lunedì 15 luglio 2019

Spider-Man: Far from Home (2019): Un Uomo Ragno americano a Londra (passando per Venezia e Praga)

Sbrighiamo prima le formalità, fatemi interpretare la parte del vostro Peter-prurito senso di ragno per farvi schivare gli SPOILER: se non avete visto Avengers - Endgame fermatevi pure qui, perché, ovviamente, dovrò citare gli eventi di questo film. Per il resto, nel corso del post cercherò di restare sul vago, ma in ogni caso dovessi tornare a “pizzicare”, sarete avvisati per tempo. Ok, fatto, possiamo iniziare a parlare del nuovo “Spider-Man: Far from Home”.

Mi piace molto l’approccio scelto dalla Marvel per raccontarci forse il più umano dei suoi supereroi, proprio come nelle pagine del fumetto in cui è nato, Peter Parker cresce anche affrontando avversari che sono metafore vestite in modo bizzarro della sua maturazione e come ogni adolescente questa volta gli tocca l’Interrail a spasso per la vecchia Europa.

Ma questo “Spider-Man: Erasmus Far from Home” ha anche un’altra formalità da sbrigare, ben più incombente della mia introduzione: questo è il film che ha la responsabilità di tirare le fila dei lutti e dello scenario post-Endgame. Ecco perché il film di Jon Watts ci mette un po’ ad ingranare, ha il potere per seguire le sue ambizioni da commedia in stile John Hughes, come già dimostrato in Homecoming, ma anche la responsabilità di quello che arriva dopo il capitolo più epico (e discusso) di tutto l’MCU e quando si parla di poteri e responsabilità è di Peter Parker che abbiamo bisogno.

“Vai ragnetto, è il tuo momento, spacca tutto!”
Facendo la scelta di mantenere una parola in inglese, la sparizione e il successivo ritorno cinque anni dopo, delle persone cancellate dallo schiocco di dita di Thanos, prende il nome di “Blip”, a spiegarlo con dovizia di dettagli è il telegiornale scolastico, ma non prima di un omaggio “canoro” agli eroi caduti duranti Endgame.

Eppure, il vero argomento di interesse di tutto il liceo – e di Peter in particolare – è l’imminente gita scolastica in Europa della sua classe che lo porta anche ad ignorare le telefonate di un sempre più insistente Nick Fury (il solito Samuel L. Jackson, qui con una parte più corposa). Sì, perché l’unico piano che interessa davvero a Peter è quello per conquistare Michelle "MJ" Jones (Zendaya), una complicata strategia di corteggiamento divisa a tappe lungo l’Europa che dovrebbe culminare a Parigi. Ma trattandosi di Peter, diciamo che il suo piano subirà della clamorose variazioni, certo, non clamorose quanto il suo amico Ned (Jacob Batalon) partito per fare lo “Scapolone americano” e finito a fare il pucci-pucci-patatino con Betty Brant (Angourie Rice).

“Prova a rifiutare ancora le mie chiamate e ti faccio chiudere al Raft e butto via la chiave”
Sì, perché oltre alle difficoltà tutte adolescenziali di conquistare il cuore della sua MJ, Peter deve vedersela anche con... Beh, quei due o tre mostri giganti che attaccano ogni tappa del suo viaggio, robetta proprio. Delle creature basate su terra, aria, acqua e fuoco che prendono il nome di “Elementali”, come spiega il nuovo eroe proveniente da un universo parallelo (dopo Endgame ora vale tutto, ricordate?), un tizio carismatico fatto a forma di Jake Gyllenhaal di nome Quentin Beck, che con la sua boccia per pesci sulla testa viene subito ribattezzato Mysterio.

Cosa ci prende? Cosa si fa? Quando si ama la Marvel davvero? MYSTERIO! (Quasi-cit.)
Ma Peter ha anche un altro problema: la pesante, pesantissima eredità lasciata da Tony Stark. Dopo la sua dipartita il mondo è alla disperata ricerca di un nuovo Iron Man che colmi il vuoto. Il vecchio Tony ha fatto la sua scelta e per mano di Happy Hogan (un Jon Favreau frizzantino) gli fa avere un paio di occhiali – per altro tamarrissimi – che servono a controllare E.D.I.T.H. (Even Dead I’m The Hero, nemmeno la morte può mettere a freno il superego di Tony), un avanzato sistema di difesa globale che, di fatto, dona a Peter il più grosso potere al mondo per difendere l’umanità.

Quando avrai l’età per raderti, potrai anche farti il pizzetto come Tony.
Roba grossa per un ragazzo che, però, quella responsabilità non se la sente ancora di caricarsela sulle spalle, essere all’altezza del suo mentore è tanta roba per un adolescente che, come abbiamo visto in Homecoming, non è diventato un eroe per via di un trauma (secondo film su Spidey in fila, senza che nessuno zio di nome Ben venga nominato, come rispettare un personaggio a fumetti, cambiando anche le sue fondamenta), ma perché ne aveva la possibilità e perché la sua educazione lo porta a pensare che sia anche la cosa giusta da fare.

