mercoledì 16 ottobre 2019

Joker (2019): ah ah Ah Ah AH AHAHAHAH

La principale caratteristica del principe pagliaccio del crimine è quella di usare le sue azioni per creare reazioni nel suo pubblico, verrebbe quasi da dire che è in grado di veicolare esperienze emotive e psicologiche ad altri esseri umani (occhiolino-occhiolino). Ogni sua sortita fuori dalle pagine dei fumetti (da cui fugge più spesso che dall’Arkham Asylum) non passano inosservate e rendono tutti un po’ più pazzi e agitati, è successo nel 2008, sta accadendo ancora.

Basta aggiungere il “fattore J” e sembra che tutto cambi, sembra che solo ora il mondo si sia davvero accorto del talento di Joaquin Phoenix, in You Were Never Really Here ha messo su chili per una complicata parte da sociopatico, ma niente trucco e capelli verdi, quindi il film, per quanto molto impegnato, lo abbiamo visto in pochi.

“Ciaaaaao, hai voglia di guardare The Master con me?”, “Ehm no guarda, vado un po’ di fretta oggi” (Grazie Sergio)
Ricordate quando Gioacchino Fenice nel 2009, bolso e barbuto annunciava al mondo al David Letterman Show la sua nuova (improvabile) carriera di cantate Rap? Hanno riso tutti. Hanno riso un po’ meno guardando il documentario “I'm Still Here” (2010) diretto da Casey Affleck, la cronaca della devastazione fisica e artistica di Gioacchino, nessuno ha mosso un dito, tanti hanno pensato: "Eccone un altro a cui la fama ha fatto male". Uno scherzo crudele, visto che nel fondo della testa di qualcuno, il pensiero andava al fratello di Joaquin, River e alla sua triste fine. Uno scherzo talmente riuscito che nessuno lo ha capito per davvero, Casey Affleck ha dovuto dichiarare che il suo film era una mockumentary, per un anno intero Joaquin Phoenix ha interpretato la parte di Joaquin Phoenix, attore bollito e partito di cervello (storia vera). Gioacchino era già il Joker prima di indossare il trucco, uno dei cinque migliori talenti al mondo in questo momento, era necessario solo capire se sarebbero stati in grado di costruirgli attorno un film.

A questo ci ha pensato Todd Phillips, ve lo ricordate quando tutti ridevano ad ogni nuova foto di Phoenix truccato pubblicata su Twitter? No? Perché tanto ormai è intervenuto il “fattore J”, quindi è tutto dimenticato, anche il fatto che Todd Phillips sia lo stesso dei tre “Una notte da leoni” e di un altro film che abbiamo visto in dodici, Trafficanti, dove metteva in chiaro che da grande avrebbe voluto tanto tanto essere Martin Scorsese, anche se era parecchio in ritardo sulla tabella di marcia.

“La prossima scena, la facciamo come farebbe Scorsese ok?”, “Perché, quella prima come l’abbiamo fatta?”
Phillips ha fatto leggere la sua sceneggiatura a zio Martino che, malgrado quanto tanti stanno scrivendo in rete non è produttore del film, ma ha anche dichiarato che il suo personaggio poteva essere un tizio qualunque, l’idea di chiamarlo Joker fa parte della nuova strategia della Warner. Un piano di conquista mondiale che ha pagato i suoi dividendi, perché il principe pagliaccio del crimine tira sempre, forse anche più della sua nemesi con le orecchie a punta e il mantellino.

Dopo il premio a Venezia e una quasi totale unanimità di cori positivi nei confronti del film, il “fattore J” è intervenuto davvero, aizzato anche dalle affermazioni di zio Martino, un po’ frettolose nella scelta di parole (a mio modesto parere), ma condivisibili, a patto di conoscere come intenda il cinema un cultore della settima arte come lui che, per altro nel 1999 aveva detto qualcosa di molto simile riguardo a “The Blair Witch Project” (storia vera), ma anche questo ora nessuno pare ricordarlo più visto che siamo nel mezzo della tempesta Joker.

Con reazioni degne del peggior tifo calcistico la discussione è impazzita, i “parchi a tema” della Marvel vengono additati come IL MALE perché lo ha detto Scorsese (ma anche Jennifer Aniston, che facciamo, rivalutiamo “Due cuori e una provetta”?), in compenso, dall’altra tanti lettori di fumetti che erano rimasti intrappolati nelle fogne come i poliziotti di Gotham, sono tornati a rialzare la testa sventolando il film di Todd Phillips come la giustifica del medico per saltare l’ora di ginnastica. Avete detto che sono uno sfigato quattrocchi perché leggevo fumetti! Invece non era vero avete visto? Cattivi!

“Basta parlare di film di zio Martino e di fumetti come se li conoscete davvero! Basta! Baaaastaaaaa!”
Insomma: la follia più pura. Un tipo di follia che mi trova già pronto, visto che ancora oggi due cose mi disegnano un sorriso da tempia a tempia sul volto: leggere fumetti e guardare film di Martin Scorsese. Quindi, mi fa sorridere che i difensori del cinema veVo quello d’autoVe ora siano tutti in sollucchero per una cosa che si chiama JOKER, mentre i lettori timidi ora credono che per quindici minuti verranno presi sul serio.

Un pagliaccio pestato in un vicolo: la fine che qualcuno sogna per me (Ah-Ah! Rido di voi!)
 “Joker” è un film costruito a tavolino per piacere a tutti, non serve un occhio particolarmente attento per capire che si tratta di un’operazione quasi paragonabile ai famigerati “parchi a tema”, dentro ci trovate tantissimo cinema di Scorsese a partire da “Re per una notte” (1983) e un po’ di “Taxi Driver” (1976) (qui entrambi rappresentati da un Robert De Niro che compie l’ideale passaggio del testimone da Jerry Lewis a Gioacchino), ma a ben guardare ci ho trovato dentro anche un po’ di “Bringing Out the Dead” (1999) il film di Scorsese che nessuno cita mai. Aggiungerei anche "Quinto potere" (1976), anche se lo ha diretto Sidney Lumet.

Però ci trovate dentro la più classica delle “storie di origini” di non uno, ma di due personaggi fumettistici, uno è quello che dà il titolo al film, l’altro potete facilmente immaginarlo. “Joker” prende la struttura tipica di un cinecomics e la sporca, mescolandola con il cinema della New Hollywood, in cui la Gotham City di fine anni ’70 primi anni ’80, è sporca, lurida, decadente e divisa in classi sociali distinte e separate, proprio come la New York che Travis Bickle sperava di veder spazzata via dalla pioggia.

"Grazie al cielo è venuta la pioggia, è servita a ripulire un po' le strade dall'immondizia che si era ammonticchiata" (Cit.)
Forse a molti cultori del VeVo Cinema d’autoVe, non farà piacere leggerlo, ma “Joker” pesca dai fumetti, dalla struttura dei cinecomics e dall’iconografia della nemesi di Batman, solo che al logo della Distinta Concorrezza all’inizio del film, preferisce quello vintage della Warner. Il cinecomics per chi odia i cinecomics, posso dirvi la mia? Era anche ora e chi legge fumetti (senza vergognarsi) dovrebbe sapere benissimo che questa operazione tra le pagine è la normalità.

I fumetti di supereroi sono fatti di storie di origini, di infinite nuove avventure per i nostri eroi e anche di Maxi-Saghe che li fanno incontrare e scontrare, un canone piuttosto rigido fatto di serialità che molti lettori non amano vedere turbata. Ma ogni lettore di fumetti con la testa sulle spalle vi dirà che quando qualcuno arriva a dare una scossa a quella struttura, chiamiamola da “parco a tema” è allora che arrivano le storie per cui vale davvero la pena leggere i fumetti.

Warren Ellis che ci regala uno stratificato discorso sulla follia usando un vigilante meno noto di casa Marvel, Tom King che mette su una storia di ricerca di umana normalità (qualunque essa sia) usando come protagonista un Androide. Per non parlare della toccante storia degli anni ’90, in cui Peter David spiegava ad una generazione di lettori, che l’AIDS è così potente da poter mettere in crisi anche l’incredibile Hulk.

Sono cresciuto con Walter Hill e sono convinto che ogni film che merita, dovrebbe avere una scena in metropolitana.
Se fosse un fumetto “Joker” sarebbe una graphic novel (altra definizione che fa discutere i lettori di fumetti), magari in bianco e nero con qualche tocco di rosso (o di verde), rigorosamente fuori dalla continuity, destinata al circuito delle librerie e ad un pubblico più adulto, questo spiega i rimandi a The Killing Joke che si trovano nel film, quella sì più che il film di Todd Phillips, una storia quasi definitiva sulle origini di un personaggio che tra le sue caratteristiche chiave ha quelle di non avere un'origine chiara e definita.

Se fosse un fumetto “Joker” sarebbe la normalità (restare su queste Bare, a breve arriverà un ottimo esempio in tal senso), al cinema, invece, per ora era stato anticipato solo da Logan, guarda caso un film reso possibile da un “parco a tema” come il primo Deadpool. Per questo le chiacchiere su quale sia il miglior Joker di tutti i tempi per me stanno a zero, affrontiamo l’argomento? Ma sì, dài!

Il fatto che Joker non abbia delle origini chiare e definite, lo rende un personaggio ancora più affascinante, quest'ansia di dover incasellare tutto la trovo fuori luogo quando si tratta di storie immaginarie. Perché uno non può godersi il gioco di Kobe, LeBron o Steph, senza dover fare per forza paragoni con MJ, Magic e Larry? Allo stesso modo Cesar, Mark, Jack, BIP e Jared (anche lui... Ma meno) erano perfetti all’interno della storia che avevano da raccontare. Poi, come nel basket dove la mia preferenza va ad MJ, ovviamente ho il mio Joker del cuore, ma questo non mi impedisce di apprezzare quello pensato da P&P, Phoenix e Phillips. E no, non sono improvvisamente diventato della DC (la Distinta Concorrenza?), ma è proprio quello che penso. Ed ora, visto che (finalmente!) inizierò a parlare del film, vi avviso… SPOILER! Così stiamo tutti tranquilli.

