sabato 27 ottobre 2018

John Carpenter's Halloween 2018 soundtrack: Il Maestro torna ad Haddonfield

Mi piace questa cosa che John Carpenter sforna un disco nuovo ogni dieci minuti, un Carpenteriano come me ci va a nozze, quindi in concomitanza con l’uscita nelle sale del nuovo film di Halloween, tanto vale organizzare un nuovo capitolo musicale della rubrica… John Carpenter’s The Maestro!
Sono passati esattamente 40 anni da quando il Maestro John Carpenter ha composto il cinque quarti più famoso della storia del cinema, regalando al mondo la colonna sonora di Halloween- La notte delle streghe, mentre ne sono passati 36 dall’ultima volta che Giovanni ha composto le musiche per un film non diretto da lui, si trattava di Halloween III - Il signore della notte, ed ora per Giovanni è il momento di tornare ancora una volta ad Haddonfield, visto che l’astutissimo Jason Blum non solo ha voluto Carpenter come produttore esecutivo (ed ideale padrino) del nuovo film diretto da David Gordon Green, ma lo ha anche convinto a curare la colonna sonora, anche perché sul fronte musicale il Maestro è caldo come una stufa, ancora fresco fresco del suo bellissimo disco Anthology e del successivo live che mi ha regalato una notte da ricordare per sempre.

Insieme al Maestro i suoi fedelissimi, il figlio Cody Carpenter e il figlioccio, il chitarrista Daniel Davies (figlio di Dave Davies chitarrista dei The Kinks) il risultato finale è una colonna sonora che non prende prigionieri, che risulta incredibilmente fresca e moderna, anche per essere il seguito di un film che ormai ha la bellezza di quarant’anni, ma che soprattutto colpisce per una serie di sonorità anche piuttosto dure, insomma un’altra tacca alla cintura del Maestro.

Anche il Maestro accenna il saluto ufficiale della Bara Volante.
La genesi del tema principale di “Halloween” è ormai leggenda, con le spalle al muro e con pochissimo tempo per completare la colonna sonora, Carpenter replico grazie a tastiere e sintetizzatori il cinque quarti con cui suo padre gli insegno la musica (storia vera), chiaramente questa nuova colonna sonora non può avere la freschezza della novità, anche perché quando hai un tema musicale di tale potenza, che spaventa il pubblico da quarant’anni, te lo tieni bello stretto, cosa che mi sembra anche molto giusta. Quindi se vi aspettavate qualcosa di totalmente nuovo, potreste restare delusi, ma in fondo Carpenter anche qui ha dimostrato grande intelligenza: È stato assunto per comporre la colonna sonora di un classico del cinema no? Quindi negarla completamente sarebbe un suicidio, il fatto che lo stesso classico, lo abbia diretto lui, beh è normale amministrazione nella vita del Maestro.

Questo “Halloween 2018” dimostra lo stato di forma di un musicista che padroneggia il suo stile e di un grande uomo di cinema, ogni traccia racconta una storia ogni entrata in scena di “The Shape” è caratterizzata da percussioni e bassi potenti, ottimi per creare un’atmosfera opprimente che in alcune tracce diventa malinconica, manca la varietà che abbiamo sentito ad esempio in Lost Themes, ma il risultato finale è l’ennesima prova che se il Carpenter regista non si discute (anche se qualcuno ancora ne minimizza l’importanza, tzè!) il suo talento come compositore vola allo stesso livello.

Bisogna dire che la “Art edition” del disco non è affatto male.
Esagero perché sono Carpenteriano fino al midollo? Ok, sul fatto che io sia schierato non ci sono dubbi (mai nella vita), ma voi provate ad ascoltare la colonna sonora e poi ne riparliamo. “Intro” serve giusto a scaldare muscoli e tastiere prima dell’inevitabile e glorioso “Halloween theme” seguito a ruota dall’altrettanto celebre (ed inseparabile) “Laurie's theme”. Da qui in poi parte un’infilata di pezzi inediti perfettamente in armonia sonora con quelli del 1978, “Prison montage” potrebbe funzionare anche in un film non per forza legato alla saga di Halloween, mentre i colpi decisivi i due diretti “Michael Kills” e “Michael Kills again” che nel titolo mi fanno pensare ad un film di Robert Rodriguez (che da grande Carpenteriano, sicuramente apprezzerebbe la citazione, vera o presunta) ma che dal punto di vista musicale rendono al meglio la ferocia di Myers tornato in azione.

