lunedì 4 ottobre 2021

L'uomo nel buio - Man in the Dark (2021): non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere

Aspettavo questo secondo capitolo di “Don't Breathe”, da noi in uno strambo Paese a forma di scarpa, “tradotto” con il titolo di Man in the dark? Proprio no, perché a me il primo film non era piaciuto per niente, fondamentalmente perché ho più di un problema con il cinema di Fede Álvarez.

Se avete già letto il post dedicato al primo film, perdonatemi l’effetto replica, ma mi sembra giusto argomentare: “Don't Breathe” anche noto come “Man in the dark”, più che per il violentissimo non vedente fatto a forma di Stephen Lang, me lo ricordo per una scena in particolare, che non esito a definire in parti uguali fastidiosa e vigliacca.

Senza girarci troppo attorno, era una scena di stupro però alla Fede Álvarez, uno che vuole fare il provocatore ma con il freno a mano tirato, nel suo film voleva la violenza e la brutalità di una scena di stupro - piuttosto gratuita aggiungerei - ma senza mostrarla e utilizzando un trucchetto (la trovata del siringone ripieno) per aggirarla, insomma ritengo che la violenza sessuale non sia proprio un argomentino su cui chiacchierare al bar, se proprio un regista o comunque un narratore, deve farne uso in una sua storia, che lo faccia almeno con una certa dose di responsabilità. Perdonatemi ma non riesco ad equiparare gente sbudellata male alla violenza sessuale al cinema, ok è tutta finzione, ma se racconti uno stupro senza conseguenze o senza approfondire quello che subisce la vittima, per me stai semplicemente alzando la posta in gioco per attirare attenzione e poco altro. Oh, ci sarà un motivo se quando leggo il nome di Fede Álvarez storco il naso no?

"Fede Álvarez vieni fuori, giuro che non ti faccio niente..."

“Don't Breathe 2”, sempre prodotto da Sam Raimi e Rob Tapert, che hanno preso Álvarez sotto la loro ala protettiva, sembra uno di quei seguiti inattesi un po’ da tutti, specialmente dai suoi autori, che forse non pensavano che il primo film sarebbe potuto piacere così tanto al pubblico. Quindi per giustificare quel due scomparso dal titolo italiano e adattato nell'inutilmente prolisso “L'uomo nel buio - Man in the Dark” cosa fanno? Replicano lo schema del primo film epurandolo delle trovate sceme - tipo il furto in appartamento peggio pianificato della storia del cinema - nascondendo sotto il tappeto buona parte delle polemiche, se così possiamo chiamarle, perché la faccenda dello stupro-ma-non-chiamatelo-stupro, penso abbia fatto arricciare il naso solo a me e forse a pochi altri spettatori. Starò diventando più sensibile con gli anni? Non credo anzi, credo che sia solo Fede Álvarez ad essere diventato più paraculo, mettiamola così, non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere, con Norman in circolazione mi sembra il paragone migliore.

Questo secondo capitolo inizia dove terminava il primo, una frettolosa scena di raccordo per poi spostare la trama otto anni dopo: Norman Nordstrom (Stephen Lang) vive nel solito sobborgo trucido di Detroit con Phoenix (Madelyn Grace) la bimba che ha salvato e tenuto con sé, che si chiama come quello figo dei Cavalieri dello Zodiaco così perché è sopravvissuta al fuoco e balle varie. Ora se pensate che sia abbastanza assurdo che un non vedente, che vive come un latitante, possa adottare una bambina e crescerla come se fosse sua figlia, non vi sembrerà poi così strano che i due vivano quasi integrati nella comunità, che lui venda piante per vivere e che Phoenix ogni tanto possa anche uscire a giocare con gli altri bimbi sperduti dei sobborghi di Detroit, una città con un tasso di criminalità talmente alto che persino Norman Nordstrom, con il suo nome da cattivo dei fumetti, potrebbe quasi passare inosservato.

Sembra "The last of us" invece è Detroit.