Non voglio facce tristi dopo, consideratevi avvisati.
Todd Phillips dimostra di aver capito anche meglio di un paio di film di Nolan che Gotham dev'essere resa visivamente in modo riuscito per far funzionare le gesta dei personaggi che la popolano, nella sua versione della città i ricchi sono tutti stronzi senz’appello, mentre i poveri sono gli ultimi degli ultimi, quando non si ammazzano tra di loro in una guerra tra poveri.

“Joker” è un film fortemente paraculo, perché arrivi alla fine (abbastanza gasato) ritrovandoti a pensare che potrebbe essere perfetto per lanciare una nuova serie di film sull’Uomo Pipistrello, ma allo stesso tempo anche un titolo che intercetta molti temi sociali caldi, da queste e dall’altra parte della grande pozzanghera chiamata Atlantico. Impossibile non pensare alla diffusione delle armi, oppure alle disparità sociali, ma questo film è come il suo protagonista che afferma: «Ti sembro il tipo di clown che crea un movimento?».

La divisione manichea, al limite del populismo tra i ricchi – che nel film sono TUTTI stronzi – e i poveri che se va bene sono gli ultimi degli ultimi, quando non si ammazzano tra di loro, è talmente generica da poter risultare applicabile ovunque, anche in uno strambo Paese a forma di scarpa (comici che sfruttano il malcontento per generare un movimento? Un riccone che “scende in campo” malgrado il visibile disprezzo per buona parte della popolazione? Dove ho già visto tutto questo?), con la mossa paracula finale di giocarsi un’ultima scena che sì, urla a pieni polmoni «RE PER UNA NOTTE!», ma sembra anche volersi giocare la carte: "Ehi! Alla fine è il punto di vista del protagonista che, come avete visto, ha un po’ perso il boccino".

“Preferisco essere definito eccentrico”
Le differenza sostanziale tra un Todd Phillips ispirato come quello di questo film, è un Martin Scorsese appena sceso dal letto è che il secondo ha sempre la capacità di andare molto più in profondità scavando nei personaggi. Phillips non ci prova nemmeno, dare un'origine a Joker era una mossa rischiosa e risolvere tutto con una madre che è pazza, non è pazza, sì, forse è pazza e ad una costante ricerca di una figura paterna. Una scelta un po’ troppo canonica per un personaggio così. Anche il tema sugli abusi infantili è appena accennato per essere un film che punta ad essere davvero rivolto ad un pubblico adulto. Potrei anche criticare il fatto che Arthur Fleck possa girare indisturbato, mettere le mani su documenti riservati e di certo non è uno che è diventato pazzo per via di "una sola brutta giornata" (anche se uno dei dialoghi cerca di farcelo credere), nella versione di P&P Arthur Fleck è pazzo fin dal primo minuto, lo sappiamo dal bigliettino che consegna alle persone per giustificare le sue risate isteriche, da come si comporta, eppure è impossibile non prendere le sue parti, perché prima o poi nella vita ci siamo sentiti tutti dei pagliacci fuori posto.
“Gengive tutto bene, nessuna carie. Può tornare l’anno prossimo per il solito controllo”
Phillips omaggia le iconografie da cui pesca a piene mani in maniera diligente, come detto, si trova tanto Martin Scorsese in questo film, ma anche tutto l’immaginario del Joker (con piccoli riferimenti a tutti le sue precedenti incarnazioni) e della sua nemesi, in quella che è una storia di origini travestita da film d’autore il regista non può non avere un cinema che trasmette un film di Zorro (ovviamente in versione comica “Zorro the gay blade” del 1981) e le famigerate perle della signora Wayne. Proprio come aveva fatto il suo attore con “I'm Still Here”, Phillips frega tutti e proponendoci un Joker completamente diverso rispetto a quello del fumetto, ne incarna alla perfezione lo spirito.

Todd Phillips si conferma l’uomo giusto per questa operazione perché proprio come il principe pagliaccio del crimine, è un narratore volutamente inaffidabile, che sparge temi e situazioni per provocare reazioni nel suo pubblico e siccome il Joker cartaceo non ha un nome e un'origine, lui ne fornisce una che potrebbe essere immaginaria, il parto di una mente disturbata, in un continuo gioco di specchi curatissimo fino al dettaglio.

Il locale dove si esibisce Arthur Fleck, si chiama “Pogo’s” come il nome d’arte del famigerato clown serial killer John Wayne Gacy e i parallelismi che strizzano l’occhio al cinema della New Hollywood abbondando. Fleck depresso e triste contro il vetro dell’autobus ad inizio film e gioioso nell’auto della polizia alla fine, così come le scale da fare in salita un gradino alla volta, con le spalle curve come sotto il peso del mondo ad inizio film e da scendere ballando, nel momento in cui il personaggio si realizza diventando il vero se stesso, per altro sulle note di un culto di casa Cassidy, “Rock & Roll Part II” della Gary Glitter Band, un pezzo che galvanizza, ma non cambia il fatto che Gary Glitter avesse avuto un piccolissimo problema di conclamate accuse di pedofilia, non proprio come John Wayne Gacy, ma comunque niente di buono (storia vera).

A casa Cassidy con la Gary Glitter Band ballano anche i cani (Rock & Roll, Rock & Roll... YEAH!)
Il Joker di questo film è l’involontario iniziatore di un movimento che cavalca la rabbia popolare, una vittima (nella bellissima scena della metropolitana, forse il momento migliore del film) che al contrario della sua futura nemesi non vuole essere il simbolo di nulla, ma che malgrado tutto viene eletto a simbolo del malcontento contro regnanti e politici che vedono tutti come pagliacci. Un populismo che può diventare molto pericoloso che il Joker non vuole comandare e Todd Phillips si guarda bene dall’approfondire, perché, in fondo, regista e personaggio hanno gli stessi intenti: raccontare la storia di Joker provocando reazioni.

Se un film così che, a ben guardarlo, è meno violento di quello che le richieste di messa al bando lascerebbero intendere, ha sconvolto tanti (specialmente negli Stati Uniti) dovremmo riflettere su quanto il cinema sia diventato più edulcorato dai tempi della vera New Hollywood di Scorsese ed oggi, per provocare reazioni (come dovrebbe fare sempre l’arte e il veVo cinema d’autoVe) bisogna usare i personaggi dei “Cinecomics” per un film che prende il meglio dai due mondi, senza vergognarsi, a differenza di troppa parte di pubblico.

Don't it make you smile? / When the sun don't shine (Cit.)
Di davvero proveniente dal cinema del passato, è la prova magnifica di Joaquin Phoenix che usa ogni parte del suo corpo (se mai vincerà l’Oscar, quello come miglior attore non protagonista va alle sue scapole), calandosi nel personaggio come fa ogni volta che recita, solo questa volta con visibilità tripla per via del citato “fattore J”. Una prova che fa da sola tutto il film e spesso ne nobilita le lacune sparse qua e là, oltre che agli svarioni della narrazione di Phillips, l’ultima prova così capace di monopolizzare l’intero schermo era Daniele Giorno-Luigi in “Il petroliere” (2007) che ogni tanto condivideva la scena con qualcuno qui, invece, Gioacchino oscura la vallata a tutti, De Niro si mette zitto e buono, Zazie Beetz sembra una voce nella sua testa e anche due di talento come Shea Whigham e la bravissima Frances Conroy sembrano facce anonime nella folla.

Ogni muscolo, chilo perso o cicatrice del labbro leporino vengono usati da Gioacchino per raccontarci il personaggio, se ne avete la possibilità, godetevi la prova di Joaquin Phoenix (anche se con il doppiaggio hanno fatto un buon lavoro) il modo in cui cambia voce e aumenta i decibel della sua risata, fino al livello unghie sulla lavagna è quello di uno dei migliori al mondo, lo era già prima, spero che ora se ne accorgano tutti, mi fa molto ridere il fatto che abbia avuto bisogno di farsi i capelli come Nick Cave e dipingersi la faccia per farsi notare da tutti.

“Già lo so, a Lucca saranno tutti conciati come me”
Ringrazio di averlo visto oggi questo film, se mi fosse capitato di conoscere Arthur Fleck da ragazzino la sua vicenda mi sarebbe andata ancora più sotto pelle, eppure nella storia - frutto del delirio? Chi lo sa con Joker di mezzo non si può mai sapere - di un ragazzo che voleva solo fare ridere la gente, ogni risata ha un peso. Quelle fatte per mascherare un momento in cui vorresti solo sprofondare e invece cosa fai? Ridi impacciato per non risultare scortese (non Martin). Quelle di quando nella giornata va tutto storto e tu eh eh ridi, perché tanto non ci puoi fare altro. La risata che fai per risultare simpatico, ma invece ti viene fuori sinistra, buahahah, oppure troppo rumorosa AH-AH! Quasi da maniaco eh eh eh. Le risate che fai, quando un presunto appassionato di fumetti cerca in un film l’approvazione per non risultare troppo strambo ehehahah! Oppure le grasse risate che mi vengono fuori quando realizzi che senza i “parchi a tema”, AHAHAH! Nel 2019 un film così bello non lo avremmo visto mai e ancora qualcuno si ostina ehehe a voler dare etichette ahaha! Fare classifiche eheheh dire che la violenza è colpa dei film AHAHAHAH! Quando, invece, questo è un parco a tema bastardo, un vile cabaret e il resto è vaudeville, o al massimo ottimo cinema… ah ah ah AH AH AH AH AH AH AH!

Fattela una risata, che magari domani ti svegli in una Bara Volante.

88 commenti:

  1. Visto ieri. Non urlo al miracolo.
    Phoenix è grandissimo, ma il film meno di lui. Un one man show che esclude tutto il resto, compresa trama e personaggi secondari. Sul tema uomini frustrati a pezzi, più sorprendente la favola nera di Garrone.

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    1. Sei impazzito!?! Come osi parlare di questo film senza definirlo un “capolavorò”. Pentiti! Sputa sui cinecomics! Inchinati di fronte a zio Martino il profeta della nuova cine-carne! Indossa l’abito di penitenza! Redimiti!

