martedì 25 settembre 2018

Mandy (2018): The other actors play... Nicolas Cage kills!


Se siete più o meno della mia leva vi ricorderete di un comico con un nome tipo Mandi Mandi che non faceva ridere nemmeno per errore. Cosa c’entra con il film “Mandy”? Per fortuna nulla, ma volevo spazzare subito via il campo da ogni dubbio perché per fortuna le cosette da dire su questo film sono già abbastanza.


Non ho visto nemmeno un trailer di questa pellicola, è bastata la locandina piuttosto acida e la presenza di Nicolas Cage a convincermi fin da subito. I film del nipote di Francis Ford Coppola si guardano sempre, perché quell’uomo è in grado di garantire da solo lo spettacolo, sempre esagerando tantissimo, ma qualche volta, al servizio della storia, per nostra fortuna, “Mandy” è una di quelle volte, perché qui è talmente tutto esagerato che solo Nicolas Cage poteva esserne il protagonista!

“Mandy” ha fatto parlare di sé, perché in qualche modo è riuscito persino a venire presentato al Sundance beccandosi fior fiori di recensioni e paragoni con nomi grossi, uno tra tutti David Lynch, ora, io credo ai film spinti dall’entusiasmo del Sundance come credo alle promesse dei politici, inoltre trovo pigro e banale paragonare qualunque pellicola che metta anche solo un alluce fuori dal seminato a David Lynch, solito nome che si cita sempre quando hai un pezzo da consegnare e vuoi far capire anche all’ultimo dei lettori che il film è una roba strana.

Quando sarebbe bastata questa immagine, a farvi capire di cosa è capace questo film!
Bisogna dire, però, che l’ultima fatica di Panos Cosmatos è strana sul serio, ha tutto per far storcere più di un naso, perché una trama piccola piccola viene stiracchiata e allungata sui 120 minuti di durata del film, molti dei quali farciti da dialoghi che definire criptici e bislacchi sarebbe già fargli un complimenti, mentre molti altri danno semplicemente l’impressione di essere stati improvvisati sul set dagli attori, lasciati liberi di scatenarsi, uno in particolare, il solito sospetto Nicola Gabbia.

Panos Cosmatos è figlio d’arte e chi non apprezzerà il film (tanti, già lo so) penserà anche che sia figlio pure di qualcos’altro, ma atteniamoci ai fatti senza diventare volgari. Panos è figlio di George P. Cosmatos, regista di cosette come “Cassandra Crossing” (1976), “Rambo II - La vendetta” (1985),
“Leviathan” (1989) e un mio piccolo culto personale, ovvero “Tombstone” (1993), purtroppo fino a questo momento la filmografia del figliolo non è stata esaltante come quella di papà, perché, ammettiamolo, “Beyond the black rainbow” (2010) era una bella cazzata, dài!

“Avrete Panos per i vostri dentos” (Complimenti Nick per la giacchetta quasi sobria).
Cosmatos Junior con “Mandy” dimostra di avere ancora parecchio da imparare, ma anche che quando distribuivano la volontà di accumulare tanta roba tutta insieme, lui era tra i primi della fila. Sì, perché “Mandy” ha l’arroganza di una rock opera di un gruppo Heavy Metal norvegese, un film con uno spirito metallaro che non ha nessuna paura di portare ogni elemento che lo compone, dalla fotografia alle trovate a undici, come l’amplificatore degli Spinal Tap, per continuare a cavalcare la metafora musicale.

Il film si apre con una carrellata su una foresta mentre di sottofondo possiamo goderci le note di “Starless” dei King Crimson, nella foresta lavora un taglialegna dalla faccia nota Michal Palin Nicolas Cage, dopo una giornata di lavoro il nostro torna a casa e a Panos Cosmatos basta mostrare il buon Nicola mimare un “No” senza dialoghi ad un collega che gli offre una birra, per raccontarci tutta il passato (da ex alcolista) del personaggio.

Ok Nicolas, ti voglio, sobrio, pacato e controllato…
Sono sicuro che il personaggio interpretato da Nicolas Cage abbia sicuramente un nome, ma tanto non importa perché quando Nick è sullo schermo, vediamo solo Nick, ma quello che conta è che il personaggio ha trovato la sua pace, ora vive in una sperduta casetta con sua moglie Mandy (Andrea Riseborough), disegnatrice di talento con ragguardevoli magliette dei Black Sabbath... Ve l’ho detto che è un film metallaro nello spirito e siamo solo all’inizio!

