martedì 28 gennaio 2020

Tango & Cash (1989): Un film F.O.L.A. (Figo Oltre Limite Accettabile)

La mia formazione da appassionato di cinema ha seguito un andamento tutto suo che, però, sono sicuro sia stato molto simile a quello di tanti di voi, ho alimentato la mia passione per i film con i poliziotti con i classici come 48 Ore e Arma Letale, ma non esisterebbe la mia non-rubrica Strambi Sbirri, senza il più strambo (e fighissimo) film di poliziotti mai realizzato, lo aspettavate da tanto, eccolo qui… Tango & Cash!
La verità su questo film è che ha davvero tutto per colpire al cuore l’immaginario di tutti quei ragazzini come voi e me cresciuti a cavallo tra gli anni ’80 e ’90. Uscito nel 1989 “Tango & Cash” ha fatto in tempo a diventare uno degli ultimi titoli capaci di caricarsi sulle spalle il meglio del decennio che stava per concludersi, abbracciando anche l’ironia che caratterizzava i nuovi eroi dei film d’azione, un film anche lui a cavallo tra vecchi stilemi e nuove abitudini, che a trent’anni dalla sua uscita, per ritmo, trovate sopra le righe e battutacce memorabili (molte delle quali da anni parte della mia parlata quotidiana, quante volte vi siete ritrovati a dire «Siamo FOLA»? Io tantissime) per me (e forse soltanto per me) è un Classido. Ma tanto il blog è mio, quindi faccio quello che mi pare, tiè.


Non mi sono mai curato del problema durante gli anni giovanili passati a vedere e rivedere questo film, un periodo più leggero in cui quando si giocava ai poliziotti, bisognava solo decidere se volevi essere il fighetto sempre pronto all’azione Tango, oppure il più ruspante ed esplosivo Cash (il “ruolo” che volevo io, ma causa occhiali mi sono beccato sempre l’altro, oh beh poco male), ma questo film è il frutto di una delle produzioni più travagliate di sempre. Anche perché mi chiedo: chi è il pazzo che può aver pensato che un “Buddy Cop Movie” sgangherato, sopra le righe pieno di sparatorie e battutacce, doveva per forza essere affidato ad un regista raffinato come Andrej Končalovskij? Fratello del regista Nikita Michalkov e figlio dello scrittore Sergej Michalkov, uno che in carriera ha firmato “Zio Vanja” (1970) e “Siberiade” (1980) ed anche titoli adrenalinici sì, ma carichi di riflessioni sulla natura umana come quella bomba di A 30 secondi dalla fine? Basta leggere il nome del produttore del film per capire che il pazzo in questione è quel diversamente sano di mente di Jon Peters.

"Jon Peters? Bravi, bella scelta. Tanto per stare tranquilli"
L’uomo che ha iniziato come parrucchiere per signore, è diventato il fidanzato di Barbra Streisand prima e poi uno dei produttori più influenti degli anni ’90, con una fissazione per i ragni giganti, come abbiamo già avuto modo di analizzare con dovizia di dettagli. “Tango & Cash” nella filmografia di Končalovskij spicca come Woody Allen su un marciapiede di Harlem, uno dei pochissimi segni di continuità con il resto della sua filmografia (e RunawayTrain) resta la piccolissima comparsata dello scrittore Edward Bunker, nei panni del capitano Holmes. Per il resto questo film è stato una tonnara con più cambi di una partita di Basket.

La prima bozza di sceneggiatura scritta da Randy Feldman intitolata “The Set Up” prevedeva Sylvester Stallone nei panni di Raymond "Ray" Tango e di Patrick Swayze in quelli di Gabriel "Gabe" Cash, facile facile, almeno fino al momento in cui Swayze non ha cambiato idea in favore di un film solista come “Il duro del Road House” (1989).

“Grande Bro dammi il cinq… Ehi! Ma tu non sei Patrick Swayze”
Beh, cosa ci vuole? Troviamo un altro attore e iniziamo a girare, no? Le ricerche del sostituto hanno coinvolto parecchi nomi (anche quello di Bruce Willis) prima di concludersi nel modo più azzeccato possibile, Kurt Russell accetta la parte e il ruolo finisce in cassaforte, non possiamo più sbagliare che altro può andare storto? Beh, più o meno tutto, perché Andrej Končalovskij si ritrova tirato per la giacchetta da una parte dal bizzoso produttore Jon Peters e dall’altra dal super ego di Stallone che arrivava dalle delusioni al botteghino di Cobra, dall’anacronismo storico di Rambo III ed era riuscito a tirare il fiato solo con il serissimo “Sorvegliato speciale” (1989). L’aria che tirava era quella degli eroi d’azione con la battuta pronta, tutta roba con cui zio Sly non si è mai trovato a suo agio, ma che qui grazie al ruolo di Ray Tango sperimenta per la prima volta con ottimi risultati, ben lontani dal dimenticabile “Fermati, o mamma spara (1992), su cui preferirei non aggiungere altro.

