione di ABC. Nel tentativo di una conferma per la stagione numero tre, David Lynch che aveva lasciato quasi tutto nella mani del suo compare, torna indietro come Han Solo per dirigere il finale di stagione che da solo è una vera opera d’arte, non riesco a definirlo con toni meno entusiastici.

Le tende rosse della Loggia Nera sono sinistri drappeggio dietro i quali potrebbe comparire qualunque cosa, un'atmosfera da incubo, perché nessuno come Lynch sa mettere su pellicola l’ansia onirica dei brutti sogni (aggiungete questo tra i suoi multipli talenti), continuo caparbio sulla mia rotta assolutamente NO SPOILER, ma il finale ti colpisce come una secchiata gelata sulla schiena.

Si tratta del classico finale aperto che abbiamo dovuto imparare ad accettare come fine ufficiale della storia (come accaduto anche con Hannibal) per la bellezza di 25 anni, eppure malgrado la cancellazione preventiva è un finale con un suo significato anche molto efficace e funziona anche perché ruota intorno ad un protagonista che ancora oggi è uno dei migliori personaggi televisivi di sempre: Dale Cooper.


Dritto sparato tra i migliori personaggi del piccolo schermo di sempre!
Cooper, con il suo spaccato umorismo, la sua apertura mentale nei confronti del misticismo, è di fatto il modello su cui è stato costruito Fox Mulder di X-Files, inoltre è un personaggio che è stato su Kyle MacLachlan, di lui Lynch ha sempre apprezzato la capacità di risultare sinistro e un attimo dopo esplodere in un sorrisone da bambino felice, la passione per il Tibet del personaggio, invece, è farina del sacco di Lynch che si è appassionato alla causa Tibetana dopo aver incontrato il Dalai Lama (storia vera).

Qualcuno ha detto Fox Mulder? Anche se qui sembra più Dana Scully (bah più o meno).
Ma Dale Cooper in un attimo spazza via il tipico clichè dell’agente dell’FBI con la puzza sotto il naso, qual'è la dinamica tipica di film e serie tv vista fin troppe volte? Quella per cui gli agenti dell’EFFEBIAI vedono i poliziotti locali come degli zotici trattandoli di conseguenza, basta vedere come Dale tratta il suo collega l’agente Albert Rosenfield (il grande Miguel Ferrer) per capire che Cooper è di un’altra pasta, lui si innamora di Twin Peaks e si integra subito con gli abitanti, stringendo amicizia con lo sceriffo Harry S. Truman (sì, come il Presidente della bomba, però interpretato da Michael Ontkean) e si lascia anche tentare dalla bellezze locali, Audrey Horne (Sherilyn Fenn) prima e Annie Blackburn (Heather Graham) poi.

Time out Cassidy! Tutta la mia enorme solidarietà all’agente Dale nel resistere alla tentazione della giovane Audrey, perché ai tempo Sherilyn Fenn era davvero bella bella in modo assurdo, peccato che la sua carriera non sia andata proprio benissimo. Fine del Time Out .


Tanto posso scrivere qualunque così qui sotto, nessuno mi sta guardando lo so.
Me fatemi dire SPOILER giusto per sicurezza prima di riprendere il gioco...

Sempre senza rivelare nulla, il finale de “I segreti di Twin Peaks” è in linea con la tematica di tanti altri film di David Lynch, che spesso parlano di personaggi che perdono la loro purezza, quindi in questo senso è una fine tronca, che ti lascia stordito, ma a mente fredda ha una sua logica, almeno fino ad ora. Vedremo come con la terza stagione Lynch porterà avanti il discorso, mi aspetto di tutto e sono sicuro non basterà perché quando c’è di mezzo il regista con il ciuffo, non si può davvero essere preparati sul serio. FINE SPOILER, non vi ho rovinato la visione, vero?


Mi mettono ansia anche in foto quelle tende.
Aggiungo solo un'ultima riflessione, qualche giorno fa Lynch ha dichiarato che “Inland Empire” è stato il suo ultimo film (ok, che non mi è piaciuto tanto David, ma non fare così, dai!), si potrebbe fare una lunghissima riflessione sulle sue parole, per ora posso dire che sono d’accordo con il regista: il cinema ha da tempo perso la voglia di osare. Quindi spero che la terza stagione di Twin Peaks sarà una bomba, anche solo perché oggi come oggi, i soldi, gli attori e la voglia di osare con soggetti anche radicali, si trovano più sul piccolo schermo che su quello grande, un’inversione di tendenza che è stata iniziata proprio da David Lynch con “I segreti di Twin Peaks”, questo ritorno potrebbe essere la quadratura del cerchio, in fondo lo sapevano già: quella gomma che ti piaceva tanto sta tornando di moda.