Mettete in conto un ritmo lentissimo, dei dialoghi invece vi ho già parlato, per darvi un'idea, la prima cosa che dice Nicolas Cage nel film è: «Toc Toc» , «Chi è?», «Erik Estrada», «Erik Estrada chi?», «Erik Estrada di CHIPS». No, sul serio, questo è il primo dialogo del film, l’attore più sopra le righe del mondo che cita uno degli attori più sopra le righe del mondo e poi ditemi che non è vero che i primi minuti di un film ne determinano tutto l’andamento!

Una volta Mandy era solo Patinkin, adesso è lei.
Qui l’andamento è lento, anzi, muy lento, perché per farci capire che i due si amano e sono felici Panos Cosmatos si gioca momenti quasi da video art, lunghe inquadrature sull’acqua del lago dove vivono i due innamorati, assicurandosi di sparare tutti i filtri colore al massimo, mentre i dialoghi vertono su cose tipo abbinare il maritino della coppia ad uno dei pianeti, prima Cage sceglie Saturno, dando il via ad un lungo pippone Hippy recitato dalla serissima Andrea Riseborough, poi, ad un certo punto, Cage cambia idea e decide che vuole essere Galactus che non è un pianeta, ma è il divoratore di pianeti dei fumetti dei Fantastici Quattro (e Nick lo sa bene visto che è un fanatico di fumetti). Per questo vi dico che, secondo me, Cosmatos ha lasciato liberi gli attori di improvvisare e che è inutile citare il nome dei personaggi di Nicola, tanto Cage interpreta solo e sempre Nicolas Cage!

… Avevo detto sobrio, pacato e controllato!!
Mi rendo conto che sto facendo diventare una trama stringata qualcosa di lunghissimo (che poi è quello che fa Cosmatos per 120 minuti), perché a rompere l’idillio ci penserà una setta di invasati religiosi guidati dal santone Jeremiah (Linus Roache che sarebbe quello che va più sopra le righe di tutti, se in giro non ci fosse Cage) che prima rapisce Mandy e poi le fa delle cose orribili, non vi dico cosa, perché del film vi ho già raccontato troppo, ma sappiate che per arrivarci (e di conseguenza alla successiva vendetta di Nicolas Cage) tocca aspettare più di un’ora, consideratevi avvisati.

Questa ora Panos Cosmatos la fa passare dividendo il film in ideali capitoli, tutti anticipati da una scritta diversa che compare sullo schermo, il più delle volte vergata con un carattere degno dei loghi dei gruppi Metal, ma soprattutto con una fotografia così acida, ma così acida che sono sicuro, se mai Nicolas Winding Refn dovesse vedere questo film, correrebbe a singhiozzare nella sua stanzetta, sbattendo la porta e soffocando il pianto nella copertina che tiene in grembo quando dirige, non so se ho reso l’idea.

"Venga a piangere con noi signor Refn, porti pure la sua copertina".
Un sacco di recensori più preparati di me (e soprattutto pagati per scrivere di cinema) si sono lanciati in paragoni non argomentati con Kubrick e David Lynch, mentre io, in quanto vostro amichevole Cassidy di quartiere, in maniera ben più modesta, mentre guardavo “Mandy” mi sono ritrovato a pensare che tutte queste trovate esagerate e in parte senza senso, questa autorialità generale spinta pericolosamente al massimo con sprezzo del pericolo (e del ridicolo), l’uso della fotografia acida e sparata e l’anima horror di fondo della storia, mi regalavano continui dejà vu di “La fortezza” (The Keep, 1983) di Michael Mann, il titolo che persino i “Manniani” di ferro quando lo sentono pronunciare fischiettano con aria assorta facendo finta di essere impegnatissimi.

Sì, perché l’uso dei colori che fa Panos Cosmatos è talmente acido e patinato che ti fa ricordare che, comunque, suo papà è lo stesso che ha diretto Cobra, ma il figliolo ha portato tutta questa estetica ad un altro livello, filtrandola con una sensibilità da Metallaro, anche se l’abbinamento di parole so che può lasciare straniti.

