venerdì 27 agosto 2021

The Green Knight (2021): al cavaliere verde non gli devi rompere la promessa

In “The Green Knight” ci sono i cavalli. Il che vuol dire che per cavalcare nessuno suona due mezze noci di cocco sbattendole una contro l’altra, il che lo ammetto, per me è un po’ una delusione. Ci tenevo a dirvelo subito in apertura del post, per metterci nell'ordine di idee giusto per affrontare questo Green Pass Knight.

Eppure io qualcuno che sbatte insieme due gusci di cocco lo avrei messo.

David Lowery è un attrezzo assai strano, non solo perché sembra Cillian Murphy rasato e con dei baffoni da Hipster, tanto da far sospettare che potrebbe essere per davvero Murphy rasato e con dei baffoni da Hipster, qualcuno di voi ha mai visto quei due nella stessa stanza? Sta di fatto che Lowery, malgrado il suo film d’esordio “Senza santi in paradiso” (2013), qualche santo deve pur averlo, perché ricordo di aver visto la sua versione di “Il drago invisibile” (2016), il “live action” della Disney che forse anche la Disney non ricorda di aver prodotto perché l’ho quasi completamente rimosso, come se fosse invisibile per davvero.

Baffoni e risvoltini, sono tratti distintivi.

Ma a proposito di entità invisibili, a mettere Cillian Murphy con i baffi David Lowery sulla mappa geografica è stato “Storia di un fantasma” (2017) bel film che già tendeva verso l’Hipsterismo violento, per capirci era quello dove Rooney Mara mangiava una torta inquadrata per quattro minuti di fila (storia vera).

“Old Man & the Gun” (2018) invece è stata la penultima apparizione sul grande schermo di Roberto Ford-Rossa, quindi un altro lavoro di Lowery per certi versi su commissione, come sembra procedere la sua filmografia, un titolo personale e uno “alimentare”, quindi se ho fatto bene i conti il suo nuovo “The Green Knight” è un lavoro estremamente voluto dal regista (che lo ha scritto, diretto, prodotto e montato, quindi direi che risponde alle caratteristiche), prima di passare ad un altro film per la Disney, il suo prossimo lavoro sarà infatti “Peter & Wendy”. A giudicare dalle interviste che rilascia (non ve riporto perché il sito con la sua intervista tradotto mi sta sulle balle), il nostro Lowery se la tira abbastanza, ma ha anche capito come restare a galla nel mondo del cinema, ma poi ammettiamolo, Hipster o no il ragazzo ha un discreto talento visivo che in “The Green Knight” è tutto da vedere.

Brutto? Direi di no, voi che ne dite?

Ve lo dico subito, la parola “Hipster” sarà la più quotata di questo post, al limite del potenziale giochino alcolico, quindi solo un Hipster (... Giù a bere!) con i baffi come Lowery poteva decidere di adattare per il grande schermo il poema cavalleresco “Sir Gawain e il Cavaliere Verde”, risalente al tardo XIV secolo e scritto da un autore rimasto sconosciuto, l’avventura di Galvano era già stata portata al cinema ben due volte… Dallo stesso regista!

Stephen Weeks doveva essere leggerissimamente in fissa con il poema, visto che prima firmò “Gawain and the Green Knight” (1973) e successivamente ritornò sull'argomento con “Sword of the Valiant: The Legend of Sir Gawain and the Green Knight” (1984), un film che mi dispiace non aver visto perché nel ruolo del cavaliere verde recitava Sir Sean Connery. Non deve essere mai passato dalle nostre parti, altrimenti uno come me in fissa con Connery e le storie del ciclo Arturiano non lo avrebbe perso per nulla al mondo, infatti da quando ho scoperto della sua esistenza vorrei suonare noci di cocco e se necessario, girare il mondo per trovarlo. Ma ora che ci penso Stephen Weeks ha diretto anche l’antologico “Ghost Story” (1974), vuoi vedere che è il grande mito di Lowery di cui sta seguendo le tracce? Padre Tempo e la filmografia del baffone ci daranno la risposta.

Io troverò questo film e lo vedrò, costi quel che costi, per Sean!