I traumi per Peter sono arrivati dopo, con la morte di Tony Stark, alla costante ricerca di una figura paterna di riferimento, il nostro pensa di aver fatto primiera e settebello con Quentin Beck: un adulto responsabile che nel suo mondo era già un eroe ed è pronto ad essere il nuovo Iron Man. Tutto risolto? Col cavolo!

“Chi ha due pollici e la situazione perfettamente sotto controllo? Ehm, io!”
Fino a qui la trama senza rivelazioni di sorta, da qui in poi, però, SPOILER di basso livello. Ed iniziamo con una parte che ci riguarda da vicino, chissà se alla Marvel si sono ricordati di “Il segreto del vetro”, una storia dell’Uomo Ragno (allora lo chiamavamo ancora così) pubblicata del 2003 e scritta da Tito Faraci su disegni di Giorgio Cavazzano, in cui il ragnetto finiva a Venezia, scoprendo che in laguna ci sono appena un po’ meno grattacieli dalla quale lanciarsi con le ragnatele, rispetto alla sua New York.

Non è la prima volta che il ragnetto imbratta i canali con la sua ragnatela.
La prima tappa della gita di Peter con la sua classe è proprio a Venezia e, ve lo dico subito, ci è andata di lusso gente! Sì, perché, come sappiamo, gli yankee in vacanza nella vecchia Europa riescono a snocciolare i peggiori stereotipi possibili immaginabili, qui a parte un paio di momenti “turistici” obbligatori e l’uso di “Stella Stai” di Umberto Tozzi come colonna sonora (Tozzi va fortissimo per le trasferte italiane, ricordate “The Wolf of Wall Street”?) non possiamo lamentarci, vi assicuro che agli Olandesi è andata ben peggio!

“No, ma vi giuro che ho anche del fumo in valigia, cercate quello!”
Nello scontro con l’elementale acquatico tra Spidey con maschera improvvisata e Mysterio, Jon Watts dimostra di essere cresciuto quasi quanto il suo protagonista, le scene d’azione girate e coreografate molto meglio rispetto ad Homecoming, qui ne abbiamo grossomodo tre (Venezia, Praga e il finale a Londra) e sono una migliore dell’altra. Se poi vi sembra che questi tizi in calzamaglia abbiano seminato troppa distruzione alle facciate dei palazzi veneziani, tenente a mente che le navi da crociera che attraccano in laguna di solito fanno anche peggio.

"Perché, tu sai recitare in veneziano?", "Ho visto un ragnòn ne la laguna..." (Quasi-cit.)
Col il passare dei minuti, “Spider-Man: Erasmus Far from Home” migliora di ritmo, i dialoghi sono buoni e i momenti spassosi ispirati al cinema di John  Hughes non mancano, forse a mancare all’inizio è un po’ un film su Spidey e bisogna dire che alcune trovate non sono proprio azzeccatissime (la scena della biondona e del costume nero, bella forzatura). Ma libero dall'incombenza di aggiornarci sullo scenario post Endgame, “Far from Home” prende letteralmente il volo diventando un film anche migliore di Homecoming che a me, come ricorderete, era già piaciuto parecchio.

Apriamo e chiudiamo l’angolo della classifica generale: si arriva alle maestose vette di Spider-Man - un nuovo universo? No, perché “Far from Home” ha i paletti descritti di cui tenere conto e non è libero di spaziare, anche se puoi permettersi un paio di momenti “lisergici” (tenetemi l’icona aperta, più avanti ci torniamo) e molto pop davvero notevoli, eppure questo film riesce ad essere una bella tappa di crescita per il nuovo Spidey titolare (un Tom Holland perfettamente a suo agio nel ruolo), se la gioca con i migliori titoli di Sam Raimi (che in qualche modo torna, nella seconda scena dopo i titoli di coda) o, almeno, può sedersi al tavolo di quei titoli gloriosi. Fine dell’angolo della Spider-classifica generale dei ragno film!

Ora è il momento di tirarsi su le Spider-maniche, inizia la parte difficile del post.
Ed ora signore e signori, se sentite un prurito alla base del collo, sono io, il vostro senso di Cassidy per le anticipazioni, da qui in poi: SPOILER!

Che poi “spoiler”... Cioè... Credevate davvero che il misterioso Mysterio, un ingannatore mago delle illusioni come lui, sarebbe stato l’amicone del cuore in questo “Far from home”? Non ho visto il secondo trailer del film, quindi non vi so dire di più, ma non ho creduto nemmeno per un momento alla teoria del grande eroe proveniente da Terra-[Inserire qui serie di numeri], in realtà era tutto un grosso gioco di specchi, perché dopo Endgame, tutti gli spettatori non pensavano altro che alle possibilità infinite del Multiverso, mi sarebbe piaciuto vedere Jake Gyllenhaal interpretare un Peter Parker maturo proveniente da un altro mondo (un po’ come il Peter B. Parker di Un nuovo universo) diventato l’eroico Mysterio, invece, per nostra fortuna, questo “Uomo Ragno: Gita scolastica” è un film molto più intelligente e più sveglio delle nostre voglie da Nerd di universi paralleli. Insomma la Marvel (è Mysterio) ci hanno "trollato", fatemi usare un giovanilismo fuori tempo massimo.