      P.S. … Ok, ora che non ci vede nessuno posso dirtelo, sono completamente d’accordo con te, un gran bel film con dei limiti e dei punti di forza, e con un grandissimo protagonista che però bravo lo è da sempre. Dei sensazionalismi in rete, chissene ;-) Cheers

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  2. Ora vediamo come gli va a Cannes, sempre che vi partecipi.
    Perche' se e'vero che Leone d'oro + Palma d'oro sono l'apripista all'Oscar...forse e' la volta buona che ci siamo.
    Certo che si aprisse un varco spazio - tempo e andassi dal me stesso del 2003, in coda per vedersi il primo Spider - Man di Raimi, a dirgli EHI, GUARDA CHE NEL 2019 ESCE UN FILM SUI COMICS OGNI TRE MESI, E UNO STA PER VINCERE L'OSCAR! Il me stesso di allora mi darebbe del pazzo.
    Pensavo che ci sarebbe riuscita la Marvel, prima o poi. E invece...
    L'idea vincente e' stata di rendere la differenza tra realta' ed immaginazione molto sottile.
    Difficile capire cio' che e' vero e cio' che invece e' solo il parto della mente di un folle.
    Un po' alla AMERICAN PSYCHO.
    Che poi potrebbe essere uno che ha deciso di travestirsi da Joker.
    Forse e' quello che mi ha fatto storcere un po' il naso. Qui gli vengono date origini e giustificazioni, ed il tutto suona un po' ruffiano.
    Il Joker (vero) mi ha sempre dato l'idea di un artista malato alla ricerca perenne di nuovi modi, anche estremi, di esprimere la sua arte. Ma che soffre di un enorme complesso di inferiorita' nei confronti della sua nemesi. E non potendolo eguagliare in astuzia, gioca una gara al ribasso tentando di superarlo in atrocita' commesse.
    Qui manca la nemesi (per ora).
    Ma...non e' che stona?
    Forse perche' non si sa se sia il vero Joker. Non lo si puo' definire con chiarezza.
    Per il resto prova monumentale di Phoenix, che proprio come il buon vecchio Jack ai tempi di Burton si carica sulle spalle tutto il film e fa dimenticare le pecche.
    E...pur stando in disparte perche' non e' lui la star, apprezzo che abbiano restituito un ruolo dignitoso al grande Bob De Niro, dopo delle performance a dir poco IMBARAZZANTI.
    Ma d'altra parte...essere Robert De Niro significa anche dover mantenere le trenta ex mogli di Robert De Niro.
    Gia'. Ma ne IL GRANDE MATCH lui e Sly sembravano proprio due vecchi scorreggioni.
    Su NONNO SCATENATO stendo un velo pietoso.

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    1. Per me l’Oscar lo meritava giù il film di Spider-Sam allora, ancora uno dei pochi che ha adattato il cinema ai fumetti, e non viceversa. Ma dei premi mi frega veramente pochissimo, mi preme vedere bei film, questo lo è come lo era quello di Raimi. Non amo mettere etichette alle storie, esistono solo due categorie di film: quelli belli e quelli brutti ;-)

      Che poi si, la differenza tra realtà e parto di una mente malata è presente, ma nemmeno in maniera così marcata, in “American Psycho” lo era molto di più (in particolare nel romanzo). Suona un po’ ruffiano perché lo è, questo è sia un cinecomics che un film d’autore, un’operazione che a fumetti è la normalità, e va benissimo così, il personaggio del Joker si presta alla perfezione, infatti il Joker di P&P è splendido perché funziona alla grande, chissenefrega di incasellarlo in una classifica ;-)

      Se vuoi la mia sul vero Joker (che non esiste, perché nei fumetti della Distinta Concorrenza ad ora, i veri Joker sono tre, tutti diversi), io lo vedo come una mente talmente capace di pensare lateralmente (a causa della sua follia) da riuscire a sorprendere tutti, anche il miglior detective del mondo (la sua nemesi con le orecchie a punta). Uno che mette su spettacoli per provocare reazioni umane, a volte calcolate a volte casuali, usando l’avanspettacolo, un umorismo tutto suo, la violenza e se serve il caos per farlo. Il Joker di P&P ha anche un po’ di questo, ma non tutto, di sicuro ha provocato reazioni umane forti, quindi non so se è il vero Joker (quello credo non lo sappia nessuno) ma è un Joker azzeccatissimo.

      De Niro qui copre un ruolo filologicamente corretto, la sua presenza fa da punto di unione con le fonti di ispirazione Scorsesiane, ma più di quello non fa, è un oggetto di scene usato nello spettacolo personale di Gioacchino, che tiene su tutta la baracca. Il grande ma… Nonno scatecosa? Non so di cosa tu stia parland… Eheheh, ahaAHAHA! AH-AH-AH! Scusa ho una sindrome di natura nervosAHAHAHAHAH!

      ;-) Cheers

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    2. A proposito, visto che ne parli...
      Finito di vedere SHAZAM!! giusto ieri.
      E...niente, mi e' piaciuto. PARECCHIO, a dirla tutta.
      Magari non sara' nulla di originale (ma cosa lo e', oggi?), ma hanno provato a raccontare una bella storia, e ctedo ci siano riusciti.
      Puzzera' anche di BIG lontano un miglio, ma e' fatto bene. Con un cattivo DAVVERO CATTIVO.
      Momenti comici a parte (la mia preferita e' lo stregone scojonato che dopo secoli non ha trovato nessuno. E che sceglie Billy, che gli piaccia o no. Perche' non c'e' piu' tempo. "STRINGI IL MIO BASTONE!!" "SI, MA ASPETTI UN MINUTO CHE DETTA' COSI'...") credo realizzi il sogno di ogni ragazzino. Finalmente un fratello maggiore supereroe che divide i suoi poteri con te!!
      Ma...l' HULK di Ang Lee e' piaciuto solo a me?
      Tutto sommato lo ritenevo un buon film, specie per chi di Hulk sapesse poco o nulla.
      Contiamo anche che Hulk non e' un personaggio facile, da trattare. E' visto piu' come una minaccia, che un eroe.
      Quello dopo, a differenza, non ha fatto altro che dare alla gente quel che voleva. E cioe' Hulk che interpreta se' stesso, perche' se Hulk non urla HULK SPACCA la gente non e' contenta.

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    3. No, l'Hulk di Ang Lee non è piaciuto solo a te ;-)

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    4. “Shazam!” fa il suo dovere, ma lascia passare due settimane ;-) Io sogno un film di Hulk che inizia con Banner che si trasforma sui titoli di testa, e passa 90 minuti a distruggere una città, con qualche flashback di pochi secondi. Una roba alla “Godzilla” metaforica. Anche se il personaggio è perfetto anche per storia molto più intime, sembra strano per un energumeno verde altro tre metri, ma è così, anzi, io vorrei vedere anche quelle al cinema. Cheers

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    5. Mi accodo, anche se il barboncino gamma, ecco, magari no ;-)
      L’Hulk di Ang Lee mi arriva sotto pelle, e non solo per la presenza di J Con, una volta vorrei rivederlo e magari scriverne, è un film in cui mi riconosco tanto, ma con il Golia Verde per me è sempre stato così. Cheers!

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    6. scusa se faccio il precisino ma a Cannes partecipano le opere prime e quindi lo stesso film non può andare sia a Venezia che a Cannes (senza contare che ci sarebbe dovuto andare a maggio)...

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    7. volevo dire le opere in anteprima, non opere prime... sono ancora un po' addormentato...

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    8. Da quello che sapevo un film di solito va a Venezia, oppure a Cannes. Questo ormai punta dritto a febbario e all'Accademy. Cheers

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    9. Tranquillo era chiaro, la mattina è tosta per tutti ;-) Cheers

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    10. Thanks anche da parte mia per la delucidazione.
      Mi sa che sui premi faccio un po' di confusione...
      Nemmeno mi ricordavo che Cannes ci fosse gia' stato!
      Quindi...adesso dovrebbe puntare dritto ai premi oltreoceano, giusto?

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    11. Si, ha vinto "Parasite" di Bong Joon-ho, che per altro non vedo l'ora di vedere, dovrebbe uscire tra un po' a novembre se non ricordo male. Cheers

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  3. IL MIGLIOR FILM DC DAI TEMPI DEL CAVALIERE OSCURO!
    Per una volta tanto, questo meme lo considero vero ;)

    D'accordissimo con la tua opinione su questa Gotham, decisamente migliore di quella vista negli ultimi due Nolan (in "batman begins", invece, funzionava a dovere) , e davvero centrale per l'economia del film. La differenza tra ricchi e poveri è marcatamente semplice e manca forse di quell'approfondimento che ci farebbe pensare "Ok, questo thomas Wayne si comporta da saccente.... ma ha un lato più caricatevole?", tuttavia, per me il film centra assolutamente l'obiettivo nel trattare il dramma di un uomo soppresso dalla società in cui vive e di cui diventerà la sua parte più instabile e pericolosa. Questo è un Joker che vive più di frustazione che di caos, più di una voglia di rivalsa che di ideologia, e per questo molti fan del fumetto non hanno apprezzato questa versione. Il suo esibizionismo e il suo punto di vista riguardo ciò che lo fa ridere, e mandare fuori dai binari della ragione, sono comunque caratteristiche dell'icona che conosciamo, quindi, per quanto riscritto alla maniera scorsesiana di Todd Philipps, io ho comunque sentito il Joker prendere vita davanti ai miei occhi.
    Per me questo resta un film davvero ben fatto, capace di trasportarti emotivamente verso un terzo atto con tutti i brividini addosso e una voglia di rivedere questo personaggio ancpra, ancora, magari scontrandosi contro il topo volante, e dando spunto a nuove argomentazioni e riflessioni.
    Di materiale da cui trarre una nuova storia c'è nè, e per quanto questo "Joker" sia stato concepito per essere un film autoconclusivo, figurati se la Warner si lascia scappare la sua (nuova) gallina dalle uova d'oro ;)

    "Toc Toc"
    "Saluti!"
    "E avevi bisogno di leggerlo?"

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    1. Anche dai tempi di “Shazam!” ;-)

      Sempre amato la Gotham di “Begins”. La divisione è manichea e funziona alla grande, il punto di vista è quello del protagonista, è tutto filtrato dagli occhi di un pazzo a cui manca una figura paterna? Il film solleva il dubbio, magari avrebbe potuto farlo meglio, ma non cambierei una sola virgola di questa pellicola.

