giovedì 12 settembre 2019

Top Gun (1986): Una specie di Rock 'n' Roll nei cieli

Il 12 settembre 2019 la Bara Volante portò avanti una rubrica per spiegare a tutti chi fosse il migliore tra i fratelli Tony e Ridley. Ci riuscì? I detrattori la definirono un’impresa suicida, ma per tutti gli altri era nota come la rubrica… Lo Scott giusto!

Più o meno è andata così, da qualche parte nel 1983, una copia della rivista California Magazine finisce sul tavolo della colazione di uno tra Don Simpson e Jerry Bruckheimer, i leggendari produttori meglio noti come Don & Jerry. Il pezzo è stato scritto da Jack Epps Jr. e Jim Cash e parla dell’addestramento dei piloti da caccia Top Gun che avveniva alla Miramar Naval Air Station di San Diego.

Don & Jerry sono imballati di soldi, roba che se il tavolino da caffè ballava per via di una gamba un po’ più corta delle altre, loro lo sistemavano mettendoci sotto una mazzetta di banconote da cento dollari. E poi compravano un tavolo nuovo. D’oro massiccio. Cose che succedono se nel giro di pochi anni ti ritrovi a produrre roba come “Flashdance” (1983) e a sfondare i botteghini con Beverly Hills Cop.

Per non saper né leggere né scrivere, assumono subito due che sanno farlo: Jack Epps Jr. e Jim Cash vengono pagati per scrivere una sceneggiatura tratta dal loro stesso articolo e quando i due giornalisti provano a far notare che loro non hanno mai scritto niente per il cinema, vengono subito affiancati da Chip Proser in veste di consulente che prima temporeggia, poi accetta, quando Don & Jerry gli offrono 30.000 fogli verdi con sopra facce di presidenti morti per il suo lavoro... Sì, ma alla settimana! Avete presente il corvo Rockfeller? Forse Don & Jerry si sono comprati anche lui.

Tutto si può fare quanto può costare? Un milione due milioni forse tre, il problema non c'è! (Cit.)
Ma siccome i due produttori sono tutto tranne che scemi, sventolano la sceneggiatura sotto il naso del dipartimento della difesa degli Stati Uniti che capisce che questa roba può aiutare a rimpolpare le fila dei suoi ranghi, quindi concedono – nel limite della segretezza – consulenze, mezzi e accesso ad aerei e portaerei. Ad esempio, nella prima bozza si parlava di spazio aereo sopra Cuba, cancellato ogni riferimento all’isola di Castro perché meglio non dire, come cantava Patty Pravo. Alcune revisioni vengono fatte anche al personaggio di Kelly McGillis, Charlotte "Charlie" Blackwood passa dall’essere un’istruttrice militare della Top Gun, ad una consulente civile che fornisce insegnamenti ai giovani piloti, pare ispirata alla vera Christine “Legs” Fox. Complimenti per il soprannome.

Per gli attori si fa abbastanza presto: Val Kilmer era legato da vincoli contrattuali dalla Paramount Pictures, quindi si becca il ruolo di Tom "Iceman" Kazinsky e zitto, anche se a Kilmer di girare la parte non fregava un accidenti, ma siccome è uno dei divi più rompicoglioni di tutta Hollywood, si mette subito in competizione con il protagonista che originariamente avrebbe dovuto essere Matthew Modine – rifiutò perché “Top Gun” era troppo interventista per la sua politica, infatti l’anno dopo divenne famoso per una pellicola opposta come “Full Metal Jacket” – ma finì per essere Tom Cruise, gasato da un bel giro a MACH-2 in aereo da combattimento organizzato da chi? I morigerati Don & Jerry, sempre loro.

Per l’arruolamento, siamo passati dall’indice dello zio Sam, al pollice di Tommaso Missile.
Certo, avremmo anche bisogno di qualcuno per dirigerlo ‘sto cazzarola di spot per l’arruolamento, facile! John Carpenter (storia vera)! Credo che il Maestro stia ancora ridendo adesso quando ripensa all’offerta di dirigere una roba paramilitare. Seconda opzione? Tenetevi forte, David Cronenberg. Che è appassionato di motociclette sì, ma ve lo immaginate il “Top Gun” di Davide Birra? Maverick e Charlie che fanno sesso sull’ala di un F-14 sulle note di “Take my breath away” diretti come in una scena di Crash, con aerei che si schiantano, corpi che si sfracellano, forse un po’ troppo.

Non se ne esce, Don & Jerry disperati ingollano Whiskey costoso e usano banconote come sottobicchieri, mentre distrattamente sul loro tv mastodontico parte lo spot televisivo di una Saab che sfida in velocità un jet da combattimento, per la precisione, questa pubblicità qui:


In due si buttano sul telefono per scoprire chi ha diretto quella roba, chiunque sia è nato per dirigere “Top Gun”. Il regista, ovviamente, è quello giusto della famiglia (Tony Scott) che dopo l’enorme flop al botteghino di Miriam si sveglia a mezzanotte, è tornato a dirigere video musicali e pubblicità per il piccolo schermo. Lavoro un po’ di fantasia, ma m'immagino lo Scott giusto davanti alla proposta (e alla valigetta piena di soldi) di Don & Jerry infilarsi i Ray-Ban a specchio, accendersi un sigaro e dire: «Facciamolo!», magari con “Danger Zone” che parte a volumi criminali in sottofondo.

Lo Scott giusto, indica a Tom la direzione da percorrere per diventare una grande stella del cinema.
Parliamoci chiaro, voglio essere limpido riguardo alla mia posizione: in tutte le rubriche monografiche che ho fatto qui sulla Bara, ho sempre cercato di trovare un filo rosso tematico che unisse tutte le pellicole di un particolare regista, non mi sono mai trovato in questa condizione, perché analizzare “Top Gun” come il secondo film del regista di Miriam si sveglia a mezzanotte è un salto nel buio con mani e piedi legati. Cos'hanno in comune i due film? Ad una prima analisi verrebbe voglia di citare Cetto la Qualunque, a volerci proprio provare direi un'estetica ultra ricercata e ultra patinata e una buona dose di “Sesso a pile” nell’aria, molto legato ad una sessualità anche un po’ ambigua, ma sto veramente camminando sulla corda tesa. Per Tony Scott “Top Gun” è l’occasione per incassare e allo stesso tempo rientrare nel giro che conta, nella serie A del cinema a cui è destinato ed è l’uomo della provvidenza perché si è fatto le ossa nella pubblicità, qui fa quello che gli viene chiesto, il più grosso, costoso e fottutamente mitico spot di arruolamento per la Marina Militare americana. Ma la bomba più grossa sganciata da questo film resta il quintale di iconografia uscito da “Top Gun” ed entrato a far parte della cultura popolare.