Il solo al mondo che può permettersi di dirlo.
Nel suo libro autobiografico “Scomode verità”, Andrej Končalovskij ha candidamente dichiarato che la sua intenzione era quella di dare un tono più serio a “Tango & Cash”, facendo leva sui personaggi e sulla parte carceraria, ma Jon Peters era di tutt’altro avviso e per sfornare un film che fosse il più esagerato e divertente possibile, cambiava sceneggiatori come calzini, molti dei quali non accreditati come Jeb Stuart che arrivava da Trappola di cristallo e ha lavorato così poco alla stesura, da riciclare anche quella battuta («Da chi hai imparato a guidare?», «Da Stevie Wonder!»), ma anche Jeffrey Boam l’uomo che si era già occupato di rimettere mano alla prima stesura (ben più violenta) di Shane Black per Arma Letale 2.

La fretta con cui Peters faceva fuori sceneggiatori al grido di «Tagliategli la testa!» nemmeno fosse la regina di cuori di Alice ha generato il panico, nella girandola non è chiaro, ma qualcuno ha pensato bene che per uscire fuori da questo mattatoio, l’unico modo era scopiazzare come se non ci fosse un domani. La primissima scena del film, infatti, è ricalcata identica su una quasi uguale di “Police Story” (1985), stessa revolver di piccolo calibro (grottescamente comico nella mani di quel Rambo di Stallone), stesso modo di caricare arma e stesso finale con cattivoni defenestrati, non ci credete? Guardate QUI, le uniche novità sono Stallone che si prende in giro da solo («Rambo è una pulce» brillante adattamento di «Rambo is a pussy») e la presenza di quel mascellone di Robert Z'Dar.

Se la pistola vi sembra piccola per le abitudini di Stallone, è perché l’ha scippata a Jackie Chan.
Končalovskij ha diligentemente eseguito il suo lavoro, per quanto possibile, perché le riprese di “Tango & Cash” sono iniziate senza nemmeno uno straccio di sceneggiatura completa e con soluzioni inventate di volta in volta, spesso anche sul set. Ad esempio, il mitico Brion James, assunto per un generico ruolo di scagnozzo in virtù del suo brutto muso, decise di sua spontanea iniziativa di recitare la sua unica battuta, utilizzando un tremendo e pastosissimo accento “Cockney” che fece così tanto ridere Stallone, da decidere di dare più spazio e più battute al personaggio di Requin e alla sua vistosa coda di cavallo (storia vera).

L'unico modo per chiudere la bocca al mitico Brion James.
Con un produttore invasivo e una Star maniaca del controllo con esperienza di regista e sceneggiatore, Andrej Končalovskij si chiude in un cupo mutismo e gira senza far più domande, ma diventa lo stesso il capro espiatorio di una produzione che per mancanza di una direzione precisa e continue riscritture, aveva già sforato sui tempi e sul budget. Cosa si fa quando la squadra va male e non puoi cambiare tutti i giocatori? Licenzi l’allenatore, cosa che puntualmente accade a Končalovskij, sostituito da Albert Magnoli che si è occupato principalmente del finale del film, senza venire, però, accreditato, perché d’ufficio il film è stato comunque assegnato alla voce regia, al solo Končalovskij, cornuto e mazziato.

Tutto finito? Col cavolo! A quel punto a Stallone non andava più bene nemmeno la fotografia del film, ormai in controllo totale della pellicola nelle veste ufficiali di protagonista e in quelle ufficiose di sceneggiatore e regista, decide che il contributo di Barry Sonnenfeld non è abbastanza e lo fa sostituire dal fidato Donald E. Thorin che si era occupato della fotografia di “Sorvegliato speciale” (1989). Risultato finale: un film che avrebbe dovuto uscire nelle sale americane nell’estate del 1989, viene finito di girare a settembre. Ora bisogna correre per dare una forma ai chilometri di pellicola, la post produzione e il montaggio sono l’ultimo chilometro di questo massacro con più licenziamenti della crisi del ’29.

“Di un po’ Sly, quante famiglia hai lasciato senza lavoro per questo film?”
Per paura di un altro flop come quello di Cobra, dal film vengono eliminate parecchie morti e il montaggio viene affidato allo specialista Stuart Biard che sale a bordo quando ormai la produzione ha già sforato di venti milioni di ex presidenti defunti stampati su carta verde il budget stabilito. Ma, malgrado tutto, per completare il lavoro in tempo e accontentare tutti, Biard ha dovuto coinvolgere un secondo montatore Hubert de La Bouillerie, arrangiandosi, però, sulle musiche mancanti, ormai così fuori dai piani di produzione, il compositore Harold Faltermeyer non aveva più possibilità di aggiungere brani al suo lavoro, perché per contratto era già al lavoro su “Fire & Ice” (1990). Questo spiega perché nel trailer originale del film compaiano una serie di scene totalmente assenti dal film finito, come Kurt Russell alle prese con il “Karate guy”, ad esempio.

