venerdì 14 giugno 2019

I trasgressori (1992): Il tesoro della Sierra Motherfucka!

L’uscita di un film spesso è come la fortuna, questione di tempismo, discorso che vale anche per la sfiga però! Ecco, ora prendete tutto questo, mescolate insieme e avrete il film di oggi protagonista della rubrica… King of the Hill!
Quanto sono belli i film che cominciano con una mappa e un tesoro da ritrovare? Voi mettere una mappa in una storia e state tranquilli che quasi sicuramente vi troverete davanti un film d’avventura. Pensateci un po’: quante pellicole così avete visto in vita vostra? Tante? Tantissime? Da Robert Louis Stevenson fino a John Huston, abbiamo conosciuto tanti personaggi rincorrere la fortuna e una vita migliore, inseguendo il tesoro indicato da una mappa, lo stesso tipo di fortuna che mancava a Walter Hill da parecchio.

Quasi tutti i miei registi preferiti non sono mai stati molto fortunati al botteghino, rivalutati con il tempo per il loro effettivo valore, ma mai delle vere macchine da soldi. Walter Hill, però, è quello che forse ha pagato più di tutti l’ingiusta infilata di flop, iniziata con Strade di fuoco e mai interrotta davvero, nemmeno da seguiti pensati per piacere come Ancora 48 ore.

In cerca di fortuna Gualtiero non trova una mappa, ma una sceneggiatura intitolata “The Looters”, che girava ad Hollywood più o meno dagli anni ’70 senza trovare mai un regista. Nemmeno quando i due sceneggiatori fecero il botto - o magari proprio per quello - chi poteva credere che i papà della saga di Ritorno al futuro, Bob Gale e Robert Zemeckis avessero davvero scritto un film “maschio”, senza personaggi femminili, ma con un mucchio di pallottole e parolacce? Insomma, proprio roba per il nostro Gualtiero!

Gualtiero, impegnato ad aggiungere quante più parolacce possibili nell’inquadratura.
Hill che il più delle volte ha sempre rimesso le mani alle sceneggiature dei suoi film – anche quelle non scritte da lui – per “The Looters” non modifica quasi nulla, anche se, la trovata delle scarpe da Baseball chiodate, mi sembra proprio tanto farina del suo sacco. Resta il fatto che alla ricerca di una storia d’avventura classica, quasi in stile Jack London da dirigere nel modo più diretto, grezzo e tosto possibile, questo soggetto è perfetto.

Chiaramente ispirato al classico “Il tesoro della Sierra Madre” (1948), con un budget non proprio irresistibile di 14 milioni di ex presidenti defunti stampati su carta verde messi a disposizione dalla Universal Pictures, il nostro Gualtiero sforna quello che per me è il classico titolo nella filmografia di un regista, per cui ti diventa chiarissimo che tu a quel regista vuoi proprio bene.

Sul serio, facile amare Hill quando dirige I guerrieri della notte, quello possono farlo tutti, ma sono i film come questo, quelli piccoli e anche un po’ sfigati che ti fanno capire che di registi come Walter Hill, purtroppo, non ne fanno più. “Trespass” – com'è stato ribattezzato il film, tenetemi l’icona aperta, dopo ci torniamo – ha la struttura del film d’avventura, ma è a tutti gli effetti un western contemporaneo con tanto di assedio e “indiani” urbani, perfettamente calato nel momento storico in cui è uscito, eppure allo steso tempo con solidissime radici ben affondate nella tradizione, ma a ben guardare, forse, proprio per questo, destinato a fallire ancora una volta ingiustamente.