      Sono completamente d’accordo con te, tranne su una cosa, Philipps magari accetterà ma spero che Gioacchino faccia saltare il banco. Se è furbo, esce di scena quando tutti stanno ancora applaudendo e si fa rimpiangere (magari portando a casa un premio). Questo personaggio per me ha detto tutto, io mi auguro che la Distinta Concorrenza al cinema, decisa di proseguire sulla via dei film singoli, non collegati tra di loro, allora si dimostrerebbero di aver capito che inseguire la Marvel (come hanno fatto invano per oltre dieci anni) non serve a niente, che lascino il “Marvel-Style” alla Marvel.

      Se proprio volessero continuare con il Joker, questo film offre la possibilità: qualcuno ispirato dalle azioni e dalla fame di questo personaggio che viveva a Gotham nei primi anni ’80, cade magari in una vasca piena di acido e decide di omaggiarlo seguendo le sue gesta. Un simbolo malefico, il perfetto anti-Batman simbolo del bene e della giustizia.

      Al massimo spero che dal “The Batman” di Matt Reeves venga fuori un film un po’ ruvido, come questo “Joker”, che dia vita ad una nuova bat-saga coerente nello stile, ma non sento proprio l’esigenza di vedere Gioacchino ancora sotto il trucco, quello proprio no. Ma parliamo della famigerata Warner, sono i “peggiori”, quindi non i miei desideri resteranno tali ;-) Cheers

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  4. Un buon film, se dovessi dare un valore numerico stiamo sul 7, ma non oltre. Le due cose migliori sono la prima l'interprete (per me comunque migliore qui che nel film della Ramsay) e il fatto che alla base non ci sia una idea di serialità che mina la riuscita del film (cosa che dopo Endgame, farà in modo che non veda più un titolo Marvel al cinema, tanto più ora che si mescoleranno film e serie TV, ma nessuno si accorgerà della mia assenza). C'è la possibilità di un seguito anche in "Joker" ma il film è impostato con la struttura della classica serialità cinematografica e non quella televisiva abbracciata dalla Marvel. Per il resto "Joker" è un film che riesce ad arredare splendidamente il set ma mai a farlo vivere, se si urla al miracolo è solo perchè la media qualitativa dei film si è abbassata e lo spettatore medio è talmente assuefatto dalle storie frammentate delle serie tv che si gasa abbestia quando può uscire dalla sala avendo visto qualcosa con un capo e una coda.

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    1. La Marvel ha riprodotto se stessa al cinema, frase che ormai ho ripetuto fino alla sfinimento. I fumetti sono arte sequenziale che vive di continuità, il gioco è venderti il prossimo numero da leggere, quello che hai in mano, lo hai già comprato. Il fatto che con Disney+ la Marvel possa continuare le sue trame e tramette sul piccolo schermo (si spera con qualità, con come “Agents of S.H.I.T.” che ho sempre trovato insopportabile) per me è un’ottima cosa. Volessero fare un film “serio” e solita alla “Joker”, che facciano Hulk, vi prego fatemi un film come si deve su Hulk! Il personaggio sarebbe perfetto, la recente serie a fumetti “Immortal Hulk” è un ottimo esempio del fatto che la Marvel non è solo “Parchi a tema”.

      Hai sollevato una questione che mi sta a cuore, esce questo film, si parla di boicottarlo, di film “pericoloso”, ma andiamo è un paio di forbici con la punta arrotondata a confronto del cinema della New Hollywood. Ok, posso “ammazzare” qualcuno anche con forbici così, però il pubblico è diventato pigro e placido, il cinema si è ammorbidito, fosse uscito negli anni ’70 sarebbe stato un film per famiglie questo. Oh! Senza nulla togliere alla sua qualità eh? Spero che la mia provocazione sia chiara. Cheers

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    2. Marvel fa qualcosa in cui eccelle, ha trasportato la serialità dei fumetti al cinema e tra un po' abbraccerà la cross medialità (niente di nuovo, Matrix in questo ha fatto scuola). Purtroppo però i primi titoli erano dei film, adesso sono quasi tutti puntate di una immensa serie tv, alcune fatte bene come ad esempio "Captain Marvel", alcune ignobili come "Black Panther". Io personalmente non riesco a considerare "cinema" una pellicola che risulta incomprensibile senza la visione pregressa di altre che non centrano con essa. Posso capire l'inserimento di rimandi, ma pensare di fare due polpettoni come gli ultimi due "Avengers" di cui non si capisce niente se non hai visto praticamente ogni pellicola da "Winter Soldier" in poi sinceramente non mi sembra di essere davanti a un buon prodotto cinematografico. Marvel è da stimare per quanto ha fatto, ma quello che fà è un prodotto che di cinematografico ha sempre meno e non mi stupirei se un giorno decidessero direttamente di non lanciarli più in sala ma solamente su Disney+, così la casa madre toglie anche gli esercenti di mezzo e aumenta ancora di più gli incassi. Qui mi fermo, alla fine io mica sono un detrattore, ma in dieci anni mi trovo la formula stancante, tutto qui.

      Riguardo a "Joker" io credo che tutta sta bagarre si spegnerà molto presto e nel tempo, guarderemmo al leone vinto a Venezia, più come a un gattino che non al re della giungla.

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    3. Il mondo è cambiato quando Lucas ha lasciato aperto il finale di “L’impero colpisce ancora” (1980).
      Ad un certo punto la Marvel è diventata garanzia di, se non qualità, almeno buona fattura, o per lo meno un livello medio/alto stabile e riconoscibile, in cui gli autori (Whedon e Wright) stavano stretti, in favore di chi sa stare alle direttive (i Russo, che chiameranno la loro prima genita Marvel probabilmente).

      Al cinema vedo esattamente quello che trovo in fumetteria, se sei un nuovo lettore che inizia una serie Marvel qualunque (ma anche DC), ti ritrovi con 30 anni di storie ed intrecci ignoti e spesso incomprensibili, questo fa scappare molti lettori ma ne attira anche tanti. Quando Scorsese parla di “Cinecomics” che occupano tutte le sale, io sento Garth Ennis che dice che non odia i super eroi, ma il modo in cui monopolizzano il mercato.

      L’unico modo è “premiare” i film di qualità (seguo il tuo esempio, evitando roba alla “Black Panther” insomma) perché è l’unico modo, ma se “Endgame” al momento è il miglior incasso della storia del cinema, bisogna riconoscere il lavoro della Marvel. Detto questo, sempre continuando sul paragone con la mia vita da lettore, nella pila di fumetti sul comodino trovi super eroi, Alan Moore, Andrea Pazienza, Garth Ennis e Mike Mignola (ti sto davvero citando cosa trovi sul mio comodino oggi, storia vera), vorrei avere la stessa scelta anche in sala, ma non vorrei che una scelta escludesse per forza l’altra.

      Anche secondo me, lasciamo passare il clamore e godiamoci il gatto, che è un bel gatto ;-) Cheers

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  5. Sono uscito estasiato dal cinema.
    Gioacchino magistrale.
    La grande bellezza di questo film, per me, è stata quella di vedere il Joker ritratto come uno dei tanti psicotici che gravitano ai margini della società e dei servizi di cura mentali, bistrattati irriguardosamente: non l'archetipo del Male come in tanta altra mitologia DC (che peraltro adoro), ma un uomo comune ferito continuamente e ripetutamente da chi avrebbe dovuto amarlo, curarlo e aver cura di lui.
    Ai miei occhi, pur con tutti i limiti che giustamente rilevi nella recensione e che riportano gli altri commentatori, un film stupendo.
    Grazie di nuovo Cassidy
    - Andrea

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    1. Vengo qui per essere preso a schiaffi dai difensori del veVo cinema d’autoVe e da chi brucia in piazza le magliette della Marvel e mi becco dei grazie. Ma sono io che ringrazio te! ;-)
      Molto d’accordo, non è il Joker di puro male che qualcuno voleva, è un Joker che funziona alla grande, arriva alle stese conclusione facendo un giro diverso, mi va benissimo, lo spettacolo (e Gioacchino) merita un sacco. Cheers!

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    2. Condivido tutti quanto detto da Andrea.
      Niente schiaffi, ogni DC-girl deve pure frequentare un ragazzaccio, nella vita.
      Se no poi di cosa può pentirsi in confessionale?

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    3. I bravi ragazzi vanno in paradiso, i cattivi ragazzi vanno ovunque ;-) Grazie per il commento e benvenuta sulla Bara Volante! Cheers

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    4. Grazie a te :)
      In realtà ti seguo da un po' di tempo, ma sono di stanza su WordPress e la mia idiosincrasia con Blogspot è pari solo alla mia pigrizia ;)

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    5. Ti capisco, ogni tanto balzo sul tuo blog un po' timidamente, inoltre ho altri lettori provenienti da Wordpress con lo stesso problema. Ma unifichiamo, abbattiamo queste barriere! ;-) Cheers

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  6. Il film mi è piaciuto parecchio. Ma questa analisi è ancora meglio. Direi che hai messo il punto.

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    1. Troppo buono, grazie mille molto felice che ti sia piaciuta. Avevo tante robe in testa e avevo bisogno di farle uscire ;-) Cheers

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  7. Appena uscito dal cinema ho pensato: dividerà il pubblico. Invece sembra che tutti lo amino e sta pure incassando bene. Io lo considero un evento perché è la prima volta che mia madre va a vedere un cinecomic al cinema. Personalmente considero questo il miglior film dell'anno, ed ho dovuto pensarci tanto prima di dirlo; abbiamo bisogno di film che fanno riflettere come questo. L'Academy sta discutendo se inserirlo tra i migliori film, ma non inserire Joker tra i candidati quando l'anno scorso abbiamo avuto Black Panther e Bohemian Rhapsody sarebbe una stupidaggine, perfino per loro. Phoenix l'Oscar se lo merita, anche se dopo la vittoria di LUIGI l'anno scorso, sembra che chiunque possa vincere Miglior Attore (adoro avere occasioni per insultare Bohemian Rhapsody).

