lunedì 24 ottobre 2016

Cobra (1986): Qui gli anni '80 si fermano e comincio io


In America...
Viene commesso un furto ogni 11 secondi. Un'aggressione ogni 65 secondi. Un reato di sangue ogni 25 secondi. Un omicidio ogni 24 minuti e 250 violenze carnali al giorno.
Di film come “Cobra”, invece, non ne fanno più dal 1986 ed oggi siamo qui per celebrarlo!



Oltre al banner di Lucius, qui sotto trovate il resto del Blotour!

Il Zinefilo con un po' di storia e curiosità del film.

IPMP presenta la locandina dell'epoca

Il Videocommento di Evit di Doppiaggi Italioti

Cobra è il male, il Cumbrugliume è la cura.

Sapete chi era l’attore preferito dalla Paramount Pictures per il ruolo di Axel Foley, protagonista del film “Beverly Hills Cop”? Ovviamente, Sylvester Stallone! Il nostro Sly, in quel periodo, era un mammasantissima capace di infiammare i botteghini del mondo come nessuno, di lì a poco avrebbe mandato a segno due titoli clamorosi e campioni di incassi come “Rambo 2 - La vendetta” e “Rocky IV” (1985).

Ma per il ruolo del poliziotto, Silvestro aveva delle idee tutte sue, non proprio in linea con quelle della produzione, che avrebbe preferito qualcosa di molto, ma moooooolto più leggero, quindi non appena Eddie Murphy saltò giù dal carrozzone del film Ghosbusters (storia vera!), venne immediatamente assunto e la pellicola modellata a sua immagine e somiglianza. Potreste aver sentito parlare del film come di uno dei più clamorosi successi commerciali degli anni ’80.


Per quelli che pensano che il "product placement" sia un invenzione dell'ultimo decennio.
Ma dopo i muscoli oliati di “Rambo 2” e la spudorata propaganda filo americana di “Rocky IV”, Sly aveva ancora sul gozzo quel ruolo da poliziotto e proprio perché era il mammasantissima di cui sopra, chiunque era pronto a produrgli qualunque cosa, infatti il film che avrebbe dovuto lanciare la terza icona Stalloniana dopo Rocky e Rambo, ha i soldoni fruscianti della Warner Bros e la geniale follia dei film di genere della mitica Cannon Films.

Stallone pesca il romanzo di Paula Gosling intitolato “A Running Duck” (da noi “Facile preda”), tiene giusto l’idea di base della bella figliola minacciata e del ruvido poliziotto che la protegge e s'inventa il SUO film, se siete accaniti lettori della Gosling e volete un adattamento più simile al romanzo, c’è sempre “Facile preda” (1995) con Cindy Crawford e… Uno dei Baldwin, non mi chiedete quale che me li confondo!


Nel mirino la Gosling, che fugge dall'adattamento fatto da Sly.
L’idea di Silvestro è chiara e semplice: inventarsi la sua versione dell’Ispettore Callaghan, aggiornata agli anni ’80 di Ronald Reagan, oltre alla frase che ho citato in apertura, i titoli di testa omaggiano Una 44 Magnum per l’Ispettore Callaghan, con l’inquadratura ravvicinata sulla pistola (con il calcio personalizzato) di Cobra.

Harry Callaghan è talmente tanto il punto di riferimento del film, che in “Cobra” compaiono anche due attori proveniente da lì: Reni Santoni interpreta di nuovo un personaggio di nome Gonzales, in un ruolo fotocopia di quello già interpretato nel film di Don Siegel, mentre nei panni del collega burocrate stronzo che mal sopporta i metodi spicci del Cobra, troviamo Andrew Robinson, il bastardissimo Scorpio! Scelta geniale, perché in entrambi i film viene voglia di prenderlo a pugni in faccia, cosa che puntualmente accade.