Il poema narra di Sir Galvano, cavaliere della tavola rotonda di Re Artù, che accetta la sfida lanciata da un misterioso cavaliere completamente verde, nei capelli e negli abiti, sarà stato Padano? Chissà. Il Cavaliere Verde dichiara che permetterà a chiunque di infliggergli un colpo senza che esso si difenda se egli stesso potrà restituire il colpo esattamente dopo un anno e un giorno. Galvano il giorno di Natale fa saltare la capoccia del verdastro come un tappo di Champagne e poi parte, per trovare il luogo, la cappella verde, che non è una parte del corpo del suddetto cavaliere (a meno che io non abbia capito la metafora della storia, il che potrebbe essere…) ma il luogo dove vive il verdastro e dove Galvano, per mettere alla prova il suo spirito di lealtà e la parola data, dovrà beh, perdere la testa. Chiedo scusa all'anonimo autore del poema, per l’irrispettoso riassunto fatto del suo lavoro, spero non torni pretendendo la mia di testa (tanto è vuota poco male).

"Eschizbu, Escansaba", "Excalibur imbecille!" (cit.)

Lowery rielabora un po’ la storia in chiave moderna, tanto che Galvano/Gawain nipote di Re Artù (Sean Harris) è interpretato dall'attore di origini indiane Dev Patel reso celebre da “The Millionaire” (2008), capisco che un Indiano alla corte di Re Artù possa sembrare strano, ma Galvano vuol dire fiducia (nel direttore della fotografia) e poi Dev Patel si carica impresa e film sulle spalle molto bene.

"Mi puoi anche guardare sai?", "Ho paura che Michael Fassbender mi minacci con il suo schwanzstuck, ho sentito dire che è geloso"

Lascia a casa l’amata Alicia Vikander (con capelli alla Fantaghirò) prende l’ascia e parte per la sua impresa, per la sua metaforica e altamente simbolica impresa aggiungerei, basta dire che Alicia Vikander è impegnata in un doppio ruolo, visto che nel corso del film torna anche nei panni della nobile che tenta Sir Gawain con le sue grazie, moglie del nobile interpretato da Joel Edgerton. Ma le modifiche in corso d’opera apportate da Lowery sono parecchie, anche se la storia resta piuttosto fedele al poema originale, ci sono variazioni che vi ricorderanno la natura Hipster dell’opera, ad esempio il famigerato bacio, unica concessione fatta da Galvano alla “Lady” tentatrice nel poema, qui cambia radicalmente, insomma un film in equilibrio tra modernità e antichità, tra volontà da autore e trovate da Hipster notevoli.

“Sei cresciuto dai tempi di The Millionaire”, “Tu invece continui a sceglierti ruoli infami vedo”

Si perché per certi versi e certe situazioni quasi al limite dell’Horror, “The Green Knight”, di fatto sembra un The Lighthouse a colori. Girato benissimo, con un uso abbastanza sapiente della CGI che non scappa (quasi) mai di mano, potrebbe diventare la prossima ossessione per i cinéfili nell'era dell'Internét. Quel film da citare ad ogni piè sospinto come secondo avvento cinematografico, quindi prepariamoci ad una seconda ondata di commenti in rete di questa tipologia, voi lo avete il Green Pass? Non importa, abbiamo comunque il Green Knight. Poi dovreste saperlo che i titoli con la parola “Knight” nel titolo attizzano i cinefili colti con la pipa e gli occhiali no?

Le reazioni davanti a questo “The Green Knight” saranno di due tipi: qualcuno correrà ad acquistare tutta la discografia dei Thegiornalisti in vinile, sorseggiando cedrata Tassoni, indossando le bretelle e le Birkenstock da uomo ai piedi. L’altra metà del mondo invece, riconoscerà (ancora una volta), il genio dei Monty Python che hanno già fatto la parodia di questo film nel 1975 con Il Sacro Graal.