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    1. Possiamo dare a Gioacchino l’Oscar di Luigi? Proprio tipo, Luigi riporta il pallone ;-) Sta piacendo a tutti perché è un bel film, bisognerebbe solo tararsi sulla questione “capolavoro” che però si sa, su Internet si esagera sempre nei commenti. Detto da uno che scrive su un blog leggibile solo su Internet, bella forza :-P Cheers

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  8. In un pezzo scritto in tempi non sospetti, Lester Bangs paragona la musica dei Zep ai comics Marvel, belli in quanto effimeri. Erano gli anni della staffetta tra l'estetica di King Kirby e dei suoi epigoni ed il nuovo sangue chimicamente affamato di Englehart e Starlin e Gerber e co. Io ero bimbo e ho assunto in ordine non cronologico - via proustiane raccolte di albi Corno nice price nelle buste - le saghe di Capitan Marvel, Warlock, la Pantera contro Killmonger e la versione Marvel del KKK, gli Avengers di Harlan Hellison, Daredevil contro Nekra ed il Mandrillo, Capitan America e la versione Marvel del Watergate e così via e non sono del tutto convinto che Les ed io abbiamo letto proprio gli stessi comics, ma mi chiedo cosa penserebbe di quelli del 21mo secolo.
    Non desidero portare acqua al mulino di Martin, ma capisco cosa intenda quando riduce i film dello MCU a parchi a tema ( del resto Jack Sparrow arriva proprio da un parco a tema piratesco ).
    Ogni generazione ha i suoi idoli e demoni e lingua e mood. Io posso anche leggere Sio con Crepascolino, apprezzarne il ritmo ed alcuni Killing jokes, ma Hart e Parker erano + vicini alla mia sensibilità.

    Detto questo, il film mi è piaciuto e ho trovato parecchi altri rimandi - di cui ho scritto in un commento nel blog Giornale Pop di Pensaurus - su cui non torno se non per dire che Joa Phoenix mi ricorda Tony Musante e lo candido ad un noir sul pulotto David Toma quando e se avrà smesso di lucidare l'Oscar.
    Spero davvero che Mamma DC - al momento Joker viaggia oltre i 500 billions of dollars - segua anche questa strada ed apparecchi cose come Jonny Double con Gosling e Mister E con Tom Wilkinson ed un Old Man Hex con Geo Rush ed un Ventriloquo con Giamatti e una Death the high cost of living paro paro da Gaiman e Bachalo che sicuramente porterebbe ad un low budget da sundance con Hattie la Matta interpretata dalla Bates.
    Sei una vecchia lenza, Carabara, ed avrai sicuramente notato che non ho citato Tim Hunter: nessuno di noi crede davvero che Warner tenterebbe quella strada considerato quanto ha incassato e continua ad incassare da Erripotter & co.
    Sei un cinefilo quindi ti lascio con l'immagine di un film in cui Vic Fries è uno scienziato dilettante nell'ottocento di Gotham innamorato senza speranza di una bellissima nobile che cade in catalessi e che il nostro, tra i vapori dell'assenzio, crede di poter risvegliare . La droga minerà il suo equilibrio e vedrà Nora parlargli dallo specchio o nei riflessi di un calice e di volta in volta rassicurarlo o rivelarli senza pietà di non averlo mai amato. Stai pensando a Malkovich e Tina Ricci, birichino, e chi sono io per tarparti le ali ?
    Ciao ciao

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    1. Bisogna essere curiosi e onnivori, e capire che si può trovare la qualità nelle raccolte busta o nei “parchi a tema”, è chiaro che a Scorsese non interessino le super calzamaglia (i tuoi amici ed ex allievi Dave Cronenberg e Terry Gilliam, hanno detto la stessa cosa, ma a differenza di zio Martino, nessuno li ha calcolati. Storia vera) il tuo paragone con Sio è impeccabile.

      Non ho letto il post su Giornale Pop, ma ho visto il post su Giornale Pop, ora che ho detto la mia potrò leggere quella degli altri ;-) Cavolo se lo ricorda Tony Musante! Me lo auguro anche io cavolo sarebbe ora! La voglio anche io la favola Dieselpunk con Tina Ricci, ma sono di parte, io la vorrei in tutti i luoghi e in tutti i laghi. Cheers!

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  9. Non l'ho ancora visto, quindi mi sono fermato quando l'articolo faceva lo spoiler alert. Mi chiedevo se Phillips avesse dato al Joker un po delle caratteristiche di GG Allin avendo lui diretto il disgustosamente bellissimo Hated.

    We are 138!

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    1. Bravissimo, a proposito di film di Phillips che nessuno ricorda. No, non osa fino lassù, anzi io avrei voluto che mordesse un po' di più questo Joker, ma noi 138esimi siamo gente con gusti particolari ;-) Cheers!

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  10. A me è piaciuto molto ma hai ragione che è il film costruito per piacere a tutti (tranne agli americani, mi sa XD) È il classicone hollywoodiano.
    Non male, eh. Anzi, tra i vari eslewords dc, è il miglior Joker, per me.
    Io mi aspetto altri stand-alone, uno su Bruce (il più pazzo di tutti) ma anche almeno Due Facce e Catwoman.
    Bella l'impronta scorsesiana (dopotutto c'era lui in origine) e bella la scelta di una Gotham reale -molto più di quel cesso soleggiato fatto da Nolan-.

    Moz-

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    1. Appena riesco passerò a leggere anche il tuo post. Bravo un “Elseworlds” davvero ben fatto.
      Lo spero anche io, considerato che Bats ha un parco cattivi notevole, non sarebbe affatto male. Se escludiamo “Begins” dove Gotham era perfetta, non ho mai amato la New York spacciata per Gotham Nolaniana. Cheers!

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    2. Mi pare fosse Chicago, addirittura.
      Invece questa qui, così tra i '70 e gli '80, è perfetta.
      Perché non è troppo moderna, quindi ferma nel tempo, ma è anche malfamata e vera.

      Moz-

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    3. Si ricordi bene, Nolan aveva girato a Chicago. D'altra parte la New York di quel periodo era un posto tosto, pensa a "I Guerrieri della notte" (1979), che ok esagerava, però partiva da una base di realtà concreta. Cheers!

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  11. Mi è piaciuto molto, mi ha coinvolto moltissimo sia la prova di Phoenix sia il modo in cui è trattata la malattia mentale. E mi è piaciuto la sceneggiatura abbia giocato coi personaggi, trascinandoci nelle illusioni di Arthur, il ruolo di Thomas Wayne, instillando quei dubbi lì che sono un'aggiunta per tutti i fan di Batman.
    Sul film "ruffiano" sono abbastanza d'accordo, non inventa niente, ma doveva? I veri artisti non copiano, rubano, e Phillips ha rubato da tutti.
    E' stato bello rivedere una Gotham City sporca e degradata.
    La divisione tra ricchi e poveri è paracula sì, ed è l'ennesima in un decennio di cinema post-crisi economica. The Dark Knight era sul pezzo, facendo di quel Joker un anarchico antisistema (ricordo le teorie secondo cui fosse un broker impazzito).
    Ma se guardiamo ancora più indietro, il primo ad arrivarci fu il V for Vendetta di McTeigue (2005), che si prendeva le sue licenze proprio per anticipare questa rivolta del popolo al sistema, con tanto di mascherata collettiva. A distanza di anni, quel film ha avuto un impatto allora inimmaginabile, anche per il solo fatto di restituire fama alla maschera di Fawkes e a un certo tipo di anarchia (poi ripresa in tv da Mr. Robot) e nel "nuovo" Joker non è che una riproposizione, glorificata da una prova d'attore viscerale come poche.

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    1. Aggiungerei che ha rubato da tutti i migliori. In questa Gotham City potresti salire su un taxi guidato da Travis Bickle.

      McTeigue dovrebbe regalare casse di birra ad Alan Moore ogni settimana. Prima di “V for Vendetta” Guy Fawkes in Inghilterra era sinonimo di traditore del Paese, Moore lo ha reso un anti eroe (nel senso anche di anti-super eroe) un Joker anche lui, estremamente teatrale ma controllato, calcolatore, a differenza del principe pagliaccio del crimine, che sfrutta il caos a suo vantaggio come, beh qualche capo d’azienda che purtroppo ho avuto la sfortuna di conoscere. Gioacchino monopolizza lo schermo, più di Daniele Giorno-Luigi in “Il Petroliere” e forse anche più di De Niro nei film usati come modello, una prova da grandissimo attore, anzi da grandissimo attore d’altri tempi. Cheers!

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  12. Risposte
    1. Vero, e poi apprezzo chi a differenza mia è dotato di sintesi ;-) Cheers

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    2. Ehehe, sul serio resto ammaliato ;-) Cheers

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  13. Arrivo lungo oggi ma c'ho avuto un po' di casini che non mi hanno permesso di commentare prima. Molti hanno già espresso ciò che penso ma mi sento di dire la mia sul film del momento.

    Concordo sul "film paraculissimo". Oh, chiariamo subito: non che non sia bello. E' un'ottima pellicola e se si porta a casa un Oscar è strameritato. Come dovrebbe portarselo a casa un Phoenix mostruoso (quanto mi sarebbe piaciuto vederlo in originale...) che si mangia letteralmente ogni scena dove appare (a naso il 95% dell'intero minutaggio vede il nostro in scena. E la stima è per difetto!).
    Poi che sia un capolavoro possiamo discuterne. Per me non lo è, ma se tizio X mi dice: "Oh Zio, hai visto "Joker"? Capolavoro!" lo accetto, ci può stare. Smuove qualcosa? Si. Lascia qualcosa? Certo. Ma non è un capolavoro in senso assoluto. E qua entra la "paraculaggine" di cui sopra. Mi sa di studiato a tavolino per piacere a più persone possibili (come dice bene MikiMoz). La rivincita degli ultimi, il simbolo di una rivolta (alla V), la divisione manichea che ovviamente fa parteggiare per gli sfigati (alla "La forma dell'acqua"),... Tutto deve allinearsi per far fare il tifo per J.
    E qua si arriva al nocciolo. Ma se al posto di J ci fosse stato Bill Foster ("Un giorno di ordinaria follia") dove una "brutta giornata" fa precipitare nel baratro una persona il tifo sarebbe stato lo stesso? O lo avremmo etichettato come un pazzo e basta?

    Qualunque sia la risposta l'esperimento di un singolo film dedicato ad un personaggio X dei fumetti, slegato da cross-over, continuity, Universe,... non mi dispiace per nulla.

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    1. Lascia perdere, oggi va così giornata in salita. Spero tu abbia risolto almeno. Interrogato in merito, avevo stimato il 97% ma siamo lì.

