domenica 28 ottobre 2018

Doctor Who - 11x03 - Rosa: Get down, sit down, sit down for your right


Bisogna dire che il nuovo corso di Chris Chibnall prosegue all’insegna della tradizione, dopo il doveroso viaggio su un pianeta alieno, il terzo episodio dell’undicesima stagione si gioca un vero classico di “Doctor Who”, portare i nuovi companion a fare la conoscenza di una “Celebrità” storica, e non di certo una qualunque: Rosa Parks.

Questo classico della serie è una tradizione con cui ogni Showrunner deve misurarsi, e che si rifà alle vere origini della serie, nata anche come spettacolo mattutino per insegnare la storia ai bambini, e che in passato proprio con questo filone, ha sfornato alcuni dei miei episodi preferiti di “Doctor Who”, tipo quando David TENnant era alle prese con Madame De Pompadour (2x04 “The girl in the fireplace”) oppure Eleven ha incontrato Vincent Van Gogh (5x10 “Vincent and the Doctor”). Rosa Parks, la figura simbolo del movimento dei diritti civili che nel 1955 si rifiutò di cedere il posto a sedere sull’autobus in favore di alcuni passeggeri bianchi, è un’ottima scelta, molto al passo con i nostri brutti tempi moderni. Si sa che trovare un posto a sedere sull’autobus è sempre un’impresa.

No scherzi a parte, le notizie dagli Sati Uniti (ma non solo, anche qui da noi) di piccoli e grandi (ma tutti basati dalla stessa enorme ignoranza) atti di intolleranza sono all’ordine del giorno, e se ci aggiungiamo anche una lieve critica agli Inglesi e alla loro Brexit che nell’episodio non manca, fanno capire che Chris Chibnall (co-autore dell’episodio) non ha intenzione di mandarle a dire. In sé “Rose” potrebbe essere il miglior episodio visto fino a questo momento di questo nuovo corso, anche se i difettucci non mancano.

In quale stato devi tirare indietro l’orologio di un secolo? Il Mississippi l'Alabama (quasi-cit.)
Iniziamo dal più grosso di tutti, il cattivo di turno, Krasco, una specie di fighetto spaziale vestito come Fonzie, rappresenta una minaccia tutta da comprendere. Si perché di suo sembrerebbe un personaggio abbastanza interessante, e anche (forse) destinato a diventare ricorrente nel corso della serie, il fatto che ci venga presentato come un ex detenuto della super prigione galattica di Stormcage (la stessa che ospitava River Song) dovrebbe regalargli la “Street cred” (come dicono i giovani) necessaria. Le sue tante armi dovrebbero renderlo poi ben più minaccioso di quello che in effetti è, anche perché il “Vortex Manipulator” era già stato utilizzato sia da River Song, che dal Capitano Jack Harkness, vuoi vedere che anche Chris Chibnall sta cercando in qualche modo di lanciare il suo comprimario figo? Se si, iniziamo abbastanza male.

Si perché ammettiamolo, sarà l’ambientazione dell’anno 1955, ma questa puntata corre sul filo sottile dell’effetto Ritorno al futuro, siccome il gesto di protesta di Rosa Parks è un momento cardine della storia dell’umanità, Thirteen e i suoi compagni di viaggio si ritrovano a fare i Marty McFly della situazione, il loro compito è quello di tenere in ordine la storia evitando che gli eventi accadano in modo differente da come li conosciamo, con Krasco nella parte del guastafeste che cerca di far saltare il banco.

A vederla così, mi ricorda una scena di "Forrest Gump".
Si ma perché Krasco dovrebbe fare tutto questo? Non è chiaro, l’unica motivazione sembra un infondato odio verso le persone di colore, anche perché quando Ryan lo affronta (liberandosi di lui con una facilità irrisoria per altro) Fonzie gli risponde malamente dicendo «Quelli come voi», e considerando che Ryan è piuttosto nero, chi sarebbe questo cattivo? Un alieno razzista, però solo contro gli umani di colore? Vi prego non servitemi questi assist, altrimenti poi mi fanno notare che faccio sempre battute contro Salvini!

“Aiutiamo gli alieni neri a casa loro”.
A meno che, Krasco non vada interpretato in senso lato, il razzista che fa precipitare gli eventi con un piccolo gesto intollerante, perché l’integrazione si ottiene un passo alla volta, con enorme difficoltà e parecchio sacrificio (come notato Yaz e Ryan parlando tra di loro sui progressi degli ultimi 50 anni per le persone di colore) mentre per rovinare tutto, basta poca e frettolosa ignoranza. Vogliamo provare a giustificarlo così questo cattivo? Vedremo se avrà davvero un futuro del corso della gestione Chibnall.

