sabato 2 ottobre 2021

Bad to the bone: Buffalo Bill (Il silenzio degli innocenti)

Non sono solo i buoni a fare la storia del cinema, molto spesso i cattivi sono altrettanto iconici, e questa rubrica è tutta per loro, quei fantastici bastardi che amiamo odiare, cattivi fino al midollo: B-b-b-b-b-b-b-bad, bad to the bone!

Nome: Buffalo Bill
Ha “fatto brutto” in: Il silenzio degli innocenti
Amiamo odiarlo perché:
Ascoltare “Goodbye Horses” dopo di lui, non è mai più stato lo stesso. 
Aggiungo solo un estratto dal mio commento al film dedicato proprio a questo pezzo:

Clarice, promettente recluta con qualche problema con le irruzioni armate (come Jamie Lee Curtis in Blue Steel) viene chiamata nell’ufficio del dirigente dell’FBI Jack Crawford (Scott Glenn), Jonathan Demme la segue con la sua macchina da presa, senza sprecare parole già ci racconta qualcosa del personaggio. Con una scelta visiva efficacissima, vediamo la piccola Jodie Foster (non propriamente Kareem Abdul-Jabbar per altezza) entrare in ascensore con agenti maschi del Bureau, tutti con la stessa felpa rossa, pronti a squadrala dall'alto verso il basso. 

“Lo sapevo che avrei fatto meglio ad usare le scale, gli ascensori in questo film sono scalognati”

Sarà la condizione in cui, per un motivo o per l’altro, Clarice Starling passerà tutto il film, esaminata da uomini per il suo aspetto, donna tosta in un mondo dominato da esempi maschili non proprio invidiabili. Questa inquadratura dall'alto verso il basso tornerà anche quando Clarice verrà lasciata sola da Crawford con gli sceriffi, al ritrovamento del cadavere di una delle vittime di Buffalo Bill.

“Ok ragà ora state esagerando, così si capisce che non vedete una donna dal 1987”

Ad inizio film invece è da sola nell'ufficio di Crawford, dove sulle pareti si ritroverà a leggere i ritagli di giornale appesi: «Bill scuoia la quinta». No Clarice, non sei più nel Kansas, stai per scendere nella tana del bianconiglio (cannibale).

"Avrei preferito la Regina di cuori, lei si limitava a decapitarli"

[...]

Si potrebbe analizzare ogni sequenza di questo straordinario film, sottolineando il modo in cui tutti gli uomini del film, non facciano altro che fare apprezzamenti su Jodie Foster, che qui recita per la storia del cinema e che personalmente, ho sempre trovato anche molto bella, mi sia concesso un parere extra cinematografico. Un personaggio con un irrisolto paterno che levati, ma levati proprio, che nella mani di un manipolatore come Lecter potrebbe finire spezzata, invece tira fuori una spina dorsale di titanio, diventando il personaggio a cui anche noi spettatori finiamo per aggrapparci in questa discesa all'inferno.

“Un posto davvero brutto questa Bara Volante, non è vero Precious tu che dici?”

La lunga tirata sulla “campagnola ripulita” che sogna di arrivare all’EFF BIII AIIII (posso recitarvelo quasi tutto questo film, non sfidatemi, faccio paura quasi quanto Lecter dietro ad un vetro) è stata improvvisata da Hopkins leggerissimamente calato nel personaggio, molti suoi suggerimenti hanno reso Lecter uno dei cattivi più memorabili della storia del cinema, ad esempio la scelta di vestire completamente di bianco, per far risaltare maggiormente il sangue e perché beh, Hopkins ha il terrore del dentista con il suo camice dello stesso colore (storia vera). Anche se dubito che mai qualcuno avrà più avuto il coraggio di visitargli i denti dopo questo film.

Le piccole modifiche rispetto al libro sono del tutto funzionali alla trama, anche i giochi di parole sono stati modificati in maniera efficace nella sceneggiatura, il solfito di ferro sostituisce il “Billy Rubina” del romanzo, ma la cura dei dettagli del film è incredibile e tutta orientata nel provocare un senso di malessere nello spettatore, ok qui Lecter non ha sei dita per mano, ma il resto funziona alla grande, come il lepidottero testa di morto, un elemento da film dell’orrore, che sulla locandina del film è rappresentato con i corpi di sette donne (strizzando l’occhio alle vittime di Buffalo Bill), ispirate ad un’opera di Salvador Dalì.

Dalí. Ma dove? Dalí ti ho detto, ma sei cieco?

