lunedì 22 marzo 2021

Star Trek II - L'ira di Khan (1982): nello spazio nessuno può sentirti urlare KHAAAAAAANN!

Non sono una persona particolarmente spirituale, mi ritengo molto più vicino al logico pragmatismo Vulcaniano, ma quando l’universo parla tengo le orecchie dritte (a punta) per ascoltare: questa Bara decollata per la sua missione per esplorare strani e nuovi mondi, incrociando il compleanno di William Shatner, che proprio oggi, data astrale 22 marzo 2021 compie 90 anni. Il tempismo nella vita ha il suo peso.

Star Trek - Il film è un grosso successo al botteghino, dopo una produzione che è stata più tormentata e sanguinolenta di un rituale Klingon. Il piano di portare Kirk e compagni al cinema ha pagato dei dividendi, la rotta è quella giusta ma la Paramount Pictures capisce che forse al comando della nave serve qualcun altro, anche perché Gene Roddenberry già blaterava di una trama in cui i suoi personaggi tornavano indietro nel tempo (storia vera). Alla Paramount volevano evitare che il nuovo film venisse nuovamente sbertucciato con nomignoli come “Star Trek - The Slow motion picture”, ma soprattutto volevano contenere i costi della produzione, motivo per cui il comando venne affidato a Harve Bennett, un produttore che lavorava per la sezione televisiva della Paramount, uno non particolarmente coinvolto o sentimentalmente legato alla serie classica di Star Trek. Per questo motivo a Roddenberry venne assegnato il titolo di consulente esecutivo, una di quelle finte promozioni, che per restare in tema è un po' come nominare Kirk ammiraglio, ma poi piazzarlo dietro una scrivania sul pianeta Terra, non so se ho reso l’idea.

Il creatore elegantemente estromesso, un seguito girato con meno soldi affidato a qualcuno con pochi legami affettivi con la serie, sembra la cronaca di qualcuno che dopo aver ammonticchiato casse di dinamite, decida che è giunto il momento di fumarsi una meritata sigaretta, invece per questo seguito non è stato affatto così, senza la tendenza a strafare (e a volere sempre l’ultima parola) di Roddenberry, sostituito dal ben più pragmatico Bennett, questo film è diventato un vero classico, anzi…Classido!

Si perché come vi ho già raccontato, da bambino conservavo religiosamente le mie VHS dei film di Star Trek, registrate dai vari passaggi televisivi e quindi vivevo una versione in piccolo (molto in piccolo) della passione bruciante dei Trekkie per questa saga, ma lo facevo in un ambiente asettico, Internet era più fantascientifico del teletrasporto, quindi non ho mai avuto modi di confrontarmi con nessuno sul valore e la qualità di quella manciata di film. Solo anni dopo quando ho scoperto che “Star Trek II - L'ira di Khan” è universalmente considerato uno dei capitoli migliori, ho capito che anche nella mia piccola “bolla”, il valore del film mi aveva colpito in mezzo agli occhi.

Nicholas Meyer nella parte di tutti di noi Nerd davanti al nostro Padrino.

Harve Bennett ha portato molto alla saga di “Star Trek”, per prima cosa i gradi sulle uniformi sono farina del suo sacco, così come la scelta di andare a ripescare il personaggio di Khan da un episodio della serie classica, nella fattispecie la puntata Spazio profondo (1x22), anche se la genesi (occhiolino-occhiolino) della storia è stata un po’ più articolata: la prima bozza di idea di Bennet prevedeva un’indagine su una ribellione su un mondo lontano, comandata da un personaggio che si sarebbe scoperto essere il figlio di Kirk. Bennet assunse lo sceneggiatore Jack B. Sowards per trasformare la sinossi in una sceneggiatura intitolata “The Omega Syndrome”, in cui l’Omega era una potente arma della Federazione rubata dai ribelli. Ma preoccupato dal fatto che tutto questo potesse risultare un po’ troppo drammatico, Bennett accettò con entusiasmo di trasformare l‘arma in un dispositivo terra formante dal nome Biblico di “Genesis” (come un pessimo gruppo rock avrebbe detto il mio omonimo fumettistico), l’idea di rendere il carismatico Khan, nuovamente interpretato da Ricardo Montalbán (che ricorderete di certo per “Fantasilandia” o per Fuga dal pianeta delle scimmie) nel ruolo del capo dei ribelli, non ha fatto altro che migliorare una trama già gustosa.