Cos’altro non funziona proprio benissimo? Le musiche, Segun Akinola non mi sembra un cattivo compositore, però piuttosto canonico, il pezzo che parte quando Doctor guida alla carica i suoi, mi sa tanto di già sentito, speriamo che Akinola abbia conservato le tracce migliori per il resto della stagione.

Altro giro altro difetto, questa volta tocca a Jodie Whittaker, come scrivevo parlando del primo episodio della stagione, ha un po’ troppo la faccia da brava ragazza, e qui si nota quando deve minacciare Krasco, riuscendo a dare ben poco l’impressione di una capace di passare dalle parole ai fatti. Insomma va bene andare in giro con bretelle e pinocchietti per sembrare strambi quando un personaggio come il Doctor richiede, ma spero che Jodie Whittaker lavori sul sembrare davvero fuori di testa.

"Ma dici a me? … Ma dici a me? Ehi con chi stai parlando?" (Cit.)
Cosa funziona invece? Fumata bianca! Habemus companion! Si perché dopo aver fatto da tappezzeria nell’episodio precedente, qui Ryan, Yasmin e nonno Graham sono tre personaggi ben caratterizzati, con tre caratteri ben distinti, che affrontano la terribile e razzistissima cittadina di Montgomery a loro modo.

Ryan in quanto nero è quello che se la vede peggio di tutti, ma anche quello che lega di più con Rosa Parks (e per qualche minuto incontra Martin Luther King), a Yasmin basta riflettere su quale posto sul bus, secondo gli illuminati cittadini della città lei dovrebbe usare, per guadagnarsi spessore e credibilità come personaggio. Dovrà sedersi tra i “Colored” forse? Visto che tutti le danno della Messicana, oppure tra i “White”? Non pare siano previste persone di origine pakistana nella Montgomery del 1955.

So now you see the light, aay, stand up for your right. Come on!
Una menzione speciale se la merita nonno Graham, il suo lavoro di autista di bus torna utile per la buona riuscita della missione, inoltre finalmente sembra emergere un personaggio vero, e non solo un vedovo finito in viaggio per caso, anche se credo che la defunta moglie di Graham, sarà sempre il metro di paragone per questi nuovi compagni di viaggio del Doctor. É chiaro che la donna sarebbe stata la “Companion” perfetta, mentre questo bizzarro trio, dovrà imparare a farlo con il tempo, ma se gli episodi saranno tutti sullo stile di questo “Rose”, finiremo per affezionarci parecchio a questi tre, e per altro, sotto con la seconda fumata bianca, finalmente l’episodio ha un ritmo più che decente! Non si corre come ai tempi d’oro, ma nemmeno si guarda l’orologio, insomma un altro miglioramento!

Anche se il tema del razzismo è grosso (e attuale), devo dire che molti dialoghi aiutano a stemperare e a migliorare il brio dell’episodio, Graham che si spaccia per un inventore di un telefono, che però manda anche le lettere e fa da calendario, di nome Steve Jobs fa piuttosto ridere («Steve Jobs would never disrespect a Montgomery police officer, sir.») ma anche i rimandi al fatto che il Doctor conosca Elvis e Sinatra (già presenti in tanti vecchi episodi della serie) per non parlare del fatto che malgrado la penna che si cancella, il Doctor non è Banksy. Oppure si? Beh questo spiegherebbe molte cose!

“Non dirlo a tutti, altrimenti “Girl with balloon” mi tocca ripagarlo per intero”.
Ma quando è il momento di fare sul serio “Rosa” non prende prigionieri, trattandosi di quello che una volta questa serie chiamava “A fixed point in time”, i nostri protagonisti dopo aver legato con Rosa Parks, sono costretti a non interferire nel momento in cui avrebbe bisogno di maggiore aiuto, quando testa cuore, logica e buon senso ti direbbero di farlo. Un momento decisamente riuscito che si gioca l’azzeccata “Rise up” di Andra Day, scelta stranamente pop per una serie che ha sempre contato su musiche originali, ma mi sembra chiaro che Segun Akinola non sia (ancora) in grado di giocarsi un pezzo potente come per anni ha fatto il buon vecchio Murray Gold.

“Già è un momento difficile, ci mancava pure Andra Day in testa tutto il giorno”.
Sullo “Spiegone” finale dell’asteroide di Rosa Parks preferisco sorvolare, sembra che le ultime righe di dialogo della puntata siano state scritte pscando dalla pagina di Wikipedia del personaggio, va bene dare valore ai piccoli gesti, però avreste dovuto spiegarci come, la protesta non violenta della donna, abbia avuto effetti positivi in tutta la galassia, non parlarci di un asteriori, è “Doctor Who” mica “Super Quark”! Ma diciamo che mi sento particolarmente magnanimo e questo momento didascalico, faccio finta di non averlo visto.

