lunedì 16 settembre 2019

The Banana Splits Movie (2019): Tra, la, la, la-la, la aarrrgh!

Sembra Highlander: "Ne resterà soltanto uno…" di ricordo d’infanzia a non venire rilanciato. Senza volerlo forse ho fatto l’esempio giusto, non dovevano fare un remake anche di “Highlander”?

Sta di fatto che i rilanci anche fuori tempo massimo ormai sono la normalità, ma con una piccola variante, bisognerebbe riconoscere che alla fine ne è rimasto davvero solo uno… Di genere con ancora voglia di sperimentare. L’ultimo diviso tra titoli “mainstream” che escono in sala e fanno soldi e cinema indipendente vero, l’ultimo genere cinematografico ad essere ancora vivo, anche se, per assurdo, è quello che campa ammazzando la gente, ovviamente sto parlando del nostro amato cinema Horror.

Sì, perché andiamo, quale altro genere potrebbe permettersi di far tornare in auge i Banana Splits, in una versione condita di sangue e ammazzamenti? Certo, non è l’idea più brillante del mondo, ma ci vuole una certa dose di creatività, follia e fegato per prendere dei personaggi che appartengono all’immaginario infantile di una generazione e renderli protagonisti di uno Slasher.

Sono tornati e con loro, la loro martellante sigla!
Non stiamo parlando di Peter Jackson che utilizzando pupazzi che ricordavano volutamente in tutto e per tutto i Muppet li trasformava in debosciati eroinomani e sesso dipendenti in quella colorata follia di “Meet the Feebles” (1989), qui siamo di fronte proprio a Swingo (in originale Fleegle) il cane chitarrista, il gorilla batterista Bingo, la chitarra del leone Drooper e le tastiere dell’elefante Snorky, i protagonisti dello spettacolo per bambini di Hanna-Barbera, arrivato in uno strambo Paese a forma di scarpa - grazie alle replica di alcune tv locali – con il titolo di “Lo show dei Banana Splits”. Faccio più parte della generazione del pupazzo Uan e del corvo Rockfeller, ma se avete anche solo qualche anno più di me, probabilmente li ricorderete.

Questo colpo di testa è gentilmente offerto dal canale americano SyFy (quello di Sharknado e Happy!) partito con l’idea di portare sul grande schermo gli analoghi personaggi del “Five Nights at Freddy's”, ma in mancanza dei diritti di sfruttamento sui personaggio, ha pensato bene di ripiegare sui Banana Splits (storia vera).

L’annuncio della pellicola uscita su SyFy channel e poi dritta per il mercato dell’Home video, ha goduto di una certa popolarità, ecco, poi ci vorrebbe qualche matto disposto a vederlo davvero un film così. Pupazzi? Presente! Mi sono gettato su roba ben peggiore (tipo “Pupazzi senza gloria”, 2018) per molto meno di così ve lo assicuro!

Posso fare una richiesta ad Hanna-Barbera? Un film sui Wacky Races in stile Death Race.
Ora, io non so se la regista Danishka Esterhazy - che arriva da roba ben diversa come il thriller “Level 16” (2018) - abbia perso una scommessa o qualcosa del genere, sta di fatto che si è gettata su questo film con una serietà forse anche non richiesta, infatti davanti ad un soggetto grottesco del genere, a spiazzare è il fatto che prima di sbottonarsi un po’, il film ci mette davvero un sacco di tempo.

Il piccolo Harley Williams (Finlay Wotjak-Hissong, salute!) è forse il più grosso fanatico degli “Splits” in circolazione, non si perde una sola puntata del loro spettacolo, ancora in programmazione fissa da ormai cinquant’anni, con ben poche variazioni rispetto alla formula rodata, di fatto solo l’aggiunta di una spalla comica umana Stevie (Richard White). Harley va pazzo per Snorky l’elefante e la sua mania per questo spettacolo un po’ lo ha aiutato a superare il fatto di avere l’immancabile mamma MILF dei film horror il divorzio dei genitori.

Belle mamme alle prese con brutte sorprese.
Sua madre Beth (la guardabile Dani Kind) vive con il suo nuovo fidanzato, lo stronzissimo Mitch (Steve Lund) e il figlio adolescente Austin (Romeo Carere). A questo quadretto aggiungete la recalcitrante Zoe, amica di scuola di Harley (interpretata dalla bravissima Maria Nash, immaginatevi pure la versione simpatica di Erica di Strane Cose 3) ed avrete la carne da cannone di questo film, sì, perché mammà ha preso i biglietti per lo spettacolo dei Banana Splits per festeggiare il compleanno di Harley.

