giovedì 14 novembre 2019

Benvenuti a Zombieland (2009): Questa terra è la loro terra

Visto che a dieci anni dalla sua uscita, sta per uscire il secondo capitolo di “Zombieland”, vogliamo negarsi un piccolo ripasso? Proprio no! Come direbbe Tallahassee: «Time to nut up or shut up».

Lo so che si tratta di una traduzione delle prime righe di dialogo del film, unita ad un’invenzione della nostra distribuzione, che deve essersi sentita proprio in obbligo di appesantire il semplice e diretto “Zombieland”, trasformandolo in “Benvenuti a Zombieland”. Eppure come quasi ogni trovata legata a questa film, persino il titolo Italiano mi piace, perché mi ricorda una battuta di un’altra commedia horror d’azione di culto come Sbirri oltre la vita.

Fatti mandare dalla mamma a prendere un'umana che è andata a prendere il latte.
Potrebbe davvero essere tutta qui la fortuna di questo film, perché alcune pellicole diventano dei piccoli Cult grazie anche a trovate così, oppure come accaduto a “Zombieland”, per via del tempismo e di una serie di scelte talmente azzeccata, da risultare impeccabili.

Il soggetto di “Zombieland” è rimasto nella testa dei due sceneggiatori Rhett Reese e Paul Wernick a lungo, il loro piano originale era vendere la storia al piccolo schermo per poterla sviluppare come una serie televisiva (storia vera). Ma il successo commerciale di “Dawn of the Dead” (2004) di Zack Snyder ha cambiato lo scenario, e forse la notizia di una certa serie di AMC più o meno sullo stesso argomento (ma con quintali di noia in più), hanno convinto la Columbia Pictures ad acquistare la sceneggiatura, per trasformarla in un lungometraggio dal budget di tutto rispetto.

Il cinema e la televisione dopo il 2004, riassunte in una sola immagine.
Il film cavalca tutta la confusione generale tra zombie e persone infette assetate di sangue (che per di più corrono!) che è stata una diatriba tra i puristi Romeriani e la nuova scuola di pensiero. Che però non so bene quale essa sia, perché per dirla alla Simon Pegg, la morte non è una bibita energetica. Ma resta il fatto che “Zombieland” ha contribuito a sdoganare i film di zombie presso il grande pubblico, anche se resta una pellicola in costante equilibrio tra una trovata classica azzeccata (il protagonista e le sue regole per sopravvivere, simili a quelle del “Manuale per sopravvivere agli zombi” di Max Brooks) e un’innovazione fuori posto e alla moda (Fast. Zombie. Sucks!).
Gli zombie classici non ti facevano fare tutta questa fatica.
La trama è una fantasia adolescenziale, lo sfigato che impara ad essere un eroe (e un uomo) trovando anche la fidanzatina, il tutto raccontato con una struttura che ricorda molto quella di un lungo pilota di una serie televisiva. Questo spiega perché i personaggi sono tutti così cesellati fino al dettaglio (tipo la mania di Tallahassee per i Twinkie, o per le automobili con un grosso numero tre sulla fiancata) e nel mezzo i morti correnti viventi, sono quasi un pretesto per raccontare una trama che altrove avrebbe potuto essere un film tipo che so, “Juno” (2007), una di quelle commedie indipendente con attori giovani che vanno dal mediamente all’abbastanza famoso. Il tutto nelle mani di un regista che arrivava appunto da qualche regia televisiva di roba comica e parecchi cortometraggi, come Ruben Fleischer al suo esordio.

“Zombieland” ha un inizio fulminante, sulle note di “For Whom The Bell Tolls” dei Metallica, vediamo come la fine sia arrivata e la società sia andata in pezzi dopo il solito virus che trasforma tutto in rianimati assetati di sangue. Per restare in vita ci vuole un buon allenamento, è necessario fare attenzione quando ci abbassiamo le braghe per fare beh, quella grossa. Tornano molto utili le cinture di sicurezza e soprattutto, se lo zombie sembra morto, un secondo colpo di sicurezza sparato in testa potrebbe salvarvi la vita. Insomma ci vogliono le regole che il petulante Columbus (Jesse Eisenberg) si è auto imposto per sopravvivere in questa landa di morti viventi.