“Sai che ti dico socio, aveva ragione la canzone: era meglio morire da piccoli”
“I trasgressori” sarà anche la traduzione corretta per l’originale “Trespass”, ma proprio non mi piace, mi fa pensare ad uno di quei film finto pruriginosi dove se ti va bene vedi mezza tetta, quando invece è un film tosto quanto il suo cast. I pompieri Vince e Don sono due sconfitti dalla vita, il primo sogna di sposare la sua ragazza, l’altro ha una ex moglie che lo prosciuga, oltre al lavoro li lega la mancanza dei soldi, soldi ("come se avessi avuto soldi, soldi"), ma la svolta arriva quando durante un incendio un vecchio blaterando qualcosa sul perdono divino, dà loro una vecchia mappa prima di lanciarsi tra le fiamme, il tutto con il solito inizio alla Walter Hill che ti inchioda allo schermo.

La mappa conduce ad un vecchio edificio abbandonato nella parte est di St. Louis, dove la refurtiva della rapina ad una chiesa ortodossa è rimasta nascosta per decenni, ormai nessuno cerca più la grossa croce d’oro e gli altri oggetti dello stesso prezioso materiale, basta un metal detector, un viaggetto da quelle parte nel fine settimane ed è fatta, soldi facili! (Cit.)

Sapete per cosa è famosa St. Louis negli Stati Uniti? Una grande tradizione sportiva in particolare per il baseball e la pallacanestro a livello universitario, ma soprattutto per un tasso di criminalità da far spavento a chiunque, cioè a chiunque che di mestiere non si getti tra le fiamme per salvare delle vite umane.

Presentiamo gli schieramenti: da una parte la squadra degli abbastanza buoni…
Aiuta anche che i due disperati protagonisti senza nulla da perdere, siano stati affidati agli attori giusti: Vince l’idealista ha il faccione dell’indimenticato Bill Paxton (al secondo film diretto da Hill) alle prese per una volta con un personaggio che non deve solo fare battutacce oppure il pazzo, come ha sempre fatto in carriera. Ruolo che tocca al suo compare Don, interpretato dalla faccia rassicurante di William Sadler. Penso che non poteva esserci attore più adatto del cattivo di Die Hard 2, per ricoprire il ruolo di quello risoluto nelle decisioni, che pian piano si fa prendere dall’avidità per l’oro.

“Almeno Frodo aveva quello che sbiascicava del suo tesssoro! Perché a me il tizio armato!?”
Il valore di un uomo si misura anche da come reagisce sotto pressione, infatti i due personaggi hanno un approccio opposto nei confronti di Bradlee (Art Evans, un altro che arrivava da Die Hard 2, ma che avete visto in tutti i film) il senzatetto che da anni dormiva sotto l’oro sepolto nella chiesa, senza saperlo. La pressione, invece, è molto ben rappresentata dalla gang di criminali che sceglie lo stesso edificio abbandonato di St. Louis, proprio nel fine settimana in cui Vince e Don decidono di organizzare la loro piccola caccia al tesoro per... Beh, fare le loro cosette da “Gangsta”, rendendo i due pompieri scomodi testimoni di una regolamento di conti tra bande. Concedetemi l’utilizzo dell’espressione rap perché qui ha davvero cittadinanza, considerato che il capo della banda King James ha il faccione butterato di Ice-T, mentre uno dei suoi sgherri più incazzati, Savon, ha il muso da bulldog di Ice Cube... Insomma: c’è più ghiaccio in questo film che in una pista da pattinaggio!

Volevo fare una battuta su Vanilla Ice, ma se fate quelle facce ragazzi, forse mi mordo la lingua.
Walter Hill è il regista dei tipi tosti che si ritrovano loro malgrado, in situazioni spesso più dure di loro, “Trespass” è la quinta essenza del cinema di Hill, dopo averci mostrato i due nuovi gruppi di “guerrieri” destinati a finire a giocare a fare la guerra, Hill si sofferma sulla fabbrica che diventerà il fortino da difendere come nella tradizione dei film d’assedio. Lo fa con il solito buon gusto cinematografico: un’inquadratura sull’ironico cartello “No trespass” e la macchina da presa che si sposta verso la fabbrica, in quello che è chiaramente un omaggio ad una delle inquadrature più celebri di “Quarto potere” (1941), giusto per ribadire quando questa pellicola affondi le sue radici tra i classici.