Lui è di sicuro uno che preferisce i film dello Scott sbagliato (per altro, battuta improvvisata da Val Kilmer sul set, storia vera)
 Sempre nell’ottica di parlarci chiarissimo, quando ero alle elementare TUTTI i miei compagni erano impallinati con questo film, TUTTI volevano essere Maverick, il che mi andava benissimo, così io potevo infilarmi nei giochi impersonando Mitchell Gant, il personaggio di Clint Eastwood nel mio film di piloti e aerei preferito, “Firefox - Volpe di fuoco” (1982). Ho conosciuto gente che si è firmata Maverick83 su internet fino all’altro ieri e che ha imparato a suonare la pianola Bontempi (per poi passare ad altro) strimpellando “Take my breath away”. Sono sicuro che se si fosse presentato un reclutatore della US Navy in classe da me, sarei rimasto seduto solo io.

“Questa Bara Volante è uno spasso, gira tutto!”
Quante volte ho visto “Top Gun”? Forse ad ogni replica televisiva, divertendomi, ma a distanza di sicurezza, perché il suo protagonista Tommaso Missile mi è sempre stato sulle palle, bisogna essere intellettualmente onesti, questo è un vigliacchissimo modo per convincere ragazzi ad arruolarsi, super patinato, esageratamente convinto dei suoi mezzi, arrogantissimo, posso capire chi non lo apprezza, ma sapete perché è un gran film? Perché è super patinato, esageratamente convinto dei suoi mezzi e soprattutto arrogantissimo. Uno dei parametri di arruolamento per i Classidy è quello di riuscire a dare una spallata alla cultura popolare diventando un fenomeno di costume, questo film ha marchiato a fuoco l’estetica di un paio di decenni e di generazioni di spettatori, lo voglio tra i Classidy!


Con la volontà di arrivare al pubblico americano giovane, per la struttura di base si va a pescare dalle dinamiche dei film sportivi, non ci sono molte differenze con “Momenti di gloria” (1981) anche se può far venire le vertigini pensarlo: la rivalità tra i due protagonisti, una regia che punta all’epica, un cast quasi del tutto maschile (in cui la bella protagonista, ha un nome da uomo, Charlie) e le musiche di Harold Faltermeyer al posto di Vangelis.

“Top Gun” è la storia di Pete "Maverick" Mitchell (Tommaso Missile) talento puro e puro istinto che potrebbe essere un velocista, un quarterback, un pilota di NASCAR (occhiolino-occhiolino) il miglior giocatore della squadra di calcio, quidditch o curling, quello che volete voi, il basket no, perché Tom è un tappo (ah-ah!). Solo che qui lo sport è pilotare aerei da combattimento e Maverick sfoggia sicurezza, con il suo talento seduce tutti (soprattutto Kelly McGillis), cade in depressione, ma si riprende in tempo per andare a vincere, con in mezzo, una rivalità proprio come in “Momenti di gloria”. Una pellicola, se vogliamo, vigliacchissima perché beccami gallina se mai una volta si capisce che questi vanno in guerra ad ammazzare qualcuno, sì, rischiano la pelle, ma solo per sottolineare quanto sia estremamente figo essere così coraggiosi, per il resto tutto è edulcorato.

Fun Fact: La scena dell’ascensore è stata aggiunta in corsa, il berretto serviva per mimetizzare i capelli più corti di Kelly McGillis.
I combattimenti aerei sono un videogioco, punta aspetta il mirino verde e clicca. I nemici? Sono generici piloti con casco e maschera per respirare, senza volto e senza nome, sempre solo identificati in numero di MiG da abbattere per vincere la partita. Il resto del tempo che si fa? Si sta tra i banchi di scuola, dove i professori (non a caso uno è interpretato da James Tolkan, il preside Strickland di Ritorno al Futuro) sono tosti, ma saggi, come Mike "Viper" Metcalf (Tom Skerritt) quasi una figura paterna, oppure il roccioso Rick "Jester" Heatherly, interpretato da un Michael Ironside così calato nel ruolo che pare che durante le riprese, con uniforme di scena addosso, abbia intimato ad un vero cadetto della US Navy di smettere di correre e quello dopo il saluto militare ha eseguito a colpi di «Signor sì, signore!», anche perché non so voi, io non mi metterei a discutere con uno come Michael Ironside.

Tim Robbins, prima di finire a prendere lezioni di volo da Howard.
La scuola “Top Gun” è una versione stilosa della vita scolastica, in cui si ride e si canta al bar con gli amici, e se ti va bene, piloti un aereo da centinaia di milioni di dollari come se fosse il videogame più costoso del mondo. Se ti va male, invece, vai in giro con sul naso i Ray-Ban Aviator e una giacca di pelle piena di toppe. Per dirvi degli intenti del film: pare che il consulente messo a disposizione dalla US Navy Pete Pettigrew, un vero istruttore della scuola Top Gun abbia fatto notare l’incongruenza delle eccessive toppe sui giubbotti e Tony Scott lo abbia ignorato dicendogli: «Non stiamo realizzando questo film per i piloti di caccia della Marina, lo stiamo realizzando per i coltivatori di grano del Kansas che non conoscono la differenza» (storia vera).

Citando le parole del regista, “Top Gun” è una specie di Rock'n'Roll nei cieli, i Mig nemici entrano nello spazio aereo, solo per fare da bersagli ai protagonisti che a volte non li abbattono nemmeno, come nella scena del volo capovolto con scatto di Polaroid e dito medio. A cercare la logica nei combattimenti aerei, la Terza Guerra Mondiale sarebbe dovuta esplodere tre volte solo nel primo tempo del film, a nessuno importava nulla della coerenza, insieme a quello che sarebbe diventato il suo fidato collaboratore, il montatore Chris Lebenzon, Tony Scott ha sudato sette camice per rendere più dinamici possibili i primi piani degli attori con i volti coperti dai caschi, tutta la montagna di roba girata da lui e il resto del generico materiale relativo ad aerei in volo, fornito dal dipartimento della difesa.

“Dannati F-14 questo spazio aereo è riservato alle bare volanti!”
Non ho trovato conferme sul fatto che Tony Scott abbia davvero chiesto di far ruotare due volte una portaerei, pur di poterla inquadrare con la luce migliore sullo sfondo, mi baso su quello che posso vedere e quello che vediamo nel film è pura pornografia aerea, come i primi cinque minuti del film che sono sempre quelli che ne determinano tutto l’andamento e qui lo fanno alla grande.

Due minuti del mitico tema musicale del film composto da Harold Faltermeyer, sfumano subito nell’altrettanto leggendaria “Danger Zone” di Kenny Loggins come se fossero una sola canzone, mentre Tony Scott inquadra decolli, partente, atterraggi, dettagli su ali e gomme degli F-14 il tutto con la fotografia di Jeffrey Kimball che rende ogni fotogramma un quadro.

“Top Gun” è tutto così: arrogantissimo nel voler ribadire (come il suo protagonista) di essere il migliore. Io me lo immagino Tony masticare sigari pensando «In culo a te Ridley», mentre dirige scene come quella di Tommaso Missile che sfreccia in moto accanto all’aereo che decolla, oppure quando al tramonto sulla sua moto – Cruise ha preso lezioni di guida apposta per il film, ma deve averci preso gusto – a guardare gli F-14 in partenza, in cerca di ispirazione nel suo momento di depressione.

