mercoledì 13 giugno 2018

The Terror (2018): Cuore (congelato) di tenebra


Ho avuto un momento guardando “The Terror” in cui vuoi per il dramma con protagonisti dei marinai, un po’ perché la creatura mostruosa che compare nelle miniserie è completamente bianca, in cui non sono riuscito a fare a meno di pensare a “Moby Dick”.

Il capolavoro di Herman Melville è un librone grosso così pieno di citazioni Bibliche e capitoli dedicati ai capodogli, in cui l’enorme creatura, tangenzialmente di colore bianco, serve solo ad innescare la trama, che in realtà ruota intorno ai personaggi, alle loro dinamiche e soprattutto alle loro ossessioni. Dopo aver visto un paio di puntate, riassumendo ad un mio collega la trama della serie che stavo guardando, lui mi ha prontamente ribattuto: «Cerchi sempre qualcosa che somigli a “La Cosa”, anche nelle serie tv vero?».

Mi sa che ha centrato il punto, un po’ perché i miei gusti sono facili da intuire come la password del computer di uno Juventino, un po’ perché proprio come in “Moby Dick”, anche La Cosa di John Carpenter era un mostruoso pretesto per mettere tanti essere umani dentro una stanza, lasciare che la paranoia agisce, e vedere in quanto tempo finivano a scannarsi l’uno con l’altro, inoltre al pari di “The Terror”, tutto è ambientato tra i ghiacci che aiuta l’immedesimazione con il capolavoro di Giovanni Carpentiere.

“Carpenter, Carpenter, qui l’unico che è stato diretto da Carpenter sono io caro mio”.
A ben guardare, uno ci potrebbe trovare anche qualcosa di Alien, l’equipaggio in balia della creatura è qualcosa che fa pensare anche al capolavoro di Ridley Scott, che qui è tra i produttori della serie, ed aggiungo una nota personale, “The Terror” è quello che avrebbe potuto essere Prometheus se fosse stato ambientato nel 1845 e se Ridley non fosse definitivamente Scott(o).

Tratta da romanzo omonimo di Dan Simmons del 2007, qui da noi in uno strambo Paese a forma di scarpa uscito con il titolo “La scomparsa dell'Erebus”, la miniserie di AMC è un scommessa, se fosse stato un film dell’orrore probabilmente avrebbe avuto molta meno visibilità, ma per contenuti, e livello di scene grondanti sangue non avrebbe sfigurato per niente. Invece sul piccolo schermo, forse perde qualcosina in termini di budget per gli effetti speciali e qualche location esterna, ma in generale è un prodotto unico, anche con un certo coraggio, perché rispetto alla media delle altre serie tv, non fa concessioni al pubblico, che siano esse sul sangue, oppure sulla narrazione che non è quasi mai didascalica, inoltre è una storia che finisce, senza venire portata avanti all'infinito fino a perdere la sua efficacia, roba rarissima per le serie al giorno d'oggi.

Ambientata nel 1845 durante la spedizione nel Circolo Polare Artico da parte di due navi della Royal Navy inglese, alla ricerca del famigerato passaggio a Nord-ovest, “The Terror” in amicizia “Il Paurone”, racconta la storia della Erebus, comandata dal capitano John Franklin, interpretato da Ciarán Hinds il Mance Rayder di Giocotrono. L’entusiasta, quello voglioso di riabilitare la sua fama e lanciarsi finalmente in politica, presentandosi come il grande eroe che ha scoperto il passaggio a Nord-ovest.

“Mai più serie in cui recito tra i ghiacci porco mondo! Questa è l’ultima volta!”.
Suo perfetto contraltare, il capitano Francis Crozier (un impeccabile Jared Harris) tanto è entusiasta il suo collega, quando è tremendamente tetro e realista Francis (ma non chiamatelo così che si incazza), ovviamente chi avrà ragione? Per esperienza posso dirvi che gli ottimisti sbattono il naso contro la realtà e per la Erebus e la Terror, la realtà vuol dire restare incastrate tra i ghiacci del mar Glaciale Artico, senza la possibilità né di scendere, né di salire, come avrebbero detto Aldo, Giovanni e Giacomo scalando la montagna.

Ad avere avuto il coraggio, “The Terror” avrebbe potuto essere un film di Peter Weir come il bellissimo “Master and Commander” (2003) solo più oscuro e tendente all’horror, Weir sarebbe stato davvero quello giusto per una storia così, invece a guidare la Terror (intesa come miniserie, non come nave) troviamo David Kajganich, lo stesso che nel 2019 scriverà il remake di Suspiria, diretto da Luca Guadagnino, mah, ecco una cosa che fa veramente paura, speriamo bene va.