Senza più l’obbligo di fare da spalla (spesso comica) all'ingombrante Tony Stark, il Peter Parker di Tom Holland evolve e cresce (lo sguardo orgoglioso dell’improbabile papà "Happy" Hogan, è bello quasi quando sentir tuonare ancora gli AC/DC) e in totale rispetto dei primi numero di “The Amazing Spider-Man”, il nemico di turno di Spidey è caratterizzato quanto il protagonista ed è una minaccia che fa crescere il nostro ragnetto. Ecco perché la dedica finale a Stan Lee e Steve Ditko (si sono ricordati anche di Steve-o!) non è solo una ruffianata dopo un film così.

“Fiuuu cavolo! Non si respira lì sotto!”
Vado giù di testa per questa cosa per cui, Spidey debba affrontare nemici a lui molto vicini e che sono un po’ gli “scarti” degli altri eroi, la trovo molto in linea con la famosa “Aura da eroe Springsteeniano della classe operaia” che questo ragnetto del Queens si porta dietro. L’Avvoltoio di Michael Keaton era diventato un criminale perché al verde dopo aver perso il lavoro per effetto collaterale della distruzione portata dai tizi in calzamaglia, Quentin Beck, invece, grazie ad un paio di brillanti rimandi a Civil War e ad addirittura il primo Iron Man, diventa un ex impiegato sbeffeggiato da Stark, stufo marcio di stare nell’ombra e pronto a sostituire Iron Man nel cuore di tutti.

Mysterio è il cattivo perfetto per il 2019, di fatto è un generatore di “Fake News” con la boccia dei pesci in testa e il mantello, a Torino diremmo "ch' a fa fum" e di fumo ne fa parecchio questo “Cuntabale” (tipica espressione del Queens) che sfrutta dei principi che nei fumetti della Marvel, si erano letti solo tra le pagine della prima serie dei “Thunderbolts” e, non a caso, tra i ringraziamenti del film, troviamo anche Kurt Busiek, autore di quelle storie.

Ed in effetti, di fumo ne fa parecchio a vederlo così.
Per chi ricorda quel mitico ciclo di storie su matite di uno dei miei ragno-disegnatori del cuore (Mark Bagley) dopo la morte dei maggiori supereroi del pianeta scomparsi per fermare Onslaught (aaah! Gli anni ’90 della Marvel!) un nuovo gruppo di super calzamaglie cercava di colmare il vuoto lasciato dai Vendicatori, ma erano solo ex criminali con nuovi nomi e nuovi costumi. Stessa cosa, Mysterio sa che «Di questi tempi le persone hanno bisogno di credere e credono a tutto» e da loro qualcosa di cui avere paura, solo per ergersi come loro salvatore, il nome Mysterio gli viene appicciato addosso, ma è strano che non abbia scelto di farsi chiamare “Capitano”, avrà temuto la concorrenza di quello con lo scudo, oppure di quello con l’infinita collezione di felpe?

“Avrà anche tante felpe, ma mai tanti costumi quanto quelli che uso io in questo film”
No, sul serio, almeno fino ad una storia scritta da Kevin Smith sulla pagine di “Daredevil”, Mysterio è sempre stato uno dei cattivi più pacchiani di Spidey, eppure qui è semplicemente perfetto e al passo con i tempi, perché nei fumetti Quentin Beck era uno spiantato tecnico degli effetti speciali con il gusto per i colpi di teatro, ma parliamo degli effetti speciali degli anni ’60, trucco, make-up, se va bene una grossa macchina del fumo. Nel 2019 Mysterio ha la tecnologia cinematografica per funzionare al meglio, proprio al cinema!

Usando i droni di Chiara Appendino (questa è una caSSata a chilometro zero) Quentin Beck è il frontman di una squadra di tecnici degli effetti speciali, di costumiste, è un po’ un attore eccentrico, ma anche un regista dittatoriale che si fa scrivere le frasi ad effetto da eroe da uno sceneggiatore. In questo senso, Jake Gyllenhaal è pazzesco, riesce ad essere amichevole e rassicurante quando il piano del suo personaggio lo richiede, ma anche gigione, sopra le righe e sottilmente folle quando è il momento, un po’ come se il suo personaggio di Velvet Buzzsaw si fosse messo in testa di conquistare il mondo.