"Possibile che il compagno di squadra zelante tocchi sempre a me?".
Sly porta in scena un Dirty Harry ultra cesellato e studiato nel minimo dettaglio, Cobra non cammina, marcia in parata, non sta davanti alla machina da presa, si erge! Persino il modo in cui Stallone suda è epico, la trama è un pretesto su cui appicciare personaggi schematici e lasciare che il personaggio di Stallone si mangi tutte le scene in cui compare, ovvero: TUTTE!


Nessuno ha mai sudato con così tanta enfasi.
Il tenente Marion "Cobra" Cobretti è impiegato nella sezione della polizia chiamata “Zombie Squad" (in italiano “Sezione gasati” invenzione geniale del nostro doppiaggio), quella che si occupa di tutti i pazzi fuori di testa e dei casi che nessuno vuole seguire. I suoi metodi sono rozzi e brutali ma efficacissimi e dopo aver liberato gli ostaggi in un supermercato (nella prima scena, ancora la migliore del film!), vuole a tutti i costi mettersi sulle tracce della “Belva della notte” (Night slasher in originale), un serial killer che uccide a colpi di arma da taglio, ma completamente a caso, il suo modus operandi è incomprensibile: uomini, donne, bianchi, neri tutti sono possibili vittime di questo assassino.

"No no, non ho moneta, e poi il vetro è pulit... GULP!".
Che poi assassino non è visto che il Cobra (chi sennò?) capisce subito che gli assassini sono più d’uno e l’unica ad averli visti è la bella modella Ingrid Knudsen (Brigitte Nielsen), che Cobretti dovrà proteggere dal branco di pazzi armati.

“Cobra” è un film pazzesco, non è affatto impeccabile, ma tutto quello che gli manca lo compensa in sfacciataggine, Stallone si porta dietro dal successo di “Rambo 2” il regista George P. Cosmatos, praticamente un prestanome chiamato ad occuparsi delle questione tecniche, con cui Stallone non ha voglia di perdere tempo perché ha di meglio da fare, tipo selezionare vestiti e occhiali giusti per il suo personaggio.


Non so perché insistevano tanto a sbattere le lame in quel modo, però che figata!
Sì, perché l’unico vero punto debole di “Cobra” per assurdo è proprio l’ossessione di Stallone per il suo stato di divo.

"Voi siete i fotografi. Questo è il mio lato migliore".
Temendo la concorrenza di un titolo di successo come “Top Gun”, Stallone sforbicia mezz’ora buona al film, eliminando alcune delle parti più violente per evitare il visto censura e guadagnarsi una proiezione in più al giorno grazie alla durata minore, George P. Cosmatos non fa una piega perché tanto sul set Sly fa il bello e il cattivo tempo, quindi: zitto e vai a controllare le luci sul set che qui ho da fare Georgie boy!

Se avete familiarità con la filmografia di Stallone (regista e sceneggiatore), sapete già che “Cobra” è un film di Cosmatos sulla carta, ma di Stallone nei fatti, per la parte della protagonista Sly si porta da casa quella che gli mandava foto osè, scattate sul set del film su cui stava lavorando, “Red Sonja” da noi più famoso con il titolo di Yado.


Oggi li chiamerebbero Brigiter oppure Sylvitte.
Proprio quella Brigittona Nielsen che nel frattempo era diventata sua moglie e lo sarebbe stata per… Circa un altro paio di ore prima di divorziare. La prova che questo film è stato diretto da Stallone e non da Cosmatos? La scena musicale a metà film, il vero marchio di fabbrica dello Stallone regista (“Rocky IV” era TUTTO una grosso videoclip) sulle note di “Angel of the night” il film liquida velocemente la parte dell’indagine di Cobra e si gioca anche il set fotografico di Ingrid, che mostrare le cosce chilometriche di Brigitte Nielsen, non fa mai male.

