domenica 23 febbraio 2020

Doctor Who - 12x08 - The Haunting of Villa Diodati: Doctor (Frankenstein) Who?

Questa settimana lo psicodramma un tempo noto come Doctor Who prova a puntare tutto sulla presenza extra lusso di Mary Shelley. Il risultato somiglia alla macchina di Vincent Vega e Jules Winnfield dopo la cura di Mr. Wolf, ad una prima occhiata tutto ok, ma a guardarlo meglio si notano tutte le magagne.

“The Haunting of Villa Diodati” è chiaramente spezzato in due tronconi, quando Doctor e la sua Fam (meglio noti come i Tre Marmittoni) si presentano alla porta di una certa villa sul lago di Ginevra nel 1816, sembra di guardare la prima scena del “The Rocky Horror Picture Show”, con Jodie Whittaker al posto di Susan Sarandon, però con mille trovate memorabili in meno, e una colonna sonora decisamente più piatta.

Let's do the time warp again.
Sono sicuro che conosciate la storia meglio di me, Lord Byron, John Polidori, Mary e Percy Shelley chiusi nella villa a causa dell'eruzione del vulcano Tambora, che provocò il cosiddetto "anno senza estate", passavano il tempo raccontandosi storie di fantasmi, il risultato? Robetta, i racconti “Il vampiro” di John Polidori e “Frankenstein” di Mary Shelley. Qualcuno gioca a trivial pursuit, altri preferiscono inventare il romanzo gotico.

Se il moscissimo episodio precedente tentava di cavalcare atmosfere Horror, “The Haunting of Villa Diodati” fa lo stesso con risultati almeno più vicini ai canoni gotici richiesti dai nomi coinvolti, la trovata delle mano “scheletrosa” è tanto divertente quanto sprecata, ma se non altro la rappresentazione di Mary Shelley e compagni è abbastanza accurata, i problemi dell’episodio sono altrove.

Il principale interesse di “The Haunting of Villa Diodati” è quello di introdurre l’eccitatissimo doppio episodio finale, quello che concluderà questa stagione fatta di notevoli alti e tediosi bassi. Sono solo diciotto settimane che ci stanno dicendo quanto sarà bellissimo il finale, ma se la premessa è così permettetemi di dubitare. Perché questa puntata sembra fatta con parti della vita di Mary Shelley e altre proveniente dalla trama orizzontale della serie, di fatto una creatura del dottor Frankenstein, fatta con parti raccattante in giro, forse era questo il tentativo di Chibnall per omaggiare la scrittrice!

Vuoi una storia che fa paura Doctor? Eccola: Chris Chibnall showrunner!
Thirteen, senza mai usare l’espressione “Fixed point in time” (perché ricorderebbe troppo la gestione Moffat), spiega di non interferire con il processo creativo di Mary Shelley, salvo poi essere la prima a tradire le sue regole. Fino qui niente di strano, è una caratteristica del Dottore quella di predicare che so, di non prendere a pugni i razzisti salvo poi farlo lui, quando ai tempi era ancora un lui.

Perché Doctor e compagni hanno scelto proprio questo determinato luogo se il pericolo di interferire, e cambiare tutto il corso della storia futura è così alto? Nel corso della puntata diventerà più chiaro che qualcuno dal futuro ha scelto per loro, ma quando scopriremo che molto probabilmente l’autore del gesto sarà la stessa Thirteen, tutto questo non farò che alimentare il paradosso di un episodio, che invece di sfruttare i paradossi temporali che hanno fatto grande questa serie, pensa bene di accartocciarsi attorno ad un paradosso, ma di tipo narrativo, vado a spiegare, che detta così non mi sono capito nemmeno io che so cosa volevo dirvi.

