giovedì 20 settembre 2018

Halloween 6 - La maledizione di Michael Myers (1995): Ma anche di noi spettatori


Prima di poter vedere il nuovo “Halloween” prodotto dalla Blumhouse e diretto da David Gordon Green, dobbiamo andare porta a porta da tutti i vecchi capitoli della saga a fare una personale versione di “Dolcetto o scherzetto” che qui sulla Bara Volante è la rubrica intitolata… I remember Halloween!
Ma diciamola tutta: lo scherzetto qui lo hanno fatto a noi, perché il sesto capitolo di Halloween è uno dei più famigerati, forse quello che gode della peggiore fama di tutti, un enorme pastrocchio produttivo che si traduce in un film noioso, con poco mordente e pure parecchio pasticciato, un po’ come lasciare intagliare la zucca di Halloween a zio Mimmo che ha tanta buona volontà, ma pure le mani tremolanti. Risultato finale? Un macello, ma non nel senso Slasher del termine. Iniziamo dalla trama per cercare di capire qualcosa di questo disastro ferroviario fatto a forma di film.

Ricordate il misterioso personaggio vestito di nero che liberava Michael Myers alla fine del quinto capitolo? Bene, proprio da qui il film ricomincia. Myers insieme alla nipotina Jamie sono scomparsi, presi in custodia da una setta segreta. Sei anni dopo una cresciuta Jamie (interpretata da J.C. Brandy e non più da Danielle Harris) con l’aiuto di una donna fugge dal manicomio in cui era segregata assieme al suo bambino, la continuazione del sangue di Myers e il film nei suoi molti (tanti) momenti criptici, lascia intendere che il padre potrebbe proprio essere zio Mike, lasciando più di un sospetto sull’incesto consumato tra le mille mila candele accese del manicomio. Sai che ridere a spegnerle e riaccenderle tutte le sere?!

“Posso far sempre finta che sia il mio compleanno e soffiarci sopra”.
Ovviamente, Michael Myers non ha intenzione di lasciare andare Laurie, se ha fatto un gran casino per una sorella e per una nipote, figuriamoci cosa potrebbe fare per un figlio! Intanto, il 31 ottobre si avvicina e una serie di stramboidi chiamano la locale radio di Haddonfield invocando a gran voce Michael Myers, tanto che l’irritante DJ radiofonico in cerca di fama e gloria, ha la bella pensata di organizzare una diretta radiofonica proprio dalla casa dei Myers ad Haddonfield, durante la notte di Halloween... Ora, ditemi cosa volete, ma mi vengono in mente una decina di modi meno dolorosi (e scemi) per morire.

Il quarto capitolo e l’ancora più disastroso quinto erano ben poca cosa, colpevoli non solo di aver sovrappopolato i rami dell’albero genealogico della famiglia Myers, ma soprattutto di aver reso “The Shape”, l’ombra della strega, il Boogeyman creato da John Carpenter, quello impossibile da uccidere perché di umano ha soltanto la scolorita maschera del capitano James T. Kirk sul suo volto, un Jason Voorhees qualunque, anche se è stato proprio l’assassino di Crystal Lake a prendere in prestito da Michael Myers idee per darsi un tono, ad esempio la maschera, giusto per citarne una eclatante. Mi ha fatto sorridere il fatto che tra gli sciroccati ascoltatori radiofonici, qualcuno ipotizzasse un Michael Myers finito nello spazio («Myers nello spazio? Che assurdità!») viaggetto che è stato compiuto pensate un po’ da chi? Proprio da Voorhees in Jason X anche se solamente nel 2002.

Probabilmente sotto quella maschera starà piangendo.
Se non fosse per la nemesi storica di Myers, ovvero il Dottor Loomis, per l’ultima volta interpretato da Donald Pleasence, ormai sarebbe quasi impossibile distinguere Michael da Jason, eppure nei piani dello sceneggiatore Daniel Farrands le cose avrebbero dovuto andare molto diversamente.

Purtroppo, il film che ancora oggi possiamo vedere è il frutto di un massacro ben peggiore di quello che potrebbe perpetuare Myers il 31 di ottobre, in cui tante buone idee e altrettanti ottimi propositi sono rimasti sul pavimento defunti e sbudellati, un peccato perché Daniel Farrands si era prefissato l’obiettivo di rilanciare la saga e di tirare le fila di tutti i capitoli precedenti, incluso il tanto contestato Halloween III - Il signore della notte.