“Non esco finché non mi assicurate che in giro non ci siano T-800, Xenomorfi oppure Yautja
Una delle caratteristiche principali della banda di criminali, è quella di riprendere con una videocamera tutto quello che fanno, che di solito consiste nell’ammazzare tutti quelli che interferiscono con gli affari di King James. Questa trovata è stata inserita nel film da Hill dopo aver letto sui giornali che molte gang locali facevano lo stesso, quale occasione migliore per raccontare il punto di vista degli assedianti, mantenendo quello stile grezzo che il regista cercava per questo film. Se poi le soggettive della videocamera, abbiano in qualche modo anticipato un decennio buono di “found footage” è solo perché, come abbiamo visto anche in questa rubrica, Hill è sempre stato un pioniere, capace di arrivare a certe soluzioni cinematografiche prima di quasi tutti.

A proposito di profezie: Walter Hill sembra aver capito per primo come utilizzare Ice Cube, il fondatore degli N.W.A arrivava da quel gioiellino di “Boyz n the Hood” (1991) in cui interpretava di fatto il ruolo di se stesso e sarebbe finito tra gli assedi Carpenteriani. Gualtiero qui gli affida un ruolo che sembra il perfetto equilibrio tra le due parti perché “I trasgressori” ha un piede nell’America del 1992, quella delle rivolte di Los Angeles e un altro nella tradizione dei classici, perché è a tutti gli effetti un film d’assedio con fortissimi momenti d’avventura e da western.

…Contro la fazione opposta dei mediamente cattivi.
Ogni volta che me lo riguardo (e lo faccio sempre con un certo piacere) mi è proprio impossibile non immaginare i due Bill Paxton e William Sadler con cappelli a tesa larga in testa, mentre partono alla ricerca dell’oro con la loro mappa, anche se il loro destino pare segnato, il ritrovamento dell’uomo impiccato è un segnale di sventura che i due personaggi ignorando sperando di trovare il tesoro.

Allo stesso modo King James è il capo di una tribù urbana che potrebbe tranquillamente essere quella degli Indiani che assaltano il fortino, proprio come in un western, il motivo dello scontro con gli “uomini bianchi” è più frutto del caso, delle incomprensioni e della sfortuna, che di vero odio tra le fazioni.

“Trespass” ha la capacità di incollarti allo schermo, Walter Hill tira le fila del racconto alla perfezione e i cento minuti del film sono una serie di botta e risposta tra le due parti in lotta. Una partita a scacchi fatta di trucchi per restare in vita e battere il proprio avversario, in cui vale davvero tutto, anche legare Lucky (De'voreaux White) il fratellino di King James alla porta usandolo come scudo umano, oppure fingersi poliziotti per smuovere la situazione di stallo.

“Perché ti chiamano Lucky?”, “Perché sono fortunato, ma forse ho bisogno di un nuovo soprannome”
Se poi avete familiarità con il cinema di Walter Hill - e a questo punto spero di aver minimamente contribuito con questa rubrica – dovreste sapere che la distinzione tra buoni e cattivi nei suoi film non è mai davvero netta, a rendere più pepata la partita a scacchi tra gangster e pompieri, è proprio il fatto che tra le fila di entrambi gli schieramenti ci siano personaggi pronti a tutto per salvare la pelle, ma anche qualcuno che ogni tanto è mosso da un gesto di umanità, proprio per questo il finale (profondamente satirico) sembra premiare non solo chi è stato più scaltro, ma anche quello più “puro” nelle intenzioni. Niente male per un finale che è stato modificato dopo le prime proiezioni di prova (storia vera).

