venerdì 13 agosto 2021

Venerdì 13 (2009): ricicla, rifai, remake!

Cosa ci volete fare? Sono un pazzo romantico. Avevo questo stupido piccolo sogno di portare su questo Blog un film della saga di Venerdì 13, ogni venerdì 13 del calendario. Ci sono voluti sei anni per completare l’opera ma oggi finalmente ci siamo, perché per l’ultima volta (fino alla prossima) è venerdì 13 e Jason torna di nuovo su questa Bara. Certe abitudini non muoiono mai, proprio come Giasone.

Certo sarebbe potuta andare un pochino meglio, ma è inevitabile per una saga lunga e famosa imbattersi in varie tappe obbligate. Numerosi seguiti? Cambi di case di produzione e di tono? Il nostro Giasone ha fatto tutta la trafila, quindi anche a lui tocca la maledizione del remake, uno particolarmente bizzarro fin dalla sua genesi.

Avevamo lasciato Jason Voorhees saldamente in mano alla New Line Cinema, che infatti aveva utilizzato i diritti sul personaggio per fargli incrociare le lame con il padrone di casa dello studio cinematografico, Freddy Kruger. Nel frattempo le beghe legati sulla paternità del personaggio impedivano a Sean S. Cunningham di portare Jason sul piccolo schermo, come ogni tanto minaccia di fare con una serie televisiva, per questo l’unica strada rimasta per l’assassino di Crysal Lake era quella del remake, ed è qui che sono entrati a gamba tesa gli specialisti della Platinum Dunes, la casa di produzione di Michael Bay, che prima di azzeccare la saga campione d’incassi della Notte del giudizio, era specializzata solo in rifacimenti. Rifacimenti brutti per la precisione.

La Platinum Dunes che si avventa con il suo garbo su un classico del cinema Horror.

Il remake di “Friday the 13th” è un caso (purtroppo nemmeno così raro) di tanta incompetenza tutta insieme, lo vidi ai tempi sopportandolo con fatica, l’ho rivisto con lo stesso livello di insofferenza in occasione di questa tradizione della Bara Volante, ma ancora oggi mi chiedo che senso abbia avuto affidare agli stessi sceneggiatori di quel fumettone di Freddy vs. Jason, anche la responsabilità di rilanciare il personaggio. Damian Shannon e Mark Swift avevano la possibilità di utilizzare l’assassino di Crystal Lake in modo creativo, invece sembrano due impiegati intenti a sbrigare la pratica affidata dal capo, per altro nel modo più grigio e anonimo possibile. Infatti questo non è il film con il Jason più alto di sempre, ma nemmeno quello con il maggior numero di morti, è un "Venerdì 13", punto.

“Venerdì 13 è quello con il tizio grosso con la maschera da Hockey?”,”Si”, “Allora siamo in un Venerdì 13 oppure un portiere di una squadra di Hockey si è perso in bagno”

Pensiamoci un attimo, Freddy ha bisogno di una giustificazione per tornare a turbare i nostri sogni, lo stesso vale per Michael Myers, da anni incastrato in partente, ripartenze e vicoli ciechi narrativi. Jason invece non avrebbe questo problema, con buona pace di Kane Hodder, basta uno spilungone dalle spalle larghe truccato abbastanza per fare da “ripieno” a Giasone (qui tocca a Derek Mears che recentemente è stato anche Swamp Thing) poi il personaggio non ha davvero bisogno di vera continuità, dopo essere stato nello spazio, Jason è più che altro un mito, l’uomo nero con cui si terrorizzano campeggiatori, adolescenti arrapati e spettatori. Potrebbe tornare identico a sé stesso in eterno, ad incarnare le morte con machete, attraversando a passo lento e deciso tutte le mode passeggere del cinema Horror. Invece Damian Shannon e Mark Swift cosa fanno? Tirano fuori un insipido bignami della saga di “Venerdì 13”, uno scialbo riassunto delle puntate precedenti che ignora volontariamente i capitoli e le trovate più comiche viste negli anni, un’operazione di rinnovamento che in realtà risulta più vecchia che ristrutturare casa usando la carta da parati cara alla nonna. Un filmetto indistinguibile dalle quintalate di altri horror per adolescenti del periodo, con l’aggravante di aver scomodato un’icona per nulla.

