lunedì 24 febbraio 2020

Tartarughe Ninja alla riscossa (1990): Cowabunga!

Kevin Eastman aveva un sogno: da grande voleva essere il Re. Ludovico II di Baviera? Luigi XVI di Francia? No, di più, molto di più, sognava di diventare grande come Jack “The King” Kirby, uno dei padri del fumetto moderno, ma il nostro Kevin aveva un problema: viveva nella provincia del Maine, dove se non ti chiami Stephen King, il massimo che puoi fare è pescare aragoste che, poi, era quello che faceva Eastman per sbarcare il lunario, ma nel suo destino ci sarebbe stato spazio per un altro genere di animali anfibi con guscio.

Per un motivo più che nobile (una ragazza) Eastman si trasferisce a Dover nel New Hampshire ed è qui che per caso conosce Peter Laird che si guadagnava da vivere disegnando robe noiosissime per le vignette del giornale locale. Cosa cementa per sempre l’amicizia tra i due? Il Re, sì, perché Laird a casa sua aveva una tavola originale di Jack Kirby. Colpo di fulmine, non quello romantico con una ragazza che sperava Eastman, ma uno puramente artistico tra due matti con la stessa passione che conoscendosi fanno l’unica cosa sensata: mettersi a disegnare fumetti ventiquattro ore su ventiquattro.

Alla fine Peter Laird (a sinistra) e Kevin Eastman (a destra) sono diventati così famosi, che il re Jack Kirby (al centro) lo hanno conosciuto per davvero.
Per farlo fondano i “Mirage Studios”, uno scherzo fin dal nome, perché i loro uffici (se così possiamo chiamarli) erano l’appartamento che i due dividevano a Dover, con due scrivanie piazzate vicine in modo da potersi passare le tavole disegnate, non un vero studio, un miraggio, infatti il nome lo hanno trovato subito. Il loro primo fumetto ha come protagonista un robot di nome Fugitoid che viene rifiutato da tutti i principali distributori e tornerà come personaggio a supporto delle loro creature più famose, lo so perché avevo la action figure il pupazzetto (storia vera).

Durante una serissima seduta creativa nei loro studi (in realtà cazzeggiando con carta e pennarelli) Eastman disegna una tartaruga con i nunchaku, giusto per far ridere Laird che scompisciandosi ne disegna un’altra, arrivano a quattro e poi al concetto di “tartaruga” (Turtles) mettono vicino la parola “Ninja”, ma il quadro si completa quando decidono che i loro personaggi sono adolescenti e mutanti (Teenage Mutant) come gli X-Men, ovvero il fumetto che vendeva di più in quel momento in America. La spallata definitiva sono le fasce rosse, l’allenamento Ninja e i cattivi, tutti elementi che Eastman e Laird prendono in prestito dal Daredevil di Frank Miller, infatti i due amici tra una risata e l’altra, trasformano i letali Ninja della Mano avversari del diavolo di Hell’s Kitchen, nel... Beh, clan del Piede.

Tartarughe, robot, ninja, nunchaku, tutto quello che un fumetto tra amici dovrebbe sempre avere.
Un’idea perfetta, semplice e subito vendibile fin dal nome, tartarughe adolescenti mutanti e per di più Ninja, un ossimoro se volete, ma anche una dichiarazione di intenti che crea quattro personaggi perfetti, rispettando queste quattro semplici parole le tartarughe possono essere ripresentate all’infinito, infatti nel tempo sono state protagoniste di innumerevoli serie animate una migliore dell’altra, ma prima bisogna lanciarle e Kevin e Peter non hanno esitazioni, pagando di tasca loro autoproducono il primo numero, ne fanno stampare 3275 copie, tutte esaurite del giro di pochissimi giorni, tanto che per il secondo numero bisogna far stampare 15.000 copie e anche quelle vanno tutte vendute in un Amen, improvvisamente Peter Laird con i suoi disegnetti fa più soldi della moglie, insegnate di ruolo da anni (storia vera).

La tartaruga valanga rotola e diventa sempre più grande, i due amici vengono contattati da Mark Freedman, agente freelance di proprietà intellettuali, il suo compito è accaparrarsi i diritti di sfruttamento di un’idea buona e farci più soldi possibili, ma Mark è un volenteroso esordiente che ha solo un biglietto da visita e un bel completo elegante preso a noleggio, quello con cui si presenta da Eastman e Laird che in braghini e maglietta accettano e lasciano a Mark anche l’unico oggetto di merchandising disponibile al mondo sulle tartarughe (SPOILER: nel giro di poco il mercato sarebbe esploso con ogni genere di Tarta-oggetto): una grossa tartaruga Ninja di gommapiuma che Mark si carica sul sedile del passeggero in auto per provare a convincere le maggiori case di produzioni di giocattoli che quei Ninja verdastri erano il futuro.

“Il successo non aspetta nessuno, si parte? Che leeeeento, ma cosa sei una tartaruga?”
Un successo, Freedman incassa il no della Mattel, della Hasbro, insomma di tutti i nomi grossi, ma riesce a convincere i tipi della Playmates (fermamente intenzionati ad entrare nel mercato dei giocattoli per maschietti) che iniziano la produzione, come si faceva allora, ovvero finanziando una serie animata che servisse a far scaldare i cuori dei piccoli e aprire i portafogli dei loro genitori.