Scherzi a parte, direi che ho caSSeggiato abbastanza, “The Green Knight” è puro stile A24, casa di produzione Inglese specializzata soprattutto in horror, caratterizzata dalla tipica superiorità Britannica e dei film dal ritmo, calma calma, ritmo lento, infatti anche questo cavaliere verde si srotola pian pianino lungo 125 minuti, tutti divisi in capitoli e con tanto di “Interludio” a metà film, una trovata che a me fa pensare subito ad un altro David, non Lowery ma Lean (a cui sono sicuro il nostro amico baffone ambisce), che Lowery si gioca molto ma molto bene.

"LIBERTAAAAAAA'!" (No scusate, forse ho sbagliato film)

L’interludio risulta sospeso nel tempo, ancora più di tutto il film, la nebbia, i giganti e la volpe che segue Sir Gawain nella sua impresa creano un momento davvero epico, grazie anche alle evocative musiche di Daniel Hart, che quando non si gioca ballate cantante, compone un tema musicale davvero perfetto per questo strambo film Arturiano. L’interludio, per quanto Hipsterico per il solo fatto di comparire in un film del 2021 è diventata la mia scena preferita del film, quando anche la CGI tiene botta, vuol dire che baffi o no, a Lowery il talento non manca.

Continuo ad insistere su quanto sia Hipster questo film (però vi avevo avvisati no?) perché so già che su internet voleranno interpretazioni tutte matte delle singole gesta intraprese da Gawain lungo la sua via, come dover recuperare la testa perduta in un pozzo, da restituire allo spirito di una ragazza defunta, oppure la stessa volpe, altamente simbolica che sono sicuro, farà volare i paragoni con Lars von Trier. Anche perché parliamoci chiaro, quando a Lowery scappa la mano con la CGI (e l’Hipsterismo violento), involontariamente o no fa tornare in auge uno dei miei personaggi di Lars von Trier preferiti di sempre, la volpe parlante di "Antichrist" (2009), culto totale a casa Cassidy. Quante risate ci siamo fatti ricordando quella volpina (storia vera).

Ha chiamato Lars von Trier, rivuole indietro la sua volpe parlante.

Per fortuna David Lowery riesce a tenere il suo film in sospeso tra i generi come la sua filmografia, appena sporca un po’ il foglio, riesce un momento dopo a mandare a segno una scena riuscita, quindi questo ricercato film in costume procede lento ma con una buona dose di fascino fino al finale, dove qui davvero David Lowery fa quello che vuole con la storia.

Il suo Cavaliere Verde (a cui è meglio non rompere il ca… La promessa fatta) sembra un elementare delle Terra, un essere fatto di rami, foglie e legno come se fosse stato prodotto dalla Foppapedretti che porta subito il film, se non proprio in zona Horror, almeno sul fantastico andante, perché nell'ultima mezz'ora “The Green Knight” mette, non dico il turbo, perché il ritmo resta lo stesso riflessivo e sospeso usato in tutta la pellicola, però cambia passo.

La Verdania chiama "All'armi!", mi arruolo / Con la mia divisa cetriolo (cit.)

Riflettendo sulla lealtà e con ancora parecchia voglia di vivere, Sir Gawain scappa e qui davvero diventa impossibile non pensare ai Monty Python e alla loro The tale of Sir Robin, ma Lowery ha in serbo per noi un finale quasi a sorpresa, che rende il suo “The Green Knight” quasi una favola (nera) morale con rivelazione finale.

Lo so che 125 minuti, per di più in puro stile A24 non sono pochi, ma vi assicuro che l’infognato del ciclo Arturiano che è in me, si è fatto convincere a guardare film di valore molto inferiore a questo “The Green Knight”, che comunque merita almeno un’occhiata, se ve la sentite di affrontare l’impresa, per quanto Hipsterico nella forma, la sostanza non manca e oltre a ricordarci ancora una volta il genio dei Monty Python, ci restituisce un autore baffuto ma abile, capace di dirigere un film che come The Lighthouse pare fuori dal tempo.

Non credo di aver capito tutte le metafore dietro ad ognuno degli eroici gesti da cavaliere di Sir Gawain, ma sicuramente mi sono goduto la cavalcata. David Lowery ha saputo mettere in chiaro quanto può essere pesante da portare la fusciacca (non a caso di colore verde) da cavaliere di Galvano, in questa nera favola Arturiana, che si meriterebbe una bella uscita in sala, intanto il vostro scudiero qui, si allontana verso il tramonto sbattendo insieme dei gusci di cocco.