Vieni a Crystal Lake, ci divertiremo un sacco!

Chi ci metti a capo di questo suicidio artistico, prodotto in fretta e furia per sfruttare un titolo noto al pubblico? Ci vuole qualcuno di connivente, ad esempio un regista di origini tedesche, con esperienza di videoclip e pubblicità, uno che si è fatto un nome con un altro rifacimento della Platinum Dunes di un classico del cinema horror come Non aprite quella porta, un film uscito nel 2003 e che tutti ricordano grazie alla canottiera di Jessica Biel, o più che altro al contenuto della stessa. Uno che di lì a poco avrebbe messo le sue manacce sul remake di Conan il barbaro, con risultati su cui preferirei non dire nulla, perché potrei far adirare Crom con i miei improperi, si sto parlando proprio di lui, l’inutile e dannoso Marcus Nispel.

Danielle Panabaker sta pensando: "Ma questo è del mestiere?"

Di fatto un arredatore d’interni prestato al cinema horror, capace con questo film di mandare a segno un’operazione anche più anonima del successivo remake, sempre targato Platinum Dunes di Nightmare, che era un film insignificante ma almeno si giocava un ottimo protagonista, per “Venerdì 13” invece? Nemmeno quello.

Questo “Friday the 13th” non approfondisce niente, non ha la minima voglia di ripensare il personaggio, sembra solo interessato a bruciare le tappe, procedendo con l’avanti veloce lungo la sua storia. Un frettoloso prologo in bianco e nero riassume (male) la follia di Pamela Voorhees che era il colpo di scena del primo film del 1980, una frettolosa strizzata d’occhio che i vecchi fan devono farsi bastare e quelli nuovi, che magari hanno sempre solo sentito parlare di Jason senza aver visto i suoi film, nemmeno potrebbero capire, perché tanto questo film non ha voglia di accontentare lo zoccolo duro di appassionati, ma nemmeno di provare a conquistare nuovi spettatori, questo film è una pratica sbrigata senza voglia, probabilmente per non perdere i diritti di sfruttamento sul personaggio e nel caso peggiore, sfornare un altro po’ di merchandising con cui tirare su altri due spiccioli. Infatti la prova di Nana Visitor (la mitica Kira di Star Trek - Deep Space Nine) nei panni della mamma di Giasone, si perde come lacrime nella pioggia, oppure come un peto controvento per giocarsi una metafora più adatta alla qualità di questo film.

"Se solo avessimo avuto Jason durante la guerra contro i Cardassiani"

Sbrigata la formalità del prologo che (non) introduce il personaggio, sotto con la prima carrettata di adolescenti da macellare, come avrebbero detto in “Madagascar” (2005): «Fate entrare gli smidollati!». Qui ben rappresentati dal solito gruppo di attrici e attori trentenni, chiamati ad impersonare dei campeggiatori adolescenti, i cui principali interessi sono ripeterci quanto avvenuto nel prologo seduti attorno al fuoco, per poi passare alla caccia della pianta d’erba e all'accoppiamento in tenda. Da segnalare in questa masnada di fessi solo America Olivo, che sfoggia il lavoro del suo chirurgo plastico portando in scena il vero filo rosso che tiene insieme questo remake: il silicone.

I personaggi sono talmente odiosi che quando vengono uccisi a nessuno frega nulla, inoltre il film sembra più interessato a strizzare l’occhio ai vecchi capitoli, infatti Jason uccide la prima tornata di trentenni-finto-adolescenti indossando un sacco di iuta in testa come in L'assassino ti siede accanto e poi pensa bene di cucinare la Olivo appesa sopra il fuoco acceso chiusa dentro il suo sacco a pelo, a ben guardare una variazione sull'omicidio con sacco a pelo del settimo capitolo. Insomma non dire ragazza ammazzata se non ce l’hai nel sacco (a pelo).

Questi ragazzi hanno una sola cosa in testa: il machete!

