domenica 6 ottobre 2019

TOHorror 2019 - Cortometraggi in concorso: Cosa fare a Torino (quando sei corto)

Non chiedetemi perché, non domandatemi come sia potuto accadere, ma il vostro amichevole Cassidy di quartiere fa parte della giuria del TOHorror film fest edizione 2019. Non so chi sia il mandante (ma ho dei sospetti), ma sappiate che per questo qualcuno verrà trovato e abbracciato dal sottoscritto.

Chiedere ad un appassionato di Horror, con la predilezione per il formato antologico, di valutare i 24 cortometraggi in gara è grossomodo come far arrivare Natale (o Halloween) in anticipo per quello che mi riguarda. Mi era già capitato di fare il giurato in un festival, ma questa volta gioco in casa in un genere che amo visceralmente (direi che è l’aggettivo giusto), quindi sul serio: questo è un gran regalo!

La categoria che (indegnamente) mi ritrovo a giudicare è quella dei cortometraggi, ma siccome non riesco a giudicare nemmeno se le mie scarpe (nere) siano in coordinato con la maglia (nera) senza una tastiera sotto le dita, qui sotto troverete una descrizione dei 24 regali che ho ricevuto, elencati in rigoroso ordine di come li ho visti, non è una classifica. Pronti? Partiamo!

LA CHRYSALIDE
(Francia, 18 minuti, regia di Lily Landecy)
Due sorelle nella stessa squadra di pattinaggio, Esther carina e popolare, Lucille sgraziata e molto poco ben vista dalle compagne. La storia è tristemente nota: se sei quello strambo del gruppo rischi di passartela male, ma la pazienza ha un limite e i pattini da ghiaccio sono piuttosto affilati. Lily Landecy tira su un “Eva contro Eva” (1950) all’epoca del bullismo, in grado di farti affezionare alle giovani protagoniste fin da subito. Menzione speciale per la comparsa della Renault 5 con cui mamma accompagna le ragazze agli allenamenti, non ne vedevo una dal 1997.

"Il cigno nero, tzè! Dilettanti"
THE ESSENCE OF EVERYTHING
(Italia, 20 minuti, regia di Daniele Barbiero)
Lui al lavoro assiste alla morte di un vecchio padre di famiglia. Lei al parto di una mamma. Lui ama il vino rosso e il cibo piccante. Lei quello bianco e i piatti più delicati. Si chiamano Lucius e Gea, ma si sono conosciuti grazie ad un’app per incontri. Lo dico sempre che le foto profilo ingannano. Daniele Barbiero dirige con cura un "Metti, una sera a cena" (1969) come lo avrebbe potuto immaginare Neil Gaiman, perché alla fine horror e amore sono tutti una questione di vita o di morte.

HAIR WOLF
(USA, 12 minuti, regia di Mariama Diallo)
Ci sono pochi luoghi che rendono onore alla cultura “Black” più della bottega del barbiere e pochi posti sul pianeta sono più neri di Brooklyn, dove la gentrificazione è un problema, ma il furto di identità culturale ancora di più. Mariama Diallo declina tutto al femminile, un negozio di parrucchiere preso d’assalto dai mostri: donne bianche pronte a mettere le loro unghie sulla cultura afroamericana. A metà tra Jordan Peele e John Landis - la citazione finale, ad un certo video piuttosto famoso da lui diretto è una chicca - Mariama Diallo non le manda a dire, non senza una spruzzata di satira.

Io lo dico sempre che i bianchi, i capelli come i neri, se li devono scordare!
RE: POSSESSED HOMES
(Canada, 15 minuti, regia di Matthew Evans Landry)
La categoria di mostri horror che ritengo più spaventosa di tutti: gli agenti immobiliari!

Quanti horror avete visto nella vostra vita che iniziano con una famiglia che trasloca in una casa infestata? Circa un miliardo, vero? Ecco, questo è quello che succede prima, perché una mamma single canadese ha scoperto che con un po’ di olio di gomito per togliere le macchie di sangue, il futuro è investire in case stregate!

PLEASE SPEAK CONTINUOUSLY AND DESCRIBE YOUR EXPERIENCES AS THEY COME TO YOU
(Canada, 9 minuti, regia di Brandon Cronenberg)

Brandon ha un papà a cui io voglio molto bene, ma proprio tanto. Dal suo paparino ha ereditato un certo occhio (da patologo) per la regia, ma purtroppo non la sua capacità di andare dritto al sodo con le metafore, si era notato nel suo film d’esordio, il comunque valido “Antiviral” (2012), ma anche da questo suo cortometraggio che di corto ha tutto, tranne il titolo.