La serie animata del 1987 (che esordì in uno strambo Paese a forma di scarpa solo due anni dopo) fa oggettivamente tutto giusto, compreso affidare a Chuck Lorre (sì, proprio il futuro creatore di “Dharma & Greg” e “The Big Bang Theory”) il compito di comporre la sigla che presenta alla perfezione i personaggi e che qui da noi diventa l’altrettanto brillante sigla con il coro (ohhhh oh oh il gruppo dei Ninjaaaaaaa!) che ho cantato per tutta l’infanzia e lo confesso, ogni tanto mi canto ancora oggi. Non ci faccio una gran figura, ma in ogni caso, storia vera.

Ma il vero colpo di genio della serie animata è quello di rendere “vendibile” un fumetto cupo, violento, tutto in bianco e nero e pieno di morti che era già figo, ma per niente… Cowabunga! Il contributo principale dei creativi della serie, oltre alle iniziali con i nomi dei personaggi sulle cinture, è quello di differenziale Leonardo, Michelangelo, Raffaello e Donatelo dando loro personalità distinte e poi dei colori alle loro fasce per riconoscerli al volo, perché nel fumetto le tartarughe usavano tutte lo stesso rosso alla Daredevil (storia vera).

“Mi piace la tua nuova pettinatura”, “Mi piacciono i quattro comodi colori per distinguervi”
Nasce così Leonardo, il leader con l’aria da primo della classe (afflitto da quella che io chiamo “Sindrome di Pegasus”), Donatello il cervellone con la mania della roba tecnologica (oggi lo chiameremmo Nerd), Raffaello il tipo incazzato con poca pazienza nei confronti dell’autorità e Michelangelo, il simpaticone del gruppo infognato di pizza con l’arma oggettivamente più figa in assoluto, i nunchaku. Definire un successo il cartone animato sarebbe ampiamente riduttivo e ve lo posso garantire perché il vostro amichevole Cassidy di quartiere fa parte della generazione che è stata colpita in mezzo agli occhi dalla Tarta-mania, per il semplice fatto che avevo l’età giusta quando i creativi pensavano allo spettatore medio che avrebbe guardato il loro cartone animato, comprato i loro giocattoli, i quaderni, gli astucci e tutto il mare magnum di roba con cui hanno invaso il mercato, è a me che pensavano! Ho comprato tutto, tranne il costume di carnevale di Donatello fatto di pelo di Yak, avevo davvero tutto.

“Usa anche tu la tarta-cera per guscio, per lucidare meglio di Daniel-San”
Con il senno di poi (quello che riempie le fosse) è chiaro che le Tartarughe fossero solo l’ottima idea di due amici fanatici di fumetti, trasformata nella perfetta macchina per soldi degli anni ’90. Ancora oggi se utilizzi in pubblico la parola “Ninja” aspettati che nel giro di tre… Due… Uno… Qualcuno aggiungerà anche la parola “Tartaruga”, perché questi adorabili personaggi verdastri hanno monopolizzato e... Beh, messo in ombra i guerrieri delle ombre, sfruttandone il nome e rendendolo innocuo, a dimensione di bambino, come dei Sai con la punta arrotondata, se è il Ninjutsu che volete qui non lo troverete, per quello vi consiglio il saggio di Lucius.

Patetico tentativo di far fare pace tra Lucius e le tartarughe.
Eppure, questo non cambia il fatto che per me le “Tartarughe Ninja alla riscossa” saranno sempre sinonimo di infanzia e tutto sommato di bei ricordi, anche perché nel 1990 ho iniziato a frequentare un posto che mi è ancora familiare oggi (la sala cinematografica), con precisa cadenza e anche se non è stato il primo film che ho visto in assoluto (primato toccato a “L’attimo fuggente”, 1989), questo è stato uno dei primissimi che ho visto in sala, in un'epoca in cui potevi arrivare in ritardo (come facemmo noi) e restare anche lo spettacolo dopo per rivederti l’inizio. Sì, perché la macchina commerciale secondo voi poteva non portare le tartarughe anche al cinema?

Mark Freedman dopo aver conquistato il piccolo schermo e gli scaffali dei negozi di giocattoli, sapeva che un’idea per sopravvivere (e fare soldi) deve continuare ad espandersi e malgrado tutti fossero poco convinti, l’uomo che si autodefinisce “la quinta tartaruga” (Markelangelo) torna a bussare a tutte le case di produzione cinematografiche e trova approvazione solo da quella che è la Playmates del mondo del cinema: La New Line Cinema.

