martedì 13 novembre 2018

Le avventure di Rocketeer (1991): Iron Man? Superman? No, Rocket man!


"Prima che fossero Super" come vi suona? Ci sarebbe quasi materiale per una rubrica, ci pensavo scrivendo di Spawn. Sì, perché oggi i film tratti da fumetto sono la normalità, tiri un calcio al muro ne cascano giù sette, ma per arrivarci la strada è stata impervia e seminata anche di cadaveri illustri, uno di questi purtroppo, Rocketeer.

Qui da noi in uno strambo Paese a forma di scarpa, il personaggio di Rocketeer non è molto famoso, basta dire che la SaldaPress ha ristampato in volume tutte le sue avventure originali solo una manciata di anni fa, il suo autore Dave Stevens ha avuto un’enorme influenza su artisti ora molto famosi come Adam Hughes giusto, per fare un nome, ma bisogna dire che il suo “The Rocketeer” era davvero un’operazione ricercata, forse non per tutti.

Il perfetto eroe degli anni '30, nato negli anni '80.
Avete presente Indiana Jones? Se avete risposto "no", potete smettere di leggere, non vi conosco e non vi voglio conoscere. Indy era l’omaggio di Steven Spielberg e George Lucas ai serial degli anni ’40 e ’50 della Republic Pictures, i film d’avventura che di solito veniva trasmessi a puntate nei cinema locali, anche se uscito nel 1981, Indy è il perfetto esempio dell’avventuriero classico, una perfetta rielaborazione di vecchio materiale che tra omaggi e rimaneggiamenti ha saputo sfornare una nuova icona, spesso più celebre delle storie a cui rende omaggio. Oggi un’operazione di questo tipo, con il rischio di passare per dei fighetti, la chiameremmo post moderna, è un po’ come la tuta gialla e nera che Bruce Lee indossava in Game of Death, chiedete a venti persone e dodici vi diranno che è quella della sposa di Kill Bill.

Sapete chi ha lavorato agli storyboard di I Predatori dell’arca perduta? Bravi, proprio Dave Stevens che nel 1982 ha pensato di creare a sua volta un personaggio del tutto nuovo che rendesse omaggio a tutta la letteratura a fumetti e non solo agli eroi Pulp anni ’30. Il risultato è “The Rocketeer” un calderone di omaggi e citazioni in cui i rifermenti sono chiarissimi, per darvi un’idea: il prototipo di razzo supersonico che trasforma il pilota Cliff Secord in un supereroe volante nel fumetto è un regalo di Doc Savage in persona e la fidanzata del protagonista non solo si chiamava Bettie Page, ma Dave Stevens la disegnava proprio con le forme e la frangetta tipica della famosa (per non dire famigerata) pin-up degli anni ’50, anzi il fumetto ha molto contribuito a sdoganare Bettie Page come icona della cultura Pop (storia vera).

Adam Hughes e Frank Cho sono solo due degli artisti che hanno imparato a disegnare belle ragazze, seguendo lo stile di Dave Stevens.
Invece, sapete chi ha vinto un oscar per gli effetti speciali di Raiders? Bravi! Siete caldi oggi! Il regista Joe Johnston dopo il successo di “Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi” (1989), forte di 35 milioni di ex presidenti defunti stampati su fogli verdi messi a disposizioni dalla Disney e dalla Touchstone Pictures, nel 1991 provò a portare al cinema il fumetto di Dave Stevens, chiudendo idealmente il cerchio post moderno iniziato sul grande schermo da Spielberg e continuato su carta dal fumettista. Risultato finale? Di ritratti di ex presidenti stampati in verde il film ne portò a casa 9 milioni nel primo week end (l'unico che conta per i produttori) e solamente 46 milioni in totale, insomma un volo finito decisamente male, più che il decollo di un uomo-razzo... Beh, diciamo che è una fine che fa rima con razzo e chiudiamola qui.

