giovedì 4 ottobre 2018

Halloween - La resurrezione (2002): Dovevi essere morto


In vista dell’uscita del nuovo “Halloween” prodotto dalla Blumhouse e diretto da David Gordon Green, siamo nel mezzo del cammin di un ripassino di tutti i capitoli che compongono la saga di Michael Myers, quindi benvenuti al nuovo appuntamento con… I remember Halloween!
Non c’è pace per i malvagi recitava Isaia, questo vale anche per uno dei malvagi cinematografici più famosi di sempre, dopo il finale di Halloween - 20 anni dopo, sembrava che questa volta per Michael Myers potesse essere davvero arrivata la pace (eterna), ma una forza ancora più oscura era pronta a riportarlo in vita e soprattutto al cinema, una forza nota come: Voglia di fare soldi facili!

Ancora una volta il produttore esecutivo Moustapha Akkad voleva provare a strizzare Michael come un limone, per vedere se si poteva tirar fuori ancora qualche spicciolo, e con il solerte aiuto di suo figlio Malek Akkad si sono messi entrambi sulle piste di Jamie Lee Curtis per convincerla a tornare nel suo storico ruolo di Laurie Strode.

La voce messa in giro da Akkad & Akkad (che sono tipo Simon & Simon) è che la sceneggiatura del film fosse talmente bella, ma talmente bella che la Curtis, ha voluto per forza prendere parte al film, ecco si, diciamo anche: Col cavoletto! Si perché Jamie Lee dopo aver portato a casa l’assegno per il film precedente, in cui ha praticamente da sola tenuto su tutta la baracca, non vuol più avere nulla a che fare con la saga, anzi, vuole proprio essere certa di mettere per sempre la parola fine al suo coinvolgimento in un nuovo film di Halloween. Curioso che due nemici storici come Laurie e Michael, che per quarantani si sono scontrati sul grande schermo, siano uniti non solo da loro legame di parentela, ma anche nel destino, che li vuole eterni cavalli di ritorno.

"Se incontro quel coglione di Michael Myers gli faccio un cul... È dietro di me vero?".
Con la gioia di chi alla finestra urla «Ah regazzì, e mò vò buco sto pallone!» Jamie Lee Curtis accetta di tornare per l’ultima volta (fino alla prossima) ad una sola ed insindacabile condizione: Laurie Strode questa volte deve morire. Akkad & Akkad accettano, sotto con il nuovo capitolo!

Eh ma scusate, avremmo il piccolissimo, infinitesimale, microscopico problema che nel capitolo precedente Michael Myers è morto, defunto, spirato, ha tirato i calzini, le cuoia, lo hanno portato via con i piedi avanti, come si fa? Facilissimo! Ci affidiamo a due bravissimi sceneggiatori che sicuramente tireranno fuori una grande idea e prendiamo un regista spumeggiante, uno pieno di energia che farà fare faville al film vedrai, Pum! Pim! Verrà fuori un gioiellino!

Ultime parole famose, perché per la regia viene scelto il solito agnello sacrificale, ovvero Rick Rosenthal, e non si tratta di un caso di omonimia no, è lo stesso regista del secondo capitolo Halloween II - Il signore della morte, che tra tutti i seguiti era forse il meno peggio, quindi per essere sicuri che Rosenthal non venisse ricordato come uno che ce l'aveva quasi fatta, gli viene concessa una seconda opportunità per fare un disastro, che lui coglie puntualmente al volo.

Non sento, non vedo, non parlo dirigo.
Anche Perché parliamoci chiaro, gli sceneggiatori Larry Brand e Sean Hood (responsabile tra le altre cosa del Conan sbagliato) grattandosi vicendevolmente il capo e spulciandosi come due scimmie Bonobo sfornano un’ideona: Apriamo il film con Jamie Lee Curtis che recita con la fretta di andar via di qualcuno che ha un amico fuori in auto con il motore acceso in attesa, e tenetevi forte (come direbbe l’amico di Jamie Lee), Laurie Strode non ha decapitato Michael Myers, ha decapitato uno tizio VESTITO da Michael Myers! Non so voi ma mi sento prurito, spero non siano le pulci scappate dalle capocce di Brand e Hood.