"Metà post e finalmente si decide a parlare del film di oggi. I preamboli di Cassidy mettono a dura prova i miei tarta-nervi"
Ma come può essere la “casa che ha costruito Freddy” (inteso come Kruger), quella specializzata in Horror ad essere la scelta giusta per portare tutto quel colorato Cowabunga? Ad una prima occhiata non lo sembra affatto, il risultato finale è un film troppo cupo che non somiglia molto al cartone animato se non per le caratterizzazione dei quattro protagonisti con guscio e forse anche per quello da bambino ne sono andato letteralmente pazzo, non solo io, visto che al netto di poco meno di 14 milioni di fogli verdi con sopra stampate le facce delle tartarughe di alcuni ex presidenti defunti, “Teenage Mutant Ninja Turtles” porta a casa la bellezza di 135 milionicini, conditi da altri sessanta sui mercati stranieri, quinto miglior incasso del 1990 e l’etichetta di film indipendente con il più alto incasso dell'epoca (storia vera).

Un successo ottenuto grazie ad una serie di scelte molto oculate, a partire dal regista Steve Barron che ha accettato volentieri il lavoro perché era un grande appassionato del fumetto originale di Eastman e Laird (storia vera) e proprio a quello si è ispirato, tanto che la storia segue piuttosto fedelmente alcuni dei primi numeri, compreso il dettaglio (non di certo secondario) che la nemesi della Tartarughe, quella sorta di grattugia incazzata di Shredder, moriva alla fine del primo numero e per coerenza, anche alla fine del primo film.

Jim Henson e il suo ottimo lavoro (Jim è quello senza guscio sulla schiena)
L’altra ottima scelta è tutta estetica, la New Line assolda la Creature Shop di Jim Henson, il papà dei Muppet trova il modo di far funzionare alle perfezione sul grande schermo un’idea che in un fumetto può esistere e far guadagnare tanti soldi (così tanto che Eastman si è comprato un carro armato un M15/42 che usava per le sue partite di Paintball. Storia vera), ma al cinema potrebbe essere semplicemente stupida. Ma il genio di Henson ha saputo trionfare con una scelta orgogliosamente analogica: i quattro stuntmen professionisti con esperienza di arti marziali che impersonavano le tartarughe nel film (facendo anche piccole comparsate senza maschera in ruoli sparsi, ad esempio Josh Pais che interpreta Raffaello, è anche il taxista che prende sotto... Beh, Raffaello!), indossavano costumi di gommapiuma e maschere animatroniche, con i cavi e le batterie necessarie ad alimentare dando espressività ai personaggi, nascoste nel guscio indossato tipo zaino sulla schiena.

Un trionfo di trucchi vecchia scuola che ha pagato dividendi, ammettiamolo, nella versione in CGI del reboot di qualche anno fa i personaggi erano ultra cesellati a livello di dettagli, ma non risultavano “veri” e tangibili come nella loro versione del 1990, un film che ho visto allo sfinimento quando ero più giovane delle Tartarughe e anche rivedendolo ora che somiglio più a Splinter (lui realizzato per intero con un pupazzo animatronico ancora piuttosto figo nella sua immobilità), devo dire che fa ancora il suo sporco lavoro.

"Ma cosa mi dici mai? Mi tremano i baffi!"
“Tartarughe Ninja alla riscossa” mette in chiaro che il punto di vista sulla storia dev'essere molto giovane, come molto giovane sono i ladruncoli che terrorizzano New York con furti di vario genere, tutti patrocinati dal famigerato clan del Piede comandato dal terribile Shredder (James Saito) e dal suo braccio destro Tatsu (il grande artista e coreografo marziale Toshishiro Obata che per la parte ha sbaragliato anche la concorrenza di un’altra leggenda, professor Tanaka, storia vera).

Il clan del Piede attira i ragazzini di New York portandoli in un “Paese dei balocchi” nascosto dietro la facciata, un luogo da sogno per bimbi fatto di Cabinati e piste da Skate Board, dove se vuoi puoi fare cose da grandi come fumare, perché tanto a spacciare sigarette è un giovanissimo, ma già stropicciato Sam Rockwell.

Sam Rockwell, 22 anni qui in versione Lucignolo.
Da un mondo sotto la superficie del nostro (le fogne) arrivano anche gli eroi del film che, a differenza del clan del Piede, sono ninja buoni, colorati, giovani e affamati di Pizza. La giornalista April O'Neil (la rossa Judith Hoag) è il personaggio di superficie che sta a metà tra i due mondi, il fatto che entri in scena con un impermeabile giallo antipioggia è una strizzata d’occhio al “tutone” che il personaggio sfoggiava nella serie animata.

Steve Barron è abile nel presentare le Tartarughe poco alla volta, s'inizia con Raffaello (Josh Pais) e il suo Sai perduto, un personaggio che risulta subito simpatico perché fa quello che farebbe lo spettatore medio di questo film: accaparrarsi della pizza («Il perdono è divino, ma non pagare mai la pizza in ritardo intera è divino») e andare al cinema a vedere Critters facendo anche recensioni al volo («Ne hanno di fantasia questi cinematografari»).

La trama è semplice ed efficace, come il fumetto originale o un episodio della serie animata ed è popolata di personaggi che conquistano subito il pubblico, come il Casey Jones interpretato da Elias Koteas, con la sua maschera da Hockey totalmente irrealistica (somiglia più ad un teschio stilizzato), sembra uscito di peso dal cartone animato e trasformato in un personaggio in carne ed ossa sul grande schermo che poi, ammettiamolo, è la vera forza di questo film che consegna ai fan delle Tartarughe quello che si aspettano, perché la formula iniziale tartarughe, adolescenti, mutanti e per di più Ninja creata da Kevin Eastman e Peter Laird è talmente perfetta che basta replicarla per portare a casa il risultato.