Tutto può diventare un’arma, come ci ha insegnato zia Patricia.
Già Jesse Eisenberg, questo è il film che lo ha messo sulla mappa geografica, potrà non piacervi magari la sua faccia, ma a lungo l’uomo con il cognome che fa pensare a Breaking Bad, ha avuto la soffocante capacità di interpretare sistematicamente lo stesso ruolo fino allo sfinimento: Il sociopatico ad un passo dalla crisi di panico. Quasi la versione giovane del tipo di personaggio che un tempo interpretava solo Woody Allen (gli ho fatto un enorme complimento). Questo spiega perché una volta arrivato a recitare davvero con il regista di New York, la sua carriera sia finita in stallo. Certo Lex Luthor non ha aiutato proprio per niente. Anzi a ben pensarci, ci deve sempre essere un Woody nella vita di Jesse Eisenberg, ma lasciatemi l’icona aperta, che sul Woody che conta in questo film, ci tornerò più avanti.

"Sappi che se ti vedrò importunare anche lo sceriffo Woody ti sparo"
L’oggetto del desiderio del protagonista è Wichita, una Emma Stone quando era ancora carina, prima che l’ipertiroidismo la consumasse, passare da Zo-Zo-Zombie Land a La La Land non le ha fatto bene. La sorellina Little Rock invece è la campionessa del mondo delle commedie indipendenti, Abigail “Little Miss Sunshine” Breslin. Anzi se vogliamo dirla proprio tutta, per completare il paragrafo dedicato all’altra metà del cielo di questo film, la bella bionda dell’appartamento 406 è Amber Heard quando ancora era una promessa del genere horror, la più seria candidata a titolo di “Scream Queen” (anche se la Breslin ci è andata più vicina) del nuovo millennio, prima di perdersi tra canguri e Johnny Depp.

“Anche tu eri più carina nel 2009”, “Io ho attraversato la pubertà, tu che scusa hai?”
Ci sono dei film il cui titolo finisce scritto sulla pagina sbagliata del libro della storia del cinema, perché malgrado il loro valore, sbagliato i tempi, ma a “Zombieland” tutto si può criticare tranne la mancanza di tempismo. La caratteristica che balza agli occhi oggi più che allora, è come abbia saputo pizzicare regista e attori proprio nel momento ideale della loro carriera, quando avevano più o meno tutti, tutto da dimostrare.

Ma è chiaro che non basta qualche giovane di belle speranze, l’esperienza conta e per tenere su un film con un cast così, e per di più con degli zombie che corrono, devi avere davvero un’arma segreta di gran livello, quella di “Benvenuti a Zombieland” ha un nome, un cognome, un cappello e un’icona da chiudere: Woody Harrelson!

Tua madre è così zombie che l'ho vista che prendeva a calci una bara e le ho chiesto: "Cosa sta facendo?", "Sto traslocando". (quasi-cit.)
Ora, non mi nascondo dietro ad un Twinkie dito, Woody Harrelson è uno dei miei preferiti dai tempi di uno dei più grandi film del mondo, quell’uomo sa fare tutto, il dramma, la commedia e ha anche il fisico per i ruoli da duro, il problema è che con le sue diciamo beh, sperimentazioni con la canapa Indiana, si è quasi fumato la carriera. Direi che è l’espressione più azzeccata. Ad esclusione di particine per i Coen e film sugli sballoni come “A Scanner Darkly” (2006) rischiavamo di perderlo. Invece il personaggio di Tallahassee ha regalato nuovo slancio alla carriera di Harrelson, che sul set ha imposto le sue di regole, alla faccia di Columbus.