Di fatto, “Mandy” è un lungo "Revenge-Movie" dove, ad un certo punto, spuntano delle creature che sembrano un omaggio a Clive Barker e la struttura del film diventa quella dei videogiochi, si procede eliminando i Boss di fine livello uno alla volta fino a guadagnarsi la possibilità di vedersela con il mostro finale che qui è, ovviamente, rappresentato da Jeremiah.

Previously on Sons of Anarchy Hellraiser.
Vi sto dicendo che “Mandy” è il film più raffinato, sia come trama che come scrittura che vi potrà capitare di vedere nei prossimi anni? Proprio no, perché è un titolo che gronda Heavy Metal e sangue in parti uguali, ci sono momenti in cui Nick Cage si muove su sfondi (tipo l’ultima scena del film) che sembrano le copertine di qualche disco Doom Metal, ma è chiaro che l’ispirazione sia l’epica che solo una band Metal ti può dare quando il protagonista si forgia da solo la sua stessa arma, quella che utilizzerà per eliminare i suoi nemici, un'ascia che, per stessa ammissione del regista, è ispirata al logo dei Celtic Frost (STORIA VERA). Questo per darvi un’idea di quanto Metallo troverete nel film, sul fatto che Nick Cage, invece degli occhiali da saldatore, mentre forgia l’arma a martellate sull’incudine utilizzi un paio di Ray Ban, però vabbè, questi sono dettagli, dài!

Dio del Metallo e del Rock ‘n’ Roll!
Siccome, come dicevo lassù, a Panos Cosmatos piace ammonticchiare parecchia roba l’una sopra l’altra, “Mandy” si gioca dei momenti citazionisti totalmente gratuiti, eppure allo stesso tempo sfiziosi da cogliere. Ad esempio, una scena in particolare che proprio perché prevede un grosso insettone, non può non essere una strizzata d’occhio a “La Setta” (1991) di Michele Soavi, ma non è mica finita qui.

In un dialogo il personaggio di Mandy dichiara di vivere con il marito nei pressi di Crystal Lake (solo Nick Cage potrebbe condurre una vita tranquilla a casa di Jason Voorhees!), oppure ad un certo punto uno dei bizzarri personaggi del film attende Cage davanti ad una parete con delle palme dipinte identiche a quelle che si vedevano in “Scarface” (1983). Nulla, poi, mi toglie dalla testa che il personaggio sciamanico interpretato da Richard Brake (uno degli attori feticcio di Rob Zombie) sia un omaggio a Francisco Scaramanga (il leggendario Christopher Lee), visto che sfoggia una Luger P08 dorata che fa di lui un vero e proprio uomo dalla pistola d’oro Bondiano.

Una menzione speciale la merita il grande (e redivivo) Bill Duke, in un cameo che idealmente riprende il suo personaggio di Predator, se solo fosse invecchiato e si fosse ritirato a fare il vicino di casa di Nicolas Cage!

“Hey Bill, hai per caso un rasoio BIC da prestarmi?”.
Ecco, il buon Nicola! Come s'incastra in tutto questo pandemonio Metallaro il nostro Nicolas? Ovviamente, alla grande! Perché per la prima metà del film Cage resta come un piccolo Fonzie, quieto, tanto che nel momento più drammatico di tutto il film, Panos Cosmatos copre le sue urla disperate con l’efficace, ipnotica (e Carpenteriana) colonna sonora firma da Jóhann Jóhannsson, a cui il film è dedicato visto che il compositore di film come Arrival o Madre! Purtroppo, ci ha lasciati a febbraio di quest’anno.

Lasciandosi attendere, Nicolas Cage piazza la zampata da tigre (che poi è il suo animale totem nel film) in mutande seduto sul cesso, mette mano ad una vecchia bottiglia nascosta, un po’ beve un po’ urla, un po’ piange un po’ si alcolizza, il classico momento in cui pensi: "Eccolo che arriva, eccolo che arriva… Il momento Nicolas Cage!".

Motoseghe al tramonto, la mia idea di romanticismo.
Da qui in poi il nostro non si ferma più, lo vediamo sfidarsi a colpi di motoseghe e usare la sua ascia sulle note di “Cielito lindo” (EH!?) e quando il popolare pezzo messicano canticchia il suo celeberrimo Ay! Ay! Ay! Ay! Nicola spacca qualche cranio con la sua ascia, insomma: la vostra normale giornata in ufficio per Nick Cage!