Vi ero debitore di un’icona lasciata aperta, è il momento di chiuderla. Il film ha subito svariati cambiamenti in corsa, ad esempio il musicista Jazz, John Zorn che doveva inizialmente comporre le musiche del film, è stato licenziato, Hill scontento del risultato provate a dire a chi ha affidato la colonna sonora? Bravi! Proprio al solito Ry Cooder perfettamente a suo agio con questo western urbano, sesta collaborazione per lui con Hill, ma di certo non l’ultima come vedremo.

L’invenzione della cinture di sicurezza da poltrona.
A proposito di musiche, per un uomo di Blues come Hill dev'essere stato interessante collaborare con due rappresentanti della musica nera americana, anche i due “cubettoni” di ghiaccio, Ice-T e Ice Cube che hanno dovuto cambiare il titolo al pezzo rappato insieme per la colonna sonora del film, sì, perché il titolo originale “The Looters” è stato modificato varie volte ("Point of No Return", "The Intruders", "Burning Gold", "Greed", "Fire Trap" ma anche "Blood and Gold") provocando ogni volta un colpo al cuore ad Hill che ha definito il cambio di titolo: una sofferenza come cambiare nome ad un figlio (storia vera).

I motivi del cambiamento sono il famoso tempismo di cui parlavo in apertura, quello che se ti va bene è una gran fortuna, se ti va male una clamorosa sfiga, per Walter Hill barrate tranquillamente “B”, perché il suo film sarebbe dovuto uscire negli Stati Uniti il 3 Luglio del 1992, ma far uscire in sala un film che oppone dei bianchi e dei neri (per di più rappresentanti da due volti noti della musica Rap) giusto un mese dopo la fine delle sanguinose rivolte di Los Angeles, scatenate dal brutale omicidio di Rodney King... Ecco, magari non era proprio il caso, voi che dite?

Esattamente come per I guerrieri della palude silenziosa (da molti etichettato come una parabola sul Vietnam) Walter Hill si ritrova per le mani un film perfettamente calato nel suo tempo, destinato a passare per una presa di posizione politica, quando, invece, resta un gran film d’assedio, un ottimo western contemporaneo e un perfetto film d’avventura, con giusto un quantitativo extra di turpiloquio (veramente da antologia) in puro stile Walter Hill.

“Mi spieghi che c@%$o fai?” , “Sto %&$£ questo m&r$@ di &%£%, c@%&o!” (tutto chiaro no?)
Malgrado tutte le precauzioni prese, tipo eliminare dalla colonna sonora il pezzo scritto da Ice-T intitolato “Cop Killer” (non proprio il massimo per mantenere tranquillo il vicinato), “I trasgressori” ripaga appena la spesa diventando un altro fallimento al botteghino. Eppure, resta uno dei film tosti nella filmografia di un autore che ha fatto della tostaggine una cifra stilistica, per una fanatico di western e film d’assedio come me poi, un vero regalo da parte del nostro Gualtiero. Un vero peccato che venga ricordato troppo poco, la fortuna va e viene, la sfiga di solito prende la residenza, ma il talento di Hill resta superiore a tutto questo.

Ma se “Trespass” è un western in equilibrio tra la cronaca (drammatica) del suo tempo e una gloriosa tradizione di film d’avventura, aspettate di vedere cosa arriverà qui la prossima settimana, Walter Hill ci porterà ancora più a fondo nelle radici del suo Paese, vi voglio tutti qui tra sette giorni, pronti ad ululare un urlo di guerra.

Ma... tenete d'occhio questa Bara durante il fine settimana, perché potrebbe arrivare una grossa sorpresa sempre dedicata al nostro Gualtiero. Non dite che non vi avevo avvisati!