Giocarsi la carriera fumando con gli amici, oppure fumare con gli amici e farsi pagare dalla produzione? Uhm difficile scelta.
Per averlo nel film, il regista Ruben Fleischer ha dovuto abbracciare il regime alimentare di Harrelson (vegetariano convinto) per tutta la durata delle riprese, inoltre Woody ha voluto dire la sua su alcune scelte di cast (una in particolare, più avanti ci torniamo) e ha preteso di scegliersi lui stesso i vestiti da far indossare al suo personaggio (storia vera).

A destra il regista Ruben Fleischer, a sinistra il motivo per cui il film funziona per davvero.
Il risultato di queste bizzarre scelte però va a completo vantaggio del film, Tallahassee è il motore di “Zombieland”, l’esatto opposto del protagonista, anzi proprio il tipo di adulto che Columbus vorrebbe diventare. Perché ricordatevelo, sono sempre quelli più timidi ed introversi a fare i sogni di gloria più matti, ed è chiaro che la spavalderia di Tallahassee è quella che vorrebbe avere Columbus, una volta superata la paura per il suo nuovo – e parecchio strambo – compagno di viaggio.

Meglio farsi un goccetto… Cheers!
Il messaggio finale di “Benvenuti a Zombieland” è stucchevole quando un camion di Twinkie (scusa Tallahassee!), perfettamente in linea con l’anima da commedia indipendente che si porta nelle budella, l’obbiettivo stesso dei protagonisti non è nulla di particolarmente strutturato, l’obbiettivo di raggiungere il parco di divertimenti di Pacific Play Land è lo stesso della famiglia Griswold, cioè che resta del sogno americano, ma senza nemmeno le letture di secondo livello che National Lampoon poteva permettersi.

Il bello di “Zombieland” resta la sua freschezza, il modo spiccio di farti appassionare a dei personaggi che visti in altri film, vorresti prendere a schiaffi, ad esclusione di Tallahassee, che fa reparto quasi da solo.

Scivolata di potenza!!! (Cit.)
Le sue “Zombie kill of the week” sono spassose, è un divertimento vederlo citare “Un tranquillo weekend di paura” (1972) oppure affrontare quasi da solo un’orda di non morti famelici. Il tipo di personaggio trucido e candido, duro e tonto, che non si vedeva più o meno dai tempi di Jack Burton e Ash Williams, e questo è un complimento ancora più grosso rispetto a quello che ho riservato a Jesse Eisenberg!
In questi casi si dice: Groovy!
Ruben Fleischer dirige tutto con la mano ferma di chi arriva dalla commedia e sa quanto sia importante lasciare il giusto spazio agli attori, e l’occhio di chi dopo anni di cortometraggi e video, sa come rendere pop lo schermo cinematografico, in un film che sulla cultura popolare vive e prospera, per non dire banchetta come uno zombie sopra una carcassa. Anche qui però lo zampino di Woody Harrelson si vede tutto, perché la trovata più divertente del film, resta la comparsata di Bill Murray, nei panni di Bill Murray (però conciato da finto zombie).

...e tu sei Bill "incula-fantasmi" Murray! (Cit.)
Oltre agli inevitabili (e doverosi!) riferimenti a Ghostbusters, è chiaro che l’amicizia tra Harrelson e il vostro acchiappa fantasmi del cuore (nata sul set del troppo sottovalutato “Kingpin” 1996) sia fondamentale per la buona riuscita del film, insomma già solo per la battuta «Any regrets?», «Garfield maybe» vale la pena guardarsi tutto il film, in lingua originale mi raccomando.

Aspettiamo di vedere "Ghostbusters 3" prima di rimpiangere "Garfield".
Non è la mia preferita, tra le tante volte in cui Bill Murray ha interpretato Bill Murray al cinema (quella resta blindata e imbattibile), ma di sicuro “Zombieland” resta memorabile almeno quando “Coffee and Cigarettes” (2003) e sicuramente più di quella roba Natalizia diretto da Sofia Coppola per Netflix.