Se nel primo film, dei giovani ladruncoli improvvisati, sceglievano la casa sbagliata da rapinare e venivano trucidati dal nostro Norman, “Don't Breathe 2” cerca di mettere una pezza a questa lacuna, come fare? Facile basta sostituire gli invasori con qualcuno di palesemente disgustoso, tanto quella faccenda del siringone e dello stupro-ma-non-chiamatelo-stupro l’abbiamo quasi nascosta sotto il tappeto no? Quindi ora il film può calare la maschera, cercando di lanciare Norman Nordstrom, come novello Jason e Michael Myers della situazione. Che poi ai miei occhi sarebbe un po’ come se nei seguiti di Nightmare, ci venisse detto che quella storia dei ragazzini uccisi da Freddy Krueger, ma si dai! Non formalizziamoci, sono bravate di poco conto, che volete che sia!

I sostituti invasori, facente funzione di carne da cannone ci vengono presentati con una delicatezza incredibile, direi lo Zen e l’arte di rappresentare gli avversari al cinema, ma d’altra parte il film è stato scritto dallo stesso Fede Álvarez e dal suo socio, Rodo Sayagues, qui promosso anche a regista del film. Per altro questi due, sono al momento al lavoro sull'ennesimo seguito (o rilancio che sia) della saga di Non aprite quella porta, il che se devo essere onesto, se da una parte mi lascia sperare dall'altra mi preoccupa molto, direi 60 e 40 in favore della preoccupazione.

Phoenix si ferma per una sosta pipì in un bagno pubblico? Un viscidone la avvicina con intenti ben poco nobili, proprio mentre comincia a girare al TG la notizia di un tizio che rapisce i bambini per portar loro via gli organi interni per il mercato nero. Questo è il livello di “pennarellone a punta grossa” con cui Álvarez e Sayagues delineano i cattivoni, pedofili e trafficanti di organi, ci mancava solo aggiungere che regalano le figurine con la droga dentro ai bambini nei parchi pubblici e poi il quadretto sarebbe stato completo, perché è chiaro che se la volontà è quella di lanciare Norman Nordstrom, nascondendo quasi del tutto sotto il tappeto il suo passato da stupratore, ci vuole qualcuno di ancora più disgustoso di lui da opporgli contro no? Se riuscite meglio di me a dimenticare i trascorsi del personaggio interpretato da Stephen Lang, allora potrete godervi di più “Don't Breathe 2”, la cui parte migliore arriva quando abbraccia in tutto e per tutto il sottogenere "home invasion".

"Arzate a cornuto arzateee!" (cit.)

I cattivoni secondo la descrizione che loro stessi forniscono, sono ex soldati congedati con disonore, ma a loro detta non esiste disonore in una guerra disonorevole, che più che una critica sociale all'industria bellica, sembra uno scioglilingua, trentatré soldatini vennero disonorati con disonore tutti e trentatré trottoleranno. Ma sta di fatto che quando proveranno a fare irruzione in casa di Norman per prendere Phoenix, faranno una fine brutta. Molto brutta.

Senza ombra di dubbio questa resta la porzione migliore di “Don't Breathe 2”, quella in cui un cattivo tratta dei cattivi molto ma molto male, trasformando ogni oggetto della sua casa in un’arma letale e quando dico ogni oggetto, intendo anche quelli apparentemente innocui, tipo la colla a caldo ad esempio. Si perché di fatto Norman Nordstrom cancella dall’equazione la sua cecità, facendo un discreto culo a capanna agli ex soldati, che in casa sua, al buio, sono prede più che predatori.

Il nostro Norman di fatto è posseduto dal super poter dell’incazzatura, se si arrabbia diventa semi immortale e se vi sembra una trovata cretina e poco realistica, diventa anche difficile darvi torto ma per nostra fortuna, Stephen Lang è talmente convincente da permetterci di sospendere l’incredulità quel tanto che basta da goderci per lo meno il massacro a parti invertite. Anche perché parliamo chiaro, Stephen Lang è in giro da parecchio tempo, ha fatto una notevole gavetta e solo ora, grazie a parti da “grande vecchio”, si è guadagnato quella visibilità che in carriera forse non ha mai avuto prima, ironico che lo abbia fatto grazie ad un personaggio non vedente. Però se scavate indietro nella memoria, ricorderete che Stephen Lang non è nuovo a ruoli da matto con il botto, in ogni caso ho un post in preparazione sull'argomento, quindi al massimo ne parleremo quando sarà il momento.

