mercoledì 16 giugno 2021

Prima di mezzanotte (1988): non hai preso il contabile (chiacchiere e distintivo)

Una grande fetta di pubblico lo ricorderà solo per quando sbraitava dietro al San Bernardo, ma qualche giorno fa ci ha lasciati un grande attore come Charles Grodin, che avete visto recitare (bene) in tantissimi film e mi auguro per voi, anche in quello con cui vorrei ricordarlo oggi.

Faccio parte di una generazione che tanti grandi film, i cosiddetti film della vita, li ha scoperto sulla televisione di casa, quell'oscuro schermo catodico pieno di meraviglie, da cui ogni tanto uscivano titoli come “Prima di mezzanotte”. Ora, bisogna calarsi un attimo nel momento storico (parolone) per capire cosa voleva dire guardare un film come questo in televisione, oggi è normale vedere Robert De Niro recitare in una commedia per pagare i mille mila alimenti dei suoi altrettanti divorzi, potremmo stare qui a perdere tempo cercando di identificare il momento esatto in cui la carriera di De Niro è finita giù per lo scarico (“Le avventure di Rocky e Bullwinkle” nel 2000), oppure potremmo contestualizzare ricordando ai lettori che oggi identificano il vecchio Bob con roba come “Nonno scatenato” (2016), che un tempo questo qui è stato, se non il più grande attore del mondo, almeno da quelle parti per un tempo infinitamente lungo.

Il distintivo lo ha, a questo punto manca solo il contabile.

“Midnight Run” nasce dalla volontà di De Niro di gettarsi su qualcosa di un pochino più leggero, dopo titoli come “Mission” (1986), “Angel Heart - Ascensore per l'inferno” (1987) e “Gli intoccabili” (1987). Tripletta da far girar la testa. Ovviamente l’idea, "facciamo qualcosa di leggero" del Bob De Niro di quel periodo, equivale più o meno a quella di un campione della NBA che decide di andare a giocare al campetto il sabato, ovvero senza abbandonare la professionalità soffocante che gli ha permesso di diventare qualcuno.

La volontà di De Niro andava mano nella mano con il punto esatto raggiunto dalla carriera di Martin Brest in quel momento, fresco dell’enorme successo di Beverly Hills Cop, il regista cavalcava la cresta di un’onda altissima, l’apice della sua carriera mai più raggiunto, no, nemmeno con il successivo “Scent of a Woman - Profumo di donna” (1992) se volete sapere la mia.

“Midnight Run” per certi versi è una variazione sul tema Beverly Hills Cop, ed entrambi i film appartengono ad un prolifico filone che personalmente amo moltissimo, che risponde al nome di “Buddy Cop Movie”, i film che qui alla Bara Volante chiamiamo in amicizia… Strambi sbirri.

Si, perché nell’ottica della contestualizzazione necessaria, care Bariste e cari Baristi per vostra fortuna incredibilmente giovani, un tempo le grandi case di produzione come la Universal, puntavano tutto su storie di sbirri con grandi nomi in cartellone, senza bisogno di mantelli e super tutine, quindi per affiancare De Niro era necessario un nome di peso, la prima scelta? La cantante Cher (storia vera) che per voi che siete giovani, era tipo Lady Gaga ma un milione di volte più influente. E mora.

Con l’agenda pienissima per tre titoli del 1987 come “Le streghe di Eastwick”, “Suspect - Presunto colpevole” e “Stregata dalla luna” (uno dei film preferiti di mia madre, storia vera), Cher rifiutò il ruolo anche perché il rischio era che il cacciatore di taglie Jack e quella che a questo punto sarebbe stata la “Duchessa” Mardukas, avrebbero rischiato l’intrallazzo amoroso che non era previsto dalla trama. La corsa per trovare un nome da affiancare a De Niro è stata più a perdifiato di quella dei protagonisti del film, fate un nome? Probabilmente è stato contattato per il ruolo, ad un certo punto sembrava quasi fatta con Robin Williams, ma poi la scelta finale ricadde su Charles Grodin. Posso dirlo? Non avrebbero potuto scegliere meglio di così.