      Io con la mia Wing-Woman uso spesso l’espressione: «Questa torta è un capolavoro!» Quindi si può usare quella parola, non è un peccato, almeno credo non mortale ;-) ma poi chissenefrega se non è perfetto, sfrutta persino le sue imperfezioni alla grande, quindi va benissimo così!

      No, perché Bill Foster non avrebbe potuto contare sul “fattore J” che come i prodotti chimici messi in commercio da un altro Joker abbastanza famoso, fanno diventare tutti un po’ più pazzerelli ;-) Cheers!

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  14. Il film onestamente mi ha detto poco (ma va be', sai che ho un cromosoma in meno, quando si parla di case fumettistiche :-D ) però ho davvero amato la tua recensione. D'ora in poi quando si parlerà di "Joker" dirò: "Il film è niente: dovreste vedere la recensione di Cassidy" ^_^
    Sicuramente mi hai spiegato molti punti che non avevo capito o colto, ed essendo totalmente digiuno del personaggio a fumetti ho perso ogni riferimento, vago o preciso che fosse, ma su una cosa siamo perfettamente d'accordo: possibile che solo OGGI si siano accorti della bravura di Joaquin Phoenix? Anche ignorando i titoli meno "di cassetta", senti citare in continuazione "Il gladiatore" di Scott: possibile nessuno ricordi che era l'unico vero attore di quel film? :-P Cosa deve fare Phoenix perché gli spettatori si accorgano di lui... impazzire e pittarsi la faccia???

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    1. Mille grazie davvero di cuore, fin troppo buono! ;-) Mentre guardavo il film ti ho pensato, mi sono detto: «Super eroi e Scorsese, in pratica l’incubo di Lucius!» (storia vera)
      Assurdo ma nel 2019, gli attori americano o diventano una super calzamaglia, oppure non lavorano. In “Il gladiatore” era davvero bravo, l’unico attore del film concordo, guarda cosa si è dovuto conciare per farsi notare, capelli verdi, labbra rosse e camicia gialla, andasse male come Joker, potrà sempre fare il semaforo ;-) Cheers!

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  15. Aspettavo questo taglio di veduta (perché definirla recensione mi pare riduttivo rispetto ai ragionamenti altri in essa presenti) e ne avevo ben donde.

    Phoenix meriterebbe l'Oscar per la sua interpretazione, ma di sicuro gli deve spettare una nomination.
    Sull'Oscar stesso io sono combattuto tra Phoenix e Di Caprio (la sua prova in C'era una volta stratifica livelli su livelli meta come scatole cinesi e secondo me è ben più meritevole di quella che gli valse già l'Oscar).
    Detto questo per me è il miglior Joker cinematografico e forse può ambire al 2° posto nella mia classifica dei Joker negli audiovisivi in senso ampio (scalzando in 3° posizione il Joker di B:TAS).
    Al primo posto resta però sempre stabile Hamill con il Joker della saga videoludica Arkham, il quale altri non è che il Joker di B:TAS in versione "rated R" *_*
    Del resto, poi, la scena con il televisore in Arkham Asylum resta per me una delle vette insuperabili della dedizione di Joker ai suoi stessi "joke".

    E riguardo ai Joker cinematografici, fin da quando è stato anticipato il periodo in cui si sarebbero svolti i fatti del film e da quando su reddit (?) è saltato fuori l'inserimento della locandina di Excalibur come in uno dei flashback di "Batfleck", sto rimuginando sul fatto che, se la Warner se la giocasse bene, riuscirebbe pure a far rivalutare il peggior Joker cinematografico a tutti quelli che come me hanno avuto le budella rivoltate dal gangsta trapper di Jared Leto.
    La soluzione sarebbe alquanto semplice: sappiamo dalla bat-tuta graffitata che "un" Jason Todd è esistito anche nel passato del Batman bolso di Affleck; se il Joker di Phoenix muove i suoi passi quando Bruce è un bambino, non può essere più giovane di Batman in Suicide Squad, a meno che... non sia Jason Todd diventato il (secondo/nuovo) Joker.
    Jason Todd come Joker gangsta trapper lo troverei accettabile; il Joker come Joker gangsta trapper no :P

    Infine le ultime elucubrazioni che vorrei condividere sono su quanti altri avvenimenti del film non siano effettivamente avvenuti come narrati oppure del tutto.
    SPOILER, ovviamente.
    E' messo ben in chiaro che la storia con la vicina era tutta nella testa di Arthur.
    Io mi chiedo però se anche il pestaggio iniziale da parte dei ragazzini non fosse immaginario (dando nuova luce al dialogo del capo: "restituisci il cartello" non sarebbe più la frase di uno che non crede al disabile che lavora per lui, ma l'invito a rimediare a quanto successo/fatto dal disabile stesso).
    Allo stesso modo la pistola regalata stona un po': il personaggio in questione sembra un maneggione un po' poco propenso ad elargire gratuitamente beni di dubbia liceità. Anche qui potrebbe essere vero invece quanto successivamente riferito, ovvero che Arthur ha chiesto quella pistola e gliel'ha comprata.

    Lo stesso furto delle cartelle cliniche della madre risulta un po' troppo cartoonesco nell'esecuzione e potrebbe essere immaginario, mentre in realtà Arthur potrebbe aver solo creduto di leggere dei documenti in grado di essere coerenti con le fantasie delusionali della madre ma anche con il tarlo messogli nell'orecchio che non si finisce ad Arkham senza qualcosa di grave.
    Se ciò fosse vero, Arthur avrebbe ucciso la madre non come una sorta di vendetta postuma basata sugli abusi realmente subiti, bensì basata sull'idea astratta di abusi che potenzialmente avrebbe potuto aver subito.
    Come rendere ancora più grave, un atto gravissimo.

    Io però a parte queste riflessioni non ho altri elementi a supporto degli stessi, avendo anche visto il film solo una volta.
    Mi piacerebbe vederlo una seconda, ma probabilmente avverrà non di nuovo al cinema bensì non appena sbarcherà su di una delle piattaforme di streaming alle quali sono iscritto.

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    1. In ogni modo - e così concludo - mi è piaciuto molto come Phillips sia riuscito a rendere in maniera subdola e sommersa all'interno del film l'inaffidabilità narrativa del Joker: c'è chi non ha messo in discussione niente di quanto mostrato, se non quanto già contraddetto nell'esposizione (la vicina); c'è chi come me può pensare che siano elementi veri (omicidio dei 3 nella metropolitana, il movimento anarchico nelle strade, il talk show) ed altri invece raccontati in versione distorta od inventati; c'è chi ancora ritiene che sia tutto il parto della fantasia di un paziente ricoverato ad Arkham e che l'unica scena vera sia l'ultima, quella in ospedale.
      Il fatto che esista questa frammentazione è un ulteriore segno che il film ha centrato l'atmosfera e le sensazioni del Joker, oltre all'interpretazione del proprio protagonista, ed altro non gli serviva.
      Del resto quanti film si risolvono intorno al nodo "un ragazzo incontra una ragazza"? Quindi le diatribe sulla povertà o banalità della trama mi sembrano alquanto superflue, se non proprio non pertinenti: per il Joker è la messa in scena che conta più dell'ontologia, del resto.

      L'altra cosa che ho molto apprezzato del film è stato il riuscire a dare un taglio credibile su come un sociopatico anarchico e volubile come Joker possa avere dei seguaci, dato che ciò sembrerebbe in contraddizione con i suoi bias cognitivi.
      Invece dopo la visione di Joker non dovrebbero esserci più dubbi sul come è possibile che Gotham City pulluli di "henchman" pronti a sfidare il gelo invernale o legioni di vigilantes capitanati dal quel fabbro di Batman.

      Nathan


      PS: lascio un link per chi fosse interessato - come mio solito - al Joker dell'Arkhamverse, connubio perfetto di scrittura e recitazione
      https://arkhamcity.fandom.com/wiki/The_Joker

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    2. Gioacchino ha dichiarato che non ha visto le altre versioni del Joker (non ci crede nemmeno per errore) però almeno la risata di Mark Hamill un po’ deve averla studiata ;-)

      Jared Leto beato lui, era il “Puddin” della vera protagonista (Margot), potrebbe essere già lui il nuovo Joker che prende ispirazione della gesta di Arthur Fleck. Oppure più facilmente non lo vedremo mai più con i capelli verdi ;-)

      Sarei più propenso a definirle debolezze della trama, ma questo film ha la capacità di rigirare a suo vantaggio anche i difetti, effetto ottenuto grazie alla prova del protagonista, e a parecchio lavoro a tavolino, però oh! Quando arrivi a fare queste riflessioni a distanza di giorni, vuol dire che il film ha vinto ;-) Cheers

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    3. Per me quello è il punto di forza del film, Phillips si è calato anche lui nel personaggio, diventando volutamente un narratore poco affidabile come il Joker, che ci costringe a mettere in discussione tutto quello che vediamo. Personalmente, è una cosa che amo molto fare con i film, se è proprio il regista a suggerirlo allo spettatore, per me è anche meglio. Poi concordo con te, un film per essere bello non vede avere una storia complicata per forza (veeeeeeeero Nolan?).

      Verissimo, altro punto di forza, dopo il passaggio di questo Joker, Gotham è nel caos, ci vorrà qualcuno in grado di opporsi a quel caos diventando volutamente un simbolo di giustizia, come Arthur Fleck è diventato (involontariamente) un simbolo maligno. Un bel monito sul fare attenzione agli Idoli, in questo il film è attualissimo ;-) Cheers

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  16. Penso che almeno un record l'ha ottenuto questo film, è il più recensito dai blogger, ne hanno parlato tutti, e quando dico tutti intendo proprio tutti :D A proposito di Phoenix, io ricordo le sue ottime interpretazioni in Signs e The Village di M.Night

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    1. Batman è sempre un argomento che tira, ma il Joker anche di più! In “The Village” era già bravo, ma io poi ho un piccolo debole per “Signs”, quindi con me sfondi una porta aperta ;-) Cheers

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  17. Ho avuto un brutta giornata cit.

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    1. Lo dice sempre tutti i lunedì sera (storia vera). Cheers!