Brigittenator - Le macchine ribelli.
Purtroppo, le vittime collaterali della mania di controllo di Stallone sono parecchie: i tagli imposti al film si portano via svariati passaggi logici della trama, lasciando buchi sparsi qua e là. Andiamo, è assurdo che il super agente "Cobra" Cobretti, non si renda conto che la poliziotta donna (LOSCHISSIMA!) non sia la spia mandata a pedinare la bella Ingrid. Infatti, quando il suo doppio gioco si fa palese, si vede il Cobra dire una cosa tipo “Era chiaro!” (se non ricordo male). Sì, ma allora se era chiaro perché non hai fatto nulla?

"Cosa avrei dovuto fare? Emanare un ordine d'arresto per il sosia di Tornio Cartonio?".
Tra le vittime non possiamo non considerare anche tutti gli altri personaggi che ruotano intorno al Cobra: il suo socio Gonzales la spalla comica, Brigittona Nielsen la bella di turno da salvare e il gruppo di assassini, che risultano uno più macchiettistico dell’altro, forse l’unico che si salva è Brian Thompson, già visto l’anno prima in Terminator (era uno dei Punk a cui il T-800 rubava i vestiti. E la vita), in Era più recente, forse lo ricorderete come uno degli indistruttibili alieni della serie Tv “X-Files”, quelli che potevano essere uccisi solo se colpiti alla base del collo.


L'uomo che è stato maltrattato da Stallone, da Schwarzenegger e da Van Damme, nella stessa carriera.
Brian Thompson ha il “fisico di ruolo” e la faccia brutta abbastanza per essere lo sparring partner ideale per Stallone nel finale, ma il resto dei cattivi, più che altro, serve a far aumentare la conta dei morti del film (52, di cui 48 uccisi dal Tenente Cobretti), il loro generico piano di uccidere i deboli, portare il nuovo ordine mondiale, le scie chimiche e si stava meglio quando si stava peggio, è talmente esagerato da stemperare molte delle affermazioni politiche del film. Sì, perché tra invettive contro giudizi e nessuna fiducia nel sistema, sembra proprio un film scritto da uno che poteva avere la foto di Ronald Reagan sulla scrivania. Pensare che John Milius è stato condotto alla cinta daziaria di Hollywood per molto meno di così!

"John Milius chi è?" , "Nessuno, il solito democratico liberale".
Ma con il passare dei minuti “Cobra” perde ogni possibilità di essere realistico e, quindi, i messaggi politici o meno che siano si annacquano, anche se i cattivi sono cattivissimi e il buono inflessibile, non si corre mai il rischio di poter quasi accettare come reale tutto quello che vediamo, perché l’estetica patinatissima anni ’80 del film prende il sopravvento e sembra di guardare un cartone animato girato alla grande, al limite dell’autoparodia.

Nel 1986 i gusti del pubblico stavano cambiando, “Arma letale” il vero spartiacque che ha dato il via al filone dei polizieschi adrenalinici, ma carichi di ironia, sarebbe uscito soltanto l’anno successivo, ad esempio, la serie tv “troppo forte!” (per chi se la ricorda) ironizzava già in modo brillante sui vari Callaghan e Hunter.

Stallone non ha mai saputo (a differenza di Schwarzenegger) lasciare spazio all’ironia e “Cobra” con quel suo prendersi incredibilmente sul serio, stempera i messaggi politici, diventa ultra patinato e anche dopo trent’anni, sembra di guardare una puntata di “Johnny Bravo” ambientata nel 1986, piena di morti, inseguimenti (quello a metà film con Ford Mercury è pazzesco!) e “Frasi maschie” come se piovesse! Questo film ha talmente tante frasi ad effetto, che potrebbe donarle ai film meno fortunati che non ne hanno!

Più zompi che con il Turbo Boost di "Supercar".
C’era una cosa che volevo dire da un po’ e non trovavo mai l’occasione per farlo, questa mi sembra l’occasione giusta: troppo spesso si parla di attori mono espressivi o inespressivi, cosa che tante volte viene fuori parlando di Stallone, questa cosa inizia a starmi abbastanza sulle palle, sembra che il talento di un attore si possa misurare solo sul numero di facce e faccette che sa fare, forse è per questa ragione che piace tanto Johnny Depp.