Nella vita, trovatevi qualcuno che vi guardi, come Maverick guarda gli aerei in decollo.
Tony Scott dirige con un furore belluino e un vaffanculo dentro al cuore, qualcosa destinato a scolpirsi a fuoco nell’immaginario collettivo in ogni singolo dettaglio ultra cesellato. Ogni volta che Kelly McGillis entra in scena viene accennata “Take my breath away” che, però, si sente per intero solo durante la scena di sesso tra Maverick e Charlie che dura pochissimo, ma da tutti è ricordata come una delle più celebri scene bollenti della storia del cinema, aggettivo non scelto a caso, se ricordate la parodia fatta in “Hot Shots!” (1991).

Questo è il film che ha lanciato per sempre Tom Cruise nel Valhalla dei Divi di Hollywood che, ancora oggi, non accenna ad abbandonare. Non mi è simpatico, ma già da questo film si vede tutta la sua voglia di emergere, lo vedi che guarda gli aerei in volo, ma sta fissando il cielo più su dove vorrebbe stare lui. Quando nel film tutti gli dicono che lui è il migliore (e lo fanno proprio tutti!) lo stanno dicendo a Tommaso che fa la sua mossa, sorriso-abbassa-lo-sguardo-finge-la-modestia-che-non-ha che lo ha reso celebre. Una delle più azzeccate associazioni tra attore e personaggio della storia del cinema.

Gli occhiali da sole, la vera cifra stilistica di tutto il cinema di Tony Scott.
Il film si espone a gomitini e battutine, riguardo il rapporto di “Bromance” al limite (e spesso oltre) l’ambiguità, i momenti che io chiamo «Baciami, stupido» quando si urlano in cagnesco a mezzo centimetro dalla faccia uno dall’altro abbondano, ma parliamoci chiaro: stanno lì apposta. Tony Scott è troppo furbo e aveva capito benissimo che questo film si vendeva da solo ai maschietti, per fare i soldi veri, per trasformarlo in un successo enorme e non dover tornare a dirigere spot televisivi, bisognava colpire al cuore l’altra metà del cielo.

Sembra anche un po’ la famosa scena di Buffy, insomma tutto molto equivoco.
Conosco ragazze che hanno iniziato a giocare a pallavolo solo per la scena di Beach Volley di questo film, più in generale credo che più di un ormone femminile sia stato aizzato da quella scena, a riempire le sale saranno in parti uguali maschietti venuti per gli aerei e i Ray-Ban a specchio, ma anche signorine che vogliono solo vedere Tom Cruise e Val Kilmer al massimo della forma, quindi Tony li dirige saltellanti e sudati, con la ferma intenzione di mandare a MACH-2 gli ormoni.

"I didn’t have a vision of what I was doing other than just doing soft porn" parola di Tony Scott.
Cosa piace sia ai maschietti che alle femminucce giovani? A parte fare le cosasse! Mi riferivo alla musica che, infatti, abbonda in questo film. Quando non si sentono in sottofondo pezzi come “Mighty Wings” dei Cheap Trick – Bryan Adams non ha concesso la sua “Only the strong survive” per le stesse ragioni di Matthew Modine – i protagonisti parlano di musica, come il monologo su "Sittin' on the dock of the bay" di Otis Redding, oppure molto più direttamente cantano e basta, come fa Goose (che ricordiamolo, si scrive con due “O”) quando al piano strimpella “Greats balls of fire” che nel doppiaggio italiano con cui sono cresciuto io, è tutta tradotta... Altri tempi proprio.

Come ho imparato le parole della più famosa canzone di Jerry Lee Lewis (storia vera)
“Top Gun” è un film scemo e abbastanza disonesto, è lo spot di arruolamento più costoso della storia, costato 15 milioni di fogli verdi con sopra facce di ex presidenti spirati, ne ha portati a casa la bellezza di 176 diventando il maggior incasso del 1986. Però la vera forza del film non è nei numeri, ma nel costume, “Take my breath away” è stata l’inno delle lingue a mulinello (o aspiranti tali) per almeno un paio di generazioni, dopo l’uscita del film, la Ray-ban ha registrato un aumento del 40% delle vendite del suo storico modello Aviator, a crollare, invece, sono stati gli arruolamenti tra le fila della US Air force, siccome tutti ora volevano entrare in marina e diventare Top Gun, la risposta è stato “L'Aquila d'acciaio” (1986) con Louis Gossett Jr. impegnato a dare lezioni di vita in volo, cercando di riportare in pari il numero di cadetti.

In mancanza di un Bro-Fist, un cinque alto ci sta sempre bene.
Ci sono stati pochi film nella storia del cinema, capaci di marchiarsi a fuoco in maniera così indelebile nell’immaginario per almeno un paio di generazioni, usando quasi esclusivamente delle novità, pezzi musicali nuovi per l’epoca, attori giovani e quasi esordienti – tipo Meg Ryan, in una particina ben prima di diventare la fidanzatina d’America, era già quella di Goose – tempi in cui ancora si creava iconografia. Basta dire che io ho un paio di Aviator a specchio e la mia giacca preferita, sembra uscita da questo film, l’unica volta che l’ho messa per salire in aereo, la mia Wing-Woman ha passato il tempo a prendermi per il culo, dicendo che non me lo avrebbero fatto pilotare, nemmeno vestito così (storia vera).

"Noi, facciamo, Tendenza" (Cit.)
Insomma, a livello inconscio anche io sono rimasto affascinato da un film che ha fatto storia e chi lo ha diretto? Lo ha diretto il vooooostro Ridley? Na Na, lo ha diretto lo Scott giusto Tony, la cui rubrica continua la settimana prossima, ma prima, il consueto schemino che ci accompagnerà fino alla fine e che servirà a portarvi tutti dal lato giusto della “Scottitudine”, ma non perdetevi la locandina d’poca del film sulla pagine di IPMP!

Top Gun (1986):
Se lo avesse diretto Ridley?
Aaaah se lo avesse diretto lui, in tanti starebbero qui a menare il torrone sull’importanza socioculturale della pellicola nell’immaginario collettivo giovanile, ma lo ha diretto Tony, quindi è solo una roba tamarra con gli aerei e alcuni canzoni premiate con Oscar.

Nel paragone diretto, resta comunque molto meglio di:
Legend (1985)
Altro titolo di culto che, però, ricordiamo in pochi. “Top Gun”, invece, lo conoscono anche quelli che non lo hanno mai visto e poi quando Tom Cruise ha potuto, è con Tony Scott che ha deciso di fare un altro film, mica con Ridley, tiè!

Risultato parziale dopo il secondo Round:
Tony con due destri ed un sinistro mette subito in chiaro che non è il fratello sfigato di nessuno e vince il round senza appello, lo Scott giusto si chiama Tony, ricordatelo sempre!

