mercoledì 21 ottobre 2020

Il Triello - speciale Horror: Il legame, Vampires vs. the Bronx e Jack in the box (più un paio di altri titoli)

Il formato a tre titoli inventato da Quinto Moro al servizio del mese di ottobre, sempre piuttosto pieno di titoli Horror. Oggi affronterò tre titoli tutti del 2020, uno buono, uno decente ed un altro decisamente brutto, anche se lo ammetto candidamente, ho pasticciato con le categorie perché a questi tre film andavano un po’ strette. Cominciamo!

IL BUONO Lo Stanis La Rochelle (L’horror Italiano troppo poco Italiano)

Il legame (2020)

Lo trovate comodamente su Netflix, nel cast vedrete spuntare Riccardo Scamarcio e questo per me, già qualifica il film come un Horror. L’esordio alla regia di Domenico de Feudis promette di portarci tra le tradizioni dell’Italia del Sud, perché il legame del titolo è quello che le nostre nonne chiamavano più comunemente malocchio, ma prima di iniziare a pensare ad un certo film con Lino Banfi, prestate ancora un momento attenzione alla trama.

Francesco (Scamarcio) guida non un vecchio maggiolone Volkswagen, anche se nel corso del film l’attore le proverà tutte per passare per il Jack Torrance della situazione. In auto con lui la moglie Emma (Mia Maestro) e la figlia Sofia (Giulia Patrignani), si va tutti “Giù al Sud” per una bella vacanza in famiglia, alcuni dei migliori horror del mondo cominciano proprio così.

“Non hai mangiato niente bella di nonna, stai sciupata, mangia!”

Ecco, “Il legame” non è certo tra i migliori, perché molto presto lo sceneggiatore Daniele Cosci rende fede alla sua storia di esorcismi, facendosi possedere dallo spirito dello Stanis La Rochelle di “Boris”. Con il terrore di fare un film troppo Italiano, comincia a pensare a piene mani da tutti i film che avete visto di recente, mandando in vacca la premessa, ovvero quella di proporci un “Gotico Pugliese” basato sul folclore locale, che sarebbe stato di sicuro più originale. Registi come Justin Benson e Aaron Moorhead vengono in uno strambo Paese a forma di scarpa, a farsi ispirare dai luoghi e dalla storia per fare un Horror e noi che potremmo farlo giocando in casa cosa facciamo? Ci mettiamo a scimmiottare il J-Horror? Con personaggi che si tirano fuori dalla bocca intere ciocche di capelli come in un The Ring qualunque? Madornale errore (cit.).

"Smarmellaimo la fotografia come al solito e portiamo a casa questa scena"

Recentemente mi è capitato di vedere “The Vigil” (2020), che non è il rifacimento americano di un film con Alberto Sordi, ma una storia di fantasmi ambientata durante una veglia funebre, un horror tutto basato sul non mostrato, con un’atmosfera che non fa meschino utilizzo di “Jump Scare” (anche noti come “Salto paura”), ma pesca a piene mani dalla tradizione ebraica. Il film di Keith Thomas non è proprio il campione del mondo di brio, però è un ottimo esempio di come portare al cinema storie ben radicate nel folclore locale. “Il legame” poteva essere molto migliore di “The Vigil”, che però è stato per lo meno più onesto nel rappresentare sullo schermo quello che prometteva.

Diciamo che oggi è un Triello e mezzo…

Gran peccato, perché superato l’impatto iniziale di vedere Scamarcio e la sua moglie “latina”, che porta subito il film in zona “Il ciclone” (1996) di Pieraccioni, poi Domenico de Feudis si conferma un regista abilissimo e con un ottimo occhio per la regia. Ma si ritrova incastrato in una storia che scivola presto nella noia del già visto, con uno Scamarcio sceso dal letto convinto di essere Jack Nicholson, forse è lui il vero Stanis La Rochelle. Per la prossima volta caro Domenico, più Pupi Avati e meno “Boris” ok? Dai che sei bravo, dai!