Film di menare: l’imprinting è importante fin dall’infanzia.
Ma Steve Barron ha la testa sulle spalle, dimostrando di avere così tanta passione per i personaggi di Eastman e Laird, da potersi anche permettere di narrare (e in parte modificare) le origini di Splinter che nel film diventa un topo mutato che ha imparato le arti marziali dal maestro Hamato Yoshi, personaggio che crea subito un legame (e una storia di vendetta) per il letale Oroku Saki, ossia Shredder da giovane. L’idea di Barron di mostrarci un topastro che imita i movimenti marziali, davanti ad uno sfondo completamente nero, stempera molto bene l’idea di fondo (piuttosto cretina, ammettiamolo) dando anche qualcosa di epico al racconto di Splinter che diventa subito non dico proprio uno Yoda, ma una pelosa variante di un classico come il maestro Miyagi, ecco perché quando il maestro baffuto viene rapito ed incatenato, si finisce per disperarsi come le tartarughe. Quando hai personaggi che funzionano e sai come usarli, non puoi sbagliare.

Eccoli qua, i miei quattro artisti marziali rinascimentali del cuore.
Allo stesso modo Shredder diventa subito una sorta di John Kreese, ma con una passione più marcata per il look da cattivo di Mad Max, un cattivo maestro da sconfiggere seguendo quelle che di fatto sono le dinamiche classiche di un film di arti marziali (il maestro da “vendicare”, l’allenamento per migliorare le capacità e lo scontro finale) ridimensionate per un pubblico molto giovane. Vorrei potervi dire che TUTTI quelli che sono cresciuti con le tartarughe ninja poi si sono anche appassionati al cinema (quello vero) di arti marziali, ma non è andata affatto così, è successo a me e a qualche altro, però è innegabile che il film abbia il cuore al posto giusto.

Il doppiaggio italiano fa di tutto per localizzare l’umorismo della tartarughe, Michelangelo fa l’imitazione di Rocky anche in originale, ma la battuta sull’entrata in scena di Casey Jones cambia diventando: «Il cugino di Rambo o il fratello di Terminator!» anche perché nessuno avrebbe capito l’originale «Wayne Gretzky? On steroids?» in uno strambo Paese a forma di scarpa esiste un solo sport e non è di certo l’Hockey su ghiaccio.

A vederlo così potrebbe essere il cugino smilzo di Jason Voorhees.
Una cosa che, invece, non avevo mai notato da bambino, abbagliato forse dal vedere per davvero le mie tartarughe, è il fatto che Michelangelo, Donatello, Raffaello e Leonardo sono personaggi fantastici con cui è facilissimo immedesimarsi, ma nel film non fanno una mazza di niente. Avete presente la (già ampiamente smentita, anche su questa Bara) teoria di Sheldon Cooper per cui Indy in Raiders non faccia nulla? Rilancio dicendo che Sheldon dovrebbe rivedersi questo film: Splinter viene salvato da Casey Jones ed è sempre il topastro a sconfiggere Shredder e a suggerire alle tartarughe il loro grido di battaglia che conclude il film.

Il contributo delle tartarughe agli eventi della storia.
A volte rivedere i film in età adulta ti fa notare dettagli come questo, anche se ve lo dico fuori dai denti: “Tartarughe Ninja alla riscossa” è ancora un gioiellino analogico, uscito in un periodo in cui non era proprio scontato che i personaggi dei fumetti facessero successo al cinema. Mi sono divertito un sacco a rivederlo e se anche le tartarughe qui influiscono il giusto sugli eventi della storia, avranno modo di rifarsi tra qualche giorno quando torneranno a trovarci su questa Bara, per un po’ di giorni qui sarà tutto un… Cowabunga!

Insomma, è una sorta di Tarta-Bro-Fist!
Non perdetevi i cartelli italiani del film, dalle pagine del Zinefilo!

46 commenti:

  1. Carabara, ti ringrazio perché non sapevo che il dinamico duo adorasse il King come il sottoscritto che ha cercato invano di far battezzare Giacchirbi il suo cucciolo Crepascolino. Sapevo naturalmente della deriva Manesca - ho provato anche a far battezzare Lino come Frenmiller, ma nada de nada - che a mio avviso prova una volta di più che una buona idea provoca a cascata altre buone idee.
    Noto che lanci sempre segnali che collegano i tuoi post perché Sam Rockwell assomiglia a Gary Oldman ed infatti tutti e due - più Sam a dire il vero - fanno scattare gli iper -sensi di Crepascola che non ama le bisce sullo schermo o in val seriana d'estate.
    Sto mettendo da parte i dindi per produrre un corto con Sam e Gary. Il plot è una barza vecchia + di me. Gary è il gestore di un tira a segno al Luna Park. Arriva Sam visibilmente ubriaco che paga e spara e centra e vince una tartarugina che Sam pesca da una gabbieta. Se ne va e torna e rivince e se ne va e torna e rivince ad nauseam. All'ennesimo centro, finite le piccole tartarughe, Sam si scusa e cerca di riciclare come premio un peluche enorme e spelacchiato, ma Gary furibondo chiede un altro panino...
    ciao ciao