80 commenti:

  1. ....eeeed ecco TUTTA la colonna sonora che mi risuona nelle cervella!!
    Take me on your mighty wings!! Take me on your miiiiighty wings toniiiiight....pa raaaaaa! pa ra ppa para ppaaaaa!!

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    1. Che gran gruppo i Cheap Trick ;-) Penso che solo la saga di “Rocky” abbia sfornato più classici musicali di questo film. Cheers!

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    2. E sempre con l'ottava nota *pa* !!

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    3. P.S. E adesso, sotto con DAYS OF THUNDER!!!
      Così poi nei commenti ti faccio tutta la trascrizione, bendato e a testa in giù dei dialoghi del suddetto.
      Penso che non ce ne sono altri che conosca altrettanto bene parola per parola!! 😄😄

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    4. P.P.S. Preside STRICKLAND!! 😂😂😜😜

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    5. Confesso che quando ho dovuto fare l’elenco degli sport nel post, mi sei venuto in mente (storia vera) anche perché avevo appena rivisto “Days of Thunder” ;-) Strikland va citato ad ogni apparizione, come Ironside. Cheers!

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    6. Sei un grande! Grazie per il pensiero e l'occhiolino 😉😊

      "preside Strickland" oltre che essere una citazione era un mio romperti le balle perché nel post hai scritto Skinner! 😄 Comprensibile il lapsus da sovrintendente Chalmers! 😂

      Ironside è perfetto per la parte!! Tu non saresti saltato sull'attenti ad un suo ordine? Anche perché sennò ti guarda intensamente e ti fa esplodere le cervella!

      "Aquila d'acciaio" lo ricordo come un gran bel film e anche questo non lo rivedo da tanto tempo!!

      Su "Firefox" anche il personaggio del Clint si chiamava Mitchell??

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    7. Oddio ho scritto Skinner davvero! Sono cresciuto con i Simpson e ne pago le conseguenze :-D vado a correggere grazie! Si chiamava Mitchell Gant. Cheers!

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    8. Idem, pure io!! 😉👍🏻

      Insomma: Mitchell Gant prima e Pete Mitchell poi...mistero!! Scateno un indagine di Giacobbo che non ve la sognate neppure!

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  2. il nome non lo dico ma quell'anno ci fu una ragazza classe 1971 ( e secondo me non fu l'unica ) che si fece portare a vedere top gun al cinema 28 volte da altrettanti ragazzi.
    dcio 28 anche se nell'ultimo racconto in birreria la cifre stavano sopra i 300!!!!!!!!

    tutte le persone che non sono state invitate al cinema.

    io da parte mia non l'ho mai visto sto film e escludo di farlo

    mi basta la fotòò@@@ta colonna sonora!!!!

    da trent'anni che mi tambureggia in testa!
    Take me on your mighty wings!! Take me on your miiiiighty wings toniiiiight....pa raaaaaa! pa ra ppa para ppaaaaa!!

    aiuto!!!!!

    rdm

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    1. Qui il mito sfuma direttamente nella leggenda, ma non esito a crederci, perché prima di “Titanic” questo film era già lì a macinare soldi e a creare cultura Pop condivisa ;-) Cheers

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    2. Da 30 anni funziona alla grande!! 😄😄😄

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    3. Lo penso anche io, questo film ha creato iconografia, oggi ci rifacciamo continuamente a quella vecchia, siamo nell’era del post moderno spinto, Tony invece ha inventato ;-) Cheers

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  3. Mi viene in mente l'assurda teoria che diede Tarantino a tutto il film 🙈🙉 a parte questo è forse stato lo sdoganamento dello stile "da videoclipparo" sul grande schermo, una sceneggaitura che fa da ottimo connubio con lo stile di Tony. Bellissimo poi il tema musicale portante composto da Moroder e poi c'è lei quella bionda mozzafiato di Kelly McGillis (che è tipo la seconda per Tommaso dopo Elizabeth Shue).

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    1. La famigerata interpretazione di “You can ride my tail / Wingman anytime”, ora non ricordo il titolo del film in cui la snocciolava, mi pare il mio amico qualcosa, però dai è un po’ come sparare ai pesci nel barile, metà dei film d’azione sono basati sul “Bromance” e molti di questi sono all’limite dell’equivoco. Se dobbiamo giocare a questo gioco, vogliamo parlare della “manie” nei film del buon Quentin? ;-) Poi va anche detto che ogni cosa detta da Tarantino viene tenuta in altissima considerazione (e ne dice tante, oh le se le dice!) però quando parla di Tony Scott ha sempre un occhio di riguarda, ridendo e scherzando e allo Scott giusto che deve la sua carriera nel mondo del cinema ;-)

      Kelly McGillis è forse l’unica che non è decollata a Mach-2 dopo questo film, rivista di recente in alcuni horror niente male, ma poco altro, per tutti sarà sempre la bionda di “Top Gun”. Cheers!

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    2. Ovviamente erano grandi amici (difatti quell'interpretazione era fatta in modo goliardico tra colleghi), solo Tony poi poteva adattare True Romance rifacendosi al suo stile, che poi la director's cut di quel film è una perla come poche. Per dirla tutta quando Stone prese in mano la sceneggiatura di Assasini Nati ne fece tutt'altra pellicola (come è giusto che sia, visto l'autore in questione). Ma Tony è Tony, sapeva adattarsi ad ogni compromesso nei suoi limiti ovviamente.

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    3. Esatto, il problema è che ogni cosa che Tarantino dice, da tanti viene presa come IL VERBO, ma anche come l’unica interpretazione possibile. In compenso è grazie a Tarantino se abbiamo la miglior versione di “Revenge”, quindi si, erano amici sul serio. Dovei rivedermi “True Romance” a breve per la rubrica, ci credi che non vedo l’ora? ;-) Cheers

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    4. "Che cos'è Top Gun, se non la storia di un uomo che combatte la propria omosessualità?" :-)))))

      https://www.imdb.com/title/tt0111218/characters/nm0000233

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    5. D'altronde la McGillis ha dichiarato la propria omosessualità dopo questo film (non è vero) quindi un fondo(tinta) di verità c'è!!

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    6. Ah ecco era “Il tuo amico nel mio letto” visto una vita fa quando cercavo tutto di Tarantino, anche roba tipo “Mister Destiny”, ero giovane e stupido. Ora sono solo stupido ;-) Cheers

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    7. Sapevo che era rimasta un po’ ai margini del giro grosso, anche volontariamente, ora potrei confondermi perché aveva recitato in quella mazzata sui denti di “Sotto accusa”, però mi pare che sia stata vittima di stupro. Insomma problemi un po’ più grossi di quelli di peso che l’hanno esclusa dal prossimo “Top Gun” (…assurdo). Cheers!

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    8. Sì, hai ragione, l'esclusione dal seguito, per usare le parole di Gabe Cash, è puzzolente, proprio non si doveva fare!