“Non vorrete mica farmi attraversare tutto il Paese con uno del reparto contabilità vero?”

Lo ammetto candidamente, sono cresciuto con un poster di De Niro in camera, una scena del film “Taxi Driver” (storia vera), per decenni l’ho considerato davvero il miglior attore del mondo, la sua capacità di calarsi in un ruolo è diventata leggendaria e ha fatto scuola, quindi non mi perdevo un passaggio televisivo di “Prima di mezzanotte” nemmeno per errore, eppure nel corso del tempo, sono pronto ad ammettere con lo stesso candore che se questo film mi piace così tanto, è decisamente più merito di Charles Grodin che nel vecchio Bob, ma andiamo per gradi.

La storia è quella dell’ex poliziotto di Chicago, Jack Walsh (Robert De Niro) radiato dal corpo per una condotta inflessibile che gli ha impedito di prendere bustarelle dal boss della droga Jimmy Serrano (un gongolante e azzeccatissimo Dennis Farina). Nel tentativo di restare a galla Jack si è trasferito a Los Angeles dove fa fruttare la sua esperienza come cacciatore di taglie, spesso al servizio del garante per le cauzioni Eddy Mascone interpretato da un trucidissimo Joe Pantoliano, che qui si becca quintali di insulti come «Sporco verme in un sacco di merda». Ah! Le parolacce nei film di sbirri, il sale della vita.

Se Pantoliano vi sembrava losco in Matrix è solo perché non lo avete mai visto qui.

La cauzione più ghiotta è quella del ricercatissimo Jonathan Mardukas, detto il Duca (Charles Grodin sugli scudi) accusato di riciclaggio è diventato uccel di bosco dopo l’udienza preliminare, la sua colpa è stata quella di aver alleggerito Serrano di 15 milioni di fogli verdi con sopra facce di ex presidenti defunti, tutti frutto delle attività illegali del boss, solo per finire a distribuirli quasi tutti in opere di beneficenza, vi lascio immaginare la gioia di Serrano.

Sprizza gioia da tutti i pori, si vede no?

Se il Duca non si presenterà alla polizia di Los Angeles entro la mezzanotte di venerdì, l’agenzia di Mascone finirà zampe all’aria, i soldi della taglia sono tanti e quindi bisogna scomodare il migliore per trovare Mardukas, avete già capito che il migliore è De Niro, che sulle sue piste avrà oltre agli uomini di Serrano, anche l’FBI capitanata dall’agente speciale Alonzo Mosely (il mitico Yaphet Kotto). Il risultato sono 126 minuti di dialoghi uno meglio dell'altro, farina del sacco della sceneggiatura ad orologeria di George Gallo e di parecchia improvvisazione sul set. Ma metteteci anche un ritmo che non cala mai, nemmeno quando la storia ha bisogno di prendersi qualche pausa per approfondire i personaggi e più in generale, di un film impeccabile sotto tutti i punti di vista che meriterebbe di essere ricordato non solo dallo zoccolo duro di appassionati. Classido? Vada per il Classido!

Martin Brest dopo essersi fatto le ossa con Beverly Hills Cop e aver saputo gestire Eddie Murphy, qui era ancora così caldo da non temere nemmeno il confronto con Bob De Niro, ma la rete di sicurezza è rappresentata dalla sceneggiatura di George Gallo, talmente solida da poter concedere a tutti spazio di manovra. Si perché le svolte e i cambi di mano nel film non mancano, se “Midnight Run” risulta invecchiato, lo è solo perché nel finale, vengono usati dei Floppy Disk (per i più giovani, sono quelli che oggi trovare nell'icona “Salva” del vostro computer) come esca per provare ad incastrare Serrano oppure per il fatto che l’altro cacciatore di taglie Marvin Dorfler (John Ashton, passato dalle angherie di Murphy ai ripetuti pugni in faccia da De Niro) riesce a far annullare la carte di credito di Jack con una facilità che oggi, sarebbe del tutto impossibile. Ma a parte questo le tante svolte, i dialoghi ben ritmati e le ottime caratterizzazioni dei personaggi sono tutte frutto del lavoro di Gallo, davvero una gran base di partenza.