Clint Eastwood ha due espressioni (con il cappello o senza), Peter Weller penso ne abbia la metà, ma non sono due attori che calamitano l’attenzione? Penso che più del numero di facce, sia fondamentale la capacità di bucare lo schermo, cosa che a Stallone di certo non manca, se poi Sly è inespressivo, che parola usereste per descrivere Steven Seagal? Vero, il nostro Silvestro non ha tanti personaggi e questo lo rende un attore limitato ad una certa tipologia di film, ma se lasciamo da parte le cazzate tipo “Fermati o mamma spara” (non mi ci fate pensare), quando recita nei film da lui scritti e diretti, ha una concentrazione unica, è uno scrittore che interpreta i suoi personaggi.


"Non sono inespressivo. E' che mi scrivono così".
Conosce talmente tanto bene i suoi personaggi, da poterli caratterizzare nel dettaglio, il più delle volte utilizzando il linguaggio del corpo, Marion Cobretti è studiato nel minimo dettaglio, fin dal nome da donna che omaggia John Marion Wayne, potreste averne sentito parlare come di uno dei più duri della storia del cinema.

La posa da tamarro, i Ray-Ban a specchio, la Ford Mercury nera opaca (auto che arrivava dalla collezione privata di Sly, storia vera!), il fiammifero in bocca i guanti di pelle, ma anche l’ossessione per il cibo sano e la capacità di passare da duro silenzioso dallo sguardo tormento, ad aprire bocca e fare una battuta micidiale che lo fa sembrare un sociopatico particolarmente ironico.

Ho rivisto Rocky da poco, sempre con grande gioia, mi ha colpito la cura dei dettagli con cui Stallone ha costruito il suo personaggio, ad esempio, lo Stallone italiano in casa sua non ha appendiabiti, ma coltelli piatati nelle pareti a cui appende i pochi vestiti che possiede, quella stessa cura nella costruzione del personaggio la ritroviamo qui, altrimenti non riesco a spiegarmi perché Cobretti debba tagliare la pizza con le forbici!


Se tanto mi dà tanto, come minimo al tappo della birra gli spara.
La scena di apertura alla fine è un classico visto in duecentomila film d’azione, ovvero: il buono che sventa una rapina in un supermarket. Solo che “Cobra” porta tutto ad un altro livello: c’è il cattivo folle, la costruzione dell’attesa per l’arrivo dell’eroe (“Chiamate il Cobra”), la sua entrata ad effetto, con un paio di battute micidiali (“Vuoi parlare... e parliamo, io vado pazzo per la conversazione”), ma, soprattutto, la leggendaria “Tu sei il male, io sono la cura” che lancia il Tenente Cobretti nell’empireo della frasi maschie del cinema!

"Avrei preferito un metodo omeopatico, sono allergico al piombo".
Nelle sale cinematografiche del 1986, “Cobra” incassa bene, ma non benissimo, resta fuori dalla Top Ten dei film più visti dell’anno di poco, cosa che per il divo Stallone è quasi una disfatta, ma si guadagna il suo mito in VHS sul mercato dell’home video, è un film che fotografa alla perfezione il suo tempo, l’immaginario macho (e tamarro) degli anni ’80 in “Cobra” trova forse il suo apice assoluto, ogni volta che me lo vado a rivedere noto sempre meno i difetti (comunque parecchi), mi godo l’atmosfera da cartone animato ultra violento e lo trovo sempre più mitico.

Oggi un film di cartellone deve avere quintali di effetti speciali, dev'essere il dodicesimo capitolo di una saga con quattordici personaggi, tratta dal prequel a fumetti di un romanzo famoso, trent'anni fa bastava Stallone con i Ray-Ban e Marion “Cobra” Cobretti aveva già detto la sua anche su questo!