Sostituite "The Candy Man Can" con "The tra la la song" e il gioco è fatto.
Se tutto questo vi ricorda un po’ l’inizio di Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato, tranquilli, perché il nord magnetico di quel film punta un po’ in quella direzione e gli “Splits” sono proprio loro, con la loro “The Tra La La Song” e le corse in auto tutte matte che mettono anche a rischio la vita dei visitatori («Sarebbe un modo imbarazzante di morire»).

Ora, se Chucky la bambola assassina ha campato per anni sul fatto che nessuno crederebbe alla storia di un giocattolo per bambini che t'insegue per ucciderti, la situazione qui un po’ si ripete, però con dinamiche più simili a quella del remake della bambola assassina. Sì, perché senza addurre motivazioni plausibili (come avrebbero detto gli Elii) gli “Splits” sono degli animatronici altamente programmati per fare cose che un umano con addosso una tuta di peluche potrebbe fare senza troppa difficoltà, ma con decisamente più litri di sudore.

Quando all’insaputa degli spettatori e di buona parte del pubblico, lo spettacolo viene cancellato, la situazione degenera e i Banana Splits iniziano a seguire una programmazione tutta loro, ovvero continuare a fare le robe tutte matte dei loro spettacoli, ma senza più limitazioni, il che trasforma il film in una versione di Il mondo dei Robot, con quattro "Gabibbo" al posto di Yul Brynner.

Nessuno manderà a cuccia questo cagnone.
Parafrasando le immortali parole del maestro di vita (e stile) Ian Malcolm, qui il villaggio dei Caraibi è andato in tilt e i pirati cominciano a mangiarsi i turisti, visto che vanno tanto di moda le versioni con attori dei classici cartoni animati, si potrebbe dire che “The Banana Splits Movie” è l’episodio dei Simpson con il parco di divertimenti di Grattachecca e Fighetto con le attrazioni che danno di matto. Da spettatori non sarà l’intrattenimento più culturale del mondo, però vuoi mettere lo spasso mentre sei sul divano di casa tua? Ecco, più o meno.

Se i personaggi sopra descritti hanno il pregio di prendersi svariati minuti di pellicola per essere decentemente caratterizzati e, ad esclusione dell’insopportabile Mitch, ti fanno almeno venire voglia di vederli uscire sani e salvi dalla mattanza, quelli che si aggiungono allo spettacolo dal vivo degli “Splits” hanno tutti un bersaglio piuttosto grosso dipinto sulla fronte, dai due Influencer simpatici come una spinta alle spalle mentre stai scendendo dalle scale, fino al padre in cerca di un’audizione per la talentuosa (a sua detta) figliola.

Protezione contro le fughe di gas: cosa fare?
Il problema di “The Banana Splits Movie” è che con qualche omicidio tutto matto – e si spera anche un pochino originale – sarebbe stato un intrattenimento più che decente, invece per troppi minuti di finisce più a guardare l’orologio che lo schermo, anche perché Danishka Esterhazy dirige buona parte del film come se si fosse messa in testa di avere per le mani chissà quale dramma familiare da dover raccontare.

Capisco che l’idea sarebbe quella di rendere sinistri e spaventosi Swingo, Bingo, Drooper e Snorky, a guardarli non si sa cosa stiano pensando dietro ai loro occhiali da sole e i sorrisoni posticci, in questo senso la loro “The Tra La La Song” dovrebbe diventare la versione locale della classica cantilena in grado di raggelarti il sangue, oltre che a piantarsi in testa per giorni. Il problema è che Danishka Esterhazy non trova proprio il modo di tirare fuori niente di spaventoso da questi personaggi, se non qualche occhio rosso degno di un T-800 e tutto il secondo atto se ne va più tra la noia che tra le trovate matte che da un film così uno si aspetterebbe.

"Non si può patteggiare con lui, non si può ragionare con lui" (Cit.)
Nel terzo atto, se non altro, il film riesce un pochino a slacciarsi il nodo troppo stretto della cravatta, grazie ad un paio di omicidi non particolarmente originali, ma che almeno somigliano a quello che uno avrebbe voluto trovare in un film così, il problema è che potrebbe essere ormai troppo poco e troppo tardi per la pellicola.