Se interessa a qualcuno, io avevo lo stesso T-Rex di plastica da bambino (storia vera).
La leggenda vuole che Farrands abbia scritto dodici bozze di sceneggiatura prima di arrivare a quella giusta, intitolata “Halloween 666”, un numero scelto non solo per scherzare sul capitolo raggiunto dalla saga, ma anche per sottolineare il contenuto esoterico della storia. Sì, perché Daniel Farrands voleva attribuire le origini di Michael Myers e la sua immortalità al “Simbolo di Thorn”, un marchio magico di origine druidica che si ricollegava facile facile al terzo capitolo della saga, ma che avrebbe concesso di portare “Halloween” in territori nuovi. Nei piani originali di Farrands, un ruolo fondamentale lo giocava il Dott. Terence Wynn (Mitch Ryan) socio di Loomis citato frettolosamente anche nel primo film, che utilizzando Thorn avrebbe dovuto controllare Myers e guadagnarsi vita eterna, oppure, in alternativa, torturare tutti costringendoli ad ascoltare all’infinito “Torn” di Natalie Imbruglia... Non è molto chiaro, ma sicuramente un piano malefico che soltanto Loomis avrebbe potuto sventare.

Sembra "Che fine ha fatto Carmen Sandiego?" in realtà erano i piani originali per il film.
Ma di davvero malefico, alla fine, è stato lo zampino del produttore Paul Freeman, titolare dei diritti sulla saga di “Halloween”, per lui tutta questa bizzarra storia non era abbastanza buona e anzi, considerava buona parte delle scene con Loomis protagonista noiose, alcune sequenze vennero completamente rigirate perché considerate troppo o troppo poco violente, risultato? Una serie di tagliuzzamenti che lasciano sul pavimento della sala di montaggio anche più di un passaggio chiave della trama, ma il disastro non è ancora finito.

Dopo un test di prova andato male, Freeman si convince che è il momento di uccidere per sempre il Dottor Loomis, ma dopo i vari rimaneggiamenti di montaggio diventa chiaro che l’idea non è stata poi... Beh, diciamo geniale via. Solo che a quel punto non c’è più tempo per recuperare, o meglio, il tempo ci sarebbe, ma non c’è più Donald Pleasence che a febbraio del 1995 lascia questa valle di lacrime per entrare nella storia del cinema.

"Lavoratori... PRRRRRR!" (Visto il film, il saluto d’addio migliore per il grande Pleasence)
Dopo tutti questi rimaneggiamenti, il film esce in patria con il titolo di “Halloween: The Curse of Michael Myers” e per assurdo riesce comunque a portare a casa quindici milioni di ex presidenti stampati su carta verde, al netto di un costo totale di soli cinque milioni, il che è assurdo perché resta un film dalla trama inutilmente arzigogolata che provoca più sbadigli che paura, anche se il regista Joe Chappelle (magari lo ricorderete per l’horror tratto da un racconto di Dean R. Koontz  “Phantoms” del 1998) dirige abbastanza bene devo dire, ma tra una trama che pare un groviera e i tanti cambi di attore, ogni volta che penso ad “Halloween 6 - La maledizione di Michael Myers” mi viene da dire: "Ah sì, è quello noioso in cui non si capisce chi fa cosa". Ma dopo averlo rivisto posso dire che il mio parere non è cambiato.

Ad esempio, Tommy Doyle qui è interpretato dal futuro Ant-Man Paul Rudd, a suo agio con il personaggio come un randagio con una zecca sul culo e anche sostituire la ben più scafata Danielle Harris con l’insipida J.C. Brandy non è stata una grande idea a livello di coinvolgimento. Se già il quinto capitolo risentiva della scarsa presenza di Jamie, qui le cose vanno pure peggio, visto che ad un certo punto non si capisce nemmeno più chi sia il protagonista, è Loomis? Sono i genitori di Laurie Debra e John Strode? (Gli attori Kim Darby e Bradford English) non lo so, ma spero che abbiate capito che i nomi degli Strode sono un omaggio ad un'altra Debra e ad un altro John, mamma e papà di questa saga. Penso di aver intuito che la protagonista è Kara Strode, solo che a questo punto non ho più capito in che grado di parentela è chi con chi, che cacchio! Iniziano ad esserci più personaggi che in Game of Thrones!