Ho trovato assolutamente brillante in tal senso, i due costumi indossati dall’ex Donnie Darko nel film, uno è quello classico di Mysterio, senza alcuna modifica rispetto a come lo aveva disegnato per la prima volta Steve Ditko che, ammettiamolo, quel giorno era sceso dal lato pacchiano del letto: un mantello porpora su una calzamaglia verde (verde e viola, i colori dei cattivi a fumetti), due spille a forma di occhi usate per fermare la cappa e sulla testa, una fumosa boccia per pesci. Quasi tutti i cattivi di Spidey sono arrivati al cinema, con modifiche necessarie a dare una logica ai loro costumi e a renderli più realistici, Mysterio invece ci é arriva inalterato, perché conciato così deve abbagliare il suo pubblico. Ma, in realtà, il suo vero costume è un altro, una tuta grigia con guanti sensori e auricolari, in pratica i poteri di Mysterio non sono altro che gli effetti speciali che vediamo al cinema nel 2019, CGI, schermo verde e la tuta per il MOCAP.

Lui Nemo lo ha trovato, solo che lo tiene in ostaggio dentro la capoccia.
Ogni scena con Mysterio costringe Peter (e noi spettatore) ad aguzzare i nostri sensi, quello che stiamo vedendo è vero, oppure un trucco del cattivone con la boccia da pesci in testa? In tal senso, ha vita facile contro un ragazzo buono (aprire il dizionario alla voce: Boccalone) come Peter ed è anche il cattivo che gli permette di usare il suo senso di ragno che in "Homecoming" latitava e che qui ha solo il soprannome di Peter-Pizzico, un altro modo per scherzare sull'iconografia del personaggio.ll

Avevo un’icona “lisergica” da chiudere, Jon Watts ci regala delle scene di combattimento in cui i poteri visionari di Mysterio si scatenano in tutta la loro potenza, rivaleggiando con i passaggi psichedelici che erano anche le parti miglior di Doctor Strange e rendendo perfettamente omaggio alle tavole di Steve Ditko ancora una volta sul grande schermo. Poi, per essere uno che per anni ha detto di non essere interessato ad interpretare un supereroe (storia vera) qui Jake Gyllenhaal mantiene idealmente fede ad anni passati a fare questa affermazione, interpretando meravigliosamente un personaggio che fa di tutto per prendere per il naso il suo pubblico, ma anche i super tizi in calzamaglia.

Fletto i muscoli e sono nel vuoto a Londra.
Forse l’unico dubbio che ho avuto nei primi minuti di “Spider-Man: Far from Home” – quelli che richiedono un po’ di tempo per iniziare a carburare – è il fatto che quel drittone di Nick Fury si “beva” allegramente la storia di Quentin Beck, questa idea è rimasta nel fondo della mia testa fino alla seconda scena dopo i titoli di coda, dove tutto viene spiegato. Giocando ancora con la nostra voglia di trovate nerd (su le mani chi ha pensato subito a “Secret Invasion”?), ma anche confermando che c’è parecchia Italia in questo film, dopo “Il segreto del vetro”, vedere Nick Fury e Maria Hill (Cobie Smulder) in auto ad ascoltare “A message to you, Rudy” dei The Specials, mi ha ricordato la vecchia pubblicità del Doblò.

Ma “Spider-Man: Far from Home” è un film molto riuscito che sa giocarsi alle grande tutte le sue carte e gli elementi che lo compongono, giocando con le nostre aspettative di nerd, con ancora Endgame negli occhi, e come farebbe Mysterio, riesce a regalarci un cattivo perfettamente al passo con i nostri (strambi) tempi moderni che fa crescere ancora un po’ Peter Parker, regalandoci un film che termina con un pezzo dei Ramones (“I wanna be your boyfriend” azzeccatissima) ricordandoci i finali alla John Hughes (ricordo di tempi più facili) e facendoci tornare tutti a casa contenti, dopo essere stati, appunto, lontani da casa.

Tutti i film dovrebbero finire con un pezzo dei Ramones.
… SBAGLIATO!
Perché con il colpo di teatro del grande attore, la prima scena dopo i titoli di coda è come quando il cattivo negli horror creduto morto, si rialza per colpirci, in un film che sottilmente lavora per accorciare la distanza tra finzione e realtà, Mysterio mena il suo colpo più duro. Ve lo dico, qui senso di Cassidy per gli SPOILER che pizzica fortissimo.

Qual è il bello dei fumetti? Che arrivati alla fine sai che il mese prossimo uscirà un altro numero ed in un film così (meta)cinematografico, ci vuole qualcosa per convincerci ad andare in edicola (o al cinema) anche la prossima volta e tra manipolazione dei “media” state pur certi che l’ultima scena vi convincerà a voler “comprare” anche il prossimo numero di “Spider-Man: qualche cosa Home”, garantito al limone!

“Ehi! Sulla Bara Volante scrivono di me! Figo”
Anche perché nella stessa scena avviene anche qualcosa di ancora più clamoroso a livello (meta)cinematografico, una scena brevissima che risolve una piccola disputa a distanza tra Marvel e Distinta Concorrenza e che fa tornare in scena il miglior personaggio dell’MCU di sempre. Non aggiungo altro, chiedetemi tutto nei commenti, vi dico solo che ho esultato come non mai (storia vera).