Mentre la conta dei morti è già arrivata agilmente a cinque altre tacche sulla cintura di Jason, il film cosa fa? Colpo di scena! Svolta! Rivoluzione narrativa! Fa entrare in scena un’altra tornata di attrici e attori trentenni, chiamati ad impersonare dei campeggiatori adolescenti, tra cui spicca Danielle Panabaker - giusto perché l’abbiamo vista in altri film - un altro paio di signorine incaricate di portare a presso del silicone, un a paio di “Belli figheiri” (cit.) e la coppia asessuata, composta dal nero e dall’orientale, entrambi molto interessati a bere e fumare. Basta dire che l’orientale del non tanto dinamico duo, dopo una partita di “Beer Pong”, si sgarzarozza una sorsata di alcool utilizzando la sua scarpa sporche come boccale. Per lui essere ucciso da Jason è quasi una liberazione, se non ci avesse pensato lui, il compito sarebbe toccato alla non curanza delle norme igieniche basilari.

"Mai sentito parlare di micosi alla unghie o del piede d'atleta?"

Non è nemmeno un film divertente da prendere in giro questo remake, tutto è talmente banale e già visto che viene quasi da pensare che da un momento all'altro spunterà Richard Jenkins e scopriremo che tutto questo non è altro che una scena di “Quella casa nel bosco”. Sfiga! Il film di Drew Goddard sarebbe uscito solo due anni dopo, rendendo immediatamente preistorici i filmacci come questo, ma nel 2009 toccava ancora soffrire e Marcus Nispel non ci risparmia niente.

Il cinema horror prima di Goddard e Whedon.

Con quel suo modo di dirigere e pensare alle scene con quel finto disordine, che caratterizza tutti i film di Marcus Nispel, sembra che la casa di Jason sia il lurido covo di un assassino, ma ad una prima occhiata distratta, a ben guardare tutto è precisino, i fischietti dei responsabili del campeggio uccisi (unico indizio di un qualche genere di trascorso per il personaggio), tutti diligentemente appesi nello stesso modo, nessuno come Marcus Nispel riesce a rendere patinata la follia e il sudiciume e di conseguenza ogni morte, per quanto efferata non ha nessun trasporto emotivo: non fa paura, non fa ridere, non fa sobbalzare sulla sedia, semplicemente avviene.

Tanto da pensare che l’esposizione di un po’ di ghiandole mammarie sia davvero l’unica trasgressione di un film che è un lungo tracciato piatto di 97 minuti, 106 nella versione estesa. Perché si, esiste una versione estesa di questo pallosissimo strazio, pazzesco!

Omicidio con freccia del primo film rifatto male, Tom Savini perdonali!

Quello che ho capito dal remake di “Venerdì 13” è che se vuoi eliminare il silicone, puoi usare l’acqua ragia oppure, chiedere a Jason Voorhees, fosse stato per lui se mai fosse apparso su una delle spiagge di “Baywatch” avrebbe fatto una strage. Sai che spasso vedere le bagnine poppute impegnate a scappare a rallentatore, contro Jason intento ad inseguirle con il suo passo lento e costante? Lo so è un’idea idiota, ma comune migliore di questo film.

Si perché ad un certo punto Jason indossa, per altro senza alcuna enfasi, la maschera da Hockey che lo ha reso celebre e di fatto il veloce ripasso dei primi capitoli della saga cinematografica può considerarsi completato. Ma tutto questo cosa sarebbe? Un omaggio al passato? Un tentativo di allineare Jason all’anno 2009? V bene che Giasone nostro è sempre uguale a sé stesso, ma presentarlo così, senza motivazioni per le sue azioni, senza nemmeno uno straccio di obbiettivo che non sia eliminare il silicone dalla faccia della terra, rende tutta questa operazione un’enorme perdita di tempo. Anche nel capitolo più cretino di tutta la saga almeno un omicidio risultava memorabile, qui invece è il nulla condito dal niente, perché l’unico intento di questo remake è solo non perdere i diritti di sfruttamento sul personaggio, altre spiegazioni non ci sono visto che al netto del risultato il film ha saputo fare scontenti tutti, ma malgrado tutto ha incassato (storia vera).

Ch ch ch ah ah ah oh oh oh (ultimo capitolo della rubrica, giusto salutare)

Questo ha fatto sì che venisse messo in cantiere un seguito? No, dal 2009 Giasone latita, ogni tanto qualcuno parla di resuscitare la saga e spesso sono tiratori liberi, personaggi fuori dal gioco di avvocati, contratti e diritti di sfruttamento. Ad esempio il giocatore di basket LeBron James, trasferito da poco a Los Angeles anche per curare più da vicino i suoi investimenti nel mondo del cinema, da anni minaccia di produrre un nuovo film il che sarebbe spassoso, visto che con i suoi 2.06 di altezza, potrebbe essere l’unico con i soldi e il fisico per produrre e interpretare Jason Voorhees allo stesso tempo.