Si inizia con un piccolo ruolo e si finisce a fare un piccolo super eroe.
Gli unici momenti in cui “Halloween: The Curse of Michael Myers” cerca di farsi ricordare sono nella scena della pioggia di sangue, probabilmente la preferita degli Slayer, in cui le gocce di sangue di una delle vittime di Myers gocciolano sui costumi di Halloween dei bambini sporcandoli, ma in generale qui il nostro Michael è piuttosto fissato con il bianco splendente.

Sì, perché in una scena il nostro prima, con un colpo di ascia ben assestato, imbratta di sangue le lenzuola e poi nella scena successiva lo ritroviamo nel locale lavanderia della casa a mettere in lavatrice il bucato... No, sul serio, zio e padre sempre molto vicino ai pargoli, uomo sempre presente nella vita delle sue donne, bravissimo a fare il bucato, un omino da sposare il nostro Mickey! Sì, vabbè poi mentre si trova lì magari usa i cavi della lavatrice per folgorare il suocero, ma sono dettagli su!

Nemmeno vostra madre si incazza come Michael Myers se fate casino con il bucato appena lavato.
Ma non pensate che tra sangue e bucato da fare, il film compensi il pasticcio della trama con tanti omicidi tutti matti no no, perché il vero motivo per cui il film ha portato a casa 15 milioni di ex presidenti defunti stampati su carta verde è proprio il suo essere riuscito a schivare il visto censura, proprio per questo “Halloween 6 - La maledizione di Michael Myers” è un film che non ha davvero molto da dire, anche la setta di personaggi vestiti di nero che poteva essere la svolta della trama, si risolve con una rivelazione sull’identità dei suoi componenti meno enfatica di una replica dell’ispettore Derrick.

Nelle intenzioni “Halloween 6” avrebbe dovuto essere il capitolo che rilanciava Michael Myers e trasformava Loomis nel mentore del bambino, destinato a continuare la tradizione dei massacri di Halloween, un po’ come a sottolineare che il male non muore mai e per i Myers è una tradizione di famiglia, invece ciccia, tutto si risolve nel più banale dei modi e senza più nemmeno un personaggio storico della saga a cui aggrapparsi.

Dopo il bucato, Mickey svolge anche qualche piccolo intervento elettrico.
Perché la differenza è tutta qui: si guarda Venerdì 13 per vedere quanti adolescenti Jason riuscirà a fare fuori in modi tutti matti, mentre “Halloween” dovrebbe essere il contrario, il fuoco dovrebbe restare sempre su Laurie o in ogni caso sul personaggio umano che deve scontarsi con quel male che non puoi fermare, che spunterà dietro ad ogni siepe, all’angolo di ogni strada e soprattutto la notte di Halloween.

Eppure, forse il simbolo di Thorn il suo dovere lo ha fatto davvero, Michael Myers era davvero destinato a reincarnarsi per tornare sempre uguale a sé stesso ancora a lungo, lo vedremo la prossima settimana, quando il nuovo capitolo di questa rubrica di occuperà della prima (di tante) nuove incarnazione di “The Shape”. Ci vediamo qui tra sette giorni!


Non perdetevi lo speciale di Halloween di Non c’è paragone


… Ma nemmeno quello del Zinefilo!


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18 commenti:

  1. Ormai non ti riacchiappo più :-D
    Come sempre, ripasserò..

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    1. Falsa partenza, avevo iniziato prima solo per questo ;-) Vai tranquillo, io invece per fortuna posso leggerti già domani senza problemi! Cheers

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  2. Qua mi addentro ancora di più in territori totalmente inesplorati. Ho mollato la saga almeno 3 (o 4...) capitoli fa e la mia voglia di rimettermi in pari scende di pari passo con la qualità delle pellicole.
    Seguo lo speciale per i retroscena e per provare a dare un ordine alle cose ma è durissima anche perché le sceneggiature non aiutano per nulla.

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    1. Se può consolarti questo è il capitolo più confusionario, gli altri, qualcuno anche più brutto di questo (incredibile ma vero) se non altro ha una trama che si ricorda, questo è un pasticciaccio. Non ti direi nemmeno di perderci tempo, la Bara Volante esiste anche per questo. Cheers!

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  3. Io credo di averli visti tutti negli anni dell'adolescenza... di certo preferivo Micheal Myers a Jason, tanto che "Micheal Myers" era da noi anche usato come sorta di "onomatopea" per qualcosa di implacabile (al pari di "Jason Bourne" quando si iniziava a tenere una guida particolarmente sportiva e creativa come in bourne identity per le strade di parigi)...
    Ma non ne ricordo più uno di questi film, giusto il primo (forse) o_O

    Dovrò recuperarli prima del nuovo capitolo, mi sa.

