venerdì 17 maggio 2019

Ricercati: ufficialmente morti (1987): Nolte, Texas Ranger

Non importa quale sia il vostro stato di servizio, oggi siete tutti richiamati all’ordine per il nuovo capitolo della rubrica… King of the hill!
Dovete capire che la formazione del mio (dis)gusto cinematografico è fatta soprattutto di film visti in tv, oppure presi in prestito al videonoleggio, un’altra Era lo so, fatta di pellicole interrotte dalla pubblicità, oppure scientificamente eliminate con un abile lavoro di STOP/REC al momento giusto. Di base parliamo di film orgogliosamente di genere, western, quintali di western, ma anche film epici d’avventura, figli di grandi autori.

Capirete da voi che pescando i film dalla guida tv, oppure dalle mensole della videoteca, il titolo gioca un ruolo fondamentale, più risulta clamoroso più attrae l’attenzione, ecco perché uno intitolato “Ricercati: ufficialmente morti” è sempre stato uno dei miei preferiti.

Andando a scavare a fondo, però, “Extreme Prejudice” (titolo originale che deriva da un’espressione resa popolare da “Apocalypse Now” lasciatemi l’icona aperta su questo) è sempre stato il film in grado di unire tutto, non solo un cast di grandi attori, il meglio delle “facce brutte” degli anni ’80, ma anche tanto del cinema che mi piaceva allora come oggi. Ho atteso anche più del necessario per iniziare questa rubrica su Walter Hill, ma nulla accade per caso, perché ora posso ritornare al punto dove questa Bara ha iniziato il suo volo, perché il soggetto di questo film è scritto da una vecchia conoscenza di questo blog, date il bentornato alla rubrica… Un Milius alla volta!


Dopo l’enorme casino sollevato con Alba Rossa, Milius era alla ricerca di un soggetto un po’ meno controverso, il momento sembra quello giusto per ripescare un vecchio soggetto scritto nei primi anni ’70 a più mani insieme a Deric Washburn - collaboratore di Michael Cimino che con Milius aveva scritto Una 44 Magnum per l'ispettore Callaghan – e Fred Rexer, un veterano della guerra del Vietnam che con la sua esperienza è stato prezioso per completare la sceneggiatura di “Apocalypse Now” firmata da Milius, così posso chiudere anche quell’icona lassù.

Nella sua prima bozza “Extreme Prejudice” era più che altro un film di spionaggio con ex militari, ma gira che ti rigira la trama non trovava una sua forma definitiva, ci è riuscita soltanto nel momento in cui il film è finito nella mani migliori possibili, quella di Walter Hill.

I gradi di separazione tra Hill e Milius sono un po’ meno dei canonici sei, i due si erano precedentemente conosciuti sul set di “Bullitt” (1968) in cui Hill era aiuto regista e Milius gironzolava nella zona delle operazioni, perché la sua capacità di correggere e modificare la sceneggiatura anche durante le riprese è una delle ragioni per cui John si è fatto un nome. Riuscite a pensare a quei due nella stessa stanza? Mi immagino Milius, gran fanatico delle mangiate presso la catena di ristoranti (se così possiamo chiamarli) Denny's, trascinare quel divo del muto di Gualtiero in una cena pantagruelica che finirebbe probabilmente svotando bottiglie e discutendo su chi sia migliore tra John Wayne e Gary Cooper.

“Meglio Wayne cazzo, il Duca non si discute, ma tu guarda cosa mi tocca leggere"
Walter Hill fa subito sua la materia originale, andando a rimarcare una delle figure che aveva vagamente ispirato il soggetto di Milius, ovvero Joaquin Jackson una leggenda vivente dei ranger del Texas, che ha prestato servizio lungo il confine con il Messico dal 1966 fino al suo ritiro nel 1993. È impossibile sapere come sarebbe stato il film se John Milius lo avesse completato e magari diretto, per nostra fortuna ci ha pensato Walter Hill, rendendolo completamente parte del suo caratteristico stile, regia solida, un glorioso livello di sparatorie e tostaggine diffusa.