"Voi due mi fate rimpiangere le banane di Eddie Murphy", "Lo sai che suona molto equivoco vero?"

“Midnight Run” inizia subito trascinandoci nel vivo dell’azione, Jack scassina una porta e finisce a fare a revolverate con un ricercato in fuga, poi con un trucco e un pugno (gag ricorrente fino al finale del film) si libera di Marvin e qui il film comincia per davvero: titoli di testa sulle note del tema principale del film, un ritmo funky esaltante, capace di piantarsi in testa che ancora oggi, ogni tanto mi canticchio da solo (storia vera). Autore di questa meraviglia in musica? Un ragazzotto con i capelli rossi, arrivato al cinema un po’ per caso, dopo che il suo gruppo, gli Oingo Boingo sono saltati per aria con il tritolo malgrado il buon successo di pubblico. “Midnight Run” non è stato la prima colonna sonora di Danny Elfman, che aveva già firmato le musiche per almeno due film di Burton, ma resta ancora oggi uno dei motivi per cui lo considero tra i migliori compositori in circolazione, un ulteriore taccasulla cintura di questo film.

Tara-daaaa-pa pa pa pa paaaaa!

Jack Walsh e Jonathan "Il Duca" Mardukas sono la classica coppia di opposti che forse nemmeno si attraggono, parafrasando le loro stesse parole, se si fossero conosciuti in condizioni diverse, forse si sarebbero odiati lo stesso. Ad unirli inizialmente è solo il comune odio per Serrano e la convivenza forzata, almeno fino a venerdì, il film funziona proprio perché il Duca le prova tutte per rallentare Jack, partendo dalla sua fobia per il volo fino ai continui tentati di farsi rilasciare dall'inflessibile ex agente di polizia. Lo sbirro invece è stropicciato e incattivito dalle delusioni della vita, malgrado questo le tenterà tutte pur di continuare a trattare il Duca solo come il lavoro che gli permetterà di sistemarsi, aprendo il ristorantino che da tempo sogna, i due finiranno per diventare quasi amici questo lo sappiamo, ma è il come il vero spasso.

La scelta degli attori non poteva essere più azzeccata, opposti non solo nei personaggi da interpretare ma anche nell'approccio ai rispettivi ruoli. Robert De Niro, profeta del metodo e dell’immedesimazione, per interpretare Jack ha affiancato dei poliziotti dei reparti anti droga, ha stretto amicizia con un detective di Los Angeles che lo teneva regolarmente informato sul tasso giornaliero di crimini in città e ha preteso di volare fino a Chicago (città natale del suo personaggio) per conoscere dei veri poliziotti locali (storia vera).

“Uscite fuori con le mani in alto!”, “Sei della polizia?”, “No, metodo Stanislavskij”

Charles Grodin invece? Nella sua autobiografia del 1989 intitolata “It would be so nice if you weren't here” ha scritto che la sua ricerca per il ruolo del Duca è durata il tempo di una telefonata al contabile Ralph Goldman, per chiedere come sarebbe stato tecnicamente effettuato il trasferimento di milioni di dollari sottratti. Tempo totale? Dieci minuti (storia vera).

Nel mezzo metteteci momenti in cui i due si ritrovano ammanettati e in fuga, come in un archetipo narrativo reso tale da “Parete di fango” (1958) e replicato dallo stesso De Niro in film come “Non siamo angeli” (1989), ma è chiaro che lo schema sia proprio quello del “Buddy cop movie”, gli opposti insieme per forza che vanno da 48 ore ad Arma Letale. Dove sta la differenza che rende questo film di “Strambi sbirri” una gustosa variante sul tema? Il rimescolamento delle carte rispetto alle regole base di questo sotto genere.

