giovedì 28 marzo 2019

Batman Begins (2005): Paura e realismo a Gotham City

Avete fatto colazione con il Jack Daniels stamattina? Voglio sentirvi con la gola in fiamme, mentre con la vostra migliore voce Growl ripetete con me: Dark! Daaaarrrrk! Daaaaarrrkkk! Dovete ringhiarlo, ripeterlo fino allo sfinimento, dovete avvolgervi nel Daaaaaaaaark come farebbe con il suo mantello Nanananananana...Batman!
Di cos'ha bisogno un eroe per funzionare davvero? Tante cose, molte volte basta una frase motivazionale azzeccata e questo film ne ha addirittura due, ma quella più adatta è il dialogo ricorrente tra Bruce e Alfred: «Perché cadiamo? Per imparare a rimetterci in piedi».

Dopo Batman & Robin la saga dell’Uomo Pipistrello era caduta nel più profondo dei pozzi, per rialzarsi ci voleva qualcuno che al cinema facesse per Batman quello che Frank Miller ha fatto per lui nei fumetti, restituirgli gli attributi.

La scelta ricade su Christopher Nolan, uno che arrivava da thriller come “Insomnia” (2002) e, soprattutto, l’ottimo “Memento” (2000), forse ancora oggi il suo miglior film. Pare che l’ultima volta che qualcuno abbia visto sorridere Nolan, ci fosse ancora su il muro di Berlino, anche se era più che altro un’espressione causata da un prurito sullo zigomo, qui la verità e la leggenda si mescolano. L’approccio di Nolan è serissimo, alla Miller, ma anche quello di uno che ha le idee molto chiare.

“Sarà abbastanza dark così? Uhm, aggiungiamo più nero”
Ora, questa Bat-rubrica mi sta regalando delle sorprese, ho sempre considerato “Batman Begins” il migliore dei tre Bat-film di Nolan, quando ho iniziato a guardarlo l’altro giorno in vista di questa rubrica, sono partito con tutto lo spirito critico di cui sono capace, perché, in fondo, a Nolan un po’ gliel'ho promessa ed occhio Chris, perché arrivo e sarò implacabile, ma niente, giunto alla fine degli infiniti 140 minuti di “Batman Begins” sono ancora dello stesso avviso: questo è ancora il suo Bat-film più riuscito, proprio in virtù di un’unità di intenti inflessibile che si traduce in un film davvero azzeccato.

Christopher Nolan riprende la vecchia idea dei produttori Benjamin Melniker e Michael E. Uslan, di portare in scena Anno Uno di Frank Miller, ma l’ispirazione arriva anche da altre storie dell’Uomo Pipistrello scritte da Dennis O'Neil come “L'uomo che cade”, un lungo excursus sulla vita di Bruce Wayne che resta in tema cadute che fanno crescere. Per adattare tutti questi spunti in una sola sceneggiatura, Nolan lavora a quattro mani con l’espertone di fumetti di Hollywood, David S. Goyer ed i due insieme trovano il modo di bilanciarsi alla grande, il risultato finale parla per loro.

"Strellu strellu, prestu prestu riturnellu" (cit.)
Forse l’unica critica che posso muovere a Christopher Nolan dopo questo film, non è nemmeno una sua colpa, non diretta almeno, ma se in tanti (troppi!) oggi parlano di fumetti come se descrivessero uno scarafaggio morto sul pavimento della cucina, preferendo, invece, i/le/lo/la “Graphic Novel” come se fossero due pianeti distinti, forse un po’ lo si deve anche a Nolan che con alcune sue affermazioni come: «Non mi piaceva Batman, poi sono arrivate le Graphic Novel» ha contribuito a questo clima di puzza sotto il naso, ma questo, purtroppo, va annoverato tra gli effetti collaterali del suo film, lasciatemi l’icona aperta su questo punto chiave, più avanti ci torniamo.

“Ho capito che fumetti non si può dire, cosa possiamo dire allora?”, “Dark. Bello ringhiato però: Daaaaaaark”.
Se Nolan ha fatto i compiti leggendo i fumetti giusti, di sicuro lo ha fatto anche guardando i film giusti, il suo piano consiste nell’imitare i migliori, per lui Batman dev'essere realistico e deve affrontare il cammino dell’eroe proprio come Richard Donner aveva fatto per Superman e, allo stesso modo, ci vuole un attore poco famoso per impersonare l’Uomo Pipistrello.

Siccome bisognava restituire le “bale” a Batman, la scelta ricade su Christian Bale che proprio uno sconosciuto non era, visto che da bambino aveva recitato per Spielberg (“l’impero del sole” 1987) ed era stato formidabile in “American Psycho” (2000), ai tempi era tra gli attori che consideravo migliori e non ancora completamente esplosi, dopo tre Batman sono arrivato a non poterlo più vedere, lui e il suo porro sul naso e le sue scelte suicide, solo adesso mi sta tornando quasi tollerabile, eppure si rivela una scelta molto azzeccata per il doppio ruolo di Batman e di Bruce Wayne.

Ciàu bale! (tipica espressione della provincia di Gotham)
Ora, Bale è ricordato principalmente per essere una specie di Tiramolla umano, che recita in due modi: al massimo oppure al minimo del suo peso. Cosa può capitare di meglio ad un attore che ancora non ha fatto il salto di qualità, di essere scelto per impersonare il nuovo Batman? Ecco, peccato che per il suo film precedente, “L'uomo senza sonno” (2004) Christian Bale era arrivato a pesare cinquantaquattro chili per la parte, dopo averne persi ventisei con una dieta composta da tonno in scatola, una mela e tanta fame. Visto che un Uomo Pipistrello rachitico non riuscirebbe ad infondere il terrore nel cuore di nessuno (forse di sua nonna che potrebbe gridarli «Sei sciuuuuupato! Mangia!»), Bale si è lanciato nell’impresa di recuperare i ventisei chili persi e di aggiungerne altri diciotto, quasi tutti di muscoli, arrivando a fare tre ore di palestra al giorno e ammazzandosi di pizza e gelati come se non ci fosse un domani, cosa che riesce benissimo anche a me, solo che non sono mai stato pagato per farlo.

L’azzeccatissima Gotham City di Nolan (infatti poi l’ha cambiata…)
Con 150 milioni di ex presidenti defunti stampati su carta verde di budget, Nolan può permettersi un attore famoso in ogni ruolo, Michael Caine batte la concorrenza di Kurt Russell per il ruolo Alfred (ve lo immaginate: Maggiordomo? Chiamami Jena. No, dài, non poteva funzionare), la boccuccia storta di Katie Holmes funziona nel ruolo di Rachel, l’amica d’infanzia di Bruce creata apposta per il film, ma è il tempismo l’arma segreta di Nolan che riesce ad arruolare tutti gli attori, un attimo prima di iniziare a svalutarsi, Liam Neeson non aveva ancora abbracciato la sua svolta da uomo d’azione che uccide minacciando al telefono e qui riesce ad essere un perfetto e mefistofelico mentore per Batman, cavolo ci era riuscito con quella palla al cazzo del giovane Anakin!