Si perché la parola che mi viene in mente più spesso guardando e riguardando “Il silenzio degli innocenti” è proprio malsano, lo dico spesso che un horror più che fare paura (sentimento da sempre soggettivo) deve essere malsano, lasciandoti addosso quella voglia di correre a farti una doccia per toglierti quella sensazione di sporco da dosso. “Il silenzio degli Innocenti” è tutto così, malsano nel fh-fh-fh improvvisato da Hopkins dopo la sua celebre frase sul fegato con fave e Chianti. Malsano negli intenti del personaggio interpretato magnificamente da Ted Levine, che nessuno ha mai accusato di transfobia perché semplicemente fa troppa paura, ed è un maniaco senza possibilità di recupero, persino le parodie non hanno fatto che rafforzare la potenza del suo personaggio, il suo balletto è stato replicato in “Clerks 2” (2006) in modo esilarante, ma questo non cambia il fatto che ogni volta che ascolto “Goodbye Horses”, mi sento come se fossi sull'ascensore per l’inferno (in discesa).

Ci tengo a dire che buona parte di questo post è stato scritto con questa canzone in cuffia (ma non i pantaloni addosso, storia vera)

22 commenti:

  1. Come iniziare un fine settimana all'insegna della cattiveria! ^_^

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    1. Mancava nella sfilata dei cattivi, ci tenevo ad averlo ;-) Cheers

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  2. E' l'incredibile ovvieta' che tutti quelli che sono veuti dopo Il silenzio degli inncoenti sembrano non aver capito di questa saga serialkillerosa, tanto che lo stesso Harris c'e' andato in confusione: "Manhunter" e "Il silenzio degli innocenti" facevano paura o inquietavano (e continuano a farlo) perche' Dente di Fata e Buffal Bill erano fottutamente paurosi e inquietanti. Lecter in prigione era il megafono e l'estensione di quel Male, una specie di guardiano lovercraftiano di un universo di follia insondabile, ma che funzionava proprio perche' imprigionato e statico, perche' la sua maleficita' era solo raccontata e non mostrata (se non nella scena dell'evasione, pero' guarda caso tutta giocata su una sua sorta di invisibilita').
    Una volta reso direttamente protagonista Lecter e' diventato una specie di Diabolik con dicutibili gusti culinari.

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    1. pardon per i refusi, il post mi e' partito per sbaglio.

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    2. Sono d'accordo, era il Caronte verso un mondo appena sotto il nostro fatto di matti spaventosi, solo che era troppo carismatico ed Harris ha deciso di cedere andando a raccontare la sua storia, che funzionava meglio quando solo accennata, infatti tra tutti "Hannibal" è il suo libro che apprezzo di meno. Cheers!

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    3. Nessun problema figurati anzi grazie per l'ottima analisi ;-) Cheers

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  3. Ma si che ricordo poco sto cattivo.
    Probabilmente perché è stato offuscato da Lecter...anzi rispetto a l'altro cattivo , Dolarhyde mi è sempre parso in tono minore e anche buffo .
    Non son d'accordo con Tommaso quando scrive che Manhunter faceva paura almeno tra i film dedicati al serial killer cannibale di Harris.
    Anzi mi è sempre parso l'anello più debole della catena.
    Ciao

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    1. Considerando quanto s'incazza quando la stampa non gli assegna un nome adeguato, tutto lo definirei tranne che buffo. Inoltre se sei riuscito a dimenticarti della scena con Clarice al buio, bracciata da Bill con visore notturno, buon per te, ma mi sa che ti sei dimenticato uno dei finali più tesi della storia del cinema ;-) Cheers

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    2. Avevo dimenticato pure quello!!
      Non possiamo mica tutti aver paura delle stesse cose no?
      Dovrò rivedermelo meglio..anche se con me le seconde visioni e pure terze , difficilmente mi fan cambiare idea.
      Per me Buffalo Bill viene oscurato da Lecter che domina letteralmente la scena in questo e altri film della serie.
      Ma su questo proprio lo asfalta ..ho trovato più inquietante Denti di fata in Red Dragon.
      Ciao

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    3. Pensa, ho visto tutte quelle volte "Il silenzio degli innocenti" e non avevo capito che in realtà parla di una gara di popolarità tra serial killer, tipo commedia di John Hughes con il manicomio al posto del liceo, "Belli in camicia di forza". Cheers

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    1. Tranquillo, si era capito dal resto della frase. Cheers

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  5. Persino Precious in questo film fa paura (e a me il rapporto tra i 2 ha sempre ricordato molto Gollum e un certo anello...). Comunque si, l'Hannibal Lecter di Hopkins è inarrivabile, ma in quanto a fifa pure Buffalo Bill col suo maledetto visore notturno non scherza affatto... Comunque quella del Silenzio degli innocenti rientra nella top 5 delle tue recensioni Cassidy!!!