Questo non mi ha certo impedito di amare “Le avventure di Rocketeer” fin dalla prima bimbo-visione in uno dei suoi tanti passaggi televisivi che un tempo non erano affatto infrequenti, certo aiutava anche il fatto che nel cast ci fosse Jennifer Connelly, io certe cose le dico! Non è che mi nascondo dietro ad un dito, eh!? Ma senza nulla togliere al notevole contributo della Connelly, Rocketeer aveva tutto per colpire l’immaginario di un lettore come me, uno che non ha avuto modo di leggere proprio tutte le avventure degli eroi Pulp, ma già apprezzava parecchie cosette come "The Shadow" o ancora meglio "The Spirit" di Will Eisner.

“See see gli eroi Pulp, fa l'intellettuale ora, guardavi solo me altro che scuse".
Voi non avete idea di quanto tempo è che io ho questo commento in canna, senza trovare mai il tempo per buttarlo giù (Valerio guardami! Sto volando!) dopo aver visto il film tipo mille volte da bambino, ho passato i canonici dieci o quindici anni ignorandolo, me lo sono rivisto tipo... Boh? Tre anni fa? Di più? Non so, perché da allora l’ho già rivisto tre volte e penso che se questo film uscisse oggi, andrebbe decisamente meglio ai botteghini, per il semplice fatto che ora esiste un pubblico per questa tipologia di film (i Nerd sono usciti dai negozi di fumetti, ripeto! I Nerd sono fuori, mettetevi in salvo!) oggi l’operazione post moderna di Joe Johnston verrebbe capita, ma nel 1991 era semplicemente troppo presto.

Sono certo che verrebbe capita perché “Doppia J” nel frattempo si è fatto le ossa con i dinosauri di Jurassic Park, ma soprattutto ha avuto l’occasione di tornare ad un genere che ha contribuito a fondare (e chissà se mai gli verranno riconosciuti i meriti) nel 2011, con il film “Capitan America - Il primo Vendicatore” (sì, ho scritto “CAPITAN” e mi rifiuto di fare diversamente, ok?) una pellicola che ha moltissimo in comune con Rocketeer, anche solo per il fatto di avere due protagonisti provenienti dall’America a cavallo della Seconda Guerra Mondiale, ma anche per l’atmosfera retrò generale (vedere Cap in costume fare da sponsor per le truppe, sembra una scena tagliata di Rocketeer) e, a dirla tutta, anche un terzo atto del film decisamente troppo canonico, per non dire pure un po’ piatto, dettaglio che si nota più nel film dell’eroe a stelle e strisce che in quello con il razzo sulle spalle.

Quello che succede quando provi a dar fuoco alle scoregge.
Se Dave Stevens pescava a piene mani dai fumetti per creare il suo personaggio, da uomo di cinema Joe Johnston attinge alla settima arte, nella Los Angeles del 1938 un gruppo di ladri cerca di rubare il razzo sperimentale modello X3 che nel film non è stato creato da Doc Savage (Johnston avrebbe anche voluto, ma per problemi di diritti sul personaggio, ha dovuto cambiare idea. Storia vera), ma dal vero inventore, miliardario, playboy, regista e produttore cinematografico Howard Hughes, per capirci quello interpretato da Leonardo Di Caprio in “The Aviator” (2004) di Martin Scorsese e, se proprio vogliamo dirla tutta, anche il personaggio a cui è stato ispirato il Tony Stark della Marvel, visto? Di fatto, la stessa dinamica alla base di Spider-Man - Homecoming, solo con 26 anni di anticipo. Ah, per la nuda cronaca: nel film Howard Hughes ha il faccione di Terry O'Quinn, il mitico John Locke della serie LOST.

"Non dovrò mica mettermi a ripete 'Il mezzo del futuro' per un'ora, vero? Piuttosto torno sull'isola".
Per vie traverse il razzo sperimentale finisce nelle mani dello scavezzacollo (quanto mi piace questo aggettivo!) Cliff Secord, interpretato da Billy Campbell che di certo ricorderete per film come... Bah, nessuno? Diciamo che dopo “The Rocketeer” la cosa più famosa fatta da Billy Campbell in vita sua è stato essere il cugino di Bruce “The King” Campbell (storia vera).

