mercoledì 24 ottobre 2018

Uncle Drew (2018): Chi non salta vecchio è


Secondo voi, io potrei mai resistere ad una cosina come questo “Uncle Drew”? No sul serio, il fanatico della palla a spicchi dentro di me è magneticamente attratto da un film così, che sorpresa sorpresa, non è nemmeno così male, anzi!

Ma prima di iniziare, Time Out Cassidy! Doveroso, perché non è detto che tutti sappiano chi sia questo zio Drew del titolo. Nel 2012, una celebre bibita gasata piuttosto popolare, per capirci non quella che ha dato i colori a Babbo Natale, l’altra, quella che le somiglia, ha commissionato una serie di spot con protagonista “Uncle Drew” un arzillo vecchietto che seduto a bordo campo durante le partite al campetto, si mette a giocare per sostituire un giocatore infortunato, e tra lo sfottò generale, parte un po’ piano a causa dell’età, e poi fa allegramente un culo così a tutti i giovinastri che non riescono a tenere il suo primo passo, comprensibile anche perché, sotto il trucco di Uncle Drew c’era quel fenomeno di Kyrie Irving, campione NBA con i Cleveland Cavaliers nel 2016 (in gara 5 non lo ha fermato nessuno, anche senza il trucco e la parrucca) ora in forze ai Boston Celtics.

L’unico modo per convincere  Kyrie a stare qualche minuto in panchina.
Cambiando squadra, Kyrie Irving ha trovato anche il tempo di accettare l’offerta, perché non fare della popolare serie di pubblicità di Uncle Drew un film? Idea balorda lo so, è un po’ come se facessero una pellicola sui meteoriti assassini delle merendine, oppure sulle animazioni di quell’altra popolare bibita che ti mette le ali. Su andiamo chi mai vedrebbe un film tratto da una pubblicità? Se è l’occasione per vedere Kyrie Irving e un sacco di altri grandi nomi della NBA divertirsi (e divertirci) io sicuramente!

Sarà per questo che il film è stato affidato al regista Charles Stone III (non ho visto i primi due capitoli però, quindi non so dirvi se meritano) specialista in commedie nere, non tipo quelle che fanno i Fratelli Coen, intendo film che poi i “Fratelli” (non Coen) vanno a vedere al cinema, il tipo di film che odia Salvini per capirci. Anche se "Stone III - La vendetta" è più celebre per essere la mente dietro al tormentone "Whassup?!", quello della pubblicità della birra, che ha segnato gli anni ’90 e i saluti al telefono con i miei amici durante la mia adolescenza (storia vera), insomma l’uomo che porterà l’equilibrio nella Forza tra il cinema e la pubblicità, beh forse.

Ragazzo, sei più alto che lungo, meglio se continui a disegnare gli schemi.
Lo so che vi può sembrare strano, ma questo film che da noi raramente arrivano, hanno davvero mercato, basta dire che “Uncle Drew” ha aperto quarto nel primo week end di programmazione (l’unico che conta per i finanziatori Yankee), tenendo testa a cosette come Jurassic World - Il regno distrutto, Gli Incredibili 2 e Soldado, portandosi a casa la bellezza di 43 milioni di ex presidenti defunti stampati carta verde, e sapete che vi dico? Che sarà più facile che mi rivedrò “Uncle Drew” piuttosto che Il regno distrutto anche una sola volta, garantito al limone.

Anche perché come dico sempre, l’inizio di un film ne determina tutto il passo, è l'inizio di "Uncle Drew" ha lo stesso primo passo del suo interprete Kyrie Irving, micidiale! Rucker Park è una storica meta, la Mecca dei playground americani, proprio nel cuore di Harlem, Rucker Park ha visto passare tutti i più grandi, e nessuno è stato più grande di Earl The Goat Manigault Uncle Drew!