Con una riga di dialogo gettata nel mucchio scopriamo che con un Coup de théâtre (sono sei settimane che cerco di incastrare questa espressione in un post. Yuppi!) dentro la tuta e sotto la maschera di Myers è finito un poliziotto, per di più ci tengono a farci sapere le infermiere dell’istituto dove è ospite Laurie Strode, che non si tratta di uno sbirro qualunque, ma il padre di tre figli! Come se essere padre di tre, sia la garanzia di essere una personcina a modo. Sta di fatto che io questo scambio di persona non l’ho visto nel finale precedente, e non solo perché è una baggianata (per non dire cazzata) che si sono inventati i due sceneggiatori, ma proprio perché per dinamica era impossibile eseguire questo scambio, ma questo passa il convento, quindi tocca farcelo bastare.

Stasera ci guardiamo Halloween...
...La resurrezione?
Quindi l’inizio del film vede nuovamente protagonista Laurie Strode, che si finge catatonica nascondendo i farmaci che servono a tenerla sedata in un adorabile bambola identica all’originale Annabelle, ma non ne ha già passate abbastanza questa donna no? Pure la bambola inquietante? Sadici!

Sta di fatto che Laurie Ziiiiiiimula! In realtà è lucidissima e da anni aspetta il ritorno di suo fratellone Mickey, tanto che ha preparato per lui una trappola sul tetto dell’ospedale psichiatrico. Come ha fatto visto che la tenevano in cella, teoricamente sedata, e costantemente sotto controllo chiedetelo alla bambola, oppure alle pulci dei due Bonobo, io non ci provo nemmeno a spiegarlo questo disastro in galleria che per convenzione chiamiamo film.

L’uomo in tuta da operario contro la donna con il camice.
Michael ovviamente torna, anche perché l’unico vero impedimento al suo ritorno è stato il titolo del film, che per un bel pezzo avrebbe dovuto essere “Halloween: Homecoming” ma siccome Akkad & Akkad volevano proprio essere sicuri che anche l’ultimo degli spettatori sapesse che Michael era tornato in vita per questo capitolo, si è optato per il più sbadiglioso “Halloween - La resurrezione”, che poi la resurrezione non accade a Pasqua? Quindi sarebbe dovuto essere “Easter - The Resurection” ma mi sa che ho sbagliato feste e che sto pure scherzando con i (ognis)santi.

Lo scontro finale tra gli eterni avversari Laurie e Michael avviene sul tetto, ed è qui che il male vince, per la prima ed unica volta, Laurie di arrende battuta non dalla mancanza di resilienza, ma fiaccata dai produttori. Se non altro Jamie Lee Curtis esce di scena con grande stile, schiocca un bacio sulla maschera del fratello dicendogli: «Ci vediamo all’inferno» prima di cadere nel vuoto e con lei, il resto del film. Ma non è finita, questa era solo Gara 1, come dicevo lassù Laurie e Michael sono destinati a tornare a scontarsi ancora, in altre forme, con altre facce, ma sempre loro due.

"Baciami stupido!".
Liberata la Curtis dai suoi vincoli contrattuali, ora bisogna capire cosa far fare al redivivo Michael Myers, che in realtà da quando abbiamo scoperto non è mai morto, quindi tutto questo film è falsa pubblicità! Ma credete almeno a me quando vi dico che il titolo è l’ultimo dei suoi problemi.

Come abbiamo già abbondantemente visto nel capitolo precedente, Halloween risente pesantemente del successo di un’altra saga Slasher, ovvero "Scream", un po’ questo, un po’ esplosione della cultura Hip-Hop nel mondo e pure al povero Michael Myers tocca darsi una botta di gioventù, il risultato è un film che si atteggia a fare il giovane senza esserlo, senza sapere come fare, avete presente Steve Buscemi nella sua comparsata in un episodio di 30 Rock? Uguale, stessa cosa.

Steve Buscemi nei panni di "Halloween - La resurrezione".
L’ideona alla base della trama è grossomodo questa: Ai giovani piacciono i talent show! Ai giovani piace la musica dell’Hip-Hop e le cose dell’Internet! Mettiamo tutto questo dentro il film! Il risultato è un programma in diretta online intitolato “Dangerteinment”, che prende alcuni ragazzi armati di quella che nel 2002 era la cosa più vicina ad una GoPro, tutti allegri ospiti della spaventosa casa di Michael Myers. In questo senso il film non è un found footage (per fortuna) ma per l’ossessione di mostrare tutto da web cam nascoste, in un modo assurdo e perverso anticipa il quarto capitolo di “Scream” uscito solo nel 2011, ma non lo considero proprio un punto a favore per la pellicola, ecco.