“Dammi un po’ di zucch…” , “Non ci provare, ma perché a me tocca il cugino sbagliato?”.
Il nostro Cliff è uno scavezzacollo (ora che ho trovato un’occasione per usare questo aggettivo sono cavoli vostri!) perché ama volare ed è capace di pilotare qualunque cosa abbia un motore e due ali, a farci notare ogni tre minuti quanto il ragazzo sia nato senza ombra di paura nel cuore è il suo meccanico A. "Peevy" Peabody (Alan Arkin), il cui compito oltre che sistemare i danni fatti da Cliff e farci notare quanto siano incuranti del pericolo le decisioni del ragazzo, inoltre, se volete anche un po’ per partigianeria, mi esalta sempre tantissimo sentire Arkin descrivere uno degli scassoni che Cliff vuole pilotare urlando: «È una bara volante!». Cosa vi devo dire? Siamo in pochi capaci di pilotarne una e per farlo bisogna essere pure un po’ matti, cosa che per vostra fortuna, io sono.

“Tu non sei un po’ matto, tu sei tutto scemo, è diverso”.
Alla fine è proprio Peabody a rendere utilizzabile il motore ritrovato da Cliff, attraverso un elmetto con una vistosa ala sulla nuca da usare come timone («Cosa sembro?», «Un pomo d’ottone») e qualche piccola accortezza come, ad esempio, utilizzare la gomma da masticare per tappare un foro di pistola sul razzo e non con una “Chiclets" (pronunciato rigorosamente “Cicles”, come si fa dalle mie parti) qualunque, ma proprio con una “Beemans”, la gomma porta fortuna dei piloti, quella che chiedeva di avere anche Chuck Yeager prima del suo ultimo volo trionfale, in quel capolavoro di The Right Stuff.

“Sembro un cretino conciato così?” , “Conosco uno che vola su una Bara Volante, sembri un genio a suo confronto”.
Cosa manca ad una storia così? Beh, ci vuole un cattivo con delle motivazioni, che qui ha il volto, i baffi e il mitra (Thompson) di Neville Sinclair, un attore palesemente ispirato a Errol Flynn, non solo per i suoi ruoli d’azione in film d’avventura, ma anche per la leggenda urbana per cui Flynn fosse una spia nazista, leggenda che nel gioco di “The Rocketeer” di arte che imita il cinema, non può che essere vera e Sinclair vuole mettere le mani sul razzo perché dall’altra parte della grande pozzanghera nota come oceano Altantico, zio Adolfo gradirebbe molto uno di quei cosi, per iniziare la produzione in massa e trasformare il suo esercito in uomini razzo volanti, anzichè semplice teste di razzo che si muovono con il passo dell’oca.

“Specchio specchio delle mie brame chi è il più baffuto del reame?”.
Ad interpretarlo è uno degli 007 più sottovalutati di sempre, Timothy Dalton, che per tutto il tempo ripete che fa da solo tutti i suoi stunt, come se fosse un Tommaso Missile qualunque, uno sbruffone odiosissimo che oltre al razzo, gradirebbe portarsi via pure la ragazza di Cliff (e chiamalo scemo). Fermi tutti gente! Paragrafo su Jennifer Connelly in arrivo sulla pista!

Per motivi di diritti e forse anche per evitare che a qualche capoccia della Disney venisse un coccolone, la fidanzata di Cliff da Bettie Page diventa Jenny Blake e se per Dave Stevens doveva essere una pin-up per un regista come Joe Johnston il modello diventa una giovane Liz Taylor, avete capito il giochino, no? Metti dentro quanti più riferimenti al cinema possibile, perciò se la scritta sulle colline di Los Angeles fino al 1949 è stata “Hollywoodland”, il film s'inventa la sua realtà su come siano andati davvero i fatti, per altro, prima di BoJackHorseman ora che ci penso.

Beh, dai poco male, era davvero troppo lunga come scritta.
Ma vi avevo promesso un capitolo sulla Connelly e lungi da me fare falsa pubblicità, vi devo dire che è bellissima, qui lo era ancora un casino, per quanto mi riguarda, "C'era una volta in America" (1984), "Phenomena" (1985) e Labyrinth sono i tre film con la piccola Jenny bambina, mentre qui in “Le avventure di Rocketeer” dove sostituisce degnamente Bettie Page nella parte della damigella in pericolo che, però, se serve si salva pure da sola, è decisamente uno di quei ruoli in cui è cresciuta, potete aggiungere anche “Bene” se volete. Fine del paragrafo sulla Connelly perché tanto non sono razionale.