Ormai il discorso sui primi cinque minuti di un film che ne determinano tutto l’andamento, dovreste conoscerlo a memoria, l’inizio di “Extreme Prejudice” è micidiale: nell’aeroporto di El Paso - luogo ricorrente nei film di Hill - si raduna l’ennesimo gruppo di guerrieri della filmografia di Gualtiero, i componenti dell’unità zombie capitanati dal maggiore Paul Hackett. Se il loro nome di battaglia vi ha colpito, è perché non passa certo inosservato, ufficialmente questi soldati sono morti in conflitti più o meno noti sparsi per il globo, di fatto sono vivi e vegeti e anche capaci di snocciolare un gran quantitativo di parolacce per salutarsi, come fanno sempre i personaggi di Walter Hill, la mia preferita resta «Vecchio puttaniere, ronzino spompato», voi non salutate tutti i vostri amici così? No? Strano.

Se non volete vedere un film, che può vantare un fotogramma così, mi sa che avete sbagliato blog.
Sulle note della clamorosa colonna sonora di un maestro come Jerry Goldsmith, Walter Hill ci presenta ad uno ad uno questa banda di gatti senza collare, con nome, foto, data del decesso e tessera militare come se fossero tanti G.I.Joe.

Se esistesse l’Oscar per il miglior antagonista, Michael Ironside dovrebbe averne la casa piena. Qui utilizza la sua faccia da schiaffi per interpretare il maggiore Paul Hackett, non fa esplodere teste come in Scanners, al massimo si limita a spaccarne qualcuna. 

Ci sono i cattivi. Quelli molto cattivi. Quelli cattivissimo. E poi c'è Michael Ironside.
Il fedelissimo sergente Larry McRose è impersonato al metro e novanta di Clancy Brown. Anche lui come Ironside recitava in Starship Troopers e in un’altra infinità di titoli mitici, ma il suo ruolo più famoso resta Kurgan in Highlander - L'ultimo immortale.

“Anche questa volta, ne resterà soltanto uno”
Il sergente Buck Atwater, esperto di demolizione, dalla memoria fotografica e dalla capacità di snocciolare frasi di clamorosa ignoranza («Topi da quattro o cinque libbre con il culo come quello di un cane») ha il faccione di quel mito di William Forsythe.

"Vado matto per i piani ben riusciti" (Cit.)
Questa banda di militari, riciclati a rapinatori di banche al sicuro in un anonimato che solo una (finta) morte ti può dare, si ritroveranno a ripulire una banca, per altro utilizzano un coniglietto di pezza bomba... Era dei tempi di un film dei Monty Python che non vedevo un coniglio fare anti danni!

Peccato che la banca sia quella di fiducia del noto narcotrafficante Cash Bailey (Powers Boothe, nuovamente diretto da Hill), sul fatto che tenga i soldi in banca e di nome faccia “Cash” lascio riflettere voi, io preferisco continuare sulla strada battuta dalla trama. Perché da molti anni, a dare la caccia a Cash per cercare di incastrarlo c’è il ranger del Texas Jack Benteen, uno duro, ma così duro da poter superare in carisma (e cazzimma), tutti i nomi che vi ho citato fino a questo momento. Ad interpretarlo è ancora Nick Nolte, al suo secondo film con Walter Hill, ma non l’ultimo.

Alcune facce appartengono al western, quella di Nick Nolte sicuramente.
Per calarsi nel ruolo, Gualtiero ha suggerito a Nolte di rivedersi molti vecchi western, in particolare quelli con Gary Cooper, perché per il regista quel cristone di Nick era uno così, un po’ sullo stile di Cooper. Ma Nolte ha fatto molto di più: ha speso diversi mesi insieme al già citato ranger Joaquin Jackson che gli ha dato parecchi consigli sugli abiti da scegliere, su come portare la pistola nella fondina e anche su parecchi termini da utilizzare.