Quando “Tango & Cash” uscì nelle sale americane nel dicembre del 1989, di “Cash” a casa non ne portò molti, costato 55 milioni di fogli verdi, con sopra ritratti ex presidenti mancati, riuscì a raggranellarne 64, conditi da tre nomination per i Razzie Awards, di cui una in linea con l’ironia del film, “Peggior attrice non protagonista” a Kurt Russell, per la scena en travesti (storia vera). Tutti dettagli che hanno distratto il pubblico di trent’anni fa da un dettaglio da poco: “Tango & Cash” è una bomba assoluta, in cui quasi non si nota il travaglio della produzione ed ancora oggi è un capolavoro rimasto irripetibile.

Ancora oggi tanti si scandalizzano quanto Kurt interpreta Babbo Natale, tzè! 
La scena iniziale, presa indebitamente in prestito da “Police Story” (1985) è la perfetta entrata in scena per il Raymond "Ray" Tango di zio Stallone, qui alle prese con un personaggio per lui inedito, un fighetto con occhiali da vista (portati da casa da Sly, erano proprio i suoi. Storia vera) che ama i completi firmati e costosi, gioca in borsa e fa lo sbirro perché vuole quella che in questo film non manca e che lui definisce «Good old American action». Un approccio inedito per Stallone che, però, risponde subito presente, grazie anche all’alto numero di battute e battutacce che Tango è capace di snocciolare, come una delle mie preferite, la risposta «Preferisco le bionde» all’affermazione non proprio gentilissima di andare a fottersi.

Come da manuale, una volta presentato Tango, bisogna far entrare in scena anche l’altro titolare del nome in cartellone, Gabriel "Gabe" Cash ha il ciuffo, la canottiera, gli stivali esplosivi e la faccia da schiaffi di Kurt Russell, uno che è “Nato pronto” (occhiolino-occhiolino) per un ruolo così. Di fatto una specie di Jack Burton questa volta pronto per l’azione, che in un film così ci sguazza. Se “Tango & Cash” si è guadagnato lo stato di film di culto che mantiene da trent’anni, è perché Sly e Kurt insieme fanno scintille, talmente affiatati nel tratteggiare la coppia di strambi sbirri opposti e costretti a collaborare per forza, da far chiudere un occhio sui vari difetti del film, quasi tutti imputabili ai vari rimaneggiamenti in fase di montaggio, come la catenina di Tango che sparisce per non tornare mai più, oppure il fatto che il povero Jack Palance che aveva firmato solo per poter dividere lo schermo con Stallone (storia vera), di fatto non abbia quasi scene in cui è opposto ai due protagonisti, il finale è un gioco di specchi stile "La signora di Shanghai" (1947), in cui Palance è parte della scenografia e poco più.

Un grande Jack Palance, usato fin troppo poco.
“Tango & Cash” è anche il primo dei tre film di Stallone, in cui zio Sly interpreta la parte di uno sbirro arrestato ingiustamente, se avete pazienza arriveranno anche gli altri due su queste Bare, ma dei tre film, questo è quello dove il piano da super cattivo dei fumetti di Yves Perret (Jack Palance) si ricorda forse meglio, se non vi fate distrarre dal fatto che uno dei luogotenenti del cattivo è James Hong, il mitico David Lo Pan, in un film che a facce note è piuttosto ben messo.

Il capitano di polizia che deve sopportare i due strambi sbirri ha gli occhi azzurri di Geoffrey Lewis, mentre tra i detenuti, quello che Cash ribattezza Morticia è il mitico Clint Howard (fratello del forse più celebre Ron). Ma io lo so chi state aspettando, una menzione speciale la merita la bellissima Teri Hatcher scelta perché spendibile nel ruolo di sorella di “Orango Tango”, riesce ad essere sexy senza mostrare un millimetro di pelle, anche perché nella lunga scena nel locale di spogliarelli, lei fa di tutto (compreso suonare tastiere e percussioni) tranne spogliarsi, mentre l’ambigua scena del massaggio sul divano che scatena la gelosia del fratellone, è più in zona commedia che film per adulti, ma poco importa, Teri Hatcher è sempre stata un gran bel vedere, una delle mie incarnazioni preferite di Lois Lane in “Lois & Clark” che era lo “Smallville” di noi ex giovani, per chi di voi, bontà sua, fosse troppo giovane per ricordarlo.

Du du duri du… Ah scusate, stavo canticchiando. Tanto con Teri qui sopra nessuno leggerà mai la didascalia.
“Tango & Cash” è un capolavoro di ritmo che in 104 minuti condensa tante di quelle trovate e battutacce mitiche, da farti sospendere quasi totalmente l’incredulità, a noi spettatori e persino ai personaggi nel film, avete mai notato che nessuno si scompone nel vedere i due poliziotti in libertà, anche quando dovrebbero essere dietro le sbarre?