Insomma “Benvenuti a Zombieland” è una pellicola che trova il modo di farsi voler bene, e proprio grazie al tempismo si è guadagnata la sua aurea di film di culto. Anche se Amazon nel 2013 ha cercato di lanciare davvero una serie tv (con un cast completamente diverso) il destino di tutte le storie con i morti viventi è quello di ritornare. In tutta onestà non sentivo affatto il bisogno di uno “Zombieland 2” ma ormai lo sappiamo come funziona Hollywood, considerando la piega presa dalle carriere di molti dei protagonisti del primo capitolo, non mi stupisce troppo vedere questo seguito, non dovesse piacermi, gli sparerò in testa. Due volte.

Time to nut up or shut up!

Adesso sono pronto per aspettare al varco il secondo film.

26 commenti:

  1. Spassosissimo già dalle scritte in sovrimpressione con effetto 3d. Io il secondo capitolo lo attendo da morire. E c'è di nuovo Murray, anche se non ho capito in che modo possano farlo rientrare nel cast.

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    1. I primi cinque minuti e i titoli di testa con i Metallica sono talmente ben fatti, da farmi quasi passare il prurito per gli zombie che corrono. Non ho idea di come faranno, considerando che da anni Murray dichiara che prenderà parte ad un nuovo “Ghostbusters” solo se faranno morire il suo personaggio entro il primo atto (teniamolo a mente per il prossimo “Ghostbusters 3”) non mi stupirei di vederlo in versione ectoplasma, oppure molto più semplicemente zombie, vero questa volta ;-) Cheers

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  2. grande recensione grazie

    domanda : uscì al cinema? secondo me no.
    domanda 2 : meglio questo ( che ho visto e apprezzato ) o quello con brad pitt e favino ( che non ho visto ma che ho intuito essere uan stupidata) :: secondo me risponderai 1.

    se il 2 esce al cinema vado di sicuro con moglie al seguito.

    mi permetto di aggiungere una cosa : non so se per scelta del regista o della produzione il film non ha scene particolarmente violente( scordatevi fiumi di sangue o zombi che si abboffano di budelle umane)
    questo è un film che può vedere davvero chiunque: voto 9-

    la scena di woody harrelson dentro il gabbiotto ( lui solo con un milione di proiettili) l'ho rivista mille volte.

    grazie rdm

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    1. Considerando le condizioni in cui è stata scritta (in equilibrio su un piede solo durante una tempesta) sono davvero molto felice che ti sia piaciuta ;-)

      Bella domanda, sono certo di averlo visto almeno due volte in lingua originale (perché lo sapete che io vivo a Tallahasseecolumbuswichita provincia di Torino a due passi da Moncalieri U.S.A. no?) prima della sua uscita Italiana, se è uscito nei cinema Italiani io proprio non lo ricordo. So di aver comprato il DVD scoprendo il cambio di titolo, ma da allora ogni tanto me lo rivedo, sempre in lingua originale, doppiato proprio non mi piace questo film.

      Ah dici “World War Z”? Il film per cui ancora oggi Pier Francesco lo chiamo Casino per via della scena «Oh raga zitti! Dobbiamo muoverci in silenzio» e ci pensa l’Italiano di turno a fare un gran bordello? Lo trovo un film scemissimo (d’altra parte, lo ha scritto Damon Lindelof), speravo in un seguito, solo per avere la scusa di poterne scrivere per demolirlo, ma sarebbe come sparare sulla croce rossa. Direi che hai vinto la scommessa ;-)

      Vero è un film con poco sangue, di fondo ha un’anima da commedia indipendente, gli zombie sono un contorno, siamo distanti milioni di anni luce da “Shaun of the dead”, ma anche questo può essere visto da tutti.

      Quella scena di Woody solo contro tanti, è anche meglio dell’equivalente di “The Horde”, uscito anche lui nel 2009 e secondo me, fin troppo celebrato. Cheers!

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  3. gran filmone, uno dei pochi instant classic della nostra epoca!

    Ed incredibile quante facce viste altrove ci siano: da AMber Heard che ogni volta mi scordo che è lei ad Abigail Breslin che fece bis qualche anno dopo con l'altrettanto meraviglioso (ma per motivi diversi) "Contagious".