Siete ancora qui? Appendetevi alle vostre ragnatele e volate a vedere “Spider-Man: Far from Home” a mani basse un altro gran bel titolo Marvel e uno dei migliori dedicati al ragnetto, vi giuro che non sto mentendo, ho per caso una boccia per i pesci in testa? No, allora potete credermi.


Se per caso vi foste persi qualcosa, vi ricordo lo speciale dedicato ai film su Spider-Man!

38 commenti:

  1. Sono contento che ti sia piaciuto ma fletto i muscoli e salto anche questo film, come in effetti sto ormai saltando l'universo marvelloso. A saziarmi ci pensano le tue recensioni, che mi divertono... al contrario dei film in sé che invece mi danno l'orticaria. O è senso di ragno che prude? :-D

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    1. Sono contento che ti sia piaciuta, alla fine grazie al cattivo di turno, questo riesce ad essere un film parecchio al passo con i (brutti) tempi, ma è comunque un seguito che tiene conto dell’ultimo titolone Marvel, ormai questo film vanno seguiti proprio come i fumetti della casa delle idee, la continuity impera e capisco perché il prurito si fa sentire ;-) Cheers!

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  2. Sai che invece a me ha abbastanza deluso?Tanto, troppo tutto insieme...ho preferito Homecoming anche se Tom Holland è perfetto e Jake Jillencoso è davvero bravo nei panni del cattivo

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    1. Posso capirlo, nella prima parte ci mette un po’ a sbrigare le formalità e a partire per davvero, l’inizio mi sembrava un decente film su Peter Parker, ma mi è mancato un po’ Spider-Man, in questo senso “Homecoming” era più a fuoco, ma è stata una sensazione sparita già dal secondo atto in poi. Cheers!

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  3. presto lo vedrò anch'io, anche se devo dire che i film di Raimi non li batte nessuno :)

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    1. No, Spider-Sam Raimi resta il numero uno, sempre, comunque e in tutte le terre parallele del multiverso ;-) Cheers

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    2. Inarrivabile, molti lo snobbano ma per me resta un professionista unico, uno di quelli che anche nei film su commissione, resta sempre riconoscibile, è uno dei miei preferiti anche per questo. Cheers!

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    3. I primi due di Raimi continueranno a restare unici qualsiasi cosa succeda nel futuro. Basti pensare che ho capito le ragioni per cui il primo Spiderman mi era piaciuto solo di recente (lo amavo già, ma rivisto a distanza di anni ho colto una miriade di dettagli in più).
      I sequel dell'MCU sono inseriti in un progetto multiseriale che ha una filosofia precisa e assai lontana da quel puro gusto di fare un film su Spiderman. Comunque Far From Home per me è stata una bella sorpresa.

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    4. Sam Raimi aveva un murales sopra il letto della sua camera, un enorme dipinto dell'uomo Ragno (storia vera) per quello nessuno mai lo batterà, lui é cresciuto con la passione per il cinema e i fumetti, i suoi film lo dimostrano. Questo è molto bello, ma dici bene é un progetto multimediale in un periodo in cui i "super" al cinema sono consolidati, Spider-Sam é stato un pioniere armato di una passione e un talento, che ogni fanatico di cinema dovrebbe riconoscere, ammirare e ringraziare, altro che balle! ;-) Cheers

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  4. Ho letto fino all'avviso "spoiler"... comunque credo di riuscire a vederlo in settimana!

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    1. Molto consigliato, aspetto il tuo parere ;-)
      Mi rendo conto di avere una gestione molto leggera delle anticipazioni, perché non voglio alimentare questa ansia da spoiler costante, e poi scrivo di film vecchi e stravecchi ;-) Però due precauzione in merito ci stanno. Cheers!

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  5. A noi come sai è piaciuto molto, quindi incredibilmente pure a mia moglie che di film di supereroi è satura e non sopporta quelli con i ragazzini...invece questo lo ha intrigato. Diciamo che il "vecchio" Jake ha fatto la sua parte

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    1. Il vecchio Jake è un drago, pare non sbagliarne più una ultimamente, anche se secondo me ha sempre saputo scegliersi i film, infatti a ceduto alle super calzamaglie, solo quando ha avuto per le mani un ruolo non anonimo da generico super tizia. Cheers!

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  6. Stella Stai non era anche in Hostel, cantata in una lingua straniera?
    Comunque, interessante questo trollaggio, ma non vorrei che i fan si risentissero...

    Moz-

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    1. Cavolo ahi ragione! Umberto Tozzi cantante ufficiale degli italiani all’esterno e degli americani in Italia :-D Secondo me è una gran mossa, e anche la seconda scena dopo i titoli di coda in parte lo è, ma secondo me risulta essere un utilizzo così intelligente delle aspettative, da suscitare più ammirazione che fastidio. Poi non so, i fan sono bestie strane ;-) Cheers

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  7. Ho letto fino a metà perché l'ho cannato sabato scorso e l'ho cannato ieri, rapito da Wimbledon. Vado giovedì con un amico e suo figlio, quindi orario pomeridiano (aiuto!). Mi rifaccio vivo prossimamente!