Funziona tutto alla grande in “Mandy”? Ovviamente no, perché la setta non uccide Cage quando potrebbe farlo? Boh, chi lo sa?! Inoltre, le varie fasi della trasformazione in Berserker del protagonista sono scritte e scandite usando il pennarellone a punta grossa. Dopo la scena della bottiglia urlante nel cesso e la profezia dell’uomo con la pistola d’oro, ogni “Boss di fine livello” ucciso da Nicola si porta con sé una striscia di coca, una sniffata ad un vasetto particolarmente lisergico e pure una boccata ad una sigaretta, se non fosse chiaro che il personaggio ha totalmente perso ogni inibizione, ci pensano i primi piani sulle pupille dilatatissime del personaggio a ribadire il concetto.

Le porte delle Cagercezione sono aperte.
“Mandy” è una fantasia Power Metal, il viaggio all’inferno e ritorno di un eroe che passa da zero a Dio del Metallo, che potrà esaltarvi nella misura in cui sarete capaci di farvi trasportare da questo acidissimo casino, oppure se siete particolarmente propensi verso il Metallo pesante o in alternativa a godervi un attore che ha fatto dell’esagerazione una cifra stilistica e che, dopo Mom and Dad, si conferma particolarmente a suo agio anche con l’Horror. Sì, perché tanto il suo “Cuore selvaggio” non si discute, bisogna solo trovate film abbastanza folli da contenerlo tutto, tipo questo, per esempio!

20 commenti:

  1. Vado in ordine. Di questo MANDY avevo visto il trailer e... L'ho riguardato ancora, ancora e ancora! E che cacchio, filtri rosso sangue, immagini oniriche, occhi sgranati, motociclisti infernali, spade, tigri e un combattimento a motoseghe! Ti piace vincere facile eh?

    Intanto mi informo leggendo in giro e il più pacato dei commenti dice cose del tipo: è come se Refn si fosse fatto un gruppo metal nordico e il figlio nato da questo rapporto è MANDY con Cage che fa il pazzo vendicatore armato di ascia bipenne. E cosa vuoi fare di un film così? Te lo spari al Day One senza storie. Ora aspettiamo anche se rileggendo qua e là la fotta mi è calata abbastanza perché lo stanno spernacchiando piuttosto sonoramente.

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    1. Ha tutte le ragioni per essere spernacchiato, Cosmatos Junior ha dei momenti in cui si vede che è proprio bravo, ma poi mena spesso il can per l’aia troppo a lungo, dovrebbe staccare a passare ad un’altra inquadratura, invece si imbambola ammazzando il ritmo, i dialoghi poi sono una tragedia. Mi è andata bene, non ho visto il trailer del film, giusto la locandina, sono certo che a otto persone su dieci farà schifo questo film, ma per i rimanenti due molto probabilmente diventerà un “Giulty Pleasure” passami l’anglicismo. Ci vuole una certa predisposizione per il Metallo e per Nick Cage che esagera, ma superati tutti questi distinguo e i (tanti) difetti, secondo me merita ;-) Cheers!

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  2. Basterebbe la citazione Manowariana ad amarti... Ma tornerò a leggerti appena avrò visto il film :D

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    1. Come facevo a resistere? Quante altre occasioni avrei avuto per potermi giocare la citazione, ero certo l’avresti colta al volo! Vai tranquillo, sono curioso del tuo parere, è un film che fa leva sul Metallaro dentro di noi, quindi sono curioso di sapere cosa ne pensi. Cheers!

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  3. Panos sta girando un film su due gemelle che credono tutte e due di essere il divoratore di mondi e che l'universo sia indigeribile cioccolato bianco. Andrea Riseborough e Alba Rohrwacher sono state scelte per i ruoli principali di Galak da Cosmatos jr con logica metal ( " se pronunci i due nomi rapidamente, non noti la differenza " ). Linus sarà il loro papà Thomas Miller - Panos cita sia il ruolo dell'attore di papà di Bats in un film di Nolan sia il cartoonist di Sin City che ha prestato il cognome anche anche al personaggio di Red in Mandy - e Nicolas Cage sarà Arizona Rider, il fattorino ics di deliveroo qualsiasi che le sorelle scelgono come loro araldo. 90 minuti. Grazie Panos perché due ore al cinema davanti a Bibò e Bibò con le occhiaie da schizzate che credono la entropia sia solo la conseguenza del loro assaggiare il creato sono oltre la mia bassa soglia di sopportazione di rottame biodegradabile. Aspetterò la tua recensione, comunque, prima di andare a vederlo. Ciao ciao