    E concordo anche sul fatto che la Stone qui è al top della gnoccaggine <3

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    1. Davvero, è diventato un film di culto subito, il tempismo è stata la sua arma definitiva ;-)
      “Contagious” aveva dei numeri, dopodiché la Breslin ha dichiarato conclusa la sua infanzia ed è cresciuta tutta d’un colpo, quando l’ho rivista in “Scream Queens” mi è venuto un mezzo colpo, non pensavo fosse lei.

      Devo dire che qui e in quella roba tipo “La lettera scarlatta in versione commedia adolescenziale” era ancora carina, ma questo è il massimo che otterrete da me sulla fin troppo considerata Emma Stone. Cheers!

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  4. Grande Cass, un film che mi è piaciuto assai, sia per l'alchimia tra gli attori che per le trovate davvero divertenti. Curiosamente Eisenberg l'avevo conosciuto in un altro film con Land nel titolo, Adventureland, con la carinissima Kristen Stewart e lì mi era piaciuto tanto, non fosse altro perché si "inchiumava" la protagonista alla fine, sogno di ogni sfigato nerd come il sottoscritto. Poi si è perso come sostieni giustamente nel riproporre il solito personaggio, a volte poi con risvolti grotteschi come American Ultra. dove è davvero improponibile come macchina da guerra. In ogni caso Harrelson è davvero quello che dà linfa e tono a questa pellicola. Senza di lui non farebbe lo stesso effetto. Bill Murray, inutile dirlo, è un grande e anche quando fa una particina dà lustro come nessun altro, è davvero uno dei pochi attori che fanno la differenza ai tempi nostri. La Stone era davvero carina, anche se non sapesse recitare non me ne sarei accorto! Aspetto comunque con una certa trepidazione il secondo capitolo. Dalle recensioni amerigane non sembra male, anche se, ovviamente perde dell'originalità del capostipite. Ciao e attento alla neve!!

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    1. Devo averlo visto e rimosso, con la Stewart e Eisenberg ricordo quella roba scritta da Max Landis, “American Ultra” bravo, sto iniziando a rimuoverlo per fortuna, se vuoi la mia, la Stone non la trovo niente di speciale, ma sarà che il suo fascino mi lascia indifferente, quindi forse lo vedo solo io. Per me quella donna sa fare solo una parte, guarda caso quando ha coperto proprio il ruolo che personalmente ritengo giusto per lei, nei film funzionava, ma è successo forse due volte, una era “Zombieland”.

      Woody è il cuore di tutto, senza di lui non sarebbe venuto giù nemmeno il suo amico Bill Murray, è una prova perfetta perché il texano ha la faccia giusta, l’accento giusto e il fisico perfetto per Tallahassee, e poi fa quello che tutti vorremmo fare durante un’apocalisse zombie: il c@°&o che gli pare! Che poi è quello che ha fatto in questo film ;-) Cheers

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  5. A costo di rendermi impopolare... Mai capito l'alone di cult intorno a questo film. Carino, sì, ma morta (lol) lì.
    Harrelson sempre il top 🍺

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    1. Questo film ha avuto un gran c… tempismo ;-) Scherzi a parte, riguardandolo nel tempo si vede che è un soggetto nato per essere una serie tv, in cui si passa al prossimo episodio, non si riguarda sempre lo stesso. A tenere sono molte gag, il cast in pallo, e Woody che si carica tutto il film sulle spalle. Funziona, è divertente, ogni tanto lo rivedo, non lo considero un capolavoro, a volte può bastare. Cheers!

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  6. Il secondo certamente non serviva, e vedremo come andrà, tuttavia non rovinerà di certo questo, che è e resterà un piccolo cult, da rivedere quanto prima ;)

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    1. No quello mai figurati, sono curioso di vedere cosa si inventeranno. Cheers!

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  7. Mi sono fermato all'introduzione perché vorrei rivedermi il film: sai che non lo ricordo minimamente? Credo di averlo visto, ma non mi spiego come non abbia neanche un fotogramma in mente. Pensavo di rivedermelo in occasione del seguito così poi ripasso a commentare ;-)

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    1. Penso di sapere il perché, la tua antipatia per Heisenberg mette il tuo cervello in modalità di auto difesa ;-) Scherzi a parte, il secondo sta per uscire un ripasso ci sta. Cheers!