La gag inevitabile sul set, non si scappa è un rito di passaggio.

La sotto trama del figlio di Kirk, non solo è rimasta, ma contribuisce a migliorare quel velo di malinconia che pervade tutta la storia, perché “Star Trek II - The wrath of Khan” non solo non fa nulla per negare le rughe in più sui volti di Kirk, Spock e Bones, ma si mette in scia sfruttando gli anni e i chilometri, come avrebbe detto Indy. Trovo meraviglioso poter festeggiare i novant'anni del capitano Kirk, scrivendo di un film in cui il dottor McCoy (sempre interpretato dal grande DeForest Kelley), regala al suo capitano dei vecchi occhiali per la sua collezione di antichità terresti e della birra Romulana illegale, ad uso terapeutico ma da bere insieme come vecchi compari. Immagino che "Birra Romulana" sia la parola in codice nel mondo di Star Trek, quando qualcuno parla di erba.

“In quanto tuo dottore, ti prescrivo di farla girare. Non fare il mangia pollo come al solito eh?”

Tra i vari cambiamenti subiti in corsa da “Star Trek II - The wrath of Khan” anche il titolo, che originariamente avrebbe dovuto essere “Star Trek II - The revenge of Khan”, se non fosse per il fatto che la saga, chiamiamola concorrente di George Lucas, più o meno nello stesso periodo aveva già annunciato l’uscita di “Revenge of the Jedi”. Per evitare tutta questa vendetta nell’aria, la Paramount optò per il molto più azzeccato (a mio avviso) “L'ira di Khan”, anche quando all’ultimo minuto e dopo aver già fatto stampare numerose locandine, Lucas decise di cambiare il titolo del suo film in Il ritorno dello Jedi. Meglio così per tutti, anche perché un’altra delle ragioni della mia passione per “Star Trek II” sono le innumerevoli e palesi citazioni a “Moby Dick” di Herman Melville, che rendono Khan una sorta di iracondo Achab spaziale, ossessionato dalla sua vendetta nei confronti della balena bianca Kirk, e per quanto la frase mi sia uscita male, vi giuro che non è un modo facile per fare ironia sul peso di William Shatner, giuro! Non mi permetterei mai.

Potrete essere fighi, ma non serate mai fighi come questi tre nelle loro divise nuove.

Ciliegina sulla torta? Tra i tanti, grandi, grandissimi compositori che hanno avuto l’onore e la responsabilità di comporre musiche per i film di “Star Trek” metteteci anche uno dei miei preferiti di sempre, il mai abbastanza compianto James Horner, che qui ha saputo mettere la sua personalità e il suo tocco al servizio dei temi epici che servono a questa storia e a questa saga.

Per essere uno che è ancora alle prese con una lunghissima maratona di recupero di tutti gli episodi delle serie tv, e che proprio per questo non sarà mai un Trekkie (quello è un titolo che si meritano coloro che hanno fatto la gavetta negli anni), di questo film amo TUTTO, pensate che non mi è mai passato quell'insano desiderio di prendere un cane (o due) e chiamarli Kobayashi Maru (storia vera), il famigerato test impossibile da superare che solo Kirk ha saputo risolvere (barando) perché, stando alle parole del capitano, «Sapere affrontare la morte è importante almeno quanto affrontare la vita», che poi è la lezione che impara subito Kirstie Alley nei panni della tenente Vulcaniana Saavik, nella scena iniziale del film, quella che non solo determina tutto l’andamento della pellicola, ma risulta più movimentata di tutto Star Trek - Il film, e che per altro si conclude con l’entrata in scena di Kirk, figo come la neve a Natale, che entra in plancia con la luce alle spalle, con il sorriso di chi è stato il solo a superare la Kobayashi Maru e gli occhi di chi se le è fatte tutte (le guardiamarina in minigonna della serie classica).

Saavik non lo sa, ma dopo questa entrata in scena di Kirk è rimasta incinta.