26 commenti:

  1. Grande Serie tv, ha rivoluzionato la mia vita cambiandola in bene, da allora niente è stato più lo stesso :)

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    1. Concordo, è la mamma di tutte le serie di qualità moderne, inoltre almeno per me, la stele di Rosetta con cui decriptare (o provare a farlo) David Lynch, mi piaceva già moltissimo prima, dopo aver visto (tardi) questa serie, l’indice di gradimento è schizzato in aria ;-) Cheers!

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  2. Tutta la mia solidarietà alla signora Cassidy perché ho avuto anche io la mia brava fase REM e confesso- solo qui protetto dall'anonimato del nickname - che E-bow the letter in cuffia è totalizzante come sanno tutte quelle sagomacce dei miei colleghi frecce tricolore e chiedo ancora una volta scusa al proprietario di quel villino che pareva disegnato da Floyd Gottfredson per una riduzione su carta di Intrigo Internazionale con Topolino in loco di Cary Grant perchè ne ho fatto una spider per titani, ma come attenuante dichiaro che per me Michael Stipe che balla come il personaggio svantaggiato verticalmente di Twin Peaks - e qualcosa del genere ha fatto davvero in un video dei REM ( Imitation of life mi suggerisce Ciuffo Linch ) - è la prova che il diavolo esiste ed è il collasso di un neurone esausto sotto il peso della consapevolezza che siamo solo due coordinate cartesiane percepibili in 3D solo da un livello da cui sia possibile allacciare le stringhe della famosa teoria.

    Purtroppo concordo in toto con quanto detto sulla deriva per cui si sperimenta solo sul piccolo schermo ed in rete. Davvero un peccato perchè vorrei un mondo dove al cine sia possibile vedere un novanta minuti di Lynch in cui Patti Smith sposa un ceppo con cui vive felice fino a che non conoscono un bimbo che è in realtà un adulto svantaggiato verticalmente sempre in fase REM e che sogna la nostra realtà come un qualsiasi aborigeno australiano della fiction e se ne innamorano perdutamente tutti e due e Ceppo scappa con Abo e Patti allora presa dallo sconforto scrive per la prima volta un song allegro e lo canticchia in auto fino a che gira la rotellina della radio e sente il suo song allegro alla radio e capisce che forse sta sognando ed allora il pubblico esce contento e/o perplesso dalla sala e tutti si perdono cinque scene tra i titoli di coda. Brr.

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    1. Guarda un po’ uno dei primi concerti a cui sono stato con la mia Wing-Woman era proprio uno dei REM, combinazione che sembra pensata da Ciuffo Lynch, la sgraziata grazia dei balletti di Stipe mi manca quasi quanto i pezzi del trio di Athens. Avrei voluto vedere il proprietario del villino, chissà se ha pensato “Sono come Cary Grant!” in quel momento?

      L’unico modo per migliore un soggetto del genere, sarebbe un cameo dello zio Boss del New Jersey, che arriva a vedere il nipotine, e suggerisce lì un ritornello che Patti trasforma in un capolavoro, prima di andare a prendersi un caffè è una fetta di torta. Cheers!

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  3. Oh merda è vero che fra un pò riparte...periodo peggiore per me (trittico Comunione nana-Esame terzamediafigliopreadolescente - saggio di danza è letale) non poteva essere...come si capisce dal blog ormai al cinema non ci vado più e in tv guardo poco perchè crollo letteralmente dalla sonno..vabbè, derivazioni familiari a parte una serie che ai suoi tempi trovai pazzesca...chissà se 25 anni dopo, il suo seguito, mi farà lo stesso effetto...

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    1. “Oh merda è vero che fra un po’ riparte” è stata la mia stessa reazione quando ho capito che siamo già quasi a fine Maggio, la via al fondo vicino a casa mia ha una chiesa, è dal 25 Aprile che tutti i week end sfilano pargoli per le comunioni, sono in piena attività ;-) Vedremo cosa succederà, appena ho imparato ad accettare quel non-finale come un finale, Lynch mi riapre i giochi! Cheers

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  4. Io non ho mai davvero creduto alla storia della rete che obbliga gli autori a rivelare il finale.
    E' tutto troppo perfetto, Windom Earle viene citato sin dall'inizio della seconda stagione, e tutto è lineare.
    Peraltro, fosse stato per Lynch, non avremmo MAI saputo chi fosse l'assassino, mentre Frost voleva rivelarlo (e meno male).
    E' tutto troppo preciso (anche se con 4-5 episodi mosci appena prima dei tre episodi finali), non ci crederò mai a quella versione :)
    Anche perché come sarebbe andata avanti la storia, altrimenti?