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    9. Per altro sostituita in favore di una che ha il problema opposto, è diventata fin troppo magra. Per quanto questo è il massimo della “critica” che mi sentirete MAI muovere a Jennifer Connelly. Cheers!

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    10. Jennifer Connelly è troppo bella per essere vera, ne sono innamorato dai tempi di Labirinth ed è pure invecchiata bene! Per il potere di... Chirurgo plastico... Stesso discorso per Vanessa Gravina, un'altra che mi piace assai, a partire dalla voce...

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    11. Da prima “C’era una volta in America” ;-) Cheers

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  4. se ti dicessi che questo film l'ho visto solamente qualche anno fa perchè era praticamente l'unico che passavano su Sky 3D e volevo provare gli occhialini mi ritiri la tessera?

    ad ogni modo, forse perchè l'ho visto fuori tempo massimo, non mi ha mai attirato più di tanto...

    PS: il trailer del sequel è peggio dei trailer buffi di Maccio Capatonda...

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    1. Se mi fai provare a vederlo in 3D con gli occhialini no ;-) Scherzi a parte, vederlo ora per la prima volta, è diverso che esserci cresciuti, però almeno il mito che ha generato quello è ancora tutto lì da vedere. Non ho visto il trailer, ho smesso di guardarli sono quasi fuori dal tunnel, però non so il regista che hanno scelto Cosoniski lì come si chiama lui, uhm non mi lascia tranquillo, ma per certi versi potrebbe funzionare. Dopo che ha messo le sue manacce su “Tron” però ancora non l’ho perdonato. Cheers!

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  5. Figata lo spot della Saab, in più facilitato dal fatto che produceva sia veicoli che aerei, peccato per la brutta fine fatta!! Tony Scott per me è sempre stato un gran regista, ti dico solo che l'ultimo boyscout da lui diretto è uno dei miei film preferiti. Come scrivi, anche a me Tomino Cruise non mi è mai stato simpatico. Sarà perché trasuda arroganza e sicurezza da ogni poro, quindi tutto il contrario di quello che sono io, sarà per una sorta di invidia per aver recitato con Rebecca de Mornay, una delle mie attrici preferite quando ero giovane, sarà per il fatto che non posso considerarlo un buon attore, per quanto sia migliorato con l'età, sarà quel che sarà... Insomma morale della favola preferisco di gran lunga Mitchell Gant, più sporco, più duro ma anche più vero. Quello che manca insomma a questo film, però devo ammettere che ha una potenza visiva eccezionale. Firefox è solo di tre anni prima ma sembra di trenta anni prima. La capacità di Tony è proprio quella di utilizzare un linguaggio moderno e che ha fatto scuola, un misto di Miami Vice, product placement e retorica americana spinta. Colonna sonora esagerata, Berlin sentiti a manetta e video di Jenny Loggins, ovviamente con occhiali, visto centinaia di volte sul tubo.

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    1. “Firefox” ha anche degli elementi esagerati quasi da fumetto, che lo rendono ancora godibilissimo. “Top Gun” è più serio, o per lo meno è tiratissimo negli intenti ;-) “L'ultimo boy scout” è uno dei miei film della vita, non si discute. Cheers!

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  6. Ovviamente Kenny Loggins, dannato t9!! 😜

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    1. Figurati era chiaro, anzi ne ho approfittato per rimetterlo in cuffia (storia vera). Cheers!

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  7. Caspiterina, mi sono andato a rivedere la filmografia di Tony Scott e ho visto che ha anche diretto il video di One more Try, una delle canzoni più belle di George Michael, a mio avviso. Oltre che ovviamente il video di Danger Zone!! Ecco perché gli occhiali da sole di Kenny!!

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    1. Auuuueeee tuuuu deeeee déngizoooouuun!!! 😎😎

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    2. Cercherò di coprire quanto più possibile da qui alla fine della rubrica su Tony, arriveremo a dicembre tutti con i Ray Ban sul naso ;-) Cheers

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    3. ...Cantando deeeee déngizoooouuun! :-P Cheers

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    4. Porco cane appena sono uscito dal lavoro in pausa pranzo ho attaccato la colonna sonora in autoradio a tutto randello...c'è un drittone qui nella zona industriale e volevo anche decollare con il mio F14 Tomcat...poi mi sono ricordato che è solo una Opel e allora ho lasciato perdere!! 😎

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    5. E a proposito di colonna sonora di Top Gun: se non lo sapete QUESTO PEZZONE era uno dei papabili da aggiungere alle altre canzoni!! Poi hanno pensato che sarebbe stato un flop e allora niente...bella pensata ragà! 👍🏻 Però io nell'autoradio ce lo sparo lo stesso a volumi da arresto!!

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    6. I Judas Priest sarebbero stati l’unico modo per rendere ancora più cazzuta la colonna sonora ;-) Cheers

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  8. Vuoi un filo rosso per il cinema di Tony? Il tempo. In ogni film il protagonista è vittima del tempo, vorrebbe sempre tornare indietro per scegliere una via diversa, cambiare una propria scelta. Apice di questo è "Déjà Vu", ma guardando i primi due tasselli della monografia, in Miriam abbiamo un vampiro che vorrebbe non invecchiare, tornare di nuovo giovane, in "Top Gun" un pilota che per una scelta sbagliata perde un amico.

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    1. A proposito negli extra del DVD c'è la genesi del film che è stat disastrosa, ne sa qualcosa il montatore.

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    2. Effettivamente potrebbe essere così, anche in Unstoppable c'è un treno che va fermato in tempo e anche in Pelham, poi Axel Foley ha una finestra di tempo ridotta per trovare chi ha ucciso l'amico, prima di tornare a Detroit. Poi sempre il tempo o il fatto di non averne più, in quanto malato terminale, ha segnato la sua vita (ma forse sarebbe giusto dire la sua morte).

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    3. Il tempo è cardine della filmografia.