Il regista Nicholas Meyer non sarà di sicuro un Maestro come Robert Wise, anche se in carriera ha firmato due film di culto come "L'uomo venuto dall'impossibile" (1979) e “The Day After” (1983), che diventano una trilogia di titoli degni di nota proprio perché “Star Trek II - L'ira di Khan”, con un budget di soli dodici milioni di fogli verdi con sopra facce di ex presidenti defunti, riciclando le uniformi non utilizzare per la serie mai realizzata “Phase II”, non solo tiene il ritmo altissimo per tutti i 113 minuti (116 nella versione “Director’s cut”) della sua durata, ma passa da una scena memorabile all’altra, generando quintali di iconografia per la saga di “Star Trek”.

La Kobayashi Maru, la scena della terra formazione grazie a Genesis (che lascia senza parole McCoy e fa sollevare un sopracciglio a Spock, massimo dello sconvolgimento emotivo Vuclaniano), ma anche l’entrata in scena di Khan, anche se la serie classica sono riuscito a vederla per intero solo pochi mesi fa, quindi non avevo mai visto l'esordio del personaggio, Ricardo Montalbán qui ci regala un cattivo memorabile, magnetico, carismatico eppure intriso di odio come un Babà nel rum. 

“Sono talmente cattivo che nemmeno il Sofficino mi fa un sorriso”

Il racconto di come Khan e il suo equipaggio siano stati abbandonati da Kirk sulla superficie di un pianeta morente, di come lui sia sopravvissuto di fatto tenendo aperte le ferite e alimentando la sua rabbia, tutta bella robetta che traspare dalla prova monumentale di Montalbán, che fa suo il proverbio Klingon «BortaS bIr jablu’DI’reH QaQqu’ nay», la vendetta è un piatto che va servito freddo. Spero di non aver insultato la mamma a qualche Klingon con la mia pronuncia, tendono a serbare rancore almeno quanto Khan quei ragazzoni.

La vendetta è un piatto che va servito con gli scudi abbassati.

Lo scambio di rotta tra Ceti Alpha VI e Ceti Alpha V (un pianeta con più seguiti di Rocky), oppure quegli orripilanti vermoni della sabbia con cui vengono torturati i prigionieri, tutte trovate che rendono memorabile Khan, un (super)uomo che ha sfidato l’impossibile pur di continuare a vivere e la sua vita è solo la vendetta. Quando hai un cattivo così i tuoi eroi devono per forza fare uno sforzo maggiore per risultare ancora più eroici, ecco perché “Star Trek II - L'ira di Khan” funziona e continuerà a funzionare nel tempo, ha un quantitativo di emozioni, rabbia, sentimenti che non possono lasciare indifferenti nessuno, non un ragazzetto che questi film se li guardava e riguardava in VHS, ma nemmeno un Vulcaniano che da sempre, i suoi sentimenti li reprime, figuriamoci uno come Kirk che in tre stagioni della serie classica ha sempre vissuto di impeto, recitando anche sopra le righe come faceva così bene William Shatner, che infatti qui risponde con uno dei momenti più epici di tutta la cultura popolare occidentale.

La rabbia, anzi l’ira di Khan è tale che uccidere il suo nemico sarebbe troppo poco, con la sua frase, «Ho fatto di più, ti ho ferito», Khan vuole dimostrare che anche l’impeccabile Kirk può sanguinare. La reazione di Kirk è così grande che sarà anche vero che nessuno nello spazio può sentirti urlare, ma tutti hanno sentito James T. Kirk invocare il nome del suo nemico.

Come quando sbatti il mignolo del piede contro il divano.

Questo è il film giusto per fare gli auguri di compleanno a William Shatner, perché il suo personaggio più famoso (dopo T.J. Hooker) fa i conti con i semi che ha sparso nella sua vita, che siano essi pargoli o d’odio, James Tiberius Kirk sarà anche l’uomo che ha superato il test della Kobayashi Maru, ma in fondo anche quella era solo una simulazione per metterlo alla prova, per capire sul serio che le esigenze di molti contano più di quelle di pochi, Kirk dovrà sacrificare tutto, anche il suo migliore amico, cosa che per altro a Leonard Nimoy andava benissimo.