Ma resta il fatto che in qualche modo, non si sa quando o come, prima o poi il nostro Giasone tornerà, io mi auguro solo che lo faccia prima del prossimo Venerdì 13 sul calendario, dopo sei anni sarebbe molto strano per me non avere più nessun “Friday the 13th” da commentare su questa Bara per portare avanti la tradizione, in ogni caso come sempre, buon Venerdì (13) a tutti!

Qui sotto trovate, il commento Zinefilo a questo film e la rubrica di Lucius dedicata all'intera saga.
Inoltre vi consiglio il suo post a tema di oggi, dove il Zinefilo affronta la porno parodia ufficiale di Venerdì 13!

Qui invece trovate tutti i capitoli di “Venerdì 13” pubblicato ogni Venerdì 13 su questa Bara!

48 commenti:

  1. è sempre triste chiudere una saga nella bruttezza e nel piattume... eppure sembra che capiti di continuo!

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    1. La tendenza degli ultimi anni sembra quella purtroppo. Ora spero in un ritorno di Giasone, hanno tempo fino a venerdì 13 maggio 2022 vediamo se ci riusciranno ;-) Cheers

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  2. non c'entra con questo post, ma ti consiglio di andare a vedere "free guy", mi è piaciuto tantissimo

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  3. Per fortuna me lo sono perso! Che triste fine per un'icona come Jason. Speriamo che le beghe legali permattano prima o poi un film decente... Buon venerdì 13 a tutti, con la sfiga che ho negli ultimi tempi per me è un giorno fortunato. 👋

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    1. Venerdì 13 non è mai davvero sfortunato, non a confronto dei casini legali di Giasone, vedi? Abbiamo di che consolarci ;-) Cheers

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  4. Come ogni venerdì 13 il buon Jason si fa un'abbondante fagiolata di gioventù,a volte però come si sa il piatto può risultare un pò indigesto,in questo caso temo che Jason abbia passato una brutta mezz'ora al cesso con la cacarella a base di crauti!

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    1. Lo temo anche io, per fortuna il dannoso tedescone da un pezzo non fa più danni al cinema ;-) Cheers

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  5. Questo film vale solo per le bocce di Julianna Guill! Madonna lei indimenticabile.

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    1. Ti confermo come sempre buongustaio, sapevo che ti avrei trovato pronto sulla questione ;-) Cheers

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  6. I remake non si smentiscono mai, comunque come film usa e getta non è male.

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    1. Questo si, peccato sia il più "getta" di tutta la saga ;-) Cheers

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  7. Quasi quasi il Venerdì 13 XXX di cui parla Lucius ora sembra un'opera di qualità... XD

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    1. Nel confronto diretto? Penso proprio di sì ;-) Ora aggiungo il link al post di Lucius. Cheers!

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  8. Pensa che la prima volta che ho visto film, con la saga ormai lontana e bella che dimenticata, ero convinto di star vedendo un seguito moderno. Poi però esce fuori il discorso della mamma... aspetta, ma questo non era un elemento classico? Perché stanno rifacendo uguale il primo film? Aspetta... ma è un remake??? Allora sì che il terrore ha gelato le mie vene :-D
    Questo è davvero un film horror, perché se non ti spaventa la sua totale nullità... sei già morto! :-D

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    1. Totalmente d'accordo, sarebbe basato fare un altro capitolo, invece hanno voluto spaventarci in un altro modo, con un remake! ;-) Cheers

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  9. BHE teoricamente, per un altro venerdì 13 potremmo e dico potremmo festeggiare... non so se hai/avete avuto modo di visionare il fanfilm "Never Hike Alone" e il suo seguito "Never Hike in the snow", che sono tra l'altro se non erro disponibili aggrates su youtube... il look della maschera e del jason usato è già iconico presso parecchi fan, e per essere un fan film ha ricevuto molti molti complimenti e premi, anche dai diretti interessati e partecipanti della saga

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    1. Sono al corrente dell'esistenza ma non li ho mai visti, anzi potrei seriamente colmare la lacuna, anche perché ho visto che Kane Hodder dai suoi profili social sta spingendo i fan film, forse perché sa che sono gli unici che potrebbero farlo lavorare ;-) Cheers