“Ho addestrato Batman e Darth Vader, e ancora mi fanno incazzare? Tu riesci a spiegartelo?”
I pochissimi scambi di battute brillanti (non voglio dire ironici, perché con Nolan i sorrisi sono banditi) sono tutti sulle spalle di un Morgan Freeman sornione nei panni di Lucius Fox, per Batman l’equivalente di quello che Q è per James Bond. Persino Gary Oldman qui non aveva ancora iniziato a svalutarsi comparendo in tutti i film e funziona nei panni di un – abbastanza – giovane ed inesperto James Gordon.

“Questo non so esattamente cosa sia, ma è dark. Il regista ci teneva molto”
Per quanto mi riguarda, il valore di un regista che si cimenta nell’impresa di portare al cinema l’Uomo Pipistrello, si misura subito da come decide di rappresentare Gotham City sul grande schermo, Batman è legato a filo doppio alla città che difende, senza quella non ci sarebbe il personaggio e la stessa cura riservata a Bats, dev'essere dedicata alla sua città. Nolan risponde alla grande, costringendo gli scenografi e il suo direttore della fotografia di fiducia Wally Pfister, a guardarsi a ripetizione Blade Runner per trarre ispirazione (storia vera), sarà per questo che poi ha voluto Rutger Hauer nel film?

"Così mi chiamava la mia ex-moglie. Pesce freddo Pipistrello" (Quasi-cit.)
La Gotham City di “Batman Begins” è una città moderna, ma con un carattere definito, il centro della città è un gotico tirato a lucido grazie alla presenza della ferrovia sospesa che nella storia è stata progettata da papà Wayne, mentre i bassifondi sono decadenti, un posto da cui ti aspetti possa uscire fuori gente come il boss Carmine Falcone impersonato da Tom Wilkinson. Basta guardare l’isola di Narrows, su cui si erge un manicomio dove lavora il loschissimo dottor Jonathan Crane (Cillian Murphy, a lungo candidato per finire lui sotto il mantello di Batman, storia vera), un posto il cui nome compare brevemente sulla mappa della città se riuscite a leggerlo, perché nel film nessuno MAI lo chiama Arkham Asylum e questo ci porta al prossimo argomento chiave della gestione Nolan.

Tutti i precedenti film dell’Uomo Pipistrello erano dei fumettoni e lo dico con il massimo dell’affetto possibile perché a me i fumetti piacciono, anche senza bisogno di farli sembrare più seri di quello che sono chiamandoli “Graphic Novel”. A volte erano dei “fumettoni” riusciti, altre volte meno, l’arrivo di Nolan spazza via tutto, portando un’austerità che mette al bando l’umorismo come l’uso delle mani nel ristornate cinese di Fantozzi.

"Ma questo non è lo stesso finale di Anno Uno?", "Si ma tanto i fan di Nolan non sentono ragioni". 
Un approccio logico a Batman e a tutti gli elementi che lo caratterizzano, un modo di razionalizzare TUTTO davvero ossessivo, prima di vedere Bruce Wayne con il costume ci vuole un’ora intera di film, tutta passata a creare, anzi a ricreare l’iconografia dell’Uomo Pipistrello fino all'estremo dettaglio.

La caduta del giovane Bruce nella futura caverna e il suo incontro con i pipistrelli che lo terrorizzano, arriva da “L'uomo che cade” e la paura diventa il filo conduttore del personaggio. La paura lo spinge ad uscire dal teatro (non un cinema, perché per Nolan tutto deve essere d’autore) e finire nel vicolo dove i suoi genitori verranno uccisi da Joe Chill (Richard Brake). La paura è quella che Bruce userà come principale arma contro i suoi avversari, il cammino dell’eroe nella versione di Nolan si completa quando il suo Batman abbraccia la sua paura e la sfrutta a suo vantaggio, nella scena dei pipistrelli, una delle migliori di tutto il film che, invece, è presa di peso da Anno Uno di Frank Miller, uguale identica.

Io sto con gli ippopotami i pipistrelli (Grau Grau Grau)
Tutti i dialoghi del film ribadiscono il concetto, con il tipico modo con cui Nolan comunica con il suo pubblico, ripetendo i concetti quattordici volte, bisogna dire che questo film è una di quelle volte in cui si nota di meno, ma non cambia il fatto che dentro ci troviamo «Volgere la paura contro coloro che la usano per depredare», «Non c'è niente di cui avere paura... tranne la paura stessa!» fino alle ultime parole del padre di Bruce prima di morire: «Non avere paura»

Normale che il cattivo scelto sia un personaggio che sfrutta la paura come lo Spaventapasseri, interpretato alla grande dagli occhi di ghiaccio e gli zigomi affilati di Cillian Murphy, purtroppo il suo personaggio deve un po’ sgomitare per emergere nei pochi minuti a sua disposizione, l’unico svarione della trama che trovo è il fatto che Crane, creatore del gas allucinogeno della paura, poi non ne sia immune, tanto che Batman finisce per usarlo contro di lui. Un problema del tutto minore per quello che mi riguarda, le trame di Nolan non sono mai a prova di bomba, lo vedremo molto presto.

Non ascoltate Freud e Jung, l'unica legge che conta nella vita, è la legge di Murphy.
Mi è già capitato di esprimere questo concetto, quindi mi scuso per la replica per chi lo avesse già letto, ma gli orientali non si pongono mai troppi problemi quando affrontano una storia con elementi fantastici, mentre noi occidentali più la storia aggiunge fantasia, più dobbiamo provare a razionalizzarla, Nolan è uno dei massimi teorici di questo approccio e “Batman Begins” la sua tesi di laurea.

Curioso che la setta delle ombre, guidata da Ra's al Ghul venga proprio dall’oriente, di fatto una banda di Ninja che educano Bruce all’Ninjutsu, anche se poi si comportano come degli inflessibili nazisti la cui crociata è quella di estirpare la criminalità del mondo. Quando Nolan ci mostra Bruce che prende le distanza da questa banda di fanatici nero vestiti, rifiutandosi di uccidere i suoi nemici, la parte più fantasiosa della storia è andata in archivio, da qui in poi è tutta logica discesa e non è male notare come una delle armi di Batman, l’estrema teatralità con cui distrarre i nemici prima di colpirli, sia quasi la prova generale per “The Prestige” (2006) e non solo per la presenza di Bale in entrambe le pellicole.

"Quanto cazzo sono British Daaaaaaaark"
Nolan razionalizza ogni cosa, le tre “alucce” sui guanti di Batman? Artigli da usare in combattimento contro il nemico. Le orecchie sulla maschera? Delle antenne radio da comprare in diecimila copie da un fornitore in Cina per non destare sospetti. Anche se un miliardario come Wayne potrebbe evitare di comprare roba elettronica cinese come farebbe un mozzone come me, ecco.

In questo senso, il personaggio di Lucius Fox è la quadratura del cerchio, avete presente quando il Joker si chiedeva dove Batman pescasse tutti quei magnifici giocattoli? Sono costruiti da Morgan Freeman! Ma il più magnifico di tutti non può che essere la “Tumbler”, la Bat-mobile di questo film, che il doppiaggio italiano moderno dimentica di tradurre definendola un “Tank”, io più mestamente dico che ricorda la versione carro armato vista in Il ritorno del Cavaliere Oscuro.