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    4. Si è una buona chiave di lettura, ci avevo anche pensato ma la difficoltà era proprio confrontare “Miriam” e questo, come parte di una filmografia di soli due film, con il beh, tempo è diventato più facile riconoscere i temi chiave di Tony. Purtroppo è triste pensare che alla fine il tempo sia mancato proprio a lui. Cheers

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    5. Per questo post mi sono nutrito di Wikipedia per confermare le fonti, alcune interviste in rete e i preziosissimi contenuti speciali del DVD, carichi di roba ghiotta. Il montatore Chris Lebenzon intervistato ha quasi ribadito la paternità di una buona fetta di lavoro, visto che il mazzo a montare tutta quella roba alla fine se lo è fatto lui, anche perché gli attori con il respiratore sul viso, sono anche stati (comodamente) ridoppiati, per dare una logica alla trama. Perché alla fine a nessuno importava molto della logica delle scene di volo, insomma “Top Gun” è uno di quei casi in cui tutto sembra tendere verso il disastro (la genesi da un articolo, i due giornalisti pagati per sceneggiare, il regista preso al volo dalle pubblicità) che però poi funziona alla grandissima, una manovra degna di Maverick ;-) Cheers

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    6. Diciamo che Chris Lebenzon dichiara celatamente che tutte le riprese erano a puttane e ha fatto di tutto per mettere assieme il film, mentre tutti pregustavano la gloria sbattendosene i coglioni e lasciandolo da solo ahahahaha

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    7. Non l'eroe che meritavamo ma quello di cui avevamo bisogno ;-) Cheers

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    8. Aveva come santo protettore Casablanca", il film simbolo di lavorazioni astruse, ma dove poi tutto torna. XD

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    9. Anche quello che storia produttiva, poi è davvero un classido ;-) Cheers

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  9. La colonna sonora nelle orecchie risuona, di un film che effettivamente ha fatto epoca ed è rimasto nell'immaginario di tutti ;)

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    1. Siamo in tanti ad essere stati influenzati da questo film ;-) Cheers

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  10. Effettivamente non è un film di genere che può portare a riflessioni più profonde come altri del periodo quali "Ritorno al futuro", "Gremlins", "Ladyhawke", "Mr Crocodile Dundee", "Wargames"...
    però funziona maledettamente e riporta in auge l' aviazione al cinema dopo anni ed anni... cast azzeccato, mai un momento di stanca neanche nelle scene intimiste, colonna sonora mitica come quasi tutte quelle del periodo...
    assieme al secondo Rambo il simbolo dell' era reaganiana al cinema! I critici in generale ovviamente lo stroncarono.

    "oppure quando al tramonto sulla sua moto – Cruise ha preso lezioni di guida apposta per il film, ma deve averci preso gusto – a guardare gli F-14 in partenza, in cerca di ispirazione nel suo momento di depressione."

    Mitica sequenza! Sempre toccante! Avercene oggi di scene così!!!
    Gran lavoro di Tony Scott! Sennò avrebbe fatto la fine di "Aquile d' acciaio", saga simpatica che piaceva a mia mamma, ma che non ha certo fatto tendenza.
    Purtroppo arriverà un sequel! Sic!

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    1. Ora film che s'impegnavano così a creare nuova iconografia possiamo scordarceli, al massimo ci becchiamo il seguito, a fare la differenza è il pilota, in questo caso, Tony Scott ;-) Cheers

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    2. "a fare la differenza è il pilota, in questo caso, Tony Scott ;-)"

      Già! Decisamente!

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  11. Credo che il termine AMERICANATA lo abbiano coniato proprio per TOP GUN.
    Tu dici che l'andazzo di un film lo decidono i primi 5 minuti, giusto?
    Beh...io dopo mezz'ora scarsa decisi che da grande avrei preso una moto, sarei andato in America, avrei preso la cittadinanza, mi sarei arruolato in aeronautica e il primogenito lo avrei chiamato Maverick.
    Qualcuno lo ha fatto davvero.
    Chiamare il figlio MAVERICK.

    IL FRATELLO SCEMO DEL TONY é lì con Tom Cruise. Che nonostante la discreta canappia ha le ragazzine che gli muoiono dietro. E cosa gli fa fare?
    LEGEND. Una roba tutta fru - fru e gné - gné con le principesse e gli unicorni, che floppa. Ma di brutto.
    Poi arriva IL TONY a rimediare ai casini del fratello scemo.
    Capisce che a Tom, col cognome che si ritrova...servono I MOTORI.
    DEVE CORRERE. SUI BOLIDI.
    Ma soprattutto, se vuole sfondare davvero...deve PIACERE AI MASCHI.
    Suo fratello scemo glielo cede, dicendo che tanto quel moccioso col nasone non vale nulla.
    'Mbecille. Ma vai a pilotare un cargo ripieno di letame di cavallo, và. Che ti conviene.
    Ecco. Se devo muovere una critica, posso dire che lo trovo celebrativo fino all'eccesso.
    Ruota tutto attorno a Cruise. Fin troppo.
    Ma c'era una carriera da rimettere sulla giusta carreggiata, dopo una sbandata paurosa. E comunque IL TONY farà la stessa cosa con un altro tizio famosissimo, più avanti.
    IL TONY affianca al protagonista una truppa di belli e impossibili, con alla testa Val Kilmer. Che già stava diventando Val Kilmer ma non ancora del tutto. Quindi ci si poteva ancora lavorare insieme. E capitanati da un pugno di duri che più duri non si può dive spicca il divino Ironside, il mio idolo. E da una supplente sciantosa dietro alla quale sbavano tutti. Ma che si sa che é destinata a lui, sin dal principio.
    E tutti gli urlano ogni due secondi TU CE LA FARAI PERCHE' SEI IL MIGLIORE, CAPITO?!

    Maverick non deve diventare il migliore. Lo E' GIA', e lo sa. Deve solo accettarlo.

    Ma ha un background complesso, comunque. Ha tutta una storia alle spalle col padre. Scomparso in circostanze misteriose e dalla reputazione controversa.

    Credo sia ora di piantarla col luogo comune che prevede che Top Gun abbia una trama ridicola sorretta solo dai duelli aerei.
    Sotto l'apparente stupidera...ha un'intelaiatura A PROVA DI BOMBA.
    Celebra la giovinezza, la voglia di vivere. Quella fase dell'esistenza che viaggia a 300 miglia orarie e alla velocità del suono. Dove ti senti invincibile.
    Ma poi il destino colpisce duro, e scopri di non essere preparato quanto credevi.
    Inoltre é uno dei pochi film che riesce nel mezzo miracolo di mettere d'accordo sia il pubblico maschile che quello femminile.

    Le sequenze di dogfighting, l'amicizia virile e la bella gnocca per noi.
    La love - story, i baci con slinguazzata e i tipi fighi, muscolosi e sudati per loro.
    Con la parte drammatica che fa da collante, funzionando a dovere.
    E senza scadere nel patetico o nel melenso.
    Vedere Maverick in preda ai rimorsi e al senso di colpa fa effetto. E Meg Ryan fresca di vedovanza con i figlioletti che le chiedono del papà é UNA PUGNALATA AL CUORE, davvero.

    Goose é l'amicone fraterno con cui fai le penne in scooter, i pieghini in curva sulla moto, e le scorribande in macchina fresco di patente. E poi le puntate nei locali a base di sbronze e caccia alle tipe.
    Poi, all'improvviso...ha un incidente e ci resta secco.
    Tutto finito GAME OVER.
    E tu sei lì che a momenti non capisci nemmeno dove sei, a chiederti E ADESSO?
    Poi la vita va avanti, e ti rimetti in pista. Con un paio di cicatrici dentro che non ti fanno più ridere come una volta. Ma che ti insegnano a far meno lo scemo.
    Infine é il trionfo del suono unito alle immagini. Quando i film, oltre a fare sfracelli al botteghino scalavano anche le classifiche musicali a colpi di soundtrack.
    Un'opera mitica.
    Ed un post memorabile, Cass.
    Complimenti.



