domenica 6 giugno 2021

Rock 'n' Blog: il vento e il leone

La musica e il cinema mi mandano da sempre giù di testa, quindi perché non celebrarli entrambi in una rubrica di musica e colonne sonore che serva a farvi alzare il volume ricordando uno dei miei Milius preferiti.

Trovate il video anche QUI
Titolo del pezzo: The wind and the lion theme
Tratta dal film: Il vento e il leone (1975)
Artista: Jerry Goldsmith 

Aggiungo solo un estratto dal mio commento al film dedicato proprio a questo pezzo:

Questo è il primo film pieno di scene di massa diretto da Milius, non è proprio impeccabile a livello di ritmo, verso metà ha qualche lungaggine di troppo, ma i personaggi tengono sempre altissimo l’interesse, anche se su tutti, uno in particolare fa il vuoto:
Raisuli è il classico personaggio largen that life che rappresenta al 100% il vostro eroe da cinema. Una contraddizione con barba e sciabola che si presenta al pubblico con un'entrata in scena che lo riassume pienamente. Durante un tafferuglio viene inquadrato di spalle tranquillissimo, seduto accanto ad una fontana, si volta solo per sfoggiare un sorriso e la faccia da schiaffi di Sean Connery, salvo poi cadere per terra, nel tentativo di salire a cavallo, appena un secondo dopo aver messo fine alla discussione solo con uno sguardo.

"Il mio nome è Ahmed, Ahmed Mulai al Raisuli il Magnifico, Signore del Rif, sultano dei Berberi".

Un personaggio goffo ed epico allo stesso tempo, come solo i grandi eroi dell’avventura “Per tutti” possono essere, ogni volta pretende orgogliosamente di essere chiamato Ahmed Mulai al Raisuli il Magnifico, Signore del Rif, sultano dei Berberi. Allo stesso tempo rappresenta l’eroe di un mondo al tramonto, davanti alla realtà di essere ormai stato sorpassato dal progresso che avanza, Raisuli si oppone mosso in parti uguali da arroganza, testardaggine e coraggio, quando gli fanno notare che l’esercito di Sua Maestà Britannica è numeroso e ben armato lui risponde fiero: “Quanti cannoni ha questa Regina Elisabetta?!?! Ditele che io ne ho ben 10!!”.

Un personaggio capace grazie ai fenomenali dialoghi di Milius di paragonare se stesso ad un leone e il suo diretto avversario Teddy Roosevelt al vento: “Io ruggisco con sprezzo, ma tu non senti, tuttavia come il leone io devo rimanere al mio posto, mentre tu non conoscerai mai il tuo”.
Ho visto un paio di film in vita mia, con dialoghi appena appena peggiori di questo.

"Non ci posso credere che finirò come l'orso, in un museo… per di più insieme a Ben Stiller!".

Una figura epica e fuori dal tempo, capace di buttarsi nella lotta ridendo gioioso in faccia al pericolo, come se si sentisse vivo solo raccogliendo una spada da terra e lanciandosi all'assalto degli avversari che gli sparano addosso, capace di tirare dentro alla sua visione del mondo chiunque, anche i figli della Signora Perdicaris e con loro tutti quanti gli spettatori. Ogni volta che vedo la scena in cui il ragazzino passa il fucile al volo al Raisuli scatto in piedi esultando, lo faccio davvero giuro!

4 commenti:

  1. Con l'occasione mi sono letto anche la tua recensione al film.
    E concordo in pieno.
    Inutile dire come la penserebbe la maggior parte del pubblico odierno sui film di Milius, specie di questi tempi.
    E Milius e' sempre stato uno che se aveva tra le mani una bella storia degna di diventare film, beh...lo faceva. Infischiandosene di quel che pensavano gli altri.
    Da come la vedo io, questi sono film da uomini. Fatti da uomini per gli uomini.
    E difatti se avevi un genitore (in genere il paparino) giusto giusto quel FILINO in fissa coi film d'azione, d'avventura e di guerra, erano in genere i film che si guardavano per cementare il rapporto padre/figlio.
    Che per i film a cartoni c'era la mamma, ovvio.
    Connery e' bravissimo a caratterizzare il protagonista, che ora appare come uomo tutto d'un pezzo, e il momento dopo come un adorabile cialtrone.
    Logico: come dici tu e' rimasto fuori dal tempo e dal mondo, con quest'ultimo che e' andato avanti benissimo senza di lui.
    Adopera le diavolerie importate dagli "infedeli" come le armi da fuoco solo che si, effettivamente si e' dovuto rendere conto suo malgrado della loro validita'.
    Arrivando a usarle meglio degli stessi bianchi che le hanno inventate, tipo i pellerossa coi Winchester.
    Ok, infedele e pellerossa sono termini desueti. Ma con film cosi'...come fai a non usarli?
    E datemi pure del viso pallido, che mica mi offendo.
    Ma Raisuli ha una cosa dalla sua.
    Appartiene alla casta guerriera. E come tutti i guerrieri ha un codice d'onore e degli ideali a cui si puo' appellare e in cui crede ciecamente, indipendentemente dalla situazione in cui si puo' venire a trovare.
    Come il Bushido per i Samurai, tanto per fare un paragone.
    Una visione ottusa, ma a suo modo efficace. Se devi andare a combattere un tizio che e' nel suo elemento, nel deserto dove la sua stirpe vive e prospera da generazioni. Che conosce come le sue tasche.
    Perche' per viverci, nel deserto, devi diventare come una roccia o come le creature che lo popolano. Come il deserto stesso.
    Buona Domenica!!

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    1. Il motivo per cui trovo molti dei film contemporanei insipidi, non affrontano le zone d'ombra dei personaggi, cercano di rendere tutto bianco o nero, autori come Milius o Peckinpah invece, in quelle zone d'ombra andavano a cercare grandi storie e grandi personaggi, sopra ogni altro tipo di discorso, questo è quello che mi manca nel cinema di oggi. Cheers

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  2. Già, la citazione che dà il titolo al film è tantissima roba.

    Tra questo, Lo squalo, l'Uomo che volle farsi re, Qualcuno volò sul nido del cuculo...Un anno niente male, quel 1975.

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    1. Visto di peggio eh? Per altro tra due dei titoli citati, lo zampino di Milius ha avuto il suo peso specifico. Cheers!

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