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    1. Ti avevo annunciato un po’ di Giacchirbi (e Frenmiller) infatti eccoli ;-) Un giorno scopriremo che tra i suoi vari flirt del periodo alticcio della sua vita (il migliore artisticamente? Non diamo campo ad illazioni) Gary Oldman deve aver generato un Sam Rockwell, oppure è una storia tipo “Moon” ora che ci penso. Però in versione gestore e avventore del Luna Park, cavolo sarebbero perfetti! Cheers

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  2. SOrry, mi accorgo ora che ho invertito le battute di Gary e Sam - alla faccia del Killing joke. Forse è meglio che non diriga nulla. Chissà le perplessità del pubblico...

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    1. Detta così ero parecchio spiazzante, ma ragionandoci un attimo mi ha fatto ridere lo stesso, che poi è una tecnica, la risata a scoppio ritardato ;-) Cheers

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  3. grande! Abbiamo un altro fan delle turtles, eh?

    Ti segnalo qualche curiosità:
    -da Devil Laird & Eastman "rubano" anche l'incidente della nascita delle tartarughe! Infatti il fusto di mutageno si vede prima colpire negli occhi un certo ragazzo e poi terminare la sua corsa nelle fogne.
    -Il Re Kirby venne omaggiato anche da una storia in cui Donatello, suo grande fan, lo incontra e vivono un'avventura in stile "Quarto Mondo" (nella serie 2003, è stato anche adattato in animazione: ep. 1x16 - il re dei fumetti https://www.youtube.com/watch?v=x3MsyTA6zCM )
    -Steve Barron non inventa nulla: nei fumetti originali Splinter era davvero il topo da compagnia del vero Hamato Yoshi. Nel cartone '87 hanno invece riunito i due personaggi per non mostrare un omicidio!

    Detto ciò, questo TMNT è un gran bel film, ma ho sempre preferito il secondo più vicino allo spirito del cartone '87 che ai fumetti original... stronzate! E' tutta colpa del doppiaggio italiano (prima volta in cui me ne lamento!), all'epoca scelsero voci che si incollavano malissimo sulle "maschere"! Ed è incredibile come in 5 anni Bellia fosse passato da uno strepitoso e credibile Marty McFly a un 50enne più simile a Boe dei Simpson che al party-dude Michelangelo! Davvero, è incredibile come la scelta di voci poco appropriate possano mandarmi in vacca la rivisione di questo film, che salto sempre!

    PS: per la cronaca io il costume di carnevale di Michelangelo in pelle di Yak ce l'avevo e ne ero orgoglioso! :D

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    1. Colpevole, faccio parte di quella generazione lì e ne pago le conseguenze ;-)

      Il fusto mutageno arriva da Daredevil, e secondo me l’origine di Splinter è molto meglio così, non mi è mai piaciuta quella del cartone animato, infatti non mi piaceva nemmeno quella del reboot che si rifaceva proprio alla prima serie animata. Cavolo mi mancava questo episodio! Più tardi me lo guarderò grazie ;-) Per altro il pipistrello mutante si chiamava proprio Kirby Bat, di sicuro esiste anche nella serie Nickelodeon.

      Anche io voglio molto bene al secondo capitolo, arriverà a breve. Ah vedi che lo avevano tutti il costume di Yak? Ma sei uno dei pochi Michelangelo, io in giro vedevo solo tanti Donatello accaldati ;-) Cheers!

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  4. Ero più grandicello quando uscirono le tartarughe, e come ho più volte raccontato il mio amore per i ninja "seri" non me oe ha fatte apprezzare: visto che sono arrivate a chiudere per sempre il genere "ninja movie", e a rendere per ragazzini un soggetto per adulti, non hanno mai avuto la mia simpatia.
    Qualche pupazzetto con nunchaku nel corso degli anni l'ho collezionato, ma ovviamente più per il mio amore per quell'arma che per i personaggi gusciati :-P
    Sai che se non ricordo male dovrei avere la VHS d'epoca di questo film, con tanto di titoli italiani? Mi sa che ho trovato il post dell'Italian Credits di domenica prossima ;-)

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    1. Faccio parte della generazione che era piccola abbastanza per essere travolta dalla Tarta-mania, un peccato che pochi di quella generazione abbiano voluto approfondire, perché le Tartarughe Ninja, stanno ai veri Ninja più o meno come i Green Day al punk, infatti il tuo saggio andava citato per forza come esempio positivo. Oh benissimo non vedo l’ora! ;-)

      Per stare in tema, la locandina Italiana del film (che era appesa in camera mia) mi ha sempre mandato ai pazzi, si vedevano quattro tartarughe nel tombino (quella che ho usato per il post) più una quinta impegnata in un salto a mezz’aria preso da una scena del film. Un lavoro brutto di Photoshop insomma ;-) Cheers!