“NOI SIAMO IL FUTURO!!”
“No! Sei già il passato”

Auguri Cobra! Ti regalerò una bumble head.


No? Non ti piace? Vabbè allora ti prenderò delle forbici per la pizza.

34 commenti:

  1. Noi dobbiamo smetterla di pensarla allo stesso modo! In ogni modo (storia vera) anche la mia compagna taglia la pizza con le forbici... e dubito che abbia preso ispirazione da Cobra, visto che odia Stallone e si è anche rifiutata di riguardarlo con me ;_;

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    1. Ho appena letto il tuo pezzo, adesso passo a commentare, il primo film avremmo un parere differente, stapperemo una bottiglia di quello buono, giusto per celebrare l’unicità dell’evento ;-) Beh se si limita alla pizza non è un problema, inizierei a preoccuparmi se dovesse appendere i vestiti ai coltelli piantati nelle pareti ;-) Cheers!

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  2. Ahahahahah Sly che gingilla è un'immagine meravigliosa :-D
    Post mitico e hai ragione, Clint non si è mai sforzato di fare qualsiasi cosa da attore e tutti i suoi personaggi sono identici, eppure nessuno si azzarderebbe a non considerarlo un attore. Sly buca essendo se stesso e incarnando i personaggi che più lo rappresentano: ci voglio vedere un "attore vero" a fare meglio con gli occhiali di Cobretti :-P

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    1. Pensa che è stata la prima Gif su Cobra che mi è cicciata fuori su Google, non potevo non utilizzarla ;-)

      Il concetto di “Inespressivo” rischia di diventare una di quelle frasi fatte che si usano troppo spesso parlando di cinema, come se una prova recitativa valida si misuri solo sul numero di espressioni. Per certi personaggi, è più utile la presenza scenica che la gamma espressiva, certo poi qui Sly fa il super tamarro, ma questo è un altro discorso ;-) Cheers!

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  3. "Se tanto mi dà tanto, come minimo al tappo della birra gli spara."
    Sto ancora ridendo. Cassidy non deludi mai, difatti ormai ti consiglio a occhi chiusi

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    1. Se usciamo tutti per una pizza e una birra, dobbiamo munircj di pistola e forbici :-P

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    2. Grazie mille e non per far sviolinate (non è il mio stile) faccio lo stesso con i tuoi pezzi, e i vostri video. Ci metto sempre un sacco a trovare il tempo di vederli, ma non ne perdo uno. Quello di “Cobra” me lo sono sparato ieri pomeriggio, la Camusso e “L’ultimo dei Sindacalisti” mi hanno fatto piegare dal ridere ;-) Cheers

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    3. Tutti davanti alla pizzerie, a sbatacchiare a ritmo le forbici, con una pistola con calcio personalizzato, infilata nella cintura. “E’ una rapina?”, “No una pizzata!” :-D Cheers

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  4. Spassosa disanima come al solito.Mi hai fatto venire voglia di rivederlo,e' da parecchio che non lo faccio.
    Un altro film che puo' contare one liner a strafottere sempre con Sly e' Tango e Cash .A quando una sua recensione? ;-)

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    1. Ti ringrazio molto ;-) Stessa cosa per me, infatti questa festa cascava a fagiolo per trovare una scusa per rivedermi il film. “Tango & Cash” è un altro titolo che vorrei rivedere, ne ricordo ancora svariate battutacce a memoria, devo averlo visto tipo cento volte da bambino ;-) Devo metterlo in pista, magari prima del trentennale del 2019 ;-) Cheers!

      P.S. «Rambo è una pulce!»

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  5. Quanto adoravo le sue frasi fatte e le sue sboronaggini, quando ero un infante. :-P
    Film che avrò visto decine e decine di volte in VHS.