Si perché Nimoy, temendo di restare per sempre incastrato nel ruolo di Spock, accettò di recitare in “Star Trek II” solo se il suo personaggio avrebbe trovato una grande morte, Bennet pensò di far morire il Vulcaniano subito, un colpo alla Psycho per spiazzare il pubblico, ma poi fece la scelta più saggia, una grande uscita di scena, la versione Vulcaniana della Kobayashi Maru che si traduce in un atto eroico e in una scena d’addio che non si dimentica, lacrime napulitane? No, al massimo Vulcaniane, e poi non sono lacrime è sudore che sprizza nello sforzo di restare così incredibilmente duri e tosti anche davanti ad una scena così.

Oggi è morto spock, è stato ucciso dalle radiazioni / E ci mancherà, si, ci mancherà (cit.)

Motivato come solo la morte del Maestro nei film di Kung-Fu può fare per il protagonista, Kirk affronta Khan e lo batte in astuzia, se ne va sgommando a super velocità con l’Enterprise mentre ad urlare questa volta è Khan, un anatema che poi era lo stesso che Achab lanciava all'oggetto della sua ossessione Moby Dick («Dal cuore dell’inferno io ti pugnalo!»).

Chi di urlo ferisce, urlando perisce.

Forse l’unico difetto di “Star Trek II - L'ira di Khan” è la proliferazione dei finali, di fatto tutti gli ultimi minuti del film non solo altro che il prologo di “Star Trek III” (a breve su queste Bare), ma cosa gli vuoi dire? Davanti al funerale di Spock che si allontana verso l’orizzonte nella sua bara (volante), accompagnato dalle parole del suo amico, tocca fare il secondo sforzo per sfoggiare assoluta tostaggine, non capita tutti i giorni di poter salutare un’icona pop (padrino dei Nerd) con così tanto stile, ma di questo parleremo dettagliatamente a breve.

Una gran Bara Volante bisogna dirlo, io me ne intendo.

Per ora ci tengo a fare gli auguri a William Shatner usando prima le parole del suo amico, lunga vita e prosperità e poi quelle del suo stesso personaggio, che trovate qui sotto, noi invece continuiamo il nostro viaggio la prossima sertimana, alla ricerca di nuove forme di vita e civiltà.

McCoy: «Jim? Sta bene? Come si sente?»
Kirk: «Giovane. Mi sento giovane»

Non perdetevi i post di SamSimon e del Zinefilo, anche loro pronti a fare gli auguri al capitano Kirk.

44 commenti:

  1. Ciao Cassidy, scusa se entro così, mi spiace fare il correttore, ma William Shartner oggi compie 90 anni!! Se li porta tutto sommato bene, ma mi sono fatto due calcoli e quando ha girato questo film era più vecchio di me ora, altrimenti li portava troppo male, per quanto resti un figo, gli anni. Grande pezzo, comunque. 👋

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    1. Avrei dovuto correggerlo ieri, quando mi sono rifatto bene i conti, ma ho avuto una giornata complessa quindi ti ringrazio per la segnalazione, ho corretto anche se il mio regalano erano dieci anni in meno, considerato che se li porta benino ;-) Cheers!

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    2. cass, allora devi correggere anche più sotto, perché hai scritto di nuovo 80

      Che poi io pensavo proprio il contrario, cioè che il refuso fosse 90... li porta dannatamente bene il nostro "Trapano" preferito!

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    3. Ho corretto grazie, perdonatemi ma ieri non ho avuto proprio tempo di fare l’ultima revisione, grazie per la dritta. Anche perché la penso come te, 90 anni portati bene cavolo ;-) Cheers!

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  2. Anche a parer mio, uno dei piu' riusciti.
    Un po' perche' hanno dimostrato di aver imparato subito dagli errori, e quindi correggono tutto cio' che non va.
    Ma ritengo che la mossa vincente, come spesso accade in certi casi, sia stata di aver affidato il progetto a uno che non sapeva nulla.
    Ok, non e' che proprio non sapesse nulla, ma il fatto di non essere cosi' coinvolto come lo era invece il regista precedente gli ha permesso di guardare la situazione da un punto di vista totalmente diverso. Inedito.
    Scelta rischiosa, ma se funziona ripaga pienamente del rischio.
    Abbiamo finalmente uno Star Trek degno del grande schermo.
    Epico, trascinante, anche tragico.
    Con un cattivo davvero cattivo, ma che in fin dei conti ha le sue belle motivazioni per fare cio' che fa. E pienamente plausibili, almeno secondo il suo punto di vista.
    La faida tra Kirk e Khan non prende prigionieri.
    E a concludere il tutto...un'uscita di scena memorabile. Anche se...
    Niente spoiler. Ma diciamo che esistono mille modi per riportare in scena un personaggio.
    Uno degli episodi migliori, ribadisco.