I super sbirri Tango e Cash vengono incastrati dal cattivissimo Jack Palance e Cash davanti all’arma del delitto dichiara «È la mia pistola me l’hanno rubata!», alla faccia dei super poliziotti. Vengono spediti in un carcere di massima sicurezza dove metà di quelli che stanno dentro ce li hanno spediti loro («Conosco una cosa che somiglia a questo posto», «Cosa?», «La merda»). Nessuno si chiede come mai non abbiano mai raggiunto il carcere di minima sicurezza promesso dal patteggiamento, ma, anzi, la trovata del “siete voi che siete chiusi qui dentro con me” (per dirla alla Rorschach) viene risolta tutta nello stesso modo: una scrollata di spalle, molta ironia e una battuta azzeccata che, poi, è un ottimo modo per affrontare i film e la vita, ora che ci penso. Gli scambi di battute sono micidiali («Niente panico», «ho il panico») impossibile determinare la paternità di tutte quelle “frasi maschie” così valide, ma forse è stata proprio la serie di cambi in fase di sceneggiatura a lasciare nel film il meglio di tutti i dialoghi che sono quasi tutti frasi lapidarie e memorabili.

Orange is the new F.O.L.A.
Per altro, impreziosite da un doppiaggio “Ignorante” sì, ma incredibilmente forbito. Perché le parolacce vengono via un tanto al chilo, però ogni parola è stata selezionata con gusto, quante volte in un film avete sentito uno sgherro orientale etichettato come “scaracchio” («…un po’ al giallo tende»)? Oppure ancora frasi di vero galateo come «Tango, quando esco di qui ti strappo il culo dalla bocca!», risolte con risposte micidiali del tipo «Chi è questo, il piccolo lord?». Tremo all’idea di cosa potrebbe fare il doppiaggio moderno davanti ad un acronimo come F.U.B.A.R. (Fucked-Up Beyond All Recognition), ma in Italiano ai tempi è stato, per fortuna, adattato in una delle cento frasi di culto del film ovvero F.O.L.A. (Fottuti Oltre Limite Accettabile). Dovete solo scegliere la vostra frase preferita, il campionario è infinito, ad esempio, trovo sempre notevole il fatto che Sly non abbia perso occasione per lanciare una frecciatina al suo storico amico e rivale Arnold, dando a Robert Z'Dar del Conan il barbaro.

...E Ridge Forrester, MUTO!
Le dinamiche sono quelle classiche di un “Buddy movie” poliziesco, i due opposti sarebbero perfetti amici e ottimi colleghi, se solo non fossero così impegnati a sfidarsi su tutto, Tango e Cash portano la loro sfida avanti per l’intero film e la chimica tra Stallone e Russell fa il resto, ci sono intere scene quasi del tutto improvvisate (causa assenza di un copione fisso) in cui i due si reggono il gioco alla grande, quando giocano a “sbirro buono e sbirro cattivo” con il trucchetto della granata nei pantaloni? Tutto si risolve con una battuta micidiale («Non sta piovendo, ma lui sta in piedi sopra una pozza») che è solo una delle tante che rischi di perderti se ti distrai un attimo, in un film che alza l’asticella con il passare dei minuti e della maschia sfida tra protagonisti.

Lo so benissimo che nella scena del salto, quella in cui piove come in un fumetto disegnato da Jonh Romita Junior, si vede benissimo la controfigura di Kurt Russell (anche perché indossa una maglia con le maniche e non la canotta di Cash), oppure che i detenuti non hanno in dotazione la cintura dei pantaloni che, invece, i protagonisti utilizzano per scivolare sul cavo, ma sono dettagli da niente in un film che è puro spasso.

"Com'era quella storia dell'uomo saggio che ama usare l'ombrello quando piove?", "Ah-ah divertente"
Infatti, il finale non arriva dopo un'indagine classica e un normale scontro, con il cattivo da una parte e i buoni dall’altra... No, tutto dev'essere esagerato, compresa l’auto dei protagonisti, quella violentissima opera d’arte del fuoristrada di classe infernale («A chi è intestata? A Satana?») protagonista del finale rombante, con Monster Truck e Harold Faltermeyer che fa piangere il sintetizzatore con il tema musicale del film.

Credo che sia alimentata a monopattini elettrici.
“Tango & Cash” è stato un disastro produttivo divenuto un classico di culto, uno di quei film che andrebbero presi a modello ancora oggi, quando il tuo piano è quello di tirare su un film con due grosse personalità come protagonisti (veeeeeeroThe Rock?). Ogni tanto ancora oggi Stallone, sempre pronto a far tornare in auge i suoi vecchi film, ci prova a lanciare frecciate a Kurt Russell pungolandolo con l’idea di un secondo capitolo. Ma va benissimo così, nel disastro produttivo ci è andata bene una volta, meglio non forzare la mano, non vogliamo certo finire F.O.L.A.