Ottima per muoversi nel traffico, ma il cambio gomme potrebbe costarvi quanto un rene.
Se ci pensate, però, nella sua assoluta figaggine, la Bat-mobile di questo film è anche lei estremamente logica, deve permettere a Batman di inseguire i nemici oppure di fuggire velocemente, quindi ha un numero di cavalli motore esagerati, inoltre è a prova di proiettile, può eseguire dei balzi e proprio per questo, a differenza di quella bellissima del film di Tim Burton, malgrado le dimensioni non avrà mai problemi di ritrovarsi bloccata nel traffico, oppure in spazi troppo ristretti. Non è stilosa come quella del film di Burton, però ne vorrei una uguale anche io, anche se posso dire che la mia Cass-mobile ha due caratteristiche che la rendono identica alla Tumbler: è nera e ha la modalità Stealth. Sì, perché Batman quando la attiva nel film, di fatto spegne gli abbaglianti e non si sa perché, nessuno riesce più a vedere la macchina. Una cazzata posso farlo anche io quello, tzè!

Il “Batman all’esordio” di questo film è nato nella paura e contro di essa combatte, l’arco narrativo del personaggio si completa solo dopo aver sconfitto uno che vive sulla paura altrui come lo Spaventapasseri e aver salvato la sua città, esibendosi in una specialità che è il minimo sindacale per i supereroi al cinema, ovvero una grande scena d’azione che prevede un treno, lo hanno fatto Spidey e gli Incredibili, Batman non può essere certo da meno!

Ne ho vista di gente strana salire sulla metro, ma mai nessuno con il mantello.
Quello che emerge è un personaggio che fa di tutto per essere dark, anzi scusate daaaaaaaarrrrk! (la voce Growl mi raccomando, fate come fa Bale), è talmente oscuro che persino il classico bambino belloccio che dovrebbe rappresentare la speranza da salvare qui chi è? Quel grandissimo bastardo di Joffrey di Giocotrono, no sul serio, questo è il bimbo più caruccio che siete riusciti a trovate? Cazzo, quanto siete dark! Pardon: daaaaaaaarrrkkk!

"Sparisci torna dalla mamma", "Quando sarò re, la tua testa finirà su una picca per primo".
Con tutti i soldi del mondo a disposizione, Nolan non bada a spese e se il suo protagonista deve gestire la sua doppia identità, il tema musicale lo facciamo comporre a due compositori, non proprio gli ultimi della pista, ecco, visto che si tratta di Hans Zimmer e James Newton Howard e da due così non poteva che venire fuori una bomba, il tema principale unisce le sinfonie di ampio respiro di Howard, alle note in crescendo sincopato di Zimmer, quando parte quel magnifico ZAN! ZAN ZAN ZAN (“Zan” è l’ottava nota, non lo sapevate?) è impossibile non esaltarsi, tanto che anche se Nolan è più bravo a mettere su una messa in scena sontuosa che a girare le scene d’azione – quelle in questo film, proprio non gli riescono – tutto funziona meglio, la fuga della Bat-mobile con quella musica di sottofondo guadagna decisamente dei punti.

Trovo significativo che a Nolan serva un personaggio creato apposta per il film come Rachel, per equilibrare le due personalità opposte del suo protagonista, il personaggio di Katie Holmes è quello che capisce che l’uomo che ama non tornerà finché Gotham non sarà in salvo, anticipando un tema che terrà banco fino all’ultimo capitolo della trilogia nolaniana del pipistrello (preparati Chris, ti sto aspettando al varco…), ma è anche quella che nel film fornisce al personaggio la frase motivazionale che a Batman un po’ mancava, quella «Non è tanto chi sei, quanto quello che fai, che ti qualifica.» che non raggiunge la simmetria perfetta di «Da grandi poteri derivano grandi responsabilità», ma mette bene a fuoco i valori del personaggio.

Non può ruotare il collo, ma la frase ad effetto non è male.
Alla fine come si fa a diventare Batman? Bisogna avere una motivazione di ferro e una volontà fatta dello stesso materiale, bisogna essere estremamente preparati e poter disporre di tutti i soldi del mondo da spendere per avere tutti i migliori trucchi e trucchetti disponibili, che poi è proprio il modo con cui Christopher Nolan ha realizzato il suo Batman, a cui non si può criticare quasi nulla. L’aderenza al fumetto è garantita anche grazie alla scena finale che introduce il Joker, anche quella presa di peso da Anno Uno, le motivazioni del personaggio ci sono tutte e decisamente Batman è riuscito a rialzarsi dopo la caduta (di stile) di Batman & Robin.

Poco da fare quando finisci di vedere “Batman Begins” vorresti avere la sua macchina, un mantello nero e ti viene da parlare con voce Growl anche per chiedere «Mi passeresti il sale per favore?», senza ombra di dubbio il miglior Uomo Pipistrello cinematografico dai quando Burton ha passato la mano, ma io ho ancora un’icona da chiudere ed è il momento di farlo.

Costume nero, ne vado fiero. I colorati, sono sfigati (cit.)
Sì, perché questo approccio incredibilmente serio, questo rendere logico tutto, fino al più piccolo dei dettagli, è perfetto per un personaggio senza super poteri come Batman, uno che, di fatto, è un giustiziere della notte più teatrale (e più daaaaaaarrrrrkkkkk), ma soprattutto era incredibilmente giusto nel 2005, perché bisognava restituire gli attributi all’Uomo Pipistrello, dopo le tute con i capezzoli a vista. Ma proprio come il discorso fumetti contro Graphic Novel, non è l’unico modo, anche se l’entrata a gamba tesa di Nolan nel mondo dei Cinecomics è stata salutata, più o meno come il secondo avvento del Messia, anche se gli effetti collaterali di questo approccio si sono visti molto presto.

Ma si vedranno ancora, tra sette giorni, ad esempio, quando dovrò affrontare il post più difficile della breve storia di questo blog, il più richiesto forse di sempre, ma sono pronto a farlo, con voce estremamente daaaaaark vi dico: lettori, lettrici, non è tanto chi sono, quanto quello che faccio che mi qualifica… ZAN! ZAN ZAN ZAN! ZAAAN ZAN ZAN!

Questa bara è pronta a volare verso il prossimo Bat-capitolo.

68 commenti:

  1. Carabara, non ci crederai, ma due sere fa sono sceso alla pizzeria sotto il Crepascolo Manor e ho parlato con Cillian Murphy che serve ai tavoli mentre attendevo una marinara, una marinara senza aglio ed una margherita. Cillian è il cameriere preferito di Crepascola ed io lo trovo simpatico, ma ti confesso che vederlo mi fa sempre pensare a quanto sia molto più inquietante lo Spaventapasseri bellissimo del film allo Ichabod Crane dei comics ( si veda lo annual di Moench/Blevins che tridimensionalizza il personaggio ndr ). Io sono un fan dei Bats di Nolan ed il motivo di Zimmer è nelle mie orecchie anche ora. Da allora sempre. Sto bene, credo.
    Immagino tu ci abbia fatto caso, ma segnalo per i tuoi lettori come il monologo da finto ubriaco con cui Bruce Bale riesce a far allontanare dal Wayne Manor l'aristocrazia gothamita intervenuta ad un party in cui stigmatizza quanto siano dei parassiti egoisti è il punto di vista di quel bimbo di nove anni che sta ancora cadendo e mentre cade vede. Praticamente un dialogo con il Bill Carradine di Tarantino che sostiene come Clark Kent sia il modo in cui Kal-El vede gli esseri umani. Personalmente - per quel che vale - ritengo che Chris abbia più ragione di Quentin. Supes nella intenzione di Jerry e Joe è un contadino del New Deal nato altrove. Bats potrebbe essere un miliardario anarchico che comincia a vedere le cose come lo Al Simmons del Toddster che è stato prima killer della CIA e ragazzo copertina e poi zombi in un vicolo con i senza dimora. Naturalmente non è la visione di tutti. Grant Morrison sostiene sia un aristocratico tout court ed è questa la differenza con Dick Grayson ed il papà degli Invisibles si è divertito ad invertire i rapporti di coppia nel periodo in cui Bats era Grayson e Robin lo snob Damian Wayne.
    Una idea per Chris e Chris che so leggono il tuo blog da sempre: Bale è un pizzaiolo sotto peso che non riesce a dormire e sogna ogni notte di cadere su un pianeta dove tutti sono senza testa e parassiti egoisti e Bale deve nutrirli con una pasta che dovrebbe far loro ricrescere il capo. Il giorno dopo non ricorda nulla, ma sulla sua persona skinny sono visibili parole che come indizi lo guidano verso il suo rendez-vous con il Grande Cuoco. Brr. Ciao ciao

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    1. Un po’ come la diavola senza il salamino piccante insomma ;-) Il motivo di Zimmer ZanZaneggia nelle orecchie di tutti, quindi stiamo tutti bene, oppure siamo tutti matti qui, come avrebbe detto lo Stregatto.
      Il vero travestimento di Bruce Wayne e quando fa il “Partyman” (non quello della canzone di Prince, anche se le affinità ci sono), quella è davvero la critica di Batman alla razza umana. Penso che Nolan sia più vicino alla versione del Toddster, anche se poi nel parlare di anarchia e rivoluzione ha fatto un po’ di pasticci nei capitoli successivi. Skinny Nonna è già il mio personaggio preferito di tutto il Nolanverse, già mi vedo cosplayer in tutto il mondo a ripetere la sua frase simbolo: «Perché, sei, così, magro?». Cheers!

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  2. lo vidi al cinema una volta e poi basta: voto 7.

    il più bel film di nolhan è insomnia.

    nel corso degli anni il nolhan si è montato la testa e sono daccordo con nonciclopedia che dice" se non capite nulla dei film di nolhan la colpa è vostra che siete troppo ignoranti"

    ma anche no.

    e infatti ho smesso di vedere i film di nolhan.

    i miei soldi li do a qualcuno ignorante come me.

    grazie

    rdm

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    1. “Insomnia” mi piace, ma continua a preferire “Memento”, “The Prestige” e “Inception” con tutti i loro difetti, specialmente in fase di buchi di trama e concetti ripetuti ventordici volte. Non credo che Nolan sia un narratore così criptico, anzi penso che abbia una fifa blu di perdersi il pubblico per strana, per questo ripete i concetti mille mila volte. A me Chris Nolan starebbe anche abbastanza simpatico al netto degli oggettivi difetti, non sopporto il modo in cui viene esaltato, ma più che altro, come possa permettersi di fare cose che se fatte da altri registi, verrebbero massacrati, questo non mi piace, ma è stato bravo lui a costruirsi il suo stato di intoccabile. Cheers!

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    2. "come possa permettersi di fare cose che se fatte da altri registi, verrebbero massacrati, questo non mi piace"

      Già! Neanche a me.

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    3. E' uno che se sbaglia qualcosa, la sbaglia così bene che ci fa sentire scemi a criticarlo :-)
      Penso, anzi spero, che Dunkirk possa dargli un po' una seconda svolta autoriale, con meno ciance.
      E comunque, la seconda cosa che leggo dopo "Diretto da" nei suoi film, è il nome di Hans Zimmer. Se c'è Hans, può metterci tutti gli sproloqui che vuole, vado a sentire Hans. Hans, uno di noi!

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    4. Lo spero anche io, quello, oppure che mi faccia uno 007 monumentale. Tanto Hans se lo porterà sempre dietro, meglio avere i migliori in scuderia. Cheers

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  3. Lo spaventapasseri è uno dei nemici più sottovalutati di Batman, se posso permettermi di dirlo.
    Lo amavo nella mitica serie animata degli anni '90.
    Bale è cazzuto, non c'è nulla da dire, anche se era difficile fare peggio di Clooney. No? :D

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    1. In “Batman: The animated series” era fighissimo, ha molto potenziale come cattivo, qui deve un po’ sgomitare per emergere, nei prossimo film invece, diventerà vittima dell’autorialità di Nolan. Bale non riesco a definirlo cazzuto, mi sembra giusto per questo film, e malgrado i muscoli messi tu, per me resta troppo smilzo per essere Bats. Questo è forse l’unico bat-film dove l’Uomo Pipistrello è davvero al centro della storia, negli altri, tutti gli altri, finisce sempre per fare bat-tappezzeria in favore dei cattivi. Cheers!

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  4. La trilogia di Nolan è estremamente interessante. Da un lato gli permette di crescere non poco come abilità in cabina di regia, con la gestione di budget generosi e scene complesse come quelle d'azione. Queste abilità si ripercuotono sulle pellicole che gira tra un capitolo e l'altro della trilogia dedicata al crociato di Gotham. Dal lato opposto getta le basi di uno dei suoi più grandi limiti come sceneggiatore, la centralità dei protagonisti, buoni o cattivi che siano, a discapito della storia che fa fa da sfondo a questi. In Batman questo pfunziona perfettamente perchè distoglie l'attenzione, almeno alla prima visione, da alcuni crateri che le varie sceneggiature portano appresso, ma negli altri film del regista inglese balzano agli occhi di chiunque, tranne dei fan sfegatati che negherebbero anche di aver avuto una madre. Comunque dei tre capitoli concordo pure io che questo "Batman Begins" per forma e sostanza sia il migliore, anche se paga pesantemente la brutta gestione degli scontri e delle scene d'azione in generale, riuscendo però a bilanciare le parti più fantastiche con le esigenze di realismo. Il finale è pazzesco e Katie Holmes inguardabile, gli attori di supporto funzionano bene e si arriva a fine visione esaltati.

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    1. Sono molto d’accordo sulla tua analisi, Nolan non è bravo con le scene d’azione, ma è molto migliorato con quelle spettacolari ad alto budget. I film successivi per me sono territorio dei fan di Nolan negazionisti, ma questo lo apprezzo, perché personalmente mi piacciono i film che fanno una scelta – magari anche radicale – e la portano avanti dall’inizio alla fine, qui malgrado i Ninja, la scelta di Nolan di rendere tutto razionale funziona, Batman è un personaggio che ti permette di farlo, per questo “Begins” è ancora il mio Bat-Nolan preferito. Ma dopo questo film in poi, l’approccio di Nolan è diventato una coperta corta, molto corta. Cheers!

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    2. Nolan ha avuto la fortuna di arrivare in un periodo in cui non c' era tanta concorrenza. Solo 10-20 anni prima non sarebbe stato così idolatrato. Fermo restando che io sono nel mezzo. Buon regista, ma non lo metto tra i miei preferiti.