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    1. Aggiungo che la spavalderia forse e' dovuta al fatto che l'aspettativa di vita e' legata a doppio filo ad un trabiccolo che vola sospeso nella stratosfera, e che puo' precipitare da un momento all'altro.
      La scena con Cougar e' emblematica.
      Quando il meccanismo si inceppa...sei finito.
      Tornando al padre di Mav...io adoro queste cose, nei film.
      Ti buttano gli indizi e poi ti lasciano il compito di dedurre.
      Spazi bianchi con la scritta RIEMPIRE A PIACERE.
      Cosi, oltre a deliziare la vista, ti spremi un po' le meningi.
      E si scopre di colpo che Maverick ha un'eredita' pesante e scomoda, un fantasma con cui doversi fronteggiare e il buon nome della famiglia da riabilitare.
      Come dicevo...c'e' molto di piu', sotto.
      Una curiosita': ma il pilota di colore con cui si accapiglia Mav per caso e' Clarence Gilyard?
      Il Trivette di Walker Texas Ranger?

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    2. Due considerazioni su questo tuo intervento. Non so più chi mi ha raccontato la vicenda dei piloti di aerei militari che erano malati di adrenalina. Pur di provare la scossa che dà il pilotare un aereo supersonico a diversi mach, una volta scesi andavano in moto a 300 all'ora, spesso schiantandosi, quindi moriva o principalmente per incidenti motociclistici, piuttosto che in sella a un aereo. Tutto ciò per dire che quando sei giovane e corri al massimo, come scrivi giustamente, ti senti potente e invincibile, però prima o poi devi fare i conti con i tuoi limiti che, a meno di non essere un super eroe, sono molto terreni.
      Seconda riflessione sul fatto che TONY era molto più riflessivo di quanto lasciasse immaginare. Nei suoi film, effettivamente, qui potrebbe esserci un altro fil rouge, si parla spesso di famiglia e del l'impatto sul protagonista. Penso a l'ultimo boy scout dove John Hallenbeck sembra un pò la versione adulta e disillusa di Maverick. Sei stato una guardia del corpo di un Presidente e poi le traversie della vita ti portano a fare l'investigatore privato, con una moglie che ti tradisce e una figlia che ti disprezza. Sembra quasi che rappresenti il passaggio dalla fase giovane a quella adulta, con un bel carico di fardelli, per giunta. Però questo non significa che uno sia sconfitto, il vecchio fuoco arde ancora e se trovi un amico che ti dia una mano, puoi rimettere tutto in sesto,famiglia in primis. Sarebbe facile per Hallenbeck lasciare la moglie, mentre no, vaffancubo Sarah, se la tiene e le prende un cane. A parte che essendo Chelsea Field l'avrei tenuta pure io, ma è questo messaggio che mi piace, il fatto di tenere alle cose che contano, cosa che purtroppo non riesce a Jimmy, ma poi si ravvede.

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    3. Se si chiamava "Sundown" si, Redferne! Sono andato a vedere solo i titoli di coda 😉

      «Celebra la giovinezza, la voglia di vivere. Quella fase dell'esistenza che viaggia a 300 miglia orarie e alla velocità del suono. Dove ti senti invincibile.» E' perfetto!! Vedi anche alla voce "DAYS OF THUNDER" il mio preferito ❤

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    4. Grazie capo gentilissimo, io ti faccio invece di complenti per la sintesi, in pratica hai fatto un post come il mio ma molto più breve, ammiro sempre chi sa riassumere e andare al punto, visto che io ne sono incapace ;-) Cheers!

      P.S. Confermo, è proprio Clarence Gilyard Jr. nel ruolo di Sundown.

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    5. Hola, boys!!
      Piacere di risentirvi!!
      E grazie a te, Cass.
      I complimenti detti da un professionista li prendo come un punto d'onore.
      Cos'altro scrivere, del resto?
      Avevi gia' scritto tutto tu. Di tutto e di piu'. E scusa la rima sfalsata.
      Ci ho provato.
      E...hai c'entrato il punto, Danie'.
      La cosa che rende credibili i personaggi, VIVI...e' la cosiddetta parte sommersa.
      Personaggi come Maverick e Hallenbeck hanno dei trascorsi GROSSI COSI'.
      IL TONY la sapeva lunga.
      Altri personaggi che mi vengono in mente?
      Rocky. Rambo. Sarah Connor. Ripley. John Matrix. Mark Kaminsky. Dutch. Riggs. McClane.
      Solo per dirti i primi che mi vengono in mente.
      Guarda i piloti di caccia durante la lezione. Su ognuno avranno fatto un dossier di 100 pagine, come minimo.
      Nel primo Guerre Stellari Lucas aveva fatto la stessa cosa con gli avventori della taverna. E se ne stavano solo seduti.
      Fai muovere, parlare e pensare un personaggio tenendo a mente cosa faceva prima di esser li' e cosa fara' dopo.
      Cosi' lo rendi tridimensionale, gli dai spessore.
      Altrimenti sono piatti e monocorde.
      E senza spiegoni. NON SPIEGARE, non serve.
      Lascia immaginare allo spettatore.
      Ma voi pensate alla scena con Cougar rifatta oggi.
      Avrebbero attaccato un pippone sulla sindrome da stress di mezz'ora almeno. E dopo dieci minuti gia' mi sfracellavo i cosiddetti.
      SIGNORE, HO PERSO IL SANGUE FREDDO. HO UN FIGLIO CHE A MOMENTI NON HO MAI VISTO. E PRIMA LO STAVO PER RENDERE ORFANO.
      Il pelatone congeda Cougar. Poi fa entrare Mav e Goose.
      SIGNORI, VE LA FACCIO BREVE. COUGAR ERA IL NUMERO UNO, E ORA E' FUORI. QUINDI I NUMERI UNO SIETE VOI.
      Semplice. Diretto. Senza tante menate.
      Tra uomini ci si intende al volo, senza bisogno di tante chiacchiere.
      Eh, si.
      Tra le altre cose, IL TONY ha lanciato anche la moda paninara.
      Top Gun era LA BIBBIA, per loro.
      Bof, io li trovavo simpatici.
      A Milano negli anni 80 si respirava un'aria strana. Sembrava di stare al centro del mondo, o almeno volevano darti quell'impressione.
      Che poi i piu' erano finti.
      Esser paninari veri costava un botto.
      Un paio di Timberland venivano 200.000 LIRE.
      Un BAGNO DI SANGUE, altro che.
      Che poi erano LE SCARPE ANTI - INFORTUNISTICHE, negli states.
      Rendiamoci conto.
      Il completo base era RAY - BAN, felpe o magliette della BEST COMPANY, giubbotto MONCLER o giacca della AVIREX (appunto), jeans LEVI'S, cintura della EL CHARRO e Timberland, appunto.
      E capelli ingellati con la GOMMINA SIMMON'S LINE.
      I piu' pigliavano occhiali, jeans, cinture, felpe e magliette tarocche, giubbotto ALFA in stile sacco della spazzatura, Lumberjack (che costavano meno) e sui capelli ACQUA ZUCCHERATA.
      E poi diventavano tutti calvi...
      Senza contare la parlata pillitteriana, in stile macchietta dei film dei Vanzina.
      Bei tempi, per certi versi.
      Ma spero non tornino piu'.