"Ucci ucci sento odor di soldatucci"

Quello che poi spiazza ancora di “Don't Breathe 2” è che superata la grande mattanza, il film prende una piega differente, in cui Phoenix e il suo passato salgono in cattedra, le motivazioni dei cattivoni vengono approfondite e la storia diventa il romanzo di formazione della ragazzina, la sua presa di coscienza con tanto di finale a cui manca solo la quasi citazione: «Come ti chiami?», «Phoenix come?», «Phoenix Skywalker». 

Insomma, per assurdo si potrebbe tranquillamente cominciare a vedere questa - forse - neonata saga con protagonista un novello Jason non vedente, proprio partendo dal capitolo diretto da Rodo Sayagues, che malgrado il limite delle scene molto buie (per ovvie ragioni di trama), muove bene la macchina da presa e dimostra di saper dirigere. Quindi l’adattamento italiano forse per una volta, fa il gioco di Álvarez e Sayagues, facendo sparire il numero due dal titolo, un colpo di spugna e passa la paura. 

Quindi se volete 99 minuti di un “Home invasion” piuttosto violento con svolta giovanile finale, questo Don't Breathe 2 L'uomo nel buio - Man in the Dark potrebbe fare al caso vostro, da parte mia, ogni volta che avverto la presenza di Álvarez nei paraggi, sento puzza di bruciato, ci sto lavorando ma per ora posso farci ben poco.

20 commenti:

  1. Allora,per prima cosa il tizio cieco era decisamente un cattivo nel primo film,seconda cosa farlo passare ora per un anti-eroe dopo quello che abbiamo visto nel primo film e una boiata,e terzo punto,se voglio vedermi un tizio cieco che salva i piccini dai brutti e cattivi,allora tanto vale che mi riguardi "Furia Cieca" con Rutger Hauer!

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    1. Appunto, un “salto dello squalo” assurdo, mi tengo stretto Rutger tutta la vita ;-) Cheers

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  2. E anche qui si rinnova la tradizione di Sam Raimi,un grand'issimo quando si tratta di dirigere,tremendo il piu delle volte quando fa il produttore! Per trovare le cose belle prodotte da lui meglio rivolgersi ad Hercules e Xena!

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    1. Ha tutta la mia stima e il mio affetto, non esito a considerarlo un genio, ma come produttore, quando vedo il logo della sua Ghost House tremo, ma non per i motivi per cui dovrebbe far tremare un horror. Cheers

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  3. Mado', finalmente qualcuno che lo fa notare. In questi mesi di gente infoiata per questo film mi sembrava di essere l'unico che si ricordava che nel primo il nostro "eroe" era un pervertito col botto, oltre che un pippaiolo da record visto la scorta di... roba sua che ad un certo punto esibiva. Addirittura mi sono visto rispondere che esageravo, che non era un reale stupratore perche'... non penetrava le vittime (ragazzi, dovesse capitarvi: rapire ragazze, seviziarle, tenerle segregate come animali in cantina e provare a metterle incinta attraverso siringoni non solo e' stupro, ma e' stupro con tante di quelle aggravanti che buttano via la chiave dopo avervi messo dentro) e che in fondo la tipa "se l'era cercata" provocando la morte della figlia (e qui non ho commentato e non intendo farlo ospite qui, perche' potrei farlo solo dicendo solo tante parolacce). Tra l'altro vedendo il primo film mi ero proprio chiesto che razza di vita potesse aver fatto la figlia con un simile depravato come padre: bellissima e "safe" sembra ci dicono in questo secondo film. Certo.