Attraverso le vere testimonianze (finte) di signori che il gioco in linea di massima lo conoscono, tipo John Calipari, Pee Wee Kirkland, Earl Monroe, Chris Mullin, Bill Walton, George Gervin, Steve Nash, David Robinson e Rick Barry (scusate se è poco) ci viene raccontato come Uncle Drew fosse il migliore di tutti, di quella volta che ne ha fatti 40, giocando solo con la mano sinistra, perché nella destra teneva un panino al prosciutto e maionese. No, nessuno è stato più grande di Uncle Drew come conferma anche Dikembe Mutombo sventolando il suo celebre ditone a tergicristallo, nemmeno con l’altra metà del cielo, Drew non ne ha fatta scappare una, ma è Jerry “Mr. Logo” West a confermarci che la celebre sagoma dell’omino del logo NBA in realtà non è lui, è Uncle Drew a cui hanno tolto la pettinatura afro per motivi di spazio. Insomma, il film è iniziato da un minuto, e non solo ci si rotola già dal ridere, ma se siete appassionati di basket, avete già visto alcuni dei più grandi di questo giochino.

Se non credete a me, credete al mitico "Iceman".
Eppure lo zio Drew dagli anni ’70 è sparito, nessuno sa più dove sia finito, di lui resta solamente la leggenda del suo straordinario talento. Sapete invece chi non è stato benedetto dal dono del talento? Dax (Lil Rel Howery), in cui “Lil” sta per "Diversamente alto", ma diciamo pure che si fa prima a saltarlo che a girarci attorno, ma come tutti quelli che hanno giocato anche un solo minuto sanno, non serve l’altezza per giocare a basket, serve un cuore così è quello di Dax fa provincia. Vederlo in estasi davanti ai  filmati dei 63 punti di Michael (il cognome è superfluo) contro di Celtics al Boston Garden, oppure misurarsi l’apertura alare confrontandosi con il celebre poster “Wings”, ti fa subito immedesimare con l’occhialuto ragazzo, ma proprio immediatamente!

Dax sogna di vincere il torneo del Rucker Park, anzi scusate, Dax ha bisogno di vincere il torneo del Rucker Park, non tanto perché si è giocato gli ultimi soldi, prestati dalla sua acidissima fidanzata, quando per non sentire ancora l’ennesimo sfottò dell’ancora più odioso Mookie (Nick Kroll in overacting estremo), il “Biancastro” che da ragazzini, ha stoppato male (ma male male) il tiro per la vittoria di Dax, che da allora vive come Colpo in canna, il personaggio di Dennis Hopper in “Colpo Vincente” (1986) con la sfiga al posto della bottiglia. Dax, finta e tiro, giorno uno di mini basket, oppure il primo tiro al campetto contro quello più alto di te, finta e tiro dai, sono le basi ragazzo!

“Guarda e impara ragazzino, lo zio Drew adesso mette in moto l’autobus e ti porta a scuola”.
Ma Dax quest’anno ha un asso nella manica, il suo nome è Casper Jones (non vi dico i soprannomi che volano con un nome così “Fantasmoso”) che ha il talento e la faccia di tolla di Aaron Gordon, giocatore degli Orlando Magic nella parte del tamarro talentuoso, in pratica sé stesso. Questa volta la vittoria è assicurata, almeno finché non arriva Mookie a portargli via anche questo, lasciando Dax in braghe di tela, senza un soldo e alla ricerca di una squadra.

Avete già capito no? Qui Charles Stone III riprende la stessa scena della pubblicità della Pepsi (ora che ho detto il nome, voglio una fornitura a vita!) e introduce Uncle Drew, ottima occasione per ammirare gli impeccabili fondamentali di palleggio di un Kyrie Irving ben calato nel ruolo.

Lo sceneggiatore Jay Longino, non è il nome che vi farà correre dagli amici a vantarvi di aver trovato il nuovo Aaron Sorkin, ma fondamentalmente chissene, perché il ragazzo ha i modelli giusti, quindi prende in prestito da John Landis la struttura di “The Blues Brothers” (1980), Uncle Drew accetta di giocare allenato da Dax per mostrare un po’ di pallacanestro come si deve a questi “Youngbloods” tutti presi dalle loro robe Hippity-Hoopity-Rap, ma ad una condizione, gli altri giocatori li sceglie lui, traduzione: «La banda, Elwood, la banda, rimettiamo su la vecchia banda» (Cit.) e qui tenetevi forte, perché facciamo venire giù il soffitto con i nomi in gioco!