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  10. Trascurabile. Come la maggior parte dei remake di questo genere.
    Fa giusto eccezione Halloween, e nemmeno del tutto.
    E dire che come sottolinei tu, Cass, e' una serie di grana grossa e Burkina, quindi ottima per realizzarne sequel a ripetizione.
    Per carita': l'ho apprezzata, soprattutto i primissimi film.
    Per la colonna sonora iconica, e per la decapitazione al rallentatore del primo che andrebbe studiata a scuola di regia.
    Ma mi unisco al coro che ritiene "Venerdì 13" un'inutile volgarizzazione. Tra cui mi pare che ci sia pure il Maestro John, se non erro!
    E direi, visto che Carpenter ha avuto sempre la fortuna di Wile Coyote incrociato col gatto Silvestro.
    E tanto per cambiare, un'imitazione Burkina ha avuto persino piu' successo dell'originale, al punto che molti pensano che Michael Myers sia nato da una costola di Jason, e non il contrario!

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    1. Jason punta decisamente sul body count, piuttosto che sui delitti piazzati strategicamente e costruiti ad arte.
      Trucida un tanto al chilo, e le vittime sono in genere piu' antipatiche della media.
      Ha ammazzato qualunque cosa gli sia capitata a tiro a Crystal Lake e dintorni, formiche comprese. E non parliamo del fatto che risorge almeno tre/quattro volte a ogni finale.
      E giusto per utilizzare una tua frase tipica, anche a me a sempre dato l'idea di sparare in aria sperando di centrare qualcosa. Arrivando persino a cambiare in corsa.
      Si parte con la mammina. Poi arriva lui, ma col sacco di iuta. Poi vede la maschera e...ma si', puo' andare. Poi arriva un altro al posto suo. E un altro ancora. Poi recuperano quello vecchio, trasformato inspiegabilmente in zombie. Poi rimane un parassita mostruoso, poi...e poi?
      Lo clonano?
      Poi diventa un cyborg, mi pare.
      E poi cos'altro?
      Gli manca di diventare un Avenger.
      Occhio, che se mi sente qualcuno e' la volta buona che mi fanno la squadra di super maniaci alla conquista dell'universo...
      Comunque, proprio per la sua natura piuttosto "proletaria" e tendente persino al ridicolo dopo un po', Jason risulta essere il piu' versatile ed adattabile.
      Di conseguenza quello da cui si poteva cavar fuori ancora qualcosa.
      Bastava un po' di buona volonta', e invece qui ci si limita a fare il compitino. E pure male.
      E' proprio da film come questi che ci si rende conto dello stato comatoso in cui versano le icone horror degli anni 80.
      Jason, Freddie, Myers e Faccia di Cuoio.
      Idem per le controparti fantascientifiche.
      Robocop, Terminator, Alien e Predator.
      Mi chiedo chi ne raccogliera' il testimone.

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    2. Quando è proprio il contrario, la maschera da Hockey di Jason è arrivata nel terzo capitolo in risposta a quella di Michel Myers, il Maestro sempre più avanti di tutti e mai riconosciuto. Cheers!

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    3. Una saga che è diventata sempre più caciarone e fumettistica, ci sta quando diventi un’icona, proprio per questo Giasone nostro potrebbe tornare senza troppi problemi in futuro ;-) Cheers

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  11. Si mette sempre in conto che i remake sono per la maggior parte peggiori degli originali.
    Ormai è una legge della statistica.
    A proposito di cosa mi lascia questo film, mi viene in mente solo una curiosità del tipo Posta degli albi Corno: ...ma secondo voi è più forte Jason Vorhees o Lord Homungus?

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    1. Quando sono fatti così sicuramente ;-) Sarebbe una bella lotta, in un deserto Lord Humungus avrebbe un gran vantaggio, ma Jason non credo patisca il caldo. Cheers!

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  12. Film che attendevo molto, infatti all'epoca lo vidi al cinema..in sé lo ricordo pure divertente e con molto gnocca, ma alla fin fine non rende giustizia alla saga. Spero sempre in un nuovo capitolo che in qualche maniera si riallacci ai primi, come hanno fatto per la saga di Halloween

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    1. Lo spero anche io, per Jason sarebbe anche più facile visto che hanno sempre ignorato la continuità interna ;-) Cheers

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  13. Sono un'idiota,ma con il tuo articolo di oggi non riesco più a togliermi dalla testa "Giovedì 12:il prequel" con Maccio Capatonda! Mamma le risate che mi sono fatto con quello spot!