Kajganich fa un ottimo lavoro, perché riesce a dosare gli elementi della serie molto bene, per prima cosa ci distrae tutti con l’enorme… Cos’è un orso polare particolarmente incazzato quella roba? Una roba che la AMC ha tirato fuori dai fondi di magazzino di quando ancora girava LOST? No scherziamo eh?

Uno dei personaggi più belli visti in una serie tv da parecchio tempo e quasi non ha nemmeno un nome!
Le sortite della creatura sono brevi, mostrate poco per fortuna, perché come detto la CGI non è granché, ma meglio così proprio seguendo la lezione di Carpenter e Scott, un mostro mostrato (scusate la ripetizione) poco è un mostro che fa paura, che crea ansia nel pubblico e nei personaggio, è quello di “The Terror” tiene fede al nome della serie, perché ci regala piccoli momenti horror, secchiate di sangue senza tirar via la mano (o la zampa), tra mozzi mozzati e capitani che perdono svariati pezzi del proprio corpicino.

Il freddo potrebbe essere la cosa meno pericolosa di questo viaggio.
Dopodiché, quando pensi che la serie possa essere un mistero che ruota attorno alla strana creatura, piano piano il ponte della nave si inclina sotto i tuoi piedini di spettatore di terra ferma e la serie cambia tono, scavando nelle dinamiche tra i personaggi, i loro rapporti umani e l’occasione, che oltre a fare l’uomo ladro lo fa anche un po’ figlio di buona donna, tra invidie, orgoglio e odio spesso mal celato.

Insomma, cane mangia cane, anzi, uomo mangia uomo perché costringete tanti esseri umani a convivere insieme, e i casini non faranno che scoppiare molto presto, terrorizzali con una minaccia esterna (bianca come Moby Dick) e li vedrai davvero per come sono, mettili sotto pressione con le temperature glaciali e la scarsità di cibo, e citando un altro personaggio di Carpenter: Benvenuti nel regno della razza umana.

“La nave qui sarà al sicuro?” , “Cosa pensi? Che ci faranno la multa per divieto di sosta!?”.
Difetti? Uno grossino, il ritmo, vogliamo definirlo flemmatico? Ecco usiamo questo largo giro di parole. A dirla tutta, dieci episodi da quasi 50 minuti l’uno forse sono pure troppi, penso che otto sarebbero stati il suo numero esatto, ci possono stare dei lunghi momenti di pausa se vuoi che le stoccate horror siano più efficaci nel colpire a sorpresa il pubblico, ma questa lunghezza eccessiva spesso si avverte, inoltre, mettete in cantiere il fatto che per una volta, questa serie si rifiuta di essere didascalica, non spiegando tutto, ma proprio tutto al suo pubblico, forse giusto nel finale fa una breve concessione ai momenti espositivi, ma davvero poca cosa, e a ben guardare per me è più un pregio che un difetto, anzi è decisamente un pregio.

La stessa creatura, viene frettolosamente chiamata Tuunbaq, un mostro che gli eschimesi temono e venerano, e che per certi versi, mi ha fatto pensare al Wendigo, un po’ per il suo aspetto, un po’ per il colore ma anche, se non soprattutto per il fatto che quando si parla di cannibalismo, un Wendigo non può essere tanto lontano, e in questa serie il cannibalismo non manca.

“Adesso ho capito perché si chiama così questa serie!!”.
La decadenza dei personaggi e della loro morale, viene continuamente sottolineata da trovate visive, ad esempio le due navi incastrate tra i ghiacci che si inclinano sempre di più, oppure arti che piano piano diventano sempre più neri divorati dalla cancrena. Ma alla fine torniamo sempre lì, mi è scappato un “Divorati” (lapsus?) perché per essere una serie di AMC (come quella palla dei Camminamorti) i momenti forti non mancano, c’è persino un episodio che si intitola “Gore” che è il nome di uno dei personaggi, ma sembra quasi una dichiarazione d’intenti.

“The Terror” poi è sostenuta da un cast di attori inglesi in grande forma, da sottolineare la prova di Paul Ready, nei panni del dottor Goodsir forse il personaggio con cui è più facile immedesimarsi e provare empatia, ma è notevole anche Adam Nagaitis, che ha il compito di farsi odiare da tutto il pubblico nei panni dell’Irlandese incazzato con il mondo e pronto a tutto per campare, Cornelius Hickey, un bastardo di prima categoria come non se ne vedevano da un pezzo.

Un simpaticone vi giuro, gli vorrete un bene dell’anima... L'anima de li mortacci sua!
Menzione speciale per Jared Harris, uno che risulta efficace quando deve recitare il dramma in costume, ma che non si tira indietro nemmeno davanti all’horror (Il Maestro, continua ad aleggiare in questo post), e di conseguenza qui ci sguazza, riuscendo a regalarci un capitano tutto d’un pezzo che si ritroverà a vacillare come la sua nave.