IL DISCRETO IL BAMBINO (L’horror per iniziare le nuove generazioni)

Vampires vs. the Bronx (2020)

Il Bronx è un quartiere decadente, dove se qualcuno sparisce, non frega un accidente a nessuno, il luogo perfetto per fare affari per una compagnia immobiliare chiamata Murnau, con tanto di profilo di Vlad l'Impalatore nel logo. Voto dieci alla discrezione della compagnia e alle metafore cinematografiche suggerite, quasi velate oserei dire, che abbondano in questo film.

Gentrificazione e Vampirizzazione vanno di pari passo, inoltre per me un film che mette sullo stesso piano agenti immobiliari e succhia sangue un po’ ha già vinto. Ma questo non cambia il fatto che il film d’esordio di Oz Rodriguez sia un horror leggeri no, perfetto per un pubblico più giovane, magari alla ricerca di un titolo valido per fare amicizia con il genere più sanguinolento di tutti. Io comincerei con i classici, ma questo lo trovate comodamente su Netflix, la pigrizia è un valore.

Visto questo della Bara Volante? Secondo me è un vampiro…

… Vade retrò Cassidy!


… No Cassidy è un bravo ragazzo, basta una palla da basket per farlo uscire fuori al sole.

Ad opporsi al piano dell’agenzia immobiliare, di trasformare il quartiere in un postaccio pieno di negozi assurdi che vedono burro e strano gelato vegano, ci pensano tre ragazzini un po’ sfigatelli del posto: una sorta di Harry Potter portoricano con maglietta dei Ghost, uno sinistramente attratto dal fascino della vita da “Gangsta” e Miguel Martinez, con un’allitterazione fumettistica nel nome, non proprio il terzo fratello Frog venuto dal Bronx, anche se l’idea sarebbe quella.

I tre ragazzini vorrebbero salvare la “bodega”, il negozietto locale dove passano molto del tempo e quando scoprono qualcosa di losco, nessuno crede alla loro storia di vampiri nel Bronx, anche perché il responsabile della Murnau, il signor Frank Polidori (Shea Whigham che recita con le marce basse, ma sembra comunque Marlon Brando rispetto ai colleghi. Ah! Spero non vi sia sfuggito il cognome del personaggio, a proposito di riferimenti velati) con i suoi modi affabili è un insospettabile Renfield, capace di comprarsi la benevolenza di tutti.

Il fratello di Nucky Thompson a sinistra, la preferita di Davide Birra a destra.

A sparigliare le carte, anche la bionda Sarah Gadon nei panni di Vivian, entusiasta dell’essersi appena trasferita nel quartiere anche se è la più bianca in circolazione. La preferita di David Cronenberg, nella prima parte del film, recita come una sotto effetto dell’etere e se non fosse già sospetta una Canadese nel Bronx, ci pensa la sua discretissima recitazione a disegnarle un bersaglio sulla fronte.

"Etere diabolico, ti fa comportare come l'ubriacone del villaggio di un romanzo irlandese" (cit.)

“Vampires vs. the Bronx” è simpatico e svogliato, fa il minimo sindacale per portare a casa il risultato lasciando che i riflessi dei film giusti che si porta dentro, lo facciano brillare di luce riflessa, occhio che sto per partire con un’infilata di titoli: un vampiro nel quartiere e minorenni a cui nessuno crede come in “Ammazzavampiri” (1985), la faccia dei succhia sangue che si trasforma prima di attaccare come i Vampiri di Buffy, l’idea di alcuni ragazzini del quartiere come unica linea di difesa contro una minaccia sovrannaturale proprio come in "Attack the Block" (2011). Prendete tutto questo, mescolatelo insieme, diluitelo in due o tre litri di acqua (santa? Non necessariamente) e il risultato sarà “Vampires vs. the Bronx”.