Walter Hill regala a Nick Nolte un'entrata in scena che mette in chiaro che a Nolte è andata di sfiga di essere nato anni dopo l’era dell’oro dei grandi western, lo vediamo entrare in un locale – ma potrei anche definirlo un saloon senza problemi – lanciare delle manette ad un tizio losco («Sono della tua misura») e poi sparare e picchiare proprio come gli eroi dei western di un tempo. Perché alla fine “Ricercati: ufficialmente morti” è proprio questo: un western contemporaneo, diretto da uno che si è sempre definito senza falsa modestia un regista di western, quindi il meglio del meglio.

"Tu laggiù, sei ufficialmente morto? No? Allora ti dirigerò con estremo pregiudizio"
Qual è il modo migliore per mettere un po’ di Guacamole ad una trama piena di uomini? Facile: una donna! E nemmeno una qualunque, Maria Conchita Alonso, fresca fresca da L’implacabile. Sarita è la donna di Jack, ma in passato, ha avuto una storia anche con Cash, sì, perché il ranger e il trafficante di droga in passato sono stati grandi amici, anzi di più, sono cresciuti insieme, ma ora sono sui lati opposti della barricata e con una donna nel mezzo a rendere ancora più accesa la loro competizione.

In un cinema così maschile, i personaggi femminili di Walter Hill finiscono sempre per essere trattati in un modo che oggi farebbe strepitare chiunque (specialmente sui Social-Cosi), il rapporto tra Sarita e Jack è quello di un duro come Walter Hill (lo abbiamo visto in Strade di fuoco): niente parole dolci, solo azione. Infatti, appena la ragazza viene rapita da Cash, Jack non ci pensa mezzo secondo a sfidare un intero villaggio messicano per salvarla. Vi ho già detto che è un western, vero? Se volete uomini e donne che parlano del loro complicato rapporto di coppia nel tinello di casa, andate a vedervi i film con Margherita Buy. Aggiungo solo una cosa personale: ad un certo punto nel film Maria Conchita Alonso si esibisce cantando un pezzo tipico messicano, che per me sarà sempre associato a I tre caballero... No, ma sul serio! Cosa volete di più da un film?

“Senti bonita, qui di Cabalero ne è rimasto solo uno, e ancora per poco se non ci diamo una mossa”
Un gruppo di soldati ricercati (ufficialmente morti) e la loro tensione all’interno del gruppo, una donna da salvare, due ex amici con carisma da vendere (Powers Boothe e Nick Nolte si mangiano ogni scena) e Walter Hill dietro la macchina da presa. “Extreme Prejudice” tiene chiuso il coperchio di questo pentolone ripieno di tanta bella robina, per farlo esplodere in un finale in cui tutti avranno quello che meriano, ma il bello è come il minutaggio del film viene gestito.

“Dieci passi, e non vale camminare sul posto prima di voltarsi a sparare ok?”
Ogni sparatoria è diretta come sempre da Gualtiero Collina con il suo stile minimale e senza fronzoli, il montaggio come sempre fa la parte del leone, infatti tra piedi spappolati e gente crivellata, anche in scene con tanti personaggi impegnati a spararsi tra di loro, da spettatore hai sempre chiaro in testa chi sta facendo cosa, il tutto con quel gusto tipico dei film degli anni ’80 per un po’ di esplosioni e morti ammazzati come si deve.

Qualche dettaglio? “Ricercati: ufficialmente morti” è uno dei pochi film che ricordo, in cui ad uno sgherro viene rotto l’osso del collo, non con la canonica e cinematografica mossa di piegare la testa da un lato usando le mani, come farebbe il più accorto dei chiropratici. No, qui vediamo il collo deformato, due o tre strattoni dati di forza, insomma il genere di dettaglio non fine a se stesso, che ti fa capire che qui l’azione, non è qualcosa mostrata per riempire i minuti disponibili, ma è presa dannatamente sul serio.

Una volta faceva solo esplodere le teste, ora ha iniziato anche a staccarle dal collo.
I personaggi hanno tutti il giusto spazio, tra una sparatoria e l’altra non manca il tempo di approfondire come si deve le dinamiche tra di loro, creando motivazioni e coinvolgimento per il pubblico, in modo che quando (e se) verranno uccisi, non sarà semplice carneficina fine a se stessa.