    In ogni caso, visto chi ti facevano interpretare e visto lo spoiler della ragazza con cui eri uscito, strano che BOB non te l'abbia fatta pugnalare e gettare in un fosso.
    Io lo avrei fatto anche senza BOB :)

    Moz-

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    1. Si, sapevo anche io la storia che Lynch non voleva rivelare l’assassino, purtroppo l’effetto della rivelazione ha sgonfiato l’interesse del pubblico, e in quei quattro o cinque episodi mosci, sembra di guardare “Invito all’amore” piuttosto che “Twin Peaks”. Non vedo l’ora di scoprire come Lynch giustificherà quel finale, ok Cooper è rimasto nella cittadina, questa è la parte facile (forse) il resto non ho idea.

      Ahaah in effetti avrei avute tutte le ragioni per scatenare BOB hai ragione :-D Cheers!

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    2. Aspetta: Lynch, da sempre, non avrebbe MAI voluto rivelare l'omicida. Non parlo della metà seconda stagione; Lynch non aveva proprio intenzione di dire al pubblico CHI AVESSE UCCISO LAURA, tanto che fino alle prove schiaccianti, chiunque poteva essere stato. :o
      Frost invece riteneva giusto rivelare il colpevole, magari alla fine. I due litigarono anche. Io sto con Frost, in questo caso.

      Poi, la storia che la rete abbia pressato, la trovo "romanzata". TP è troppo linearmente corretto, nel pre e nel post, per pensare che abbiano dovuto scrivere una cosa simile costretti da qualcuno: troppe cose si incastrano alla perfezione^^

      Moz-

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    3. Si si, esatto anche io sapevo così la storia, e a ben pensarci è una mossa in puro stile Lynch, però in effetti anche io sto con Frost per la scelta. Capisco il tuo punto di vista, è una trama che fila troppo non può essere stata messa su in fretta e furia, e anche su questo concordo, peccato solo che nella seconda stagione (finale escluso) Lynch non abbia quasi contribuito, in “Fuoco cammina con me” si è visto qualcosa delle sue idee per la seconda stagione.

      La terza invece sono certo sarà Lynchiana al 100% ;-) Cheers!

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  5. Non ho mai visto Twin Peaks all'epoca e questo mi ha segnato per sempre. L'ho visto agli inizi del Duemila quando Canal Jimmy lo propose rimasterizzato. La prima stagione mi è piaciuta ma la seconda no. Però avendolo visto fuori tempo massimo non lo considero un capolavoro, solo un ottimo prodotto, e mi spiace di non condividere la novella esplosione della serie. Però sono curioso di leggere la tua recensione del Grande Ritorno ;-)

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    1. Anche questa volta siamo allineati, cinque alto! ;-)
      Sono andato a controllare, sono riuscito a vedere davvero la serie solo nel 2013, quindi altri che fuori tempo massimo! Però dici bene, oggi risulta parecchio invecchiata, anche perché legata ad uno stampo televisivo vecchia maniera, ma le idee e la sperimentazione (ben presente nella prima stagione) la fanno ancora volare in alto, l’assenza si nota tanto nella seconda stagione.

      Ti farò sapere, si parte domenica, vediamo cosa tirerà fuori quel ciuffone di Lynch ;-) Cheers

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  6. Non ho mai visto Twin Peaks, perché andato in onda in un periodo in cui avevo smesso di guardare la tv. Ho sentito la sigla e visto "Fuoco cammina con me", ma di quest'ultimo non ci ho capito una mazza, forse ho anche dormito a tratti. Leggere questa recensione, tutta infarcita di umorismo cassidyano, mi ha comunque divertito ;-)

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    1. "Fuoco cammina con me" non piace nemmeno ai super fan della serie, non a tutti ovviamente, ma è un iperbole per spiegare il concetto ;-) Ti ringrazio moltissimo, è già stato detto tutto di questa serie, mi sembrava giusto aggiungere solo la mia vita a e con Twin Peaks ;-) Cheers

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  7. Appena finisco Sense8 inizio a riguardare questa perchè voglio arrivare preparato alla nuova stagione. Comunque me la ricordo come un cazzo di capolavoro.

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    1. Probabilmente la troverai un po’ invecchiata nel format televisivo, non sicuramente nelle idee, la prima stagione in particolare è ancora una bomba, fammi sapere poi com’è andata ;-) Cheers!