Il massimo dell’originalità il film la tira fuori eleggendo Blade, il cacciatore di vampiri di Wesley Snipes, come modello di riferimento per i tre ragazzi decisi a fermare l’invasione, ma dovete mettere in conto piani segreti conservati su chiavette USB, e la svolta sull'identità del Maestro che non è affatto tale. Se poi ci aggiungiamo il dettaglio che lo stesso Maestro, si vanta di essere sopravvissuto sette secoli, ma poi viene ucciso in sette secondi nel modo più svogliato possibile, capirete che il film sarà anche perfetto per le nuove leve, ma per i vecchi fanatici di horror è come un pezzo di Shania Twain: That don't impress me much. Siccome sono fuori target per il film, posso anche permettermi di ripescare Shania Twain.

La svolta di trama. No sul serio, l'USB nel 2020!? Santo cielo!

Bisogna dire però che il film è coerente nel rispettare tutte le regole classiche dei vampiri al cinema (che non possono entrare in casa, senza essere stati prima invitati ad esempio) ma è legato al fatto che “Vampires vs. the Bronx” non ci pensa nemmeno a provare a contribuire all’iconografia vampiresca con qualche novità, si limita ad opporre degli antichi Dandy est-europei ai ruspanti abitanti del Bronx, sul cui orgoglio è basato il finale del film. Non ho capito quindi se sono troppo bianco per apprezzare questo film, io che più o meno sono abbronzato come un vampiro, oppure sono semplicemente troppo vecchio, nel dubbio caro Oz Rodriguez, io l’avrei fatta sporca fino in fondo, per il ruolo del Maestro avrei fatto venire giù direttament Eddie Murphy, in fondo lui aveva già interpretato il ruolo del vampiro a Brooklyn per Wes Craven, quindi fare un salto anche nel Bronx non credo che sarebbe stato un gran problema no?

Non ascoltare Method Man, diventi violento! (cit.)

IL BRUTTO Lo Schifo (l’orrore, quello vero)

Jack in the Box (2020)

Questo Triello mi ha messo in difficoltà con le categorie ma anche con i titoli disponibili, sarei tentato di concludere con un altro film disponibile su Netflix, ovvero “La babysitter - Killer Queen” (2020), seguito con sottotitolo in inglese di La babysitter che qualche tempo fa, senza inventare davvero nulla, era riiscito se non altro ad intrattenere dando una bella spinta alla carriera di una delle preferite di questa Bara, Samara Weaving.

Ciao Samara, sei sempre la benvenuta da queste parti.

Parliamoci chiaro il film diretto da McG, meglio noto come MancaCoGnome, era stupidotto e leggerino, non perdeva nemmeno mezza occasione per infilare in bocca ai suoi personaggi una citazione proveniente dalla cultura popolare, ma per lo meno intratteneva, come una sorta di “Mamma, ho perso l’aereo” (1990) con l’aggiunta di una babysitter satanista e piuttosto guardabile.

Ma la verità è che MancaCoGnome i seguiti non sa come gestirli, dopo aver azzeccato il primo capito, aveva già mandato in vacca “Charlie's Angels - Più che mai” (2003) e non fatemi nemmeno citare Terminator Svalutation. Qui MancaCoGnome si mette in testa forse una mossa come fatto in passato da Carpenter, Craven e Joe Dante, ovvero di decostruire il mito del suo primo film, con il piccolissimo dettaglio: non solo la sua babysitter sexy non è diventata un’icona dell'horror, ma nel film compare a puzza per un paio di minuti nel finale. Madornale errore! (cit.) visto che era anche l'unico motivo di interesse del primo capitolo.

…Ok facciamo in Triello e tre quarti. Che faccio lascio?

Se nel primo film i personaggi si citavano addosso, qui è un tripudio di nomi e citazioni a caso, quando ho sentito il personaggio nero iniziare a parlare di “Wakanda Forever”,sono arrivato al limite di sopportazione massimo. I personaggi stereotipati bisogna anche saperli usare e non basta riempire lo schermo di scritte “FIGHT!” in stile Emoji per fare “Scott Pilgrim vs. the World” (2010). Davvero insopportabile, come i seguiti cazzari dei film horror famosi degli anni ’80, solo che quelli erano così per limiti di budget, MancaCoGnome con tutti i soldi di Netflix a disposizione ha fatto davvero un buco nell'acqua.