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  8. Bellissimo, lo adoro proprio e l'idea di vederne un seguito in questi giorni mi alletta tantissimo. Speriamo che non ne sia una copia sbiadita...

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    1. Lo spero anche io, per fortuna l'attesa sarà brevissima ;-) Cheers

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  9. Ma perché gli zombi che corrono sono un problema ?Intanto, non sono morti, visto che per diventare zombi, devi essere morso da uno di loro mentre sei vivo ( peraltro in Zombiland, al contrario dei film romeriani, se muori da "sano", non ritorni in vita come zombi, vedi Murray).
    E poi diciamocelo, usta cosa del "morto vivente" è già una scemenza di suo : intanto, o sei vivo, o sei morto ;il corpo è una macchina biologica, se non hai un cuore che pulsa e pompa sangue, non puoi muoverti( quindi come diavolo fanno i cadaveri vecchi di anni , senza sangue e col liquido di imbalsamazione nelle vene, è un mistero).
    Non si capisce pure come facciano a vedere ( dovrebbero avere i nervi ottici marci, e qindi ciechi come quelli nel manga di High School of the dead ), o perché per uccierli definitivamente, bsoga sparargli al cervello ( che in caso d morti da anni, dovrebbero averlo completamente inutilizzabile : pensate ai danni che un cervello può ricavare in sala operatoria se rimane un paio di minuti senza ossigeno).
    Insomma, se tanta gente del cinema li ha spesso fatti passare per i più sensati infetti , un motivo c'è .

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    1. Infatti trovo l'idea degli infetti che corrono molto più logica rispetto a dei morti che corrono, posso accettare un morto che si trascina, ma che corra come il figlio del vento essù ;-) Solo che "28 giorni dopo" era andato fortissimo, e Snyder non poteva restare indietro, quindi ha "inventato" gli zombie che corrono. A me piace la teoria di "Z Nation", morti "freschi" possono ancora muoversi in fretta correndo, più passa il tempo più rallentano, diventando classici zombie alla Romero ;-) Cheers!

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    2. Ma la logica non riguarda solo al fatto di infetti/corrono , ma anche a tutto il resto : come spiegato, un morto vecchio di anni, non può tornare a muoversi a causa di qualche elemento scientifico , perché ormai non c'è più niente che lo possa far muovere ( sarebbe come un auto che si muove senza motore).
      Allora ha più senso un virus che trasformi la gente in bestie assassine resistenti al dolore e con capacità fisiche amplificate ( ma anche lì, come dicevano nel film di Boyle, gli infettati se non mangiano e bevono, prima poi dovranno crollare a terra morti, quindi basta barricarsi da qualche parte e aspettare che si calmino le acque ).
      Poi gli zombi corridori li avevamo inventati noi itaiani in After Death di Fragasso: come al solito, noi inventiamo, che a fare i soldi e a diventare famosi ci pensno gli altri.

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    3. Perché le novità sono sempre qualcosa di riciclato, per quello ho parlato di invenzione (tra virgolette) di Snyder, secondo te Snyder può inventare qualcosa? ;-) Poi capiamoci, parliamo di immaginario, ogni storia deve avere la sue regole interne ed essere fedele a quella. Se parliamo di credibilità, trovo più credibili gli zombie classici, anche perché (sempre all'interno di una storia) non devono dare spiegazioni scientifiche, per Romero erano la fine del mondo personificata, dovevano negare le regole base, a partire da quello che é morto, resta morto ;-) Cheers