Psichedelia, tutte le teste ti porti via, tutti i neuroni ti porti via (Cit.)
Emily è una paziente psichiatrica sottoposta alle cure sperimentali del Dr. Fino (la mela Brandon non è caduta tanto lontana dall'albero David), un viaggio dei tre livelli del suo inconscio che il regista sottolinea con tre diverse soluzioni di fotografia. Una specie di “Allucinazione perversa” (1990) in piccolo diretta con il piglio giusto. Salutami papà quando lo vedi.

ON THE OTHER SIDE
(Francia, 11 minuti, regia di Zulma Rouge)
Inizia come uno 007 minore e poi continua come un episodio di Black Mirror, la storia di Eugène e del suo programma di realtà virtuale senza cui non riesce più a vivere, sogni (virtuali) mostruosamente proibiti.

CHOWBOYS
(Canada, 8 minuti, regia Astron-6)
Gli Astron-6, quelli di “Manborg” (2012) da cui provengono Jerry e Steve, hanno tutta la mia stima, portano ufficialmente la “stupidera” (e probabilmente l’erba) a questo TOHorror, sembrano fuori posto quasi quanto me, gli stramboidi sono al comando!

Cowboy from hell, come cantavano i Pantera.
Una storia di folclore americano, con tre cowboy non molto svegli, costretti a passare al freddo e al gelo la notte del 24 dicembre del 1886. Tra musicisti improvvisati non molto bravi (ma molto buoni) e una visita inattesa che sembra uscita direttamente da un episodio di “South Park”. Quando distribuivano la serietà gli Astron-6 erano andati a comprare il fumo.

SARAH
(USA, 7 minuti, regia di Grayson Chaney)
Avete presente (vecchi porcelloni che non siete altro!) quando scartate le ragazze su Tinder con un colpo di pollice sul vostro Smart Telefono? Qualcuna come Sarah potrebbe non apprezzare un no come risposta. Sette minuti senza dialoghi, se vi piacciono le app d’incontri e i “Salti paura” (anche noti come Jump Scare) questo corto potrebbe essere quello giusto per voi.

Una ragazza che non ama essere scartata.
DIVERSION
(Francia, 22 minuti, regia di Mathieu Mégemont)
Non ho idea di come si dica un tranquillo weekend di paura in francese, dubito si dica “Diversion”, anche se potrebbe essere, visto quello che accade al non proprio simpaticissimo protagonista. Che prima investe un cane lungo la statale e poi si ritrova incastrato tra bizzarri metallari, cacciatori dai traffici loschi e una storia da incubo che sembra non avere mai fine. Pensare che volevo fare una scappata in Francia per il fine settimana. Magari vado al cinema.

EL CUENTO
(Spagna, 9 minuti, regia di Lucas Paulino e A´ngel Torres)
Due bambini convinti che la loro vicina di casa sia una strega, forse per il fatto che questa passa il giorno a fissarli dalla finestra? Ma sapete come sono le streghe, no? Non amano essere accusate e sanno vendicarsi in modi diabolici.

Alla faccia della buona notte e dei sogni d'oro.
Dalla Spagna un corto che ci riporta alla prima forma di orrore: le favole in grado di inchiodare i bambini nel proprio letto, afflitti da una discreta fifa, terrorizzati anche solo nel voltarsi a guardare quello che potrebbe esserci nella stanza. E quelli del Telefono Azzurro… MUTI!

CEMETERY TALES: A TALE OF TWO SISTERS
(USA, 20 minuti, regia di Chris Roe)
Il bianco e nero ci riporta nella Hollywood del 1949, dove una stella del cinema, parecchio in là lungo il viale del tramonto, ancora piange la perdita della sorella gemella. Uso di nomi illustri nel cast (Roslyn Gentle, Traci Lords e Bruce Davison) e una dedica finale a George A. Romero (eh? Oookay) per un giallo da camera. Si può dire giallo anche se il corto è in bianco e nero? Sì, vero?

Ci piacciono le lapidi qui alla Bara Volante.
AMARGO ERA EL POSTRE
(Spagna, 19 minuti, regia di Diego H. Katarniuk Di Costanzo)
In Francese una pippa, ma Spagnolo un pochino, il dessert amaro del titolo è quello servito dal nobile Marc Eilts ai suoi invitati, il meglio della nobiltà locale in costume ottocentesco. Con un occhio rivolto a “L'angelo sterminatore” (1962) la satira viene servita insieme al dolce, molto contemporaneo come tema malgrado i costumi retrò, la cattiveria umana non passa mai di moda.