Ogni film di “Strambi sbirri” che si rispetti, si basa su una coppia di protagonisti, uno deve essere quello regolare, che basa la sua vita e il suo lavoro su una ferrea routine a cui si affida completamente, Nick Nolte in 48 Ore, Roger Murtaugh, Arnold in Danko, ma gli esempi sarebbero tanti. L’altro personaggio invece è “la matta”, quello che spariglia le carte e fa saltare il banco, quello che con il suo comportamento manda in tilt come un flipper il suo nuovo compare, Eddie Murphy, Martin Riggs oppure James Belushi.

Tienilo ammanettato Bob, non sembra ma quello è pericolosissimo.

Il canone prevede che l’elemento disturbante tra i due, lo sia in tutto e per tutto, a partire proprio dalla recitazione, che deve essere esagerata, sopra le righe. Ed è qui che “Prima di mezzanotte” mena il suo colpo più duro, Charles Grodin non solo non va sotto bevendo dall'idrante contro il Bob De Niro del 1988, ma fa fare il salto di qualità al film.

Jonathan "Il Duca" Mardukas è la versione bipede della tortura della goccia, il lento logorio ai fianchi che ti consuma. Mette in crisi la routine e le certezze di Jack proprio come facevano Reggie, Martin e Art Ridzik ma con un atteggiamento passivo aggressivo, pedante come solo i veri contabili possono essere. «Perché non sei popolare alla polizia di Chicago?», oppure i continui rimproveri sulle sigarette di Jack, sulle sue scelte alimentari, il Duca fa pesare tuuuuuuutto il viaggio allo sbirro, con continui e sommesso attacchi. Questa stramba coppia composta da uno stropicciato ex sbirro e un “Impiegato criminale” - come si auto definisce il Duca - è memorabile quanto le altre grandi coppie dei “Buddy cop movie” ed è Charles Grodin il vero motore delle dinamiche di coppia.

"Perché hai recitato in Manuale d'amore 3?", "Questo è troppo, ora ti sparo"

Grodin non sfoggia la classe del fuoriclasse, ma la pura concretezza, se il film ad una prima occhiata (e sicuramente secondo la Universal) aveva come traino la prova e la presenza di Bob De Niro, grazie a Grodin è diventa davvero mitico. L’attore si prende il pochissimo spazio concesso dall'ingombrante presenza di De Niro e lo utilizza al meglio per cesellare un personaggio adorabile nel suo essere insopportabile, uno che probabilmente nel tempo libero si diverte a fare la punta ai chiodi e che non vorresti mai trovare dall'altra parte dello sportello, quel lunedì mattina in cui hai una pratica urgente da sbrigare.

La mia scena preferita? Quando senza soldi i due si fermano nella tavola calda, Jack spende tutto in sigarette e il Duca per sua natura di contabile, cerca di fare economica. Quanto costa il caffè? 53 centesimi. Il tè invece? 53 centesimi. Charles Grodin si ferma, ci pensa, immobile e concentrato come se da questa decisione dipendessero le sorti del mondo, fa passare ancora un paio di secondi, quelli umanamente considerati di troppo per una scelta così facile, poi aspetta ancora un po’. Alla fine prende il tè. Ecco come costruire un personaggio con niente, se non era un fuoriclasse questo, allora non esistono i fuoriclasse al cinema.

Pensate quanto tempo, se gli avessero chiesto la capitale del Burkina Faso.