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    1. Poteva essere un disastro, invece è uscito uno dei capitoli migliori. Giusto per ribadire che fare film non è una scienza esatta. Cheers!

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  3. Sarà che l'ho visto da ragazzino, poco dopo la sua uscita in Italia, sarà che quel finale mi ha traumatizzato perché Spock era un amico di famiglia, sarà quel che vuoi... ma per me questo è ancora il miglior prodotto che l'universo di Star Trek potrà mai generare, semplicemente perché usa cuore e mestiere, invece che nerdate per leccare il deretano ai fan (che però sono ingrati per definizione) o personaggi fittizi per far lavorare l'ego degli attori. Pensa che all'epoca l'episodio della serie classica con Khan era così raro che in famiglia non lo conoscevano (e sì che vedevamo ogni replica di Star Trek da anni) quindi il cattivo per noi era inventato per il film, eppure funziona alla grandissima.
    Un film epico e storico, adorato da quei fan ingrati che invece subito dopo sono saliti a bordo con il nuovo capitano pelato, segnando di fatto la morte del vecchio equipaggio: bisogna sempre diffidare dell'amore dei fan...

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    1. Non ho mai visto l’episodio della serie in cui esordiva Khan, prima di iniziare la mia maratona di recupero di tutte le serie di Star Trek, eppure ho amato tantissimo questo film lo stesso, questo per dire di quanto funziona ;-) L’amore dei fan è peggio degli innamoramenti estivi e spesso più tormentato. Cheers!

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  4. Ciao Cassidy, sono contenta che anche tu come Sam abbia scelto questo film perché è il mio preferito, tratto da un episodio bellissimo e con un cattivo eccelso. Conoscevo Montalban da Murder She Wrote, ma qui è inarrivabile. Film splendido, recensione splendida, anche perché me la sono immaginata tutta raccontata da Ghostface ;)

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    1. Mille grazie cara, nel caso di prossime apparizioni, cercherò una maschera da capitano Kirk per restare in tema, che per altro poi, non è altro che quella di Michael Myers ;-) Cheers!

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  5. Tanti auguri al buon Shatner!!! Che bello festeggiarlo tutti insieme, tra l'altro noi lo facciamo parlando dello stesso film di cui noto con piacere che siamo entrambi amanti senza se e senza ma. Io non ci trovo nessun difetto, e nemmeno a me il proliferare dei finali pesa particolarmente.

    Scene memorabili, musiche spettacolari, trama avvincente, ritmo che non scende mai, protagonisti e antagonisti fichissimi... non gli manca niente a questo film! Te hai i classidy, io ho i film che ho visto almeno una dozzina di volte, e Star Trek II è sicuramente tra quelli! :--)

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    1. Questo sarebbe stato un Classido anche prima di iniziare la mia maratona, l’idea di avere questo film (e gli altri di Star Trek) su questa Bara, è una delle ragioni che mi ha spinto ad iniziare, grazie a voi per l’ottima iniziativa, tempismo perfetto signori! ;-) Cheers

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  6. Bellissime le divise aggiornate (finalmente) e bellissima la pettinatura di Montalban in stile Kajagoogoo. Inoltre L'Uomo Venuto Dall'Impossibile è un film che adoro, interpretato da quell' Alex DeLarge coi baffi😀...

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    1. Davvero bello così come "The Day After". In effetti Montalban se,bra il cantante di un gruppo Heavy Metal ;-) Cheers

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  7. Eh, niente, qui siamo al top, probabilmente il meglio mai prodotto dalla saga di Star Trek. Emozioni a fiumi, lacrime napulitane, KHAAAAN!!, insomma, un pezzo di cuore.