“Ma Cassidy deve scrivere le sue strampalate teorie proprio sulle pareti? Avevamo appena tinteggiato”
È nato prima il Cyberman solitario che piomba nella villa, oppure il prometeo moderno, il romanzo “Frankenstein” scritto dalla Shelley ispirandosi proprio all’incontro con l’alieno? Un po’ il problema dell’uovo e della gallina, perché “The Haunting of Villa Diodati” si brucia tutti i motivi di interesse frettolosamente. Molto sfizioso vedere come il Cyberman abbia ispirato la scrittrice nel delineare la sua opera più famosa, ma la faccenda viene accantonata fin troppo preso, quando la volontà dell’episodio di preparare il campo per il gran finale della prossima settimana, riduce Mary Shelley e le sue opere in un angolo.

Il che mi va bene fino ad un certo punto, perché nel tentativo di mandare a segno un colpo di scena degno di nota, si scopre che “Il guardiano” che il Cyberman solitario non è Mary come si poteva facilmente ipotizzare, ma sua marito, il poeta e filosofo Percy Shelley, ed è qui che l’episodio va a zampe all’aria.

Anche Thirteen deve aver visto “Palombella rossa”
Finalmente Jodie Whittaker ha un monologo in cui affondare i denti, il suo «salva la cheerleader il poeta, salva il mondo» permette all’attrice di mostrare il suo talento, portando anche un po’ di ombre sulla tredicesima incarnazione del Dottore, che fino a questo momento era stato un personaggio fin troppo solare e senza macchia. Il suo ribadire, anche con una punta di arroganza che la struttura di questa squadra non è democratica, ma una scala gerarchica con lei in cima, sola, a prendere decisioni difficili, non solo serve a confermare la grinta del personaggio, ma anche a mettere in chiaro che razza di pesi morti siano i tre inutili companion.

Il problema è un altro, per spiegarlo a quel toncolone di Ryan, Thirteen fa una presa di posizione forte, bisogna salvare Percy Shelley perché «Le parole contano», ma la domanda che viene da porsi è un’altra: Se il Cyberium, il liquido in stile T-1000 che contiene tutta la conoscenza dei Cyberman, avesse preso come corpo ospite un’altra persona nella villa, magari un maggiordomo oppure qualcuno della servitù, il Doctor avrebbe difeso il bene di tutti con la stessa energia? I trascorsi del personaggio lascerebbero intendere di sì, ma la passività di questa incarnazione del Doctor non fa tanto ben sperare.

Nubi di ieri sul nostro domani odierno (cit.)
Le opere di Mary Shelley sostenevano spesso ideali di cooperazione e di comprensione, praticati soprattutto dalle donne, quasi una sfida dichiarata alle idee promosse dal marito, decisamente più propenso all’individualismo. Ecco perché spostare l’attenzione su Percy Shelley, sembra l’ennesimo schiaffo in faccia ad una scrittrice come Mary Shelley, il fatto che a farlo sia il primo Dottore donna di questa serie, per me è l’ennesima conferma di quanto Chris Chibnall non sappia proprio cosa farsene di un personaggio femminile così importante, ha sprecato Mary Shelley e sta sprecando anche il potenziale di Thirteen.

Aggiungiamo poi ulteriori dettagli a questo disastro, spunta un Cyberman solitario, i Tre Marmittoni si fanno spiegare per filo e per segno dal Doctor che cosa è un Cyberman, ma ooops! Si dimenticano delle parole del capitano Jack Harkness, e non fanno NIENTE per impedire a Thirteen di affrontarlo da sola. Bravi complimenti, sempre più utili!

La posa dei personaggi gotici: in giro per i corridoi, al buio con il candelabro in mano.
Vogliamo parlare della visione “fantasmagorica” di Graham? Erano davvero fantasmi quelli che ha visto? Hanno una logica all’interno di una puntata così? A nessuno interessa, tanto la maggior parte dei Whoviani sarà stata troppo interessata all’ennesima incarnazione dei Cyberman, che si certo, non è male, ma siamo sicuri che Chris Chibnall sarà in grado di raccontarci in maniera interessante un mondo in cui gli alieni con la maniglia sulla testa minacciano il futuro? Lo spero ma ci credo poco, sarò ben felice di essere smentito, ma per ora Chris Chibnall è l’uomo delle promesse non mantenute.