“Le avventure di Rocketeer” ha tutto quello che si può chiedere ad un film d’avventura, i Nazisti (io odio questa gente, cit.) come cattivi, così cattivi che pure i Gangster li schifano, ha un tripudio di Mitra Thompson e pistole Luger P8 come se non ci fosse un domani, una protagonista femminile bellissima e le musiche di quel mito di James Horner che qualcuno sostiene essere fin troppo simili a quelle di Titanic (sempre composte da Horner), ma ormai dovreste aver capito il giochino: “The Rocketeer” è cinema che omaggia altro cinema, ah! E lo scontro finale avviene sopra un dirigibile. No, sul serio cosa volete di più? Uno sgherro gigante con la faccia tipo cattivo di Dick Tracy? Abbiamo anche quello!

“Cosa avete da guardare? Non sono brutto, sono una citazione!”.
Si tratta di Lothar, interpretato da Tiny Ron che di “Tiny” non ha proprio nulla visto che è alto 2.13 cm, ma il suo trucco lo rende volutamente identico a Rondo Hatton, acromegalico attore di B movie morto nel 1946 e palesemente omaggiato in questo film.

Insomma, io sono convinto che questa operazione post moderna se uscisse oggi, sarebbe un successo, purtroppo, invece, “Le avventure di Rocketeer” è rimasto un cult per qualcuno e una lapide a bordo strada nel percorso che ha potato i fumetti al cinema. Sapete quale sarebbe l’unico modo per renderlo ancora migliore questo film? Ci pensavo qualche giorno fa mentre lo riguardavo, se uscisse in un’edizione in bianco e nero, allora davvero renderebbe omaggio a tutta questa operazione citazionista, d’altra parte lo hanno fatto per un altro Cinecomics come Logan, perché non per Rocketeer?

Una cosa di questo tipo. Brutto?
And I think it's gonna be a long, long time
Till touch down brings me round again to find
I'm not the man they think I am at home
Oh no no no, I'm a rocket man
Rocket man, burning out his fuse up here alone.

32 commenti:

  1. Avevi ragione ieri quanto hai detto che avrei apprezzo! Bravo capo, segno un'altra bionda media nel librone.

    Prima cosa: voto SI' alla rubrica "Prima che fossero Super" con titoli da cestone dell'autogrill come SPAWN, THE PHANTOM, IL CORVO, DICK TRACY, SUPERGIRL (!!!), LA LEGGENDA DEGLI UOMINI STRAORDINARI e THE SPIRIT. Voglio vederti piangere Cassidy! :-P

    Ma torniamo al film di oggi. Lo vidi (credo) su Raiuno in prima serata da ragazzino. E... Mi fece cag@re! E pure forte. Credo che non riuscii nemmeno a finirlo. Però lo registrai perché all'epoca era la prassi registrare sempre i film della prima serata (Lucius te lo confermerà...). Solo qualche anno dopo (più o meno a fine anni '90 o primi 2000) riuscii a recuperarlo, terminarlo e finalmente apprezzarlo. Da allora lo devo aver rivisto con piacere solo un'altra volta e quoto in pieno quando dici che adesso piacerebbe molto. La tecnologia e le atmosfere finto retrò, le avventure "ingenue", il sapore "dei vecchi tempi andati", un po' di meta-cinema, i nazi cattivi,... Tutti ingredienti che se fatti in maniera furba (e non come nel sucitato THE SPIRIT) piacerebbero al pubblico.

    Ora come ora non ho modo di recuperarlo ma sono sicuro che molti titoloni Marvel (non solo IRON MAN o CAP), hanno pescato a piene mani da questa pellicola. Mi pare di ricordare che c'era una scena che testavano il razzo nel laboratorio distruggendo tutto o mi sbaglio? Ecco, Tony Stark nel suo laboratorio ne è la versione 2.0.

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    1. Ah, domani omaggio a Stan Lee?