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  5. Quando parli dei film del mio cuore non posso non emozionarmi, questo è uno, adorati e adoro tuttora, non avevo costume ma quaderni e cose varie, comunque è rimasto e rimarrà il ricordo di 4 miti ;)

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    1. Chiedo scusa per la lunga premessa, ma la storia di Eastman e Laird mi ha sempre affascinato e non avrei avuto altre occasioni migliori di questa per raccontarla, poi ci tengo alle tartarughe, sono una fetta grossa (e verde) della mia infanzia, molto felice che il post ti sia piaciuto ;-) Cheers

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  6. Durante gli anni delle elementari ci sono stati 4 film in particolare per cui l'attesa dell'uscita nelle sale faceva male ogni giorno di più: La famiglia Addams, Hook- Capitano uncino, Dracula di Coppola, ma sopratutto il film delle tartarughe ninja!
    Per qualche motivo quando ero piccolo preferivo il secondo, forse perché era uguale ma di più, ma poi riguardandoli verso il periodo delle medie mi sono ritrovato a apprezzare più il primo che era massicciamente più dark. No comment riguardo al terzo che non sono neanche riuscito a finirlo.

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    1. Per “La famiglia Addams” mi sto organizzando perché li voglio su questa Bara, con il Dracula di Coppola sfondi una porta aperta, “Hook” le trovi già e nel giro delle prossime settimane archiviamo anche la questione tartarughe ;-) Molto d’accordo, anche io ho sempre visto e rivisto il secondo, ma il primo era quello di cui avevo il poster in camera e anche il film migliore, ma ne parleremo diffusamente di tutti e tre… We are 138! Cheers

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  7. Ricordo benissimo le prime volte dei TMNT su Italia7, tv satellite di Mediaset dove venivano proposte le cose che sulle emittenti "regolari" non potevano essere trasmesse per motivi etici.
    Anche Swamp Thing era trasmesso in quegli anni lì, se non ricordo male.
    Devo ammettere che prima di vedere i cartoni animati non li conoscevo e non sono mai stato un grande estimatore di questi personaggi, essendo cresciuto a "pane e ninja" e quindi trovando le derivazioni un pò forzate...
    Però devo ammettere che i film li ho sempre trovati divertenti, ben realizzati e anche parecchio ironici e smargiassi al punto giusto. Anche gli ultimi con la Megan (Fox), non mi sono dispiaciuti. Ciao

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    1. Stai buono, che ho anche il vecchio Swampy in arrivo, ho aperto il filone dei verdastri tratti da fumetto :-P I film si lasciano ancora guardare, i due nuovi del reboot avevano parecchi difetti (specialmente il primo), ma hanno azzeccato almeno l’aspetto della tartarughe, anche se la CGI le faceva muovere come se non avessero massa. Ma in ogni caso meno finti di Megan Fox devastata dalla chirurgia (che spreco). Cheers!

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    2. Ottimo, non vedo l'ora di leggere qualcosa sul vecchio Swampy & Co. La bella Megan è stata bayheminizzata, ma diciamo che anche lei ha una buona dose di colpa in tutto ciò, è questo le ha letteralmente rovinato la carriera... Peccato, perché era tanto caruccia, la ricordo sempre appoggiata la cofano di Bumblebee mentre i Player cantano "Baby come back"...

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    3. non ti dimenticare il film in CGI dello stesso regista di Dylan Dog (ehr... detto così non è un bel biglietto da visita, ma fidati che invece è ottimo) e "Turtles Forever" che fa il verso a "Crisi sulle terre infinite" (CASUALMENTE è uno dei pochi film che ho mai recensito, lo trovi qua: http://www.papersera.net/forum/index.php/topic,2083.msg132359.html#msg132359)

      E poi ci sarebbe anche il "dietro le quinte" del tour "escono dal loro guscio" xD

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    4. In quel film era bellissima, poi si è rovinata lineamenti e carriera, che peccato. Cheers!

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    5. Figata! Appena ho un minuto passerò a leggerti, ormai sono in modalità tartaruga. Che detta così suona male ma ci siamo capiti. Cheers!

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  8. TMNT lo vidi al cinema visto che anch'io, all'epoca, ero dell'età giusta per venire investito dalla "Turtlesmania". Tra i cartoni animati, i due film e il videogioco da sala (da giocare in 4!), non so cosa ho consumato di più.
    Ammetto che saranno passati tranquillamente 30 anni dalla mia ultima visione delle pellicole e preferisco tenermi il buon ricordo che ho. Aggiungo che rimango un "purista" visto che il nuovo non l'ho mai visto nonostante la mia amata Megan Fox.

    P.S.: ma del bellissimo Vanilla Ice e del suo tormentone "Go, ninja go!" non ne parliamo che è meglio?

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    1. Cosa serve farlo ora, avremo un post apposta per farlo ;-) Non lo rivedo da almeno boh vent'anni e oltre a ricordarlo a memoria ti dirò che è invecchiato bene, gli effetti speciali vecchia scuola sono un investimento a lungo termine. Cheers!