Un glorioso livello di sparatoria vecchia scuola.
Il film è stato girato in un tempo molto breve ed è considerato sicuramente un titolo minore della filmografia di Hill, ma per me solo perché parliamo di un regista che ha dispensato oro a piene mani e quando non ha firmato classici inossidabili, ha firmato “solo” film come questo. Eppure, ancora oggi al nostro Gualtiero non è stata riconosciuta la sua vera importanza, sul serio, non so cosa avrebbe dovuto fare più di così.

Il finale è l’ennesimo omaggio di Walter Hill al suo maestro Sam Peckinpah, la sparatoria nel villaggio messicano è chiaramente una strizzata d’occhio a “Il mucchio selvaggio” (1969), in cui “un poliziotto dell’età della pietra”, l’unico Gringo a testa altissima, entra da solo nel villaggio, con camicia azzurra, occhi uguali e tutto il carisma di Nick Nolte.

Fare il duro: lo stai facendo bene, bravo.
Lo scontro finale è un duello, la resa di conti tra i due amici come si farebbe proprio in un western, anche se siamo nel 1987 e non nel 1887, tutto accade a ritmi esagerati, un massacro in cui nessuno è al sicuro. Ma, soprattutto, una carneficina che ha fatto scuola, nella collezione di film “giusti” dei protagonisti di "Hot Fuzz" (2007), si vede il DVD di questo film, ma anche Robert Rodriguez ha saccheggiato a piene mani questo film, citandolo spudoratamente sia in “El mariachi” (1992) che in “Desperados” (1995), perché anche con un film minore, Walter Hill ha sempre dettato la via da seguire per tutto il cinema di genere, sono cose che i grandi maestri del cinema fanno, anche quando non gli viene riconosciuto.

Lo vedremmo accadere anche la prossima settimana, con un capitolo che non vedo l’ora di affrontare, e mentre vi ricordo la locandina di questo film, direttamente dalle pagine di IPMP, noi ci rivediamo qui tra sette giorni, ho già messo la vodka in ghiaccio, Dasvidania Tovarish!

12 commenti:

  1. Film che non rivedo da una vita! Mi ricordo veramente poco o nulla. Giusto il duello/massacro finale e qualche scena sparsa (può esserci una litigata casalinga tra Nolte e Maria Conchita?). Mi sa che mi tocca recuperarlo. Nel frattempo dò da mangiare ai miei parrocchetti... ;-D

    Ma che fine ha fatto Michael Ironside? Da essere ovunque a diventare un ectoplasma...

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    1. Oh guarda caso ti ricordi la scena della litigata, quella che inizia con Maria Conchita sotto la doccia, che memoria selettiva che hai? :-P Scherzi a parte, ancora merita, me lo sono rivisto proprio di gusto pensano: ma perché non li fanno più i film così?

      Ultimo avvistamento di Ironside, “Turbo Kid” dove pensa un po’ faceva il cattivo, ma ad occhio e croce credo di averlo incrociato ancora anche dopo, nel frattempo avrà recitato in altri dodici film. Mi raccomando all’orario giusto, ed occhio al volume della sveglia sul telefono da polso ;-) Cheers!

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  2. Un regista che per titolo minore abbia questo film, non può che essere il re della collina!!!!
    Se non ricordo male è stato uno dei primissimi film visti quando, nel '91 o '92, in famiglia ci siamo abbonati a Tele+1. Mio padre pregustava l'azione, mia madre pregustava Nick Nolte che ha sempre molto apprezzato, io sentivo vibrare nell'aria tonnellate di cazzutismo che trasudava dalla pellicola. Purtroppo ricordo poco del film se non che era dannatamente gagliardo.
    Ora che rivedo le foto, con un cast di comprimari dove anche l'ultima delle comparse ha partecipato alla storia del cinema anni Novanta, DEVO assolutamente averlo! ;-)

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    1. Lo dirò fino alla fine della rubrica, Hill è il re della collina anche perché ogni suo film è assolutamente figo, tipo questo, che è un titolo minore di assoluta cazzutaggine ;-) Viene da mangiarsi le mani che Nolte non abbia mai fatto un western, questo lo è a tutti gli effetti anche se moderno, e dimostra che con quella faccia e quegli occhi, era davvero uscito da un’altra epoca. Me lo sono rivisto con il timore di ritrovarlo un po’ invecchiato, e malgrado sia stato girato in pochissimo tempo è ancora una bomba. Le “facce brutte” che lo popolano poi sono il meglio di quel periodo, per dire uno degli sgherri è Tommy ”Tiny” Lister ;-) Cheers!