“Meglio guardare i lettori della Bara Volante che un cantiere”.
Un predicatore che ha lasciato la pallacanestro perché ha trovato il Signore, ma ancora oggi, cerca di “Schiacciare” i bambini nell’acqua santa per battezzarli, che ha quella posa sempre riconoscibile con le spalle curve, e quei piedi (ancora più riconoscibili) da ballerino di Chris Webber. Ma prima bisogna superare il problema della moglie che non vuole farlo tornare a perdere tempo con i vecchi amici, il ruolo che Landis aveva affidato ai tempi ad Aretha Franklin, e che qui invece va alla super campionessa WNBA Lisa Leslie, che non so come sia messa a corde vocali per cantare “Respect” ma quando sta su un parquet, il rispetto se lo è guadagnato tutto!

Avevamo detto Basket non Baseball!
Poi, vuoi non passare alla casa di riposo di Lights? Quel vecchio cecchino, micidiale tiratore da tre punti che non ha mai perso il tocco. Il tocco no, ma la vista si! Visto che è interpretato solamente da uno spassoso (e dotato di occhiali neri) Reggie Miller, macchina dietro la linea da tre punti, e incubo numero uno di Spike Lee (storia vera).

Passare da cecchino a cieco, senza passare dal via.
Boots da parecchio si muove solo in sedia a rotelle, capita se hai consumato legamenti, ginocchia, caviglie e muscoli per portare il tuo metro e settantacinque (forse, secondo me anche meno) così tante volte sopra il ferro con la potenza con cui lo ha fatto l’uomo che lo interpreta, Nate “The Great” Robinson.

Ma l’ultimo, e decisamente NON il meno importante, è Big Fellas, che insegna Karate, Kung Fu "Fare rumori con la bocca alla Bruce Lee agitando le manone a caso" nel suo Dojo, perché tanto se sei grosso come Shaquille O'Neal le arti marziali sono un optional. Oh io ve lo dico, ma Sua Maestà Shaq, ogni tanto si prende il palcoscenico del film e non lo molla più, in certi momenti il suo Big Fellas sembra l’assoluto protagonista, ma è impossibile contente la personalità esplosiva di quel comico di 2,16 metri, che tra le altre cose in vita sua, ha trovato anche il tempo per dominare l’NBA.

SHAQ-FU!!
Sarà per le influenze orientaleggianti del personaggio di Big Fellas, ma mi sono ritrovato a pensare che “Uncle Drew” di base ha tutti i crismi del film di Kung Fu, con il vecchio Maestro Drew che torna per insegnare una lezione di vita a Dax, e con la pallacanestro al posto dei calci e dei pugni, anche perché le dinamiche sono più o meno le stesse, tutti vogliono battere Uncle Drew per potersi vantare di averlo fatto, e allo stesso tempo il Basket è quel giochino che si gioca tra 28 metri e due canestri, ma che ti insegna cose che ti serviranno molto (se non anche di più) quando sarei fuori da quei 28 metri.

Incredibile come in una commediola leggera, mi sia ritrovato a riconoscermi nel discorso finale di Dax ma anche in quello motivazionale di Uncle Drew, insomma pur non inventato davvero nulla questo film funziona alla grande, ha un ottimo ritmo, anche le scene assolutamente accessorie (come l’inevitabile gara di ballo in discoteca) funzionano e fanno anche ridere, forse l’unico difetto è che in un film che si intitola “Uncle Drew”, proprio il protagonista lascia così tanto spazio agli altri personaggi, ma è un po’ quello che i grandi campioni devono imparare, puoi essere il più grande (ultimamente l’acronimo G.O.A.T. va molto forte) ma senza una squadra non sei nessuno, Kyrie Irving lo ha capito, forse anche più di un suo celebre ex compagno di squadra (frecciatina, piccola dai).