On second thought, let's not go to Camelot. 'Tis a silly place.

30 commenti:

  1. L'esperienza mi ha insegnato che le persone guardando il medesimo film,vi trovano significati metaforici dei piu vari tipi,a volte veramente sparati a caso,per qui il mio consiglio resta sempre di evitare i grilli per la testa e godersi il film come semplici spettatori,lasciandosi andare alle immagini che scorrono sullo schermo,una bella storia ecc ecc! A dire il vero per quanto i film della A24 se la tirino(a volte anche giustamente considerando i risultati) quelli davvero irritanti sono i presunti cinefili colti che sbavano ogni volta che c'e un film coolto che sia sufficentemente chiacchierato nei forum cooolti! In parole volgari godetevi il film e non rompete il cazzo,chiaramente io ho trovato la mia interpretazione di un film come "The Lighthouse",ma me la tengo per me,a meno che non me lo chiedano cortesemente e con reale interesse nel saperlo! Sono come Homer Simpson che butta dal finestrino il tacchuino degli appunti di Ned Flanders.

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    1. Così figo potersi vedere i film, invece per alcuni è figo farsi i fighi, per fortuna qui alla Bara Volante siamo più pane e salame ;-) Cheers

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  2. Si Cassidy,le ho lette anche io sfortunatamente le interviste a tale David Lowery,ho smesso di farlo quando a paragonato il suo "Peter Pan & Wendy" a "Revenant"(cheeee?)!

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    1. Se il regista di "The Revenant" sparò alto all'uscita del suo film, David Lowery ha pensato di fare lo stesso dimostrando di aver capito come stare nel mondo (del cinema). Cheers

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  3. Film che quando eravamo illucchettati non vedevo l'ora di vedere. E ora, boh, senza un motivo preciso mi e' scappato l'hype personale.

    "Ghost Story" bello. "Old Man & the Gun" per me e' un gioiello, ma con Robertone sono di parte, quasi un padre adottivo per me. Pero' appunto quello col drago e' l'unico di tutta la sua carriera che non riesco mettermi li a vedere (insieme a "Proposta indecente"), che gia' l'originale degli anni 70 lo trovavo troppo sciropposo... e voglio dire, l'ultima volta che l'avro' visto avro' avuto 7 o 8 anni.

    “Sword of the Valiant” dell'84 e' un filmazzo davvero strano. Praticamente dimenticato nonostante, appunto, la presenza di Sean Connery, che in effetti appare pochissimo. Il vero pratagonista del film e' il ridicolo parruccone messo in testa al povero Miles O'Keeffe. E' un b-movie molto "b", visivamente ispirato alle luci smeraldine di Excalibur, ma decisamente senza lo stesso budget e senza il talento visivo di Boorman. Pero' c'ha una vena crepuscolare, anti-epica, sarcastica e demolitrice che lo redono per lo meno interessante. Insomma e' uno di quei film in cui non si capisce dove comincia la malavoglia degli autori e dove la demifisticazione ricercata. Non indispensabile riscoprirlo, ma una visione male non fa. Ignoravo la versione degli anni 70.

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    1. Mi dispiace non essere riuscito a scrivere di “Old Man & the Gun", meritava una Bara. Ti ringrazio per la recensione volante, trovo curioso che il regista abbia voluto rifare lo stesso film due volte in decenni diversi ;-) Cheers

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  4. Ma solo io trovo la Vikander sopravvalutata in tutto ?(marito escluso)

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    1. Io trovo la Vikander e son a posto così...

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    2. Penso che se dici Alicia Vikander la maggior parte del pubblico ti risponde: CHIIII? Se lo fai in mezzo al super mercato invece penso che chiamino direttamente le forze dell'ordine ;-) Cheers

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    3. Bisogna dire che buca abbastanza lo schermo, sul resto non ho un parere preciso sul suo talento. Cheers

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    4. Sul talento di Fassbender io un parere preciso c'è l'ho....