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    3. Non sono Nolaniano, non lo reputo il più grande regista della storia. Ma è quello che può portare avanti una tradizione, film con contenuti autoriali da vendere al grandissimo pubblico, lo faceva zio Hitch e Spielberg, Nolan segue quel solco li, anche se le sue trame hanno spesso buchi enormi che mi tirano proprio fuori dal film. Visiviamente continua a migliorare, ma come narratore lo trovo in fase di involuzione (si, sto pensando a “Dunkirk”). Cheers!

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    4. Si, vero! Ma anche a me il suo stile narrativo a volte non fa impazzire.

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  5. In realtà la critica spinge questo film come il migliore mai realizzato sull'argomento 'super-eroi'.
    Mai stato d'accordo. Coerente? Ok. Ottima messinscena? Check. Gli attori ci credevano? Yes. Risultato?

    "Batman Begins? Il cattivo? Boh.. che c'erano, i ninja? No, ti giuro, l'ho visto, ma... no, la storia non me la ricordo".

    La cosa migliore di questo film è che getta le basi per il successivo, che è forse il miglior Batman-movie di sempre.

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    1. Continuo a pensare che il tempismo sia stato perfetto per Nolan, era il film giusto per Batman nel 2005, il fatto che sia stato preso a modello però è stato un errore. Come dicevo qui sopra, apprezzo i film che fanno una scelta magari estrema, ma la portano avanti con coerenza, e ninja infilati nel mucchio un po’ a caso, questo dei tre Bat-Nolan è quello a cui la mossa viene meglio.

      Mi segno il numero di lettori che ho oggi, 28 marzo 2019, e li confronterò con quelli che avrò tra sette giorni per il prossimo Bat-capitolo della rubrica, la previsione facile? Entrerò in parecchie liste nere ;-) Cheers

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    2. Ahi ahi ahi... capito. No problem, ci vuole coraggio per andare controcorrente, poi tu argomenti sempre, quindi, respect (mimo il gesto di Coen su Ali G) e bro-fist x chiudere :-)))

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    3. Non ho mai nascosto il mio non amore per “Il cavaliere oscuro” per questo ci ho messo così tanto a decidermi a rivederlo. Su quello stai sicuro, argomentare è la base di questo blog… Bro-fist alla Ali G ;-) Cheers

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  6. Grande articolo! Ho amato alla follia Memento e The Prestige, tra i miei film preferiti in generale, e mi sono piaciuti anche i tre Batman... eppure ho sempre preferito la versione di Batman, più gotica, surreale e, appunto, fumettistica. Quelli di Nolan sono migliori sotto molti punti di vista ma, oh, al cuore non si comanda. Senza contare che grazie a questo film ormai tutti i film della DC sembrano dover essere per forza dei mallopponi tristi e daaaaark!
    Ho notato in questo film la caratteristica di non volersi del tutto discostare dai precedenti, dato l'utilizzo di cattivi che non erano ancora stati utilizzati. Poi nel seguito ha potuto fare quello che voleva.

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    1. Mille grazie! Si la scelta dei cattivi è funzionale ai messaggi da veicolare, ma anche furba, nel suo evitare paragoni. Non. Ho dubbi, non puoi trattare i fumetti con assoluto realismo, ma é innegabile che qui Nolan aveva un'unità d'indenti e una concentrazione per i seguirla degna di Batman. Per me i problemi sono arrivati dopo, se la Distinta Concorrenza sta iniziando ora ad avere una sua identità al cinema, é perché si è legata a filo doppio con il daaaaaaark di Nolan si, ma anche con i suoi tempi, fino al 2012 non abbiamo visto altri eroi DC degni di nota, perché Nolan teneva tutta la Warner Bros in scacco. Cheers

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  7. Non sapevo che quel bimbetto fosse Re Joffrey..certo che l'hanno preso a schiaffoni fin da subito :D Questo film all'epoca ci piacque abbastanza, forse pure troppo serio per i nostri gusti.. e nel seguito il tono è pure peggio, ma ne parlerai prossimamente :)

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    1. Non lo ricordavo affatto, ma rivedendo il film qualche giorno fa ho pensato: questo finisce dritto nel post! ;-) Ci arriveremo al tono plumbeo del prossimo film, per i commenti di coppia ti dirò che la mi wing-woman ha centrato il punto: gli altri Bat-film sono “fumettoni” questo ha intenti tutti diversi. Il problema è che nel 2005 è stato preso come UNICO modo per portare i fumetti al cinema da troppe persone secondo ma, ma questo non altera i suoi effettivi meriti. Cheers!

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  8. l'ho visto a suo tempo, ma non mi ricordo nulla... se non che nella scena finale sono scoppiato a ridere in sala! Pensateci bene, sarà mica un caso che la battaglia decisiva di BATMAN si svolga su di una MONOROTAIA? eh, eh?

    mi è sempre piaciuto di più il secondo (ci arriveremo tra una settimana)

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    1. Guarda meno male che ci sei tu, so che posso sempre contare su di te! Il post era già abbastanza lungo ho dovuto troncare via la parte Simpsoniana su Batman e la monorotaia, quinti ti ringrazio per averla citata qui, anzi metto anche il link!

      https://www.youtube.com/watch?v=VFqa_NuzqMU

      Cheers!

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  9. Nolan ha creato una Bat-Trilogia molto nichilista, specie nell'ultima pellicola ha esagerato un poco con tutta la storia della Gotham isolata dal resto del mondo e dei poliziotti rinchiusi nelle fogne per settimane, però rimane un gran bel ciclo.

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    1. Per me con il finale della sua trilogia, ha dato un grosso calcio al secchio del latte, ne parleremo diffusamente. Resta comunque un’interpretazione del personaggio fondamentale, le parti in cui funziona restano clamorose. Cheers!

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  10. Post molto difficile da scrivere al di là dei pareri personali. Qua si commenta un film che viene da molti considerato la pietra d'angolo dei fumetti al cinema (o graphic novel?). Figuriamoci se poi si prova ad analizzare razionalmente la pellicola elogiandone i punti di forza ma pure criticandone i (numerosi) difetti.

    Personalmente ritengo questo Batman un gradino sopra a quello di Burton, ma è una mia opinione visto che, se posso, sceglierei sempre di rimanere coi piedi per terra e ancorato al realismo. Per quanto possibile... E' chiaro che se mi metto a fare le pulci al film trovo dei Maccosa grossi così e dei buchi di sceneggiatura che Emmenthal lavati che non sei nessuno. E poi stiamo sempre parlando di "Tizio miliardario di giorno che si veste da Carnevale di notte per picchiare la gente". Se ci mettiamo ad analizzare il soggetto di Batman siamo dei pazzi! Ma a parte questo, il primo capitolo ancora si salva, le note dolenti arriveranno più avanti (e non vorrei essere nei tuoi panni giovedì prossimo!).