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  3. Certo che in fatto di recensioni approfondite non te le fai mandare a chiedere. Hai ripescato un film particolare, un western contemporaneo, quasi futuristico (non dico fantascientifico perché il vocabolo si è già prestato a ricchi confronti in un'altra pagina). Lo vidi vari anni fa, anche io in tv (credo fosse una prima visione), e ne ho un ricordo vago ma comunque positivo.
    Non stravedo per Nick Nolte, però Michael Ironside ("Atto di forza" e "Visitors", quelli autentici!) e Clancy Brown ("Progetto Eden" e "Lost", senza scordare il primo "Highlander"), sono due tipi con gli attributi belli tosti, buoni o cattivi che siano sanno tenerti la scena in modo formidabile. Forse sono addirittura sottovalutati, non credi?

    Sul film non faccio particolari commenti perché come detto l'ho visto solo una volta al probabile primo passaggio televisivo...

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    1. Devo tirare fuori tutte le idee che ho su un film, altrimenti mi gonfiano le testa, rischiando così l'esplosione come "Scanners" ;-) Un western moderno metà film con i soldati, metà "Il mucchio selvaggio" e si, Ironside e Brown sono molto sottovalutati, specialmente il primo. Fatto parte di quei caratteristi che stanno purtroppo scomparendo dal cinema americano, anche se loro due sono più che semplici caratteristi. Te lo consiglio è un film ancora cazzutissimo ;-) Cheers!

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    2. Una cosa alla volta, devo ancora ripescare "Trappola di cristallo"... Mi sa che a starti dietro mi serviranno nuovi scaffali per i DVD! :-)

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    3. Ok ok calma, vai prima con "Trappola di cristallo" ci sono delle priorità nella vita ;-) Scherzi a parte grazie mille per tutta questa considerazione,bro-fist! Cheers

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  4. Azz, questo dopo anni devo ancora rimediarlo. Il primo dei film per la Carolco. Uno di quelli che non ripassano mentre altri dopo anni e anni ancora a giro! XD Sic!

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    1. La Carolco insieme alla Cannon ci ha dato delle gioie, tipo questo film ;-) Cheers

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  5. Venerdì sera e sabato mattina è passato su IRIS e ne ho approfittato per registrarlo: un film di Walter Hill in TV è una rarità che merita di essere conservata ^_^ Ecco il titolo italiano farlocco, scritto per l'occasione da Mediaset....
    Non lo ricordavo minimamente, l'ho visto troppi anni fa, ma davvero è un ufficio di collocamento per attori: ci sono TUTTI quelli attivi negli anni Ottanta, non ne è scappato uno! C'è pure Holowachuk: nei primi Novanta Italia1 comprò "Agli ordini papà", sit-com militare con Gerald McRaney (fece una pubblicità assurda, uno spot ogni 30 secondi per mesi! E poi l'ha trasmessa poco e male) Uno dei soldati agli ordini del protagonista era questo pennacchione con la faccia da scemone, credevo non avesse fatto altro invece scopro che era uno degli "ufficialmente morti"! (E' un ruolo minuscolo, ma con la mitragliatrice nel finale fa la sua scena)
    Comunque ammazza che massacro massacroso: al confronto Peckinpah è un pacifista :-D

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    1. I titoli italiani di Mediaset sono sempre "fantasia al potere" ;-) Lo ricordo molto bene anche per "Agli ordini papà" vedevo sempre le repliche, anche se poi gli episodi erano una manciata e si, la pubblicità era stata martellante, citava "Simon and Simon" ricordo. Visto che roba? Gualtiero ha reso davvero onore al suo maestro. Cheers!

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