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    1. Ti aspetto, perché voglio un parere a chilometro zero dalla Laguna, e dobbiamo parlare del mio nuovo eroe: Il gondoliere. Ci parliamo dopo giovedì ;-) Cheers

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    2. Pensavo che il tuo nuovo eroe fosse Teodosic... ;-)

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    3. Lui lo era già prima ;-) Cheers

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  8. Carabara, non ho ancora visto il film - sebbene abbia passato una settimana in una ridente località di mare dove era in programmazione - che è comunque in agenda, considerato che Crepascolino e Crepascola amano lo MCU, ma mi permetto di correggere un tuo assunto. Sei troppo giovane per ricordare una saga di Spidey sviluppata nei numeri radente il duecentesimo della prima serie del 1963 in cui tornava - spoiler alarm - il ladro che aveva ucciso lo zio Ben ed in cui Quentin Beck, sotto mentite spoglie, dirigeva , se non ricordo male , un gerontocomio. La trovata - il bimbo che fui apprezzò moltissimo - era nel fatto che il pacchianissimo Mysterio ( il Liberace dei super eroi secondo Michael Zulli che lo disegnò nella effimera Tangled Web ) aveva finalmente capito che i dindi nel malaffare sono di chi opera nell'ombra. So cosa stai pensando: è il simmetrico di quanto affermava Grant Morrison nella posta di un numero di Invisibles ( non ricordo quale e non ne ho comperati tanti, considerato che Magic Press aveva cominciato a tradurli ) e cioè che il "suo" Bats preferito era quello che sorridente combatteva di giorno e cioè quello della Batmania nata dal telefilm con West & Ward, lo stesso show che aveva nauseato così tanto Frank Miller da spingerlo nella direzione dark dei suoi lavori a Gotham ( e praticamente in qualsiasi altro posto ).
    Tutto è collegato a tutto. Viviamo davvero in un meraviglioso multiverso e fortunatamente anche Zia May Tomei. Ciao ciao

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    1. Bentornato! ;-) Davvero un look sobrio in stile Liberace, ed in effetti uno così non poteva che vivere di prepotenze in un’poca fatta di notizie false. Che poi per certi versi Sam Raimi è stato l’unico che al cinema non ha avuto paura delle natura fumettistica di beh, dei fumetti, quindi un pochino di scuola Morrisoniana anche lui. In ogni caso, da lettore mi piace questo “nuovo universo” più o meno quanto mi piace Zia May Tomei, ma se penso che qui zia May è più “Hot” (perché “Gnocca” potrebbe venire censurato dal Comics Code) di MJ, mi fa ancora un po’ girare la testa di vecchio lettore. Cheers!

      P.S. BLING BLONG! Informazione di servizio, il signor Crepascolo è atteso sul post di Watchmen, ti cercano da qualche giorno da quelle parti BLING BLONG!

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  9. Grazie ! Joachim ha disegnato e disegnerà - credo - le storie della terza fase di Jonathan Steele e ho avuto occasione di commentare altri suoi lavori. Credo desiderasse un parere. Non sa che insegno storia del fumetto in una scuola di fumetto - non tutto il tempo perché come Peter Pizzico ho una identità segreta anche se mi arrampico sui muri solo quando Crepascolino e la sua mamma non mi chiedono di seguirli alla IKea - e quando vedo un segno che mi piace, rischio qualche consiglio come i pensionati delle barzellette che spiegano agli operai come trattare il bitume, ciao ciao

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    1. Di nulla figurati, siccome mi sono trovato nel mezzo, ho sbirciato i suoi disegni e nel mio piccolo mi sono espresso anche io, vuoi anche solo perché ha un tratto che mi piacerebbe trovare in un fumetto, infatti sto seguendo la sua pagina ;-) Cheers!

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  10. Bel pezzo e sai già che sono in linea con il tuo pensiero.
    Considerazione a parte i film di Spider-man made in Marvel Studios ci hanno dato quello che nelle precedenti incarnazioni mancava: i cattivi.
    Non perfetti, non trascendentali ma adeguati ed in grado di tenere la scena. Non una cosa da poso se è vero che il villain deve essere in grado di rivaleggiare con l'eroe in termini di interesse che suscita nei lettori/spettatoi

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    1. Grazie capo, gentilissimo e cinque alto, giochiamo nelle stessa squadra ;-) Lo penso anche io, inoltre a lungo una critica all'MCU è stata di avere cattivi poco interessanti, e in soldoni forse solo Thanos e Kingpin (sul piccolo schermo) hanno invertito la tendenza, invece questo nuovo Spidey, due sue due con i cattivi interessanti, mica male ;-) Cheers