    Questo è un film sulle origini classico, ma così classico che già dal minuto 5 si sa già come andrà a finire tutto quanto e si può anticipare il percorso dell'eroe con le sue cadute e le sue riprese anche se, come me, non avete mai preso in mano un album a fumetti in vita vostra! E' la confezione Nolaniana a dare tutto un altro sapore alla messa in scena. Tutto è grandioso, pomposo, serioso, cupo, daaaaark,... Anzi no, aspetta... Ehmm... Ehmm... Coff, coff: DAAAAARKKK! Gotham è bellissima e pericolosa, Batman è incazzato nero e picchia come un fabbro, la Batmobile è il sogno bagnato di tutti i maschi over-18. Insomma, Nolan, Bale, e tutti quelli che hanno partecipato al film ci credevano fortissimo e hanno sfornato il classico uovo di Colombo: un film classico ma inedito. Una quadratura perfetta, uscita al momento giusto che ha rivoluzionato tutto e fatto cascare milioni di mascelle.

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    1. Penso che il tempismo sia stato tutto per Nolan, purtroppo lui stesso ha tradito le sue premesse, questo non impedirà di veder volare schiaffi qui sopra tra sette giorni. Il realismo lo puoi ottenere se il personaggio te lo consente, con Batman ad esempio puoi farlo. Ma io trovo che sia più difficile mantenere le origini fumettistiche dei personaggi, anzi penso che sia più difficile così che cercare di razionalizzare tutto. Detto questo "Batman Begins" ha un'unità di intenti notevole. Ora vado a segare le assi e ad inchiodarle su porte e finestre questa Bara tra sette giorni sarà sotto assedio, ma da Carpenteriana sono nato pronto! ;-) Cheers!

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    2. Giovedì prossimo mi sa che giocheremo in due squadre diverse ma tra 15 giorni sarò al tuo fianco. Facciamo tu col 9 (Jordan) e io col 15 (Magic)?

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    3. Se non ti dispiace, farei il contrario, per anni il 15 è stato il mio numero di maglia (storia vera), così, per continuità... Bro-fist! ;-) Cheers

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    4. " E' chiaro che se mi metto a fare le pulci al film trovo dei Maccosa grossi così e dei buchi di sceneggiatura che Emmenthal lavati che non sei nessuno."

      Del resto è proprio il buon Christopher che ha praticamente sdoganato il termine tra il pubblico generalista. XD

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    5. "Penso che il tempismo sia stato tutto per Nolan, purtroppo lui stesso ha tradito le sue premesse, questo non impedirà di veder volare schiaffi qui sopra tra sette giorni. Il realismo lo puoi ottenere se il personaggio te lo consente, con Batman ad esempio puoi farlo. Ma io trovo che sia più difficile mantenere le origini fumettistiche dei personaggi, anzi penso che sia più difficile così che cercare di razionalizzare tutto."

      Già!

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  11. Io non difendo Nolan a spada tratta, però la maggior parte dei suoi film mi piacciono veramente un frappo.
    Non ho mai amato i film sui supereroi ma questa trilogia è veramente una figata; dark, realista, pessimista.
    Come ultima nota aggiungo che non riesco ad immaginare altro attore per interpretare l'uomo pipistrello se non Ciau Bale

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    1. Trovo che "Memento", "The Prestige" e "Inception" siano i miei preferiti, al netto dei difetti che comunque non mancano. Ciau Bale è l'attore perfetto per il Batman di Nolan, ma nella mia testa Batman è più grosso fisicamente, per assurdo Batfleck poteva andare bene, almeno per la stazza. Cheers!

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  12. Applausi a scena aperta per la tua recensione.
    La prima volta che vidi questo film...mi addormentai.
    Però non per la mancanza di qualità dello stesso, ma ero stanchissimo e la voce rauca e il ritmo un po' scuro e silenzioso, mi rilassarono.
    In verità l'ho apprezzato molto successivamente e ti dirò che lo stesso vale per il secondo capitolo.

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    1. Grazie mille, per fortuna (o purtroppo) io almeno non ti ho fatto addormentare ;-) Quando ho visto il secondo film al cinema, non vicino a me ma in linea d'aria, uno era così rilassato che russava (storia vera) evidentemente il vocione "Growl" ha un effetto ninna nanna, può essere, io dormivo con l'heavy metal in cuffia (storia vera). Cheers!

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  13. Ricordo che all' epoca un pò di stampa nostrana era indecisa se considerarlo un prequel dei film di Burton o meno. XD Comunque anche secondo me è il migliore dei tre con, come hai detto, il giusto mix tra il cosi detto realismo ed il fumettoso. Peccato per lo Spaventapasseri. Un villain troppo fumettoso e teatrale per renderlo realistico. Infatti paradossalmente qui diventa una mezza macchietta. Riguardo Ra's al Ghul, all' epoca ci rimasi un pò male che il personaggio perdesse le sue connotazioni esoteriche. Era stato uno dei miei cattivi preferiti nella serie animata. Farlo diventare una specie di Shredder non lo considerai il top, anche se poi nel contesto ci sta e non mi da più fastidio. Curioso come c' è chi critichi il fatto che il Joker nel primo di Burton sia l' assassino dei genitori e non batta ciglio che il boss della setta delle ombre sia addirittura il mentore di Bruce! °_O Mah!
    Non ho mai capito le critiche a Katie Holmes onestamente. Mi è pure dispiaciuto che non sia tornata nel sequel.
    Si, davvero azzeccata questa Gotham post-moderna del 21° secolo così come la fotografia del film. Da "Batman e Robin" sono passati solo 8 anni, ma nel frattempo ad Hollywood i cinecomics stavano diventando un genere di riferimento, il digitale aveva fatto capolino e bisognava non farsi trovare retrò.

    "sarà per questo che poi ha voluto Rutger Hauer nel film?"

    Togliendolo dalla miriade di B-movie che girava da anni ormai! lol Curiosamente comparirà anche in "Smallville". Par condicio? XD

    "Tutti i dialoghi del film ribadiscono il concetto, con il tipico modo con cui Nolan comunica con il suo pubblico, ripetendo i concetti quattordici volte, bisogna dire che questo film è una di quelle volte in cui si nota di meno, ma non cambia il fatto che dentro ci troviamo «Volgere la paura contro coloro che la usano per depredare», «Non c'è niente di cui avere paura... tranne la paura stessa!» fino alle ultime parole del padre di Bruce prima di morire: «Non avere paura»"

    Già! Infatti il suo Bruce/Batman è un pò troppo chiacchierone. Poi nel suo nascondere il suo essere Bruce/Batman facendo il milionario frivolo sembra più Kal-El/Superman che fa Clark Kent.

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    1. Ora, non sono espertissimo, ma credo che Ra's al Ghul abbia ricoperto il ruolo di mentore di Bruce anche nel fumetto, ma ripeto, potrei sbagliarmi. Anche secondo me Katie Holmes era più giusta per il ruolo, più azzeccata di Maggie Gyllecosa, che è brava ma non per ruoli da damigella in pericolo. La Gotham di questo film, diversa da quartiere a quartiere mi piace un sacco, è stato un grosso errore piallarla e renderla una città normale nei seguiti. Cheers

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    2. "ma credo che Ra's al Ghul abbia ricoperto il ruolo di mentore di Bruce anche nel fumetto, ma ripeto, potrei sbagliarmi."

      Ah, però! Non lo sapevo. Grazie dell' info! ^^

      " è stato un grosso errore piallarla e renderla una città normale nei seguiti. "

      Già! Diventa piuttosto anonima.