Ma l’Hip-Hop? Facile! Il programma “Dangerteinment” è presentato da Busta Rhymes e tra i produttori del programma compare anche la modella Tyra Banks, ecco alla seconda almeno vengono dedicate delle inquadrature, diciamo a posteriori, per distrarre dal fatto che non sa recitare, il primo invece non ha proprio scuse, e malgrado il suo risultare totalmente fuori posto in uno slasher, anche se di pessima fattura come questo, zitto zitto Busta Rhymes si prende il film, e anche questo NON è un punto a favore per “Halloween: Resurrection”.

Anche Michael Myers affascinato dalla “Retrospettiva” di Tyra Banks.
Il concorso che va in onda via web procede e così il film, tra la noia più totale, si perché Rick Rosenthal è stato il primo a privare Michael Myers di tutta la sua aurea minacciosa, e qui completa l’opera, Myers è solamente un tizio che gira mascherato per casa, mentre una serie di irritanti giovinastri e qualche guardabile signorina ci smaronano con siparietti ridicoli e dialoghi che fanno sanguinare le orecchie («Queste telecamera sono molto falliche») che per altro è anche l’unico sangue che vediamo in tutto il film. Sul serio io non so cosa ci possa essere di avvincente nel mostrare la protagonista interpretata da Bianca Kajlich alle prese con il suo spasimante, un ragazzino Nerd esperto di computer che smanettando da tastiera interviene cercando di aiutarla da remoto, nemmeno fosse l’operatore sottopagato di un Call Center a Cracovia.

Se siete nati dopo il 1998, quelli un tempo li chiamavamo SMS.
Il disastro si consuma quando inevitabile, arriva la NON svolta della trama, Busta Rhymes per dare un po’ di brio al suo programma, gira per la casa del grande fratello spavento vestito a sua volta da Michael Myers per far cambiare improvvisamente di colore le mutande dei concorrenti, e pensate un po’? Ad un certo punto si trova faccia a faccia con il vero Michael Myers, scambiandolo per un figurante e prendendolo pure a male parole! Mamma mia che grasse risate, quanta simpatia questo film! Che raffinato umorismo, sembra di guardare il capitolo di “Scary Movie” che vi siete persi. Quello che non fa ridere.

Altro che "Gimme Some More", direi che è pure fin troppo.
Ma come dicevo con il passare dei minuti, niente impedisce a Busta Rhymes di prendersi tutto il film, la geniale sceneggiatura ci mostra per la bellezza di due secondi, il personaggio intento a guardare un film di Kung Fu, e questo spiega come mai nel finale il nostro Busta, sia in grado di tenere testa a Myers con due calcetti impacciati. Ora, dovrei dire qualcosa di spiritoso che prevede la fruizione di film per adulti e persone che pensano di essere Rocco Siffredi, ma è tutto talmente avvilente che preferisco risparmiare le forze e affrontare l’ultima porzione di film e commento.

Non so perché, ma mi pare la più riuscita metafora su questo film.
Busta Rhymes affronta il mostro a muso duro colpendolo nelle palle con un cavo elettrico al grido di «Dolcetto o scherzetto brutto figlio di puttana!», io lo so che dovrei ricordarvi che quello è Michael Myers, “The Shape”, l’incarnazione del male puro che per potersi mimetizzare tra gli uomini indossa una maschera, ma ormai questa saga ha talmente demolito il personaggio che non solo è alla stregua di un Jason Voorhees qualunque, ma magari! Ormai è come il Lupo mannaro di Scuola di Mostri, tu colpiscilo nelle palle e vedrai che porti a casa le palle, ehm volevo dire la pelle!

L’unica cosa che mi ha insegnato questo film, è che dopo tanti anni a sentire di sfuggita i suoi pezzi, chiedendomi perché un cantante Rap dovrebbe chiamarsi “Busta”, mi è improvvisamente diventato tutto chiaro, anche la pronuncia all’ammeriGana. Si perché mentre lo vedi far finta di recitare tutte queste frescacce, da spettatore viene voglia di invocarlo, proprio urlare il suo nome a pieni polmoni: Basta! Baaaaaaaaasta!! Baaaaastaaaa!!