“The shape return” è sicuramente uno dei pezzi più riusciti del disco, ma non è da sottovalutare nemmeno il successivo “The Bogeyman”, uno dei più incisivi è sicuramente “Say something”, angosciante nel suo crescendo, non vedo l’ora di vederlo abbinato alle immagini, per capire come David Gordon Green ha deciso di utilizzarlo nel film.

“Sono quarant’anni che mi sento continuamente osservata”.
Anche se al momento in cui scrivo, non ho ancora avuto modo di vedere il film (ma quando leggerete questo post, il film sarà già in sala e quasi sicuramente l’avrò già visto), posso tranquillamente dire che le tracce aiutano a costruire una storia, tra cui spicca un altro pezzo chiave come l’ottimo “The shape is monumental”. Anche se la traccia che funziona meglio da sola, e che secondo me non farebbe affatto una brutta figura nelle scalette dei concerti del Maestro, è quella finale, “Halloween Triumphant” sia per lunghezza potrebbe essere il pezzo che sentiremo sui titoli di coda del film, ed è anche quello dove le chitarre di Daniel Davies si prendono il palcoscenico, insomma se fosse un disco classico e non una colonna sonora, avremmo il singolo di punta.

Ecco se proprio dovessi fare una critica, i titoli di certi pezzi sono fin troppo espliciti su cosa accadrà nel film, si tratta di titoli descrittivi, esattamente come quelli contenuti nella colonna sonora del film del 1978, però alcuni ecco, parlano proprio chiaro, ma è davvero un difetto da poco visto che il film è già in sala.

“Armadi a muro. Io odio gli armadi a muro”.
Insomma anche questa colonna sonora aggiornata di “Halloween” è la conferma dello stato di forma artistico di un grande regista che ama la musica, oppure di un grande compositore appassionato di cinema, fate voi. Se Lost Themes era una vetrina di grandi pezzi, questa colonna sonora dimostra che Carpenter può anche comporre le musiche per un film, il prossimo passo che mi piacerebbe sentire? Una colonna sonora di Carpenter, per un film che non ha nulla a che vedere con la sua filmografia, il primo regista che bussa a casa di Giovanni e gli chiede di comporre le musiche per il suo film, si guadagnerà tanti punti simpatia presso il sottoscritto, per quello che valgono, lo so non è molto.

Voi invece fatevi un piacere e correte a gustarvi questa colonna sonora, Michael Myers sta per tornare, il Maestro John Carpenter invece, non è mai andato via, al massimo era sul divano a giocare ai videogiochi e guardare l’NBA.

Il Maestro scaramantico, fa gli scongiuri in vista della nuova stagione dei suoi Lakers.
Lista delle tracce contenute nel disco:
01 - Intro
02 - Halloween theme
03 - Laurie's theme
04 - Prison montage
05 - Michael Kills
06 - Michael Kills again
07 - The shape return
08 - The Bogeyman
09 - The shape kills
10 - Laurie see the shape
11 - Wrought iron fence
12 - The shape hunts
13 - Allyson discovered
14 - Say something
15 - Ray's goodbye
16 - The shape is monumental
17 - The shape and Laurie fights
18 - The Grind
19 - Trap the shape
20 - The shape burns
21 - Halloween Triumphant

Mentre vi ricordo lo speciale The Maestro dedicato a John Carpenter e la pagina del Faccialibro Il Seme Della Follia - Fan Page italianadedicata a John Carpenter.

4 commenti:

  1. Sulla colonna sonora del Maestro non si discute!

    Me la sono tenuta in sottofondo mentre leggevo la tua analisi!
    W Carpenter!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vero che non è niente male? Il Maestro è sottovalutato come compositore, anzi ascoltata da sola, fa un effetto ancora più potente ;-) Cheers

      Elimina
  2. Un tema veramente immortale. Come l'altro mio preferito, quello di Fuga da New York. Resto sempre basito a pensare che il Maestro ha trovato il tempo di dirigere i film e di comporre le colonne sonore, e che colonne sonore!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quello di "Fuga da New York" mi piace anche nella versione riveduta e corretta di "Fuga da Los Angeles", questo è un'operazione simile, prendere un classico e aggiornarlo ;-) Cheers

      Elimina