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    2. Cerco di non fare promesse a casaccio ;-) “The Phantom” visto una volta sola (“The Shadow” con Baldwin qualcuno di più), però ti confesso che da un po’ vorrei rivedermi “Dick Tracy”, insomma grazie per l’entusiasmo, un po’ alla volta penso che qualcosa farò, il materiale non manca!

      La prima volta che fanno partire il razzo in casa, devastano la cucina, questo film aveva già molte delle dinamiche in voga oggi, viene d’istinto di associarlo al primo Capitan America (visto che il regista è lo stesso) ma c’è tanto Iron Man qui ;-) Cheers!

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    3. Qualcosa per “The Man” va fatto per forza, ieri sera la notizia mi ha colpito a mano aperta sulla nuca, mentre ero nel mezzo del casino di mia vita, ma arriverò, sicuro! Cheers

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  2. sono del 1971 e negli anni 90 andai ero un fan sfegatato di jennifer connelly
    negli anni 90 andai al cinema a vedere tutti i film di jennifer ( ora non mi ricordo nemmeno i titoli ma fece delle commedie veramente brutte) .
    figurati se non andai a vedere al cinema sto film.
    all'epoca mi piacque pure ma non troppo se poi non l'ho mai rivisto.
    a quasi trentanni mi ricordo :
    i seni di jennifer
    il brutto tipo dich tracy
    i mafiosi simil italiani che però sono ferventi americani.

    a se te lo chiedi non ho mai visto " a biutiful mind". ormai l'infatuazione per jennifer mi era passata.
    credo di essere l'unico in italia ad avere comprato il vhs di "the hot spot"

    grazie

    rdm

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    1. No secondo me non sei stato l’unico ;-) Quando le hanno chiesto di interpretare la moglie di Bruce Banner nell’Hulk di Ang Lee, secondo me ha chiuso il cerchio con la fase “fantasy” della sua carriera la nostra Jenny. Per altro, la scena dei Mafiosi Yankee me la ricordo identica, in un “Batman & Capitan America” scritto e disegnato da John Byrne di fine anni ’90, sicuramente successivo a questo film: Ad un certo punto il Joker, si rifiuta di continuare a collaborare con il Teschio Rosso per portare avanti il suo piano di conquista, perché una cosa è uccidere Batman (e l’altro a stelle e strisce, che il Joker non conosce ma già odia) un’altra fare queste robe qua. Il Teschio allibito dice al Joker «ma anche tu sei un criminale», risposta: «Si, ma sono un criminale americano!». Secondo me John Byrne aveva visto questo film ;-) Cheers

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  3. scusa se rompo cassidy.

    sono sempre rdm.

    da sempre sono interessato agli incassi dei film .

    ho controllato ora su imdb che scrive: costato 35 milioni di dollari e incassato negli usa $46,704,056.

    tu parli di 9 milioni.

    dove hai trovato sta informazione di 9 milioni?

    grazie infinite

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    1. No figurati, non rompi mai, anzi hai ragione, mi è rimasta una porzione di commento nella tastiera, ho corretto: I 9 milioni erano l’incasso del primo week-end, 46 quelli totali. Avevamo ragione entrambi, ed ora la frase nel post fila meglio ;-) Cheers!

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  4. Scavezzacollo. Interessante...

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    1. Dai, quante volte capita di poterlo usare in una frase di senso compiuto? Poi in inglese di dice Daredevil, tanto per stare in tema super eroico ;-) Cheers

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  5. Questo è un film "storico" per me:
    per l'incredibile battage pubblicitario che fecero su Topolino, mentre quando lo vidi, da bambino, non è che mi entusiasmò più di tanto.
    E dopo l'hype iniziale mi sa che è stato così per tutti, anche in America, leggendo il dato degli incassi.
    Ci sono però due cose notevoli (non il cugino di Bruce, tanto più che a metà anni 2000 ripensando a questo film mi convinsi che fosse intrepretato da Bruce, non ti dico la delusione quanto lessi la verità su Internet :D): la prima è Jennifer Connelly, bellissima.
    La seconda è Timothy Dalton.
    Per me è eccezionale quando gigioneggia, con i baffi, nel ruolo del cattivo.
    Hai presente Hot Fuzz? :D

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    1. Sai perché ti confondi? Penso tu sia affetto dal mio stesso falso ricordo: Avevo folgorato in testa, una scena di Bruce Campbell in un film in costume, che fa cose eroiche, e mi ero convinto fosse questo, anche non rivedevo da un pezzo, invece è “The Majestic” (2001) di Frank Darabont con Jim Carrey, lì c’è una scena di un film nel film, con Bruce Campbell, ma ti giuro che ero convinto che “The King” recitasse anche qui (storia vera).