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    2. Vero, il discorso dei cattivi mi è caro, e Vulture e Mysterio sono stati i veri valori aggiunti. Anzi credo che Homecoming senza Michael Keaton sarebbe stato un flop bruciante, perché il film è retto dal rapporto tra Spidey e Stark e proprio dal cattivo. In questo film emerge meglio il "supereroe con superproblemi" e l'annosa questione delle responsabilità, praticamente opposta alla voglia di protagonismo di Peter nel primo film. Peter che vuole disfarsi della responsabilità dei suoi poteri è un inedito nei cinecomic, e devo dire che funziona abbastanza. E' stato intelligente rimettere le carte in tavola, anche guardando molto a ciò che Raimi aveva fatto in Spiderman 2 (ci scommetto quel che volete): Peter in crisi col suo ruolo, e che vuole solo riprendere in mano la sua vita e provare a conquistare MJ. Tra l'altro questa "nuova" MJ mi è piaciuta molto, Zendaya in un paio di scene dà quel qualcosa in più.
      Parentesi per Jake Gyllenhaal: è uno dei miei attori preferiti e quando ho saputo che pure lui finiva nel calderone dell'MCU un po' ci sono rimasto male. Non per snobismo, ma per il fatto che lo seguo perché sceglie film particolari e sempre diversi, spesso di nicchia, non megaproduzioni, ma nel suo voler dimostrare di poter fare qualunque ruolo ci sta anche il cattivo da cinecomic. Non si può considerare Mysterio come un punto d'arrivo, ma è un altro tassello in una carriera interessantissima, e funziona molto più di quanto avessi sperato, anche se manca di un solido background. Il modo in cui si gioca con il "tutto è possibile" di questa "realtà aumentata" dell'MCU lo rende interessante, perciò promosso.
      Continuo a pensare che sia un attore sottovalutato, intelligente e da seguire, che se c'è lui è garanzia di spunti interessanti.

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    3. E un'altra cosa… al punto in cui è arrivato l'MCU credo che alla Marvel siano riusciti a far bucare lo schermo al fumetto. Pensateci: dai tempo in cui si sforzavano di creare storie che dalla realtà si inserivano in quel mondo di fantasia dei fumetti, oggi si sono spinti tanto oltre da poter giocare con qualsiasi cose, e vincere a mani basse. Per me la battuta di Vedova Nera in Endgame racchiude tutto il senso dell'MCU: "ricevo email da un procione, perciò niente è ormai così bizzarro". Ed ecco il vero miracolo dei Marvel Studios, deformare a tal punto il senso della realtà e di cosa può essere un film da portarci in qualunque follia e farci arrendere, perché "ehy, questo è un cinefumetto!"

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    4. L’avvoltoio di Keaton è il “Tony Stark cattivo”, l’esempio negativo di padre che a Peter manca. A me sta piacendo tantissimo questa rilettura di Spidey che l’MCU sta facendo, e Zendaya mi sta conquistando: Non è bella bella in modo assurdo come la MJ del fumetto, ma è bella bella in modo assurdo per Peter, perché la prima cotta, la prima per cui perdi non deve essere bellissima, ma di fatto lo è perché appunto ti fa perdere la testa. Poi mi piace il fatto che questa MJ risulti tosta, ma non finta, risoluta, ma con dei sanissimi dubbi e a tratti anche impacciata, non ha niente dei personaggi femminili pensati a tavolino per piacere al pubblico femminile nel 2019, che risultano freddi calcoli e basta.

      Esatto, se l’MCU non fosse una macchina così oliata, con cavolo che puoi sfornarlo un personaggio come Mysterio, intelligentissimo Jake Gyllenhaal nell’accaparrarselo, si è sempre tenuto lontano dalle supercalzamaglie, e poi ha scelto quello con la calzamaglia più pacchiana di tutti, ma anche il personaggio che prende per il naso i super eroi cinematografici, il vecchio Jake ne esce come un gigante da questa scelta ;-) Cheers

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    5. Non hanno più paura di negare la natura fumettistica delle loro storie, è il “sogno” di Sam Raimi e del suo primo “Spider-Man”, seguire la pista tracciata da Spider-Sam si è rivelato essere la strada giusta. Pensa che questi sono gli stessi che per anni hanno cercato di rendere seri e morigerati gli Uomini-Pareggio (Singer che inserisce battute su “calzamaglie gialle” mentre fa vestire tutti i personaggi di pelle nera) e Hulk, un drammone psicologico/ecologista. Pensa al primo Hulk di Ang Lee e l’ultimo di “Endgame”, sembrano due pianeti opposti, nel mezzo è cambiato il mondo. Cheers!

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  11. Penso che andrò a vederlo Venerdì o Domenica, quindi rimando la lettura, e il mio commento, a quel giorno!

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    1. Vai tranquillo e buon visione, aspetto il tuo parere ;-) Cheers!

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  12. In quanto lavoratore nel settore turistico, posso dirlo: gli olandesi sembrano davvero "tutti gentili" come dice Peter Parker in questo film (storia vera).