“Dai spostati, che devo andare a ritirare la pensione”.
Proprio Kyrie Irving, la strabordante Shaquille O'Neal, Reggie Miller e tutti gli altri, si divertono (e si vede) e non esagerano mai fingendo di non essere più di quello che sono, giocatori di basket conciati da anziani, seguendo il vecchio principio Stalloniano per cui un atleta può recitare, ma è difficile che un attore possa davvero essere credibile in una disciplina che conosce appena. “Uncle Drew” funziona alla grande, ve lo consiglio in lingua originale per non perdervi i giochi di parole (o Shaq che lancia frecciate a Kobe ogni volta che può), ma soprattutto godetevi un po’ di buon basket al servizio di una commedia meno cretina di quello che le premesse avrebbero fatto pensare. Seconda lezione al campetto dopo il finta e tiro, mai sottovalutare l’avversario, anche se sembra un nonnetto come Uncle Drew.

22 commenti:

  1. Ho dovuto leggere il post due volte, perché trovavo impossibile, da uno spot televisivo (che non conoscevo oppure ne avevo perso il ricordo), trarre addirittura un film con quelle caratteristiche!
    Ecco, io adoro queste storie (se ci pensi spesso presenti anche nel mio adorato topolino) del campione ritiratosi che torna protagonista sulle scene (nella cinematografia il pensiero va sempre all'amato Bud Spencer e ai suoi Bulldozer\Bomber).
    Questo è uno dei cinema che mi piace e pazienza se il film viene definito "debole di sceneggiatura".
    In fondo il cinema deve anche intrattenere e divertire, pazienza se lo fa con una storia che tuttosommato è vecchiotta perché già proposta in molte salse.
    Viva Uncle Drew!

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    1. In effetti lo spot è passato velocemente solo su qualche canale dedicato alla pallacanestro, anche perché qui da noi in uno strambo Paese a forma di scarpa esiste un solo sport, non serve che ti dica quale, ne sei già il massimo esperto che conosco ;-) In effetti è un film alla Bud Spencer, però molto più nero, di certo non inventa nulla, ma si gioca al meglio le sue carte, te lo consiglio, in lingua originale però, su Amazon Prime lo trovi. Cheers!

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  2. Ma pensa te, volevo inserire il film nel mio ciclo Cine-Basket ma meno male non l'ho fatto: non avrei mai saputo trattarlo come hai fatto tu!
    Il mio grave errore è stato di vederlo doppiato in italiano, e una volta di più il miglior doppiaggio del mondo ha dato il peggio di sé: non escluderei abbiano chiamato giocatori di basket a doppiare :-P
    Splendida recensione ma ora mi chiedo: perché non hanno mai fatto un film da whasaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaap? :-P

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    1. Ti ringrazio molto ma mi sarebbe piaciuto leggerlo nel tuo ciclo cestistico! ;-)
      Non riesco a trovare notizie sui doppiatori, di sicuro non consulto i siti giusti, per fortuna ho “nasato” l’odore di guai e ho preferito guardarlo in originale. Sarebbero 90 minuti di telefonate “whasaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaap?” se avessi avuto una telecamera, avrei potuto riprendere io e i miei amici quando rispondevamo al telefono negli anni ’90 ;-) Cheers

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  3. Continuo ad avere problemi col login via cellulare... Che due palle! Mi tocca aspettare di mettere le mani su un pc ogni volta prima di commentare!
    Film ovviamente già in agenda. Devo solo aspettare il momento buono e calmo per recuperarmelo coi pop corn in mano. Se già Uncle Drew è qualcosa di spettacolare, non vedo l'ora di vedere che cavolo combina The Diesel a briglia sciolta.

    Nota polemica: solo io (da vecchio cuore gialloviola) ci vedo una neanche tanto velata polemica contro i lacustri? Magari una sorta di """gelosia""" da parte dei colleghi per un'imminente "Space Jam 2" col King protagonista? Non lo so eh, la butto là così...