Insomma “The Terror” potrebbe far storcere più di un naso, ma anche far esaltare tante persone, sarà che io cerco sempre La Cosa in ogni dove, ma ho apprezzato il coraggio di AMC di portare al suo pubblico un’opera come questa, se quello che avete letto fino a qui vi sconfinfera, buttatevi a pesce, difficilmente vedremo un’altra serie così matura tanto presto.

26 commenti:

  1. Davvero una gran bella serie,stranamente non ne abbiamo patito la lentezza,bella la storia e come scava tra le dinamiche che sis viluppano fra i personaggi.Fra l'altro proprio mentre la stavamo guardando abbiamo incontrato Adam Nagaitis sull'aereo che ci portava a Los Angeles(in aprile).Cioè eravamo IN AEREO a guardare the terror sull'ipad,e dico al Khal:"guarda che prima ho visto mr Hickes in businnes!" e lui "MA NO MELA è SUGGESTIONE!" ed invece era proprio lui.Tanto stronzo nella serie e tanto caruccio dal vivo!!!

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    1. Ah concordo con l'eco di Carpenter,Conrad e Melville,ma anche una spruzzata di Ballard,se lo chiedi a me ;)

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    2. Veramente un’ottima serie, avercene di storie che capiscono quando è il momento di chiudere e lo fanno così bene. Ma dai? Eheh dopo aver visto “The Terror” non vorrei prendere nessun mezzo di locomozione insieme ad Adam Nagaitis, nemmeno un pullman! :-D Scherzi a parte, gran incontro, se sé la gioca bene, il ragazzo può fare strada, e non mi riferisco alle ore di volo ;-) Cheers

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    3. Ballard è un altro che ha raccontato le prodezze della razza umana, quando si ritrova riunita e costretta a convivere in situazioni al limite, che poi è il solco in qui questa serie si incastra alla perfezione. Cheers!

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  2. Sul significato della balena bianca del romanzo si sono scritte tonnellate di saggi. Forse è il nulla verso cui tutti siamo diretti, forse è la comunione delle anime nel suo bagliore sempiterno tanto per citare due ipotesi diametralmente opposte. Ricordo di aver assistito ad un Aspettando Godot in lingua originale presentato dagli attori che riflettevano sul fatto che forse il Buddha Bonsai abbandonato alle spalle dei due personaggi - con tutto quanto legioni di esegeti avevano trovato nella statuetta - era soltanto...un Buddha. Ammetto che la tentaz di ridurre Moby Duck ad un Macguffin ante litteram è forte anche per il sottoscritto, ma temo e spero che sia anche altro: la risposta in cui tutti prima o poi incappano, anche quando non è tanto chiara la domanda.
    Come Carabara vedo Moby qui e là e persino domenica davanti alla ultima puntata Giurassica ho sovrapposto il Kraven il Cacciatore di Ted Levine con la sua ossessione per i dentini delle lucertolone al capitano Achab e confesso qui protetto dal nickname - ora che ci penso anche Ted ne aveva uno in un altro film e Buffalo Bill era un altro cacciatore - che sogno di poter piazzare una variante di Chiamatemi Ismaele ( considerato uno dei migliori incipit di sempre di solito battuto per una incollatura da Jane Austen ndr ) all'inizio di una mia bio non autorizzata di Ben Grimm/Jack Kirby. Non suona bene Chiamatemi La Cosa ? ciao ciao

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    1. Forse uno dei più grossi MacGuffin di sempre quella balena, ma anche a me piace vederla come altro, fosse solo l’ossessione di Achab. Su Ted Levine resta da queste parti, perché giusto ieri ho scritto del mondo giurassico (in arrivo a breve) e mi sono ritrovato a fare riflessioni simili, Levine per me sarà sempre Buffalo Bill. Beh però “Chiamatemi La Cosa” potrebbe essere la creatura di Carpenter mutaforma che imita quella con la benda, per non fare confusione, potrebbe essere “Chiamatemi l’adorabile cosa dagli occhi blu” ;-) Cheers!

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  3. Su Moby Dick hai ragione da vendere, tant'è che nell'incipit del romanzo di Simmons è riportata una citazione dal capolavoro di Melville, il capitolo che parla dell'orrore derivato dalla "bianchezza" della balena. Anche qui la creatura è un pretesto, tant'è che la cgi è scarsina eppure avrei avuto lo stesso terrore con un orso di peluche. Alla fine però la cosa che mi ha colpito è l'elogio appassionato dell'umanità, la capacità di mantenere la dignità e l'affetto reciproco nonostante tutto, fra personaggi complessi e sfaccettati, divertenti e tragici (il comparto attoriale ha aiutato molto, qui fra Harris, Nagaitis, Ian Hart e Paul Ready non si sa chi sia il più bravo, e il tutto senza ricorrere a nomi altisonanti da statuetta), anche perché se ci si fa sopraffare da una tetraggine monocorde il coinvolgimento è pari a zero (vedasi The Walking Dead). Anche a me la lentezza non ha pesato per niente, perché se una serie sa dove deve andare non mi importa quanto ci mette ad arrivarci. Insomma, si è capito che per me è la serie dell'anno?