"Ma perché Cassidy parla di un altro film?", "Perché facciamo schifo!"

Peggio di lui è riuscito a fare solo il disastrato “Jack in the Box” di Lawrence Fowler (così finalmente inizio a scrivere qualcosa sul vero terzo vertice di questo Triello), imbarazzante tentativo di lanciare una nuova maschera horror, ispirata al pupazzo a molla che “ciccia” fuori dalla scatola, tanto caro alla tradizione dei Paesi di lingua anglofona. Lo dico subito senza ironia, la parte più riuscita del film è sicuramente l'aapetto del mostro, davvero ben realizzato, anche quando Fowler lo inquadra tanto e da vicino (perché in fondo lo sa che è il suo unico asso nella manica), il trucco regge benissimo e funziona alla grande, peccato che intorno al suo mostro, il regista non sia riuscito a costruire anche una storia interessante.

Non so se ho trovato più pigra la versione locale del classico anziano dei film horror, quello che ti mette in guardia e profetizza la pessima fine che faranno i protagonisti, oppure il mistero sul pagliaccio assassino, risolto con la più svogliata delle soluzioni: il protagonista che fa una ricerca su Internet e scopre che Jack tornerà nella sua scatola solo dopo aver collezionato sei anime, come un incrocio triste tra Pennywise e Pinhead.

“Dentro una scatola ero solo un bambino pupazzino” (quasi-cit.)

Il film si è evidentemente giocato tutto il budget con il bel trucco del mostro, quindi la maggior parte degli omicidi avviene fuori schermo, non mostrati ma solo raccontati, come in quei brutti film horror per ragazzetti che uscivano in sala nei primi anni 2000, roba tipo “Boogeyman” per capirci. Il colpo di scena finale non è nemmeno tale, perché nel momento in cui veniamo a sapere (da Internet) che ci vogliono sei anime per chiudere il ciclo, in un film con sei attori è anche facile fare i conti, ma se volete capire davvero la misura delle pezzentata davanti a cui ci troviamo, vi fornirò un solo significativo dettaglio: il protagonista guida una vecchia Fiat Punto scassata. Non ho altro da aggiungere vostro onore, il resto sarebbe solo inutile accanimento.

Per questo Triello (abbondante) è tutto, anche se è venuto fuori un po’ più storto e pentagonale del solito, spero di avervi dato qualche idee per Halloween, ma tanto da qui al 31 ottobre arriveranno anche altri titoli, questo mese è ricco per noi fanatici di Horror!

34 commenti:

  1. Questo triello (quadriello? pentaduello? pentatriello?) non mi fa proprio bollire il sangue per nessuno dei film esaminati, nemmeno il "buono-La Rochelle" della situazione... ma immagino che, come ho trovato un barista Lloyd nello spazio, Scamarcio ne abbia trovato uno anche in Puglia...in compenso ora avrò in testa Shania Twain per tutto il giorno, grazie mille Cassidy :)

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    1. Eheeh missione compiuta allora ;-) Ottobre è sempre prodigo di titoli horror, mi sembrava giusto smaltirne qualcuno, solo che erano più della normale formula a tre, quindi ho un po’ improvvisato. Cheers!

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    2. Pentacolo, è un pentacolo. Fuori dal cerchio e respirate piano per non spegnere le candele.

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    3. Il prossimo Triello/Pentacolo lo scriverò al contrario, Ozzy sarebbe fiero di me ;-) Cheers

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  2. Vampires vs The Bronx l'ho messo in lista appena visto, mi sembrava abbastanza trash da doverlo guardare 😆 poi mi dici che c'è Method Man e mi sento obbligato!

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    1. Non è nemmeno uno di quei film dichiaratamente cazzoni fatto per far ridere, i suoi intenti sono purissimi e volendo anche nobili, solo che è rivolto ai neofiti e ai fan di Method Man ;-) Cheers

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  3. Vampires vs the Bronx mi ispira un sacco, magari da guardare anche insieme ai ragazzi!