Ora aspetto questo tanto annunciato episodio finale in due parti, a questo punto gli elementi interessanti sul tavolo ci sono tutti, e sono anche di valore (la figlia di Lord Byron era citata anche in Spyfall), ma permettetemi di dubitare sulla capacità di Chibnall di riuscire davvero ad utilizzarli tutti a dovere, prima di precipitare in un abisso di pessimismo cosmico, vi ricordo la pagina dedicata a questa serie!

6 commenti:

  1. I "fantasmi" di Graham mi fanno tornare alla mente altre presenze spettrali che poi così spettrali non erano, vedi il doppio episodio finale della seconda stagione dove Ten scopriva trattarsi (guarda caso) di Cybermen: che Chibnall, per il suo doppio finale, voglia in qualche modo ricollegarsi a quell'avventura? In quel caso anche il folle John Lumic poteva essere visto come una sorta di novello Frankenstein, in fondo, avendo di fatto "creato" i Cybermen del proprio universo... Sia come sia, spero comunque di aver a che fare con un gran finale dove finalmente Jodie Whittaker possa spiccare il volo una volta per tutte (uno dei pregi di The Haunting of Villa Diodati sta proprio nell'aver fatto intuire un Dottore più problematico del solito: buon punto di ri-partenza del personaggio, non lo sprechino) ;-)

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    1. Chibnall si sta rifacendo molto alla gestione Davies, per la felicità di quelli che consideravamo Moffat fumo negli occhi, però per ora, sembra un Davies minore. Sarebbe proprio ora di iniziare a sfruttare a pieno il talento di Jodie Whittaker e le potenzialità di questa incarnazione del personaggio, per ora entrambe si sono viste poco e maluccio. Pensare che ho fatto anche pace con la “mossa del naso” della Whittaker (labbro superiore sollevato, naso arricciato), prima non mi piaceva ora mi manda giù di testa quando lo fa ;-) Cheers!

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    2. Non mi pare che Tennant facesse quella mossa del naso, ma trovo la Doctor sempre più somigliante al dottore di David (abbigliamento da clown a parte, che invece cita i dottori anni 80 e precedenti). Sarà perché lei e Tennant hanno a lungo lavorato insieme in un'altra serie e alla fine si assimilano certi tic...

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    3. No è tutta farina del sacco di Jodie Whittaker, l’abbigliamento è un omaggio ai vecchi Dottori, in effetto come Tennant, questi due Dottori hanno avuto un abbigliamento definito fin da subito, e subito riconoscibile. Capaldi ci ha messo una vita a trovare un suo look, passando anche attraverso quello moscissimo da prestigiatore. Hanno lavorato insieme in “Broadchurch” però Thirteen ha un potenziale che ancora non è stato espresso, che poi è il riassunto dell’era Chibnall fino a questo momento. Cheers!

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  2. Non si smentisce il Dottore a questo episodio, non mi smentisco io che lo finisco in due tempi causa solito sonnellino che prende il sopravvento.
    Ormai le attese le tengo basse, ma se non mi è piaciuto come è stato inserito questo Solitario e nemmeno come hanno utilizzato l'evento storico, non trovo convincente come agisce/non agisce questo Dottore.
    Unico momento di gioia la ramanzina ai tre marmittoni, chissà che se ne liberi presto ora che ha capito quanto sono inutili!
    Il finale lo vedrò tutto assieme, ma lo temo. Ormai mi spiace solo per la Whittaker, che ha iniziato a piacermi nella sue smorfie e caratterizzazioni, ma è penalizzate da trame e buchi di trama che la mettono in ombra.

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    1. Ormai aspetto il momento della sua smorfia di naso per fare la ola, peccato che ancora non si veda il personaggio, al momento non si capisce perché abbiano voluto renderlo donna e affidarlo ad un’attrice così brava, per non utilizzarla come potrebbe? Mi sembra un grande spreco. Per il finale penso che continuerò la tradizione di un episodio a settimana, una volta il finale di stagione di questa serie era un momento che attendevo di più, e anche questo è abbastanza uno spreco. Cheers!

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