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  14. E' l'unico Bat-Nolan che non vidi al cinema. Questo perché Joel Schumacher aveva fatto più danni della grandine, rendendo sterili le distese di passione pipistrellesca su cui ero cresciuto. Eppure Nolan lo conoscevo in tempi non sospetti, l'avevo scoperto con Memento e con Insomnia, ma non volevo vedere un altro Batman e non ero sicuro che un progetto sull'Uomo Pipistrello potesse fargli fare un passo in avanti come Autore. Per fortuna mi sbagliavo.
    La cosa che lo rende superiore ai due sequel è proprio una Gotham caratterizzata al meglio, una città con un'identità sua, non una banalissima New York City esposta per metà del tempo alla luce del sole, come sarà sempre di più nei seguiti (specie il terzo). Che se quel meme "daaaaaark" l'avesse tenuto per tutta la trilogia, specie in "Rises", avrebbe nascosto meglio le magagne.

    Ah, e vale il vecchio detto di George Lucas, che la colonna sonora può fare il 50% del lavoro in un film. Sarà per questo che Nolan non ci pensa nemmeno di fare un film senza Zimmer, che è uno dei più grandi compositori della storia del cinema. Oso dire che tutto il perfezionismo tecnico di Chris sarebbe freddo e sterile senza Hans a pomparci nelle orecchie tutto quel po-pò di note. Nolan è Geppetto, Zimmer la Fata Turchina che mette l'anima nella sua opera :-)

    E poi "Begins" per quanto sia realistico diventa, per paradosso, il più fumettistico e la considero una delle "origin story" più riuscite nella storia del cinecomic. I sequel diventeranno eccessivamente schiavi del mondo reale e delle riflessioni cervellotiche di Nolan e fratello.
    Oh, poi ce ne dimentichiamo, ma all'epoca di Begins, Nolan aveva 35 anni...

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    1. Si il daaaaaaaark è una conseguenza, di sicuro Nolan ha visto nell’Uomo Pipistrello i temi cari al suo cinema, il problema per me sono come li ha gestiti dei seguiti, questo film aveva ancora un’unità d’intenti notevole. Non sono un Zimmermiano (si dice?) convinto, non lo considero totale e assoluto, troppo spesso tende a ripetersi, ma davvero mette l’emozione che a Nolan spesso manca, hai detto molto bene. Cheers!

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    2. Zimmeriano, si dice Zimmeriano. I Zimmermiani sono i fan di Bob Dylan.
      Io sì, sono Zimmeriano al 100%, ha composto alcune delle migliori colonne sonore degli ultimi… 30 anni? E' uno che può fare la differenza in un film. Se ogni tanto mi rivedo Interstellar è solo per le sue musiche, e nella saga di Batman ha fatto un gran lavoro.

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    3. Allora sono sia Zimmeriano che Zimmermiani con riserve, perché mi piacciono entrambi senza idolatria, anzi, ogni tanto mi scappa la critica. In ogni caso nulla da eccepire, con Batman ha davvero fatto alcuni dei suoi lavori migliori. Cheers!

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  15. Ad oggi, il mio film preferito su Batman.
    Capace di essere un ottima origin story e presentare il tema della paura in tante sfaccettature.


    Se Nolan ha voluto "deponteziare" l'immaginario fantastico dell'Uomo pippistrello in un contesto più verosimile è sicuramente perchè - come fecero Burton e Schumacher a loro volta - ha voluto raccontare questo mito seguendo il suo stile e la sua logica. Il suo Batman non è altro che uno dei suoi personaggi di uomini forti, geniali ma irrimediabilmente feriti nell'animo e con demoni da affrontare. Nolan è rimasto affascinato dall'iconografia del Cavaliere Oscuro e lo ha plasmato nella sua poetica.
    Il daaaark è venuto da sè, e come hai giustamente scritto, il nero dona molto al Pippistrello; è l'eroe giusto da poter essere affrontare in chiave più seria e terra a terra. Al contrario di Man of Steel che, invece, meritava meno desaturazione nella fotografia.

    DAJE, finalmente col prossimo capitolo la Bara Volante affronterà uno dei film più citati di sempre nei commenti. Preparo già i bat-pop corn.

    Saluti daaaark

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    1. Sicuro, Nolan ci ha dato la sua interpretazione, l’errore per molti è stato credere che fosse l’unica via possibile, ma come diciamo sempre i fan di un regista (o di una saga) sono i peggiori nemici di un regista (o di una saga), però qui Nolan davvero era un uomo in missione, nel 2005 era davvero difficile distinguere e capire che per Batman questo approccio era quello giusto. Metti su la bat-padella, io sto finendo di mettere le assi alle finestre per prepararmi all’assedio di giovedì prossimo ;-) Cheers

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  16. Per me il peggiore dei tre Nolan se consideriamo l'insieme, ma forse il migliore dei tre Nolan se consideriamo alcuni aspetti.
    È oscuro, discretamente fumettistico rispetto agli altri due troppo figli dell'11 settembre.
    Però ha poco di memorabile (in Batman i nemici sono tutto, e purtroppo iniziare con il bioterrorista non ha aiutato, secondo me).
    Odio quella Batmobile ma apprezzo comunque l'idea di credibilità nolaniana, specie per quel che dici di tuta, antenne e lame...

    Moz-

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    1. I nemici sono funzionali alla storia di origini, che divora tutto. Anche per me Nolan è sempre alti altissimi e bassi bassissimi, questo è il mio preferito perché trova un equilibrio (quasi) perfetto tra le parti. Non è bella quella Batmobile, è funzionale, pragmatica, aggressiva, è la versione Nolan del carro armato di “Il ritorno del Cavaliere Oscuro” di Miller, fa il suo ma la mia preferita resta quella di Burton ;-) Cheers!

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  17. Non il miglior Nolan, però paradossalmente uno dei migliori Batman ;)

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    1. Direi di si, hai decisamente il dono della sintesi ;-) Cheers

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  18. E'indubbiamente un buonissimo film, anche se rispetto al secondo ha meno scene d'impatto e non può contare sulla nemesi del protagonista. Sacrosanto far vedere finalmente come Wayne riesca a impiegare tutti i soldi che ha a disposizione per i gadget.

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    1. Il fuoco è tutto sulle origini del personaggio, ti dirò l’uso dei cattivi funzionali allo sviluppo del protagonista non mi dispiace, anche se lo Spaventapasseri è troppo sacrificato. Abbiamo la risposta alla domanda che si poneva anche il Joker di Jack Nicholson adesso ;-) Cheers

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    2. "ti dirò l’uso dei cattivi funzionali allo sviluppo del protagonista non mi dispiace"

      Neanche a me e poi il buon Liam ha lo charme giusto.