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    6. A mia volta ti ringrazio per la definizione “professionista” immeritata ;-)
      Sono personaggi che alimentano l’immaginario, a mio avviso dare un passato preciso ai personaggi è importante, Michael Mann lo fa sempre con i suoi attori, anche se poi di quel passato magari nel film non viene raccontato nemmeno mezzo minuto. Oserei dire Milano da bere, si, però acqua zuccherata ;-) Cheers!

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    7. Poveri capelli andati, come la gioventù. Io ci mettevo la birra per diventare biondo, alla Body di Pointbreak, visto che li portavo anche lunghi. Comunque complimenti a tutti e due, tirate fuori degli spunti sempre interessanti e che sottoscrivo in toto. Hai ragione Red, sul fatto che tra uomini di un certo stampo ci si intende subito, bastano poche parole, dirette, crude, però non occorre un pamplet... E lo noto sempre di più, visto anche che per lavoro ho a che fare con tante persone. E non c'entra estrazione sociale o se uno ha studiato oppure no, con alcuni ti trovi e ti capisci al volo. E così nei film basta un dialogo, un accenno per creare spessore. Bravi, continuate così!!

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    8. Un'ultimissima cosa, poi smetto.
      Forse non riesco ancora a vedere il fil rouge che lega i film DEL TONY. Non ancora, almeno.
      Posso dire che gli esordi grossomodo sono simili a quelli di molti altri suoi colleghi.
      Con cosa inizia un regista, di solito?
      Con l'horror.
      Perche' e' l'unico genere che garantisce un minimo di visibilita' e un possibile ritorno economico.
      E poi lo puoi ambientare ai giorni nostri, e quindi...risparmi sugli abiti di scena.
      Spielberg ,Carpenter, Romero, Cameron, IL FRATELLO SCEMO DEL TONY...hanno tutti iniziato con l'horror.
      Poi qualcuno ha continuato.
      DISTRETTO 13, DUEL, TERMINATOR, ALIEN...erano horror.
      Pero' ho come idea che IL TONY non si trovasse molto a suo agio col soprannaturale.
      Infatti non ci ha piu' provato. Credo.

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    9. Tecnicamente Carpenter avrebbe iniziato con un film di fantascienza, ma il discorso è sensato, perché Carpenter é il campione del film a basso costo. Cheers!

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    10. Anche se "Dark Star" è lo zio alla lontana di "Alien" quindi alla fine si torna all'horror, anche "Distretto 13" era un Western urbano ma con gran venature horror. Cheers!

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    11. Mamma che film Distretto 13, visto trenta anni fa, ma ancora profondamente radicato nella mia mente per crudezza e violenza. Devo anche dire che il rifacimento, Assault on precint 13, con Ethan Hawke e Laurence Fishburne, non è niente male, anche se l'originale è meglio.

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    12. Prima o poi dovrò affrontare l'argomento remake Carpenteriani. Cheers!

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  12. Ricordo un' altra divertente parodia: quella di "È quasi magia Johnny", "T.A.P. gun"! Lol

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    1. Mi manca quella, ma ora continuerò ad avere in testa la sigla di "È quasi magia Johnny" insieme a "Danger Zone" ;-) Cheers

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  13. Avete detto già tutto ma aggiungo solo una cosa... tutti i paninari andavano vestiti alla Top Gun. Wild Boys! Wild Boys! Cit. Enzo Braschi

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    1. Braschi è stato il Messia degli anni Ottanta: i suoi sketch andrebbero studiati all'università ^_^

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    2. Verissimo! Ma anche a distanza di anni tanti “paninari” mancati ancora si ispirano al look dei personaggi del film. Enzo Braschi era il nostro Simon Pegg, però prima di Simon Pegg! Vorrei vedere chi lo ricorda tra i vari fanatici di “Stranger Thinghs”. Cheers!

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    3. Alzo la manina!! Io Io!! Anch'io me lo ricordo!! 😉😃 Fra una gnocca e un'altra del Drive-In, ma me lo ricordo!

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    4. Quella era abbastanza difficile dimenticarle ;-) Ma in generale era un programma che ha lanciato tormentoni ancora in voga oggi. Cheers

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  14. Ma quanto si doveva contorcere la McGillis per non far vedere che era alta il doppio di Tom? :-D
    Quello che mi stupisce è che non c'è davvero gara, fra i due Scott, e comincio a pensare che sia una gara truccata! Ridley regalava rolex ai critici? :-D
    Scherzi a parte, filmone storico e mi hai ricordato quanto se la tirasse Val Kilmer: non c'era abbastanza spazio sul set per contenere il suo ego! "Hot Shots" l'ha ritratto alla perfezione ^_^

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    1. Altro che la classica cassetta di frutta sotto i piedi, in ogni caso recidivo, nel remake non ufficiale di questo film, Tommaso ha voluto una ancora più alta ;-) Secondo me li regalava anche a molti appassionati, ma si sa che “Blade Runner” è il film preferito di tutti, specialmente di quelli che non lo hanno mai visto, quindi è imbattibile, ma i fatti dimostrano che il fratello scemo, non è Tony.
      Val Kilmer è incredibile, più ego di Tom Cruise, più ego di tutti, e penso che ora mi tocchi anche “Hot Shots!” ci sto girando intorno da troppo. Cheers!

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  15. Non discuto l'impronta che questo film ha lasciato, ma meno male che Modine ha fatto altre scelte.

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    1. Modine andava bene in "Full Metal Jacket", qui ci voleva l'arroganza di Tommaso Missile ;-) Cheers

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  16. Ciao Cassidy!! La mia prima volta (di Top Gun) ero alle medie: il professore di lettere (un mito vivente) ce lo fece vedere in classe per farci fare il riassunto. Ovviamente velocità, gnocca e testosterone sono più che sufficienti a mandare il Brutta Vecchia dodicenne in brodo di giuggiole. Crescendo ti rendi conto che Tom Cruise è la persona più egocentrica del mondo e che la realtà è palla di lardo, non Maverick. Nonostante tutto ogni tanto è bello fregarsene e rivederlo con gli occhi del dodicenne. Poi se in macchina parte Danger Zone alla radio, schiaccio il pedale destro talmente forte da sfondare la moquette e farlo finire dentro il motore.

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    1. Il Brutta Vecchia un po' più che dodicenne ha riassunto bene, ma il potere del cinema non è anche quello di farci diventare tutti (di nuovo) dei Brutta Vecchia dodicenni? Quindi sotto con "Danger Zone" ;-) Cheers

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