Insomma: trasformare un soggetto un po’ scemo in un intrattenimento di buon livello, richiede forse una maggiore propensione alla goliardia di così, ma va riconosciuto il fatto che solo un genere può permettersi di prendere di peso alcune icone infantili e trasformarle di colpo in Jason Voorhees, un atto di creatività non dico Dadaista – al massimo Lalalista considerando il repertorio musicale degli “Splits” – che potrebbe andare benissimo se vi sentite in vena di disegnare i baffi su un vostro ricordo d’infanzia. Se poi conoscete un modo per togliersi dalla testa “The Tra La La Song” fatemelo sapere, ve ne sarò molto grato.

32 commenti:

  1. Beh, ecco...non che ci sia molto da aggiungere su un film in questione, Cass.
    Giusto per riciclare una vecchia battutaccia fatta in altra sede...ritengo che per dei mostri cosi' occorreva un Ash che li fronteggiasse.
    Il tocco di classe sarebbe stato mettere Mauro Repetto che, dopo essere stato cacciato da Euro Disney, diventava uno spiantato e finiva negli studios alla ricerca di un impiego. E al momento giusto ritirava fuori il costume da Orso Baloo (o da Woody di Toy Story, le voci sono discordanti) e sconfiggeva i pupazzoni.
    Cretinate a parte...l'incipit sembra quello di KILLER CLOWNS o GHOULIES.a li', come hai fatto notare tu, c'era l'ironia. E funzionava proprio perche' smettevi di ridere quando la gente moriva malissimo.

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    1. In effetti Ash contro la mascotte a forma di leone un paio di volte mi è anche venuto in mente ;-) La leggenda urbana di Mauro Repetto alla fine è stata confermata oppure rimane tale, no così giusto per saperlo. “Killer Clowns” aveva tutta un’altra inventiva che a questo film manca, è tutto troppo serio, se non altro i protagonisti sono ben caratterizzato, quelli principali almeno, ma in un film così, forse sarebbe stato meglio concentrarsi sui pupazzoni. Cheers!

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    2. Se non ricordo male la storia di Repetto che va ad Euro Disney venne confermata dallo stesso Max Pezzali da Fazio anni fa. Secondo Pezzali la cosa gli venne raccontata da Repetto stesso con cui nel frattempo era tornato in ottimi rapporti. Da quello che ho so comunque Repetto lavorò lì solo per pochi mesi,adesso -se non erro- il "nostro" dovrebbe aver messo su una ditta di design in Francia e di tanto in tanto collabora saltuariamente col suo ex socio.
      Ciao! ;)

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    3. Qualcuno chiami Terry Gilliam, ora voglio la biopic: "Paura & Delirio in Repetto" :-P Cheers

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  2. Ha fatto effettivamente l'animatore a Disneyland Paris, ma non per molto.
    Diciamo che sfruttando alcuni suoi agganci e conoscenze all'interno della struttura e' finito a fare l'organizzatore di eventi privati del parco stesso.
    Vale a dire feste di compleanno per figli di ricchi che possono permettersi di prendere a nolo intere aree coi soldi del papi.
    In realta' la storia post - 883 di Mauro e' tutta da ridere, per certi versi.
    Finisce in America a studiare da sceneggiatore. Perche' si era invaghito di una modella statunitense. Mai incontrata di persona, ma solo intravista. Su un giornale, su un book fotografico, su solo lui sa cosa.
    La sua idea e' quella di fare colpo su di lei realizzando un film per poi proporle il ruolo di protagonista.
    Finisce quindi per dare tutti i soldi ad un impresario disonesto che fugge col malloppo. Tornato in Italia compone un album che erra' ricordato come uno dei piu' brutti della storia della musica nostrana.
    Se hai due minuti da buttar via, ascoltati VOGLIA DI COSCE E SIGARETTE. Non esistono parole per descriverla.
    Hai presente gli sballoni che alle feste di paese si mettono a strimpellare una chitarra e a biascicare parole a caso? Uguale.
    Poi finisce a Parigi, e dopo la parentesi (piu' che positiva, direi) col parco di divertimenti, fonda un'agenzia di design con la moglie.
    Poi fa l'impresario, produttore e regista teatrale. Interpretando lui stesso qualche spettacolo.
    Un pazzo totale, direi.
    Ma tutto sommato non gli e' andata poi cosi' male, dai.