    Boh, per me un nuovo "Rambo(+Zaitochi)" piu' stronzo non potevano inventarselo. Forse l'elemento di maggior interesse di tutta la faccenda e' proprio realizzare che questo bel campione di ipocrisia criminale e' "l'eroe" perfetto di questi anni.

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    1. Fiuuu! Meno male, temevo (ma anche no, è la mia idea quindi la esprimo argomentandola) di beccarmi dei nomi, invece per fortuna non sono il solo ad essere rimasto schifato da questa mossa. Si, gli omicidi sono migliori, il film gira meglio però sul quel piccolissimo particolare (roba da niente eh?) non riesco proprio a passarci sopra, più forte di me. Cheers

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  4. Com'e che si dice? smettila di toccarti di continuo,che a furia di farti le seghe diventi cieco! Mi sa che il protagonista di questo film deve aver preso l'abitudine in guerra!

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    1. Tranquillo che se faranno soldi, il capitolo prequel con le origini della cecità è quasi assicurato. Cheers!

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  5. Non l'ho visto e credo che nemmeno mai lo vedrò, dato che sono tra quei che questo seguito proprio non lo aspettavano.

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    1. Ti comprendo benissimo, nemmeno a me il primo era piaciuto, anzi! Cheers

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  6. Non conosco il franchise (visto che ormai sono 2 film), e della scena dello stupro ho capito poco, ma mi sembra un po' debole come provocazione. La vera "provocazione" con stupro la fece il vecchio Peckinpah in Cane di paglia, tant'è che ancora oggi non riesco a rivederlo, non perché sia un brutto film, ma perché tutto l'assunto del film mi disturba. Il vecchio Peckinpah era proprio, come direbbe terence Hill-Nessuno, un "Rosica-pallinpock".
    Poi non ho capito: questo ammazzatutti cieco è un personaggio positivo, negativo o "sfaccettato" (visto che lo paragoni a Jason)?
    Per un terzo film avrei un'idea, scontatissima ma fa molto wuxiapian (o come si scrive): farlo combattere con un altro ammazzasette cieco. si potrebbe per l'appunto richiamare Rutger dalle celesti praterie. Per un film così magari torna. Ora che ci penso tutto ciò fa anche molto spaghetti western, e pure molto Daredevil. Trasmettila a Mr. Alvarez, magari ci allunga qualche dollaro.

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    1. Alt! Peckinpah ha avuto i maroni di portare in scena un momento tostissimo e sfaccettato, perché inizia come una scena d'amore consenziente e diventa uno stupro, mentre quel gran paraculo di Alvarez voleva l'effetto shock ma usando un espediente, tu giudichi il risultato sulla tua reazione emotiva ma le due scene non hanno nulla di paragonabile, devo ancora trovare un regista con il talento e la capacità di dirigere un film di rottura come quello di Bloody Sam, di sicuro non è Alvarez. Detto questo di sfaccettato non ha nulla, visto che lo hanno opposto a personaggi cattivi scritti ancora peggio. Cheers!

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  7. Ora che ci penso Lang rientra benissimo nei "maestri sciancati": mi sa che devo inserire enttambi i film nel mio ciclo, quindi grazie per avermelo ricordato :-P

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  8. Uh! A me il primo non era dispiaciuto per niente, invece... Mi sarò fatto stregare dal nome Sam Raimi?

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    1. Gran nome, tra i più grandi, ma come produttori uhmm ;-) Cheers

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    2. Ora che mi ci fai pensare... Hércules! Xeena! X--D

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    3. Il suo capolavoro come produttore! :-D Cheers

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  9. Oddio, per me Norman nel primo film non era un santo ma neppure cattivo, visto che aveva dei buoni motivi per cui faceva quelle cose ,
    La siringa vista come stupro.. diciamo che è una situazione ambigua, come un Peter Griffin che denuncia il suo medico di averlo stuprato perché gli ha infilato un dito nel sedere per controllare la prostata.

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    1. Non ci vedo nulla di ambiguo, si tratta di stupro bello e buono. Volevo aggiungere non nascondiamoci dietro ad un dito ma dopo il tuo esempio non è la frase migliore. Cheers

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