E 'mo BUSTA! (da leggere all'ammeriGana).
Ma le rivelazioni non arrivano mai da sole, tutto questo scimmiottare (visti i due sceneggiatori mi sembra il verbo giusto) male da “Scream” mi ha fatto pensare a Wes Craven e al suo film “Dovevi essere morta” (1986), a questo punto caro Michael non era meglio restare defunto? Dovevi essere Morto, sarebbe stato meglio, poco ma sicuro.

Abbiamo grattato il fondo? Ci siamo messi a scavare? Ora la saga è completamente devastata e ormai non più credibile? Bene ora la maledizione di Michael Myers può tornare a colpire. Il destino del personaggio è quello di tornare, tornare sempre ad ogni nuovo Halloween, quindi l’unica cosa da fare è ricominciare ancora, è tempo… Di remake. Tra sette giorni qui, con il nuovo capitolo della rubrica!


Non perdetevi lo speciale di Halloween di Non c’è paragone


… Ma nemmeno quello del Zinefilo!


Perché nella blogosfera, ogni giorno è Halloween!

Invece, per notizie e informazioni quotidiane sul Maestro John Carpenter, fate un salto sulla pagine del Faccialibro de Il Seme Della Follia - Fan Page italiana dedicata a John Carpenter!

24 commenti:

  1. Risposte
    1. Qui la saga ha davvero toccato il fondo, o forse no, visto che il prossimo passo è il remake! Cheers

      Elimina
    2. A quanto pare anche peggio del 6 che almeno aveva una sua scombinata dignità da come ho letto quì!

      Elimina
    3. Decisamente peggio, per me questo è il capitolo peggiore, il sesto aveva dalla sua il fatto che è stato rimaneggiato (male) tante volte, questo invece non ha nemmeno quella scusa. Cheers

      Elimina
  2. Noo ma è geniale: vedo in tv bruslì e so fare le arti marziali. Bellissimo.
    Dai, un film sulla scia del finale anni '90, perché i primi 2000 quello erano :)

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Esatto, vedi Bruce Lee, diventi Bruce Lee. Su questo principio agli sceneggiatori avrei fatto vedere un film su degli sceneggiatori ;-) Sul serio, la coda lunga degli anni ’90. Cheers!

      Elimina
    2. Boh, a me sembra già fossero cambiate abbastanza le cose.

      Elimina
    3. Può essere, ma questo film è vecchio dentro anche se vuole fare il giovane ;-) Cheers

      Elimina
  3. Il film manco l'ho visto e a sto punto nemmeno mi passa per l'anticamera del cervello recuperarlo. Ma visto che me l'hai servita in un piattone d'argento la butto là: ma quanto bello era "30 Rock"? Credo però di non aver mai visto la stagione finale.

    P.S.: devo ancora chiederti di Coach Brown a Torino... Un commento al volo?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io invece sono piuttosto sicuro di averlo seguito poco e male “30 Rock”, una volta dovrei decidermi a vederlo in ordine cronologico e non in ordine di “a caso”.

      Le stanno tentando tutte per farmi tifare per una squadra che mi sta sui coglioni, sono una parte del Moncalieri basket e una parte dell’Axilium, due società che mi stanno sul cazzo per i miei trascorsi da giocatore. Inoltre si chiamano Fiat, come i tizi con cui devo fare a capocciate ogni giorno, però cosa gli devi dire, hanno preso un genio, uno che ha vinto tutto sia da giocatore che da allenatore. Spero di incontrarlo per strada girando per Torino, almeno quello ;-) Cheers

      Elimina
    2. Dai?!?! Credevo lo avessi visto. Merita assolutamente! Invece io sono inchiodato alla prima stagione di MAD MAN... Non riesce ad appassionarci (io e la mia compagna). Una tortura proseguire! O esplode in tempi brevi o, ahimè, mi sa che mi fermo qua e il cofanetto lo ripongo sullo scaffale.

      Non dico nulla sulla Torino cestistica sennò qualcuno può prendersela a male. ;-) Però Coach Brown è veramente tanta tanta roba. E la sua mano si è già vista in Coppa contro Milano. Pensa se a Torino venisse The Answer a trovare il suo ex-coach per una rimpatriata... Larry Brown allenatore e Allen Iverson vice. In questo caso tiferemo Torino tutti quanti! Ah, se lo incroci per strada esigo la foto pubblicata nel blog.