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    1. La sua condizione ideale, nei fumetti americano si parla di “Punto di partenza ideale per nuovi lettori” (una nota messa in copertina che credo non abbia mai fatto vendere nemmeno mezza copia in più), però fa il suo dovere, si inizia così e poi si passa ai classici veri ;-) Cheers

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  4. La butto lì: se dovevi parlare di 5 film tutti horror, potevi chiamarlo "Il pentacolo" (nella mia mente nascono idee grafiche per un logo a cinque punte con le locandine, parliamone).

    "Jack in the box" dovevo vederlo in sala, poi ho rinunciato. Mi interessava proprio per il look terrificante del mostro, che a quanto pare è l'unica cosa riuscita del film. Il che è un'aggravante, perchè se in un horror azzecchi l'aspetto del cattivo sei a metà del lavoro, e se non hai idee basta lasciarlo su schermo a macellare (vedi "Terrifier", che con due lire spese per il trucco e senza inventare niente vince a mani basse).

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    1. Perché allora non recensire cinque horror brutti e chiamarlo IL PETACOLO? :-D

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    2. Perché in realtà è venuto fuori un po’ per caso, avevo più horror di cui scrivere, quindi volendo materiale per due Trielli, ma un paio di film erano così pezzenti (sullo stile di “Jack in the box”) che dopo tutta questa tirata, non avevo più tempo per demolire altri due film, però nel mezzo ho citato “The Vigil” e “La babysitter - Killer Queen”, quindi ho deciso di chiuderla così, in ogni caso tengo buona l’idea per “Il pentacolo” ;-) Cheers!

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    3. Art il Clown si mangerebbe Jack a colazione! Anzi spero che il super virus non abbia messo troppo i bastoni tra le ruote a “Terrifier 2” insieme a “Tremors 7” uno dei miei film più attesi. Attendo solo seguiti di film che iniziano con la “T” ;-) Cheers

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    4. Ahahaha adesso dovrò andare a ripescare quella manciata di horror brutti lasciati fuori dal post per renderli protagonisti di un “Petacolo” :-D Cheers

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  5. Piaciuto The Nest, eppure ho sempre "paura" degli horror italiani...comunque degli altri nessuno m'attira particolarmente, però se capita li vedo ;)

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    1. Ho voluto scriverne perché uno è addirittura arrivato in sala (nel 2020? Roba rara) e gli altri due (e mezzo) sono disponibili su Netflix, quindi per rispondere a chi mi chiede come sono, faccio prima a commentarli ;-) Cheers

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  6. Niente, i tuoi trielli non riescono a vendermi niente: non so se è la tua intenzione, quando li scrivi, ma di solito anche nella sezione "buono" storco la bocca. Anche perché inconsciamente penso che se fosse davvero buono gli avresti dedicato un post intero :-P

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    1. Infatti è un po’ il formato che ha dei paletti, Quinto Moro aveva pensato al Triello come, quei film di cui ti scappa di scrivere ma non si “meritano” un post di normale lunghezza, gli avanzi insomma, quindi dovrebbe essere: l’abbastanza buono, il brutto e il discreto ;-) Cheers

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  7. Sono in astinenza di film stile Ammazzavampiri, Goonies, Terremoto nel Bronx, quindi l'accoppiata Bronx, Vampiri e regazzini che se devono barcamenà per battere i cattivoni mi ispira tanto, anche se il risultato finale non è il massimo. In più Shea Whigham che a me ricorda un pò Michael Douglas, lo trovo molto bravo, è una di quelle facce che non riesci mai a ricordare in quale film lo hai visto ma ti lascia sempre l'impressione di aver dato un buon contributo alla pellicola. Peccato che non possa dire lo stesso di Scamarcio, non lo regg più, per quanto sia migliorato con l'età ma anche quando mi fa un film con la divina Miriam Leone non riesco a vederlo perché mi fa venire l'orticaria... Ciao

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    1. Non riesco mai a ricordarmi come si chiama, devo proprio sforzarmi anche se dove lo metti recita Shea e di solito anche bene, caratterista come quelli di una volta. Ma il problema è che per me lui sarà sempre “Il fratello di Nucky”, perché l’ho conosciuto in “Boardwalk Empire” dove era il fratello del protagonista Nucky Thompson e quindi ancora oggi quando lo vedo dico: «Il fratello di Nucky!» (storia vera). Cheers

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  8. Ma oggi, in quanto mercoledì, sugli schermi de La Bara Volante non era prevista la proiezione di Phantasm IV Oblivion?