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  8. Come hai giustamente detto, questo film è un malloppone di iconografie destinate a durare nel tempo, e Khan è, assieme a Gul Dukat in "Deep Space 9", il mio cattivo preferito di Star Trek, un superuomo che si alimenta di sete di vendetta, sfidando l'antico avversario in una elaborata, e involontaria, rivisitazione dell'ottimo episodio TOS "La navicella invisibile".
    Splendido il duello spaziale, con un sottofondo musicale epico, sempre commovente il sacrificio di Spock e le parole di commiato di Kirk mentre alla vulcaniana Saavik scende una lacrima...
    Sì, è il film che dimostra come si possano sfornare ottimi prodotti, destinati a diventare cult, con investimenti ragionevoli.
    Il difetto per me è l'introduzione delle uniformi rimaste d'avanzo da "Phase II", che proprio non ho mai digerito: troppo militari, troppo rigide...

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    1. Contentissimo di trovare un altro adepto dell'indiscutibile Gul Dukat ^_^

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    2. Esatto, il budget giusto e le persone affidabili, così si fanno i seguiti che contano ;-) Cheers

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    3. Da bambino avevo quasi comprato il pupazzetto di Gul Dukat, solo perché lo trovavo fighissimo (storia vera). Cheers

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    4. Dare del "pupazzetto" a Gul Dukat è come dare dello str0nzo a Mike Tyson! 😂

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    5. Cerca di capirmi, non volevo scrivere "Action figure", non la reggo quella espressione ma il tuo paragone è perfetto ;-) Cheers

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    6. Dato che anche io limito i termini non italiani al minimo, se ce ne sono di casa nostra, io le chiamo "statuine da collezione". 😊

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    7. Però quello che avevo puntato era di una linea con articolazioni mobili, quindi statuina mobile da collezione ;-) Cheers

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    8. Ho paura che a Gul Dukat non piacerebbe nemmeno sentirsi dare della "statuina mobile da collezione" ;-)
      E, sempre a proposito di Dukat, se volessi rivederlo in azione assieme a un sacco di altre persone interessanti (compresa nel prezzo una rivisitazione del test della Kobayashi Maru) di almeno un paio di universi ci sarebbe "La mossa di Q", miniserie in sei albi con Mike Johnson ai testi e Tony Shasteen ai disegni... rimanendo in ambito fumettistico, la morte di Spock in questo capolavoro de "L'ira di Khan" aveva dato la stura ad ottime storie con Saavik facente funzione di primo ufficiale e "cattivi" dalla serie classica, ad opera principalmente di Mike W. Barr (testi) e Tom Sutton/Ricardo Villagran (disegni), in parte arrivate anche da noi ai tempi della Play Press anni '90...
      Purtroppo arrivo tardi per gli auguri al Capitano, ma ho avuto qualche guasto al motore a curvatura ;-)

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    9. Spero che Scotty abbia risolto e credo anche io che Gul Dukat non la prenderebbe benissimo. Gran personaggio Saavik, se la meritava una serie sua a fumetti ;-) Cheers

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  9. Che poi Shatner a 90 anni continua a lavorare..cioè deve uscire un film in cui ha recitato assieme a Christopher Lloyd: Kirk e Doc Brown (o se si vuole Kruge..) assieme! :D Parlando dell'Ira di Khan, poco da aggiungere, film assolutamente mitico, forse il migliore della saga

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    1. Davvero? Kirk e Kruge di nuovo insieme? Voglio vederlo! :-D Cheers

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  10. Non sono riuscito a commentare prima, oggi avrei volentieri utilizzato la velocità warp, magari dopo aver bevuto una bella birra romulana fresca... Posso ovviamente aggiungere poco, nel senso che è un film perfetto, di quella fantascienza di alta qualità (sembra uno spot) che purtroppo ritrovo poco o nulla ai giorni nostri. Diciamo che la forza di questo film è il fatto di non dover ripresentare equipaggio e relative dinamiche e anche la nave, ormai si parte dal presupposto che il pubblico conosce tutto l'universo creato da Gene e quindi si parte subito fortissimo. Il procedimento di terraformazione, per quanto risulti un pò datato, è ancora uno spettacolo per come è stato realizzato. Insomma sarà stato tutto risicato all'osso ma ne è venuto fuori un film che mette tutti d'accordo sul fatto che sia uno dei più belli della serie. È ancora il preferito di mia moglie... Oggi hanno detto anche al tg del compleanno del trap... È proprio un personaggio che appartiene alla cultura popolare. 👋