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  9. Io l'ho visto al cinema essendo stato un fan della serie e perfino dei videogiochi ad essa dedicati.
    Credo che le tartarughe ninja siano a tutti gli effetti gli ultimi giocattoli che mi feci comprare dai miei perché iniziavo già a disinteressarmi di quel mondo, ma ti confesso che oggi il film l'ho rimosso completamente, non ricordo praticamente nulla.

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    1. La trama é quanto di più classico, il bello è che resta un film che presenta i personaggi bene, ognuno dei film della trilogia può essere visto anche a sé stante, forse un po' meno il terzo, ma poco. Alla faccia degli universi cinematografici moderni ;-) Cheers

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  10. In realta' secondo alcune teorie e' proprio QUELLA, la barra con l'isotopo radioattivo che ha "ciecato" Matt Murdock, prima di finire nelle fogne.
    Beh, ai tempi ci ero finito sotto pure io, con le Turtles.
    Ovviamente il cartone, dato ai tempi d'oro di Italia 7 insieme alla seconda serie dei Cavalieri (eravamo un po' stufi che si fermasse alla casa del leone), I 5 Salumai (ehm...) e una marea di cartoni fighi.
    Giocattoli no, perche' tutta la roba simil-Masters rientrava nella categoria BAMBANATE, e per le bambanate i soldi non si spendevano.
    E poi ero gia' grandicello. Sapete com'e'...da piccolo ci sbavi, da ragazzino ci sbavi uguale ma hai paura di varti vedere dai coetanei, specie le ragazzine. Da adulto te ne freghi, finalmente, e ci riprendi a sbavare sopra.
    Coi videogames, invece...si andava alla grande.
    Il gioco per Nintendo e il picchiaduro della Konami (FANTASTICO!!) dove giocavi in quattro.
    Il film e' stato la ciliegina sulla torta.
    Lo aspettavo con trepidazione, ma anche con qualche dubbio.
    Ci sarebbe un discorso relativo all'improponibilita' di certi soggetti per le trasposizioni live, ma me lo tengo per un certo film (se lo tratti).
    Insomma, non ero convinto della resa su grande schermo.
    Anche se di sua maesta' Jim Henson non e' mai lecito dubitare.
    Lo vedo, mi rendo conto di parecchie cose.
    Il film e' bello.
    I personaggi sono caratterizzati bene.
    Le Turtles sono MERAVIGLIOSE. E pure Splinter.
    Le ambientazioni sono azzeccatissime.
    Mettimi una N. Y. che vive di notte e respira attraverso tombini e grate e mi hai gia' comprato.
    La storia e' bella cupa e dark, per essere un film da pischelli.
    Insomma, una pietra miliare.
    E fatemi aggiungere una cosa.
    Trovo che gli animatroni e i pupazzoni vari (tipo Howard) rendano i personaggi molto piu' credibili e "vivi" di molta roba odierna in CGI. Talmente perfetta da risultare finta per forza.
    Ti ci affezionavi, davvero.

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    1. Non credo, quello di Devil era un bidone di rifiuti tossici, è troppo tirata per i capelli dai ;-) Al cinema più quello che viene girato è reale (stunt e combattimenti compresi) più risulterà realistico sullo schermo, questo vale anche per gli effetti speciali e i set, se sono realisti, tangibili, e gli attori possono toccarli, muoversi all'interno e interagire, anche quello va a vantaggio del film. Cheers!

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    2. Cass, non ci siamo capiti: per Eastman e Laird E' PROPRIO LO STESSO INCIDENTE che crea Matt Murdock e le Turtles!

      Cfr: TMNT #1 (1984)
      https://2.bp.blogspot.com/5abnU9pOmY0U8JxfNjnYnz_LxhsFrTm7r86FjP_IiNk42T3X3bEdMdY4QwVyLjmeXw5Uwgw_yBkF=s1600

      e Daredevil #1 (1964)
      https://2.bp.blogspot.com/-YfzzCNPCxpQ/Vj1NbUHcP6I/AAAAAAAAX4g/UA_29iW0-tI/s1600-Ic42/Daredevil%25252001-009.jpg

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    3. Perdonami ho capito male io. Eastman e Laird hanno messo dentro il loro fumetto tutto quello che gli piaceva, oggi diremmo post-moderno ;-) Cheers

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  11. Si conferma che le cose fatte con animatronics "reali" vengono meglio della fintissima CGI che troppo spesso non dà il giusto peso alle nelle scene di azione. Cosa vista purtroppo anche in Wonder Woman e in uno dei tanti Avengers (mi sembra il terzo). Quindi parcondicio per DC e Marvel 😂😂😂

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    1. Stai tranquillo che di molti film tratti da fumetto, l’unico che conserverà un estetica efficace saranno gli “Hellboy” di Del Toro. Cheers!

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  12. Le recensioni che partono con i lunghi preamboli sono le mie preferite; capisco benissimo quanto sia bello parlare di qualcosa a cui si è affezionati andando a spulciare ogni singolo dettaglio e retroscena.
    Non ho visto questo piccolo cult ma giuro che mi hai fatto venire voglia di recuperarlo!