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  10. Tanto si sa ce parliamo di cose che non esistono e non esisteranno mai (speriamo!), ma il fatto è che gli zombie di Romero risorgevano per poi rimorire ( e per sempre) se gli sparavi in testa ; e io già da ragazzo trovavo la cosa ridicola , perché il cervello sarà già marcito di suo ( e quindi non credo che una pallottola possa fare chissà che danni in più ) e poi quanti zombi ci sono che vanno in giro con la testa già fracassata ?
    Infatti mi pareva che quelli della serie Return of Living Dead non morivano se gli sparavi in testa, dovevi bruciarne i corpo o farlo a pezzi , o no ? Non ricordo bene.....
    Questo per dire che lamentarsi degli zombi che corrono, come fa molta gente , anche competente ( tipo il Federico Frusciante)è un pò come vedere gli alberi ma non la foresta.
    Io aspetto di vedere gli zombi intelligenti al cinema ( che per me, se fatto come si deve , renderebbe le cose interessanti e ancora più satiriche sulla società : ved Marvel Zombi dove gli zombi erano intelligenti e pure con superpoteri )

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    1. Si esatto in “Return” era così, perché O’Bannon faceva riflessioni (da buon nerd) partendo dal lavoro di Romero, giusto per chiudere il cerchio, Romero stava portando i suoi mostri operai in quella direzione, zombie intelligenti in linea con la sua poetica, ma anche io vorrei vedere una cosa tipo i Marvel Zombie, serie nata quasi per scherzo, diventati una forza inarrestabile.

      Il problema forse è il confronto, provo a spiegarmi meglio, ogni storia deve avere le sue regole, la teoria dell’acquario, inventi le tue regole e le fai rispettare. Quindi gli zombie possono risorgere anche se erano mucchi di ossa secche, quelli di “Return” vanno fatti a pezzi e via discorrendo.

      Ad esempio quelli di “Zombieland” corrono ma sono morti a tutti gli effetti (non infetti, anche se forse sarebbe più logico) in compenso nel secondo capitolo hanno già aggiunto delle varianti. Mi viene sempre in mente il discorso di Max Landis, con il suo papà che gli spiegava «Come si uccide un vampiro?», «Solito papà, luce solare, paletto nel cuore, acqua san…», «Sbagliato, se la storia la stai scrivendo tu un vampiro lo puoi ammazzare come c&%$o ti pare». Per altro in quel video John Landis era impersonato da Simon Pegg con occhiali tondi e barba posticcia (storia vera). Cheers!

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  11. In Zombiland sono più infetti che cadaveri: se ti ricordi, il protagonista fa entrare in casa una ragazza che è stata morsa, e che poi diventa "zombi" dopo qualche ora.
    Dato che in tutti i film di zombi , chi viene morso da vivo si trasforma in mostro ( film di Romero compresi), alla fine la dicitura "morto vivente" lascia il tempo che trova e si scoprono essere più infetti impazziti che altro( e quindi ha un senso che sparandogli in testa muoiano definitivamente ).
    Cmq ritengo il genere zombi uno dei filoni più sfruttati commercialmente e meno narrativamente, visto che usa sempre lo stesso canovaccio lanciato da Romero senza variare di quasi nulla la minestra ( chi voleva cambiarla era proprio Romero, come hai detto).
    E dire che ce ne sarebbero di idee per rinnovare il filone !

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    1. La ragazza del 406 potrebbe anche essere morta nel sonno per la ferita, ma alla luce anche del secondo capitolo (che è ancora più confuso sulle trasformazioni) penso anche io che fossero più persone infette, solo che “Benvenuti a personeinfetteland” non suona figo uguale ;-)

      Bravissimo proprio così! Romero ha preso l’iconografia del morto vivente di Haiti, per renderla contemporanea e metaforica, da allora nessuno ha più osato nulla, “Shaun” ha fatto della metafora ma rispettando il canone Romeriano. Ma se ci pensi è così anche per i film sugli esorcismi, tutti congelati ad una certa pellicola di Bill Friedkin, solo che è una tipologia meno popolare degli zombie, che invece hanno invaso il mercato. Cheers!

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  12. E poi ci sono io che non lo reggo proprio...

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    1. Più che legittimo, al netto del cast (Woody e Bill esclusi) non so come faccia a piacere anche a me ;-) Una commedia Indie con delle cose prese dagli horror, capisco benissimo perché non piaccia, niente di strano credimi. Cheers!

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