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    1. Però Andrea Riseborough è un po’ più carina di Alba Rohrwacher. Lo è? Oddio più ci penso più le due si sovrappongono nella mia mente, riesco solo più ad immaginarle al fondo di un lungo corridoio, vestite uguali che mi chiedono di giocare con loro, con Nicolas Cage che pedala sul triciclo come se fosse la moto si Ghost Rider! Mi sa che ho fatto indigestione di Galak, troppi zuccheri mi fanno venire le visioni e l’appetito di Galactus ;-) Cheers!

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  4. Mr Cage+Estetica Doom metal=venduto!
    Spero di spararmelo in settimana

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    1. Metti in conto una durata esagerata e diversi scivoloni, ma hai elencati i punti di forse sul film, se sei “sensibile” a questi, buona visione ;-) Cheers!

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  5. Ma io questo film lo voglio vedere assolutamente!
    Neanch'io ho visto trailer e immagini perchè pensavo "ecco il solito film con Nicolas Cage" ma da come ne parli questo sembra essere "ecco il solito film con Nicolas Cage... ma carico di musica, motoseghe, sangue e fotografia estrema!". Se dalla locandina avevano la mia curiosità, ora hanno la mia attenzione!

    Una domanda: è più metallaro questo film oppure "The devil's candy"? :D

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    1. Lo sto dicendo a tutti, metti anche in conto un quantitativo di difetti notevoli, ma se stai al gioco resta una bombetta ;-) I protagonisti di “The devil's candy” erano metallari, ma ad un certo punto se fossero stati una famiglia di appassionati di musica Reggae sarebbe stato quasi uguale, la musica è il collante per i componenti della famiglia. “Mandy” invece è un film che si rifà all’iconografia metallara omaggiandola, quindi è metallaro nello spirito. Cheers!

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  6. Guarda, onestamente non so se in questo caso riuscirò a rispettare la mia regola di vedere tutti i film di Cage per il gusto di spernacchiarlo, ma ti ringrazio per avermi messo in guardia. E per avermi fatto conoscere il figlio di Pan! George Pan era un mito e sapeva come girare un film di genere: peccato abbia lavorato poco.

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    1. Figurati, direi che questo film necessita proprio il cartello di pericolo in bella mostra, sia che poi alla fine piaccia o faccia schifo. Lo penso anche io, troppi pochi film in carriera ma una filmografia con tanti titoli meritevoli, un vero peccato averlo visto lavorare così poco. Per altro, appena riesco, probabilmente nel fine settimana, ti manderà un po’ di materiale “Librario”, proveniente da questo film e da un altro che ho visto da poco. Cheers!

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  7. A leggerti sembra uno di quei film talmente fighi che potrebbe piacermi da morire. Me lo metto in lista per davvero e cerco di vederlo il prima possibile!

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    1. Aspetto il tuo parere, spero di aver illustrato pregi e difetti come si deve, perché nel film ci sono entrambi. Cheers!

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  8. OK. Con tutti questi riferimenti al Metal ero già stato abbondantemente conquistato. Ora me lo devo vedere, ma solo con la possibilità di mandare avanti veloce la prima ora.

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    1. Potrebbe tornare buona come opzione, ma non perderti il dialogo su Galactus, da Marvel fan mi sono esaltato ;-) Cheers

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  9. Altro film da recuperare...Chissà se con tutti i film che mi sono perso quest'anno riuscirò prima o poi a colmare le mie lacune...
    Tuttavia quando ho letto "Mandy" mi è subito saltato alla mente questo (che di metal non ha praticamente nulla):

    https://www.youtube.com/watch?v=2XeSQVWleqY

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    1. Beh considerando che Cosmatos è riuscito ad utilizzare “Cielito lindo” poteva ficcarci dentro anche Barry Manilow! Aspetto il tuo parere ;-) Cheers

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  10. Ma cos'è? mi sembra una trashata pazzesca :D

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    1. No, è Nicolas Cage che si scatena sul mondo nel pieno della sua potenza :-D Cheers

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