    Saluti-ninja!

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    1. Giunto alla metà della lunghezza canonica del post, mi sono reso conto che ancora non avevo scritto una sola riga sul film, per fortuna in qualche modo sono riuscito a dosare le parti, almeno spero ;-) Bene, allora sono riuscito nel mio intento! Cheers

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  13. A differenza del seguito, che vidi al cinema, il primo film delle tartarughe lo vidi a casa del miglior amico dell'epoca, delle elementari, e ammetto che fu uno "shock" nel vedere le tartarughe sconfitte e Leonardo ferito, ma soprattutto nella parte di Splinter!
    Poi effettivamente, come hai sottolineato, le Tartarughe non fanno niente per "vincere"😁.
    Fu una sorpresa invece vedere che la serie animata degli anni 2000 seguisse alcune parti di questo film. Fu così che conobbi la verità: film e cartone del 2000 erano ispirati al fumetto!
    Tra i meriti del film c'è l'introduzione del mitico Casey Jones, fu un dispiacere non vederlo nel secondo capitolo.

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    1. Ho fatto esattamente al contrario, questo al cinema e secondo a casa. Casey Jones calamita l’attenzione mi piaceva anche nel cartone animato. Non era nemmeno facile reperire il fumetto, perché esistevano tanti fumetti, ma tutti ispirati al cartone animato, ai film, alla serie, sono recentemente hanno cominciato a ristampare il fumetto originale di Eastman e Laird, quando si sono messi d’accordo dopo la loro (abbastanza sanguinosa) separazione artistica. Cheers!

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    2. Anche io adoravo il personaggio di Casey Jones, benché il mio personaggio preferito fosse Ace Duck (colpa della mia simpatia per Paperino?), che nel cartone si vedeva in un solo frame :D

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    3. Ace Duck era fighissimo perché aveva il look da pilota, le bombe/uova e ovviamente le ali, era uno dei miei pupazzetti preferiti, nel cartone pensi di averlo intravisto ;-) Cheers

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    4. Esatto, si vedeva in televisione: un cartone animato visto da Michelangelo.
      Mi ricordo ancora che andai in salotto dove c'era a mia sorella a dire "Che bello finalmente c'è Ace Duck nelle Tartarughe Ninja".

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    5. A me piaceva anche Mondo Geko, ma rispetto ad Ace Duck aveva molta più visibilità. Cheers!

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  14. Pure io ero un fan delle Turtles, nonostante come cartone fosse una boiata pazzesca e si salvassero solo i primi 5 episodi disegnati in Giappone ( e che furono la miniserie tv di lancio per i giocattoli).
    Il bello è che nel 1989 avevo 12 anni , quindi aver seguito le tartarughe per i seguenti 4 anni ,è una bella colpa!
    Ma sono la prova che il personaggio carismatico vince sule trame puerili : le Turtles mischiavano arti marziali, fantascienza, horror e comicità con incredibile naturalezza, come potevi resisterle ?
    Il film è gradevole perché, pur essendo per ragazzi, non è infantile, anzi: gli eccessi di rabbia di Raffaello all' inizio,("ti ritroveròòòòò") facevano capire subito l'aria che tirava.

    Mi piaceva molto Usaji Yojimbo, personaggio creato da Sta Sakai e che gli amici Estman e Laird integrarono nell' universo Turtles.
    Sakai mi disse anni fa che vorrebbero farci film d'animazione , chissà se mai si farà.

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    1. Avevo il pupazzetto di Usaji Yojimbo delle Turtles, da qui ho scoperto il bellissimo fumetto di Stan Sakai, quindi le tartarughe sono state fonte di molti spunti per me. Cheers!

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    2. Idem io Cassidy! Era fighissimo. Anche il Panda-Samurai avevo e mi piaceva un fottio :D

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    3. Tra l'altro di Usaji Yojimbo avevano anche fatto un gioco per C=64 e Zx Spectrum, dove interpretavi il samurai che se non portava abbastanza rispetto si praticava harakiri!! Per l'epoca, sarà stato l'86, era fighissimo!!

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    4. Il panda-samurai lo ammiravo solo sul retro delle confezioni, ma era davvero notevole ;-) Cheers

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    5. MI manca quel videogioco, penso che lo avrei adorato ;-) Cheers

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  15. Ma perché non si trova un cavolo di dvd di questo film??? Ho solo trovato il pack con gli altri due! Maledetti!

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    1. Trattato malissimo dalla nostra distribuzione, era uscito in DVD, ma ormai saranno introvabili. Cheers

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  16. Ho riscoperto questa pellicola ai tempi della prima pubblicazione italiana del fumetto.
    Molto meglio questo in costume che la toto-CGI delle versioni recenti!
    Ahahah hanno ragione le tue gif, hai fatto una mega introduzione sugli autori e la storia dei personaggi, che quasi ci si dimentica del film, decisamente sottovalutato.

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    1. Senza ombra di dubbio, la CGI invecchia presto. Sono uno da lunghe premesse, ma non avrei avuto altre occasioni di raccontare la storie di Eastman e Laird, ci tenevo perché la trovo fantastica ;-) Cheers

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