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    1. Blogger difende meglio di Uncle Drew quando ci si mette.
      The Diesel si mangia il film, ti avviso, in certi momenti sembra lui il protagonista! Per quanto riguarda le frecciate ai gialloviola può anche essere che io contribuisca, solo il Maestro Carpenter mi tiene legato a quei colori, ma scherzi a parte, Shaq non le manda a dire a Kobe MAI, ogni volta che ne ha la possibilità. Non so se sia legato a “Space Jam 2” ma potrebbe, Kyrie Irving ha cambiato squadra per uscire dall’ombra del Re, in ogni caso James è lanciatissimo con il cinema, l’ultima che ho letto (tieniti forte) è che potrebbe figurare tra i produttori del reboot di “Venerdì 13”, vediamo se la cosa andrà in porto ;-) Cheers

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    2. Potrebbe anche essere. Ergo, LBJ ha scelto i Lakers per gli affari e non per il progetto tecnico. Tanto lui gli anelli li ha vinti e sotto sotto sta bene così. Non deve dimostrare più niente a nessuno sopratutto dopo aver portato il titolo ai Cavs.

      Una curiosità: in Italia V Nere e fin qua ci siamo. Ma al di là dell'oceano hai una squadra del cuore? Punto una bionda media sui tori...

      Off topic. Stamattina sono riuscito a vedere la seconda puntata del nuovo "Magnum P.I.". Comparsata di Carl Wheaters vecchio (ma vecchio forte!) e sformato. Giuro che mi veniva da piangere.

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    3. Secondo me vuole vincere e battere record in una franchigia blasonata e ha scelto la seconda più titolata di tutte, il fatto di avere già casa lì, i figli a scuola ad LA e la possibilità di essere nella zona delle operazione in campo cinematografico hanno fatto il resto. Parliamo di uno che comunque possiede una quota del Manchester United così, perché comunque è un bell’investimento quasi sicuro. Ma che si rassegni ad avere tre anelli NBA, scodatelo pure, ne vuole molti altri, certo che con compagni di squadra così ;-)

      Ho smesso di tifare per una squadra NBA nel 1998 (data ovviamente scelta a casa, seee proprio!) da allora devo dire che me la godo molto di più. Diciamo che quando vede quelle divise rosse con su scritto Bulls, spero sempre che il 23 si sia preso un momento in panchina e stia per rientrare. In generale simpatizzo per i Celtics, ma più che altro mi affeziono allo spirito di certe franchigie, tipo gli Spurs, mi piacevano molto anche i Pistons di Coach Larry Brown per dirne una. Cheers!

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    4. Il mio cuore è gialloviola sin dai tempi di Magic (avevo la divisa gialla col 32 che un amico di famiglia mi portò dall'America credo nell'88) e Jabbar. Tifati da sempre pure negli anni buissimi con Nick "The Quick" Van Exel, Elden Campbell, Cedric Ceballos e pure nell'anno con lo stesso Magic in panchina.

      Però non disdegno di simpatizzare altre realtà tipo i cattivi (e sfigati!) Knicks di metà anni 90 (Starks, Harper, Mason, Oakley e Ewing. Il doppio 4-3 in fotocopia contro i Pacers di Miller ce l'ho ancora sul gozzo!), gli Spurs del Pop e le storie romantiche e tutto cuore come quelle di The Anwers, Agent 0 o del Mozart dei Canestri (aspetto la tua rece di "Once Brothers" per rivedermelo e farmi risudare gli occhi).

      I Bulls li ho sempre rispettati ma nonostante giocatori grandiosi e carismatici (togliamo MJ che è fuori da qualsiasi classifica!) come Il Verme, non sono mai riusciti a conquistarmi. Troppo perfetti? Stessa storia per gli attuali GSW. Troppo "pettinati" nonostante fuoriclasse assoluti (scusa Curry, ma io ho un debole da sempre per KD e avrei fatto carte false per portarlo a L.A. anche al posto del King!).

      Ultimo e poi la chiudo qua. Hai letto il libro "Il basket eravamo noi" su Magic e Bird e sulla loro amicizia/rivalità? Te lo mangi in due giorni.

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    5. I Lakers dello “Showtime” erano uno spettacolo, di nome e di fatto, però ho sempre avuto una predilezione per l’approccio dei Celtics, con Bird che non ne lasciava indietro una, gettandosi su tutti i palloni, certamente che ho letto “Il basket eravamo noi” penso sia uno dei primi libri sul basket che ho letto in vita mia.