      "Abbiamo la risposta alla domanda che si poneva anche il Joker di Jack Nicholson adesso ;-) "

      Eh, eh! Già! XD

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  19. Francesco (M)30 marzo 2019 10:21

    Con l'Havana Club, grazie. Eh brucia uguale e i gusti son gusti. Di questi tempi vende la sensazione di far parte di un'èlite, mi spiego così il "graphicnovellismo". Sì, ogni Batman ha bisogno della Gotham adatta. Il realismo va bene per alcune storie di Batman, ma credo che sarebbe un guaio se diventasse il paradigma di tutte o anche della maggior parte delle sue storie: anche se non c'è un unico modo giusto di fare determinati personaggi ci sono sicuramente modi sbagliati, come dici giustamente riguardo a Superman (cioè... è il sense of wonder, l'uomo del domani. Il dark per lui va bene per singole storie. Secondo me non è un caso che "Whatever happened to the Man of Tomorrow" sia la storia della fine della sua carriera). Stranamente proprio perché non ha superpoteri e fa le cose che fa, un tono troppo realistico mi piace in dosi limitate in Batman: preferisco di molto la fiaba nera di Burton. Poi, mi piacciono molto le tue riflessioni sul ruolo della paura in questo film, quella singola/medica dello Spaventapasseri e quella collettiva/"politica" di Ra's al-Ghul. Sai, studiando la storia della Cina, del Giappone,della Mesopotamia mi rendo conto che l'oriente non è affatto irrazionale come lo si dipinge. Ma il discorso sarebbe molto lungo. Certamente, però, l'immagine dell' "oriente" in Europa e ancora di più negli Stati Uniti, esatta o meno, rimane quella dell'oriente misterioso e irrazionale (quando va bene) e credo che tu abbia ragione: a partire da questo punto di vista Ra's al-Ghul è il cattivo perfetto per questo film anche se mi dispiace che la parte dello Spaventapasseri sia così breve (maltrattato anche lui nei fumetti, da quando hanno deciso che lo pseudofreudianesimo di papà violenti e bullismo doveva essere il background di quasi tutti i nemici di Batman). Bale era bravo (dici che sta tornando tollerabile?), anche se Keaton rimane per me il Batman/Bruce Wayne perfetto. Comunque, un bel film e, per me, un'eccezione dato che, parlando di svendite di carriera, Morgan Freeman è diventato per me sintomo di pessimo film, eufemisticamente. Grande recensione. Ah, per il Batman/Burton, non sarebbe stato grandioso, se l'anagrafica l'avesse permesso, avere David Niven come Alfred?

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    1. Per noi ad oriente sono tutti cinesi, con buona pace di coreani, giapponesi, Thailandesi e indonesiani, dici bene, per gli americani poi è ancora peggio, "Euro Trash" è tutto, dai tedeschi ai portoghesi, gli unici che tollerano un po' sono gli inglesi (come Alfred) perché parlano la loro lingua, anche se un mio ex collega inglese diceva che quello che parlano gli americani è tutto, tranne che inglese (storia vera). Il realismo ci sta un po' ne parleremo diffusamente nel prossimo capitolo, ma dosato, qui secondo me è dosato giusto (come l'Havana Club), il problema è che in tanti hanno creduto che questo fosse l'unica via da seguire. Detto questo ti ringrazio molto, David Niven sarebbe stato un perfeto Alfred apocrifo, d'altra parte è stato uno 007 apocrifo, quindi perché no ;-) Cheers!

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  20. Non una cattiva idea, quella di affidare a Nolan l'inizio della nuova vita di Batman su grande schermo. Non una così buona idea quella di affidargli anche la continuazione... perlomeno qui, in "Batman Begins", l'approccio autoriale al personaggio non l'ha ancora imprigionato definitivamente nella "gabbia" della cupa seriosità e del realismo (quasi) ad ogni costo. Un buon antidoto alle buffonate di metà anni '90, certamente, se solo non fosse poi stato considerato da fin troppi l'unico davvero valido (e, ahinoi, i risultati si sono visti) :-(

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    1. Penso lo stesso, una volta reimpostato il personaggio, sarebbe stato il momento di passarlo a qualcun'altro, ma Nolan no, lui doveva fare la trilogia, doveva fare il grande autore. Si vede che sto già scaldando i muscoli per giovedì prossimo ? ;-) Cheers

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    2. Già! Me lo sono giusto rivisto e non ricordavo tutte queste battute! Poi il ritmo è ancora bello fresco così come la struttura narrativa della prima parte. Oltre all' affascinante dose di mistero per quanto sta per succedere a Gotham. Non riesco a credere che il regista sia lo stesso del terzo.

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    3. Nemmeno io, ma il mondo preferisce il secondo, quindi sono una minoranza ;-) Cheers

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  21. "La paura lo spinge ad uscire dal teatro (non un cinema, perché per Nolan tutto deve essere d’autore)" ma ci credi che avevo pensato la stessa cosa non appena lo vidi? Chi minchia manda un bambino a teatro, tra l'altro?

    Ad ogni modo, e qui mi farò dei nemici… non ho mai sopportato questo capitolo. Giuro, la noia e gli sbadigli sono onnipresenti tutte le volte che ho cercato di rivederlo, riuscendo a farlo interamente solo poche volte ^^' ma la mia parte razionale mi fa capire che è il più equilibrato dei tre.
    Peccato per le scene d'azione, quelle davvero brutte...

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    1. Che poi se l’effetto che Nolan voleva raggiungere (Bruce che si spaventa per i costumi degli attori che ricordano lo sbattere d’ali dei pipistrelli) si poteva fare anche con un film, quindi la volontà di elevare tutto ad un grado di autorialità di Nolan si vede anche nei minimi dettagli. Spero di essere severo ma giusto con Zackino tuo, però nella sua versione, i Wayne andavano al cinema, e il cinema trasmetteva Zorro (come fumetto impone), ma anche “Excalibur” di John Boorman, quindi l’approccio è proprio diverso dalla fonte.

      Questo è un film estremista nel suo voler rendere tutto logico, anche secondo me è il più equilibrato, ma comunque mettiti in fila Genius, perché qui quello che deve prendere le mazzate sono io, questo giovedì altro che farmi dei nemici! :-P Cheers

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  22. Ti dico solo che conosco questo film a memoria, l'ho visto decine di volte da piccolo! Il mio giudizio è fortemente inquinato dall'affetto con cui lo ricordo, ma oggi la DC se li sogna dei film del genre ;P

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    1. Trovo che sia ancora uno dei più riusciti anche io, la Distinta Concorrenza è rimasta sotto questo film, e non si è mai ripresa, lo aspettiamo ancora un film così oggi ;-) Cheers

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  23. Ahahaha, senti ho riso 5 minuti per la restituzione di "bale" a Batman. E le didascalie. Quella di Bale e Freeman è da scompisciarsi. Hanno anche la faccia giusta! XD XD
    Comunque sti batnolan mi piacciono ma mancano di quella peculiarità da supereroe, un po' troppo normalizzati sono.

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    1. Eheh grazie sono contento ti sia piaciuto, mi sono molto diverito con le didascalie, Bale é una fonte inesauribile, mi spiace non aver trovato il tempo di commentare il suo "Hostile", avevo un titolo clamoroso da mettere in testa al post se mai lo avessi scritto. Cheers!

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  24. Sai che "ZAN! ZAN ZAN ZAN!" può anche essere l'inizio di 2112 dei Rush? 😂😂😂

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    1. Ora che me lo hai fatto notare, che gruppo esagerato i Rush, mamma mia! ;-) Cheers

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    2. Magari un giorno venissero "in questo strano paese a forma di scarpa" (cit. 😉🤭) !!
      Prendo i biglietti ancor prima che escano!

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    3. Sarebbe fighissimo! Cheers

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