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    1. P.S. i commenti del Crepascolo qui sopra meritano un plauso sentito

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    2. Ah vedi che nella mia cialtronaggine ogni tanto becco qualche spunto pure io? Melville era nell’aria in questa storia, grazie per la spiegazione, non ho mai letto il romanzo, ma ultimamente mi piace fare il contrario, leggere i libri dopo aver visto gli adattamenti, sono strano lo so. L’orso funziona anche così concordo in pieno, la forza nella serie sta in un cast in gran forma, e anche se si rimesta nel torbido dell’animo umano, si è sempre coinvolti, AMC che scende dal letto con il piede giusto, la definizione di serie dell’anno ci sta tutta, anche solo per l’idea facciamo UNA stagione e la chiudiamo alla grande. Cheers!

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    3. Sono profondamente convinto che Crepascolo dovrebbe tenere una rubrica tutta sua qui sopra, lo tento da mesi ma niente, dove provare a corromperlo con qualche fumetto Marvel della mia collezione, ma li avrà già letti tutti ;-) Cheers

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  4. Anni fa ho iniziato a leggere il libro, ma ammetto di averlo mollato prima della metà per noia congenita. Per questo non avevo molta voglia di iniziare la serie. Ora ci penso...

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    1. Non ti so dire del libro, infatti mi sono concentrato sulla serie, che però merita, facciamo così, tu guardi la serie io leggo il romanzo ;-) Cheers

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  5. Avendo Amazon Prime presumo che lo potrei pure vedere "legalmente" :D Devo dirlo a mia moglie!

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    1. Un ottimo esordio, spero non facciano come sta facendo Netflix, una serie di ottima qualità per iniziare (“House of cards”) ed ora compriamo qualunque cosa in giro per il pianeta pur di riempire il palinsesto. Ma indipendentemente dalla piattaforma, questa serie merita la visione! Cheers

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    2. Ah stiamo guardando Marvelous Mrs Maisel, non ricordo chi ne parlò sul suo blog..comunque serie molto divertente!

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    3. Mi manca, ma il titolo è figo ;-) Cheers

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  6. A me è piaciuta molto, serie ben fatta. Il regista è persino riuscito a farsi perdonare la lentezza di certi passaggi. Mi sono anche documentato sulle vere vicende che hanno ispirato romanzo e serie e questo ha completato il piacere di aver visto The terror.

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    1. Vero, inoltre le storie tratte da eventi reali hanno questa gustosa aggiunta, la possibilità di potersi documentare, lo scontro tra finzione e realtà è sempre avvincente. Cheers!

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  7. Sono al secondo episodio, mi sa che mi tocca ripassare dopo. :-P

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    1. Sono rimasto sul vago ma goditi la serie che merita, mi farai sapere poi il tuo parere su "The Terror" ;-) Cheers

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  8. Io con la neve riesco a guardare solo una cosa: La Cosa. E i suoi remake tipo 8ful 8.
    Non so, quando vedo ambienti del genere, mi fermano... Quindi questo proprio non mi attirerebbe minimamente...

    Moz-

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    1. Non ti facevo un tipo freddoloso Moz? ;-) Scherzi a parte, ci sta è più che legittimo! Cheers

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  9. Da come ne parli sembra una serie che potrebbe interessarmi, anche perché l'evento storico lo conosco molto bene, sicuramente recupererò il libro.

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    1. Merita, mi sto attrezzando anche io per recuperare il libro ;-) Cheers!

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  10. Ma aspetta..la password del pc di uno juventino è intermerda? :D?.

    Dunque, tu hai pensato a "La Cosa" e io invece ho pensato a uno dei miei librogame preferiti di Lupo Solitario, negli abissi di Kalteland. Sarà il gelo, la neve, ma questa ambientazione mi trasmette una grande ansia e quindi mi permette di immedesimarmi fortemente. Anche lì ovviamente c'erano delle mostruose creature, anche se il rapporto tra forza del protagonista e quelle dei mostri era a favore del primo. Ma quando ho letto del ritmo mi sono cadute le braccia. O meglio: un survival deve inevitabilmente avere dei momenti di calma e di lentezza, ma il problema è delle serie tv che devono diluire tanto e troppo la minestra...

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    1. Ahahah si esatto anche quella potrebbe andare bene :-D

      Si il ritmo è flemmatico, ma ti assicuro che la serie ha tutto per incollarti allo schermo, oddio non come un librogame di Lupo Solitario, però te la consiglio, proprio perché anche tu ami questo tipo di ambientazioni ;-) Cheers

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