45 commenti:

  1. Cosa hai tirato fuori dal cassetto stamattina? "Tango e Cash" da ragazzino credo di averlo consumato a furia di guardarlo e riguardarlo tanto che moltissime battute le conoscevo a memoria e una ("Ho il panico!") fa parte del mio gergo quotidiano. Action, ironia, battutacce e un ritmo indiavolato. Cosa si può chiedere di più ad un film quando si è ragazzini? Nulla e infatti, come detto, l'ho consumato.

    Peccato che saranno 20 anni che non lo rivedo più! Nonostante passi per la tv piuttosto spesso, non sono mai riuscito a riguardarlo dall'inizio. Dovrò rimediare!

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    1. Da ragazzino ho fatto piangere il televisore e il videoregistratore. Il bello è che senza sapere nulla dell’enorme casino produttivo, sembra solo un ottimo film con qualche svarione, più che altro imputabile alla caciaroneria di fondo, ma in generale sono problemi che si notano il giusto. Conoscendo tutti i casini invece, certi difetti si notano di più, ma resta comunque una figata totale lo stesso, quindi direi che va benissimo così ;-) Per il resto, sto ancora aspettando il momento di essere incazzato abbastanza per dire di qualcuno: lo spedisco nella fascia di ozono. Cheers!

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  2. Film di cui rivendico la paternità della richiesta, visto talmente tante volte che anche il mio lessico quotidiano ne ha preso involontariamente diverse battute, tra cui la scena della doccia, con battuta sulla saponetta inclusa, vero pisellino? E l'altro che gli dà della Minnie. Cos'altro dire, anche io sono più dalla parte di Kurt Russell, essendo sgarrupato come lui, anche se la classe di Stallone è inimitabile. Teri Hatcher, cosa dire di più, veramente topa, ma ci crederesti che ha anche un bel cervello? Altra citazione, come quella di Cash che chiede al tizio, Hey Elvis che taglia porti (di casco)? Così si collega anche alla sua passione per Presley. Scusa Cass, potrei andare avanti per ore... Però lasciami citare ancora quando parlano di Francis il mulo parlante che li ha incastrati, dicendo io porto la motosega e io le birre, oppure quando dicono alla fine c'è un nuovo inquinante nell'ozono... Insomma è un film che è secondo, nella mia scala digitale, solo all'Ultimo boyscout. Il terzo è ovviamente Action Jackson!! 😜

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    1. Era già da un po’ uno dei film più richiesti, con l’iniziativa “Cassidy cover your favorite III” ha fatto il vuoto, ma non ho tenuto conto dei “voti” raccolti perché ero già intenzionato a farne finalmente un post, non poteva mancare su questa Bara, visto che siamo in argomento, se oggi non mi tediano magari riesco a completare la tua scala digitale ;-)

      Anche io penso che Kurt qui faccia scintille, ma Stallone era alle prese per lap rima volta con un ruolo più comico, e insieme sono veramente dinamite. Elvis torna anche nella data di nascita, quando si sfidano sul giorno di nascita per chi deve parlare per primo in tribunale, Cash spara un 16 agosto, che è anche il giorno della morte del Re (storia vera), Kurt è sempre a breve distanza da Elvis, John Carpenter docet ;-) Cheers

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  3. Scusa Cass, non resisto, ma devo ancora aggiungere: ragazza con le palle, la rossa... Oltre ai polpacci da aerobica... Non ne fanno più di film così, purtroppo. Comunque l'attesa è stata ben ricompensata, altro grande pezzo. 👋

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    1. No purtroppo, erano film che si basavano sull’azione del tutto prima delle vitamine fornite dalla CGI, ed erano basati sul carisma dei protagonista. Ora abbiamo troppa CGI e pochi attori che potrebbero tenere il film sulle spalle. Mille grazie capo! ;-) Cheers

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  4. Tanto e Cash non si batte, è tutta una battuta memorabile, in questo è simile a "Commando" di Arnoldino... la mia preferita è quella del "Piccolo Lord", ogni tanto a qualcuno che scrive pesanti minacce e offese su Twitter gliela ripropongo :) Un seguito sarebbe forse fuori tempo massimo, a meno non facciano Tango ormai commissario di polizia e Cash scalcinato detective privato che si è allontanato dalla polizia tempo prima, i due non si parlano da 30 anni...ecco fatta la sceneggiatura :D

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    1. Se fai un crowdfounding co sta bozza ti giro subito un cinquantello...

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    2. Una battuta talmente perfetta va citata a profusione, fa morire dal ridere ;-) Per fortuna Kurt ha la testa sulle spalle e da anni evita le sirene di zio Sly, pensa che è finito a recitare in “Fast & Furious” evitando gli “Espansibili” di Stallone. Esatto è quasi alla “Commando” per numero di battute memorabili, lì erano tutte frutto del testone di quel genietto di de Souza, qui invece è rimasto il meglio di tutto quello che i vari sceneggiatori hanno proposto, più parecchia improvvisazione da parte dei protagonisti. Cheers!