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  18. Non sai quanto sono felice di aver visto questo film in anteprima a Venezia, prima che sull'internet si scatenasse questo putiferio. Sono entrata senza sapere niente, senza aver visto trailer o altro, trovandomi avvinta da un signor film.
    Si gioca bene tutte le sue carte, fa soffrire e entusiasmare, gioca bene soprattutto la carta J, che assieme all'autista Adamo di Marriage Story si contende per me la stagione dei premi a venire.
    Ma lasciamo da parte paroloni e lunghe diatribe, godiamoci come si deve un gran bel film. È così difficile oggi?

    P.S.: Mi incuriosisce sapere cosa ne penserò alla seconda visione, la prossima settimana forte di una v.o. accompagno il giovine al cinema, sarà diverso? Sarà ugualmente bello? La rete me lo avrà rovinato?

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    1. Siamo nel mezzo della tempesta, tocca trovarsi un posto asciutto e lasciarla passare. Hai fatto la cosa migliore, perché le nuvolone hanno iniziato ad addensarsi proprio da Venezia in poi, anche se di solito è a Mestre che piove di brutto ;-) Ho seguito il tuo reportage dalla mostra, quindi per questo e per “Marriage Story” (da allora è nel mio mirino) andavo tranquillo. Infatti questo “Joker” è un gran bel film, malgrado polemiche, tempeste e nuvole, su questo beh, non ci piove.

      Fammi sapere come ti sei trovata, io posso dirti bene. Rivedendolo a breve distanza in lingua originale, mi sono emozionato anche di più in certi passaggi, ma io sono un po’ così, elaboro e mi “scaldo” dopo la prima visione, in quella assimilo tutto e poi elaboro, piano, con i miei tempi da bradipo ;-) Cheers

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  19. domani escono le mie due righe che ho scritto su Joker, giusto per aggiungermi alla massa di blogger che hanno parlato di questo film... anche se come Cass non c'è nessuno (sviolinata) ah ah ah ah...
    ad ogni modo noto che ritornano nella tua recensione tre aspetti che erano saltati all'occhio anche a me (e penso a molti altri): i richiami scorsesiani, il debito verso la new Hollywood e la citazione di logan (non nel film ma nella recensione)...
    per il resto a me Phoenix piace da mo, anche in Her aveva fatto un ottimo lavoro, in un ruolo completamente diverso da questo (e per valutare un attore bisogna guardare soprattutto alla sua versatilità)...

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    1. Troppo gentile Bro, mille grazie non vedo l’ora di leggerti!
      Bravo, la versatilità è sottovalutata, recitare ovunque e in qualunque genere non è semplice, riesce solo a quello bravi. Ora si spera che Gioacchino la smetta di schiantarsi con la macchina in giro, e possa invecchiare sullo schermo regalandoci altre grandi prove. Non ci sarà sempre Werner Herzog a salvargli la pelle ;-) Cheers

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  20. Grande articolo!
    Questo film se ne sta a metà tra due sponde: quella del cinecomics e quella del "cinema" vero e proprio, come lo intende Scorsese (e io pure). La nomea di capolavoro è chiaramente dovuta al livello medio dei cinecomics, ma quando si prova a confrontarlo con le sue principali fonti d'ispirazione, non dico che scompare, ma di sicuro il paragone è impietoso. Come si suol dire, nel paese dei ciechi l'orbo è re!

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    1. Mille grazie! ;-)
      Uno dei parametri dei miei “Classidy” è quando un film diventa un modello per gli altri che arriveranno dopo di lui. Potremmo dire che un “capolavoro” del cinema dovrebbe essere così, “Taxi Driver” e “Re per una notte” sono capolavori, “Joker” è un bel film che si spera aprirà delle piste nuove per i “cinecomics”. Direi che questa è la mia sull’annosa questione ;-) Cheers

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    2. Sfrutto il topic per uno spunto laterale:
      ma ha davvero senso usare il termine "cinecomic"? e se sì cosa si intende?
      non vorrei che si finisse come per il termine "millenial": tutto il mondo (anglosassone) lo usa per indicare la generazione di quelli nati tra l'81 ed il '96 (cioè quelli che hanno compiuto almeno un compleanno da teenager nella prima decade del 2000), ma i giornalisti italiani hanno iniziato ad usarlo per indicare quelli nati dal 2000 in poi...

      Ovviamente - per come ho posto la domanda - per me la risposta alla prima domanda è un No.
      Innanzitutto se si parla di cinecomic allora si dovrebbe parlare altrettanto di cinebook, relegando a cinema e basta solo i film su copione originale?
      Per coerenza dovrebbe essere così, ma dato che così non è e - soprattutto - non avrebbe senso allora sarebbe ora di affrancarci da certe etichette scevre di significato (tant'è che certi derelitti - perdonatemi la schiettezza - poi si sentono in dovere di ricercare in giro - trovandola in Joker - una legittimazione culturale che invece denota e grida insicurezza od ignoranza).

      Volendo però assumere che un senso l'etichetta possa avercela, allora cosa definisce esattamente?
      Di sicuro tutti i film della Marvel e della DC, ma Alita (2019)?
      E l'accoppiata dei film di Gantz fatti in Giappone nel 2011?
      L'Immortale di Miike è un cinecomic?

      Sono forse questi ultimi dei cinemanga per la loro provenienza?

      Ed "Immortal ad vitam" allora dovrebbe essere un cine-bande dessinée?

      La smetto.
      Il punto è che tutti questi film in comune hanno poco o nulla se non di avere radici nei fumetti: tanto più che non si può nemmeno più tanto parlare di sceneggiature non originali, perché sempre più spesso questi film più che riproporre veri e propri archi/saghe/passaggi/storie già presentati su carta stampata portano su pellicola nuove storie basate su elementi e suggestioni già tratteggiati altrove (ma allora SW ep 7 dovrebbe essere un cine-movie, perché prende quanto già visto in altri film, ne fa un frullatone e poi serve un piatto già-visto/non-visto).

      Il fatto che la Marvel abbia sfornato oltre una 20ina di film con connotati simili a se stessi non può essere il metro di giudizio per definire cosa sono questi "parchi a tema", non più di quanto non possano essere presi i dischi dei Nirvana per definire cosa fosse l'"alternative rock" anni '90.
      Non ci stupiamo - anzi ci aspettiamo - che un gruppo musicale sia sempre riconoscibile per le sue sonorità, ma quando invece la stessa riconoscibilità avviene in ambito cinematografico questa deve assurgere a standard di categoria e ad appiattimento generale?

      Io ho apprezzato quasi tutti i film della Marvel (tranne Black Panther, per me il peggiore); ho adorato l'evento creatosi e da noi vissuto per Endgame; ed aspetto i prossimi film in arrivo.

      D'altro canto mi ha molto colpito L'Immortale, tanto da recuperarmi in seguito in blocco il manga (nota: se a qualcuno interessa, da questo mese inizia la ristampa); idem per Gantz animato ed i due in live action, infatti sto meditando di fare lo stesso recuperone.

      Joker è il miglior film su brand DC da molto tempo a questa parte.

      In comune questi film non hanno nulla.

      Nathan

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    3. Il mio ultimo compleanno da Teeanger è caduto nel 2000, però rientro anche nella categoria di chi dice che i “Millenial” sono quelli nati tra il ‘77 e il boh, ’95 mi pare, insomma un casino, come con l’espressione “cinecomics”.

      Bravissimo, perché se è tratto da un libro è normale, mentre se è tratto da un fumetto bisogna fare distinzione? Sano e vecchio razzismo contro i fumetti, da sempre considerati solo roba per bambini, oppure per maniaci sessuali, di solito più i Manga però. I Giapponesi, molto più propensi di noi alle storie dell’immaginario (in qualunque formato) mica dicono cinemanga ;-)

      “A history of violence” (2005) di David Cronenberg. Mai sentito nessuno chiamarlo Cinecomics. Oppure “V per Vendetta” (2005) che è una riduzione per bambini rispetto al fumetto da cui è tratto (quello si davvero adulto) però viene considerato un film serio e maturo, anche se rispetto alla controparte cartacea fa quasi ridere. Il paragone con i Nirvana è meraviglioso lasciatelo dire ;-)

      Trovo che sia lo stesso problema con la definizione “Graphic Novel” che per gli angolofoni è chiarissimo, da noi in uno strambo Paese a forma di scarpa è un casino. La (o il? Altro bel problema) “Graphic Novel” è un formato, che non riguarda il livello di “arte” all’interno delle pagine, ci cono “Graphic Novel” su Lanterna Verde, perché sono edizioni in volume delle storie uscite precedentemente in edicola e fumetteria.

      Qui da noi la confusione è più o meno questa:
      Graphic Novel = Arte.
      Fumetto = Fuffa
      Cinecomics = Fuffa
      Tratto da fumetto ma diretto da Cronenberg = Nessun nome, ma il fatto che sia tratto da un fumetto lo diciamo a voce bassa ;-)

      Questo è quello che succede quando vogliamo usare le parole in Inglese per sembrare più fighi, senza capirle per davvero ;-) Cheers

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    4. Il problema è che siamo un paese di vecchidimme. E di tanti gggiovani (non più così giovani) che per darsi un tono verso i vecchidimme sposano i loro stessi pregiudizi verso i fumetti, i videogiochi, o mantengono vivo il disprezzo nella definizione "cartoni animati"

      Che poi, il discorso sui cinecomic è nato con DECENNI di ritardo, quando la Marvel ha cominciato a fare i soldoni, quando TUTTI hanno cominciato a guardarli. Ai tempi dei primi X-Men e Spiderman non c'era tutto questo snobismo, né verso i primi Batman o Superman.
      Ultimamente sembra di stare vivendo una lunga, interminabile mattinata post-vittoria de La Grande Bellezza, con Mediaset che lo spara in prima serata, tutti lo vedono e diventano di colpo critici (io e Cass ce li ricordiamo quei giorni bui, vero Cass?)

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    5. La mia frase dopo il "Giorno maledetto": Ho ripetuto così tante volte la parola "Paolo Sorrentino" che le parole non hanno più senso (auto-cit.). Tu, Quinto Moro della Sardegna, sei colui che ha visto l'occhio, non di Sauron, al massimo di Toni Servillo. Cheers!

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    6. Beh, grazie di aver dato seguito al mio sfogo e di avermi mostrato una realtà non di isolazione!