      Elimina
    3. Sto andando avanti piano, sono arrivato alla seconda di “Mad Men”, però ora ho cominciato “Scrubs” a proposito di cose viste in ordine di “A caso”, ma vorrei terminare anche “Mad Men”. Se lo dovessi incontrare per strada, andrei in giro a dire: “Where’s my Coach? Where’s my Coach?” ;-) Cheers

      Elimina
    4. Ultimo sennò andiamo troppo off-topic. Allora attendo le tue recensioni... Sopratutto quella su SCRUBS che non mi ha mai "acchiappato". Confesso però di averla vista poco, male e pure con pochissima attenzione.

      Per chi sta leggendo e non capisce a cosa ci riferiamo, Allen Iverson è stato un giocatore di basket FE-NO-ME-NA-Le. Pazzo come un cavallo, ma fenomenale come pochi. Durante la premiazione come miglior giocatore della stagione (MVP) chiedeva dove fosse il suo allenatore (Larry Brown appunto) perché il premio è "anche suo". Tipo Rocky che chiama Adriana mentre i giornalisti gli sbattoni i microfoni sotto il naso. Questo è il video:
      https://www.nbcsports.com/philadelphia/video/best-allen-iverson-where-my-coach

      Elimina
    5. Per ora devo dire che mi sta piacendo parecchio ;-) Per il resto il paragone con Rocky per Iverson è perfetto, d’altra parte la città era la stessa. Cheers!

      Elimina
  4. Ma ho letto che i remake non sono malaccio no? :D Comunque questo per fortuna mi manca, come mi mancano i remake..sono curioso di leggere i tuoi pareri su di essi..Busta in Scoprendo Forrester non era male, o almeno non faceva troppi danni

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho dei sentimenti contrastanti sui remake, li ho visti e rivisti, hanno del buono e delle cose sbagliate, ne parleremo non ti preoccupare, ho già scritto i due post ;-) Ecco, ho sentimenti contrastanti anche su “Scoprendo Forrester”, mi piace il regista e Sean Connery, mi piaceva meno il resto, tra cui la scena di basket al limite del fantascientifico, non è uno dei miei Gus Van Sant del cuore ecco. Cheers!

      Elimina
  5. Pessimo dall'inizio fino alla fine. Avrebbero potuto prendere il film e farlo finire con la morte di Laurie Strode, lì la sufficienza forse se la sarebbe guadagnata, poi però lo stacco tra la prima scena e la parte principale del film è talmente netto - e per giunta anche scollegato - che non se ne vede proprio l'utilità. Il peggior Halloween di sempre!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Esatto! Che senso ha che Michael Myers se la prenda ancora con i giovinastri? Ok invadono casa sua la notte di Halloween ma non ha più senso, non sembra più “The Shape” del primo film, ormai è un generico assassino alla Jason. Per altro anche l’inizio, che è l’unica parte decente del film, resta poca cosa, Jamie Lee non ha proprio voglia e si vede. Cheers

      Elimina
    2. Mi sono fatto..violenza :D e l'ho appena visto, avete ragione..l'inizio è anche buono, ad esempio Michael che risparmia il matto dandogli pure il suo coltello perché ha riconosciuto un suo simile..poi si trasforma in qualsiasi peggior Venerdì 13

      Elimina
    3. Poteva essere un decente cortometraggio, un fan made film con lo scontro finale tra Laurie e Michael, il resto davvero, non si distingue più se stiamo guardando “Venerdì 13” oppure “Halloween”. Cheers!

      Elimina
  6. Mi sono sempre rifiutato di vederlo e mi rendo conto di non essermi sbagliato.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No, ti confermo che hai fatto benissimo. Cheers!

      Elimina
  7. Mamma mia! Che cose che si scoprono! Sempre peggio! Questo vince tutto! lol Ecco TB dove e perché ha deciso di diventare conduttrice del programma-gara sulle modelle! XD Una saga al passo con i tempi comunque! XD L' inizio delirante è roba da colpo di scena di "Austin powers"! Ah, ah! Veramente, come hai scritto sembra più una parodia! lol Dopo 16 anni resuscita anche Laurie! Avanti così! Michael Myers! Un personaggio che da quasi 40 anni non ha pace! Sic! Ora nell' ultimo vogliamo il suo profilo Instagram! XD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Terribile vero? Magari fosse una parodia, almeno "Scary Movie" in qualche momento faceva pure ridere, questo no ;-) Cheers

      Elimina