14 commenti:

  1. Ennesimo titolo di Hill che non rivedo da una vita. Ma a parte quelle 4 pellicole "famose" (passatemi il termine!), il resto dei suoi lavori viene replicato in tv ogni tanto? O bisogna sempre attrezzarsi per il recupero coatto?
    Vabbè, questo me lo ricordo abbastanza, sopratutto per alcune scene. Certo che il buon Hill c'ha una sfiga bestia! Far uscire questo in contemporanea con le rivolte di LA e tutta la faccenda King non è proprio il massimo. E Ice-T con "Cop Killer" ci ha pure messo il carico da 11!

    "Quarto Potere"... E' da una vita che mi ripropongo di rivederlo "con la testa giusta". Vediamo che si può fare!

    Capo, ultima: ma di KD che mi dici? Possono dirmi quello che vogliono ma sono sicuro al 1000x1000 che non doveva rientrare. Per lui la stagione era conclusa e forzare un ritorno sul parquet ha sì allungato le Finals, ma praticamente ti ha tolto dai campi per il prossimo anno. Gran cuore di KD35, ma ti sei giocato la carriera (rientrare in campo a 32 anni dopo la rottura del tendine d'Achille e dopo un anno di inattività? Auguri Bro!). Leggevo che i Knicks vogliono offrirgli ugualmente in massimo. Capisco che sono i Knicks e tutto è possibile ma dai... Teoricamente dovrebbe far scattare l'opzione di rinnovo a GS e poi uscire da FA l'anno prossimo. Magari un anno al minimo salariale e vedere come risponde la caviglia. Tu che ne pensi?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Alla prma domanda rispondo io: ieri sera ho visto "Jimmy Bobo" su raiMovie. La mia dritta: ci sono motori di ricerca come fulmtv.it che ti permettono di rintracciare i passaggi dei film in tv, presenti e futuri. Se vedi che un film non lo passano mai.. allora scatta il recupero!

      Elimina
    2. Ogni tanto una ripassata “Quarto potere” la merita sempre, ma in generale no, penso che Walter Hill sia il regista che ha pagato più duramente gli scarsi incassi, gli anni ’90 per lui sono stati un martirio, solo a Romero penso sia andata peggio nello stesso decennio.

      Non mi stai facendo alcune genere di anticipazione su Gara 6 che io NON ho ancora visto vero? Perché ora vivo in un mondo dove tutto è possibile, almeno fino alla replica di stasera, e sto benissimo così grazie :-D Fatta la premessa rispondo alla tua domanda:

      la rottura del tendine d’Achille è questione di usura, si sarebbe rotto anche alla prima partita vera del prossimo campionato, sta di fatto che prima gli hanno detto che si cagava sotto, che si stava conservando per mettersi sul mercato questa estate, poi gli hanno detto che è un cretino perché è rientrato troppo presto, ma decidersi una buona volta? La questione è che quanti (anche tra chi lo critica) avrebbero avuto le palle di scendere in campo al 40% (stima ottimistica) della forma, per giocarsi una partita “win or go home” di finali NBA? Quanti sarebbero riusciti in tre minuti a fare 10 punti dimostrando che con lui in campo la serie sarebbero finite molto probabilmente 4-1? Per me Durant ha due palle monumentali, se lo stimavo prima ora lo faccio anche di più, e non solo perché periodicamente sfoggia maglie dei Pearl Jam (206 baby, 2-0-6!).

      Al momento quale squadra potrebbe tenere occupata la maggior parte del suo salary cap per aspettarlo un anno? Una ci sarebbe, l’anno prossimo giocherà in un arena nuova a San Francisco ;-) Cheers!

      Elimina
    3. Anche io rispondo alla prima domanda: “Jimmy Bobo” in quanto abbastanza recente ogni tanto spunta, così come “Danko” e i due “48 Ore”, ma con il russo in netto vantaggio. Zitto zitto, il più replicato secondo me è “Ancora vivo”. Cheers!

      Elimina
    4. Ma scherzi? Sto vivendo in una bolla da stanotte. Io la vedo oggi pome alle 14... Sto imapzzendo!