Risultato finale, siamo ancora in zona “Alti e bassi”, mi auguro che i prossimi episodi miglioreranno i punti deboli, perché quelli di forza comunque non sono pochi, questo showrunner ha delle cose da dire e nessuna paura di scegliere temi caldi, un approccio che mi piace, e il prossimo episodio ha già un titolo che mi piace, come siete messi ad aracnofobia?

6 commenti:

  1. Oooh finalmente un episodio che mi è piaciuto tantissimo! Buon ritmo, bei personaggi e forti emozioni. Vedere tutti quei momenti di intolleranza fanno molto male, specialmente se empatizzi con il giovane companion. Inoltre, per quanto fosse ovvio che tutto si sarebbe risolto, ho provato pura suspence verso ogni ostacolo.
    Finalmente questa serie si sta scaldando.

    Ti dirò, a me The Doctor piace tanto anche in questa versione più benigna e materna; magari servirebbe un pizzico di follia e cinismo in più per ricordarci a pieno delle sue precedenti incarnazioni. Diamole tempo, in fondo neanche Capaldi era il Dottore che abbiamo conosciuto a fine lavoro. Dall'apparizione della chitarra in poi, era migliorato molto, fino a diventare il mio preferito!

    Bellissima la battuta su "Girl with balloon", decisamente attuale ;)

    Uh, i ragni mi piacciono! mi piacciono! :D

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    1. Esatto, anche se di fatto sai già come dovrà andare la trama (perché è storia, eventi conosciuti) l’effetto “Martin McFly” funziona, l’episodio in sé dimostra che la serie può ancora migliorare, ma il miglioramento parte da un episodio valido come questo, quindi benissimo! ;-)

      Capaldi è stato l’attore che si è dimostrato pronto da subito ad interpretare il personaggio (tempi comici ottimi alternati a momenti drammatici che erano già nelle corde dell’attore) ma quello che ci ha messo più tempo a trovare il suo Dottore, gli esperimenti con il look da prestigiatore e lo Yo-Yo hanno richiesto molto tempo, ma il risultato finale (il Dottore Rock) è stato ottimo. Proprio per questo non ho dubbi su Jodie Whittaker, lei è molto brava, anche a me non dispiacerebbe affatto vedere un Doctor con approccio non per forza materno, ma femminile ai problemi, e lo dico avendo in testa l’approccio spavaldo di Ten e Eleven ad esempio, mi piacerebbe vedere qualcosa di differente. Sulla follia del personaggio, quella per ora mi manca un po’ ma il post-rigenerazione per i Dottori è sempre più lungo, non vedo l’ora di vedere la Whittaker darci la sua interpretazione del personaggio ;-) Cheers

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  2. Devo ancora ingranare con questo nuovo Dottore, i primi due episodi non sono riusciti a tenermi incollata allo schermo come un tempo, anche se la Whittaker mi piace.
    Questo sembrava l'episodio giusto per cambiare idea, quello pieno di pathos ed emozione, e invece come scrivi ci sono troppi spiegoni (nel finale, ma anche nel confronto nel vicolo tra Ryan e Yasmin) che hanno tolto magia al tutto. Del Dottore ho sempre amato i dialoghi e i monologhi, mi aspetto di più -soprattutto più incisività.

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    1. Sono molto d’accordo, in generale quello che noto è che in tanti, sono piegati su loro stessi facendo “Ohhhhhhhh…” aspettando il momento per far partire la “Ola” con questo nuovo corso del Dottore. Bisogna dire che questo episodio, fa un passo nella direzione giusta, ma anche a me manca qualcosa. Di solito con ogni nuovo Doctor, aspetto il momento in cui scatta quel momento, il più delle volte come hai ben detto, proprio un monologo, in cui sulla poltrona punto il dito verso lo schermo e dico: «Eccolo il Dottore!», non è ancora arrivato, ma sono abbastanza fiducioso. Intanto non vedo l’ora di arrivare a casa per spararmi il nuovo episodio ;-) Cheers!

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  3. Puntata molto carina, sopratutto per il trama trattato. Ottimo uso dei compagni del dottore che finalmente sembrano avere un ruolo e una partecipazione emotiva all'altezza del loro ruolo.

    Comunque non riesco ancora a prendere sul serio il dottore quando fa la ramanzina al cattivone, è troppo carina per prenderla sul serio.

    P.S. Graham è il vero eroe della serie!

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    1. Vero che ha troppo l’aria da brava ragazza? Non è un problema di sesso, ma di lucida follia negli occhi, agli altri “Doctor” non mancava, lei per ora non è ancora credibile quando minaccia, confido nel futuro e nel talento dell’attrice. Graham MVP della serie a mani basse ;-) Cheers!

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