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    1. Sono arrivato a 3.39 di ascolto di quella “canzone” poi ho iniziato ad avere visioni a sfondo mistico, direi che va bene così. Nel dubbio voglio una Biopic sulla vita di Repetto diretta da Terry Gilliam. Cheers!

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    2. Confermo! Non avevo letto il commento dell'ottimo @ Redferne prima di rispondere io stesso.
      Tutto vero, comunque.

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    3. Vai tranquillo, una conferma in più va sempre bene. Certo che voler diventare sceneggiatore per proporre ad una il ruolo da protagonista, esempio di pensiero laterale, ma anche abbastanza contorto ;-) Cheers

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  3. Che Mauro Repetto fosse un pingone lo abbiamo sempre sospettato tutti, ora, dopo quello che scrivi, ne abbiamo la conferma. Probabilmente la cosa migliore che ha fatto è trovare una moglie più furba di lui, ci voleva poco, che lo aiutasse dal punto di vista finanziario e lavorativo. Onestamente anche io mi aspettavo di ritrovarlo in qualche costume di una mascotte a Leolandia o simili. Per quanto riguarda il film, stendiamoci un velo pietoso, sperando di riuscire a dimenticarlo il più in fretta possibile, peccato veramente per l'idea abbastanza originale ma sviluppata malissimo. Che delusione, però, avevo qualche aspettativa, tiepida per carità, su questa operazione e vedere che è stato tutto buttato alle ortiche dispiace, anche solo per il fatto dell'affetto nei confronti dei personaggi originali...

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    1. Ci voleva un po’ più di propensione all'umorismo e allo spirito goliardico, il film comincia a funzionare negli ultimi minuti, ma sembra un lord inglese che ha bevuto troppo e il massimo del suo sbracare è un «Oh cielo» pronunciato sotto voce mentre si accascia elegantemente su una sedia. Insomma ci sarebbe stato bisogno di più ascia meno fioretto. Cheers!

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  4. Nooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!!!
    Giuro che non ricordavo di aver dimenticato i Banana Split, che avendo appunto qualche anno di più seguivo in TV. Incredibile poi che senza metterci d'accordo siamo usciti oggi insieme con post dedicati ai programmi-contenitori degli anni Ottanta :-D
    Dai ricordi che ho, i pupazzoni si limitavano a qualche sketch molto datato e battutine anni Settanta (cosa che in fondo erano) e non li seguivo certo per la loro naturale simpatia: adoravo i cartoni animati che presentavano su non so più che canale locale. L'unico che ricordo detestare era il telefilm "L'isola del tesoro" o qualcosa del genere, che non sopportavo e giravo sempre in cerca di cartoni animati :-P
    "Cosa resterà di questi anni Ottanta?" cantava Raf, e dobbiamo completare: "che non sia stato sfruttato dal cinema in crisi dei Duemila per racimolare qualche spicciolo?" :-P

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    1. Esatto, abbiamo messo su una giornata “Pupazzosa” senza nemmeno saperlo ;-) Non li ricordo molto, ricordo la canzone di sicuro, ma se li ho beccati, era già la fine del periodo delle loro repliche, erano parte di un contenitore, mentre nel film sembrano assoluti protagonisti di uno spettacolo con pubblico dal vivo. Raf oggi vivrebbe di prepotenza con tutta la malinconia nell’aria ;-) Cheers!

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  5. Li ricordo i "Banana Split" di tanto in tanto li guardavo.
    Non che ne sentissi troppo la mancanza, comunque.... ;)

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    1. Di sicuro nessuno si aspettava di vederli tornare, non così! ;-) Cheers

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  6. Io conoscevo la canzoncina come colonna sonora della prima strage che fa Hit Girl in Kick Ass. Giuro mai visti in tv i pupazzoni (e mai associati a Repetto pur sapendo dei suoi trascorsi disneyani). Certo che i Wacky Races versione Death Race stuzzicano eh...

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    1. Uso abbastanza geniale del pezzo in "Kick Ass" bisogna dirlo ;-) Ho appena scoperto che esiste un fumetto con i Wacky Races versione Death Race! Ti lascio immaginare la mia reazione. Cheers!

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    2. Il classico film che non puoi non voler vedere, dopo che scopri la sua esistenza ;-) Cheers

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  7. Io mi incantavo davanti alla sigla.
    Se non altro come "omaggio" all'infanzia vorrei vederlo.