A questo aggiungete i momenti d’improvvisazione pura, in cui Grodin cercava di far uscire De Niro dal personaggio facendolo scoppiare a ridere con domande imbarazzanti, tutte formulate senza mai far cambiare espressione al Duca, oppure la scena dei dollari “falsi”, la mitica “Litmus configuration”, espressione purtroppo piallata dal doppiaggio Italiano del film, che negli Stati Uniti equivale più o meno alla nostrana “Supercazzola” di “Amici miei” (1975). Una scena che per metà è stata frutto dell’improvvisazione dei due attori, lasciati liberi di scatenarsi sul set da Martin Brest, con Charles Grodin a dettare il ritmo della scena e Bob De Niro, nel ruolo di spalla di lusso (storia vera).

"Blinda la litmus configuration come se fosse antani"

Insomma a trent'anni abbondanti dalla sua uscita “Prima di mezzanotte” resta un film incredibile, l’unica volta che ho provato a scrivere una sceneggiatura in vita mia, finiva con il protagonista che guardava l’orologio dicendo «Ce l’avrei fatta», giusto per farvi capire quanta influenza questo film ha avuto su di me (storia vera). Ancora oggi un grande esempio di quei film su coppie di “Strambi Sbirri” che mi piacciono tanto e che purtroppo non si vedono più al cinema e soprattutto, il modo migliore per questa Bara di rendere omaggio al Duca.

C’è voluto il San Bernando per vendicare Bob De Niro ma intanto, grazie di tutto Charles ci si vede nell'altra vita.

Nel caso peggiore, ci vediamo nei film.

18 commenti:

  1. Pensa se un film così lo facessero oggi. Alla regia ci sarebbe Michael Bay e al posto di Bob troveremmo The Rock...

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    1. Sarebbe già un gran lusso, almeno così avrebbe una connotazione "muscolare", credo che lo affiderebbero a qualche inetto e lo farebbero recitare al ex lupacchiotto di Twilight al massimo. Cheers

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  2. A memoria questo è stato il primo film con De Niro visto in vita mia, e una sola volta. Da qualche parte dovrei avere anche il "riassunto" del romanzo pubblicato a puntate su Telesette. 😄

    Lo ricordo come una sorta di commedia poliziesca/d'azione. Come già fatto, mi leggerò il post con calma appena possibile per eventuali ulteriori considerazioni: ora sui due piedi ti potrei soltanto dire con sicurezza che il personaggio di De Niro si chiama Jack Walsh. 😅

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    1. Ricordi bene, vediamo se emergeranno altri ricordi dopo la lettura ;-) Cheers

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    2. Lettura effettuata. Niente, va rivisto perché ricordo per sommi capi soltanto come e perché i due si ritrovano a viaggiare assieme; e coi tuoi resoconti viene sempre voglia di vedersi/rivedersi qualcosa!

      De Niro il più grande attore di tutti i tempi? Potrebbe essere, di certo camaleontico come pochi (John Malkovich? Anthony Hopkins? Lon Chaney andando molto indietro?) e per lungo tempo "nome pesante" nelle locandine (alla Al Pacino, diciamo...). Personalmente, beninteso che i suoi lavori più recenti che ho visto sono stati "Il lato positivo" e "Cose nostre malavita", con un bel buco a monte, sembra si sia un bel po'... rilassato da ruoli impegnativi, che comunque alternava ad altri nei quali l'ho trovato sprecato tipo "Innamorarsi" e "Lettere d'amore", ruoli dove invece ha saputo mettere sul tavolo gli attributi nonno Clint ("I ponti di Madison County").

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    3. Gli infiniti divorzi e cause legali hanno davastato un attore di razza, quello in cui recita ora è quasi tutta roba alimentare e basta. Cheers

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  3. Cavolo, oltre a Grodin quanti grandi attori in questo film! Manca solo Geoffrey Lewis, che accanto a John Ashton versione cattiva stava benissimo in "Una calibro 20 per lo specialista". Ma Lewis sta benissimo dappertutto, del resto.