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    1. Invoco il vostro perdono Tall Man non mi trasformi in una delle sue Sentinelle, ho il cervello grande come una noce, sarebbe una sfera volante microscopica ;-) Ho entrambi i post finali su “Phantasm” pronti, “Oblivion” arriverà domani, ho solo spostato di un giorno per fare spazio ai film nuovi che (Sorkin e questo Triello) che i lettori invocano. Ma la verità e che sto triturando i contenuto speciali del cofanetto di “Phantasm”, il materiale è tutto molto bello e completo, ma non è ancora spuntato qualche novità sul film che mi mancava, qualche chicca da poter inserire nei post, quindi ho voluto prender tempo per questa ragione, non mi uccida sarei una sfera inguardabile nella sua collezione ;-) Cheers

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    2. Ahahah... Grazie Cassidy!

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    3. Fiuuu mi sono salvato, è finita. No, non è finita... Booooooooy! ;-) A domani, cheers!

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  9. Ho visto Vampires vs the Bronx perché ce l'avevo a portata di mano... nooo, l'ho visto perché adoro Method Man! :) Il film mi sembra che qualche idea originale ce l'abbia, ma insomma è una cosina per ragazzi, ho sbadigliato un pochetto durante la visione.

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    1. Diciamo che per qualcuno avvezzo a storia horror, resta davvero solo Method Man ;-) Cheers

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  10. Continuano a voler fare pagliacci paurosi, quando l'unico è Tim Cu-- no, Ronald McDonald.
    In ogni caso. Interessante mexblaxploitation cineragazzi il film Bronx, sebbene vampiri (come gli zombi) siano diventati insopportabili ormai da anni.
    Il film italiano mi colpisce molto, anche per tutto ciò che poteva essere fatto e non è stato: peccato aver calcato la mano con cose strane, quando proprio in Puglia abbiamo un folklore reale non da poco.

    Moz-

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    1. Che poi Jack è esteticamente figo, ma si limita a fare questo. Esatto il folklore italiano è tanto andrebbe sfruttato di più ;-) Cheers

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  11. Ma mcg fa ancora i film? Dovrebbe mettersi a fare moto con quel nome (cognome?) lì, tanto il regista non lo sa fare!

    E il commento su scamarcio che automáticamente rende il film horror mi ha fatto schiantare... X--D

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    1. Ehehe è stato più forte di me, Scamarcio mi scatena ;-) Cheers

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  12. Sono passata per il Triello giusto per capire se avevo fatto bene a lasciare fuori Scamarcio dal mio Halloween e ci trovo un nuovo Blumhouse da inserire dopo i 4 che infesteranno le mie parti la prossima settimana. Direi che non è mai un viaggio a vuoto qui nella Bara ;)

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    1. I quattro Blumhouse devo trovare il tempo di vederli anche io, confido nel fine settimana. La Bara Volante è come il negozietto sotto casa aperto giorno e notte, vai per il latte torni con la carta da forno e una confezione di birra ;-) Cheers

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  13. Io Il Legame devo dire che l'ho gradito, nonostante ovviamente concordi con molte delle cose scritte in merito. Gli altri due non li ho ancora visti, ma per me Shea Whigham non si discute proprio mai.

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    1. Gli manca il ruolo in grado di renderlo riconoscibile a tutti, per ora è uno degli ultimi a portare avanti la gloriosa (e ormai quasi del tutto defunta) tradizione dei caratteristi cinematografici, bravi, carismatici ma senza grilli da divo per la testa. Cheers!

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