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    1. Esatto, anche perché il parere di uno che li ha seguiti mi interessa ;-) Cheers

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  8. Ecco appunto , questi Five Nights at Freddy's chi cpasita sono ?
    Avevo visto un loro video animato sul tubo che aveva fatto milioni di visite nonostante fosse una mezza scemenza.
    Metterci i Banana al loro posto a fatto solo guadagnare punti al film : a parte che di tutti, io da piccolo trovavo inquietante proprio Snorky, un pò perché era l'unico che non parlava, un pò per il suo aspetto .
    Incredibile che la H&B abbia concesso la licenza di personaggi per bimbini per un film horror : perché non fare uno Scooby Doo serio che faccia davvero paura, allora ?
    Il telefilm di cui parlava il Zinefilo era "l'Isola della Morte " e lo trovavo una palla pure io , meglio i cartoni !
    Però hai tirato fuori un ideona : un film horror simile con protagonista il Gabibbo, che stufo di lavorare in Mediaset per 4 soldi, si mette a far fuori tutti quelli che lavorano per Silvio ( e tra maneggioni, starlette di facili costumi, conduttori cocainomani o puttanieri, avremmo tanta carne al fuoco da sfruttare )
    Porca pupazza, è un idea della Madonna che andrebbe sfruttata al più presto .

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    1. Cacchio è un idea esagerata! Verrebbe fuori una roba meglio di "Dexter" hai presente i monologhi interiori del Gabibbo? Una roba tipo "Taxi Driver" con accento Genovese. Questa roba si scrive da sola! ;-) In america i Five Nights at Freddy's sono abbastanza popolari, ma anche a me dicono molto poco. In ogni caso, ora che ho scoperto dell'esistenza dei Wacky Races in versione Death Race a fumetti, mi viene da pensare che H&B hanno una politica molto permissiva per l'utilizzo dei loro personaggi ;-) Cheers

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  9. Io però lo affiancherei alla Carfagna, scimmiottando Scream e Neve Campbell, in più la onorevole ha lo sguardo giusto per le scene dove bisogna sgranare gli occhi. Comunque si potrebbe intitolare Banana Connection!! 😜

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    1. Il potenziale è infinito, abbiamo vent’anni di tv italiana (e politica, tanto ormai non si capisce più la differenza dove finisce una e inizia l’altra) da cui attingere, ribadisco si scrive da sola questa roba! ;-) Cheers

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    2. Senza contare che con quella bocca enorme, il Gabibbo si mangia tutti a suon di "ti mangio la faccia " ( al posto di" ti spacco la faccia ")

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    3. «Mea besughi» e GNAM! Se li pappa in un boccone. Quanto ci vuole a organizzare una raccolta fondi per il budget del film ;-) Cheers

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  10. No no, non conosco, però caspita come m'intriga questo film, colpa forse di Miike e la sua rana? ;)

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    1. Ecco bravo, non dico proprio la follia di Miike (quella è troppo per chiunque) ma almeno un po' delle trovate di "Yakuza Apocalypse" qui avrebbero fatto comodo ;-) Cheers

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  11. Ricordo i Banana Split e li seguivo anche se in maniera irregolare, poiché andavano su emittenti private sulle quali finivo il pomeriggio soltanto dopo aver verificato che sulle altre consuete emittenti non ci fossero cartoni animati interessanti (o episodi già visti).
    Che dire a riguardo di questo film? Non è di mio interesse, ma chi l'ha ideato secondo me è un disagiato...

    PS: se vuoi vedere uno z-movie horror, procurati "Pasto umano".

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    1. Ci vuole una buona dose di follia per pensare un soggetto così bisogna dirlo ;-) Non vorrei dire una caSSata ma mi pare di conoscerlo, dovrei spulciare il mio vecchio archivio. Cheers!

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  12. I banana split mi sono assolutamente sconosciuti, ma questo film devo vederlo XD. Se non altro per la scena della fiammata il cui screenshot mi ha fatto ribaltare sulla sedia dal divertimento :D
    Mamma mia però, quando citi il maestro Peter e i suoi "Muppet"...che rabbia non averne una versione doppiata in italiano (oddio, qualcuno mi direbbe meglio così, chissà come avrebbero mutilato la sodomy song).

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    1. Quello resta una follia assoluta che manca dal nostro catalogo, anche io penso che in italiano sarebbe stato sodomizzato (tanto per stare in tema), quindi forse meglio così. Cheers!

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