      Elimina
    5. Beato te, a me toccherà aspettare anche dopo le 14. Torno ad impazzire, anzi mi metto a scrivere il nuovo post su Walter Hill ;-) Cheers

      Elimina
    6. Mediaset trasmette "Ancora vivo" tipo una volta a settimana, nelle guide tV del fine settimana che faccio per siti e blog ormai ce l'ho sempre pronto in memoria :-D
      Gli altri titoli purtroppo sono merce rara...

      Elimina
    7. Pensa che l'ho rivisto anche l'altro giorno in replica (storia vera). Temo che il film stia ancora cercando di raggranellare soldini dopo il flop al botteghino. Gli altri film di Gualtiero non hanno avuto nemmeno questo trattamento. Cheers

      Elimina
  2. SONO STRANO E LO AMMETTO TRANQUILLAMENTE.

    Faccio sta premessa per dire una cosa seria : per me branduardi e franco battiato sono lo steeso cantante ( e infatti nessuno li ha mai visti assieme!!)

    detto questo io sono assolllutamento sicuro che "i trasgressori"e "cuba libre il giorno del giudiizio" sono lo stesso film!!!!!!

    caro cassidy con questo sono pronto per un tso!!!!!!!!!!

    buon weeek end

    rdm

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se per questo nemmeno io sono mai stato visto insieme a Branduardi e Battiato, ma solo perché loro non vogliono farsi vedere in giro con me ;-) quante volte l’ho visto “Cuba libre - La notte del giudiizio”, Stephen Hopkins ci ha regalato delle gioie, da un po’ vorrei rivederlo quel film, è nella mia lista dei “da rivedere”. Cheers!

      Elimina
  3. Carabara, sposo il tuo subliminale endourcement per il low budget - non credere non trapeli in uno zilione dei tuoi articoli, birba - e spero davvero che Walter sia in grado finalmente di trovare i mille, quasi milledue(cento) dollari ( quasi cit. ) necessari a produrre il suo Citizen Cube di cui immagino tu sappia già tutto, ma di cui tento la solita sintesi per tutti gli altri tuoi supporters.
    Ray Zorn è legato ad una poltrona che ricorda il Vecchio Scintillone in un localaccio in mattoni rossi da cui passano le pertiche dei vigili del fuoco. Ogni tanto ha un blackout e quando riapre gli occhi è davanti ad un tizio che è di fatto il cosplayer di un personaggio preso dalla filmografia di Hill come Cyrus o Sunny Boyd , ma che - a netto dei panni che indossa - è legato al passato di Zorn, come un vecchio amore o antagonista. Bizzarro e straniante ? I critici lo adoreranno. Ciao ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un mio amico citando Kurosawa mi dice sempre «Non credo nel cinema povero», io invece che amo Walter Hill, Romero e Carpenter (per citarne tre) penso che quando hai pochi soldi devi far muovere le rotelline del cervello e affilare il talento. A proposito di “Scintillone” ci rivediamo per quella roba che ho anticipato su Hill nel fine settimana, per il resto, tu mettici un bar che sembra un saloon e hai già fatto l‘80% dell’atmosfera di un film di Gualtiero ;-) Cheers!

      Elimina
  4. Arrivo con colpevole ritardo e mi casca la mascella a terra: ormai, è ufficiale, non conosco Walter Hill, visto che scopro solo ora che questo gioiellino è suo!!!! E pensa che dovrei avere il DVD, preso su bancarella e in attesa da anni di recensione...
    All'epoca impazzivo per Ice-T per cui questo film era in cima ai miei desideri da videoteca, per non parlare del resto del cast: peccato che però la firma di Hill non fosse pubblicizzata. Gli anni '90 sono stati crudeli coi grandi...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Gli anni '90 sono stati uno schiacciasassi di grandi nomi, ebbene si questo film è del nostro Gualtiero, per me è un vero gioiellino, ormai quasi del tutto dimenticato purtroppo. Cheers!

      Elimina