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    1. Pensa che ho scoperto che esiste davvero un film intitolato "Saturday the 14th" del 1981. Da allora non riesco a pensare ad altro, dovrò vederlo per forza! Cheers

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  14. America Olivo,il nome mi era familiare,è infatti la ricordo in quello strambo film con abbondanza di signorine prosperose "Bitch Slap",il classico film che si guarda per accrescere la propria cultura,infatti sento proprio la cultura ormonale scorrere nelle mie vene!

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    1. Tentativo di omaggio al cinema del grande Maestro Russ Meyer, su cui coltivo uno stupido piccolo sogno: una rubrica a tema (storia vera). Cheers!

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  15. Remembro solo la presenza di Jared (quello di Supernatural) Padalecki,uno dei attori più inutili di sempre

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    1. Ti credo sulla parola, se recita sempre come fa qui di sicuro ;-) Cheers

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    2. Ecco, magari questo fosse stato un episodio di "Supernatural" incentrato su di un regista posseduto (posseduto dalla propria incapacità) con la fissa di girare un remake maledetto di Venerdì 13 così sbagliato, ma così sbagliato da evocare un Jason patinato capace di uccidere facendo uso della noia... e, infiltrati nel cast, i fratelli Sam e Dean Winchester che cercano di fermarlo prima di averne le palle talmente piene da non riuscire più a contenerle nei jeans ;-)
      Padalecki qui al minimo sindacale, tanto con "Supernatural" che filava col vento in poppa chi glielo faceva fare di impegnarsi per un Marcus Nispel qualsiasi...

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    3. Mi hai appena "venduto" la trama, l'idea dell'inutile Marcue Nispel tritato dal machete di Jason mi avrebbe fatto fare le capriole sulle mani dalla gioia ;-) Cheers

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  16. Il problema è che molti artisti provenienti dal mondo dei videoclip musicali,fanno parecchia fatica nel passaggio al mondo cinematografico,spesso troppo patinati,laccati e fighettierri! Poi figurarsi quando sono essenzialmente meri esecutori al guinzaglio dei produttori! Troppo presi dalla loro estetica videoclippara per poter prendere decisioni creative sensate sul piano puramente cinematografico! Visivamente i loro trascorsi negli spot e nei video musicali magari potrebbero anche conferirgli una marcia in più sul lato estetico,come un Alex Proyas o un Ridley Scott dei tempi d'oro,ma evidentemente non è poi così comune per loro adattarsi bene ad un linguaggio differente!

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    1. Tony, lo Scott giusto e non aggiungo altro se non una posa da macho controvento e con i Ray-Ban sul naso ;-) Cheers

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  17. Tony e sempre Tony,mentre parecchi registi nel tempo hanno tentato invano di prendere appunti fallendo,lui se ne sta lassu in alto a ballare la "giga" della vittoria,io mi ero pure dimenticato che il prossimo anno deve uscire il sequel di un suo film "leggermente" famoso! Ormai i suoi allievi sono pochi,Renny Harlin se ne sta a fare i suoi action in oriente,Michael Bay invece ora che sembra non sia piu legato alla saga di Transformers per la gioia dei suoi detrattori(io non lo sono!) non saprei in quali progetti possa imbarcarsi ora per far esplodere le cose con stile!

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    1. Netflix gli ha pure ammazzato "6 underground" unico film prodotto che non seguiva l'algoritmo con cui Netflix produce film uff! Cheers

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    2. Chissa, anni di continue campagne d'odio gratuito nei suoi confronti stanno forse cominciando ad avere effetto sulla carriera di Bay? Non saprei dirlo con assoluta certezza,ma in un momento dominato dagli algoritmi delle piattaforme streaming con i film più visti della settimana e poi subito dimenticati,oppure i millemila franchise al cinema,forse persino Michael Bay potrebbe avere d'ora in poi vita dura! In pratica o fai film parte di una saga famosa,oppure fai film con al centro il girl power,oppure fai film che fanno bagnare nelle mutande i critici specializzati facendo incetta di premi! Bay non appartenendo a nessuna di queste categorie a meno che non abbia un colpo di genio,forse potrebbe anche lui diventare un diseredato da Hollywood come appunto Renny Harlin!