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    5. [INSERIRE-QUI-BATTUTA-SUL-FASSPENE] ;-) Cheers

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    6. Mi riferisco alla recitazione 🤪

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    7. Ah di solito non lo fa mai nessuno con Fassy ;-) Cheers

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    8. Più che altro quando torna a fare un film decente? spiace vedere l interprete di Hunger e Shame buttarsi in progetti poco riusciti.….

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    9. Per fortuna si è imposto una pausa, stava lavorando troppo svalutandosi. Cheers!

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  5. Lo sentite? davvero non scherzo voi non riuscite a sentirlo? avverto un eco,un richiamo,dicono che gli hipster sono in grado di avvertirlo meglio di noi comuni mortali! Ho tracciato il segnale e pare provenire dal quartier generale della A24,sono anche riuscito a schiarire il segnale pulendolo il piu possibile,vi e presente la seguente frase:"A voi tutti hipster cineasti di questo mondo,vi chiamiamo a raccolta per formare un team,la "Lega dei registi hipster straordinari",una squadra di persone che se la tirano,se la cantano e se la suonano,per combattere la minaccia insostenibile dei film privi di metafore intercambiabili profondamente artistici! Tranquilli si fa per scherzare,spero che voi hipster abbiate senso dell'umorismo,anche i vostri film quando sono ben fatti mi piacciono!

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    1. Aggiornamento per la "Lega dei registi hipster straordinari",abbiamo scoperto l'identita del nostro nemico assoluto,il suo nome e Michael Bay e il suo obbiettivo e scovare le leggendarie 7 cineprese dell'infinito,una volta riunite potra cancellare i cineasti artistici raffinati di questo mondo con un colpo di ciak! Sto decisamente sbroccando Cassidy,oggi sono in vena di "artisticita"!

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  6. Non ho ancora capito se questo film verrà distribuito sullo stivale,di questo film sui siti di cinema a c***o di cane si parla di vita,morte e miracoli di sto film con tanto di clip(pure le clip? ma anche no!)tranne che della data di uscita sullo stivale!

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    1. Non chiedere a me, io aspetto i post degli altri blogger del giovedì per scegliere cosa guardare (storia vera) ;-) Cheers

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  7. Visto che si parlava di porte...qui si sfonda un portone, perche' sono da sempre anch'io in fissa coi poemi cavallereschi (oltre che i miti greci), in particolare col ciclo bretone.
    Conosco la leggenda a cui si riferisce e a questo punto mi incuriosisce assai.
    Solo una cosa: ma giusto qualche manciatina di "Excalibur" (datemi pure del matto ma a me e' sempre piaciuto da matti, e mi si perdoni il gioco di parole) c'e', oppure e' piu' in linea con certi film piu' recenti?

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    1. Certo che Lowery sembra Hardy in "Bronson", conciato cosi'.
      Piu' magrolino, certo.
      Una volta gli avrebbero dato del dandy, o qualcosa del genere.

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    2. Tutta l'Exaclibur che si vede nel film è quella nell'immagine che ho utilizzato, fine delle trasmissioni ;-) Cheers

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    3. Diciamo che Tommaso Resistente in "Bronson" sembra il sarcofago di Lowery ;-) Cheers

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  8. L'averti letto mi rende sazio, credo che eviterò di vedere anche il film :-P

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    1. Mi sono impegnato a sottolineare i rischi del lanciarsi nella visione di questo film, qualcuno doveva farlo ;-) Cheers

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  9. Un film che non vedo l'ora di poter vedere, anche se l'identità artistica di questo regista non mi è del tutto chiara... 😅

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    1. Vero? Non si capisce il suo stile, ma i suoi baffi parlano per lui ;-) Cheers

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  10. Onestamente non so se posso sopportare un'altra volpe parlante dopo quella di Antichrist. Del regista con i baffi ho visto solo "Old man and the gun" ma non mi ha nemmeno poi tanto convinto.

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    1. Infatti ho messo le mani avanti, per prepararvi a quello che l'uomo baffuto vi lancerà contro ;-) Cheers

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