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    1. Comunque leggendo la cosa su De Niro che per immedesimarsi si affianca a veri poliziotti mi torna in mente un episodio di Hill Street Blues, in cui un giovane divo di Hollywood chiamato John Gennaro (chiaramente basato su De Niro), dovendo entrare nel personaggio dello sbirro per interpretare un film intitolato "I Bastardi", viene affiancato al detective sotto copertura Mick Belker.
      Mick il Matto naturalmente protesta col capitano Furillo, ma questi gli dice che non c'è nulla da fare, "ordini dall'alto".
      Inizia così la convivenza fra i due, durante la quale il bravissimo attore "diventa" letteralmente uno sbirro mimando il carattere di Belker e arrivando addirittura a somigliargli fisicamente (metodo Actors Studio!).
      Purtroppo alla fine Gennaro viene ucciso durante una compravendita di droga. Certo De Niro se l'è cavata meglio. :D

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    2. Ho sempre avuto una predilezione per "Una calibro 20 per lo specialista". Cheers

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    3. Se non ricordo male De Niro si prendeva per i fondelli da solo in quella roba di "Showtime" con Murphy, che preferirei dimenticare. Cheers

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  4. Carabara, ricordo molto bene quei gg - avevo 20 anni ed ero un fan di Bob via New Cinema Cinelandico scorsesiano depalmico da molto prima - e concordo con te su Charles che ricordavo fino a quel momento per il King Kong con Bridges e Lange. Kezich o Porro - I dont' remember - sul Corsera cartaceo di allora notavano quanto fosse ricco il parco caratteristi USA. Pensa a Warden, Balsam o Borgnine per esempio.
    Non sono così sicuro che " film su coppie di “Strambi Sbirri” (...) non si vedono più al cinema ": pensa a The Nice Guys del mio amico ed ex allievo Shane Black che è relativamente recente. Strano non sia stato seguito da un secondo e magari un terzo episodio. Sospetto che il prb sia nel fatto che un ceffo abbia minacciato i pesci nell'acquario di Russell Crowe invece di uccidergli il cane.
    Un suggerimento per Shane B. che so leggerti sempre con attenzione ed affetto: Lady Germanotta è un agente CIA, ma finge di essere una popstar che deve cantare sul Muro di Berlino con David Hasselhoff prima che sia abbattuto ( il Muro, non Mike Knight ndr ). A Berlino il suo contatto è Cyndi Lauper - interpretata da Sophie von Haselberg, la figlia di Bette Midler - che sta cercando di aiutare il suo ex fidanzato ed ex manager indebitato colla Mafia ed è avvicinata da agenti russi che la vorrebbero quinta colonna nello showbiz. Mi rendo conto che Girls just want to have a midnight run sia uno zinzino Atomic Blonde, ma le note sono sette...ciao ciao

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    1. Il tuo ex allievo ha dovuto ambientare "The Nice Guys" nel passato, unico modo per fare oggi un film di "Strambi sbirri" solo che ora gli eroi, se no hanno una tutina non se li fila nessuno. Peccato perché altri sei film del vecchio Shane li avrei visti volentieri ma anche quello con Hasselhoff Nick Fury ;-) Cheers

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  5. "Mascone garante cauzione!".
    Come a casa Cassidy per altri film, a casa Brovida questo passava spesso, essendo registrato su VHS e uno dei preferiti miei e di mio fratello. Spiace molto per Charles Grodin, lo ricordo effettivamente in una marea di film, da Filofax a La Signora in Rosso a Dave... I Beethoven, onestamente, non li ho mai guardati, mi sembra che una volta ne ho visto cinque minuti su Italia1 perché mi sembrava di aver visto David Duchovny, per cui ero in fissa causa X-files.
    In ogni caso è un film che fa capire quanto fosse bravo e sagace De Niro che qui è davvero "stropicciato" ma anche lungimirante nel dare lo spazio giusto a Grodin che brilla per tutta la pellicola e lo fa senza mai andare sopra le righe. Forse era proprio il suo stile recitativo ma lo apprezzavo tanto anche per questo.
    Ciao

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    1. Duchovny compariva circa dodici secondi ma ricordi bene. Non potevo perdere l'occasione per rendere omaggio a Charles Grodin ;-) Cheers