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    1. Non ti preoccupare, oggi è uno di quei lunedì che richiede davvero una bella birra Romulana ;-) LO hanno detto alla Rai? Spero di no perché quando fanno gli auguri per i compleanni “tondi” portano una sfiga nera! Cheers

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    2. Su quel fronte Mentana è imbattibile: l'estate scorsa si è messo a festeggiare tutti i compleanni di gente famosa che è schiattata subito dopo, al che qualcuno gli avrà detto di piantarla! :-D
      Ricordo ancora il suo immotivato entusiasmo per i 100 anni di Franca Valeri, le ha dedicato un servizio intero... e zac, ce la siamo giocata! :-D
      Solo gli appassionati dovrebbero festeggiare gli attori :-P

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    3. Perfettamente d'accordo! Sulla RAI dopo la doppietta Connery e Proietti ancora non hanno ricevuto lo stesso imperativo, anche se sarebbe meglio ;-) Cheers

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    4. L'ho visto di sfuggita al Tg5, ma ci tengo a sottolineare che non ne sono uno spettatore abituale, semplicemente era uno dei pochi momenti tra Pegga Pig, Wolfoo, Daniel Tiger e Zou che avevo per sentire le notizie... Mentana per fortuna ha smesso, aveva decimato una mezza generazione di gente dello spettacolo. La ricordo anche io la celebrazione di Franca Valeri che poi è mancata subito dopo...

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    5. Che lascino le celebrazioni a noi appassionati, ci pensiamo noi ;-) Cheers

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  11. Tanti auguri di buon compleanno al capitano più sexy della galassia! Questo film mi è piaciuto molto, soprattutto per un cattivo memorabile come pochi.

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    1. Stupido sexy capitano (quasi cit.) ;-) Cheers!

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  12. per curiosità (e ovviamente OT): ma la gag delle "red shirt" che erano gli unici a morire da dove proviene? Perché in TOS molti pg avevano la divisa rossa, ma non morivano...

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    1. Ricordo che pure i Griffin, nella puntata in cui ospitarono Kirk, presero in giro le povere "magliette rosse". Non muoiono sempre, ma sta' tranquillo che se per una missione partono Kirk, Spock, McCoy e uno sconosciuto in maglietta rossa... è morte certa :-D

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    2. Deriva alla serie classica, ma Lucius qui sotto ti ha spiegato alla perfezione la gag. Cheers!

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    3. Inoltre negli episodi "Sbarchiamo su un pianeta minaccioso" non mancavano mai tizi sconosciuti rosso vestiti, sacrificati per mettere in chiaro che il pianeta minaccioso, lo era per davvero ;-) Cheers

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    4. Sì ma quanto equipaggio ha l'Enterprise che è sempre in giro per l'universo e continuano a morire a ogni episodio? O i sottoufficiali si riproducono come conigli nello spazio, tanto nessuno può sentirli urlare? 👋

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    5. Kirk lo faceva di sicuro ;-) Scherzi a parte, i ponti inferiori sono grandi e popolati di maglie rosse! Cheers

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    6. Il numero dei membri dell'equipaggio dell'Enterprise corrisponde al numero dei compagni d'Accademia di Kirk che sbucano fuori quando serve :-D
      Il curioso fenomeno per cui un'astronave continua ad avere lo stesso numero di passeggeri malgrado ne muoia almeno uno a puntata è stato replicato nella Cabot Cove della Signora in Giallo, ma prima era un fenomeno studiato nella serie TV giapponese "Itto Ogami", il cui spadaccino protagonista non ha mai ammazzato meno di dieci persone a puntata, quindi dopo anni il Giappone doveva essere spopolato e rimanere solo lui e suo figlio nella carrozzina :-D

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    7. Ma infatti la Signora in Giallo a un certo punto l'hanno fatta trasferire a New York, altrimenti a Cabot Cove rimanevano solo lo sceriffo e il suo aiutante e il dottore amico della Fletcher! Kirk ha probabilmente più figli illegittimi in giro per la galassia di Maradona!

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