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    1. Infatti va visto così questo film secondo me, se ti soffermi a riflettere, il messaggio “politico” è risibile, ma l’atmosfera sborona e il look patinato e ultra ricercato lo rendono un bellissimo cartone animato violento con attori in carne ed ossa ;-) Un tempo poi lo passavo spesso anche in tv oltre che sulle varia VHS dell’infanzia ;-) Cheers!

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    2. Rivedendolo adesso la filosofia di MC fotografa la giustizia italiana odierna! @_@ Comunque non posso che concordare con la bella disamina. Poteva uscirne un nuovo "Rambo", ma ci siamo dovuti accontentare di questa tamarrata, comunque gradevole. XD

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    3. Ti ringrazio moltissimo, penso che Sly volesse davvero il terzo personaggio dopo Rambo e Rocky, invece Cobra è rimasto figlio unico ;-) Cheers

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  6. E' un cult assoluto.
    Ma soprattutto... da qualche stagione manca in tv, come mai Rete4 latita?
    Concordo su tutto quello che hai detto... non sapevo cosa avrebbe dovuto essere e (per fortuna?) non è stato, però credo ci sia bisogno di film così, anche oggi.

    Moz-

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    1. Ormai i palinsesti sono farciti di talent show, francamente preferivo quando riempivano i buchi usando film come questo, molto meglio il Tenente Cobretti che tanta robaccia molto meno di culto ;-) Cheers!

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    2. Puoi dirlo! Ma il mio sogno è sempre quello di un canale generalista improntato come fossero gli anni '80-'90 :)

      Moz-

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    3. Ormai tocca accontentarsi delle briciole dei canali regionali. L'altra sera su 7Gold ho beccato Rutger Hauer che picchia criminali in giro per la città in "Wanted: vivo o morto" (1987), dove il super terrorista cattivo è... Gene Simmons dei Kiss! Senza trucco in faccia è il classico mediorientale dei film Cannon :-D
      Poi su IRIS di notte ho beccato "Giustizia privata" (1986) con Michael Paré, ma sono davvero briciole: se ripenso a quanto davo per scontato quel mondo di film in TV in cui sono cresciuto...

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    4. Ecco il canale dedicato sarebbe per assurdo un innovazione, se esistono i canali con i cartoni animati, non penso sia un idea tanto stramba.

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    5. Gene Simmons!? Cavolo mi manca quello, devo recuperarlo! ;-) In effetti senza trucco è perfetto come mediorentale, anche se di origini è Israeliano :-P

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    6. E' spettacolare, sembra il classico terrorista dei film americani anni Ottanta!
      http://4.bp.blogspot.com/-q3RTUDYSwAs/UU8HpKsKEeI/AAAAAAAAmpc/pzI_e3h4FHk/s1600/272268_large.jpg
      Il film è una tamarrata galattica, Hauer fa il duro coi capelli platinati e fa in pratica il Cobra della situazione, circondato da una secchiata di caratteristi d'epoca.

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    7. E’ più truccato in questa foto che sul palco con i Kiss :-P
      I capelli platinati sono diventati il suo marchio di fabbrica, niente dovrò vedermela, mi mancano parecchie chicche come questa della lunghissima carriera di Hauer ;-)

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    8. Guarda, avendo vissuto in pieno gli anni Ottanta ti posso assicurare che Blade Runner non se lo filava nessuno finché, nei Novanta, l'hanno pompato a mito fino all'eccesso. Per me, per i miei amici dell'epoca, per i miei compagni di scuola e per i rispettivi padri, Rutger Hauer era il fottuto psicopatico di "The Hitcher" (1986), film che faceva paura solo a citarlo. Poi era il cavaliere epico di "Ladyhawke" (1985) e i cinefili si sbrodolavano con il suo "La leggenda del santo bevitore" (1988), ma noi a scuola eravamo fomentati per "Giochi di morte" (1989) con la giovane Joan Chen.
      Era lo Zatoichi americano in "Furia cieca" (1989), per i fortunati che l'avevano visto era lo psicopatico de "I falchi della notte" (1981) con Stallone. Poi è arrivato al culmine, con il super-tamarro fanta-cazzone "Detective Stone" (1992) e tutto è finito. Ha smesso di fare ruoli esagerati, ha cominciato a fare robbetta senza carattere e malgrado faccia venti film l'anno non è più nei radar.
      Tutti questi film sono scomparsi dai palinsesti e ormai pochi nostalgici li ricordano: dei mille miliardi di ruoli interpretati, Hauer è e rimarrà solo l'androide di Blade Runner...
      Certo che ci starebbe bene una retrospettiva gagliarda :-P