      Timoteo è sottovalutato, in “Hot Fuzz” era perfetto, la Connelly invece qui è Hot è basta :-P Cheers!

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  6. Non ho mai letto i fumetti, ma ammetto di aver amato questo film!

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    1. Te li consiglio, penso proprio che ti piacerebbero, Dave Stevens ha un tratto modernissimo ;-) Cheers!

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  7. Visto molto tempo fa, quando ancora si noleggiavano VHS! Del resto questo film è uscito negli anni in cui sono nato. Ne ho un bel ricordo ma dovrei rivederlo.

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    1. Penso che potrebbe piacerti, forse ha un terzo atto un po’ piatto, ma si lascia ancora guardare, sarei curioso di conoscere il tuo parere ;-) Cheers

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  8. Ricordo di averlo visto negli anni '90, poi purtroppo mai più, ma mi era anche piaciuto, tanto che io ed un mio amico ne avevamo il videogioco per pc (tra l'altro - a memoria - con alcune sequenze di volo difficilissime).

    Aggiungo il mio voto per la rubrica "Prima che fossero Super"!

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    1. Non sapevo ci fosse anche un videogioco, ma era usanza comune ed immagino ci avessero investito sulla promozione. Voto registrato! Vediamo cosa verrà fuori ;-) Cheers!

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  9. Del tutto sconosciuto...ma aspetta, è la Connelly quella? mmh...interessante ;)

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    1. Proprio lei, te lo consiglio, secondo me resta un gran bel filmetto ;-) Cheers!

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  10. Ottimo recupero! Hai ragione oggi un film così avrebbe sicuramente molto più successo. Comunque è un film veramente molto carino, quando capita l'occasione lo guardo sempre con piacere.

    Poi il costume di Rocketeer l'ho sempre trovato fighissimo fin da bambino. Poi il fatto che l'eroe prenda a calci nel didietro i nazisti lo rendere mitico.

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    1. I Nazisti dovrebbero essere i cattivi di tutti i film ;-) Dici bene il costume è una bomba, la blusa da pilota è una soluzione logica per uno che fa il pilota, ma è decisamente più furba della tutina aderente da super eroe, specialmente se devi sfrecciare con un razzo attaccato alla schiena ;-) Cheers!

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  11. All'epoca fu molto pompato, CIAK lo spingeva a manetta e ovviamente ero curioso, pur ignorando i fumetti. Non ricordo se l'ho visto in cassetta o su Tele+1, comunque in famiglia non piacque proprio. Magari per motivi diversi, ma proprio rimanemmo freddi e devo ammettere anche un po' annoiati. Forse l'allergia ai supereroi - con o senza tutine - è proprio insita nel mio DNA familiare :-D

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    1. Gli Etruscus non fanno passare nessuna super tutina, nemmeno se si mette il casco in testa ;-) Sono arrivato dopo, era già la fase delle repliche televisive quando ho conosciuto questo film, ha proprio fatto un volo molto breve, considerando tutta la pubblicità! Cheers

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  12. Pensa che possiedo ancora il primo numero del fumetto originale, la serie -come saprai meglio di me- rimase incompleta per anni prima che arrivasse il film, solo in un secondo tempo Dave Steevens riprese in mano il suo personaggio inserendo nel comic alcune guest star interessanti come un certo "The Shadow"....

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    1. Chissà perché non avevo tanti dubbi sulla tua collezione, lo dico così, a naso ;-) Si lo sapevo, purtroppo non ho mai avuto modo di leggerlo, anche se sapevo della comparsata di The Shadow, altro che al cinema non è andato benissimo purtroppo. Cheers!