CHICKENS
(USA, 12 minuti, regia di Bryian Keith Montgomery Jr.)
Due sbirri bianchi e razzisti in una tavola calda, sembra l’inizio di una barzelletta, ma a ridere non saranno loro due, perché il loro tentativo di insabbiare un omicidio di un nero disarmato, facendo ricadere la colpa su un altro nero disarmato, potrebbe avere delle lacune e una soluzione inattesa. Piccole citazioni a “Pulp Fiction” (il quadrato “mimato” con le dita) per un assedio alla rovescia che Samuel L. Jackson potrebbe riassumerebbe così: Black lives matter… MOTHERFUCKER!

YOUR LAST DAY ON EARTH
(SPAGNA, 12 minuti, regia di Marc Martinez Jordan)
I viaggi nel tempo sono possibili, rispettando alcune precise regole (tra le quali indossare una maschera da volpe, non fate domande è così) un uomo può passare qualche minuto con la sua defunta moglie nel passato, anche se il suo piano è più complesso di così. Siete liberi di immaginarvi un corto che sembra il risultato di una notte d’amore tra “Timecrimes” (2007) di Nacho Vigalondo e “Fantastic Mr. Fox” (2009) di Wes Anderson.

"Because I'm a wild animal" (Cit.)
ATOMIC ED
(Francia, 18 minuti, regia di Nicolas Hugon)
Ed vorrebbe tanto che Julia s'innamorasse di lui, ma ha problemi più urgenti, tipo un orrido assassino pronto a massacrare tutti che in qualche modo va fermato. Soggettive come per il lupo mannaro di Landis, un’atmosfera retrò anni ’80, una specie di Turbo Kid in misura minore ma con il gusto per lo splatter.

FADE OUT
(Italia, 10 minuti, regia di Lucio Laugelli)
Il rientro a casa di Marta risulta più tormentato del solito, telefono scarico e l’amica Giada che non si trova più, tra vicini di casa non proprio amichevoli. Il regista Lucio Laugelli ci chiede di guardare la mano destra, mentre ci prende a ceffoni con la sinistra.

O.I.
(Canada, 19 minuti, regia di N’cee van Heerden)
Al bar s'incontra un sacco di gente, anche tipi strani e depressi con idee originali in grado di cambiarti la vita, oppure di farti esplodere la testa. Quasi una variante horror della barzelletta più divertente del mondo dei Monty Python, infatti, come tante barzellette, comincia con un uomo che entra in un bar.

“Ho avuto un’idea…”, “Non la voglio sapere!!”
WILD WILL
(Australia, 13 minuti, regia di Alan King)
Come William Page, accalappiacani arrestato per vagabondaggio, riuscirà a trasformarsi in “Wild Will” durante il suo interrogatorio. Bianco e nero implacabile, ossessione per i dettagli, l’ultima inquadratura di “Psycho” (1960) estesa a formato cortometraggio.

A HELL TO PAY
(Italia, 10 minuti, regia di Jacopo Ramella Pajrin)
Dev'essere un incubo fare il fattorino, devi correre per non far raffreddare la pizza, non sai mai chi ti aprirà la porta e nemmeno se troverai il numero civico giusto. Ma la pizza piace a tutti, anche al diavolo che, però, non accetta Satispay come pagamento. Umorismo (nerissimo) per un corto che fila via come un fattorino sul motorino.

“Tutto questo per una paga da schifo”
SHHHH
(Israele, 13 minuti, regia di Jonathan Mordechay)
«La bambina si è appena addormentata».
Una frase tenera che solo chi ha avuto figli può capire quanto stress si possa portare dietro.
Se poi mamma e papà non vanno proprio d’accordissimo, ma comunque sanno che il silenzio è d’oro, la storia viene fuori da sola, vale tutto, proprio tutto, però mi raccomando… Shhhhh!

IN FULL BLOOM
(USA, 11 minuti, regia di Maegan Houang)
Un’anziana accumulatrice seriale deve affrontare dei vermi che sembrano usciti da Body Bags, intenzionati a portarle via i suoi averi laggiù in quel grosso buco nero. La metafora diventa subito abbastanza chiara e proprio per questo ancora più efficace.

THE CHANGELING
(Canada, 4 minuti, regia di David Hamelin e Neil Macdonald)
Rientrando a casa una madre trova la babysitter morta e il bimbo scomparso, per riaverlo dovrà affrontare un’oscura presenza. Omaggi ai classici fin dal titolo, per un corto che parte, continua e termina gettandoti subito nel vivo della storia, dritto sparato dove fa più paura.