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  8. Lynch è una delle mie ossessioni fra le tante, per me è uno dei registi più orrorifici anche se fa un genere tutto suo.
    A me era piaciuto abbastanza INLAND EMPIRE, specie la corsa della "dolcissima" Laura Dern. ..che , mamma mia, se ci penso ho ancora gli incubi.
    Twin Peaks l'ho recuperato qualche anno e fra cofanetti vari ne sono diventato un adepto serio.
    Certe mattine mi sveglio che credo di vedere un vecchietto che mi dice qualcosa tipo (vado a memoria sorry ) : "Il caffè è pronto, non lo faccia freddare!" .

    Per chi vuole Twin Peaks in videogioco esiste Deadly Premonition che è una bomba, mix tra surreale lynchano, horror e delirio Japanese. :D
    Guardati qualche video magari : inizialmente si doveva chiamare Rainy Woods! :P

    P.S. Altra cosa : ti consiglio il libro di Mark Frost uscito da poco, "Le vite segrete di Twin Peaks".
    P.s 2: Di Lynch mi mancano solo The Elephant Man, Dune e Una storia vera.

    Basta, chiudo sennò ti scrivo un romanzo. Quando parto con Lynch é difficile smettere di scrivere a nastro. :D

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    1. Dici benissimo, quando provo a spiegare il cinema di Lynch di solito dico (deliri) tipo, che lui non fa film horror, fa film che fanno paura, il che è una differenza sottile ma non da poco ;-)

      INLAND EMPIRE aveva i suoi gran momenti, sia di ansia che di comicità, un giorno dovrò rivedermelo per forza ;-) Grazie per le dritte, il libro di Frost avrei sempre voluto leggerlo.

      “Dune” è un altro film che ho faticato a vedere, per via di tante falsa partenze, a suo modo l’ho apprezzato. “Una storia vera” è bellissimo, “The Elephant Man” invece è un capolavoro enorme e basta ;-) Cheers!

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  9. E' giunto il momento di recuperarmi Twin Peaks

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    1. Puoi spararti una mega maratona prima della nuova stagione, hai ancora qualche ora! ;-) Cheers

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  10. Cosa cavolo è la nuova stagione? Vedila al più presto. Negan...marameo! :P
    Seriamente, Twin Peaks è tornato per far capire quanto Lynch persegua il suo modo personalissimo di fare cinema o tv.

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    1. Non ho visto ne letto commenti, solo un paio di pareri come il tuo, sempre ben accetti, discordanti, ma il tuo mi gasa, la vedrò presto ;-) Cheers!

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  11. 9 gennaio 1991... io c'ero! Avevo 17 anni (giusto l'età di Laura Palmer) e di Lynch avevo visto solo "The elephant man", che tanti nodi in gola mi procurò! Quando vidi il promo di "Twin Peaks" mi intrigò subito e l'episodio pilota non mi deluse... nodi alla gola compresi! Da allora non ne mancai una puntata: al mio 18esimo compleanno, che capitò proprio di mercoledì, nel filmino mi si vede chino sul videoregistratore per registrarlo! ^_^
    All'epoca collezionavo tutti gli articoli di giornale che riguardavano il serial, compresi alcuni stralci del "Diario di Laura Palmer"... tutta roba stupidamente gettata via anni dopo! Avevo anche un libretto allegato a CIAK dedicato al cinema di Lynch ed al serial in particolare.
    Che delusione quando nel '94 lo ritrasmisero su Rete4 per poi prima posticiparlo di orario e in seguito stroncarlo! Lo rividi per intero solo tra il 2003-2004, in tarda serata su Rai3.
    Riguardo la nuova serie sono stato tra gli scettici del primo momento ma, avendola vista giusto nei giorni scorsi, devo ammettere che non mi é dispiaciuta... anche se le atmosfere ed il linguaggio delle due stagioni classiche le preferisco maggiormente!

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    1. Grazie per il salto indietro nel tempo, una bellissima testimonianza ;-) Sono ancora alle prese con la nuova serie, per ora mi sta piacendo, il cambio di linguaggio ci sta, ma ne parleremo presto dettagliatamente ;-) Cheers!

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    2. Bene... non vedo l'ora di leggerti e confrontare le impressioni! ;-)

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    3. Devo affrontare l'episodio 3x10, porta pazienza arriverò anche io, obbiettivo stagionale, terminare "Twin Peaks 3" prima della fine dell'anno, posso farcela! ;-) Cheers

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