      I cattivissimi Knicks me li ricordo solo perché MJ gli schiacciava in testa (consiglio di papà James: «Affronta il bullo a muso duro, gli altri ti seguiranno» è diventata una mia massima di vita). Agent 0 eroe, e ho sempre “Once Brothers” lì che mi guarda, appena trovo il coraggio di affrontarlo di nuovo, devo guardarlo mentre faccio le flessioni perché mi fa sudare parecchio le palpebre, e al massimo posso dire che è per via dell’esercizio fisico.

      I Lakers di Kobe mi facevano lo stesso effetti ti capisco, malgrado coach Phil Jackson (mito), Robert Horry e Tex Winter, quindi capisco benissimo. I Warriors ci somigliano, ma è impossibile non ammirare squadra così, anche se fanno il vuoto è monopolizzano i campionati, se arrivi a costruire una squadra così, bisogna ammirarla e basta. Cheers!

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    6. https://www.youtube.com/watch?v=sE91RddnQOI

      Scusa, non ho resistito... ;-)

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    7. Magic con sotto la maglia dei Celtics che fa QUEL discorso (non esisterà mai un altro Larry Bird...), una canotta (dei colori che preferisci) di pelle d'oca, la più bella faida della storia, uomini d'altri tempi e di altra classe. Cheers!

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  4. DI questo film ho sentito parlare più e più volte, ma non sono mai riuscito a vederlo. Prometto, in onore della palla a spicchi che ho al centro del petto, un po' spostata sulla sinistra, che prima o poi lo vedrò.

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    1. Poi tipo potrei veramente morire nel rivedere Shaquille O'Neal che è il giocatore per cui ho sempre tifato da quando seguo il basket giocare di nuovo a pallacanestro.

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    2. Hai il cuore dal lato e del colore giusto ;-) Penso che ti piacerà questo filmetto. Cheers!

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    3. Giocatore devastante, ho avuto la fortuna di seguire tutta la sua carriera, nei primi anni 2000 ha dominato, ma proprio dominato, una varietà di movimenti notevoli per quel corpaccione, se consideriamo che ai tempi dei Magic aveva un solo movimento offensivo (con cui spaccava i canestri) davvero impressionante. Avesse curato più lo stato dei suoi addominali non so cosa avrebbe potuto fare ancora di più, comunque essere umano unico, per altro un genio comico, ma proprio un genio dell’intrattenimento senza eguali ;-) Cheers

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  5. Credo di averlo visto, ma sinceramente l'ho già rimosso :D

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    1. Di già? Cavolo sei più veloce di Kyrie Irving! ;-) Cheers

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  6. Completamente off topics:
    esiste un nuovo Magnum PI???
    Scusate, credo di non sentirmi tanto bene...

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    1. Ehehe molto comprensibile ;-) Così pare ma fai come me, ignora questi remake, andranno via da soli ;-) Cheers

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  7. Volevo rispondere sotto al mio commento ma Blobber e lo impedisce. Io invece ho iniziato a seguire il basekt proprio nel 2000, principalmente grazie a lui, mi pare il secondo anno ai Lakers. Impressionante, in quei tre anni, ancora non mi spiego come persero il 4 titolo con Malone e Payton in squadra. L'ho seguito ancora di più nei primi anni a Miami: il primo è stato una mezza delusione, non tanto per lui, ma per il risultato della squadra. Il secondo è riuscito a vincere, oscurato dall'astro nascente di Wade e, nella gara decisiva, dalle quattro stoppate di Alonzo Mourning, che in quella partita - canto del cigno - giocò decisamente meglio di lui.

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    1. Blogger fa cose strane in questi giorni. La squadra con Payton e Malone era troppo arrogante, gli Dei del basket hanno preferito il cuore operaio dei Pistons, veramente commoventi. Ma i Lakers erano degli schiacciasassi, mentre il titolo di Miami davvero è stato mitico, Wade un super eroe, il mago di Zo (Mourning) duro come un chiodo da bara malgrado il ritorno dopo l'operazione al rene, che titolo quell'anno, Dallas le prese malamente, ma servì per dar loro motivazioni dopo, i primi anni 2000 della NBA li ricorderemo a lungo ;-) Cheers

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