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    3. Un soggetto migliore degli ultimi tre film con sbirri (moderni) che ho visto di recente ;-) Cheers

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  5. Era un periodo in cui non riuscivo ad andare al cinema e tutte le volte che è passato in tv me lo sono perso. Ammetto di esserne stato lontano anche a causa delle molte critiche negative che si era preso, ma qui mi sa che devo recuperare.

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    1. Un film che avrebbe tutto per essere sbagliato, che invece è impossibile non godersi. Sarei molto curioso del parere di qualcuno che lo vede oggi per la prima volta ;-) Cheers

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  6. Mamma mia, che razza di casino che e' stato.
    A leggere di tutti i cambi in corsa effettuati, e' stato un mezzo miracolo portare a casa il risultato.
    Direi che il merito sta tutto nell'abilita' degli interpreti.
    Stallone ormai ha iniziato a capire quelle due o tre cosucce.
    Usa l'auto - ironia. Pigliati in giro da solo e sfotti bonariamente il tuo diretto rivale.
    Giusto con quei cinque - dieci di ritardo, eh.
    Ma Sly e' fatto cosi'. Dategli tempo e prima o poi arriva pure lui, eh.
    Ma forse la filosofia di Rocky funziona un po' per tutto.
    Parti sempre per ultimo. E non e' un caso che a piu' di settant'anno si stia pigliando un sacco di rivincite.
    E che abbia ancora un sacco di benzina in corpo, a differenza di altri illustri colleghi che hanno gia' dato tutto.
    Su Kurt...gli dai la possibilita' di fare il vecchio Kack, come puo' andare storta?
    Piglio ignorantissimo ma sotto sotto furbo, battutacce a raffica e pose fighe alternate a figure da cioccolataio epiche.
    Ci mettono del loro pure Palance, che come nel Batman di Burton e' talmente enorme che lascia il segno pur stando defilato.
    E la Hatcher, che oltre ad essere super - sexy e' quella piu' ragionevole, e fa da paciere e da grillo parlante.
    Piu' che un film coeso e coerente e' un insieme di sketch. Con battute memorabili, scene pazzesche e personaggi azzeccatissimi a fare da collante.
    Ad avercene di film cosi', oggi. Una roba che da' la birra al 90% della roba attuale.
    La mia scena preferita?
    La dichiarazione spontanea di Tango, talmente toccante che per un attimo il giudice pare pure convincersi.
    Poi pero' arriva Cash col suo VORREI ESSERE PACATO COME IL MIO COLLEGA...MA LA VERITA' E' CHE QUESTO PROCESSO PUZZA!! E' IL PIU' GRAN MUCCHIO DI M***A CHE SI SIA MAI VISTO!!
    Prima di iniziare Ray lo aveva guardato come a dirgli NON LO FARE.
    E Gabe? Dopo la sfuriata lo fissa quasi a fargli capire EHI, AMICO! IO CI HO PROVATO. MA E' PIU' FORTE DI ME!!
    Puro divertimento. E godimento.
    Volete sapere cosa fa capire che e' bello?
    Quando fai come con la vecchia serie a cartoni di Ken.
    Lo hai visto talmente tante volte che quando non sai cosa vedere e te lo becchi in tv...lo puoi vedere partendo da un minuto o da una puntata a caso, e te la spassi comunque.

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    1. Senza volerlo ho due grandi pasticciacci produttivi in palinsesto nella stessa settimana, e ti dico che “Tango & Cash” è stato una passeggiata rispetto all’altro film in rampa di lancio. Che poi Stallone comico funziona, certo magari non quando minaccia la gente in pannolino (non mi ci far pensare…), ma sono cresciuto guardando “Oscar – un fidanzato per due figlie” e quindi ne sono piuttosto convinto, anche se la sua propensione naturale è una serietà congenita monolitica. Cheers!

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    2. Hai proprio ragione, caro Red, è proprio così: quando un film è divertente (anche per chi lo ha girato, e qui si nota in ogni singola scena, nonostante i casini produttivi) potresti rivederlo migliaia di volte, partendo da qualsiasi punto e non ti stuferebbe mai...
      Infatti, pur avendo il DVD, ogni volta che lo ripassano in TV cerco di vederne un pezzo, anche se mia moglie storce il naso perché sa benissimo che l'ho visto almeno un centinaio di volte... Esattamente il contrario dei film moderni, ché ti stufano già durante la prima visione, figurati se ti viene voglia di rivederli...
      Stallone è un uomo malinconico e un pò musone, d'altronde è del cancro, come noi... Però ha anche una certa dose di ironia che con gli anni è migliorata, come il buon vino e soprattutto l'intelligenza di capire quando è il caso di cambiare registro, anche se le prime prove "sperimentali" sono state deludenti, a parte il suddetto Tango & Cash...