      Scherzi a parte, sono arrivato alla frutta per quanto riguarda il sentire usati termini anglofoni vuoti di significato (sono il primo - purtroppo, perché un tempo schernivo quelli come me ora - ad usare fin troppi vocaboli stranieri, soprattutto inglesi, quotidianamente: per gran parte dovuto alla fruizione in misura forse maggioritaria di contenuti non in italiano sia per lavoro che per svago) come se da quella vaghezza ed indefinizione fosse possibile intuire la "realtà delle cose che ci circondano", così come Platone raccontava a proposito di ombre e prigionieri.

      La mia goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata proprio quella cretinata della legittimazione circolata dopo Venezia...
      Prima trovavo il termine cinecomic inutile, ma non irritante.

      Purtroppo vive di una assai troppo felice tripla allitterazione, tale da rendere molto accattivante il suono della parola :S

      Nathan

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    7. Ti dico solo che io spesso al lavoro intervengo nelle discussioni solo per tradurre le parole dei miei colleghi, con frasi volutamente irritanti tipo: «Va bene lo stesso se facciamo una riunione? Il meeting lo trovo indigesto dopo pranzo» (storia vera). Cheers!

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  21. Bel film, se hanno messo questa canzone:
    Recitar! Mentre preso dal delirio,
    non so più quel che dico,
    e quel che faccio!
    Eppur è d'uopo, sforzati! Bah! sei tu forse un uom? Tu se' Pagliaccio!
    Vesti la giubba,
    e la faccia in farina.
    La gente paga, e rider vuole qua.
    E se Arlecchin t'invola Colombina,
    ridi, Pagliaccio, e ognun applaudirà!
    Tramuta in lazzi lo spasmo ed il pianto;
    in una smorfia il singhiozzo il dolor, Ah!
    Ridi, Pagliaccio,
    sul tuo amore infranto!
    Ridi del duol, che t'avvelena il cor!
    Sarebbe stata un bella cosa,un citazione del joker del 66.

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  22. Bel filmone.
    Un solo parole per questo film:
    Se proprio devo avere un passato, preferisco avere più opzioni possibili!

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    1. Perché limitarsi, soprattutto con le storie immaginarie ;-) Cheers

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  23. Bella recensione Cassidy, complimenti.
    Farai un confronto con il film del joker con i due il film di Martin Scorsese ovvero taxi driver e un re per una notte?

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    1. Ti ringrazio molto, gentilissimo! ;-) Naaa piuttosto preferirei fare una rubrica su Martin Scorsese, quello sì, è sempre stato uno dei miei preferiti quindi non lo escludo. Cheers

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  24. Bel film, Cassidy.
    Che ne pensi delle Dichiarazioni di Martin Scorsese su i cinecomics?

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    1. Direi che ci ho scritto su un intero post, no? ;-) Cheers

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    2. Aggiungo solo che non vedo l'ora di vedere "The Irishman", quello lo aspetto da anni ;-) Cheers

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  25. Un buon film, intelligente per come è stato strutturatondal regista tra richiami e non ai fumetti ed ai classici di Scorsese. Phoenix esemplare, il suo è stato un one man show senza ombra di dubbio tra risate e balletti.

    La scena nella metropolitana è stata fantastica (grande Shea, sempre in ballo), ma il confronto televisivo con Bob verso la fine è stata una di quelle sublimazioni tra fumetto e cinema fantastiche (cosa che mi fa sempre rimpiangere il Joker di Miller nel Ritorno del Cavaliere Oscuro, unico nel suo genere) in pratica il climax della pellicola raggiunge il culmine quel momento il suo apice.

    Un soggetto comunque volutamente politico, per niente anche Moore ha espresso (come sempre) la sua opinione al riguardo.

    Comunque DeNiro è bello carico, non lo vedevo così in forma da fine anni 90 questo promette bene dell'imminente Irish Man!

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    1. Shea è sottovalutato, ma zitto zitto sta mettendo su una carriera niente male. Che poi quel momento lì non è imprevedibile, però non te lo aspetti lo stesso, abbiamo visto scene simili in altri film (“Network” di Sidney Lumet, ad esempio) ma qui Todd Phillips ha aperto definitivamente la scatola.

      Me la sono perse l’affermazione di Moore? Strano che abbia visto un film quasi tangenzialmente tratto da qualcosa che ha anche scritto lui ;-) Tu non hai idea, io “The Irishman” lo attendo dalla prima volta che ne ho sentito parlare, ed ormai sono passati almeno cinque anni, ma sto facendo una stima per difetto secondo me, se non ricordo male, avrebbe dovuto essere il suo film successivo dopo “The Departed”, quindi forse sono anche più di cinque anni. Cheers

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  26. Ho avuto talmente una settimana faticosa che mi ero perso questa recensione.

    Ho amato questo film dall'inizoo alla fine, per me uno dei migliori di quest'anno, l'interpretazione di Phoenix ti entra nelle vene, é qualcosa di pazzesco...

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    1. Riesce anche a colmare le lacune del film, prestazione d'altri tempo per lui ;-) Cheers

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  27. Letto ora perché prima volevo vederlo...
    Siamo abbastanza concordi (ma va?), solo che a te è piaciuto di più 😜 buon film, senza dubbio, ma troppo poco per tutto il clamore che ha scatenato e con diverse pecche - la storia della fidanzatina potevano toglierla e non sarebbe cambiato nulla, la capatina a casa Wayne sembra scritta da un bambino e via dicendo.
    Certo, Shea Whigham usato male e poco, il classico bravo che non esplode mai :/

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    1. I difetti sono tanti, Gioacchino passa sopra come la spugna a pulire, il clamore è esagerato, come tutto il clamore su Internet sempre. la scena della visita a casa bah, vale solo per vedere il piccolo Bruce Wayne che scende da una mini pertica, omaggio alla serie tv anni '60 ;-) Cheers

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  28. A costo di farmi odiare devo dire che ho trovato il film di una pesantezza massacrante tanto che anche i miei Evaristo ed Ernesto ad un certo punto non ne potevano più (e qua manca anche la Tyler). Per carità l'interpretazione di Phoenix si vede che è sofferta, si impegna tantissimo, riesce a trasmetterti quasi un dolore fisico nella sua risata ma il film io l'ho trovato davvero indigesto. Giusto per fare un paragone siamo miglia lontani da quel gioiellino che è Logan che invece, ogni volta che lo vedo, mi smuove qualcosa dentro (e a me Wolverine come personaggio sta sul razzo come pochi fumettisticamente parlando).
    Capolavoro anche no

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    1. Penso che sulla questione "capolavoro" ci siamo accordati: Esagerazione da Internet.
      Bravo è un film alla "Logan", ed io spero di vederne tanti in grado di usare i personaggi dei fumetti per non ripetere sempre lo stesso film, poi "Logan" dalla sua aveva un grande arma segreta: il western ;-) Cheers

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  29. Nella ridda di cinecomic che sta intasando le sale cinematografiche peggio che i topi le fogne, una figura si staglia: un pagliaccio, triste, patetico, disperato, malato, solo e solitario. Ci vuole davvero un bel coraggio a decidere di riscrivere daccapo un personaggio arcinoto a tutti e farlo divenire il fulcro di un nuovo universo; ritengo che non ci sia curati molto di quel che avrebbero potuto pensare i fans, e neppure di trovare una logica intrinseca con tutto quello che avevamo visto finora accadere a Gotham City. Proprio la città diventa personaggio silente e nascosto che spinge il nostro eroe (?) ad andare avanti: non è la madre, isterica e morente, con il suo affermare che Arthur DEVE portare un sorriso nel mondo, non è la stessa malattia di Fleck a far ridere lui di sè stesso e prendersi gioco degli altri. No: è Gotham, fredda come una giornata d'autunno, che mangia e poi rigetta tutto e tutti. Gotham è il centro del mondo, tutti gli effluvi del tanfo fognario si innalzano dalle sue fumose tubature per salire al cielo e, con essi, Arthur sale le scale con un peso. Si proprio le scale che dovrebbero simboleggiare l'avanzare, il migliorare, capovolgono il mondo come se ci si trovasse in un girone infernale. Un meccanismo che attende la scintilla per scattare, l'insoddisfazione della gente che si riversa contro chi (con un mezzo o con l'altro) s'è innalzato lungo la "scala sociale" divenendo speranza, simbolo, capo, padre-padrone del destino di chi sta in basso.
    E l'apparire, il farsi desiderare, l'essere riconosciuto diventa un bisogno primario. Arthur appare in tv e accetta il nomignolo che gli viene affibbiato, non riesce neppure a trovare un nome per se stesso. E accetta. Diventa, suo malgrado, un simbolo. Non è Guy Fawkes, non è padrone della sua vita e della sua morte ma avanza nella melma salmastra di un mondo che sta cadendo a pezzi e che non è in grado di trovare una via d'uscita ai suoi mali. Il deus ex machina si palesa: Wayne, afferma che è suo dovere trovare una soluzione ai problemi di Gotham (del mondo) incoronandosi esattamente come fece Napoleone. E le morti squallide di persone che vivono ai limiti della società non vengono quasi notate; il meccanismo della caccia all'assassino inizia quando tre colletti bianchi vengono uccisi in metropolitana: metafora del viaggio vita e della gente che vi si incontra.
    Tutti improvvisamente si riconoscono in quel pagliaccio misterioso che si rivelerà essere il JOKER, cioè una risposta a tutto senza che abbia un proprio significato. Magnificato, idolatrato, replicato e poi giù per la scale per scendere in quel girone infernale chiamato vita finalmente accettando il proprio inutile ruolo da comprimario in uno spettacolo chiamato realtà, ebbene si, è nella discesa (agl'inferi) che Fleck finalmente prende coscienza che anche uno come lui ha qualcosa da dire ma non prima di essersi purificato sotto una pioggia scrosciante che lava le cose ma non smuove lo sporco che si annida per le strade e nelle vite di tutti.
    Joker è un film possente nell'impianto, che si regge su spalle ben solide ma che non ha vita propria ma, furbescamente, pesca nell'immaginario collettivo per far si che ognuno vi si specchi senza difficoltà alcuna cercando la sfumatura più adatta.
    Nizortace.

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    1. Totalmente d'accordo, ha tutto per piacere agli appassionati di fumetti e a quelli della New Hollywood. Infatti mi fanno ridere le polemiche e me la rido ancora di più, visto che a me piacciono da sempre entrambi ;-) Cheers

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