    Nathan

    Ps: sono riuscito a vedere what we do in the shadow: eccezionale *__*
    Spero che riescano a fare "We're wolf" come dichiarato!

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    1. Per il nuovo capitolo, ti basterà ripassarti il primo, quello diretto da Carpenter, non solo perché è cosa buona e giusta, è perché è ancora il capitolo migliore, ma perché il film nuovo sarà un seguito diretto di quello. Bravo! Non sempre e solo dire “Sei un Terminator” diamo a Mickey quello che è di Mickey ;-) Oh sono contento che ti sia piaciuto! I film sui lupi mannari sono sempre pochi, lo vorrei anche io “We're wolf" :-D Cheers

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  4. Come già sai concordiamo alla grandissima. Questo film è un casino, ci sono talmente tante cose e talmente tanti personaggi che diventa noiosissimo dopo nemmeno mezz'ora di film.

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    1. Bro-fist! Pensavo che rivedendolo mi sarei chiarito le idee, invece non ci ho capito niente anche se sapevo già la trama, un pasticcio! Cheers

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  5. Su Carmen Sandiego sono MORTO ahaha!
    Comunque, sarebbe stato bello chiamarlo 666, che poi è un po' la moda di chiamare i terzi capitoli "3D" XD
    Questo, comunque, proprio non lo ricordo... invece ricordo benissimo -oltre al primo e al capitolo spurio- quello con la bambina sulle scale della casa... XD

    Moz-

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    1. Dai non sembra la sigla? Appena ho visto quell’immagine ho iniziato a canticchiarmela da solo ehehe (storia vera). Anche secondo me non sarebbe stata male la trama (e il titolo) originale, ah è il quarto quello, l’ultima scena ;-) Cheers!

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  6. Questo mi manca da vedere, ma non è una grande perdita :D Ho visto il successivo, come non mi dispiacque affatto, attendo settimana prossima!

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    1. Non ti perdi davvero niente, il commento è già in rampa di lancio carico per giovedì prossimo ;-) Cheers

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  7. A conferma della confusionarietà del film confesso che per anni l'ho ricordato solo per la scena della capoccia che esplode... sequenza tanto cruenta quanto gratuita! E anche dopo una seconda visione poche cose sono rimaste impresse, sia della trama che degli eventi presi in sè!

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    1. Pensa che io lo ricordo solo per la pioggia di sangue, questo dice quando sia lineare e memorabile la trama ;-) Cheers

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  8. Si conclude la trilogia con la nipote con tanto di svolta esoterica! lol E poi ci sarà il primo tentativo di negazione! lol E scopro che a dirigere il seguito di questo di cui ho scoperto l 'esistenza solo pochissimo tempo fa è di nuovo Rick Rosenthal! Mamma mia! Che roba questa saga! XD E non è finita quì! Sic!

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    1. Si tornerà anche Rick Rosenthal, ma prima vuoi non farlo un bel rilancio che nega quasi tutti i film precedenti? Non è ancora finita né per Michael Myers né per noi! ;-) Cheers

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  9. Ho ancora gli occhi che mi bruciano dalla visione di questo orrore. E purtroppo "orrore" non lo dico in senso buono. Quanti episodi sbagliati può avere una saga perché se ne parli ancora in modo positivo? E' divertente trovare nelle riviste gente che spara a zero sugli episodi precedenti ma dice che quello nuovo sarà migliore: facendo così in pratica hanno ammesso che dopo il primo Halloween c'è solo una lunga caduta nel vuoto, ma il prossimo sarà sempre il migliore :-D
    Comunque il trattamento riservato dalla distribuzione italiana a questo film è criminale: già è un caos totale di suo, ma stagliuzzarlo di 13 minuti, facendo quasi scomparire l'Uomo Nero, è stata davvero una decisione biasimevole.

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    1. Non esiste un capitolo buono di “Halloween”, esistono al massimo capitoli meno peggio, e sono pure pochi. Esiste un capolavoro, quello di Carpenter e il resto sono una serie di rilanci, lo sarà anche il prossimo, alla fine è il (triste) destino di Michael Myers, tornare sempre, ancora ancora ed ancora ad ogni Halloween. Non vedo l’ora di leggerti fare a pezzi questo film. Cheers!

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