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    9. Hai riassunto una carriera alla perfezione :-D
      Di tutti questi elencati mi manca solo "Detective Stone" ma dovrei averlo scaric... Comprato su Amazon! ;-)

      Per altro "The Hitcher" è in odore di trentennale, così, tanto per gradire :-P

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    10. Vero! A dicembre ci sarà da festeggiare a iosa!!

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    11. Ottimo, tanto Dicembre é già festoso di suo Natale e tutte quelle robe lì ;-)

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  7. Non l'ho mai visto, ma non sembra proprio essere un film per le mie corde...

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    1. In effetti è abbastanza tamarro, ma a suo modo è un film di culto ;-) Cheers

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  8. Lo vidi al cinema ed aveva tutto quello che poteva piacere ad un tredicenne dell'epoca!
    Riconsiderandolo ora ne vedo tutta la retorica kitch di cui sbrodola indecentemente... ma, sai una cosa, mi piace lo stesso e non so se esserne preoccupato o meno! Sicuramente é perché, come hai efficacemente analizzato tu, é come un bel cartone animato, ironico ed adrenalinico... e, aggiungo io, ha venature horror piuttosto accattivanti (la cerimonia delle scuri su tutte)!
    P.s.: Hai citato la serie "Troppo forte!" e non posso fare a meno di segnalare la presenza proprio del protagonista David Rasche nel ruolo del fotografo della Nielsen!
    P.p.s.: Grazie per la dritta del romanzo! ;-)

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    1. Alla fine è talmente patinato da risultare ben poco credibile nei messaggi, però a suo modo caciarone ;-) cavolo è vero! Non ho pensato di controllare, ma ora che me lo hai detto è lo stesso attore, quindi non solo Stallone ha voluto due attori di "Dirty Harry" ma anche una che arrivava dalla "concorrenza" :-D Grazie a te per questa chicca. Cheers!

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  9. Meglio la tua recensione che il film :)
    E' vero 30 anni fà il film di Stallone si anda a vedere, ma a parte lo 'spara-spara e ammazza-ammazza' (come definisce gli action movie la mia fidanzata ora moglie) non mi piacque molto.

    Ancora ricordo al cinema che la mia fidanzata alla scena con con i tizi con le asce la defini una riunione di boscaioli insodisfatti.... non siamo mai andati d'accordo su i film da vedere ancora oggi ma oggi non me ne faccio un problema.

    Grande come al solito

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    1. Ti ringrazio fin troppo gentile… Bro-Fist! ;-)
      La riunione di boscaioli insoddisfatti è una gran definizione, poteva quasi essere materiale per “Cobra 2 - The Lumberjacks revenge” ;-) E’ abbastanza un classico non trovarsi in accordo su certe tipologie di film, specialmente tipo questo qui. Cheers!

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  10. Ho sempre visto come "Cobra" come quei film fighi, ma che ti dimentichi cinque minuti dopo. Ma quando lo rivedi torni a rifare: "WOW"!
    Un giorno parlerò anch'io di Cobra, ma a modo mio (cioè demente ahah)

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    1. In effetti è memorabile ma si scorda presto, non vedo l'ora di leggerlo il tuo pezzo! ;-) Cheers

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