    Detto questo, SPOILER:


    Mi piace come stia continuando la saga di Spiderman a casa Marvel. Si sta muovendo su binari differenti da quelli di Raimi (di cui, forse, sarà il caso di fare un vero confronto quando introduranno in futuro Norman Osborn*) e rinnega l'antipatia e la desaturata goffaggine di Marc Webb. IL nuovo "spiderman" è giovane, fresco, immerso in relazioni scolastiche proposte in maniera affettuosa, divertente e sagace - l'ottimo ritmo da commedia adolescenziale non fa alro che migliorare il tutto. Quando, poi, il film prende la (dovuta) piega sci-fi; decolla davvero in alto. Non solo è bellissimo vedere un cattivo come Mysterio bè... essere un vero cattivo da fumetti, con tutti gli eccessi (lo "spiegone celebrativo", il costume pavoneggiante, la manipolazione fantastica delle illusioni...) ma è bello poterlo vedere all'interno di una saga che, film dopo film, sta forse capendo che rendere verosimili dei tizi in costume è come togliere i colori da un quadro di Van Gogh. Ben vengano, quindi, scene fantastiche come quelle di Spiderman intrappolato dalle illusioni di Mysterio (uno dei momenti più cinefumettosi di sempre) o idee giocose come i droidi che controllano l'illusione in corso. tutti elementi fantastici che funzionano perfettamente nel contesto di questa splendida pellicola. E oltre questo, uno dei temi più tipici dell'Uomo Ragno, quello che nasce da "Grandi Poteri...", viene rielaborato in maniera funzionale al nuovo spidey, costruendo su di lui un arco narrativo stimolante che potrebbe evolversi tantissimo se sapranno gestire il personaggio anche nei suoi tanti film futuri, crossover inclusi.
    Alla fine per la Marvel, Spiderman è davvero il nuovo Iron Man. Se R.Downey Junior è comparso in 9 film (più cammei); quanti contratti faranno firmare al ben più giovane Tom Holland? ;)


    *Tuttavia, vedere Spidey col volto sanguinante e l'animo rinforzato, mi ha ricordato Tobey McGauire sul finale dei primi Spiderman di Raimi. I feels!


    Amichevoli Saluti di quartiere!

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    1. Quei pochi che ho conosciuto lo sono davvero, solo che qui sono rappresentanti tutti hooligans ubriaconi e tulipani, non proprio il massimo ;-) Sto amando il percorso che la Marvel ha fatto intraprendere a questo nuovo ragnetto, si parla già di tre trilogie (quindi altri sette film) per Holland, io per ora sono pronto a metterci la firma, perché questo Spidey è una rilettura moderna, che imparerà potere e responsabilità sono i nostri occhi, non vedo l'ora di seguire la sua crescita ;-) Cheers!

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  13. Niente, nonostante tu lo faccia sembrare un gran film, dopo la delusione del precedente film, non mi hai convinto. Per me, questo Uomo Ragno politicamente corretto e parodia del personaggio, non è l'Uomo Ragno!
    Resto fermo sulla mia decisione di cessare la visione di film dedicati all'arrampicamuri, dopo che ho resistito coi difettosi film col gatto Garfield.
    Pessimo cast... Pessimi costumi (di lui, perché su [Ray] Mysterio [Jr.] concordo con te) legati alla Sterco Industrie...
    Ma davvero c'è quella scena in aeroporto? Non sparo un "ma vaffanculo" a fatica! Peggio di quella di Spider-Man 2 in cui tutti lo vedono in faccia dopo la scena della sopraelevata. Sono molto pignolo sulla segretezza dell'identità segreta.

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    1. Mi spiace che non ti piaccia, perché per esempio la nuova MJ eun personaggio molto bello, distante dalla moda moderna dei personaggi femminili tosti a tutti i costi. Non lo trovo affatto una versione sbagliata del personaggio, anzi ci trovo tutto del "mio" Spidey, solo che il personaggio sta facendo un giro molto più lungo. Preferisco un adattamento diverso, ad uno che cerca di essere fedele e poi fa ridere come i film di Mark Webb.

      Sulla questione identità, Peter ha una faccia anonima e Sam Raimi lo sapeva, inoltre i super eroi al cinema sono allergici alla maschera, quale attore famoso vuole recitare due ore con il volto coperto? ;-) Cheers

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  14. Bello bello bello! Visto con mio figlio di 7 anni al cinema, siamo usciti (dopo le due scene post credit) Felicissimi! Aspetto un po per fargli vedere gli Avengers (piu adatti a partire dagli 8 anni secondo me, non tanto per la violenza che é poca, ma proprio per capire la trama) ma questi spider man sono piu semplici senza essere banali e piu a misura di bambino ma anche per adulti (forse proprio come i fumetti)...

    Ma quindi l'ultima scena potrebbe confermare anche la teoria del panino della Johanson???? C'é da sperarci!

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    1. Spidey è più lineare perché mantiene la sua dimensione da eroe urbano, anche se ultimamente lo spediscono nello spazio ad ogni nuova minaccia ;-) Io ci credevo nella teoria, è dai tempi degli Elli che lo dico: Forza Panino! :-D Cheers

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