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  6. Mannaggia, non lo sapevo.
    Grodin era proprio quel tipico attore che ti ricordi di aver visto in un sacco di commedie ma che, li' per li', non ti sovviene il nome.
    In quanto a questo...beh, un filmone.
    Nient'altro da aggiungere.
    La cosa strana e' che sembra essere passato un po' in sordina, rispetto ad altri colleghi piu' illustri. Come 48 Ore, Arma Letale o che so, Beverly Hills Cop. Di cui condivide il regista del primo, fortunatissimo capitolo.
    E dire che non ha nulla da invidiare.
    Ritmo serratissimo e spumeggiante, diverte, esalta e tiene sulle spine quando deve farlo, senza mollare un attimo e senza sbagliare un colpo.
    E poi, a parer mio, parlando di buddy movies se devo scegliere tra sbirro+sbirro e sbirro+malandrino preferisco sempre il secondo.
    Mi piace l'idea di due che stanno proprio agli antipodi e che non si sopportano. Se non addirittura che si odiano proprio. Col poliziotto che non chiederebbe di meglio di sbattere l'altro dietro alle sbarre, e col criminale che alla prima occasione vorrebbe tanto lasciare il suo scomodo compagno di viaggio per darsela a gambe.
    Ma che si ritrovano soli contro tutti (persino i federali, che nessuno vuole mai tra le palle. Ma che qui ci stanno eccome, in mezzo!) e che devono per forza collaborare. Pur non fidandosi mai fino in fondo l'uno dell'altro, se non alla fine.
    E poi c'e' Bob.
    Ragazzi, a quei tempi al buon vecchio Bob bastava mostrarti il suo ghigno da marpione per ripagati a prescindere.
    Poi, gli anni passano. Ognuno fa le sue scelte...e essere Robert De Niro significa anche doversi pagare le auto, le ville con piscina e soprattutto le trenta ex-mogli di Robert De Niro.
    Da qui la necessita' di accollarsi qualunque boiata, basta che lo si paghi bene.
    Ma ultimamente, in un paio di occasioni, ha dimostrato di essere sempre un grandissimo.
    Per fortuna.

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    1. Ai tempi De Niro mi sembrava pazzo sul serio, non solo per i ruoli che interpretava ma qui, Charles Grodin lo mandava ai pazzi ;-) Cheers

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  7. Quando mi tiri fuori certi Classidy immensi, divento ufficialmente vecchio, perché comincio a dire "Eh, ma film così non ne fanno più" :-P
    Hai detto benissimo, il De Niro del nuovo millennio non riuscirebbe neanche a raggiungere al telefono il De Niro degli anni Ottanta, la cui etichetta da super-attore drammatico da serie A lo rendeva davvero improbabile per un film da strambi sbirri: per questo, una volta fatto, ha funzionato ancora di più. Oggi la carriera degli attori è sfumata, va ovunque e passa dal dramma alla commedia, ma negli Ottanta o eri drammatico o eri comico, dal ghetto non si usciva. Dovevi essere De Niro per passare da "Mission" a "Midnight Run" portando a casa il risultato.
    Non so se tutte le videoteche lo facevano, ma all'epoca quella dove ci rifornivamo aveva adottato la tecnica paracula di mettere un televisore nel negozio che trasmetteva il filmone del momento. Ricordo che entrammo io e i miei genitori a scegliere cosa noleggiare e c'era in onda la scena verso il finale di questo film, con Yaphet Kotto: in due secondi netti tutti e tre indicammo lo schermo, dicendo "Prendiamo quello!" Si sentiva a pelle che era roba buona, e non ce ne siamo pentiti ;-)

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    1. Quella si era una gran abitudine, l'anteprima del film novità poi Yaphet Kotto era sicuro motivo di interesse. Capisci che non potevo perdere quest'occasione per ricordare Charles Grodin. Cheers!

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