“Spero sia l’ombra di un arbitro di calcio quella che vedo”
DEAD ANIMALS
(Svizzera, 10 minuti, regia di David Oesch e Remo Rickenbacher)
Il padrone di un gatto morto da poco, incontra una tassidermista. La morte può essere un nuovo inizio? Sì, così dicono, ma tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare, oppure come in questo caso un lago Svizzero. Agrodolce è la parola che state cercando per questo cortometraggio.

MERGA BIEN
(Italia, 4 minuti, regia di Alex Memento e Tuby Divorami)
Una villa abbandonata, la storia di una donna messa al rogo, body painting e stregoneria, visioni oniriche e danza, un po’ tipo Suspiria di Guadagnino, ma con più donne nude.

"È qui che ci sono le donne nude?" (Cit.)
Devo dire che la qualità generale di tutti questi cortometraggi è notevole, se siete a Torino dal 22 al 26 ottobre, sappiate che verranno proiettati nell’arco di tre giorni durante il TOHorror e devo dire che valgono la visione. Per maggiori dettagli tenete d’occhio il programma del festival se, invece, doveste individuare i responsabili della mia nomina a giudice, teneteli fermi che arrivo di corsa ad abbracciarli, sarebbe un'idea per un corto Horror: “L’abbracciatore”…Brrrr!

16 commenti:

  1. Sarebbe interessante, ma purtroppo non sarò da quelle parti. Attendo, a questo punto, di conoscere l'esito delle votazioni. In ogni caso adesso sappiamo anche che Lucius ama il vino rosso e il cibo piccante.
    Ma quella nella foto di "Cemetery Tales" è Traci Lords? Un poco le somiglia, ma mi sembra troppo giovane...

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    1. Esatto abbiamo scoperto anche i suoi gusti ;-) Si é proprio lei, che per altro si carica sulle spalle tutto il corto, un carriera ha fatto letteralmente di tutto, compresi alcuni film di culto, mai mi sarei aspettato di trovarla qui. Cheers!

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    2. Traci è un tesoro dell'umanità e come tale va preservata nelle memorie singole e collettive. Non è un caso che la Golden Age of Porn abbia avuto fine, dopo diciassette anni, il giorno in cui lei è diventata maggiorenne.

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    3. Trovo anche clamoroso che sia riuscita ad avere una lunga carriera dopo, restando etichettata ma senza restare etichettata, scusa il bisticcio di parole ;-) Cheers

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    4. No, no, è chiarissimo quel che vuoi dire. Ah, e dimenticavo, preso dalla foga cinefila, la cosa più importante: Congratulazioni!!!

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    5. Grazie mille capo figurati, sono pro-foga cinefila ;-) Cheers

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  2. Congratulazioni Cass, ti conosco da poco ma posso affermare senza riserve che sei sicuramente la persona giusta e hai tutti i requisiti per far parte della giuria di un festival horror. Poi apprezzo molto la tua umiltà ed educazione, caratteristiche che sicuramente ti aiuteranno a decidere con obiettività e coerenza. Insomma, bravo!
    Per il resto la cronica mancanza di tempo mi impedisce di partecipare al festival, nonostante la vicinanza, ma sicuramente tengo presenti i corti da te visionati!

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    1. Grazie mille per le belle parole capo, mi sto divertendo molto ed è un'esperienza incredibile per un appassionato di horror come me, anzi ci fosse un'altra ventina di corti sarei solo contento ;-) Cheers!

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  3. Beh...congratulazioni, Cass.
    Te lo meriti, davvero.
    Ho scoperto il tuo blog da poco, ma mi sto divertendo come un matto a leggere i tuoi commenti ai miei film preferiti.
    Avrai parecchio da divertirti, ho idea.
    Buona Domenica!!

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    1. Ti ringrazio moltissimo, penso anche io che sarà molto divertente, non vedo l'ora di proseguire, grazie e buona Domenica anche a te ;-) Cheers!

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  4. Innanzitutto complimenti! :)
    Mi farebbe piacere potesse vincere un italiano (ma l'unico forse è il fattorino), interessante la strega spagnola^^

    Moz-

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    1. Grazie capo! Per ora devo sentire il parere degli altri giurati, ovviamente ho i miei preferiti, ma devo dire che alla fine tutti i corti sono validi, la qualità è alta ;-) Cheers

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  5. Giudice. Giuria. Boia. E bara. Complimenti, hai fatto l'en plein :-)

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    1. Ho già comprato un cappello e un cappotto alla Lee Van Cleef ;-) Cheers

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  6. Questi corti sono tutti in buone mani: saranno valutati con grande competenza... "garantito al limone" :-)

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    1. Ti ringrazio di cuore, darò il massimo, grazie mille, Bro-fist! Cheers

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