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  13. Penso che il film non fosse gran chè : aveva vari difetti , tra cui un ambientazione temporale che negli anni 90 non fregava a nessuno (specie gli europei. Anche the Shadow è andato male per lo stesso motivo, Peccato perché era un ottimo film di supereroi ) , un ritmo moscio, e un supereroe troppo poco super e pacchiano ( peraltro , la Disney non lo pubblicizzava come un film di supereroi, mi pare che nel trailer Rocketeer si vedesse pochissimo e spacciassero il film come una specie di James Bond vs nazisti )

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    1. Davvero non esisteva un pubblico per questo film allora, sul ritmo è vero, il terzo atto dovrebbe essere più scoppiettante e tutti sono più carismatici del protagonista, non a caso l’attore è sparito nel nulla ;-) Abbastanza logico lo pubblicizzassero così, proprio perché mancava un metro di paragone da fornire al pubblico. Oggi vivrebbe di prepotenze una pellicola come questa ;-) Cheers

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  14. Che bello Cass! Finalmente in disaccordo come ai vecchissimi tempi di Movieplayer!
    Questo è tipo uno dei film che ho detestato di più in vita mia. Sarà che l'ho visto da grandicello, perché l'avessi visto collateralmente a un Guerre Stellari ci poteva anche stare, e invece no. L'ho visto over 20 (non ricordo di preciso quando, ho fatto di tutto per provare a rimuoverlo, e ricordo ancora troppo).
    Pensare che ero pure convinto mi sarebbe piaciuto, la visione invece fu uno shock. Ricordo con fastidio tutta la confezione, dalla sceneggiatura agli effetti speciali. Ma più di tutto avevo odiato i personaggi, soprattutto il protagonista (non il massimo in un film dove l'eroe dovrebbe farla da padrone).
    Continuerò a disprezzarlo, non dico nemmeno che gli darò una seconda possibilità, non ci riuscirei.
    Bob.

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    1. Oh finalmente era ora! Cominciavo a sentire la mancanza :-D
      Il protagonista è un vuoto penumatico, però secondo me quello che gli mettono attorno funziona, ha dei problemi di ritmo specialmente nella parte finale, mi è andata bene di averlo visto quando ero piccolo abbastanza, ignorando tutta la gran pubblicità. Tra tutti i film d’infanzia rivisti da grande, questo si piazza nella zona “Non perfetto ma buono abbastanza da reggere il ricordo infantile”. Ci vuole un nome più corto per questa zona ;-) Cheers

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  15. Ahahah bravo, tratta male chi non ha presente Indy!
    Ammetto la mia ignoranza sul fumetto, nonostante ormai da quasi 15 anni il materiale USA lo leggo quasi tutto solo in originale (anche se ho cominciato nel '99 ma diciamo che guardavo solo le figure). Deve essermi sempre sfuggito.
    Il film non mi è mai capitato ma voglio recuperarlo! I cinecomics mi hanno rotto ma quelli di quando non si chiamavano così, mi piace riscoprirli!
    Anche io mi rifiuto di chiamarlo "captain". Ma lo fa veramente qualcuno? Mi sembra manco la voce fuori campo nel trailer...
    Cliff mi ricorda Hal Jordan.
    Ma il costume lo ha creato mastro Geppetto/Nino Manfredi?
    Comunque vale la visione solo per tutte le citazioni a roBBa vecchia che hai riportato.

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    1. Mi auguro tutti conoscano (e vogliano bene) ad Indy, ma nel dubbio, un po’ di pugno duro ci sta, a proposito di dubbi, spero nessuno dica davvero “Captain”, ora voglio vedere se sarà anche “Capatain Marvel” ma temo di sapere già la risposta.
      In effetti è identico a Geppetto ma ancora di più a Nino Manfredi, sarà per quello che mi è simpatico ;-) Nino fa delle modifiche al razzo, e inventa l’elmo, che fa da timone voltando la testa, in modo da rendere pilotabile il razzo, che si suo va solo dritto come beh… Un razzo ;-)
      Te lo consiglio, secondo me è un film piuttosto divertente, almeno per le citazioni. Cheers!

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