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    3. Ci sono una serie di film che quando passano in tv, la mia Wing-Woman mi ripete: «Non lo starai per caso rivedendo? Lo sai a memoria». Questo è uno di quelli (storia vera). Cheers!

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  7. Sorry...
    Jack.
    Non si scherza, su certe cose.

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    1. Tranquillo, era chiaro ;-) Cheers

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    2. Io aggiungo solo: Addio Signor Burton... (segue lancio di coltelli) Questione di riflessi!!

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    3. Non fatemi iniziate con "Big Trouble" è un invito a correre per la gazzella ;-) Cheers

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    4. Ragazzi, io vado al lavoro.
      E se non mi risentite entro domani...chiamate il presidente!!

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    5. Mena il tuo colpo più duro, Red! In bocca al lupo e se vedi le Tre Bufere, cambia strada, mi raccomando!!

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  8. Minchia che filmone. Mi ha insegnato che ci si può appendere ai cavi dell'alta tensione senza venire fulminati.

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    1. Ho imparato più cose sull’elettricità da questo film, che da cinque anni all’istituto tecnico (storia vera). Cheers!

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  9. grandissimo film lo rivedo sempre volentieri.

    scusa se mi permetto ma definire cobra (1986) un flop è ingiusto

    economicamente guadagnò eccome

    rdm

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    1. Costò 25 milioni di fogli verdi con sopra i solito presidenti mancati, e ne porto a casa poco meno di 50. Nel mondo andò benino, ma non fu certo il risultato che voleva Stallone. Un po’ di numeri Cheers!

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  10. oh mamma! Credevo lo avessi già recensito... vabbè, per recensire, pagare e morire c'è sempre tempo!

    Seriamente, devo fare outing: non rientra in una delle mie 10 action-comedy preferite, a causa del finale esagerato (di solito lo guardo fino a quando non entra in scena il carro-armatone... poi lì la sospensione dell'incredulità va a farsi benedire anche per me!). Non sono contrario ai film caciaroni, ma è il cambio di stile, da uno comedy ma contenuto ad uno esagerato così di colpo che mi fa storcere il naso!

    Menzione d'onore per Teri Hatcher che vi interesserà sapere che è stata protagonista di fappening (anche io sono un piccolo lord, come vedi :D ) per 3 decenni di fila, come ripeto sempre (e forse l'ho scritto anche qui) anni '80 qui, anni '90 di Lois & Clark (nonostante i cloni trangugia-batraci... sigh!) e i 2000 di Desperate Housewives... sono poche le donne che possono fregiarsi di cotanto titolo!

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    1. Devo convenire con Andrea, nonostante resti uno dei miei film preferiti, che l'ultima parte è un pò "appiccicata" al resto del film, quasi tirata via con la forza e questa è l'emblema dei casini produttivi sorti in fase di realizzazione, però quando lo vidi al cinema nel lontano 1990 non mi dispiacque più di tanto, solo col senno di poi ho notato fosse un pò stiracchiata. Piccola nota: se vedete nei passaggi televisi la versione che è utilizzata deve essere quella Canadese / Francese, perché sui giornali che compaiono alla fine a suggellare la rinnovata libertà dei nostri campioni, le scritte sono proprio nell'idioma gallico...

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    2. Non avevo mai sentito usare l’espressione ma ho capito il concetto, Teri Hatcher tantissima roba! Cheers

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    3. A me piace anche il finale da cartone animato violento, sono un caso irrecuperabile ;-) Cheers!

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  11. Mitico film e cinque alto per aver ricordato quanto "Police Story" (1985) abbia influito sul nascente nuovo cinema poliziesco americano.
    Sai che non sapevo di tutti questi casini di produzione? Ma soprattutto non sapevo della biografia di Andrej, che dev'essere mia immediatamente!:-P

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    1. L’avevo letta alcuni anni fa, merita e penso che si trovi abbastanza facilmente ;-) Guardandolo non sembra un film figlio di tutti questi casini, però il furto a “Police Story” quello si vede benissimo, penso che molti ricordino più la versione con Sly, m la dobbiamo al genio di Jackie Chan! Cheers

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  12. Tante piccole chicche, peccato che poi nel complesso sia un film pochino insoddisfacente, non a caso pur non disdegnandone mai una visione, sia nel mio immaginario/memoria richiuso in uno spazio piccolo piccolo ;)

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    1. Non ti preoccupare, ho compensato io per te, il mio immaginario è pieno di F.O.L.A. ;-) Cheers!

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  13. Ci sono film con la produzione che fila via liscia come l'olio e il risultato è un "meh", e film che cavalcando l'onda dei disastri produttivi finiscono per diventare cult. Ed è anche l'ennesima dimostrazione che l'incasso al botteghino non vuol dire tutto (non vuol dire niente) sulla capacità di sopravvivenza al tempo.