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    3. Che poi la cosa che mi fa incazzare e che se anche i film su piattaforme hanno buone visualizzazzioni,non sono però di alcun supporto alla carriera professionale dei registi! Finchè un regista incassa bene nelle sale,può continuare a fare film e magari portare avanti progetti da loro tanto desiderati! Io per esempio sono incazzatissimo per il Pinocchio di Guillermo Del Toro prossimamente su Netflix,all'epoca de "La Forma Dell'acqua" in rapporto a quanto era costato è stato il maggior successo di pubblico e di critica del messicano,per qui pensavo ok ha avuto successo,ora gli si apriranno le porte per "Le Montagne Della Follia" e "Pinocchio",ed invece non solo è rimasto su progetti a medio-budget come il prossimo "Nightmare Alley"(che attendo tantissimo,essendo il suo primo horror non soprannaturale)ma ha trovato solo Netflix disposto a finanziargli l'adattamento di Collodi,ma come cavolo è possibile,ora anche avendo avuto successo gli tocca sudare sette camicie per portare avanti i suoi progetti! A parte il non poter vedere un film di Del Toro tra l'altro il suo primo d'animazione al cinema,la parte più fastidiosa e che potrebbe magari essere tra i più visualizzati della settimana per poi sparire dai monitor come nulla fosse,e siccome Netflix basa i suoi incassi sugli abbonamenti mensili e non su dei biglietti cinematografici strappati a film,non contribuirà nell'attirare finanziatori per il suo adattamento Lovercraftiano,per non parlare della rogna che essendo appunto Netflix Pinocchio non uscirà poi in blu ray,cosa che per me è terribile considerando che i suoi backstage meravigliosi non potrò godermeli!

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    4. Bay troverà un modo di uscirne, ma trattandosi di un autore a tutti gli effetti, fatica come tutti gli autori. Netflix avrà preferito finanziare dieci film anonimi piuttosto un altro figo di Bay. Cheers

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    5. Inevitabile che lo streaming cambierà le strategie, inutile pensare che i film pensati per il piccolo schermo abbiano lo stesso "tiro" di quelli pensati per il cinema. Purtroppo. Cheers!

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  18. Io il Conan di Nispel non lo trovo così brutto come dicono: certo, la trama non è nulla di che, ma Conan è cattivissimo , e ammazza anche le donne come nulla fosse ( cosa che neppure il barbaro Schwarzenegger osava fare )
    Anche il remake di Nightmare non era malaccio, specie il finale , uno dei migliori della saga.

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    1. I due remake in questione hanno un punto in comune: hanno saputo azzeccare il protagonista e soprattutto il relativo attore in pieno, poi però hanno sbagliato tutto il resto, che non è proprio pochissimo, infatti le trame dei due film prendono le sberle sia da Milius che da Craven ;-) Cheers

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    2. Qui dissento : per me Momoa o come si chiamava, non era molto calzante come Conan, era più adatto uno con la faccia da scimmia alla Schwarzy ).
      A rila tutta, trovo che il film di Milius abbia una trama ridicola in più punti ( la ruota da girare che non si sa a cosa serve, i serpenti usati come frecce da Tulsa ecc..), m la messa in scena da al tutto un chè di "barbaro" e "malato" : cosa che si perde già in Conan il Distruttore e nel film di Nispel ( dove tutto sono puliti e ben pettinati come nei peplum italiani degli anni 60).
      E' questo il loro errore.

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    3. Nispel sa fare solo quello, rendere tutto perfettino e pulitino anche quando cerca di fare lo sporco. Momoa è un perfetto Cimmero, ma Arnold pare uscito dai disegni di Frank Frazetta quindi non si batte, poi Milius che gli vuoi dire, sa rendere una prova di forma da schiavi, i venti minuti più epici della storia del cinema, imbattibile ;-) Cheers

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  19. Nispel, Nispel, che mi ha combinato. Ha distrutto una carriera mai costruita demolendo i classici degli anni '80. Non si fa, non si fa.

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    1. Spero sia tornato in Baviera o da dove è uscito, per non tornare mai più ;-) Cheers

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