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    1. Per altro Precious è la stessa cagnetta che si vede anche in L'erba del vicino (storia vera), per il resto, ti ringrazio moltissimo ;-) Cheers!

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  6. Difficile come elemento iconico "paragonarlo" a Lecter, eppure il vero cattivo era Bill, magia del cinema ;)

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    1. Mica male un film con due cattivi di tale calibro no? ;-) Cheers

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  7. Un personaggio memorabile, a dir poco.
    Che forse non arriva a livelli di raffinatezza e intelletto del suo "mentore" Lecter, ma risulta altrettanto pericoloso.
    Talmente potente e iconico che nemmeno la parodia (tipo quella scemissima di CLERKS 2, appunto) ne ha scalfito l'immagine.
    Che lo ripeto da sempre: le parodie sono fantastiche, ma rendono sempre un pessimo servizio all'originale.
    Ma con Buffalo Bill nemmeno buttarla in farsa puo' nulla.
    Fa ancora paura. La scena in cui Clarice irrompe in casa sua somiglia ad una discesa in un antro infernale.
    La tensione arriva a livelli insostenibili.
    Si capisce cosa devono aver provato i poliziotti che per primi hanno svelato gli orrori di gente come Jeffrey Dahmer, John Gacy o Ed Gein.
    Ma li' li avevano gia' presi, mentre qui...c'e' in gioco la vita stessa della protagonista e la suspence schizza alle stelle!
    Film stupendo quanto irripetibile, e non solo nella crudezza e nell'atmosfera malsana.
    Qui si tratta anche della regia, della scelta degli attori e delle performances da parte loro.
    E gente come la Foster, Hopkins e lo stesso Levine erano letteralmente in stato di grazia.
    Una concatenazione unica, dove tutto era al posto giusto nel momento giusto. E pertanto difficile, se non impossibile da replicare.
    Massimo rispetto a Demme e alla Foster che hanno avuto il buon senso di capirlo.
    Certe cose riescono una volta sola.
    Concordo su Lecter: funzionava meglio fino a che aveva un ruolo marginale e defilato (ma da cui faceva ugualmente sentire la sua presenza funesta).
    Quando era un consulente, utilizzato per dare la caccia ai mostri simili a lui, e che in un certo senso lui stesso forse aveva contribuito a creare.
    Secondo il vecchio adagio in cui "Ci vuole un pazzo per prendere un altro pazzo."
    E lui era il piu' pazzo di tutti!
    Il numero uno tra i maniaci.
    Ma poi e' rimasto vittima della sua stessa popolarita'.
    La gente voleva lui, e sia il suo autore che i registi che si sono cimentati con lui hanno deciso di darglielo.
    Purtroppo.
    Prova strepitosa di Levine, che forse ha interpretato questo ruolo talmente bene da finire schiacciato.
    Come spesso accade.
    L'ho rivisto in poco altro, piu' che altro come caratterista.
    Da attore principale me lo ricordo giusto in THE MANGLER, dove fa sicuramente del suo meglio.
    Ma a fare il personaggio positivo non ce lo vedo proprio, mi spiace.

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    1. Jeffrey Dahmer, John Gacy e Ed Gein. Sono proprio questi i riferimenti per il personaggio, non poteva mancare in questa rubrica ;-) Cheers

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  8. In The Alienist a Ted Levine (baffuto) fanno interpretare un poliziotto corrotto, è la legge del trapasso :D Mi hai aperto un mondo con il discorso delle donnine sulla farfalla che semplicemente ignoravo! :D

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    1. Si nasce incendiari e si muore pompieri ;-) Sono qui per chicche come questa. Cheers!

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  9. Sebbene nel libro sia un personaggio più esplorato nel film rimane comunque un cattivo inquietante e che sa spiazzare, anche solo per la scena del ballo. Purtroppo resta sempre messo in secondo piano, se non praticamente eclissato da Hannibal Lecter, senza nulla togliere alla magistrale interpretazione di Hopkins, ma trovo in giusto come non si parli mai della performance di Ted Levine, che oltre per questo ruolo ricorderò sempre come il capitano Stottlemeyer della serie tv detective Monk, che ha comunque lasciato il segno.

    Ps: per chi interessa oltre a goobye horses nelle scene in cui compare Buffalo Bill si possono sentire in sottofondo altre due canzoni: real man dei savage republic ed alone di Colin Newman

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    1. Penso la stessa cosa, un grande attore che con pochissime scena ha saputo creare un personaggio spaventoso, troppa grazia per un film solo, ci sarà un motivo se mi piace così tanto questo film ;-) Cheers

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