    Io l'avevo registrato dalla tv (dovrei averlo ancora!), me lo sono sparato un'infinità di volte e anche se non lo vedo da anni ricordo a memoria scene e battute (ho passato metà commento a ridere ad ogni citazione), una più divertente dell'altra.

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    1. Il paragone è con “L’ultimo Boy scout” con la differenza che qui i due divi non si odiavano sul set, e il regista ha tenuto duro, ma proprio come il capolavoro della Scott giusto, anche “Tango & Cash” è un film che guardandolo, non fa quasi sospettare i casini che ci sono stati dietro, anche se qui ne hanno avuti molti di più. Anche io sono per valutare i film sulla lunga distanza, il problema è che oggi i film vengono proprio prodotti per essere usa e getta. Questo al massimo era U.S.A. e basta :-P Cheers!

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    2. Per Quinto Moro: davvero conservi una trasmissione televisiva d'annata del film? Se sì, sapresti dirmi se i titoli di testa sono scritti in italiano o rimangono quelli inglesi? E nel caso... sapresti catturarne schermate? La caccia alle ormai scomparse localizzazioni è sempre in corso ;-)

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  14. Ok, facciamo anche questa...

    Sinossi:
    Tango & Cash rompono i coglioni a Jack Palance. Jack Palance fotte Tango & Cash. Tango & Cash fuggono e fottono Jack Palance. Nel frattempo Cash si fotte la sorella di Tango.
    Fine

    Trovatemi un altro film praticamente privo di sceneggiatura che riesce tutto il tempo a tenerti incollato allo schermo con una serie di battute incredibili e trovate grottesche ma pur sempre godibili. Tango & Cash è una casa senza fondamenta e pilastri che si regge solo sull'intonaco. Un film nato in maniera disgraziata, con un regista completamente fuori luogo, grandissimi problemi di sceneggiatura, regia e montaggio, ma che a distanza di 30 anni è invecchiato benissimo. Concordo con quanto hai scritto nella sceneggiatura, Teri Hatcher è una zoccola pazzesca, i comprimari e replicanti fanno un ottimo lavoro, Stallone e Russell sono micidiali, la colonna sonora è bellissima. Adesso lascio ai locali quel che è dei locali, sono fuori dal mio quartiere, mollo paperino e vado a tagliare la testa a quel macaco con il mio arpione da balena, nonostante non si usa più la coda di cavallo, bamboccione di città!

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    1. Ahaaha perfetto la sinossi definitiva! :-D
      Quanto è bello il doppiaggio “ignorante” del film? Se la gioca con la Hatcher in bellezza. Questo è uno di quei film di formazione, ti insegna tutto, anche le buone maniere :-P Cheers

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  15. Ennesimo personaggio Iconico di Sly, e su Kurt Russell inutile dire: la sua sola presenza in scena spazza via ogni complimento possibile.
    super-cult, Grazie Cassidy
    - Andrea

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    1. Ray Tango non è mai tra i primi personaggi di zio Sly che vengono in mente, ma anche lui è molto riuscito ;-) Grazie a te capo! Cheers

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    2. Vai a capire il perché, Cassidy, nel mio santuario mentale di dedicato a Sly il santino di Ray Tango viene prima di quello dedicato a Marion Cobretti ��
      Forse perché, grazie all'atmosfera cazzona del film, l'ironia più guascona e il fatto che non fosse troppo incentrato sul solo Stallone (ripeto gli inchini e i peana verso Kurt Russell) forse l'ho apprezzato, da piccolo, subito già alla prima visione.
      Per me rimane incredibile come siano riusciti a fare un film che "funziona" così alla grande ancora oggi pur con tutti i casini che ha avuto la sua produzione e in assenza di una trama completamente a fuoco.
      Ma questo, per me almeno,rivela la grandezza attoriale dei due protagonisti: serissimi professionisti che sanno sempre e comunque mettersi al totale servizio del loro lavoro e del loro pubblico.
      Lo considero davvero un film importante, non solo per il genere action
      (si sente quanto ho amato e amo questo film? ��)
      - Andrea

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    3. Una bella lotta tra lui e il Cobra, penso che sia anche l’ordine mentale che segue zio Sly però ;-) Si sente si sente, ed è il tipo di amore che voglio per questo film, se lo merita tutto! Cheers

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  16. Disatro produttivo ma riuscitissimo. Ricordo che lo rividi dopo anni, una sera su Rete4 dieci anni fa, e dicevo: cazzo a Tango & Cash, quanto è figo.
    Perché vederlo negli anni '80 e '90 era quasi normale.
    Comunque, ovviamente costruito su due grandissimi protagonisti, per me perfettamente amalgamati^^

    Moz-

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    1. Si sono caricati questo gran casino sulle spalle portandolo in meta, hanno reso onore al titolo del film, infatti è composto da loro due e poco altro ;-) Cheers

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